venerdì 15 novembre 2019

Brutta bestia il razzismo

E sempre più famelica, a quanto pare.

Sono capitato per puro caso su questo racconto – e per l’ennesima volta mi sono domandato dove cazzo sta andando a finire la società moderna.

Riassumo per sommi capi (ma leggete il racconto: rende l’idea molto meglio di quanto sappia fare io): una scolaresca sale su un autobus per una gita scolastica; tra loro, un bambino disabile che non è italiano e non ha la pelle da biancuzzo. Fanno sedere questo bambino accanto a una “signora” (virgolette d’obbligo) che comincia a dare in escandescenze, a pretendere che glielo togliessero da vicino, a lamentarsi che “manco pagano il biglietto, quelli lì” (assurdità: a una scolaresca in gita il biglietto viene pagato dalla scuola). Le maestre, per nulla intimidite, le rispondono dritto sul muso “Lui non si sposta; si sposti lei”. Questa carampana va a sedersi vicino a una bambina bionda, ma le maestre fanno spostare la piccola, poi tentano invano di ragionare con quella vecchia stordita, la quale poi scende tutta tronfia ancora convinta di aver ragione. I bambini hanno tutti fatto quadrato intorno al loro compagno, e il riassunto molto semplice che ne hanno fatto in classe è stato “la signora era razzista”.

Perché stracazzo d’un porco non riusciamo a prendere esempio dai bambini? Perché minchia bollita dobbiamo cucire stereotipi addosso alla gente solo per il dettaglio più insignificante che esista, il colore della pelle? Perché stravacca di quella stramignotta non ci rendiamo conto che siamo tutti umani? Episodi come questo sono all’ordine del giorno in Italia, e mi scatenano violenti attacchi di sindrome di Tourette. Clima d’odio sul fuoco del quale certe forze politiche insistono a buttare taniche di benzina, tra l’altro; ma rendetevi conto, cari odiatori, che: a) siamo tutti sulla stessa barca (piena di falle e a navigare su un oceano di merda, ma tant’è); b) non avete alcun titolo per lamentarvi quando gli italiani all’estero ricevono questo stesso trattamento, con in più il “razzista” unito al “mafioso” nello stereotipo che ci cuciono addosso.

Tanto per restare in argomento: poco tempo fa, ho commesso il grave errore di accettare di rispondere a un questionario statistico online. Grave errore non per il questionario in sé, le cui domande erano tutto sommato innocue, ma per la conclusione, quella dove ti dicono che il questionario è anonimo ma ti chiedono tutta una serie di cazzi personali dove per mantenere l’anonimato devi per forza sparare un mare di balle. Uno di questi campi da cazzi altrui chiedeva “Razza”. Lasciato in bianco: niente da fare, non andava avanti, quello era marcato come campo obbligatorio. Messo caratteri a casaccio: nisba, errore “Contenuto non valido, riprovare”. Ho scritto “Umana” – ma pensa un po’, stesso errore. Però poi mi ha accettato “Klingon”, roba da chiodi. Il giorno dopo qualche fessacchiotto mi manda una mail sull’indirizzo che uso per le cagate di questo genere, chiedendomi spiegazioni su quel “Klingon”; gli rispondo “Visto che non gli piace la razza umana, ho provato con quella, che evidentemente gli piace un po’ di più; ora dovrò farmi crescere le gobbette sul cranio, però.” A stretto giro di mail mi arriva la replica piccata del pirlotto (che non ha nemmeno colto l’ironia della mia risposta): “UMANA non è accettabile come razza; lei deve prendere queste cose un po’ più sul serio.” e una serie di altre sbrodole su questo tenore. Gli ho scritto: “Esistono due razze sulla Terra: quella umana e quella degli idioti come lei. Butti pure via il mio questionario e continuate pure a farvi le vostre statistiche farlocche, ma non venite più a scassarmi il cazzo.” Non ha risposto, ma non ho più avuto altre comunicazioni da questi sondaggisti del menga.

martedì 12 novembre 2019

Chi predica bene e razzola male

Cioè, due pesi e due misure, nei giudizi di certa gente.

