venerdì 5 febbraio 2016

Minacce di morte in diretta radio

A questo siamo giunti.
Già è tremendamente vessatorio il fatto che la radio di stato del vaticancro invada praticamente tre frequenze su quattro; in qualunque zona d'Italia basta scorrere la sintonia della propria radio e ogni momento s'incappa in questo obbrobrio. In più (no, io mi rifiuto di ascoltare quella merda: me l'hanno riferito) il suo "direttore" con le virgolette d'obbligo si permette di proferire minacce di morte in diretta radio!
Dunque, a seguito del controverso disegno di legge sulle unioni civili, la sua prima firmataria, Monica Cirinnà, si è sentita rivolgere una frase del tipo "Arriverà anche il tuo funerale".
Ma è possibile? Insomma, si può dire in varie maniere, più o meno educate, che non si è d'accordo; già l'han fatto i catto-talebani omofobi con quel loro famoso "giorno" di cui (chiedo venia) avevo promesso di non interessarmi più, e vabbe'. Ma arrivare in diretta radio a proferire esplicite minacce è più troppo del troppo! E scusate se il mio italiano va a gambe all'aria assieme alla mia pazienza! Caro il mio pretastro bigotto e omofobo, questo messaggio ti arriva da un etero felicemente sposato: vaffanculo. E tieni sempre presente tutti i sentimenti (carità, amore, ...) che tu e gli altri pretastri professate praticamente due parole su tre, che poco - anzi, per nulla - quadrano con l'augurare la morte a una persona di fronte a x ascoltatori, con x (sperabilmente) = 4 gatti spelacchiati; non so quale sia l'indice d'ascolto di radio porcheria, ma ne conosco personalmente ben pochi che ce l'abbiano sulle preselezioni delle proprie radio. Comunque, sempre sotto l'orecchio di troppi. Queste sono la carità e l'amore su cui si basa la tua religione, caro pretastro? Ritorna a fanculo, se già eri rientrato dal viaggio precedente. È già terribilmente brutto beccarsi 'ste trollate sul web, ma in diretta radio proprio no, eh!

martedì 2 febbraio 2016

Sintesi del pensiero dei talebani dell'omofobia

(Ancora un post su 'sta figura di caccamerda internazionale che è il "giorno della famiglia", poi basta: sto già dando a questi rincogliombecitrulliti troppa importanza.)
Questi talebani dell'omofobia - quattro gatti spelacchiati gonfiacifre e troppo visibili mediaticamente - sono sullo stesso piano dell'automobilista inetto che viaggia a dieci all'ora su una strada statale e poi si lamenta quando qualcuno lo sorpassa, accusando il citato qualcuno di non rispettare il suo diritto ad andare alla velocità che vuole, e negando agli altri lo stesso diritto con la stessa frase con cui lo pretende per sé. Questi talebani pretendono di poter scegliere cosa considerare una "famiglia" qualificando come merda le scelte altrui; ma questo altro non è che un miserevole tentativo d'imposizione. La gente dovrebbe prendere questi tentativi per quello che sono, accantonarli con una scrollata di spalle e vivere come meglio preferisce; da questo punto di vista, si direbbe che i più giovani, ancora dotati di mentalità aperta, possano offrire qualche speranza per il futuro a questa Italietta ancora troppo affogata in un mare di luoghi comuni ormai stantii e putrefatti.

lunedì 1 febbraio 2016

Due milioni?

Ho già detto in un altro post quel che penso su questo "giorno della famiglia"; la mia aggiunta è solo sulla questione del numero di partecipanti.
Cioè: due milioni?
Più o meno nel Circo Massimo ci stanno settantamila persone quand'è strapieno (com'è avvenuto nel 2014 per il concerto dei Rolling Stones); in occasione di questo famoso "giorno", il 30 gennaio, non era pieno nemmeno per un terzo.
Due milioni dov'erano, quindi?
Adesso ci resta soltanto da sapere da quale parte penzola la questura di Roma; la cifra fornita da loro potrebbe oscillare tra "4 gatti spelacchiati" e "un miliardo e mezzo"...

