lunedì 10 dicembre 2018

Colpa di Satana?

Il “riscaldamento globale” è davvero colpa del gran capoccia dei diavoli? No: è stato un suo subalterno, l’apprendista diavolo Sgulabarokk (sì, mi ha detto di persona di chiamarsi così) che non è riuscito a trattenere uno scoreggione megagalattico e ha fatto il danno. Siccome è andato contro gli ordini di Satana, che voleva aspettare ancora un po’, è stato licenziato in tronco e adesso fa il barbone a Milano.

(!!!!! e ancora !)

Poi, al di là di queste boiate senza né capo (o corna) né coda, c’è anche qualche politicante da strapazzo che le spara ancora più grosse: testualmente, “Il surriscaldamento della terra, lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione, l’estinzione delle specie animali. Noi viviamo in un’epoca dove stanno accadendo dei fatti climatici del tutto inediti, mai accaduti nella storia dell’umanità.”.

Qualcuno ricordi a questo demente la ciclicità di glaciazioni e relativi scongelamenti successivi. Qualcuno gli faccia presente grandi estinzioni di massa avvenute prima dell’avvento dell’uomo – trilobiti, dinosauri… Qualcuno gli ricordi le lezioni di storia dell’evoluzione fin dalle medie (ma le avrà fatte? O ha preso il titolo di studio col CEPU?).

lunedì 3 dicembre 2018

Balubamenti vari – atto secondo

1) Raddoppio del tempo necessario a ottenere la cittadinanza e obbligo di conoscenza della lingua italiana. E vabbe’, io potrei anche essere d’accordo su quest’ultimo punto – in fin dei conti, vuoi essere italiano? Devi almeno saper leggere il decreto di cittadinanza! – ma si viene a scoprire che qualche milionata di baluba non avrebbe il diritto alla cittadinanza… In ogni caso, adesso a un poveraccio che ci ha messo tutta la buona volontà a voler diventare italiano, lingua inclusa, sono necessari quattro anni, non più due. Roba da chiodi.

2) Abrogazione della protezione umanitaria e strette varie sui centri di accoglienza – così tante, troppe persone vengono sbattute in mezzo a una strada. Prede ghiotte per la criminalità! Quanti di costoro verranno reclutati dalla mafia come manodopera a costo zero? Ma forse era proprio quello che il baluba voleva ottenere, al fine di rendere le sue puttanate una profezia autoavverante.

3) Tassa sui trasferimenti internazionali di denaro (“money transfer” come sono noti a livello, appunto, internazionale). Cioè, tutti i lavoratori regolari stranieri che mandano soldi alle famiglie a casa loro (colf, badanti, operai, ecc.) adesso si trovano pure ’sta gabella, oltre ad altre commissioni già presenti in caso di trasferimento di fondi fuori dall’UE. Poi non ci si stupisca che questa gente finisce per affidarsi a servizi del tutto illegali (ancora una volta: mafia). Anche qui, intento deliberato proprio per fare un favore alla criminalità? Mah.

venerdì 30 novembre 2018

Ma tanto basta il cognome (ma davvero?)

Quando si pensa che i grUllini più in basso di dove sono caduti non possano arrivare, bisogna sempre tener presente il motto di Einstein sulla stupidità umana. Abbiamo stabilito che l’Universo non è infinito, quindi ci rimane soltanto la citata stupidità.

Zingaretti e Calabresi… Cosa volete che sia citare l’attore e non suo fratello, il politico? Cosa volete che sia querelare il padre morto da quarant’anni e non il figlio? Ancora un po’ citavano tutti gli Zingaretti d’Italia e intentavano causa contro tutti i Calabresi esistenti!

Non ho capito se sono davvero scemi come sembrano o se questa è la loro classica tattica di sparare nel mucchio sperando di beccare il bersaglio giusto assieme a tutti gli altri (il che, pensateci, non implica comunque che non siano scemi); ma davvero affidarsi a personaggi che possono causare rogne a gente che non c’entra niente perché portano lo stesso cognome (cognome, porca troia) della persona con cui ce l’hanno è ancora più stupido! Potrei capire se Calabresi portasse lo stesso nome del padre e si fossero semplicemente dimenticati di aggiungere “junior” nella querela – ma hanno due nomi diversi! E con gli Zingaretti il problema non si pone nemmeno perché sono fratelli!

