mercoledì 27 aprile 2016

Il baluba verde e l'alligatore

Una coppia di ferro (arrugginito).
Il maschio alfa dei baluba verdi è andato a trovare l'alligatore di oltreoceano per fornirgli tutto il suo sostegno.
Grasse risate.
Sarebbe da chiedersi che cazzo se ne fa l'alligatore del supporto di un baluba verde che non ha la possibilità di portargli nemmeno mezzo voto, perché tutti i suoi voti il baluba verde ce li ha qui, in Italia, che al momento non è (e non è in previsione che lo diventi) il cinquantatreesimo stato degli USA. È andato a batter cassa? Ma anche se l'alligatore vincesse le elezioni laggiù - tranquilli: prima di tutto a noi non può fregare meno di chi vince laggiù, e, seconda cosa, non sarebbe comunque peggiore di tanti altri presidenti con la minuscola che hanno avuto da quelle parti, come per esempio i due famosi texani padre e figlio - vale pure il discorso inverso: l'alligatore merrrrrregano non ha il potere di spostare mezzo voto qui da noi. Quindi, opportunità di questa visita del capobranco dei baluba verdi all'alligatore che più s'è strafogato nelle paludi merrrrregane? Mah, doppio e triplo mah. Chiamiamola una rimpatriata tra compagni di merende, magari.

giovedì 21 aprile 2016

Per gli sbattiballe l'ambiente non esiste

D'accordo: i pedanti puntigliosi a manetta mi verranno a puntualizzare che col referendum sulle trivelle in mare il disastro avvenuto vicino a Genova non ha niente a che vedere. Vero; ma il fatto è che gli sbattiballe non sono andati a votare dimostrando che proprio dell'ambiente in cui vivono non gliene può fregare meno. E ora, però, quelli che stanno in quella zona dove c'è stato lo sversamento da un oleodotto la cui manutenzione lasciava alquanto a desiderare hanno la bella faccia di lamentarsene. Ma, cari sbattiballe sbolognatori di responsabilità, dov'eravate domenica scorsa? Al mare, eh? Lo stesso mare, magari, che a causa del vostro codardissimo astensionismo rischia di fare la fine che ha fatto un fiume assieme a un piccolo tratto di mare dalle vostre parti? Continuate pure a pensare solo al vostro orticello e non un millimetro più in là; finirete per trovare questo orticello sommerso da una marea di petrolio.

martedì 19 aprile 2016

Non avete detto Sì il 17 aprile, almeno dite No a ottobre

Dovete dire No a un gran guazzabuglio, un pastrocchio infame, una "riforma" istituzionale che tale non è. Dovete dire No all'ennesimo colpo d'accetta sulle gambe di quella già smunta democrazia che abbiamo. Soprattutto dovete dire No allo stronzo che per il 17 aprile ha detto alla gente che poteva sbattersene le balle (come se ci fosse stato bisogno di lui, tra l'altro). Monterà una campagna mediatica senza precedenti per buttare in ridicolo le ragioni del No, accuserà chi vota in tal senso di essere un gufo e un rosicone, farà in modo che i media - tutti protesi a leccargli il culo - non parlino affatto dei contenuti (contenuti?) di questa "riforma"; informatevi sulle puttanate che ci hanno infilato, tappatevi le orecchie di fronte alle tirate dello stronzetto e votate No. Anzi, da qui a ottobre dimenticatevi dell'esistenza di televisioni e carta stampata, e soprattutto del Cinguettarore Folle, che pare il regno dello stronzetto, evitando così di farvi rincoglionire dalla sua propaganda.

lunedì 18 aprile 2016

Vittoria dello sbattiballismo totale

No, non ha vinto il No. No, non ha vinto il bischero fiorentino: una vittoria per abbandono del campo da parte degli avversari non è in alcun modo una vera vittoria. Ha vinto ancora una volta lo sbattiballismo totale dell'elettorato italiota - e no, ancora una volta il bischero non ha nessun diritto di vantare come propria questa vittoria; la gente se ne sarebbe sbattuta le balle qualunque cosa lui avesse detto.
E poi l'elettorato italiota ha il coraggio di lamentarsi che certe cose non cambiano, bli, blo, bla? La prossima volta, cari lamentoni, recatevi alle urne e cercate di modificare la situazione anziché scrollare le spalle e sbolognare tutta la responsabilità a qualcun altro!