Solo l’altro giorno ho spelacchiato – pubblicamente, già, ma se l’è cercata in pieno – un mio conoscente, un po’ troppo noto per essere un perfetto elettore dei baluba. Stava concionando nel circolo di sue conoscenze, me compreso, sul fatto che suo coNNIato (sì, assomiglia tanto al cuGGino) deve compilare un mucchio di scartoffie e pagare una sbordellata annuale per tenere una bancarella al mercato, e poi c’è il (parole testuali) “vucumprà di merda” che si piazza lì senza pagare niente e per i “sinistroidi” va tutto bene così. Insomma, niente di diverso dal suo solito comportamento: è un seguace del baluba fino in fondo all’anima. Ma a quel punto mi sono trovato nella posizione giusta per appioppargli una figura di merda da cui non uscirà tanto facilmente.
«Il tuo discorso mi può andare bene,» gli ho chiesto, «ma non eri tu che l’altro giorno ti sei fatto fare un lavorone enorme dall’idraulico tutto senza fattura?»
«Eh, ma, sì, però così ho risparmiato…» ha balbettato.
«E non sei tu quello che tutte le volte che ti dicono che ti faranno uno scontrino più basso dici che va benissimo così?»
«Eh, ma sai, questi piccoli commercianti non riescono più a vivere, e bisogna dargli una mano…»
«E quando sei andato a farti riparare l’auto dal meccanico, non sei tu che hai accettato di pagare la metà ma senza fattura e te ne sei pure vantato sui soRcial?»
«Eh, ma sai, era un lavorone e avrei dovuto pagarlo a rate, e il meccanico ha accettato di venirmi incontro…»
Lì ho inalberato il mio più grosso ghigno maligno. «Sai, io sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che un ambulante abusivo, qualunque sia la sua nazionalità, vada sanzionato – ma tu sei decisamente pronto a sorvolare sui comportamenti illeciti di altri fintanto che tornano a tuo vantaggio; poi sempre i soliti si trovano con le tasse aumentate, tuo coNNiato paga sempre di più per la bancarella al mercato, i servizi sono sempre peggiori e la società va a rotoli, tutto perché tu fai in modo di permettere al tuo idraulico di girare col SUV demmerda da centomila euro preso con introiti non dichiarati al fisco. Insomma, se vai a far le pulci a un ambulante abusivo le devi poi fare anche al tuo idraulico e a tutti gli altri! Non possiamo avere due pesi e due misure, eh.»
È venuto viola in faccia è ha cominciato a balbettare cose incoerenti, sotto lo sguardo di tutti i presenti, poi ha girato sui talloni è se n’è andato.

Diciamocela tutta: nessuno, in Italia, può essere quello che scaglia la prima pietra – però siamo al punto dove per classificare qualcuno come un santo o come un criminale della peggior specie ci si basa sul colore della pelle e non sui fatti nudi e crudi! Evasori miliardari sono santi solo perché sono dei biancuzzi, mentre un negro di merda è un criminale a prescindere! (I corsivi servono a evidenziare il sarcasmo del tono, ovviamente.)

Se non usciamo da questo corto circuito mentale, continueremo ad avere i baluba in mezzo ai coglioni, purtroppo.

lunedì 4 novembre 2019

Cosa succederà il 31 novembre

Il 31 novembre toglieranno le accise sui carburanti e si tornerà a pagarli 72 centesimi al litro! Notizione! Yuppiduuu, finalmente si comincia a ragionare; finalmente qualcuno ci pens[STOP]

Cosa?

Ah, mi dite che il 31 novembre è una calenda greca?

Orco boia, e io che già ci speravo! Minchia! Volevo prendermi un SUV demmerda che consuma come una superpetroliera e andarmene in giro tronfio come un piccione scagazzante con la scusa che il carburante costerà poco, ma niente, nun s’ha dda fà.

(Tsè: come se qualcuno ci credesse, visto quanto odio i SUV demmerda!)

Ah, mi dite che tutti gli anni “il 31 novembre elimineranno le accise sui carburanti”? Vabbe’, ci toccherà una buona volta dare una bottarella alla Terra per metterla su un’orbita leggermente più esterna e guadagnare quel giorno in più, così alla fine avremo ’sto benedetto 31 novembre.

giovedì 31 ottobre 2019

Gran confusione elettorale

L’Italia è l’unico paese al mondo dove praticamente a domeniche alterne si vota per qualcosa – ed è anche l’unico paese al mondo dove ogni singola elezione viene vista da certe forze politiche come un referendum pro o contro il governo nazionale in carica. Il voto delle europee (dove, tra l’altro, l’Italia conta come il due di bastoni quando briscola è denari)? Un referendum sul governo. Il voto in una regione di 600.000 abitanti (cioè, cuba per l’1% sulla popolazione totale italiana)? “Gli italiani hanno deciso di mandare a casa il governo”; cioè, il 36% del 64% dell’1%, insomma circa lo 0,2% degli italiani ha votato per quella coalizione di disgraziati e a livello puramente regionale e qualcuno si mette in testa che anche quello sia un referendum contro il governo. Votano in un comune da 100 abitanti con lista unica di tutti parenti tra loro? È un referendum che riguarda il governo! Votano i vertici di un’associazione totalmente avulsa da qualsiasi discorso politico? È un referendum sul governo!

