lunedì 20 marzo 2017

Pensavamo d'essercene liberati

... e invece eccolo che ritorna, più spavaldo che mai.
Chi?
Ma il caimano, è ovvio!
Adesso sta pensando bene di ricandidarsi per le prossime elezioni (è vecchio come il cucco: cos'aspetta la Nera Signora a portarselo via?) con promesse a dir poco fantasiose:
a) La pensione per tutti, almeno 1000 euro. Proprio lui che le voleva abolire? E visto che c'è riuscito, visto che i fondi destinati alle pensioni proprio lui è riuscito a farli sparire, ce le pagherà lui di tasca propria?
b) Il suo solito cavallo di battaglia: aboliamo le tasse! Peccato che grazie a lui paghiamo dieci volte il dovuto, e che oltre tutto i fondi incassati da quelle tasse non si sa dove vadano a finire. Peccato, anche, che "aboliamo le tasse" vada completato con "per chi già le evade", lui per primo.
c) Una bella strizzatina d'occhio al maschio alfa dei baluba verdi, per riprendersi quell'accozzaglia sotto il suo diretto controllo: visto che "gli immigrati" entrano nelle case e rubano (mah, praticamente tutti gli arresti di topi d'appartamento nella mia zona negli ultimi vent'anni, cioè non meno del 95%, avevano italiani come protagonisti...) bisogna poter tenere una pistola a portata di mano per poter sparare, così, anche se il ladro scappa senza la refurtiva.
Il brutto è che c'è ancora gente affetta da boccaloneria cronica che ci cascherà con tutte le scarpe! E sono tutte le categorie che dal caimano sono state completamente fregate: operai, pensionati, poveracci in genere! Proprio quelli che ci rimetterebbero di più se quel fetente tornasse a posare il flaccidume sulla poltrona del presidente del coniglio.
E vabbe', vorrà dire che le mie mazzate torneranno a dirigersi su quel magnete che attira con estrema forza il mio martello...

giovedì 16 marzo 2017

Votare il nulla

Fino ad ora pensavo che il movimento 5 setticemie fosse un'entità politica uguale a tutte le altre, ma comunque un'entità politica esistente. E invece...
Già: invece.
Il movimento 5 cancri al fegato ha appena dimostrato di non esistere nemmeno! I legali dell'insetto straparlante hanno chiaramente affermato che il blog a suo nome non è suo, e perfino che il profilo a suo nome sul Cinguettatore Folle non è gestito da lui! Quindi, il dichiarato fondatore del movimento 5 infezioni da ebola in realtà si è ritrovato semplicemente afflitto da un attacco acuto di scajolite: praticamente hanno fondato un partito a nome suo a sua insaputa! E tutti i militanti di quell'accozzaglia si sono ispirati... al nulla assoluto! Ecco dov'è andata sprecata una discreta percentuale di voti degli italiani: nel nulla. Non che le altre forze politiche siano meno nulle, intendiamoci: ma qui adesso, col movimento 5 attacchi epilettici, la cosa è conclamata, dichiarata, sbattuta in faccia alla gente. L'insetto sbrodolante non esiste, e come lui non esiste tutto il partito che da lui ha preso il nome.
Qui ci sta davvero un grosso mah.

martedì 14 marzo 2017

Far west in Italia

È quello che vorrebbero istituire il maschio alfa dei baluba verdi e tutta la sua banda di pistoleri. Sulla legittima difesa: secondo l'art. 52 del codice penale è possibile sparare (con un'arma regolarmente detenuta) a un ladro che ti entra in casa se questo ti minaccia, attenta alla tua incolumità, insiste a rubare lo stesso. Ma secondo i baluba verdi questo diritto andrebbe esteso anche al caso in cui il ladro scappasse via a gambe levate senza prendere nulla.
Puah.
Poi non si lamentino i baluba verdi se sulla base dello stesso principio qualcuno spara a loro.

venerdì 10 marzo 2017

Gli effetti del giosbàt

Posso capire che venga licenziato uno che un giorno sì e l'altro anche sta a casa in malattia perché non ha voglia di andare a lavorare. Questi personaggi venivano puniti anche prima dell'abolizione dell'articolo 18, questo va da sé. Però non posso assolutamente capire che venga licenziato uno che in malattia ci è stato davvero per malattia, e che ha addirittura dovuto subire un trapianto di fegato! E invece, grazie al giosbàt (no, continuerò a storpiare il nome, mi spiace) proprio questo è successo.
La buona notizia è che dopo solo un giorno di licenziamento - e lo sciopero per solidarietà di tutti i colleghi - i padroni abbiano fatto marcia indietro e l'abbiano reintegrato; ma questo poveraccio tornerà al lavoro con l'amaro in bocca e montagne di astio nei confronti dei padroni, che non sono più datori di lavoro ma schiavisti senza scrupoli. E non smetterò mai di ringraziare un sindacato totalmente incompetente che è riuscito a far saltare il referendum proprio sulla questione dell'articolo 18! Perché altri casi come questo avverranno a mitraglia, d'ora in poi, e non sempre ci sarà il lieto (fino a un certo punto) fine per i poveracci che magari si ritroveranno in mezzo a una strada dopo una semplice influenza.

