venerdì 21 novembre 2014

A sparar cazzate proprio non sa resistere

A seguito della discussa (e vergognosa) prescrizione per il processo Eternit, il Bomba, con la sua consueta arroganza, ne ha sparata per l'ennesima volta una delle sue, affermando che adesso farà un decreto riguardo alla prescrizione. Intanto, non si sa in cosa consisterà questo decreto; nel caso migliore, sarà un chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati - nessuno farà tornare la scassazione sui suoi passi - e nel peggiore non sarà altro che l'enne-più-unesima presa per il culo nei confronti della popolazione. Con la sua boria e la sua annuncite, ormai il Bomba si sta inimicando anche personaggi come Landini e la Camusso, che all'inizio erano suoi zerbini; si sta inimicando pure la gente, tra l'altro. Fischi, lanci di uova... e poi sono tutti dei gufi e dei rosiconi! Tra un po' gli arriveranno i sampietrini, sul muso, altro che semplici uova.

giovedì 20 novembre 2014

Mai gongolare troppo presto

In effetti, un po' di tempo fa avevo gongolato qui su questo blog per la condanna degli alti vertici dell'Eternit.
Troppo presto, già.
Questa "giustizia" italiana che protegge i criminali ha colpito ancora: la sentenza è stata annullata per prescrizione, e con essa pure i risarcimenti per i parenti delle vittime.
Alla faccia di tutti i morti per intossicazione da amianto, passati e (già, mica è ancora finita) futuri.
E quel porco di Schmidheiny, che si è fatto fior di soldoni sulla pelle di tanta gente, può ancora goderseli tutti in libertà.
Se il giudice della scassazione (storpiatura voluta) che ha emesso questa sentenza di prescrizione avesse avuto anche un solo parente o amico morto per l'asbestosi, forse avrebbe preso altre decisioni; ma è chiaro che finché una tragedia del genere tocca solo gli altri nessuno di quei personaggi prenderà mai la decisione giusta.
Spero, però, che quando la gente arriverà a farsi giustizia con le proprie mani - inevitabilmente ci arriverà, stiamone pur certi - questi magistrati non abbiano troppo a lamentarsene.

mercoledì 19 novembre 2014

Cosa importa nella società moderna

1) Una sonda atterra dopo anni di viaggio e strenui calcoli su una cometa e inizia a mandare dati alla Terra. Fantastico, meraviglioso, ullallà, dovrebbero essere tutti a bocca spalancata... e invece no. L'unica cosa che conta è la camicia di uno degli scienziati, per la quale è stato messo pubblicamente alla gogna.
2) L'Italia sta andando a rotoli, l'economia è allo sfascio, non esiste più lavoro, la sanità, l'istruzione e i trasporti sono in fase avanzata di putrefazione, e ciò nonostante i "politici" non rinunciano a un centesimo dei loro emolumenti principeschi. Via, buttiamoli giù, basta... tsè: quello che conta, invece, è il fatto che il sindaco di Roma abbia rinunciato a girare con l'auto blu e abbia ingenuamente dimenticato di darsi da solo il permesso per entrare nelle ZTL, venendo quindi messo in croce per aver lasciato la sua auto personale (una piccola utilitaria) in una di esse.
Insomma, il dito punta la luna e tutti a guardare quella pellicina sollevata sul dito o lo sporco sotto l'unghia. Ma vada a fanculo la società moderna. Quando parte il prossimo volo di linea per Marte? Ho tanta nostalgia della mia casetta lassù...

martedì 11 novembre 2014

Nessun colpevole

Dopo i vari casi come quello di Cucchi - tutti assolti! - eccone un altro. Commissione grandi rischi relativamente al terremoto che ha distrutto L'Aquila: tutti assolti o quasi, e quel "quasi" consiste di forti riduzioni di pena. Stiamo parlando di quella commissione che "scientificamente" pochi giorni prima del terremoto decretò la zona del capoluogo abruzzese non sismica - già, una zona attraversata in pieno da una faglia non è sismica. Vabbe', dirà qualcuno, anche avessero dato un giudizio più corretto il terremoto sarebbe arrivato lo stesso; forse, però, tanta gente sarebbe riuscita a prepararsi e ci sarebbero state meno vittime. Dietrologia o meno, comunque questi personaggi hanno clamorosamente sbagliato un giudizio sulla pelle di tanta gente: come andare da un medico che dice "Tranquillo, lei è sano come un pesce" e poi morire due mesi dopo sbranato dal tumore.
Torno al mio vecchio discorso: fintanto che la magistratura in Italia non verrà rivoltata come un guanto, facendo sì che siano i malfattori a pagare e non la povera gente, e fintanto che non si farà entrare a martellate nella testa della gente stessa il concetto di legalità, l'Italia dal baratro non uscirà mai.