Be’, del resto se i grUllini fossero intelligenti non avrebbero stretto un’alleanza con quegli stessi baluba che in campagna elettorale hanno spietatamente denigrato.

giovedì 29 novembre 2018

Sicurezza ma de che?

Il fantastico decreto sicurezza tanto vantato dal baluba verde in teoria dovrebbe dare, appunto, maggior sicurezza agli italiani.

Tsè. È un decreto di segregazione razziale pura e semplice. Serve solo a dar mazzate sui denti a tutti gli stranieri, nessuno escluso. È basato sul principio totalmente farlocco secondo cui gli italiani sono tutti dei santi e gli unici criminali esistenti vengano da fuori.

Qualcuno porti il baluba a visitare qualche carcere: si renderà conto che il 94% dei criminali lì rinchiusi sono italiani, nati e vissuti in Italia, discendenti di lunghissime stirpi di italiani.

O forse non se ne renderà conto: insisterà con la sua linea di pensiero totalmente bacata arrivando pure a negare l’evidenza dei fatti.

Ma che si auguri solo di non trovare la banda di criminali che lo corca di mazzate e lo lascia moribondo in un fosso! Perché al 94% sarebbero italiani genuini e veraci e saprebbero insultarlo in una lingua che lui dovrebbe quanto meno capire a livello base.

martedì 27 novembre 2018

Il “governo” mipiacista

(mipiacista: adoratore ossessivo-compulsivo dei “mi piace” e delle condivisioni sulle socialmerde. Chissà se qualcuno mi passerà questo neologismo…)

Questo “governo” basa tutta la sua miserevole esistenza sul consenso ottenuto sulle socialmerde. “Selfie” di merda del baluba verde mentre guida (tsè, guida: giusto per il momento di farsi bello, eh) una ruspa ad abbattere una villa di un famoso clan mafioso a cui non voglio far pubblicità. L’Ammazzacongiuntivi che racconta la bella storiella di qualche milionata di tessere pronte per il reddito di stronzadinanza – dove sono? Le giravolte del baluba dalla campagna elettorale ad oggi: no euro (e adesso va bene); no inceneritori (e adesso si faranno a qualunque costo); merda sui denti ai terroni fino a poco prima delle elezioni e poi s’è reso conto che votano pure loro; e potrei continuare all’infinito con le balle che sparano su web.

Tutto a seconda di come gira il vento dei “mi piace” e delle condivisioni sulle socialmerde. Faccia a faccia con la gente questi proprio non parlano; fanno politica esclusivamente sulle socialmerde.

“Governo” del cambiamento? Oh, già: hanno barattato la vecchia politica con una bambinata mostruosa; hanno cambiato il contatto con la gente con una puerile ossessione per il web. E purtroppo maree di webeti vanno dietro a questi qui.

Ecco perché sono un assoluto propugnatore del ritorno alla vecchia politica pre-era tecnologica. Non era certo rose e fiori, ma almeno si sapeva di aver a che fare con politici veri, non con bambini dell’asilo buoni solo a farsi i “selfie” su web e a cantare vittoria dai balconi come dei coglioni.

lunedì 26 novembre 2018

Consumati dal consumismo

Il “venerdì nero” (no, come al solito rifiuto di scriverlo in ostr babi quella lingua là) che dura tutta la settimana e anche il lunedì successivo (oggi, alla data di questo post), mega sconti, promozioni, compra compra compra?

Le feste natalizie che sono già iniziate a fine settembre, con panettoni già sugli scaffali a prezzi – ovviamente – maggiorati, decorazioni, tutto il resto del blablablà?

La porcomaialata di allouìììn che ha brevemente interrotto le feste natalizie di cui sopra per appiopparti tutto il merrrreganume di questa pseudofesta?