E basta.

Mettetevi tutti quanti nella capoccia che non è assolutamente detto che se cambiano i colori politici in una piccola regione, o in qualche comune, o al pirlamento europeo, ciò deva avere una corrispondenza sui colori della politica nazionale – che tra l’altro è un bel minestrone di verdure diverse. Mettetevi nella capoccia che lo 0,2% degli italiani non detta legge a livello nazionale, e che non sarà per far contento quello 0,2% che si scioglieranno le camere. Mettetevi nella capoccia che non ha minimamente senso avere venti regioni, cento e fischia province, più di ottomila comuni se poi la politica di ognuna di queste amministrazioni locali deve a tutti i costi scopiazzare quella nazionale. Mettetevi anche nella capoccia che in quest’europa ancora dotata di minuscola d’obbligo noi non contiamo assolutamente nulla: ci sfruttano e basta, qualunque siano i colori politici a livello nazionale.

martedì 29 ottobre 2019

Sulle elezioni in Umbria

Due cose ci possono insegnare queste elezioni:

a) che bisognerebbe togliere il diritto di voto a tutti i webeti odiatori e analfabeti funzionali che pullulano sulle socialmerde. Hai un profilo su una di quelle fogne a cielo aperto e lo rimpinzi di slogan, di incitamenti all’odio e alla violenza, di rantoli in un italiaCano raccapricciante? Perdi il diritto di voto. Perché gli odiatori votano uno, e un solo, partito, quello dei neofascistoidi in salsa baluba. Se vogliamo salvare l’Italia dal neofascismo, questa è una soluzione. (La soluzione sarebbe chiudere le socialmerde da un giorno all’altro, ma rimane nel campo della pura utopia.)

b) che i grUllini sono sempre una manica di rincoglioniti totalmente incapaci di mantenere una coalizione almeno per il tempo necessario a far durare una legislatura. Vogliono fare tutto da soli, e nei pochi posti dove ci sono riusciti, tra l’altro, hanno combinato (e continuano a combinare) emeriti disastri: vedasi Roma, Torino, Parma, […]. E questo sta di nuovo regalando l’Italia (non solo l’Umbria, eh) ai neofascistoidi. Domanda alla magistratura: si può trovare il modo di sciogliere un partito per ingenti danni sociali ed economici (soprattutto economici) a uno stato? Se sì, applicatelo! (E andrebbe applicata alla lettera la legge Scelba, tra l’altro; ma qui la magistratura ha sempre chiuso tutti e due gli occhi, tutte e due le orecchie e pure il naso…)

mercoledì 23 ottobre 2019

Solito impietoso paragone

… tra l’Italia e i paesi civili propriamente detti.

All’estero basta decisamente poco a deludere l’elettorato; e quando accade, sono gli stessi elettori di un politico a chiederne le dimissioni a gran voce – questo solo se il citato politico tarda più di cinque minuti a presentarle spontaneamente. Qui più sono inguacchiati con la giustizia più vengono ammirati.

Il caimano giustificava i suoi bunga-bunga con minorenni (puttane finché si vuole, ma pur sempre minorenni) affermando che erano questioni private. Dimissioni? Ma quando mai. E la gente pensava forse di chiedergliele? Macché: anzi, sembrava divenuto un idolo con queste minchiate; addirittura il pirlamento lo sostenne nella sua affermazione che la più famosa di quelle troiette minorenni fosse la nipote di Mubarak, ma pensa che roba.

Il Bomba affermava che i guai in cui erano (e sono tuttora) coinvolti i suoi genitori fossero questioni personali loro. Anche qui: dimissioni? Pffff. Qualcuno riuscì a incriminarlo per i suoi intrallazzi con la Consip? Ari-pffff. Dopo tutte le puttanate che ha combinato, soprattutto come bresidende del coniglio dei ministri, la sua popolarità dovrebbe quanto meno essere sotto terra, e invece riesce perfino a permettersi di fondare un partito e di guadagnare addirittura più consensi del caimano (che, vabbe’, ormai è talmente un vecchio rottame che nemmeno il suo cane se lo fila più di striscio).

Il baluba spara un gran mucchio di balle riguardo alla faccenda delle tangenti russe, dichiarando di non aver preso nemmeno un rublo, arrivando praticamente a disconoscere il suo scagnozzo (che invece l’ha sbugiardato). E vabbe’, non è più al governo e con tutte le stronzate che ha combinato e che persiste a combinare si sta scavando sempre più la fossa sotto i piedi; anche la sua popolarità dovrebbe essere sotto il livello del mare ormai – ma pure c’è ancora un 15% di italioti, in calo ma sempre troppi, che lo adorano!