giovedì 9 marzo 2017

Il ritorno della naja? Muuuu, muuuu

Certe bufale sono come l'herpes: periodicamente ritornano.
Un fantomatico disegno di legge del 2015 dava come certo il ritorno del servizio militare obbligatorio nel 2016. Chiaramente non c'era traccia di quel disegno di legge... Nel 2016, la bufala che era andata a farsi un giretto è tornata all'attacco, dando per certo il ritorno del servizio militare obbligatorio nel 2017. Ovviamente, nessuna traccia anche l'anno scorso di quel DL. La bufala, allora, ha girato sui talloni, è andata di nuovo a farsi un giro ed è tornata quest'anno, dando per obbligatoria 'sta gran vaccata (cosa può produrre una bufala, se non vaccate?) per il 2018. E non è vero niente. Per quanti anni ancora ci sentiremo dire da un ministro inesistente (Scalà???????) che "l'anno prossimo" i giovani dovranno tornare a quell'anno di schiavitù obbligatoria? Naaaa: state tranquilli, cari diciottenni o diciannovenni, non dovrete tornare a pulire i cessi con la lingua per una paghetta che non basta nemmeno a comprarsi le sigarette. (Esagerazione: io durante il mio anno di naja non ho nemmeno mai dovuto pulire i cessi in generale. Però lo spirito di quell'ambientaccio è quello.)
Approfondimento in quest'articolo su bufale.net.

venerdì 3 marzo 2017

Internet può funzionare sempre? Tsè!

Martedì scorso tutti quanti ci siamo resi conto che un mucchio di cose su Internet non funzionavano più, a partire dai siti di Amazon, per poi passare a un sacco di siti nordamericani. E qui si sfata il classico mito secondo cui "La Rete" possa funzionare anche in caso di attacco nucleare. Cosa succede quando troppa roba è nelle mani di un singolo provider? Semplice: se questo provider s'incricca, di conseguenza s'incricca mezzo mondo, compresa quella famigerata obbrobriosa "internet delle cose" (ma che bisogno c'è, tra l'altro, di avere lampadine o mouse collegati al web? Mah, io certa gente non la capirò mai...). Insomma, martedì un tecnico di Amazon doveva fare una regolare attività di manutenzione sui suoi server AWS, e alcuni andavano messi offline; solo che ha sbagliato a dare il comando e ne ha, uhm, "uccisi" molti di più, compresi gran parte dei server S3 che a quanto pare forniscono spazio web a mezzo mondo. Ripartono subito quelle macchine lì? Tsè. Alcuni di quei server non venivano riavviati da anni (anni, non giorni) e per ripartire ci hanno messo delle ore!
Morale della favola? Intanto, per i vari fornitori di servizi online, sarebbe meglio (come fa Google, per esempio) avere una struttura decentralizzata anziché affidare tutto quanto a un singolo datacenter, grosso che sia; e per noi, soprattutto per i fanatici dell'iperconnessione costi quello che costi che prima o poi riusciranno a collegare a Internet perfino le proprie mutande, meglio tornare a un più sano modo di vita senza avere questo, quello e quell'altro comandabile a distanza (il che tra l'altro comporta sempre delle falle di sicurezza mostruose).

martedì 28 febbraio 2017

La libertà non è un bavaglio


Leviamo le nostre voci contro l'ennesimo DDL di stampo fascista che vorrebbe tarpare le ali al web (qui un articolo dal blog Valigia Blu che spiega in cosa consiste).