giovedì 28 gennaio 2016

Mosse poco (o per nulla) opportune

Chiaramente si sono scatenate le polemiche sulla censurite all'italiana che ha portato qualcuno (chi? Boh. È sempre colpa degli altri...) a coprire delle statue per evitare di offendere un capo di stato che, bontà sua, non ha mai chiesto cose del genere negli altri stati che ha visitato. Il presidente del coniglio (la S stavolta salta, e di brutto...) che in definitiva è l'unico responsabile di questa invenzione ha fatto bene? Sì? No? Forse? Parzialmente?
Chi se ne strafotte.
La domanda da porsi è: una mossa del genere è stata opportuna?
Risposta facile e scontata: no, proprio per nulla. Non tanto perché ancora una volta l'Italia si fa la classica figura di slurpaggio di Qlo ai potenti della terra, ma proprio perché era già ovvio ed evidente fin dal principio che si sarebbe scatenata la tempesta di merda sui media, elevando al cubo la figura di merda insita in un gesto del genere. E si eleva ulteriormente al cubo una figura del genere fatta da uno che basa la sua stessa esistenza come politico sulla comunicazione, che in tal modo dichiara all'intero Universo "Sono un babbeo". A questo punto l'elettore italiota medio che continua a dar fiducia a un buffone del genere dovrebbe cominciare a porsi seriamente delle domande, perché il citato buffone non solo non sta facendo una cippa bollita per risollevare questo paese dal baratro, ma ce lo manda ancora più a fondo con svarioni comunicativi del genere.

martedì 26 gennaio 2016

Acquedotti e strade? No, meglio statue immense

Un paese del Cilento ha deciso di far costruire una statua di padre pio (minuscole, ormai, dovute) alta come una montagna o poco meno. Costo totale previsto dell'opera: circa 150 milioni.
Acquedotto inesistente? Ma non ci sono i soldi per farlo.
Strade disastrate? Ma non ci sono i soldi per rimetterle in quadro.
Una statua da 150 milioni? Certo, come no: iter già avviato.
Fintanto che le priorità in Italia continueranno a essere queste, speranze proprio non ce ne sono qui. Siamo e resteremo un paese arretrato come la coda del porco. Punto.

lunedì 25 gennaio 2016

I miei 2 centesimi sulla questione della famiglia

Domanda: che cos'è quel fottuto "giorno della famiglia" (no, mi rifiuto di dirlo in ostr babi quella lingua là)?
Risposta: è il giorno in cui pluridivorziati con figli avuti da chissà chi e con amanti usate addirittura per cornificare altre amanti si ergono a paladini della "famiglia tradizionale", con l'appoggio di uomini che questa famiglia non sanno nemmeno cosa sia - sì, hanno avuto dei genitori, ma non sanno nulla di come si gestisce una famiglia.
Ma intanto: cos'è la famiglia?
Risposta troppo facile e scontata: per come la concepiamo noi è un puro e semplice costrutto umano. Se già questi paladini delle battaglie perse cominciano a parlare di "famiglia naturale" non sanno di cosa stanno parlando, perché in natura le famiglie di tipo umano non esistono. E quindi, "tradizionale" che vuol dire?
Niente. Vuol semplicemente dire, senza mezzi termini, che questi personaggi di dubbia moralit assolutamente certa immoralità si permettono di negare dall'alto della loro immensa tracotanza il diritto a chiunque di mettere in piedi una famiglia di tipo umano. Ma intanto se esistono delle tradizioni è diritto di chiunque scegliere se rispettarle o meno, e non esiste tradizione senza innovazione; in ogni caso nessuno ha il diritto di negare ad altri diritti che non sono espressamente proibiti da qualche legge - e non abbiamo nessuna legge che vieti di mettere in piedi famiglie anche non "tradizionali". Hai il diritto di uccidere? No: la legge (anche quella non scritta che si chiama morale) te lo vieta. Hai il diritto di metterti insieme a chi vuoi, a prescindere dal sesso e dalla quantità? Sì, perché non esistono divieti in tal senso. Sei un "tradizionalista" e non vuoi complicazioni sentimentali con triangoli o relazioni ancora più estese? Bene, ma è una tua scelta che non puoi far piovere dall'alto su altri che non la pensano come te.
Dulcis in fundo, bisogna tener conto che le peggiori nefandezze avvengono sempre nell'ambito di queste famiglie "tradizionali". I più grandi paladini di questo tipo di famiglia sono mediamente personaggi che passano le giornate a insultare e magari a pestare a sangue le loro mogli, magari perfino di fronte ai figli, e che hanno tante amanti quanti sono i giorni della settimana. Per non parlare di quegli altri paladini, i senza famiglia che magari perpetrano i loro porci comodi su bambini indifesi segnandoli a vita e impedendo loro di poter anche solo pensare a mettere su famiglia, tanto rimangono scioccati da quello che hanno subito durante l'infanzia.

venerdì 22 gennaio 2016

Pianeta Nove, Dieci, ...? Ma davvero?