Cioè, qui da noi le cose continuano ad andare alla rovescia: per essere considerati eroi bisogna averne combinate peggio di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno tutti insieme. E grazie a questo fatto siamo e continueremo a essere lo zimbello del mondo! Fintanto che continueremo a venerare i furfanti e a prendere per scemi gli onesti non andremo proprio da nessuna parte, se non a scatafascio.

martedì 22 ottobre 2019

Anche questo non perde mai il vizio

Chi? Ma il Bomba, naturalmente.

Quale vizio? Quello di prendersi meriti non suoi.

S’è preso il merito di aver bloccato l’aumento dell’IVA, che ovviamente non ha.

Solo che non ha imparato la lezione da quello che è successo al suo omonimo, il baluba: che sui soRcial si fa in fretta a guadagnare consensi, ma con altrettanta rapidità li si può perdere, perché un fan da soRcial alla minima (e ripeto minima) delusione diventa il peggiore degli odiatori. Così i suoi stessi sostenitori (o ex, ormai?) l’hanno pelato ben bene, ricordandogli che le clausole di salvaguardia dell’IVA arrivano da molto più lontano.

Ma già, non sarebbe il Bomba di sempre se non continuasse a spararle grosse.

Approfondimento su Bufale.net.

mercoledì 16 ottobre 2019

Guardare i due bambini deficienti litigare in televisione? Ma anche no

Non ci ho nemmeno pensato. Tutti e tre, conduttore incluso, mi stanno abbondantemente sulle palle, e poi ho avuto ben di meglio da fare. Mi chiedo perché siamo obbligati obtorto collo a cacciar soldi alla sbrodovisione di stato quando la “qualità” dei suoi programmi è scesa così in basso da meritarsi le virgolette.

mercoledì 9 ottobre 2019

Quando non si hanno mafiosi a casa propria

… arrivano le sentenze castranti nei confronti dell’Italia, che invece ne è fortemente afflitta.

La legge sull’ergastolo duro ai mafiosi è stata bocciata da quei pazzi irresponsabili dell’ugnione europppea (che si stramerita le minuscole e le storpiature). I casi sono due: o la mafia li ha comprati, tutti quanti, dal primo all’ultimo, o sono totalmente rincoglioniti – o, come mi suggerisce la vocina maligna, sono stati così rincoglioniti da farsi comprare.

Roba da chiodi. Poi hanno il coraggio di lamentarsi dell’antieuropeismo rampante che ormai sta dilagando in molti stati.

Se davvero avessero a casa loro la recrudescenza di mafiosi che infestano l’Italia, forse certe sentenze non se le sarebbero neppure sognate di notte.

martedì 8 ottobre 2019

Brusca frenata

(Non ho potuto resistere alla tentazione di fare questa battuta idiota!)

La cassazione (la maiuscola ancora non se l’è riguadagnata, ma per altri motivi) ha negato i domiciliari al signor giovanni “Sciolgo i figli altrui nell’acido” brusca (minuscole d’obbligo, eh), avanzando seri dubbi sul suo “ravvedimento”, come già avvenuto altre volte in passato.

Ma questa sarebbe una non notizia: i giudici sarebbero veramente scemi se prendessero per buone le dichiarazioni di “ravvedimento” di un mostro del genere, che di umano non ha più niente.

La notizia sta nel fatto che ieri i soRcial si sono scatenati al grido di “VERGONNIA VERGONNIA” per una concessione che non c’è stata! C’è stata una semplice richiesta da parte dei legali di quel mafioso (con che coraggio, poi, lo difendono – ma questo è il solito altro paio di mu ma mutande) in tal senso; ma i magistrati l’hanno rigettata al mittente senza esitazione. Solo che per il webetume rampante “richiesta” e “concessione” sono evidentemente sinonimi anche quando è chiaro che non lo sono.

No, nisba, niente domiciliari a quel verme, senza offesa per i vermi.

Va detto, però, che la legge (ingiusta, ma purtroppo è la legge) gli ha concesso un’ottantina di permessi premio; qui i magistrati non potevano in alcun modo opporsi, perché va cambiata la legge in modo da non permettere a un essere del genere di godere di benefici che non gli spettano.

venerdì 4 ottobre 2019

Asteroidi e stUmpa nostrana (aridajje)

Mica lo perdono, il vizio.