mercoledì 13 aprile 2016

Il voto è un dovere civico

E non sono solo io a ribadirlo: è l'unico Presidente rimasto a meritarsi ancora la maiuscola, quello della corte costituzionale (che, ma per altri motivi, ancora non se l'è riguadagnate). E l'ha fatto citando l'articolo 48, comma 2, della Carta IgiCostituzione, testualmente: "Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico."
Ergo, con un (sedicente) presidente del coniglio dei ministri che invita espressamente a contravvenire alla legge più importante dello stato incitando al non voto, e con un presidente della repubblica che probabilmente è stato seppellito in un sarcofago (naaa: ho visto mummie più vive di lui), deve essere il Presidente dell'ente preposto a vegliare sulla citata legge a ricordare ai cittadini che devono andare a votare. Qualche pedante sostiene che "dovere civico" non è sinonimo di "obbligo"; e invece io sostengo che lo è. Votare è un obbligo morale, come tenere pulito il luogo dove si vive evitando di buttare cartacce per terra o vecchi elettrodomestici giù per i fossi, come rispettare il prossimo, come tanti altri obblighi morali che abbiamo (e che spesso disattendiamo). Non esiste una punizione legale per l'infrazione di un obbligo morale, d'accordo, ma questo non vuol dire che esso non vada rispettato al pari di una legge. Anzi, sarebbe opportuno togliere il diritto di voto a chi se lo dimentica un po' troppo spesso e in maniera un po' troppo opportuna per qualcuno.
Insomma, in soldoni: domenica andate a votare! Non lasciatevi prendere dalla pigrizia, non permettete che qualcuno strappi dalle vostre mani questo unico strumento di espressione della democrazia di cui disponiamo; votate - ribadisco - quel che volete, ma votate. Il non voto non è un diritto: è una vigliaccata, punto e basta.

martedì 12 aprile 2016

Facile profezia

Penso proprio che il movimento 5 spranghe sui denti sia destinato a far la fine del topo in meno di un anno. Venendo a mancare la mente che organizzava tutto, gli altri sono solo dei gran pagliacci (senza offesa per i veri pagliacci, che si fanno un culo tarallo per garantire un po' di allegria alla gente) nemmeno buoni a fare una O col bicchiere. Qualcuno ha citato l'insetto sbroccomane? No, non ce la fa proprio. È buono soltanto a sollevare polemiconi inutili e a buttare tutto in caciara; sì, certo, è un trascinatore di folle (o di folli, che forse è più appropriato), ma ha la capacità organizzativa di un pollo sotto anfetamine. Quindi, non è nemmeno sicuro che il movimento 5 calci da mulo nei coglioni arrivi a festeggiare il capodanno del 2017.
Poi, vabbe', se contro i miei pronostici riescono a venirne fuori buon per loro. Avrebbero bisogno di una figura carismatica che sia anche in grado di prendere in mano l'organizzazione di un partito politico; ma al momento non intravedo all'orizzonte nessuno che abbia i requisiti.
Come? Devo avere un po' di fiducia? Tsè. Non ho avuto fiducia nel movimento 5 cancri al pancreas già dalla fondazione; figurarsi se ne ho adesso.

giovedì 7 aprile 2016

80, ovvero l'Acchiappagonzi

Secondo la Nuova Smorfia dumdumderiana, 80 è il numero magggggico per accalappiare i gonzi, soprattutto alle campagne elettorali. Perché non promettere ai pensionati, che so, 84 euro in più, o 95, o 102? Perchè questi numeri non sono maggggggici, ecco. 80, e takkete, gonzo acchiappato, voto garantito. Però, siccome le campagne elettorali al momento sono lontane, ecco che questa esca per boccaloni viene immediatamente ritirata: adesso non avrebbe effetto.
Chissà se 80 euro basterebbero a un pensionato per procurarsi un AK-47 e un po' di munizioni sul mercato nero? Poi potrebbe utilizzarlo su Mister Ottantaeuro, il Superacchiappagonzi; tanto non avrebbe più niente da perdere.