Tutte le pubblicità che ti martellano fino al parossismo, compra compra compra e se non te lo puoi permettere ti facciamo il finanziamento megagalattico che finiranno di pagare i pronipoti dei tuoi pronipoti?

Supermercati e centri commerciali che devono stare aperti venticinque ore su ventiquattro otto giorni su sette – sì, devono pure trovare il modo di farci stare il tempo aggiuntivo – costringendo il poco personale che hanno a turni massacranti senza nemmeno un adeguato corrispettivo economico per soddisfare la smania della gente di andare a fare acquisti nei momenti più assurdi?

Grossi produttori di cazzofoni che dopo sei mesi dall’acquisto te li rendono lenti e inutilizzabili per costringerti a lasciar giù uno stipendio per comprare di nuovo l’ultimissimo modello, che fra sei mesi sarà di nuovo in obsolescenza programmata e ti ritroverai di nuovo a farti ’sta trafila? (Due marchi a caso, eh: i due che continuano a farsi le loro assurde guerre di brevetti e intanto spremono i loro utenti utOnti che ci cascano con tutte le scarpe.)

Non ci danno più soldi per comprare, ma pretendono che noi andiamo pure a vendere il culo per comprare. Ma basta! Torniamo a un ritmo di vita più accettabile, compriamo quello di cui abbiamo bisogno, lasciamo perdere le promozioni megagalattiche, i finanziamenti, il minkiofono ultimo modello che fa tanto figo, piantiamola di costringere gente a lavorare pure di notte e i giorni festivi perché dobbiamo comprare a tutti i costi; riappropriamoci insomma di uno stile di vita più umano!

(Sto urlando nelle orecchie dei sordi, come al solito.)

venerdì 23 novembre 2018

Al peggio non c’è mai fine

Pensavamo di aver toccato il fondo col caimano, con le sue leggi ad caimanum, con la sua “discesa in campo” solo per curare i suoi interessi personali e il resto della nazione si fottesse. Sì, come no; poi abbiamo avuto l’Avvoltoio prima e il Bomba dopo che ci hanno dato un badile dicendoci “E mo’ scavate”. (No: la brevissima parentesi di Nipote di Gianni Letta è stata del tutto ininfluente.)

Pensavamo di aver scavato fino in fondo con questi due – e poi sono stati eletti i cialtroni che ci sono ora: grUllini ben lessati e baluba verdi. Così sono stati istituzionalizzati tutta una serie di comportamenti aberranti, dall’incompetenza nella gestione dei conti pubblici (e “incompetenza” è un monumentale eufemismo) al più becero e cinico razzismo, la disumanità totale sparsa a piene mani sulle socialmerde che dei baluba sono l’unico mezzo di comunicazione.

Adesso, io non propugno affatto un ritorno dei precedenti distruttori dell’Italia; che crepino tutti quanti, per quel che mi riguarda (il caimano è già lì vicino: col cazzo che vivrà i vantati 120 anni…); ma qui siamo ormai al parossismo. L’Italia è davvero allo sfacelo più totale, e a questo punto il meno peggio sarebbe divenire una provincia di qualche altro stato (non la francia con la minuscola d’obbligo e nemmeno la Cruccolandia; la Svizzera potrebbe andare). Ma leviamoci dai coglioni una buona volta questa cricca di incapaci totali animati dall’odio (in realtà paura) del “diverso” e dello “straniero”!

Come dice anche Mantellini, no, non si può tacere. Saremo quattro gatti spelacchiati a far sentire le nostre voci, ma dobbiamo fare in modo che si sentano anche nel mucchio! A questo “governo” verde acido: VIA DAI COGLIONI!

giovedì 22 novembre 2018

Rapimenti e webetume rampante

La notizia: è stata rapita una volontaria italiana in Kenya. Non fa troppo notizia; succede abbastanza spesso – ma ciò non lo rende un atto meno deprecabile, e comunque i terroristi vanno presi a legnate sui coglioni come meritano.