venerdì 24 febbraio 2017

Liberiamoci dell'integralismo religioso

Sicuramente tanti islamici meritano la definizione di "integralisti"; però, prima di appioppare loro questo epiteto cominciamo a liberarci noi dell'integralismo catto-bigotto che continua a condizionare la politica di uno stato che si è autodichiarato laico nella sua stessa Costituzione. Il caso: una delle ministresse inquantodonne del "governo" Bomba 1.1 ha pensato bene di piantare un casino mostruoso perché la regione Lazio vuole assumere medici non obiettori di coscienza che possano anche praticare l'aborto.
Mi sembra logico.
Non le proteste della ministressa: quelle non sono logiche, proprio per niente. Mi sembra logico che nella professione medica non esista l'obiezione di coscienza. Siccome esiste, mi sembra logico il ripiego di un'amministrazione pubblica: imporre nel bando di concorso per l'assunzione di medici il fatto che non siano obiettori di coscienza; ciò comunque comporterebbe un problema in caso qualcuno dei candidati mentisse in fase di presentazione della domanda e mettesse le carte in tavola solo dopo essere stato assunto - ma in tal caso un calcio in culo e via, e si rifà la selezione o si prende il successivo in graduatoria se c'è. Le proteste della ministressa in nome di quel catto-bigottismo di cui dovremmo già esserci liberati da mo' non hanno senso, minimamente. Cominciamo tutti quanti a rivendicare la laicità dello stato, e soprattutto della professione medica! Nella sanità per gli integralisti catto-bigotti non c'è posto!

martedì 21 febbraio 2017

Basta con la pubblicità!

Ho raccolto il grido di dolore e di disperazione della gente che ormai ne ha le palle piene di vivere in un mondo che ti martella da tutte le direzioni possibili e immaginabili con pubblicità inverosimili, false, spesso truffaldine, che vengono fatte piovere dall'alto e che non si riesce praticamente più a schivare. Quando qualcuno dice "la pubblicità è l'anima del commercio", la risposta (mia e di tanti altri) è: balle. La miglior pubblicità per un prodotto, un lavoro o un servizio è il prodotto, lavoro o servizio stesso; tutto il resto è un di più perfettamente ignorabile. Intanto:
1) Le campagne pubblicitarie costano. Alla fine della fiera, ci si ritrova con qualcosa di qualità ma che hai pagato quattro volte il dovuto oppure con ciofeche, lavori fatti alla cazzo di cane o servizi molto approssimativi che hai pagato come qualcosa di qualità, perché è innegabile: la campagna pubblicitaria viene fatta pagare all'ultimo anello della catena, cioè il cliente finale, e il rapporto qualità/prezzo è andato totalmente in giro per bordelli. La gente sarebbe molto più contenta di veder diminuire i prezzi di ciò che deve comprare e, appunto, pagare in proporzione alla qualità, o avere la qualità in proporzione al prezzo. Vuoi roba di qualità? Paghi un prezzo più alto. Vuoi pagare poco? Avrai una qualità inferiore. La cosa, però, dev'essere proporzionale, a scelta del cliente e non viziata da campagne che costano milionate a pacchi da 100.
2) Non ho più visto una singola pubblicità che fosse furba - forse non ne ho mai viste di furbe nella mia vita, ma sono in costante peggioramento. Pubblicità fuori di testa che risulta impossibile collegare mentalmente all'oggetto della vendita (troppe, e troppo varie, per fare esempi); pubblicità che incitano comportamenti scorretti (una, la più recente, dove si vede una tipa beatamente impegnata a farsi i cazzi suoi alla guida, tanto la macchina frena da sola; ma non è mica l'unica); pubblicità false come una banconota da 80 euro che promettono cose impossibili (non ho mai visto una sola pubblicità di detergenti per superfici varie dove dicano le cose come stanno: in tutte quante, plin, una goccia di detergente, due passate di spugnetta spinta con un dito e tac, tutto lucente e splendente - eppure milioni di persone che svolgono lavori di pulizia sanno che ci va un po' più di prodotto, una buona dose di olio di gomito e se la superficie non era già splendente e lucente di partenza non lo diventa di sicuro dopo la pulizia); pubblicità-truffa (quelle che promuovono omeopatia, cure "miracolose", perdite di peso "incredibili", investimenti che ti fanno diventare più ricco dell'Aga Khan in mezza giornata, bla bla bla). Non parliamo poi di cosa ci si becca sul web: truffa è un eufemismo quando basta un clic a mandarsi a mignotte anche la vita.
3) Questo continuo, incessante martellamento da tutte le parti rischia perfino di ottenere l'effetto opposto rispetto a quello voluto dagli squali del profitto. La gente sta facendo di tutto di più per escludere la pubblicità dalla propria sfera di attenzione. Mi corchi di pubblicità in TV, con tre minuti diconsi tre di programmazione regolare interrotti da venti minuti di spot allucinati (anche sulla merdovisione di stato, finanziata col canone illegalmente estorto sulle bollette elettriche), e poi ti lamenti che cambio canale (o prendo direttamente a scarpate l'apparecchio)? Mi inzicchi ogni singolo sito web di banner sgargianti, di video che partono da soli, di millemila milionardi di finestre e finestrelle che mi imbrodano completamente il monitor, di tutta questa serie di puttanate che sembrano un pugno in un occhio, e ti lamenti che ti ammazzo tutto quell'ambaradan con un adblocker? Mi pubblichi un giornale per le cui notizie basterebbe un foglio, mentre tutti gli altri sono di pura e semplice pubblicità, e poi ti lamenti che calano le vendite? Mo' basta! La gente ha tutti i diritti di starsene in santa pace senza essere corcata di pubblicità che l'invitano a svuotarsi il conto in banca in nome del consumismo a tutti i costi!
In definitiva, dunque, della pubblicità possiamo tranquillamente fare a meno. Le aziende comincino a pensare di immettere qualcosa di valido sul mercato e farlo pagare il giusto prezzo, e lascino perdere campagne pubblicitarie costose, allucinate e - in definitiva - talmente insistenti da andare ben oltre la semplice molestia.