mercoledì 6 aprile 2016

O sì o no: il chi se ne frega non esiste

Lo so: è l'ennesimo urlo nelle orecchie dei sordi.
Per una volta, spero (vanamente???) che la popolazione italiana si scrolli di dosso il suo sbattiballismo e il 17 aprile (aprile, porca zoccola, non luglio o agosto - non siete in vacanza il 17 aprile!) vada a votare per questo benedetto referendum. Votate sì o no, ma, cazzarola, votate! Fategli passare 'sto cazzo di quorum e fate in modo che i Sì e i No abbiano un minimo di possibilità di giocarsela ad armi pari! Quello che voterò io è già ben chiaro a chi guarda anche sui lati di questo cumulo di bit che chiamo blog - ma non è che voglia condizionare la gente; semplicemente, andate a votare! Sappiate che il mancato raggiungimento del quorum non è una vittoria dei No: è un referendum nullo, punto. Cioè, come se non fosse mai stato istituito, spreco di soldi pubblici a parte. E, soprattutto, il voto sarà uno schiaffo in faccia a quel tizio che pensa di essere un capo di governo e che sta incitando la gente a non servirsi dell'unico strumento che ha per potersi esprimere democraticamente. Andate e ficcategli 'sto schiaffo sul muso!

martedì 5 aprile 2016

Il paradiso non è a Panama

Almeno: visto quanto si preoccupano della loro sicurezza informatica le agenzie che si occupano di smistare quei fondi sospetti. La "talpa" è entrata nei loro server come se ci fosse stato un cartello "Siamo aperti, venite pure".
A me non restano che alcune piccole considerazioni:
a) Non mi sembra quella gran notizia il fatto che i potenti della Terra cerchino di nascondere la dubbia provenienza dei loro capitali schiaffandoli su conti in qualche paradiso fiscale;
b) I veri furbastri della finanza internazionale in quei conti di Panama non hanno messo un centesimo bucato. I grandi magnati americani, sulla cui onestà avrei parecchi dubbi, e i grandi magnasoldi italiani, sulla cui disonestà non ho il minimo dubbio, sono i grandi assenti da quelle liste in cui è finito mezzo mondo (a parte forse qualche pesce piccolo). Si direbbe quasi che Panama sia un paradiso fiscale di seconda scelta, o mi sbaglio?
c) Se ci fosse davvero qualche interesse in una vera lotta ai paradisi fiscali, a quest'ora sarebbero stati chiusi, definitivamente, senza opzione. Ogni tanto qualche scandaluzzo viene a galla, i politici piantano su il solito cancan mediatico sulla lotta ai paradisi fiscali, e poi buonanotte al secchio. Chiaramente la politica gode della sua fetta di torta, e allora i paradisi fiscali hanno il permesso di continuare a esistere.
Mah. Devo davvero decidermi a costruire quella benedetta macchina del tempo e tornare indietro a tirare una serie di calci nei coglioni a quel sumero idiota che pensò bene di inventare il denaro - prima che metta in pratica la sua idea.

giovedì 31 marzo 2016

Idiota a caccia di idioti


L'idiota-preda (lo zombi sulla sinistra): il dirottatore che ha fatto atterrare un aereo a Cipro per che cazzo di motivi lo sa solo lui.
L'idiota-cacciatore (il panzone sulla destra): quello che si è fatto scattare una bella foto (no: non è un "selfie": l'apparecchio era evidentemente in mano a un terzo idiota non identificato) col dirottatore.
Notare la faccia da "anche questa ci mancava" dell'idiota-preda.
Ma che cazzo di mondo è questo? Voglio tornare su Marte!