Problema: il webetume rampante come da titolo si è scatenato su questo rapimento. Contro la vittima. Mica contro i terroristi, eh: è la vittima che è colpevole di essersi fatta rapire! “Poteva starsene a casa”, “Poteva fare volontariato qui da noi invece di andarsi a cacciare in Kenya”, bla bla bla.

Questa giovane donna è andata a prestare servizio di volontariato in una terra dove ce n’è un disperato bisogno, evidentemente. Probabilmente aveva già messo in conto una certa dose di rischio; ma non è che sia andata in giro con addosso un’insegna luminosa “Rapitemi”, come sembrano pensare tutti quei webeti che adesso la stanno massacrando. La colpa ricade integralmente sui terroristi, non su una ragazza di ventitré anni che cercava soltanto di aiutare qualcuno.

Ma tant’è. Questo è l’Universo dei webeti, che dall’alto della loro saccenza si permettono di criticare le vittime difendendo implicitamente i carnefici, come quando se la prendono con una vittima di stupro perché aveva la minigonna e allora “se l’è cercata”. Auguratevi, cari webeti di merda, che nessuno rapisca voi – perché di gente che gongolerebbe sulla vostra tragedia ce n’è a gogò in giro!

lunedì 19 novembre 2018

Balubamenti vari

(Non esiste “balubamenti”? Certo che esiste: l’ho appena inventato!)

Tanto per darmi ragione da solo, sia sul fatto che continuerò imperterrito a tirar mazzate sull’attuale magnete che attira la mia mazza senza speranza, sia sul probabile seguito che avrà questa mazzata.

Balubamento n. 1: inceneritori (anche se li chiamate termovalorizzatori di quello si tratta). Godetevi il baluba verde sugli inceneritori nel 2016. Ora, invece, è disposto a rompere coi grUllini (che continuano a non volerli) per costruire inceneritori in Campania. Bipolarità? No, ricerca preventiva di consenso, e poi passata la festa gabbato lu santo; presi i voti, le promesse finiscono nel dimenticatoio.

Balubamento n. 2: alla presidenza della commissione parlamentare per la tutela e la promozione dei diritti umani (sì, lo so, sembra una supercazzora) prima c’era un laureato, docente universitario, scrittore, giornalista; ora il partito dei baluba ha piazzato lì una sua rappresentante, che se va giusto bene ha a malapena la terza media e fa la casalinga. Adesso, non ho nulla contro le casalinghe con la terza media – ma questo dà da pensare, no?

Fenomenologia di certi post

Lo sto notando non solo sul mio blog, che non ha un gran seguito, ma anche su altri blog che ammassano letteralmente migliaia di visite ogni mese. Quando tiriamo la dovuta mazzata su un certo personaggio, quei post rimangono desolatamente bassi di visite e privi di commenti; ribadisco, anche su blog dove i commenti a ogni singolo post a volte arrivano pure a fare la terza cifra.

Non so di cosa dobbiate aver paura, gente. Quel certo personaggio non vale nemmeno uno sputo in un occhio, perché con la mia saliva finirei per aumentare il suo valore! Ma tant’è.

Fosse come fosse, io continuerò a tirar mazzate anche su quel certo personaggio, senza la minima preoccupazione al mondo. Nessuno è in grado di farmi paura (Ulisse, stai buono…) in questo Universo.

mercoledì 14 novembre 2018

Legalità bipolare

Il baluba verde se ne va in giro tutto tronfio e compiaciuto a vantarsi di aver eliminato una di quelle che chiama “zone franche senza stato e legalità” – un centro dove si prestava assistenza a bisognosi di ogni tipo (tanti anche italiani, eh già), raso al suolo con le sue tanto amate ruspe.

Legalità, legalità.

Invece per l’abusivismo edilizio a Ischia via di condoni.

Già, ma a Ischia non sono mica dei poveracci che non sanno come mettere insieme il pranzo e la cena. A Ischia girano in giacca e cravatta, eh.

E per l’evasione fiscale? Un bel condono anche lì. Eh, già, gli evasori (soprattutto i grandi evasori, quelli che frodano lo stato per miliardate a pacchi da mille) garantiscono voti: non sia mai che vengano sfiorati col petalo di un fiore!