Premessa: è una notizia probabile, basata sullo studio di orbite di corpi nella fascia di Kuiper che parrebbero centrate (sì, lo so, sono ellittiche, e il centro in questione altro non è che uno dei fuochi) su un possibile ulteriore pianeta gigante grosso più o meno come Nettuno, in orbita molto esterna.
La domanda è: i giornalari della domenica pomeriggio (molto sul tardi) conoscono la differenza tra probabile e certo? Se esiste, quell'ipotetico pianeta ancora non è stato osservato, e non lo sarà fintanto che qualche ente ancora dotato di qualche spicciolo in saccoccia non manderà una sonda in quella zona di spazio. Eppure tutti gli organi di stUmpa, non solo italiani, hanno passato la notizia come una certezza al 100%. "Scoperto il pianeta Nove", qualcuno lo chiama Dieci, qualcuno ci ha appiccicato una bella X che non ho capito se è un numero romano o proprio la lettera X, i (f)uf(f)ologi sono già lì che strepitano su Nibiru e i loro eterni Anunnaki.
Ahò, se non l'hanno individuato i miei compatrioti su Marte, voi terrestrucoli manco per i cavoli a merenda che lo beccate!

giovedì 21 gennaio 2016

La mia vendetta contro un SUV demmerda

Era già da mo' che non tiravo qualche bella succulenta mazzata ai SUV demmerda e all'immensa tracotanza di quelli che li guidano ("guidare" è una parola grossa per questa gentaglia). Stavolta, però, ho goduto come un riccio per un episodio che mi è capitato l'altro giorno.
Doverosa premessa: stavo guidando un'auto non mia, non tanto giovane, dotata, tra le altre cose, di un baco alla centralina in grado di mandarla completamente in palla se si agisce in un certo modo sui comandi. Non dico che auto era, prima di tutto perché non voglio né incoraggiare gli emuli, né scatenare la corsa dai concessionari per farsi sistemare il baco (è un'auto fuori produzione e la casa produttrice ormai se ne strabatte), e in secondo luogo perché è un baco molto difficile da scatenare: bisogna sapere quello che si fa, e l'automobilista medio non ci incapperà mai. È servito a me, però.
Insomma, coda mostruosa in autostrada, traffico talmente fermo che perfino i pali della luce ci superavano... e non ti vedo in distanza nello specchietto il SUV demmerda che avanza arrembante nella corsia d'emergenza? Tac, decisione al volo: mi sposto in corsia d'emergenza, faccio quella manovrina che dicevo e puff, macchina inchiodata. Il buco lasciato da me viene tappato in tempo zero, ovviamente. E il SUV demmerda mi arriva dietro, si ferma, comincia a strombazzare come un dannato e accende tutte le luci che ha. Lo lascio strepitare per un po', poi scendo dall'auto e mi avvicino a lui, che aveva già abbassato il finestrino con la buona intenzione di dirmene quattro.
"Ho qualche problema alla macchina." gli dico. "E intanto questa sarebbe la corsia d'emergenza."
"Non me ne frega un cazzo, io non posso mica star qui tutto il giorno, togli quel rottame di mezzo!" salta su lui inviperito.
"Quale parte di 'ho qualche problema alla macchina' non ti è chiara? S'è inchiodata, non parte, non risponde più a nessun comando. Se vuoi, incanalati sulle corsie di transito e segui la coda; questa macchina da qui non si muove. E, ribadisco il concetto: 'corsia d'emergenza' non vuol dire che un cretinotto con un SUV demmerda che costa quanto una casa possa sfruttarla per fare il furbo alla facciazza di tutti quelli che sono fermi in coda da ore."
"Sì, ma cazzo, io ho un appuntamento e non posso mica mancare! Non rompere i coglioni, la tua è tutta una finta, quella macchina va benissimo."
"Bene, signOOOr sotuttoio: fammela partire e ne riparliamo."
Scende dal SUV demmerda, sbattendo doverosamente la portiera (il suo carrozziere è già lì che si sfrega le mani...), sale su quella che stavo guidando io, tenta abbastanza avviamenti da riuscire quasi a panarmi la batteria, pianta giù bestemmioni a macchinetta, mi propone: "Adesso metti la marcia e ti spingo io con la mia, così vedrai che parte."
"La macchina non è mia; ti assumi tu la responsabilità di qualunque danno?"
Alla parola "responsabilità" si inceppa, da bravo codardo che è, di quelli che fanno i prepotenti solo coi più deboli. Poi, mentre vedo che si sta decidendo a risalire in macchina per inserirsi (immagino io) a forza bruta nel traffico, pretendendo magari di far spostare tutti quei tir da 40 tonnellate che riescono a muoversi di dieci centimetri alla volta, non gli arriva una pattuglia della polizia dietro? E mentre un poliziotto tenta invano di dare una mano a me a far ripartire l'auto inchiodata, l'altro scuoia vivo il pirlone, incurante di tutte le sue proteste e recriminazioni condite di "Lei non sa chi sono io" e menate del genere. Alla fine della fiera, lui si ritrova lì senza la patente a proferire minacce di ricorsoni da giorno del giudizio; io, intanto, ho rivelato al poliziotto l'esistenza di quel baco e di come ripristinare la situazione di partenza (basta staccare la batteria, aspettare qualche minuto che la centralina si reimposti e ricollegare il tutto), e sotto il suo ghigno malefico riavvio il motore e mi reimmetto nella coda, ringraziando il gentile poliziotto per il suo aiuto. La coda ha ripreso a scorrere un po' più veloce nel frattempo. La faccia del rincoglionito col suo SUV demmerda è stata impagabile.