venerdì 17 febbraio 2017

L'apocalisse è passata ieri

... e nessuno mi ha avvisato, porco can!
Quel sassetto che ieri ci ha fatto un salutino da 51 milioni di chilometri ormai si sta allontanando. Ma perché nessuno mi ha detto niente? Avrei potuto festeggiare: finalmente il mondo è finito, io non devo più ripagare i miei debiti a nessuno, posso fare quello che mi pare e piace senza più dover rendere conto a chicchessia...
Come?
Ah.
Dalla regia mi dicono che il mondo non è finito, sta ancora andando avanti di merda come al suo solito.
Ma che cazzo. E io speravo già di stappare una bottiglia di spumante anche con qualche ora di ritardo.
Dovremo aspettare il prossimo asteroide che magari passerà dalle parti di Urano per l'apocalisse...

giovedì 16 febbraio 2017

L'Italia e il suo debito pubblico

(Tra l'altro: ma se tutti gli stati hanno un debito pubblico, chi è il creditore? Non sono abbastanza pazzo o economista - una qualifica non esclude l'altra - da poter rispondere a questo quesito.)
Sappiamo perfettamente che l'Italia ha un debito pubblico ormai talmente astronomico che come minimo dobbiamo andare su Plutone per trovarne la cima. Sappiamo anche che lo stato centrale per fingere con l'europa (sempre con la sua bella minuscola d'obbligo) di risistemare i conti e far calare questo benedetto debito tartassa regioni, province e comuni, cioè tutti gli enti territoriali. Qualcuno ingenuamente dirà: e vabbe', gli enti territoriali sono più di ottomila, è ovvio che cubano per la maggior parte sul debito pubblico.
Balle.
Tutti questi ottomila e fischia enti territoriali cubano sul debito pubblico sì e no per il 4%. Il restante 96% è tutto a carico dello stato centrale! A Roma mentono sapendo di mentire, e solo per (ribadisco) fare bella figura con l'europa. Chiaro che anche gli enti territoriali non possono più permettersi di scialacquare risorse, però è su quel 96% di sprechi centralizzati che bisogna davvero agire se vogliamo pensare di ridurre questo (ripeto: per me fantomatico) debito pubblico e mostrare un bel dito medio all'impero di Crucchia!