Va bene, “soldi e amicizia ingannano la giustizia” è un proverbio nato più o meno all’epoca dei Sumeri – però ancora una volta ci troviamo di fronte al classico codardo che fa il bullo coi poveracci e il leccaculo coi potenti. Un atto dovuto da parte sua, qualcuno dirà; ma io aggiungo che è l’ennesima inculata per il popolo, con enne che tende asintoticamente a infinito.

martedì 13 novembre 2018

Qualche volta agli stronzi va male

Sempre troppo di rado; comunque, ahò, so’ soddisfazioni! Come da questo articolo de L’Espresso – riassunto per i pelandroni: una donna somala, ma cittadina italiana da mo’, è stata cacciata fuori da un ufficio postale dal direttore, in malo modo, con la scusa che aveva un foulard sui capelli. Un foulard, vacca ladra! Non un passamontagna o un casco integrale da moto, che per ovvi motivi sono vietati in un ufficio postale. Un foulard che lasciava scoperto tutto meno i capelli. Ma quello era semplicemente un pretesto, perché ho i miei forti dubbi che quel direttore avrebbe cacciato via la classica vecchietta col foulard per ripararsi dal freddo o una suora.

E qui cominciano i guai per quel rincoglionito, perché non solo questa signora è cittadina italiana, come dicevo, da mo’, ma è pure badante di due anziani avvocati – che sono andati a verificare come sono andate le cose. Il pirlone, manco da dirlo, ha tentato di fare il bullo anche con loro. Così è scattata la denuncia.

Le scuse da parte delle poste sono dovute. Anche il fatto che quel direttore non può più dirigere nemmeno le proprie scarpe lo è: va degradato a postino nel più inculato paesino di montagna senza numeri civici e con cani diffidenti in ogni singola baita. Le poste faranno una o l’altra, o entrambe le cose? Temo proprio di no. Ma almeno la questione è divenuta di pubblico dominio, con nome e cognome di questo emerito stronzo.

giovedì 8 novembre 2018

Quando l’assassino è un italiano

… nessuna reazione, né dai media, né da parte dei membri di questo “governo” di razzisti.

Violeta Senchiu, 32 anni, 3 figli, arsa viva dal proprio compagno, un italiano di 48 anni. Va bene, la legge ha fatto il suo corso, l’assassino è stato giustamente arrestato e si farà i suoi begli annetti di galera. La legge funziona, almeno quella.

Come ho detto, però, silenzio assoluto da parte dei nostri politicanti da strapazzo. Soprattutto il baluba verde: per lui gli unici criminali sono quelli con la pelle scura – tutti, indistintamente – mentre quelli con la pelle chiara sono tutti dei santi, a prescindere dall’evidenza dei fatti, come in questo caso.

E gli organi di stUmpa? Idem. Incancreniti come sono sulle idee del baluba verde, passano sotto silenzio il fatto che continuo a ribadire: essendo gli stranieri il 6% della popolazione, ed essendo la percentuale di teste di cazzo sul totale sempre la stessa, si evince che il 94% di chi finisce in carcere è italiano!

Violeta è morta, nessuno l’ha uccisa – e così la uccidono due volte. Si può biasimare il fratello se ha giurato vendetta? Io però gli consiglierei di indirizzarla non al suo assassino, ma ai suoi mandanti morali – perché se dovrà finire in galera ci finisca per aver fatto un favore al mondo! Lo so che suona drastico, ma ormai la mia esasperazione con certa gente ha superato i limiti dell’umana decenza.

Un articolo di approfondimento di NextQuotidiano.

mercoledì 7 novembre 2018

Nel paese dove “Soli preti qui rregneno”

Tanto per citare (come sempre) il Belli; e vabbe’, il fatto è avvenuto in Veneto e non a Roma (N. B.: la fonte non è delle più affidabili, ma ho avuto anche conferme verbali da conoscenti che vivono in Veneto).