giovedì 24 marzo 2016

Attentati e sciacalli

Binomio indissolubile, a quanto pare.
C'è chi pubblica subito dopo l'attentato un video di un vecchio attentato avvenuto a Mosca 3 anni fa - e i "giornalisti" che, anziché svolgere il loro lavoro che comprende anche la verifica dei fatti, ripubblicano tutto solo per attirare clic.
C'è chi pubblica notizie con TITOLONI!!!!!! studiati apposta per causare panico nella gente (2 testate in particolare: "libero di sparar puttanate" e quel coso che non è un "giornale" nemmeno con la minuscola); questo è alto tradimento, gente, non è più libertà di opinione.
Ci sono i complottardi che montano casi di "false bandiere" - come un certo strakPUPPA straPUPPA (uff, mi scappa) strakerPUUUUUPPA che accusa Wikipedia di aver pubblicato la notizia in anticipo sull'attentato, quando è evidente che essa si basa sul fuso orario GMT e noi (e Bruxelles) siamo in un altro fuso orario, un'ora avanti.
C'è la marea di boccaloni nonché analfabeti funzionali che leggono le prime due o tre parole di un post acchiappaclic e condividono e ripubblicano a stecca mucchi di stronzate sulle socialmerde, sciacallando a loro volta pur con la convinzione di far qualcosa di buono & giusto, ma sì, condividiamo, non costa niente e la gggggente deve sapere.
Ci sono i politicanti da strapazzo che, oltre a proferire discorsoni altisonanti "Reagiremo con fermezza" e bla bla bla ben riparati dietro a barriere e forze di sicurezza, stanno pensando di utilizzare questi attentati da vigliacchi per i loro biechi fini - il che vuol dire limitare tutte le libertà individuali e instaurare un clima di terrore e di sospetto a loro esclusivo beneficio.
E poi c'è la gente, che non sa più a cosa credere e quindi si lascia spaventare da quattro codardi che non avranno MAI il coraggio di affrontare il loro "nemico" (che tra l'altro li finanzia e fornisce loro le armi, anche qui sciacallando sulle vittime innocenti) faccia a faccia, ma che ricorrono a mezzucci come questi per farsi sentire.
E alla fine ci sono io, che continuo a chiedermi come cazzo ha fatto l'umanità, con la sua intrinseca imbecillità totale, a dominare un intero pianeta e a sovrappopolarlo con 10 o più miliardi di creature senza speranza. (Qualcuno mi dirà "No, ma non siamo 10 miliardi, solo 7". Tsè. Ci sono tre o più miliardi di persone che non sono mai finite in alcun censimento.)

Aggiornamento: ecco che risbuca la famosa "ragazza coi capelli lunghi" che secondo i complottardi di cui ho parlato sopra sarebbe presente a ogni attentato.


Cioè: o son pirla io che continuo a vederci cinque ragazze completamente diverse (salvo forse il taglio di capelli) o i complottardi continuano a fumarsi chissà quale sostanza e a sparare le puttanate più atroci soltanto per riuscire a darsi ragione da soli e continuare a sciacallare sulla pelle delle vittime.

mercoledì 23 marzo 2016

Un minuto sono sessanta secondi

No, non è Capitan Ovvio che parla.
Noto un fenomeno che succede sempre, e ieri ne ho avuto l'ennesima dimostrazione: il famoso "minuto di silenzio". Già questa stronzata è di un'ipocrisia abissale; tutte queste istituzioni che impongono questo minuto di silenzio - consigli comunali, provinciali, regionali, ministeri, istituzioni varie - non esprimono proprio per nulla vicinanza alle vittime e bla bla bla, fanno solo scena mediatica. Se proprio non riescono a evitare 'sta menata inutile, almeno la facciano bene! E invece chi ha resistito di più ha fatto 25 secondi di silenzio. Cioè, qui si somma ipocrisia ad ipocrisia, trasformando questo "minuto di silenzio" nella più grossa presa per il culo, soprattutto ai danni di chi ha perso amici o familiari in tragedie del genere.

martedì 22 marzo 2016

Guerra? No: azioni da codardi

Un attacco terroristico non è un atto di guerra. I terroristi sono troppo vigliacchi per dichiarare apertamente guerra a una grossa potenza (sgangherata, ma sempre grossa) come l'Europa: si limitano a far scoppiare bombe all'aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles. Sì, hanno causato vittime innocenti: da bravi codardi, se la prendono coi civili inermi, non con obiettivi militari, a cui non si avvicineranno mai.
Ma, brutti figli di puttane storpie che non siete altro, voi terroristi di merda: che cazzo c'entra la popolazione con le vostre beghe? Vi auguro che le prossime bombe che cercherete di piazzare siano difettose e vi scoppino dritto su quei musi da cagasotto che vi ritrovate.