lunedì 18 gennaio 2016

I troll che mazzottano la stUmpa nostrana

... sono senza prezzo.
Bufale Un Tanto Al Chilo ha pubblicato questo interessante articolo riguardo a come ha reagito un sito di troll professionisti al fatto che una bufala (dichiaratamente tale) da loro pubblicata sia stata raccolta e ripubblicata da tutte le testate di stUmpa nostrana come notizia vera con un copia & incula selvaggio, senza spendere nemmeno un microsecondo per verificarla. Bella la storiellina del ristoratore arrestato a Firenze perché macellava cani nel garage, eh? Peccato che fosse falsa come una moneta da 3,51 euro. Peccato che sarebbero bastati pochi secondi per effettuare una ricerca su Google e ottenere come primo risultato il nome di questo sito di allevatori di bufale. E per quanto questi trolloni non mi stiano simpatici, nella loro reazione hanno guadagnato istantaneamente parecchi punti. Sì, sono, come dicevo, dei troll professionisti che si divertono a creare notizie false; ma il loro divertimento arriva soltanto fino al punto di vedere quanti boccaloni condividono la bufala sul Tomo delle Facce di Merda; anche loro si aspetterebbero che una testata seria: a) non pubblicasse proprio la notizia (il che sarebbe meglio) oppure b) prendesse subito le distanze, dichiarandola falsa e deprecando la cliccomania dell'utOnto medio delle socialmerde, fornendo fonti che la smentiscano. E invece no: le testate "serie" (ormai con le virgolette d'obbligo) pubblicano tutte le più infami puttanate spacciandole come notizie vere, solo per attirare ascolti, vendite o clic, a seconda della tipologia di testata. E anche i trolloni, alla fine, prendono le distanze. Insomma, uno si fiderebbe delle testate "serie" per avere notizie reali e quello che si trova servito su un vassoio d'argento è questo? Ribadisco il concetto con una notizia che più reale non può essere: l'eccesso di stUmpa italiana provoca il cancro. State alla larga dalla stUmpa italiana!

Aggiunta
E la stUmpa italiana ci ricasca. "Guy-fi", le cabine per masturbarsi in pubblico a New York! Non si sono minimamente soffermati a leggere tutto il testo originale per rendersi conto che sì, qualcuno aveva messo in giro quelle cabine, ma si trattava di una semplice trovata pubblicitaria di un'azienda che produce attrezzatura erotica, e che la masturbazione in pubblico, a New York come in tutto il resto del mondo, ricade sotto la dicitura "atti osceni in luogo pubblico" e costituisce reato.

venerdì 15 gennaio 2016

Tutti i truschini delle case automobilistiche

Ha cominciato (si fa per dire: è solo stato il primo ad essere beccato) il gruppo Volkswagen-Audi-Seat-Skoda col taroccare il software delle sue auto per passare in maniera truffaldina i controlli. Poi ci s'è messa la Renault (ancora una volta, si fa per dire: è stata la seconda nella lista). Poi è venuto fuori l'ennesimo maneggio all'italiana - ah, lì sì che si ricorda di esserlo, almeno in parte - di Minkionne che, dopo le sassate che s'è preso per mancate comunicazioni di richiami e la possibilità tutt'altro che remota di farsi craccare le sue belle auto connesse a Internet, avrebbe pure costretto i concessionari a gonfiare le vendite, e non col vecchio sistema di comprare a gogò per poi rivendere a chilometri zero, ma proprio alterando i dati delle vendite. E poi ci si stupisce che il mercato dell'auto ha subito un'improvvisa frenata negli ultimi tempi? Il mercato frena, mentre l'industria è lanciata a rotta di collo ai duecento all'ora e coi freni rotti giù per una discesa ripidissima...

mercoledì 13 gennaio 2016

Aridajje con 'sto cancro!