mercoledì 5 novembre 2014

Sofferenza e dignità

Chiaramente la ckqhiesa ckqattolickqa ha avuto la sua da dire sull'autoeutanasia di Brittany Maynard, gravemente affetta da tumore al cervello, che ha optato per porre fine alle sue stesse sofferenze. Quei dementi hanno affermato che la morte di questa ragazza non è stata dignitosa.
Ma è dignitoso morire tra le più atroci sofferenze?
E' dignitoso che un'organizzazione di qualunque genere si permetta di disporre come e quando vuole della vita altrui?
E' dignitoso imporre alla gente scelte non condivisibili in nome di una divinità l'esistenza della quale è ancora tutta da dimostrare? Soprattutto, è dignitoso tentare di imporre quella stessa divinità a un mondo che ne ha fatto a meno in tutti i suoi miliardi di anni di esistenza?
Brittany Maynard non ha fatto altro che accelerare l'inevitabile, optando per morire senza cominciare a vedere ragni in tutù, banane con le gambe o politici onesti - insomma, prima di iniziare a soffrire di un perenne stato allucinatorio che è il sintomo principale del tumore al cervello. Ha optato per risparmiare ai suoi familiari la sofferenza di vederla ridotta a un rottame non più raziocinante. Non è forse più dignitoso in questa maniera?

martedì 4 novembre 2014

Solidarietà a Ilaria Cucchi

Di per sé, io non ho molto da aggiungere a una vicenda su cui si è discusso in lungo e in largo in giro per il web, oltre a ribadire la mia indignazione nei confronti di uno stato che si permette certi metodi da ventennio fascista. Solo una cosa: per Ilaria Cucchi oltre al danno (suo fratello "è morto perché rifiutava cibo e cure", tutti assolti, unico colpevole lui) c'è anche la beffa: una querela del S.A.P.Pe., il sindacato della polizia penitenziaria.
Da Repubblica on-line: Il Sappe (il Sindacato autonomo polizia penitenziaria) ha depositato a Roma una querela nei confronti di Ilaria Cucchi. Lo ha reso noto Donato Capece, segretario generale del sindacato, sostenendo che "l'insieme delle dichiarazioni diffuse da Ilaria Cucchi pare, con ogni evidenza, voler istigare all'odio e al sospetto nei confronti dell'intera categoria di soggetti operanti nell'ambito del comparto sicurezza, con particolare riferimento a chi, per espressa attribuzione di legge, si occupa della custodia di soggetti in stato di arresto o detenzione. Questo non lo possiamo accettare. Abbiamo deciso di adire le vie legali nei confronti della signora Cucchi a difesa dell'onore e del decoro della polizia penitenziaria".
Ma stiamo scherzando? Auguro a Ilaria di continuare ad essere forte e combattere per ottenere la giustizia che questo stato le sta negando in tutte le maniere possibili.

lunedì 3 novembre 2014

Sovranità del parlamento

Sta cominciando piano piano a riguadagnarsela.
Forse.
Con un piccolo passo ne ha ripreso un pezzettino. Dice un proverbio cinese: il viaggio delle mille miglia inizia con un passo. (Il "forse" qui sopra è dovuto al fatto che al secondo passo potrebbero accusare un improvviso mal di piedi... ma tant'è.) Infatti, sono riusciti a trombare violante (con la minuscola d'obbligo) impedendogli di ottenere la carica per cui era stato scelto per la consulta della corte costituzionale. Alla fin fine, il parlamento ha rivendicato la capacità di nominare o di negare la nomina a personaggi scelti dal governo. Il violante ha optato per rinunciarci, dopo l'ennesima (con enne che tende asintoticamente a infinito) fumata nera.
Un piccolo passo per restituire al parlamento la P maiuscola oppure un episodio sporadico? Al momento, trattandosi di avvenimento isolato, è impossibile dirlo, ma chissà.
(Bicchiere mezzo pieno, mezzo vuoto - o è piscia?)