venerdì 18 marzo 2016

Tutto il mondo è paese

In Brasile come qui da noi: un personaggio inquisito ottiene un'alta carica politica per essere sottratto alla giustizia.
Da noi tutto buono, tutto giusto, chi se ne strabatte, basta che nessuno tocchi il nostro orticello. I brasiliani come la prenderanno? Di solito sono molto più permalosi di noi nei confronti di questi episodi. Noi ne abbiamo a bizzeffe, di gente piazzata ad arte su qualche bella poltrona per evitare loro guai con la giustizia; sul Brasile ho poche notizie. Quanti ne hanno? Quanto li sopportano? Spero per loro che siano meno codardi sbattiballe ed egoisti di noi.
(N. B.: prima che qualcuno citi gli eterni merrrrregani come "esempio di democrazia", rifletteteci. Da loro corruzione ed evasione fiscale sono delitti quasi da pena capitale, sì; però sono estremamente indulgenti con un padre che dà un'arma da fuoco in mano al figlio e questo entra a scuola e ammazza metà dei suoi compagni. Tutto il mondo è paese, anche se ogni paese fa a modo suo; alla fin fine, sempre lì si arriva.)

lunedì 14 marzo 2016

Fare di una mosca un elefante

Questa faccenda dell'olio tunisino ormai sta bellamente scassando il cazzo. Ma trentacinquemila tonnellate di olio davvero cubano così tanto? In Europa ogni anno si consumano milioni di tonnellate di olio d'oliva. MILIONI. Trentacinquemila cosa sono? Un granello di polvere, una cacchina di mosca. Eppure adesso sono tutti quanti scaldati su questa faccenda, ma vai a capire perché.
Ma andate a farvi friggere in olio pugliese taroccato, va'! Questa è la questione su cui dovreste scaldarvi tanto.

mercoledì 9 marzo 2016

In guerra ci finiremo, sì: con gli USA

E di questo dovremo ringraziare il gran bugiardo seduto abusivamente sulla poltrona del presdelcons.
Ha fatto su un gran cancan mediatico sul fatto che la boiata dell'intervento in Libia sia nata da "una raccomandazione degli Stati Uniti". Peccato che poi l'ambasciatore dei medesimi - cioè: non un pischello qualunque: l'ambasciatore - abbia clamorosamente smentito questa versione. No, non è un'idea dei merrrrrregani: è un'idea solo ed esclusivamente del bugiardo fiorentino, che così vorrebbe stabilire una volta per tutte di essere il nuovo duce instaurando un nuovo periodo coloniale dell'Italia. E quindi, visto che abbiamo a che fare coi merrrrregani - ovvero: una scimmia gigante col fucile; ma questo è un altro discorso - la guerra non la combatteranno cinquemila sfigati contro i libici: la combatteranno sessanta milioni di sfigati contro la scimmia gigante testé citata. E spero che il primo colpo dei merrrrregani abbia già inciso sopra il nome e cognome del bugiardo fiorentino.

martedì 8 marzo 2016

Dove sta andando la società moderna?

In un buco di culo, ecco dove.
A Roma due storditi hanno ammazzato un loro amico "solo per vedere l'effetto che fa".
Cioè: una volta (pazzia a parte, beninteso) almeno si uccideva per qualche motivo, hah, "valido" (virgolettato, perché motivi davvero validi per ammazzarsi tra esseri raziocinanti non ce ne sono). Una rapina andata a male, un omicidio su commissione, gelosie coniugali, una vendetta, un atto di terrorismo, una lite degenerata con una morte non desiderata, un semplice incidente dovuto a negligenza (non parlo degli incidenti dovuti a pura e semplice fatalità: non rientrano nella categoria "omicidi"), ecc. Alcune di queste motivazioni sono da ergastolo, altre no - ma almeno hanno una loro ratio. Uccidere qualcuno solo perché ti stai annoiando, non ti passa più il tempo, vuoi fare qualcosa di diverso per vedere l'effetto che fa? Il mondo sta impazzendo, forse? Auguro a queste due emerite teste di cazzo bollito di beccarsi la pena massima con tutte le aggravanti del caso, e francamente arriverei perfino a giustificare il loro omicidio da parte dei parenti della vittima, anche se non lascerebbe loro abbastanza tempo per riflettere sulla stronzata che hanno combinato sulla pelle di un loro amico.