martedì 14 febbraio 2017

Legalità, questa sconosciuta

Capita sempre più spesso ormai di incazzarsi come un intero branco di iene perché si vedono criminali di ogni livello (dai criminalucci da mezza tacca ai criminaloni) farla franca qui da noi. Mi capita fin troppo spesso, oltre tutto, di parlare con amici e conoscenti che lavorano nelle forze dell'ordine, frustrati perché il loro lavoro, in definitiva, non serve a una beata fava ("Quello sarà la decima volta che lo arresto.", "Ma che senso ha? Domani sono già fuori.", cose così). In fin dei conti, ormai la gente onesta non può più vivere, perché da un lato è vessata dai criminali, e dall'altro lato sa già che la faranno sempre, invariabilmente franca. È proprio il sistema che andrebbe rivisto cancellato e rifatto dal principio.
1) Abbiamo troppe leggi, leggine e leggette in vigore, che spesso e volentieri vanno pure in contraddizione tra loro. Un buon azzeccagarbugli riesce invariabilmente a trovare la gabola per fare in modo che il suo cliente esca a testa alta dal tribunale, senza nemmeno una macchietta sulla fedina penale - e potrebbe aver fottuto miliardate o ammazzato decine di persone! Bisogna fare tabula rasa di tutto questo sistema normativo farraginoso e sempre più pesante e cominciare a meditare su un codice civile e uno penale semplici e facilmente comprensibili, chiari e netti, su cui uno con una buona parlantina non possa imbastire una marea di cavilli per scagionare qualcuno che bisognerebbe sbattere in galera per poi buttare via la chiave.
2) Oltre alla semplificazione delle leggi, bisogna reintrodurre la certezza della pena. Un poliziotto o un carabiniere che arrestano un delinquente non devono vederlo a piede libero il giorno dopo; soprattutto il delinquente stesso non deve nemmeno pensare che tanto il giorno dopo sarà libero di tornare a combinare le sue malefatte. La pena dev'essere proporzionata al reato, questo è chiaro; piccoli reati, piccole pene; grossi reati, grosse pene; ma va da sé che la pena deve essere inflitta. Ne hai combinata una? Paga le multe necessarie oppure fatti i giorni/mesi/anni di galera dovuti! Inoltre: sei recidivo? Pena aumentata!
3) Bisogna anche semplificare il lavoro della magistratura, che deve rigettare immediatamente tutte le cause inutili sollevate per questioni di poco conto dalla gente - secondo la quale, tra l'altro, le leggi vanno applicate solo agli altri, ma questo verrà approfondito nel punto successivo. La magistratura deve occuparsi delle vere infrazioni alla legge; al limite per le causette del cazzo si può pensare di istituire un arbitrato civile non appellabile. Inoltre, va anche semplificato l'apparato giudiziario stesso. La prescrizione, soprattutto su certi reati, va annullata; in più, tre gradi di giudizio ciascuno coi propri tempi da bradipo sotto morfina sono decisamente troppi, e sarebbe opportuno eliminarne almeno uno. Insomma, ci dev'essere una, e una sola, possibilità di appellarsi contro una sentenza sfavorevole. In aggiunta, quella puttanata secondo cui il grado successivo di giudizio non può aggravare la pena inflitta dal precedente va cancellata; se il secondo grado di giudizio stabilisce che il primo è stato troppo morbido deve poter calcare la mano.
4) E qui arriviamo ai dolori. Bisogna educare la gente a quel concetto fortemente alieno che è la legalità - ma non con la paura (tirare fuori il famoso "uomo nero" delle multe e della galera che ti piovono addosso se ne combini una non è sufficiente); va fatto notare alla gente che il rispetto delle leggi va a beneficio di tutti, mentre l'infrazione dà dei vantaggi a breve termine al colpevole a detrimento degli altri, e sul lungo termine si rivela deleteria per tutti. Bisogna anche inculcare in testa alla gente che il criminale non è un personaggio da ammirare, ma va condannato. Bisogna iniziare fin dalla scuola a insegnare questo concetto: non che il bulletto della classe non possa essere ripreso dagli insegnanti perché se no arrivano i genitori a piantar scenate in pubblico e a minacciare azioni legali perché non sono stati capaci di "capire" il loro angiolettstronzetto il quale ha un "carattere vivace" e bla bla bla. No: il bulletto deve beccarsi tutte le punizioni che merita e i genitori devono prenderne atto e stare zitti, almeno, visto che non sono in grado di impartire certi valori di educazione e di civiltà alla loro prole. Gli altri devono sentirsi protetti dal sistema, non avere la certezza matematica che sarà il bullo ad essere protetto! Chiaramente questo concetto va esteso anche agli adulti e a tutti gli aspetti della società e della convivenza civile. Dulcis in fundo, bisogna far capire alla gente che le regole esistono per tutti, e che eventuali deroghe previste per legge per casi eccezionali vanno comunque applicate ai sensi di legge a quei casi e non a chiunque ritenga di averne diritto. Non è che le leggi siano giuste e sacrosante soltanto fintanto che vengono applicate agli altri; non è che se uno si piglia anche solo una semplice multa per divieto di sosta deva piantare su un casino infernale per farsela togliere per poi essere il primo ad andare a smarronare i vigili per fare appioppare multe a qualcun altro: no, se la deve pagare e soprattutto deve farsi i cazzi suoi! Gli altri baderanno alle proprie infrazioni.
Ecco, se davvero si riuscisse ad applicare questi quattro punti (utopia, utopia) l'Italia smetterebbe di essere il paradiso dei criminali e tornerebbe a essere un posto dove la brava gente può vivere la propria vita senza pensieri. Ma la vedo davvero grigia in proposito...