È previsto il passaggio di un asteroide qui dalle nostre parti, ma più o meno alla stessa distanza della Luna. I titoloni dei nostri organi di stUmpa: “Questa notte un asteroide si avvicinerà pericolosamente alla Terra”. E anche l’articolo è un coacervo di puttanate: velocità riportate in miglia orarie, da un organo di stUmpa italiano? La distanza brutalmente decurtata di quei tre zeri finali, così, tanto cosa vuoi che siano tre zeri in meno? Un altro titolone: “Questa notte un asteroide sfiorerà la Terra”. Cioè, quasi quattrocentomila chilometri vuol dire sfiorare? Quindi se io agito le mani qui prendo a schiaffoni un abitante della Nuova Zelanda?

O sono completamente coglioni, o mentono sapendo di mentire in nome di quel sensazionalismo che con l’informazione non ha più nulla a che vedere.

Ne parla anche il Disinformatico, in questo articolo.

giovedì 3 ottobre 2019

A un commentatore idiota

Era destino che anche il mio blog cominciasse a venir bombardato da certi rincoglioniti che non sanno che cazzo fare delle loro misere vite e allora le sprecano sfrantando i maroni agli altri.
Dunque, caro pirla, tu:
  • che ti permetti di dare lezioni a me sul mio uso della lingua italiana con commenti che stanno tra il conte Mascetti e il bimbominkiesco da socialmerde;
  • che vuoi anche darmi lezioni su quali cibi esistono o non esistono, dimostrando invece che forse in questo mondo non vivi;
  • che usi termini ed espressioni come "sinistrante", "solo i cretini possono essere anti" e altro su questa falsariga, dimostrando chiaramente da che parte stai (e no, non sono di sinistra: per quello che ne sai tu, sono talmente a destra da guardare tutto il panorama politico ridotto a un puntino infinitesimale laggiù sulla sinistra; però, a differenza dei baluba come te conosco e rispetto parecchi valori umani che giustappunto ai baluba come te, che di umano non hanno niente, sfuggono);
  • che qualifichi me come rozzo e ignorante quando probabilmente sei riuscito a farti espellere da scuola il primo anno di asilo e non ci sei più tornato;
ecco: risparmiati la fatica. Qui su questo blog esiste la moderazione dei commenti per un motivo ben preciso, e i tuoi vomiti qui non verranno MAI pubblicati.
In una parola,
FOTTITI.

Tortellini al veleno

È quello che stanno servendo sulle socialmerde. Tutto ’sto polemicone assurdo sul fatto che qualcuno produce tortellini ripieni di pollo cos’altro è, se non veleno allo stato puro? I tortellini al pollo altro non sono che una delle infinite varianti sul tema che ci sono in giro!

E i tortellini ricotta e spinaci, allora?

E i tortellini al salmone, allora?

E i tortellini all’arrosto di manzo, allora?

E […]?

Ho mangiato millemila milionardi di varianti di tortellini e altra pasta ripiena, nella mia vita, trovandone, chiaramente, di tutte le qualità tra lo schifido e la delizia assoluta – ma quelle sono le tipiche variazioni individuali di qualunque cibo. Cos’hanno quelli al pollo che non va?

Ribadisco: tutta questa gentaglia che pubblica merdate a non finire sui socialvomiti ha il diritto di voto, e grazie a esso hanno combinato grossi danni dei quali manco si rendono conto!

mercoledì 2 ottobre 2019

Diritto di voto ai sedicenni? Ma anche no

Anzi, andrebbe tolto il diritto di voto a tanti, troppi adulti – tutti quelli che sparano minchiate a nastro sulle socialmerde, tanto per dirne una. Non sanno l’italiano, non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, e tuttavia votano! Grazie a loro ci siamo beccati il baluba, eh.

Che senso ha pensare di far votare gente che non è nemmeno maggiorenne, che è facilmente influenzabile dal primo venditore di fuffa che se l’intorta ben bene, e che soprattutto non viene preparata adeguatamente ad affrontare il mondo (e a riconoscere i venditori di fuffa) da un sistema scolastico ridotto a un rottame? I disastri che combinerebbero sarebbero forse maggiori di quelli che si verificherebbero se venisse concesso loro il diritto di pilotare aerei di linea.

Ma tanto sono proprio i venditori di fuffa a cercare di ramazzare voti anche da quelli che non sono abbastanza maturi da capire cosa stanno votando. Spero proprio che questa porcomaialata non passi.

martedì 1 ottobre 2019

Il baluba e il reddito di minchionanza

Il baluba, con la sua solita coerenza (sì, da utilizzatore assiduo di LSD: chissà, forse lo è sul serio!), si è scagliato contro il reddito di sbrodolanza concesso a una terrorista. Più che giusto, ci mancherebbe: quella terrorista dovrebbe marcire in galera, non godere di certi diritti e prenderci pure dei soldi.