lunedì 7 marzo 2016

Questa guerra non s'ha da fare

Il professor Cipolla ha stilato un diagramma di stupidità in cui, in parole povere:
- se arrechi vantaggi a te e agli altri sei intelligente;
- se arrechi vantaggi a te e danni agli altri sei un bastardo stronzo figlio di quella mignotta che t'ha cagato anziché partorirti;
- se nell'arrecare vantaggi agli altri ti fai male da solo sei un pollo o un masochista;
- se le tue azioni vanno a detrimento sia tuo che altrui sei uno stupido.
Le guerre possono occupare soltando due di queste categorie: possono essere foriere di bastardaggine (se vengono combattute per conquistare risorse, e se vengono vinte dagli aggressori) o di stupidità abissale (se vengono dichiarate per nessun motivo valido, e, a prescindere dalla motivazione, se gli aggressori le perdono). Indovinate un po' dove va a finire questa fantastica dichiarazione di guerra dell'Italia alla Libia.
Cioè:
- Quale stracazzo moscio di motivo abbiamo per andarci a infognare in Libia? Già lì ci stiamo facendo la figura dei rincogliontrulliti totali, perché ci andiamo per conto terzi: insomma, "andate avanti voi così la figura di merda ve la fate voi".
- In Libia non ricordano con molto affetto gli italiani; qualcuno pensa che la popolazione locale ci vedrebbe come dei salvatori? Poveri illusi. Ci vedrebbero come ci hanno già visti durante il nostro periodo coloniale: dei bastardi invasori.
- C'è un qualche piano su come gestire il dopo in caso, peraltro improbabile, di vittoria? Mi sa tanto di no; si va alla "prima li massacriamo, poi son cazzi (amari) loro".
- Qualcuno ce l'ha chiesto? Non mi pare proprio. Questa è un'iniziativa autonoma del "governo" italiano per leccare il culo sempre ai soliti noti; nessun'organizzazione internazionale (tranne l'odiosissima NATO, che andrebbe cancellata all'istante) e nessun organo di governo autorizzato della Libia (qui è semplice: non esistono) ha mai posto questo genere di richieste.
- Dulcis in fundo: a parte la sicumera del "governo", di solito si va in guerra quando si ha già di partenza una buona probabilità di vincerla; e vabbe', in guerra tutto può succedere, i pronostici si possono ribaltare con una facilità sconcertante - ma qui l'Italia si sta infognando di brutto su una probabilità quasi inesistente di portare a casa la pelle; per vincere questa guerra di stupidità ci vorrebbe davvero un miracolo.
Insomma: davvero vogliamo incrementare la zimbellaggine (ma esiste "zimbellaggine"? Se non c'è, la invento io!) dell'Italia a livello mondiale con una cappella mostruosa del genere?

giovedì 3 marzo 2016

Il cosiddetto "omicidio stradale"

Lo dico chiaro è tondo: è una stronzata abissale. È solo il classico pastrocchio all'italiana, per mettere dei distinguo dove non ce n'è il minimo bisogno. Un omicidio è un omicidio, a prescindere dall'arma utilizzata, che sia un coltello, un veleno, un veicolo, un'arma da fuoco, una bomba, o anche delle semplici parole studiate in modo da spingere qualcuno al suicidio. In tutto il mondo, tiri sotto qualcuno con la macchina (caso più diffuso di pirateria stradale)? Bene: cominciamo ad appiopparti l'accusa di omicidio. L'hai tirato sotto per sbaglio, perché hai cannato un calcolo, perché non l'hai visto, perché umpazumpa della cimpalimpa? Ok, omicidio colposo. L'hai ammazzato deliberatamente o perché ti sei messo alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, alcool compreso, o magari perché ti sei messo a scambiare messaggini mentre tenti invano di tenere il veicolo in strada? Bene: omicidio volontario. Basta, finita lì. (Stessa cosa ovviamente anche in caso di scontro tra veicoli.) Non è assolutamente necessario andare a cercare il pelo nell'uovo e spaccarlo in quattro con distinzioni capziose volte unicamente a trovare dei cavilli in sede processuale. O, almeno, non sarebbe necessario se non fosse per la passione del burocrate medio italiota di complicare le cose solo per il gusto di farlo. Faccio presente che abbiamo ben due tomi di codice penale (il c. p. propriamente detto che stabilisce le pene, e il codice di procedura penale che stabilisce come applicarle) che messi insieme fanno quattro volte la dimensione del codice penale (singolo, con pene e sanzioni tutte nello stesso tomo) più bizantino che abbia mai visto fuori di qui; troppa roba che spesso va in contraddizione con sé stessa e lascia troppi appigli all'azzeccagarbugli di turno; vogliamo ancora complicare ulteriormente questa faccenda?