Dopo aver demonizzato la carne (ed aver poi fatto un passo indietro), dopo aver messo alla gogna il caffè (anche lì con un passo indietro) adesso, per la stUmpa italiana (dicasi ANSIA, sempre con quella I d'obbligo) il nuovo demonio è lo zucchero.
Lo zucchero.
Già.
Dopo lo zucchero si passerà al sale; dopo, magari, accuseranno la pasta; poi chissà, per far contenti i fruttariani daranno la colpa ai vegetali cotti; poi, per spingere sul "respirianesimo" finiranno per dare la colpa del cancro a tutto il cibo in generale.
Ma che la piantino lì con questa disinformazione totale, una buona volta, e si decidano a smetterla di dar retta a veganimalardi, complottardi e sfigati vari per orientarsi su fonti d'informazione un po' più autorevoli. Questi "giornalisti" il cancro ce l'hanno loro, al cervello. L'unico motivo dell'aumento dell'incidenza di tumori in Europa da trent'anni a questa parte è il fatto che stiamo ancora continuando a pagare Chernobyl con gli interessi, se lo mettano bene in testa i "giornalisti" anziché sparare a zero su tutto quanto di commestibile sia mai stato prodotto dall'uomo!

Consolidata prassi aziendale

Ovvero: prendere per il Qlo il pubblico.
Si pensava che la cazzovisione di stato almeno mantenesse l'ora esatta; si pensava che quella boiata di capodanno (orologio giusto fino a pochissimo dal conto alla rovescia, poi takk, di colpo un minuto avanti) fosse una semplice svista di qualcuno che è andato a toccare un comando che avrebbe dovuto lasciare in pace.
Tsè. Guarda, Dumdumderum, ho appena visto sparire la pubblicità dalla merdavisione di stato.
Ma un certo Azzolini ('azzolina!), direttore responsabile della cagata di capodanno, ha candidamente (cioè, con una faccia da Qlo mostruosa) ammesso che per "consolidata prassi aziendale" la vomitovisione di stato cambia i tempi a seconda della convenienza, cioè la volontà degli sponsor - i quali, va detto, nella putrevisione di stato non dovrebbero neppure esistere, visto che l'unico sponsor di un'azienda statale sono i contribuenti. Questo e la volontà di ciulare la concorrenza - anche qui, è un controsenso mostruoso: la puttanvisione di stato non deve minimamente curarsi della concorrenza.
Schifo a mille.
Ricordatevi tutti quanti di alzare il volume al massimo nel bestemmiare quando vedrete arrivare le bollette della corrente elettrica maggiorate per far pagare il canoncazzone della fottovisione di stato anche a chi non sa neppure com'è fatto un televisore.

martedì 12 gennaio 2016

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Secondo adnkornutos, la morte di David Bowie sarebbe una bufala. "Dato per morto sul suo profilo sul Tomo delle Facce di Merda" (il nome è farina del mio sacco - NdB). Il brutto è che altri organi di stUmpa italioti hanno fatto il copia & incula da adnkornutos riportanto papale papale la "notizia".
Puah.
Ovviamente adnkornutos è corsa ai ripari cancellando tutto (senza tener conto, ovviamente, che la cache di Google ricorda TUTTO); ma ci hanno preso gusto? Non so cosa ne pensiate voi, ma a me cominciano a fare la stessa impressione di certi complottardi - tipo un certo straPUPPA strakPUPPA strakerPUUUUUPPPA, arrrgh, non riesco a fare a meno quando cito strakPUPPA - che riescono a negare la morte di qualcuno perfino in presenza del suo cadavere.

venerdì 8 gennaio 2016

Biscottini amari

(Ne parla anche Paolo Attivissimo in questo post.)