venerdì 10 febbraio 2017

La faccia come il culo

La cazzovisione di stato ormai è talmente caduta in basso che ogni volta peggio di così sembra non poter andare - eppure ogni volta riesce a scavare sul fondo del baratro per calare ancora di più! A nemmeno un mese dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano seppellito da una valanga, cosa ti vanno ad annunciare? Che ti faranno una fizzzzzzion di quattro puntate sulla tragedia!
Cioè: i parenti delle vittime sono ancora lì che le piangono e questi pensano bene di cavalcare l'onda facendoci su una porcata di sceneggiato (e chiamiamo le cose col loro nome, cazzarola!) magari pure interpretato dai soliti cani randagi che stanno alla recitazione come gigidalessio alla musica - ma questo è un altro paio di mamutande.
E sono riusciti a estorcere al popolo italiano (che, comunque, già lo pagava prima: la schifovisione di stato non ci ha guadagnato un centesimo bucato da questa estorsione) il pagamento del canone sulla bolletta elettrica! Noi paghiamo una cricca di cinici bastardi disposti ad approfittare della morte di una trentina di persone, ancora fresca fresca, in nome del Dio Denaro, della Dea Odiens (italianizzazione voluta) e del Dio Scièr (idem)! A questo punto, il popolo italiano deve indire una class action nei confronti della sblurpovisione di stato e farsi restituire decenni di canone indebitamente percepito! Quanto ai parenti delle vittime, auguro loro di trovare la maniera legale di bloccare l'ennesimo scempio compiuto in nome della pubblicità costi quel che costi.

giovedì 9 febbraio 2017

Legge pro stupratori? Muuuu, muuuu

Sta circolando in questi giorni l'ennesima bufala. In parole povere, dice che a seguito della nuova politica pro-life del neo-eletto presidentedeficiente degli stati appiccicati di merrrrrrega in Arkansas (e nel cosiddetto "articolo" in italiano è riportato come "Arkansan") è stata varata una legge che permette a uno stupratore di far causa alla sua vittima se lei decide di abortire.
Muuuu, muuuu.
Basta solo rifletterci su un attimo per rendersi conto che è una puttanata talmente astronomica che nemmeno il POTUSPETUS poteva tirarla fuori dal cilindro, per quanto sia notoriamente un becero maschilista il cui scopo nella vita è prendere le donne "per la figa" (testuale, tradotto). Se poi si va a esaminare il testo di legge varato in Arkansan... ehm, volevo dire Arkansas, si scopre che parla di tutt'altro: parla del divieto di aborto tramite smembramento del feto, tranne in caso si riveli necessario per salvare la vita della donna. Non parla del fatto che uno stupratore, quindi un estremo criminale per definizione, possa far causa alle sue stesse vittime vittimizzandole quindi due volte.
Eppure molte testate ufficiali, pure prestigiose, ci sono cascate con tutte le scarpe! Nomi tipo la testata britannica Independent, mica pispole! Insomma, se pure la stampa ufficiale non riesce a trattenersi dal passare per vera una tale boiata, come si può sperare che i webeti boccaloni cretidioti non finiscano per cliccare a nastro su "articoli" di questo genere? Suvvia, a me sono bastati trenta secondi di verifica dei fatti per capire che 'sta roba muggisce, e di brutto.
Maggiori approfondimenti in questo articolo di David Puente.

mercoledì 8 febbraio 2017

La fine del mondo, puntata n. googol

(Dove, ribadisco, googol è sempre quel famoso numero 1 seguito da 100 zeri)
Il 16 febbraio un asteroide passerà a ben 51 milioni di chilometri dalla Terra.
Catastrofe! Apocalisse! Nibiru sta arrivando!
Ah, sì?
Tutta 'sta banda di finemondisti ancora non s'è resa conto della differenza tra 51 milioni di chilometri e un nanometro. Eppure, la Luna è a "soli" 384.000 chilometri di distanza (media) da noi, e ancora non c'è caduta in testa! E perfino Venere durante la congiunzione è a "soli" 41 milioni di chilometri di distanza, dieci milioni in meno di questo asteroide che passerà il 16 febbraio; e anche questo pianeta ancora non ci è caduto in testa! Insomma, questo sassetto manco lo vedremo passare, se non con telescopi davvero potenti. Alla facciazza di Nibiru!
Tranquilli: i finemondisti diranno di aver sbagliato i calcoli e posporranno la fine del mondo alla puntata googol+1.