giovedì 30 ottobre 2014

Il giosbàt(*) dritto sulla testa

Il fatto: ieri i cinquecento operai di un'acciaieria di Terni hanno manifestato perché il loro posto di lavoro è saltato. Sono stati brutalmente caricati dalla polizia e presi a manganellate mirate in testa, sì, già, s'erano presentati a testa nuda ed è proprio lì che miravano i manganelli.
Cioè, poi qualcuno insiste ancora a dire che non siamo sotto regime fascista! Questi erano operai con famiglie da mantenere, non dei facinorosi esagitati magari istigati da qualcuno. Avevano messo in piedi una manifestazione pacifica; nessuno di loro era armato, anche solo di un semplice bastone. Così, puff, a prescindere, la polizia ha stabilito che quelli fossero dei pericolosi rivoluzionari da massacrare di botte.
Poi ci si chiede perché la gente qui da noi è molto, ma molto restia a rispettare le leggi. Non che io giustifichi l'illegalità, sia chiaro; ma paghi le tasse - salatissime, le più alte del mondo - e queste servono a finanziare un sistema dittatoriale di questo genere? Rispetti la legge e ti prendi manganellate dritto sul cranio? "Politici" e forze dell'ordine sono fortunati a vivere in un paese di codardi qualunquisti che non riusciranno mai a mettere in piedi una rivoluzione! Da altre parti del mondo sarebbe già successo un patatrac indescrivibile.

(*) Ribadisco: fotte un cazzo di come si scrive e si pronuncia; in ogni caso, per i lavoratori questo è il manganello più doloroso, e non mira precisamente alla testa.

mercoledì 29 ottobre 2014

Apparente apartheid e buonismo a stecca

D'accordo, la strategia che hanno adottato nella periferia torinese, dividere una linea in due con una delle due ad uso esclusivo dei rom e l'altra per tutti gli altri, può sembrare pesante: una specie di ritorno di fiamma dell'apartheid, non in Sudafrica ma qui da noi. Ho letto tutta una serie di polemiconi in giro; ho assistito a una feroce battaglia tra i razzisti irriducibili e i buonisti costi-quello-che-costi; alla fin fine, mi trovo a occupare una posizione di metà.
Insomma, sarebbe stato necessario ricorrere a questo genere di misure, e solo nei confronti di una singola etnia, se essa non si fosse trovata irrevocabilmente arroccata sulla posizione opposta? Chiariamo il concetto. Può l'etnia rom continuare a non volersi adeguare alle leggi - soprattutto alle leggi - italiane trincerandosi dietro l'eterno "Questa è la nostra cultura e dovete accettarla"? Possono continuare a insegnare ai loro figli che è giusto rubare, fare i vandali, disturbare gli altri passeggeri con schiamazzi a mille decibel, bruciare i capelli alle ragazzine e chi più ne ha più ne metta? In tal caso si possono biasimare comuni e aziende dei trasporti se danno retta alle legittime lamentele di passeggeri e personale e istituiscono la doppia linea? L'integrazione non può avvenire a senso unico; passi il rispetto per le minoranze, ma a noi italiani viene poco gentilmente ricordato, quando ci troviamo all'estero, che dobbiamo adeguarci alle leggi e alle usanze del posto. Per quale motivo a una minoranza qui da noi dovrebbe essere permesso fare il bello e il brutto tempo come vuole in totale dispregio di leggi che noi siamo obbligati a rispettare? Loro sono pure obbligati a rispettare le stesse leggi! Altri migranti hanno pienamente interiorizzato il concetto, e qui da noi vivono bene senza arrecare disturbo a nessuno (razzisti a parte), rispettando le leggi del posto dove sono andati a vivere. Be', non tutti: c'è sempre lo stronzo di turno; ma si tratta di casistiche individuali, non del comportamento di un intero popolo.
In più, c'è una domanda più generale da porsi: i rom si sono mai posti il problema del perché sono così malvisti da tutti, perfino in Romania, loro terra d'origine? Io al loro posto me lo porrei, questo problema: tutto il mondo ce l'ha con me o sono io che lo costringo a tale atteggiamento? E' come quando in un condominio c'è il classico condomino che sta sul cazzo a tutti, chissà come mai. I casi sono due: o se ne rende conto e cambia, oppure se ne sbatte le palle e continuerà a venire osteggiato. A questo punto io chiedo ai rom: pensateci e cambiate, e vedrete che la gente degli stati dove andate a stabilirvi non vi sbatterà più le porte in faccia.