Quella famigerata "legge sui cookie", come tutte le cose fatte col culo da parte di burocrati che di Internet (o di tecnologie moderne in generale) non capiscono una beata fava, sta mostrando uno dei suoi limiti strutturali più evidenti. Il fatto di dover dare l'assenso a ogni nuova pagina visitata - e anche a pagine visitate da poco che, guarda caso, non si ricordano che l'assenso era già stato dato - ha spinto i tiraclic commerciali a sfruttare la cosa a loro vantaggio. I truffatori di turno hanno ideato una maniera astuta per spingere l'utOnto di turno a cliccare su quello che sembra il consenso ai cookie, ma invece apre finestre commerciali (e anche i meno utOnti: quella roba è di fatto indistinguibile dalla vera richiesta di consenso). A questo punto, ai cari "legislatori" europei che vomitano 'ste puttanate astronomiche di leggi che, oltre a far infuriare la gente, oltre a non risolvere alcun problema, oltre a rendere la vita impossibile ai webmaster, danno l'occasione ai tritaballe commerciali di perpetrare ad infinitum i loro truffaldini martellamenti pubblicitari, chiederei un paio di cose:
a) abrogare queste leggi del cazzo;
b) emanare leggi serie, che, intanto, castighino i truffatori come quelli citati, ma li castighino di brutto.
E all'utOnto di turno (ma so già che nessun utOnto legge il mio blog...) raccomanderei l'installazione di un buon adblocker sui browser dove si può (principalmente Volpe di Fuoco e Chrome) in modo che anche un clic su quelle boiate tiraclic non apra finestre pubblicitarie. Spiacente per chi di pubblicità vive: o cambiate tutti quanti sistema, la piantate lì con questi sistemi criminali per guadagnare a spese degli sprovveduti, la smettete di martellare le palle alla gente a suon di spottoni, oppure rassegnatevi a vedere sempre più gente che questi sistemi li blocca prima che possano far danni.

martedì 5 gennaio 2016

Il Tomo delle Facce di Merda e il valore della conoscenza

Ecco una storiella "moralizzante" che circola già da mo' sulla socialmerda per eccellenza:

"Un Ingegnere viene chiamato per aggiustare un Pc molto complesso del costo di 12milioni di €. Seduto di fronte allo schermo,preme un paio di tasti,asserisce con la testa,mormora qualcosa a se stesso e spegne il Pc,estrae un piccolo cacciavite dalla tasca e dà un giro e mezzo a una minuscola vite.A questo punto accende il Pc e verifica che funziona perfettamente.Il Presidente dell'azienda,felicissimo,si offre di pagare il conto immediatamente.'Quanto le devo?'chiede.'Sono 1000 euro'risponde l'Ingegnere.'1000 euro? 1000euro per stringere una semplicissima vite? mì rendo conto che il computer vale 12 milioni di €, ma 1000€ mì sembra una cifra esagerata!pagherò solamente se manderà una fattura che giustifichi questa cifra!'L'Ingegnere acconsente e se ne va.Il mattino dopo il Presidente riceve la fattura,la legge,e la paga senza lamentele.La fattura diceva:SERVIZI EFFETTUATI:-avvitamento vite 1€;-sapere quale vite avviatare 999€ e una vita di studi. SI GUADAGNA PER QUELLO CHE SI SA NON PER QUELLO CHE SI FA."

Storielle del cazzo come queste dimostrano chiaramente che l'utOnto medio delle socialmerde ha più o meno le capacità logiche e cognitive di un'ameba, ma di quelle stupide.
Intanto: "un PC molto complesso del costo di 12 milioni di euro": ah, sì? Il PC più costoso che mi sia mai capitato di vedere è stato una macchina per videogiochi, costruita pezzo per pezzo dal possessore, il cui valore totale ha circa tre zeri in meno. Per dodici milioni ci si compra già un supercomputer di fascia bassa, qualcosa che potrebbe servire a un centro ricerche universitario - non un semplice PC.
Poi: nessun libero professionista si permetterebbe di far pagare così tanto la semplice conoscenza di quale vite girare. Il motivo è presto detto: mi hai regolato una vite e mi fai pagare mille euro? Io ti denuncio per truffa, e la prossima volta mi rivolgerò a un professionista serio. Mi fai pagare il diritto di chiamata? Bene. Sei intervenuto a domicilio e mi fai pagare la trasferta? Bene. Presupponendo che tu non venga da mille chilometri di distanza, il costo totale di quelle due voci potrebbe aggirarsi sui 100 o 150 euro. Caruccio: ma quella conoscenza me la puoi far pagare solo fino a quel punto. Anche perché io ti guardo mentre regoli quella vite, e la prossima volta mi chiameranno altri possessori di quel mini-supercomputer per chiedermi come s'è risolta la questione e io risponderò loro "Stringi la tale vite di mezzo giro", gratis e facendoti perdere uno o più clienti - questo nel caso in cui io mi senta buono e non intenda denunciarti, beninteso.
Insomma, oltre a una ben scarsa conoscenza del mondo tecnologico, il trollone che ha messo in giro questa storiella dimostra di non sapere un tubo di niente di come funziona il mondo dei liberi professionisti, soprattutto di quanti clienti perderebbero se agissero in quella maniera. E gli utOnti che condividono a nastro puttanate del genere, ribadisco, hanno mandato il neurone solitario a farsi una vacanza ai Caraibi; purtroppo, però, sono in numero sempre maggiore. E qualcuno mi accusa di essere troppo duro quando affermo che, se fosse in mio potere, chiuderei il Tomo delle Facce di Merda e tutte le altre socialmerde senza il minimo indugio, eh? Sono quasi certo che senza il potere narcotico e rincretinente delle socialmerde tanti tornerebbero a far funzionare il neurone solitario.