martedì 7 febbraio 2017

Contro

Questa è la parola chiave della politica, non solo italiana, ma a livello globale: contro. Bisogna dare contro all'avversario, bisogna corcarlo di merda, va distrutto, perché se vince l'avversario son cazzi amari. Nei programmi politici di tutte le forze cosiddette "moderate" l'unico punto ormai presente è questo: dagli giù all'avversario. Non mezza parola su cosa fare in caso di vittoria; non un programma propriamente detto, niente su come gestire i temi caldi (sanità, istruzione e cultura, infrastrutture, lavoro, pensione, benessere sociale), non mezza parola su come risollevare l'economia che va a rotoli, non mezza virgola su come risolvere problemi dovuti alla globalizzazione selvaggia come il flusso di migranti da zone disastrate del pianeta. No, l'unica cosa davvero importante è che l'avversario non deve vincere a nessun costo!
Ma poi quindi è così stupefacente che individui variamente fascistoidi riscuotano un successo così incredibile? C'è da meravigliarsi perché negli stati appiccicati di merrrrega è andato su un gran fanfarone(*) razzista, omofobo, maschilista e qualunque bell'attributo gli si voglia appiccicare? C'è da sgranare gli occhi perché in europa (minuscola d'obbligo) stanno andando per la maggiore la Signora Fascistona in Francia, l'insetto straparlante e il maschio alfa dei baluba verdi qui da noi, un ultranazionalista in Germania? C'è da mettersi a ululare alla luna perché il primo ministro britannico è pure lei una ultranazionalista? È tutta gente che ha promesso (promesso, badate bene) di fare qualcosa. L'elettore medio non è più in grado di distinguere le cialtronate elettorali dai fatti, quindi questi personaggi fanno man bassa di consensi. Fintanto che tutti gli altri si limiteranno al "contro", questi qui avranno gioco facile! A questo punto deve uscire allo scoperto qualche forza politica, magari (e auspicabilmente) trasversale, che lasci perdere la bagarre con gli avversari e metta davvero mano al sistema, e che si riveli degna avversaria dei fascistoidi!

(*) Il quale, va detto, si sta mettendo contro perfino l'industria tecnologica locale, il che ci permetterebbe di valutare la sua durata seduto su quel trono molto probabilmente in settimane...

lunedì 6 febbraio 2017

Due pesi e due misure

La doverosa premessa: a quanto pare la giunta grUllina a Roma ha pienamente dimostrato di fare parte di quella "ka$ta!!!!uno, undici, centoundicimilionicentoundicimilacentoundici" su cui il movimento 5 proiettili in testa continua a dire peste e corna; tra gli ultimi episodi l'improvviso attacco di scajolite di cui è vittima la sindachessa (ripeto: non è una "sindaca" e "sindaco" darebbe troppa dignità a una carica che nel caso specifico l'ha persa tutta). Tra l'altro, a me non piace mai troppo essere un facile profeta; preferirei essere piacevolmente sorpreso piuttosto che trovarmi di fronte a conferme del mio cinismo.
Bene. Lanciamo la campagna "dagli al grUllino". Perfetto. Hanno avuto quello che si meritavano con tutta la loro tracotanza. Bla bla bla.
Ma tuttavia però (già, com'era l'altra parte? Ah sì: E&CCFCC).
Non vedo i riflettori puntarsi su tutti gli altri esempi di malgoverno che abbiamo in Italia (cioè, tutti). Non vedo nessuno dei media andare a cercare il pelo nell'uovo per poi spaccarlo in quattro nei confronti di altre amministrazioni tutto meno che limpide e oneste, o dello stesso "governo" italiano. Se qualcuno fosse andato a fare le pulci a loro, forse a quest'ora non staremmo navigando con una falla nello scafo nel mare di merda in cui ci troviamo; ma nessuno è andato a rigirare il coltello in quelle piaghe. Informazzzzione (con le quattro Z dovute) a due marce? Finché non si va contro il sistema tutto va bene? Finché resteranno quattro blogger spelacchiati a denunciare certe storture qui non cambierà mai niente. E, soprattutto, finché l'Italia rimarrà il paese del "La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia" cambierà ancora meno; in Romania la vox populi ha spinto il loro governo (che forse è peggio del nostro: non è che l'erba del vicino deva per forza essere sempre più verde) a fare marcia indietro sulla depenalizzazione della corruzione; qui, pfui.
Piccola considerazione: se il movimento 5 ictus ischemici non fosse andato a muso duro contro la candidatura di Roma alle Olimpiadi, nessuno sarebbe andato a far loro le pulci!

mercoledì 1 febbraio 2017

Alla larga dagli estremisti!