giovedì 23 ottobre 2014

Un cyberbullo istituzionale

Della serie: come può il vicepresidente del senato abbassarsi a certi livelli? Dicono di lui "è l'unico essere che, pur essendo totalmente privo di neuroni, può occupare una carica istituzionale"; sì, bene, ma questa non è una scusa per continuare a lasciargliela occupare. Da anni imperversa sul cinguettatore folle, rivolgendo insulti e ingiurie pesanti a chiunque gli stia sul cazzo, cioè pressappoco tutto il mondo ("tossico" è il termine più gettonato); imperdonabile, davvero. Per citare l'ultima cyberminchiata nota, come osa dare della cicciona drogata a una povera ragazza di tredici anni che già magari soffre di suo per il suo aspetto fisico? Il suo "ho solo risposto, non devo mica scusarmi" non regge. Magari questa ragazza ci è andata un po' con la mano pesante - ma i politici normalmente ricevono ben altri insulti; la strategia migliore, per loro, è lasciar correre. Ma al vicepresdelsen questo concetto è alieno come una stella fuggiasca. Un cyberbullo qualunque alla fin fine viene semplicemente lasciato cuocere nel suo brodo; ma qui si tratta del vicepresidente del senato! Un po' va bene, però adesso sono stati oltrepassati tutti i limiti della decenza.
(In questo link trovate le sparate più macroscopiche del soggetto in questione).

mercoledì 22 ottobre 2014

Prendere l'Italia per una puttana

E a ragione, aggiungo. Tariffa base: 80 euro. 80 euro "in busta paga" (già restituiti per altri versi con interessi da usuraio) per vincere le elezioni europee, sulla base delle quali il Bomba ha poi potuto montarsi bellamente la testa per instaurare il suo regime neofascista. Adesso, in vista delle elezioni di primavera - cioè, il più in fretta possibile per poter capitalizzare quel 40 e fischia percento di voti validi - ci saranno altri 80 euro per le donne incinte. Così, tanto per accalappiare ancora voti; poco conta che anche quegli 80 euro verranno mangiati (anche qui, con interessi da usuraio) dall'aumento di tasse o dal taglio di servizi essenziali, comprese vaccate mostruose come lo slittamento del pagamento delle pensioni al 10 del mese. Davvero, l'Italia si svende per poco, e un poco che non otterrà neppure, tra l'altro.
Conosco già l'obiezione: ma chi votiamo se non il partito di schiavi del Bomba? Il ritorno del caimano? La broda dell'insetto straparlante? Gli estremisti? A questo, una sola risposta: tutti coloro che pensano di avere ancora la testa sulle spalle si uniscano in una forza politica trasversale che non dico possa beccarsi una maggioranza, ma almeno sottrarre voti a tutta questa marmaglia, la quale sarà poi costretta a scendere a compromessi per poter governare.
(In Italia? Ma dove? Ma quando? Sì, sì, è meglio che torni alla mia casetta su Marte...)