Però la coerenza di cui sopra gli è stata fatta notare dai suoi stessi fan (o ex fan? Che qualcuno di loro non stia cominciando a prendere a calci il neurone solitario e a rendersi conto di che personaggio è?) sulla sua paginetta sul Tomo delle Facce di Merda. Commenti su questo tenore: “Ma tu dormivi quando avete approvato quella legge?”, “Ma se gliel’hai dato tu il reddito.” – ovviamente un po’ più sgrammaticati e balubeschi, ma la sostanza è quella.

Insomma, non passa giorno che il baluba non si scavi ancora un po’ di più la fossa con le sue mani. Speriamo che il governo attuale regga abbastanza da fare in modo che il baluba riesca finalmente nella sua opera di autoseppellimento totale.

lunedì 30 settembre 2019

Due parole riguardo all’ambiente

Con la doverosa premessa, già espressa in altri post, che secondo il mio lato cinico e pessimista è già troppo tardi – possiamo soltanto procrastinare la fine – e che non saremo noi a distruggere l’ambiente, di suo sopravvissuto a catastrofi ben peggiori, ma sarà l’ambiente a distruggere noi – e già lo sta facendo: tempeste ormai fuori scala, ghiacciai che crollano, e via così.

Diamo però retta al mio lato più ottimista e speranzoso (chi vive sperando, disperato muore…) e partiamo dal presupposto che si possa invertire la tendenza. Prendo spunto da tutto quello che leggo sul mondo del web  (troppe fonti per citarle; mi perdonino gli autori) per stabilire una serie di principi.

  • La carne è diventata la pietra dello scandalo; alé oò, diventiamo tutti vegani e salviamo il mondo, perché la colpa dell’aumento dell’anidride carbonica è solo ed esclusivamente degli allevamenti di animali! Quando è facile fare un paio di calcoli e stabilire che in realtà gli allevamenti incidono in maniera molto marginale sulla questione; il colpevole principale è l’industrializzazione spinta con tutti i suoi annessi e connessi. Bisogna cominciare ad applicare modelli produttivi più rispettosi dell’ambiente, che non depauperino tutte le sue risorse, che ricavino energia da fonti rinnovabili, che non producano tutto l’inquinamento attuale – e in più bisogna ficcare certe cose in testa ai fanatici come i vegamerda: se non rinunci in primis a girare col tuo SUV demmerda che beve e inquina come una superpetroliera, a comprarti ogni sei mesi il minchiofono che costa uno se non due stipendi e viene prodotto in fabbriche cinesi alimentate da centrali elettriche a carbone, ad adottare tutta questa serie di comportamenti aberranti, poi: a) non devi smenarla sul fatto che la carne è IL DEMOGNO!!!!!uno, undici e centoundicimilacentoundici!; b) non devi tritare i cabbasisi agli altri su quello che fanno o non fanno per l’ambiente.
  • Cominciamo nel nostro piccolo a modificare il nostro stile di vita in modo da contribuire alla salvaguardia dell’ambiente:
    a) Bisogna proprio prendere l’aereo per viaggiare? Anche su tragitti brevi? Posso capire su tragitti da mille o più chilometri, ma c’è gente che prende l’aereo per farsi duecento chilometri o giù di lì! E aumentano i voli; se adesso si lancia qualche app come FlightRadar, ci si mette le mani nei capelli per quanti puntini luminosi si vedono sul display. Treni, navi? Prendeteli più spesso!
    b) Se ne avete la possibilità, usate caldaie a metano di produzione recente, e oltre tutto non bombatevi 40° fissi tutti gli inverni, che a 20° si vive bene, anzi meglio, e il risparmio è evidente.
    c) Ormai la raccolta differenziata è una realtà in tutti i comuni d’Italia (che funzioni bene o male, questo è un altro discorso); fatela ’sta benedetta differenziata!
    d) Cominciate a comprare quello che vi serve, non quello che fa figo avere per tentare invano di sbalordire gli amici.
    e) Il punto d) vale anche per le apparecchiature tecnologiche: comprate quello che vi serve, e cercate di puntare sul minor consumo possibile, tipo frigoriferi o lavatrici classe A+++; usate luci a LED, lasciando perdere quelle alogene che ciucciano pressappoco quanto le vecchie lampade a incandescenza; cercate anche di non lasciare acceso quello che non ne ha bisogno.
    f) I tempi non sono ancora così maturi per pensare di passare all’elettrico nei trasporti; si può cominciare a pensarci, ma anche tutta l’infrastruttura va adeguata; ciò detto, avete il SUV demmerda che (repetita juvant? Mi sa di no) beve e inquina come una superpetroliera? Rottamatelo! Compratevi un’utilitaria o una berlinetta media a basso consumo. Forse riceverete anche meno insulti per la strada, e dovrete comprare meno farmaci per il brucior di stomaco! E se potete usate i mezzi pubblici o fatevi quattro passi a piedi, che fanno sempre bene; cioè, per fare un esempio, se il vostro posto di lavoro è a duecento metri da casa vostra, che cazzo pigliate l’auto a fare? E se i vostri figli a scuola ci possono andare a piedi o coi mezzi pubblici, che senso ha portarli col SUV demmerda di cui sopra che poi viene perennemente parcheggiato in quarta fila?
    g) Non so quanto questo sia applicabile in tanti comuni, ma in tanti altri è facile: rinunciate alle bottiglie di plastica usa e getta. L’acqua del sindaco è buona in quasi tutta Italia; in tanti posti ci sono le casette dell’acqua che ve la danno pure gasata e a poco prezzo, oppure vi potete comprare il gasatore casalingo e farvela per conto vostro; riempite le vostre belle bottiglie di vetro e bevete da quelle.
    h) Se non c’è bisogno di sprecare carta, toner o inchiostro, energia elettrica per stampare quella cazzo di mail che avete ricevuto o millemila milionardi di bozze di un documento, o altre puttanate del genere, lasciate perdere. Già la burocrazia ci mette del suo a far produrre tonnellate di scartoffie inutili; vedete di non peggiorare il problema.
    i) (ma questo è rivolto a chi produce la nostra roba) Ha senso una confezione grossa venti volte il prodotto che contiene? Hanno senso imballaggi spropositati per roba piccola? Dateci un taglio con tutta questa superproduzione di cartoni e plastica e cominciate a produrre confezioni adeguate al loro contenuto.
    j) Cominciate a educare i vostri figli a un maggior rispetto per l’ambiente di cui anche noi homo poco sapiens facciamo parte; soprattutto, fate entrare loro nella capoccia che rispettare l’ambiente significa anche rispettare sé stessi, e che tutto questo consumismo fine a sé stesso va una buona volta accantonato. Le generazioni attuali sono cresciute a pane e consumismo, e toglierglielo da quelle pietre in cui s’è trasformato il loro cervello richiederebbe ben più di un martello pneumatico; ma i giovani, ancora flessibili e aperti al cambiamento, possono imparare la lezione.