Quindi cosa faranno i bambini delle scuole quando scapperà loro da cagare? Andranno a ripulirsi con gli ornamenti del presepe?

Siamo un paese schiavo delle proprie tradizioni – ma “tradizione” è una parola che sta perdendo significato: non c’è tradizione senza innovazione, e un paese che si incancrenisce sulle “tradizioni” ormai virgolettate non ha più una tradizione propriamente detta, perché ha condannato a morte ogni innovazione. Questa si chiama stagnazione, cari miei.

lunedì 5 novembre 2018

Cucù, tutto quanto non c’è più

Le grandi promesse di questo “governo” finiscono in un nulla di fatto. Zero, nisba, nada, zilch. Rimane il condono edilizio per Ischia inziccato in un decreto per Genova (to’, l’isola s’è spostata, a quanto pare).

Niente tassa ad aliquota fissa (meno male). Niente reddito di minkiadinanza (e meno male anche lì). Niente famigerata “quota cento” (peccato; ma non era applicabile, quindi può anche andare), niente annullamento delle accise (anzi, le hanno pure aumentate!), niente abolizione dell’obbrobriosa legge fornero.

Hanno solo mantenuto quello che non avevano promesso: oltre al condono edilizio di cui sopra anche quello fiscale (“pace” di ’sta cippa), che avevano promesso non sarebbe mai avvenuto.

Io mi sento preso per il culo a prescindere, da questa gentaglia; ma se avessi votato il movimento 5 cancri al cervello o i baluba verdi mi sentirei preso per il culo due se non tre volte. Non sentite un certo bruciore anale, cari elettori di quest’accozzaglia verde acido?

venerdì 2 novembre 2018

Una cazzata sesquipedale

Chi s’è inventato quella stronzata astronomica di concedere un appezzamento di terra alle famiglie che hanno o stanno per avere il terzo figlio è da ricovero. Ma dove vive questo idiota? Anzi, quando vive? Ai tempi del feudalesimo, forse? Sì, che bello, diamo terra a tutti quelli che vorranno avere almeno tre figli! Cos’è, le famiglie numerose, sei o sette figli, avranno un latifondo?

Cioè, siamo al parossismo, ormai. Asili nido che costano un occhio, servizi sociali da terzo mondo e mezzo, disparità di stipendio tra uomini e donne (a sfavore di queste ultime, eh), tempi di lavoro (e stipendi) calcolati da un algoritmo e non più umani, possibilità di trovarlo, un lavoro, sempre più esigue, assegni familiari inadeguati, quasi impossibilità anche per un figlio di arrivare almeno al diploma a causa di rette e tasse inverosimili – e questi idioti si fanno venire in mente (mente? Parola grossa…) questa genialata senza pari. Non è mica così che incentiveranno nuove nascite; a parte il fatto, poi, che la depopolazione è un fatto ormai fisiologico e dovuto su questa Terra dove dieci o dodici miliardi di esseri umani sono già almeno sei miliardi di troppo. E poi, che terre darebbero via così come il pane? Paludi, pietraie, tutta questa roba improduttiva di cui nessuno sa cosa farsene? Perché tutte le altre terre sono già ipersfruttate da decenni!

Prendetevi voi un fazzoletto di terra, cari politicanti da strapazzo, e usatelo per scavarvi la fossa da soli e farvi seppellire come meritate!

mercoledì 31 ottobre 2018

Giornata intergalattica delle zucche vuote

Sarà più che altro la serata, come da una quindicina di anni a questa parte qui da noi. La festa del consumismo più sfrenato; la festa degli spottoni bubbligidari (storpiatura ormai dovuta) che ci martellano ormai da fine agosto, la festa della marea di pecoroni che non sono in grado di ragionare con la propria testa, proprio perché essa è costituita da una zucca vuota.

È da troppi anni ormai che la vedo, ma ancora non sono riuscito a dare un senso a questo allouìììn o aulin (come la chiamano gli anziani). Zero. Nisba. Nada. Zilch. Una carnevalata priva di ogni riferimento culturale qui, ma arrivata in pompa magna grazie a un martellamento mediatico inverosimile, e che ha attecchito come la gramigna grazie al fatto che la gente qui non è più minimamente in grado di pensare con la propria testa, dobbiamo a tutti i costi pensare con le teste (col vuoto intergalattico dentro) dei merrrregani.