lunedì 20 ottobre 2014

Lo scatafascio della giustizia italiana

In questo post avevo già parlato della questione. Qui, invece, riprendo una notizia riportata da una mia amica blogger, per aggiungerci le mie considerazioni.
(Riassunto per i pigri: una signora si è vista condannare per ingiuria per aver dato del maniaco allo stupratore di sua figlia, perché ne aveva offeso "l'onore e la reputazione". Puah.)
Qui siamo allo scatafascio più totale del sistema "giustizia" (con le virgolette d'obbligo) in Italia. Cioè: ti stuprano la figlia e non puoi permetterti di "offendere l'onore e la reputazione" del porco maniaco faccia di merda che ha compiuto l'atto? Uno stupratore non ha nessun onore e nessuna reputazione da difendere! Un tipo così si è autoescluso dall'appartenenza all'umanità, per degradarsi a un livello di brutale bestialità, e sarà sempre un porco maniaco faccia di merda! Ma veramente qui si sta tornando all'epoca in cui ci si faceva giustizia da soli - se un giudice si permette di emettere simili sentenze. E non mi vengano a trincerarsi dietro all'eterno "E' la legge". Questa particolare legge lascia ampio margine di discrezionalità ai giudici, e bastava un minimo di buon senso per evitare di aggiungere al danno subito da questa signora e da sua figlia anche la beffa di una condanna per ingiuria nei confronti di un essere che di umano ormai ha solo più l'aspetto (forse, ma non è detto).

giovedì 16 ottobre 2014

Sull'orlo - ovvero, un post catastrofico

Funziona per i media; funzionerà anche per un blog?
Insomma, tutti i media ormai parlano di qualunque notizia in termini apocalittici. L'ultima estate è stata "la più piovosa degli ultimi XXX anni", con XXX=numero da tre cifre in su. Pioggerellina d'autunno=disastro climatico. Battuta di qualcuno=frase shock. Siamo sempre "sull'orlo" di qualcosa, qualsiasi cosa. Ogni notizia, perfino quelle belle, perfino l'assenza di notizie, è foriera di chissà quali catastrofi; qualunque cosa succeda al mondo diviene qualcosa su cui imbastire lo scoop mediatico del secolo.
In definitiva, però, questo bombardamento di "notizioni!!!!!" con una filza di punti esclamativi (invisibili, ma pur sempre presenti) finisce per causare assuefazione nella gente. Drammatizzare tutto all'eccesso porta i creduloni a farsi cogliere dal panico ancora prima di essersi alzati dal letto al mattino, mentre la gente più normale tenderà alla fin fine a ignorare gli strilli mediatici anche quando sarebbero giustificati: il famoso effetto "al lupo al lupo", e quando il lupo arriva davvero a papparsi le pecore nessuno se lo caga più di striscio. Una deriva sensazionalistica che, davvero, ha completamente stravolto il significato che il termine "informazione" ha qui da noi. Siamo sovraccaricati di titoloni reboanti, ma in definitiva non riusciamo neppure a sapere un'infinitesima parte di quello che succede nel mondo.
Bello schifo, davvero.

mercoledì 15 ottobre 2014

Il signor Vaffa e l'alluvione a Genova

L'insetto straparlante avrebbe potuto combinarne una buona nella sua vita. Saputo dell'alluvione nella sua città, avrebbe potuto semplicemente presentarsi con stivaloni, tuta e una pala e dare una mano ai suoi concittadini, senza troppi strepiti. Chiaro che da parte sua sarebbe stata pura e semplice propaganda - ma sarebbe stata una campagna propagandistica azzeccata, per dire ai genovesi "Guardate, sono uno di voi, ho a cuore la mia città".
E invece no. Se n'è rimasto comodamente a Roma a sparare puttanate una dietro l'altra; quando si è degnato di far vedere il suo brutto muso a Genova, si è fatto accompagnare da tre gorilla, uno dei quali già noto alle forze dell'ordine per essere un ultrà dei più violenti e oltre tutto già condannato alla galera per lesioni e altre imputazioni poco simpatiche, e non ha fatto altro che insultare tutti quanti. Giustamente l'hanno contestato.
Caro ortottero sparaminchiate, renditi conto che la politica del vaffa ormai sta mostrando la corda. Presentarti coi gorilloni nella tua città alluvionata e scagliare anatemi contro questo e quello non ti renderà ben visto - anzi! Ti contestano? Fanno bene! Piglia, incarta e porta a casa! Soprattutto a casa tua, tra l'altro.