venerdì 18 dicembre 2015

Il Tomo delle Facce di Merda e la beneficenza

Un ragazzo di tredici anni decide consapevolmente di rinunciare a un regalo di natale del valore di circa 150 euro per devolverli a un'organizzazione che aiuta bambini africani. Un cuore generoso come ce ne sono pochi, e tanti adulti dovrebbero imparare da lui. Dovrebbe essere osannato, questo ragazzo... e invece: 
Rinuncia al regalo di Natale per i bimbi africani, insulti sui social
Cioè: i bimbiminkia decerebrati sono subito andati a trovare motivazioni che non esistono nel gesto di un ragazzo che, semplicemente, ha preso a cuore una causa meritevole! Questo ragazzo e la sua famiglia hanno solide teste sulle spalle e non danno retta alle socialmerde - ma a vedere l'atteggiamento di certi esseri subumani che sbrodolano puttanate sul Tomo delle Facce di Merda(*) mi scatta la bestemmia a mitraglietta. Ma quell'emerito pirla alla pirlesima potenza di zuckerberg (minuscola d'obbligo) s'è reso conto di che razza di mostri sta coccolando e viziando, permettendo loro di esprimere il peggio di sé? Oh, sì che s'è reso conto: ci sta lucrando sopra, sui bimbiminkia dal neurone solitario in coma farmacologico, il che lo rende ancora peggiore di loro, in quanto alimenta odio e razzismo solo per ingrassare il proprio portafoglio. Se io fossi (utopisticamente parlando) uno ziliardario che nemmeno l'Aga Khan, ecco, per prima cosa comprerei il Tomo delle Facce di Merda e tutte le altre socialmerde per chiuderle senza opzione esattamente un istante dopo. Libertà d'espressione va bene, ma sulle socialmerde s'è oltrepassato ogni ragionevole limite.

(*) A questo punto avete capito perché lo chiamo così, nevvero?

giovedì 17 dicembre 2015

Il Tomo delle Facce di Merda e i pantaloni alla scagazza

È da mo' che sulla socialmerda per eccellenza sta circolando questa roba:


Va bene, dico io, l'intento è lodevole: anche a me piacerebbe tanto veder sparire questi obbrobriosi pantaloni alla scagazza, con la vita all'altezza del cavallo e il cavallo alle caviglie; solo che i bimbiminkia da socialmerda hanno cannato in pieno il bersaglio. Intanto, il problema nelle prigioni è il fatto che non siano autorizzati a portare la cintura, oltre a ogni altro oggetto che un detenuto potrebbe usare per suicidarsi; magari i pantaloni cascano, senza cintura. In ogni caso, la moda dei pantaloni alla scagazza non è nata in carcere: è nata (più per necessità che per desiderio di lanciare una nuova moda) nei ghetti afroamericani, col ragazzino che doveva andare in giro coi pantaloni del fratellone, di otto taglie più grandi e cascanti da tutte le parti, perché i suoi genitori - se li aveva - non potevano permettersi di comprare anche a lui dei vestiti. Ribadisco: adesso che è una moda per decerebrati totali fa davvero schifo vedere tutti questi ragazzi coi pantaloni cascanti che li costringono a camminare come se stessero cercando di non far uscire un palo piantato nel Qlo, però girarla in questa maniera, oltre a non ottenere l'effetto desiderato, è soltanto un esempio di gravissima disinformazione.

mercoledì 16 dicembre 2015

Mai un minuto troppo presto

È morto liciogelli.
Già.
Peccato che ormai tutti i danni che poteva combinare in Italia siano irrimediabili. Peccato che tutti coloro che hanno tratto beneficio dai suoi "insegnamenti" siano vivi e pimpanti. Questo individuo è morto felice che tutti i suoi piani siano stati seguiti fino in fondo, e altri hanno pienamente raccolto la sua eredità.
Insomma, morto un liciogelli mille altri ne hanno preso il posto.
Puah.

martedì 15 dicembre 2015

Ma fatevi furbi!