Ecco, ci sarebbe ben altro da aggiungere – ma già con queste piccole raccomandazioni si potrebbe ottenere un significativo miglioramento se le si mettesse in pratica. Che si tratti (secondo il mio lato ottimista) di uscire dal baratro o (secondo quello pessimista) di procrastinare la fine allo scopo di costruire un’astronave interstellare e dare una possibilità all’umanità in qualche altro angolino di cosmo, diamoci da fare!

venerdì 27 settembre 2019

Lutto nel mondo dei blogger

Raramente mi lascio andare a pubblicare dei post-necrologio; però in questo caso è dovuto.

Ho saputo ieri della dipartita di un blogger che non ho mai incontrato di persona, ma con cui ho spesso avuto contatti sul mio blog e su altri: Vincenzo Iacoponi. Un poeta e un’anima sensibile, i cui versi leggevo sul suo blog (insieme ai resoconti delle sue peripezie ospedaliere, l’ultimo dei quali – purtroppo – mi è parso il triste presagio che poi s’è avverato: impressione di cui posso parlare soltanto adesso) e con cui scambiavo opinioni, anche con discussioni accese ma sempre all’insegna della civiltà e della buona educazione che lo contraddistinguevano.

Ci mancheranno i suoi versi, i suoi scambi di opinioni, la sua ironia, la sua verve, la simpatia che riusciva a esprimere anche nei ristretti confini del mondo dei blogger.

mercoledì 25 settembre 2019

’Sta brexit non s’ha da fare

E comunque l’emulo britannico di mister gatto-in-testa (sembrano gemelli separati alla nascita, tra l’altro) in poche settimane passate a occupare la cadrega di primo ministro ha accumulato tante di quelle figure di merda che andarsene via dai coglioni adesso gli permetterebbe almeno di salvare quel poco che resta della sua faccia – ma non lo farà: è un altro come il baluba, che ha dovuto essere cacciato via a calci in culo.

La Corte Suprema britannica, che a differenza di qualunque istituzione nostrana può permettersi di mantenere le maiuscole, ha dichiarato all’unanimità – all’unanimità, ripeto, quindi tutti i suoi componenti, di qualunque partito facciano parte, hanno detto un sonoro NO – che la sospensione del parlamento è illegale, e che quindi il parlamento stesso può – e deve – riunirsi al più presto.