lunedì 13 ottobre 2014

La società dei bravi ragazzi

Dunque, il fatto: tre emeriti rincoglioniti (ed è un eufemismo, credetemi) prendono di mira un povero ragazzo di 14 anni, colpevole di (pensa un po') essere un po' sovrappeso, lo corcano di mazzate, gli piantano una pistola ad aria compressa nel didietro e azionano l'erogatore. Ovviamente il colon di questo ragazzo si è gonfiato ed è esploso, e ora lui sta lottando tra la vita e la morte. Già questa è una vigliaccata bella e buona.
Ma, udite udite, qui viene il peggio: i genitori di questi tre stronzi all'ennesima potenza non solo non hanno preso le distanze dalle azioni dei loro figli - i quali, essendo maggiorenni, sono responsabili in toto delle proprie azioni - ma pure li difendono. Già, è una ragazzata, non pensavano, non sapevano, puah. Cioè, buon sangue non mente, eh?
A questo punto, un giudice serio sbatterebbe in galera non solo quelle tre facce di merda, ma anche i genitori, per favoreggiamento e complicità in tentato omicidio volontario e lesioni volontarie, il tutto con tutte le possibili aggravanti.

giovedì 9 ottobre 2014

Col giosbàt(*) faremo splat

A botte e insulti è passata la fiducia su (tra le altre cose) quelle porcomaialate che stanno combinando al mondo del lavoro. Articolo 18? Ciao ciao. TFR? Buona notte al secchio. Garanzie varie? Addio e grazie per tutto il pesce. Perché, già, erano questi i problemi che impedivano all'economia di tornare a galla. A questo punto, qualcuno ricordi al Bomba l'equazione No Lavoro=No Soldi, e le susseguenti No Soldi=No Acquisti, No Acquisti=No Produzione, No Produzione=No Lavoro, a ciclo, fino a esaurimento. Se si vuole risollevare l'economia, bisogna garantire alla gente di poter avere qualcosa da spendere; ma tutto ciò al Bomba, afflitto dalla sindrome Minkionne, suona tremendamente ostico da capire.

(*) Di come si scrive e come si pronuncia quella roba lì non me ne può fregare meno. Invece di andarsi a impelagare con termini in ostrog babil quella lingua là, i nostri politicanti da strapazzo farebbero decisamente meglio a iscriversi a un corso approfondito di lingua italiana.

lunedì 6 ottobre 2014

Aiuto, mi s'è ristretto il partito!

Non lo ammetteranno mai pubblicamente, ma scava scava trovi un po' di numeri relativi al partito del Bomba. In pratica, da 500.000 iscritti che aveva nel 2013, è passato a 100.000 quest'anno: un quinto. Certe regioni hanno perso la metà o poco più, certe hanno perso quasi tutti i tesserati, da qualche parte non è nemmeno partito il tesseramento. Ecco, questo è il partito di Mister Quarantunpercento, questo il suo stato di salute. E' solo la mancanza di alternative valide a permettere a questa accozzaglia di rimanere a galla, e anche soltanto grazie all'appoggio conclamato, esplicito del caimano - be', quando le alternative sono quelle che sono, anche il partito tafazzista riesce a resistere, no? Ma il vero vincitore alle prossime elezioni, da qui alla fine dell'Universo, sarà il partito degli astensionisti, e se contasse qualcosa - tipo l'avere seggi vuoti in proporzione alla sua percentuale, mettendo perfino a rischio i vari numeri legali per fare qualunque cosa - allora sì che se ne vedrebbero delle belle.