Se quei quattro gatti spelacchiati di quell'organizzazione chiamata ISIS o DAESH o sì che so io volevano creare scompiglio, ecco, ci sono riusciti meglio di quanto sperassero, grazie alla tontaggine irreversibile che affligge l'homo ex (ma molto ex) sapiens. Dunque:
- Vietato parlare di maiale, di prosciutti, salami, mortadelle, di porchetta, di lonza al forno... pffff. C'è il rischio di offendere qualcuno, già. Ma vaffanculo! Se qualcuno si sente offeso dal maiale, non lo mangi! E che cazzo!
- Un emerito coglione va a farsi del male da solo per poi inventarsi la storiella di essere stato aggredito da uno di quei quattro gatti spelacchiati di cui parlavo. E questo tipo affetto da mitomania galoppante è pure un insegnante! Ma che cazzarola insegna ai suoi alunni? La prossima volta che si faccia male sul serio: fino ad ammazzarsi! Almeno avrà fatto un favore a questi alunni afflitti dalla sfiga di averlo come insegnante.
- Una nota azienda produttrice di cioccolato si è trovata subissata di critiche inverosimili perché produce una linea di cioccolatini ispirata a "Le mille e una notte", ovviamente con tematiche mediorientali. Cioè, per dieci anni ha prodotto quei cioccolatini e nessuno ha mai avuto da ridire; adesso l'accusano di aver messo il disegno di una moschea sulla scatola! Ma si può? Le "moschee" sono le teste di certa gente, nel senso che sono piene di mosche, non di neuroni.
- È il caso di continuare?
Insomma, se invece di reagire come si dovrebbe, sputando in un occhio ai 4GS (vedere sopra), si reagisce cagandosi in mano per ogni minima stronzata che sembri riguardarli e si cade addirittura nell'autolesionismo per alimentare questa paura, questi tizi avranno gioco facile.

venerdì 11 dicembre 2015

Dateci una (Baba) Vanga così ci scaveremo la fossa

I titoloni attira-clic (o vendite) di certe testate (sì, contro un muro) italiote: Predisse le Torri Gemelle. L'ultima drammatica profezia: "Nel 2016 la guerra. Nel 2043 il califfato a Roma".
Stiamo parlando di una "sensitiva", ovverossia venditrice di fuffa a caro prezzo, morta una ventina di anni fa, tale Baba Vanga (e già il nome...). Uah uah uah, la nostradannus del ventesimo secolo.
Peccato, come dice l'articolo di Bufale Un Tanto Al Chilo, che nulla di tutto ciò fosse stato previsto dalla vecchia truffatrice. Peccato, anche, che avesse predetto una guerra nucleare e chimica nel 2010, con tanto di moria di piante e animali e di successiva guerra tra poveri sopravvissuti: tutte cose che si sono mooooooolto avverate, già. Proprio come nostradannus, anche questa si divertiva a fregare i polli con previsioni completamente campate in aria delle quali non una azzeccata. A differenza di nostradannus, il quale rimaneva talmente sul vago che si può adattare qualche sua "centuria" (meno quelle che non ha mai scritto, ovviamente) a qualsiasi situazione, questa vecchia cornacchia - o più probabilmente qualche suo seguace che le ha messo in bocca parole non sue - descriveva con precisione cosa sarebbe avvenuto, quindi diventa davvero troppo facile sbugiardarla; ma la nostra stUmpa, nella sua smania di attirare clic e vendite a gogò, continua a darle credito, addirittura mettendole in bocca parole che né lei né alcuno dei suoi seguaci hanno mai pronunciato. Peuh. Se abbiamo la peggior informazzzzione con quattro Z che esista al mondo, questo è il motivo ben evidente, sotto gli occhi di tutti; purtroppo, però, è sotto troppi occhi ciechi per propria stessa volontà. Fintanto che lo sputtanamento di questi organi di stUmpa rimarrà confinato al mondo dei blog, che ben pochi si filano di striscio, la gente continuerà a cascarci con tutte le scarpe. Solo che io non possiedo organi di informazione in grado di urlare lo sputtanamento ai quattro venti, e quindi mi rassegnerò, per l'ennesima volta, a vedere gente magari pure plurilaureata che si beve queste panzane come acqua fresca.
(N. B.: una testimonianza riportata nell'articolo di cui sopra pone l'accento sul fatto che le "profezie" di Baba Vanga potrebbero essere in realtà apocrife. Del resto, subiamo ancora oggi, dopo due millenni, le idiozie che vennero attribuite a un sedicente "profeta" dai suoi discepoli ben trent'anni dopo la sua morte, dopo che s'erano studiati bene il modo migliore per fregare i polli dell'epoca e tutti i loro discendenti.)