I britannici qui si sono rivelati molto più furbi di quei loro figli degeneri d’oltreoceano: al loro scuoiagatti hanno sbattuto le porte in faccia subito, prima che facesse precipitare la sua stessa nazione in un baratro senza fondo. Avessero trovato una Corte Suprema così determinata anche negli stati incollicchiati di merrrrega! Di occasioni per impicciottare il loro bresidende ne avrebbero trovate a paccate! Ma vabbe’, quello lì durerà ancora solo pochi mesi e poi se ne andrà dai coglioni anche lui.

venerdì 20 settembre 2019

Sparaballe a ufo

O a UFO (sigla), che però da noi sarebbe OVNI e continuerò a usare questa sigla nel post.

Le grosse testate (nei coglioni) di stUmpa italiane ci ricascano: tutti a pubblicare – con un copia & incula dall’ANS(I)A, probabilmente – una notizia secondo cui “la marina merrrrregana ha CONFERMATO l’autenticità di video sugli OVNI”.

’Sto par di balle.

La marina dei merrrregani ha confermato l’esistenza di “fenomeni aerei non identificati”, cioè qualunque cosa (sì, inclusi eventuali OVNI, ma non necessariamente), e negli spazi aerei militari – quindi, stavano parlando di roba che può essere preoccupante dal punto di vista militare (aiuto aiuto ci stanno invadendo le spie cinesi! :D ). Poi, fosse anche stato qualche OVNI, riepiloghiamo la definizione di Oggetto Volante Non Identificato: un sasso lanciato da un ragazzino? Un aereo che non si sa a chi appartiene, dove va e da dove viene? Un palloncino sfuggito alle mani di un bambino? Un uccello padulo? Qualunque cosa stia per un certo periodo sospesa sopra il suolo e non è immediatamente identificabile è un OVNI fino al momento in cui viene identificato, e da lì in poi diventa un OVI, senza la N. Quindi se qualcuno avesse identificato un’astronave aliena, sarebbe un’astronave aliena e non un OVNI; ma la marina merrrregana ha semplicemente parlato di fenomeni aerei su cui stanno indagando al fine di dar loro un nome, non di astronavi aliene.

Ma la stUmpa italiana ormai vive di sensazionalismo, e mente sapendo di mentire, tanto i boccaloni che leggono i giornali o guardano la TV e i webeti che sbavano sulla rete ci cascano con tutte le scarpe, i sandali, gli scarponi, gli stivali e le pantofole! Questo non è giornalismo: è cialtroneria deliberata.

Sbufalate: questo articolo del Disinformatico (e qui la seconda parte), e questo di BUTAC.

giovedì 19 settembre 2019

The-CHI?

E anche ?????, e ancora ?????????

Punti interrogativi da webete d’obbligo, in questo caso.

Cioè, era un nome che avevo sentito svolazzare così, sapevo che esisteva un gruppo denominato “Thegiornalisti”, mi era pure capitato di sentirne un paio di brani, arrivando a giudicarli uno di quei gruppuscoli senz’arte né parte, l’espressione tipica della mediocrità di cui sembra soffrire l’arte in generale non solo qui da noi. Roba che li ascolticchi così, en passant, per poi dimenticarli dieci secondi dopo. Sì, sarà che sono di una vecchia generazione, e che ho ben altro concetto di arte, e di musica in particolare; ma questi Thegiornalisti mi sono sembrati il classico gruppo che si perde nel marasma, roba che mediamente suscita la domanda del titolo.

Adesso che hanno deciso di sciogliersi, bum, notorietà a stecca! Ma una notorietà particolare, quella da socialmerde; però adesso tutti i webeti che di queste sono assidui frequentatori sono lì a smenarla su tutti i perché e i percome questi Thegiornalisti si siano sciolti, costringendo pure chi webete non è, per esempio io, a dar loro un barlume di notorietà (che poi, passata la festa gabbato lu santo; fra una settimana si sarà tutto sgonfiato e ancora una volta la reazione tipica sarà la domanda del titolo).

Cioè, si sono sciolti: e quindi? Saran cazzi loro, dico io? Non sono, ribadisco il concetto, un gruppo super-iper-stra-mega-famoso come i Pooh, che quando si sono sciolti (semplicemente dichiarando che volevano, come dire, andare in pensione) hanno suscitato una certa sensazione: e che cazzo, erano i Pooh, porca troia! Questi qui: chi cazzarola erano? C’è bisogno di piantare una buriana del genere solo perché si sono sciolti? Di sicuro sentirò molto più la mancanza dei Pooh che di questi qui.