giovedì 2 ottobre 2014

Ancora sull'uccisione dell'intelligenza umana

Sì, quella perpetrata da ditte come quella famosa azienda, quella che vende il famoso cagofono per il quale la gente addirittura arriva a corcarsi di legnate durante la coda che parte già dal giorno prima. Un incontro con un cervello mono-neurone (in coma farmacologico) l'ho avuto proprio stamattina. Siamo ai soliti discorsi col tizio in questione, che chiamerò P come Pirla: e 'sto cazzo di stipendio che non aumenta, e 'ste cazzo di bollette tutti i bimestri più care, e 'sti cazzo di prezzi al consumo che continuano a lievitare, cimpa, limpa, rava & fava. Gli faccio un po' di conti in tasca e scopro che, ovviamente, non sta affatto meglio di me: notizia scontata. Prende uno stipendietto da dipendente pubblico, bloccato da tempo immemorabile e fino alla fine dell'Universo (grazie Bomba), sua moglie ha un lavoricchio da precaria a vita (grazie Bomba) iper-stra-sottopagata col quale riescono a pagare UNA bolletta, suo figlio deve andare a vendere il Qlo per pagarsi l'ipertartassamento delle tasse universitarie (grazie Bomba), vivono in affitto in un tugurio perché almeno non costa loro troppo (relativamente parlando) e, in soldoni, fanno parte di quella schiera di appartenenti al vecchio ceto medio, cioè quei cinquanta milioni di barboni che (grazie Bomba e predecessori) attualmente vivono in Italia. Comincio quasi a provare solidarietà per lui, quando gli squilla il telefono.
Lo tira fuori.
E' lui, è lui! Il puttanofono della famosa azienda! Ed è quello di formato grosso, non "polliciabile"!
Lascio che finisca la telefonata, e lo guardo.
P come Pirla si rende conto che lo sto guardando fisso; allora sposto significativamente lo sguardo sul vaccofono, che ancora stringe in mano.
Arrossisce e mi fa un sorrisetto imbarazzato. La mia solidarietà, però, si è sciolta come un fiocco di neve sotto il sole d'agosto (un agosto medio, dico, non quello di quest'anno).
"Quindi quell'affare lì te lo sei fatto regalare? O lo stai pagando con un comodo finanziamento da qui ai prossimi ventisette anni?" gli chiedo.
"Eh, ma no, l'ho pagato tutto..." inizia, inceppandosi.
"Cioè, hai cacciato quasi un intero stipendio per comprarti quell'arnese? E magari eri pure tra quelli che si sono accampati di fronte al negozio già dalla settimana precedente?"
Arrossisce ancora di più e non risponde.
"Quindi tutto questo tuo piangere miseria per farti compatire era tutta una montatura, giusto? In realtà i soldi ce li hai e fai il poverello per ottenere vantaggi che non ti spettano."
"No, ma non è vero! Ho dovuto fare tanti sacrifici per comprarmi questo..."
Il mio sogghigno a tutti denti gli dev'essere sembrato abbastanza sinistro da bloccare la sua stizzita protesta. Io infierisco: "Cioè, fammi capire: o sei un finto povero, o sei completamente andato. Hai fatto sacrifici per comprarti un aggeggio inutile solo perché fa figo averlo, hai costretto te e tua moglie a mangiare pane e cipolle, anzi anche senza pane, anzi anche senza cipolle per i prossimi sei mesi e tuo figlio ad andare a prostituirsi per pagarsi le spese? Oppure mi stai bellamente prendendo per il Qlo? Cioè, prima di comprarti lo sbrodolofono da tamarro ci hai pensato, a tutte le spese che dici di dover sostenere, oppure te ne sei abbondantemente sbattuto i coglioni? Io non mi posso permettere il merdacciofono, quindi non me lo compro, non so se mi spiego. Pussa via, tu e tutti i tuoi piagnistei su quanto sei povero! I veri poveri sono altri."
Se n'è andato via a orecchie basse. Ma la gente ci è o ci fa? Quando parte il prossimo volo per Marte? Ho tanta nostalgia della mia casetta là su quel pianeta...

