mercoledì 10 luglio 2019

Domandone per i seguaci del baluba

Dunque, considerato che:

  • ha dichiarato una guerra fuori da ogni limite di decenza contro dei poveracci che scappano da situazioni di guerra e miseria, e continua ad alimentare un clima d’odio spropositato nei loro confronti sbraitando sui soRcial come ha sempre fatto anche per farsi eleggere proprio da voi;
  • quei poveracci sono comunque una microscopica quantità, non le “ondate di invasori” su cui il baluba sbraita su tutti i toni;
  • ha dichiarato una guerra persa in partenza contro le ONG, che lo stanno seppellendo di merda mandandocelo sempre più a fondo;
  • si è autonominato ministro di ogni singolo ministero italiano e fa il bello e il brutto tempo come vuole lui accantonando con disprezzo gli altri ministri;
  • tutto ciò in nome del “Prima gli italiani”;

adesso ditemi, cari seguaci del baluba: per questi italiani che devono venire per primi è cambiato qualcosa? Abbiamo forse più lavoro? Potremo andare in pensione a un’età decente, non quando saremo già morti e putrefatti da anni? La sanità s’è rimessa a funzionare? L’istruzione è tornata finalmente alla portata di tutti e soprattutto è tornata ai suoi antichi valori di obiettività e onestà intellettuale? I trasporti stanno andando meglio? Il benessere sociale (continuo a rifiutare quel uèlfer con cui si sciacquano la bocca ogni momento per inculare la popolazione) è stato finalmente messo in atto? Il debito pubblico è calato? Il costo della vita è calato, o almeno gli stipendi sono stati aumentati per compensarlo? La pressione fiscale è diminuita per tutti, non solo per gli straricchi unici beneficiari della tassa ad aliquota fissa che vuole mettere in atto? I fondi per la ricerca scientifica sono aumentati? I diritti umani vengono finalmente fatti rispettare?

Rispondete a tutte queste belle domandone, cari seguaci del baluba. Ma rispondete obiettivamente, senza farvi intortare dalla solita propaganda sulle socialmerde. Riuscireste a rispondere “sì” anche a una sola di quelle domande? Mi viene difficile immaginarlo, visto che la risposta a tutte è un grosso NO.

Ve ne torna qualcosa in tasca, cari seguaci del baluba, dal fatto che il vostro kappatano voglia a tutti i costi cacciar via una misera, esigua quantità di desperados colpevoli soltanto di non avere la sua pelle color mozzarella andata a male? Non fate parte anche voi di quei sessanta milioni di italiani che pur “venendo per primi” non hanno ottenuto alcun vantaggio concreto dall’attuazione di certe misure meschine e disumane? Pensateci bene.

(Quanto a voi, nello specifico seguaci del baluba che vivete più a sud di Milano: continuo a credere che vi siate bevuti tutti quanti, collettivamente, il cervello, a sostenere un elemento che fino all’altro ieri vi definiva “terroni” e vi trattava esattamente come tratta quegli Uomini Neri con cui i suoi scellerati genitori devono averlo terrorizzato da bambino.)

venerdì 5 luglio 2019

Chi d’insulto ferisce di querela perisce

Ancora un capitolo sulla vicenda Sea Watch 3 e sulle balubate del Ministro dell’Odio.

L’associazione Sea Watch ha annunciato una querela nei confronti di quel coso; vedremo come andrà a finire – ma una cosa è veramente chiara: qui si sono passati tutti i limiti della decenza. Non si può, davvero, continuare a spargere odio in quell’abominevole maniera che il ministronzo in questione insiste ad utilizzare. La nostra umanità sta andando per bordelli a causa delle azioni irresponsabili di un singolo stronzo! Sì, e vabbe’, anche della sua cricca di lucidatori anali a lingua, ma quelli sono soltanto degli scagnozzi, incapaci di pensiero indipendente. A questo punto, se è la magistratura a governare in Italia, che vada fino in fondo e trovi una maniera furba di eludere la questione dell’immunità parlamentare al fine di inquisire quel coso una volta per tutte!

mercoledì 3 luglio 2019

Un messaggio chiaro e tondo

La magistratura ha stabilito che non ci sono i presupposti per arrestare Carola Rackete. Con ciò, ha anche stabilito un principio fondamentale: per quanto possa strepitare, il Ministro delle Grigliate con Selfie non ha alcun potere decisionale su quello che riguarda l’apparato giudiziario.

Adesso, il baluba strepita che caccerà via Carola Rackete dall’Italia: pffff. È cittadina dell’unione europea (che ancora non s’è riguadagnata le maiuscole, ma questo è un altro paio di decidete voi cosa), e non le si può impedire l’ingresso in qualunque stato che ne faccia parte – al di là del fatto che lei sia rimasta profondamente disgustata dall’accoglienza che ha avuto qui da noi, tra il baluba e tutti i suoi slurpaculo webeti analfabeti funzionali, e non abbia proprio intenzione di rimanere qui.

Ma sarebbe il baluba quello da cacciar via a scarpate in culo. Lui e tutta quella banda di italioti (ribadisco: meno di un quinto, non il 40% come si vantano) che lo sostengono a spada tratta – o a spatatrac, che è dove sta andando l’Italia con questa gentaglia. Fascisti della domenica pomeriggio (sul tardi) totalmente incapaci di governare questo paese; e vabbe’, direte voi, sono in buona compagnia, tra i loro compagni di merende del mo’ vi mento 5 cancri al pancreas, che un giorno strepitano contro di loro e il giorno dopo lucidano i loro ani con la lingua, e tutta l’altra banda di sconclusionati del panorama politico italiano – roba da prendere gli uni per tirar mazzate sugli altri. Così, però, l’Italia non può più continuare.

giovedì 27 giugno 2019

Gigante contro moscerino

Chi è gigante: Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3. Ha trentun anni, una laurea in scienze naturali, parla cinque lingue.