Ma che stracazzo. Piantatela lì con queste buffonate senza senso e cominciate a metterci un po’ di sale, in quelle zucche vuote e marce che vi ritrovate!

lunedì 29 ottobre 2018

Accise eliminate? Muuuu, muuuu

Dopo la famosa manovra per eliminare le accise (quant’è bello lu murire acciso, hah!) a partire dalla famosa calenda greca 31 novembre, adesso ne viene fuori un’altra sul Tomo delle Facce di Merda – una trollata fatta e rifinita che invita dal 1° novembre a chiedere al proprio gestore (de che?) la tessera valida per tutto il 2019 per pagare la benzina “0,80 cent/l” e il diesel “0,69 cent/l”, quindi la bellezza di, rispettivamente, 8 millesimi e 6,9 millesimi al litro! Cioè, roba che praticamente ti danno i carburanti aggratisse!

Bastava vedere quelle cifre per capire che si tratta di una trollata; eppure quanti webeti affetti da sindrome dell’adorazione nei confronti del “capitano” (e de che?) ci sono cascati con tutte le scarpe? A parte un altro che ha raccolto la trollata trollandola ancora di più – no, non è uno scioglilingua – dicendo che il buono sarà spendibile solo in un’altra calenda greca, il 31 febbraio.

Eh, sì, bisogna avere il cervel cranio vuoto di un webete per prendere per buono tutto quello che passa sulla cloaca del web, il TFM.

venerdì 26 ottobre 2018

La pistola ai pistola

La legge sulla legittima difesa alla merrrrregana è passata in senato (minuscola d’obbligo). E il pistola numero uno, il maschio alfa dei baluba verdi, ora può permettersi di gongolare. Alé oò, tutti pistoleri!

Adesso finalmente cominceremo a vedere anche da noi le stragi nelle scuole, come succede negli stati incollati con lo sputo di merrrrega.

Adesso, yuppiduuu, cominceremo a vedere tizi armati che si piazzano sui tetti degli edifici e mitragliano tutti quelli che passano di sotto.

Adesso, fantastico davvero, cominceremo a vedere il fetentone armato che tiene in ostaggio un treno.

In più, finalmente possiamo vedere tutti gli esaltati che abbiamo qui farsi giustizia da soli, mitragliando il vicino di casa antipatico, i parenti odiosi, i familiari traditori.

Chissà: magari vedremo qualcuno che tira fuori un’arma da fuoco di fronte al baluba verde e gli spara dritto sul muso. Adesso avrebbe tutti i diritti di farlo!

martedì 23 ottobre 2018

L’insetto sbroccomane è ancora vivo

… e come al solito non poteva evitare di perdere l’ennesima occasione per starsene zitto.

Accusa il bresidende della rebubbliga (che ancora non s’è meritato maiuscole e correzioni – ma per ben altri motivi) di avere troppi poteri, quando è ben noto che in realtà ne ha troppo pochi; comunque, anche quei pochi è bene che ci siano, per evitare derive autoritarie. Ma questo all’insetto non entra in quella zucca marcia che si ritrova.

In più se la prende pure con gli autistici (link sul blog di Cristiana, blogger che seguo spesso, che l’ha descritta con maggiori dettagli), deridendoli, facendoli passare per macchiette da cartone animato.

Comico fallito (guardate da quante televisioni s’è fatto cacciare a calci in culo…), politico ancora più fallito (alla fine anche il suo partituncolo di quaqquaraquà gli ha dato il ben servito), ma non demorde: continua a sparare minchiate a macchinetta. Il bello è che c’è ancora gente che si beve le sue stronzate come acqua di sorgente! Nessuno che vada ad assistere ai suoi “spettacoli” che si porti dietro un po’ di uova marce e pomodori guasti da tirargli dritto sulla barba?