martedì 30 settembre 2014

Shellshock e il casino che vi è nato intorno

(Post più o meno tecnico, da leggere se così vi pare)
Non sto ad addentrarmi sui dettagli tecnici del baco battezzato Shellshock, che affligge il famoso bash dei sistemi basati su Unix. Il mio dito va a stuzzicare un'altra piaga, che è il modo in cui questa faccenda è stata gestita.
Ci sarebbero due soluzioni a tal proposito:
a) soluzione di buon senso: qualcuno, per una botta di Qlo, individua una falla potenzialmente in grado di permettere a soggetti esterni di entrare da un portone spalancato e combinare ogni sorta di disastri, e non nota benché presente da lunga data. Quel qualcuno comunica la cosa agli sviluppatori del pacchetto in questione, in sordina, zitto che te lo dico in un orecchio, e costoro mettono in piedi la toppa per tappare la falla, senza tanto clamore; chi utilizza questi sistemi operativi si vede arrivare un aggiornamento di sicurezza, la raccomandazione di applicarlo a tutti i sistemi interessati, e ciao, fine della storia. Se anche qualche malintenzionato, poi, venisse a sapere di una falla della quale fino a quel momento non era mai venuto a conoscenza, troverebbe ben poche porte aperte per piantare casino (e in questo caso, chi è causa del suo mal pianga sé stesso).
b) soluzione che è stata effettivamente adottata: lo scopritore della falla l'ha gridata ad alta voce al mondo intero in toni alquanto allarmistici. Così, gli sviluppatori hanno dovuto correre come dei disperati per rattoppare il buco, e poi per produrre toppe delle toppe e toppe delle toppe delle toppe; intanto, tutti i malintenzionati che prima ignoravano l'esistenza della falla adesso ci si sono tuffati a pesce, ben sapendo di aver poche ore a disposizione per distruggere il mondo (almeno quello dei sistemi derivati da Unix); in più, la gente è stata colta da tutta una serie di ansie, anche del tutto immotivate - giuro: un mio conoscente mi ha chiesto come poteva fare ad aggiornare il suo orologio (meccanico, a lancette!) per porsi al riparo! "Ci gira Linux, lì sopra?" gli ho chiesto. "Be'... no." mi ha risposto. "E allora che cazzo ti preoccupi a fare? Pensa piuttosto ad aggiornarti i computer, se possono essere affetti da quella falla." (Per chi segue anche l'altro blog, quello dove pubblico ogni tanto qualche esempio di utOntaggine, questo tizio è quello battezzato GP.) Gira che ti rigira, stanno creando un casino ancora più mostruoso di quello che è avvenuto con Heartbleed, questione anche in quel caso gestita alla maniera mediatica e non secondo logica.
Cioè, in soldoni: scopri che la serratura della porta di casa tua ha una falla che quella linea di serrature ha dagli albori ma che nessuno ha mai utilizzato per entrare a svaligiarti la casa; cosa fai? Lo gridi al mondo? Inviti tutti i ladri ad approfittarsene finché non viene il fabbro a cambiarti la serratura? Io, per quel che mi riguarda, vado dal fabbro, gli chiedo di cambiarmela (senza nemmeno stare a dilungarmi sui perché e i percome) e ciao ciao ladri. Evidentemente, però, in quest'epoca moderna la gente ritiene che sia meglio allarmare l'intero mondo per una serratura che un ladro potrebbe aprire a piacimento se solo fosse al corrente della possibilità di farlo. Mi sa che mi tocca tornarmene alla mia casetta su Marte...

lunedì 29 settembre 2014

Piccoli caimani crescono

(Arrivo in ritardo, ma arrivo anch'io.)
Quiz: il sindaco di Napoli è stato condannato per abuso d'ufficio; cosa farà?
a) Si dimetterà ammettendo le proprie responsabilità;
b) Non si dimetterà mai e corcherà di mazzate la magistratura di cui ha fatto parte, sputando nel piatto dove ha mangiato a ufo per tutta la sua carriera lavorativa prima di entrare in politica.
Se avete risposto a), complimenti: avete appena vinto il biglietto per il ritorno sulla Terra dal vostro esilio in una galassia lontana.
Insomma, costui, colto con le mani nel sacco, cosa fa? Non solo non si dimette (come tra l'altro previsto dalla legge Severino) ma lancia invettive a nastro contro i suoi stessi ex-colleghi. Eppure quand'era lui da quel lato della barricata era diventato famoso proprio per la lotta contro simili comporamenti da parte di esponenti del mondo politico: cioè, non era lui tra coloro che si scagliavano contro il caimano per il suo rifiuto di mollare la poltrona nonostante procedimenti a carico e condanne? E adesso si comporta allo stesso identico modo? Comodo così, condannare gli altri ed essere estremamente indulgenti verso sé stessi. Sistema all'italiana, ora e per sempre! Anche quando il caimano si deciderà a schiattare, continuerà a vivere in questi suoi emuli; sradicare il caimanesimo dalle teste degli italiani appare un compito sempre più improbo.