mercoledì 2 marzo 2016

Sempre sul dito e sulla Luna

Segoni mentali della gente (in data astralonza [vedere data del post]):
- Di quel termine che viene cancellettato a stecca sul web con la vana speranza di vederlo apparire nei vocabolari ho parlato giusto nel post precedente; ormai è roba vecchia e stantia, e la marea è in fase calante; rispetto ad altri quotidiani stupri alla lingua italiana (morte del congiuntivo, punteggiatura che non esiste più, errori grammaticali e ortografici anche da parte di gente che è uscita dall'università con 110 e lode, merrrreganismi come se piovesse, e aggiungete tutto quello che non ho citato al minestrone) fa ridere i polli.
- Quel bambino figlio di un VIP omosessuale e il perché e il percome ha il nome del famoso zio di una canzoncina per i bambini ("Quante bestie ha zio [...]"). Il problema non è di chi sia figlio, cari cattonazistelli omofobi inutilmente pedanti, e nemmeno che nome gli abbiano appioppato; il problema vero di quel bambino, al di là dei clamorosi errori nelle scelte fatte dai suoi genitori (soprattutto una evidentissima mancanza di calcolo alla base della scelta fondamentale, e in secondo luogo la discutibile scelta della maternità surrogata, dovuta però al fatto che per le adozioni qui sarebbero nati grossi problemi) è che vive in una società malata in cui non potrà mai essere considerato una persona come tutte le altre: sarà sempre "figlio di due gay" e verrà perculato, bullizzato, emarginato per il resto della sua vita da questa società; non verrà mai visto come un essere umano qualunque.
- La candidatura alle elezioni merrrrrregane del caimano di quelle parti - ah, no, lì hanno gli alligatori, mica i caimani. Prima di tutto, che ne fotte a noi? Chiunque si sieda sulla cadrega del presidente là oltre oceano ha ben scarsa influenza su di noi, per non dire nessuna; l'Italia, in ogni caso, dovrà trattare col presidente di uno stato estero. E poi: non è tanto l'alligatore in sé, con le sue posizioni oltre l'estrema destra (giù dal dirupo???) il problema; quello che non funziona proprio per niente è l'opposizione dei suoi detrattori. Un ventennio di inutile opposizione al caimano qui da noi non ha insegnato niente a loro; più lo attaccano, più lo fortificano: chi lo vota lo vota in quanto tale, proprio perché esprime chiare e tonde le sue idee ultra-estremiste; gli indecisi vedranno i "radical chic" che gli danno contro e voteranno per lui proprio per non dare il voto a quei gran criticoni nullafacenti (sto solo interpretando il punto di vista comune, qui). Ma, be', ribadisco: problema dei merrrrrregani; noi abbiamo già i nostri rettili di cui occuparci. (Hahaha: e qui i pedanti a manetta mi lanceranno l'accusa: "Eppure tu hai tirato mazzate a mitraglietta al caimano nostrano col tuo blog". Vero: quand'era un VIP pure lui se le attirava, e in ogni caso io non sono l'oppositore politico di alcuno di questi personaggi.)
Tanti diti(1) che nascondono la Luna, eh? Però, come ho appena dimostrato, è tremendamente facile guardare oltre.

(1) Se si può dire "lenzuoli" quando non fanno parte dello stesso corredo, si potrà pure dire "diti" quando non fanno parte della stessa mano, no? L'Accademia del Pane Integrale dice che si può.