Se avete qualche conoscente che appartiene a qualcuna delle categorie che seguono, cominciate piano piano ad allont allontanatelo bruscamente, sbattetegli la porta in faccia, cacciatelo a scarpate dalla vostra esistenza.
  • Estremisti religiosi. Cioè, insomma, porca mignotta: scatenano guerre, organizzano attentati, ammazzano gente innocente tutto in nome di religioni improntate alla non violenza? Viva la coerenza di questa gentaglia!
  • Animalardi. Sono addirittura riusciti a pretendere che venissero rimosse le pellicce in un videogioco (qui la loro sbrodola, con tanto di percule a stecca: non uno che li appoggi!).
  • Vegamerda. Sono quelli che accusano noi "mangiacarogne" di essere violenti, e poi ci corcano di minacce di morte. Coerenti come gli estremisti religiosi, a quanto pare.
  • Nazifemminarde. Quelle pazze furiose per le quali un uomo è uno stupratore perfino da morto.
  • Omofobi. Ma che cazzo di paura devono avere di persone che decidono di avere una sessualità diversa da quella stabilita (ancora una volta) dagli estremisti religiosi?
  • Complottardi vari - quelli delle scie comiche, gli antivaccinisti col culo degli altri, quelli che "sulla luna non ci siamo mai stati" e due frasi dopo vanno a ululare che gli astronauti hanno incontrato gli alieni, quelli che definiscono "falsa bandiera" ogni attentato finché non rischiano di finirci in mezzo, quelli che tirano fuori a ogni pié sospinto il bildemberg, i rettiliani, i kazzariani (nome appropriato, eh?), gli anunnaki, i massoni, gli arconti, l'area 51, lo zar di Russia, mister gatto-in-testa (che sta scalzando lo zar, tra l'altro), bli, blo, bla.
  • Praticanti dello sport dagli-al-migrante (tipo sega nord). Dovrebbero capire che, sì, è vero che tra i migranti c'è anche qualche faccia di merda, ma più o meno nelle stesse percentuali che si ritrovano nella popolazione italiana, e va valutato caso per caso.
  • Finemondisti. Vabbe', questi in definitiva sono innocui; scassano solo le palle a stecca con le loro profezie di volta in volta rinviate su nibiru o chissà quale altro grosso asteroide in rotta di collisione con la Terra (ne stanno dando uno per certo: sapete, verso metà febbraio passerà a 51 milioni di chilometri da qui, urka, che catastrofe inimmaginabile!).
  • (Grazie MikiMoz) Salutisti alimentari. Quelli che vanno a spaccare i maroni su tutto quello che mangiano, che dev'essere "bio", senza questo, quello, quell'altro, e mai accostare questo con quello, e bisogna seguire le diete più assurde tipo quella di dukan-boiacan. Vivono male loro e fanno vivere male anche i loro familiari, che magari vorrebbero mangiare roba buona qualche volta e per farlo devono andarsene al ristorante.
  • Altro (segnalatemi eventuali categorie di estremisti che mi sono perso per strada).

giovedì 26 gennaio 2017

Il Casinellum

Al Bomba sono andate tutte storte, con piccoli bonus che gli sono rimasti, ma che in definitiva contano poco. Dopo il grossissimo No alle sue "riforme" (anti)costituzionali, dopo l'ammissione di due su tre dei referendum sul giosbàt (e grazie di cuore a un sindacato incapace che ha fatto saltare quello più importante di tutti sull'articolo 18 - ma vabbe', forse si riuscirà a riproporre anche quello in tempi ragionevoli) adesso arriva la stangata sul Bombellum (no, continuo a rifiutarmi di legare il suo nome all'Italia). Sì al premio di maggioranza a chi passa il 40%, ma un fantastico no al ballottaggio affinché qualcuno potesse arrivarci a forza bruta a quel 40%. E qualcuno dirà: sì, però comunque chi arriva al 40% si pappa il 55% dei seggi alla camera dei deputati. Già; ma se col Bombellum quel 40% sarebbe stato un partito singolo, con questa legge modificata dovrebbe essere una coalizione - e al momento non ce n'è più una valida, quindi rimane il proporzionale con sbarramento, più o meno come al senato. E qualcun altro dirà: sì, ma sono rimasti i capilista bloccati e candidabili in più circoscrizioni; già, però non hanno più la possibilità di scegliere dove andare e dove piazzare i propri leccaculo, perché ci sarà un sorteggio. La politica italiana è tornata più o meno quello che era prima del 1992: un Casinellum...

mercoledì 25 gennaio 2017

Istituita tassa sulle bufale

Tsè, magari.
Insomma, colpire sul portafoglio tutti i produttori di notizie false e tutti i webeti boccaloni che ci cascano con tutte le scarpe porterebbe a una diminuzione drastica del fenomeno. Ma questa è utopia.
Quella che torna sempre a bomba è una bufala riciclata: la tassa sul wifi (articolo da bufale.net). Cambiano i nomi (prima il Bomba, adesso il suo leccaculo) ma la sostanza è sempre la stessa. È come la famigerata "tassa sui condizionatori". Chiaro che questi "governi" sarebbero capaci di tutto; però allo stato dei fatti queste specifiche tasse non esistono. A questo punto davvero ci vorrebbe una tassa sulle bufale!