Chi è il moscerino: il baluba con tutti i suoi insulti sessisti (“Sbruffoncella”, “Mi sono rotto le palle”) debitamente raccolti dai suoi lucidatori anali a lingua.

Ma la sproporzione è ancora più evidente di così, perché Carola Rackete è un gigante di dimensioni planetarie e il baluba è meno di un moscerino, ma perfino meno di un batterio. Uno il cui unico titolo è “campione di gare di rutto” non è nemmeno minimamente paragonabile a lei.

Grosso problema per l’Italia, però: con questa faccenda il baluba ci sta attirando addosso un’altra procedura per infrazione – ma stavolta sarà molto più grave del solito: sono in gioco i diritti umani, qui.

lunedì 24 giugno 2019

Dobbiamo farcelo dire dagli altri, forse?

Sinceramente a bordo della nave Sea Watch 3 si sono rotti i coglioni, e hanno inviato una richiesta di “misure provvisorie” alla Corte di Strasburgo, la quale potrà imporre all’Italia di adottare misure urgenti.

Ma dobbiamo davvero tutte le volte farci tirare mazzate addosso dagli altri riguardo al semplice, banale, misero rispetto dei diritti umani?

Non so, ma io fossi al posto di uno dei due bresidendi (minuscola e storpiatura d’obbligo) comincerei a pormi qualche domanda, e mi deciderei una buona volta a prendere certe questioni in mano. Alla fin fine, anche quelle due figure al momento inesistenti da noi dovrebbero uscire dal limbo e rimettere al suo posto un ministro razzista e incapace che pensa di essere l’imperatore dell’Universo e adotta misure che nemmeno certi dittatori sanguinari riescono a mettere in pratica.

mercoledì 19 giugno 2019

Danni dell’antivaccinismo

Qualcuno dirà: non si vaccinano? Cazzi loro: che muoiano.

Il problema è che tutti questi antivaccinisti le vaccinazioni le hanno avute, loro. Ma non vaccinano i loro figli.

Così, tanto per fare un esempio, una bambina di 10 anni è ricoverata in rianimazione per un’infezione da tetano. Una bambina che non ne ha colpa se i suoi genitori (a cui andrebbe tolta la patria potestà in tempo zero) sono delle teste di minchia.

Possiamo augurare a questa bambina che ne venga fuori, sperando che l’abbiano presa in tempo.

Quanto agli antivaccinisti, buoni a farlo col culo degli altri, eh? Tanto non morite mica voi: muoiono solo i vostri figli! Peuh, figlio più figlio meno, cosa volete che sia? Vite innocenti messe a rischio per la vostra idiozia congenita, ecco di cosa si tratta.

martedì 18 giugno 2019

Camilleri e i webeti

La notizia che Andrea Camilleri, famoso scrittore noto per i suoi romanzi del commissario Montalbano (e per aver contribuito a scrivere le sceneggiature dei film), è stato ricoverato per un arresto cardiaco mi ha rattristato, anche se non mi ha del tutto sorpreso vista l’età, 94 anni. È un uomo che ho sempre apprezzato, sia come scrittore sia perché ha sempre detto quello che pensa senza troppi giri di parole.

Così non la pensa il webetume rampante, nella fattispecie tutto quel webetume che sostiene a spada tratta il baluba. Glien’hanno dette di tutti i colori, facendogli piovere addosso tutto il loro livore – proprio perché Camilleri ha osato, udite udite, dar contro al baluba come ogni persona ragionevole in Italia (cioè, almeno l’81% della popolazione) fa. E in tal modo non fanno che confermare il giudizio estremamente negativo nei loro confronti, da parte di Camilleri come di quell’81% di popolazione che non sostiene il baluba!

A costoro non auguro i mali che loro hanno augurato allo scrittore; ma tutti i nodi verranno al pettine, prima o poi, e sinceramente se fossi un familiare di Camilleri avrei già depositato in procura una denuncia per diffamazione nei confronti di tutti i webeti incurabili che diffondono questo genere di odio, uno per uno, includendo anche il Tomo delle Facce di Merda che si ostina a censurare le minchiate più inverosimili ma lascia tranquillamente passare i vomiti cerebrali (“cerebrali”, parola grossa!) del baluba e di tutto il suo fascistume.

Approfondimenti in questo articolo di NextQuotidiano.

lunedì 17 giugno 2019

Schiavismo e proteste degli schiavisti

Come girano le cose in questo paese sempre più di merda putrida e fetente.

Barista che si lamenta perché non trova nessuno a lavorare dodici ore al giorno sette giorni su sette per il lauto stipendio di 600 euro al mese. Eh, ma ci sono anche le mance, eh. Già, così se va bene arrivi a 800 euro, mica pizza e fichi, eh. E intanto quel bar (uuuuh, un bar in centro!) ti fa il caffè a 4 euro (al bancone, già, perché ai tavoli lo paghi 8 euro), ti vende a 3 euro un bicchiere di “acqua del sindaco” microfiltrata, e se prendi un misero panino da 50 grammi di quasi solo pane e forse 1 grammo di farcitura te lo fa pagare 15 euro. In bassa stagione, già, perché in alta stagione forse i prezzi aumentano ancora.

Ma questo barista insiste a smenarla che ha svolto una decina di colloqui e tutti gli hanno detto dritto in faccia “Non ne vale la pena”. Ma nemmeno più i desperados vanno ad accettare un lavoro precario, per pochi mesi, con orari così infernali, mai un giorno libero e nemmeno abbastanza soldi per vivere.

E poi dà la colpa al reddito di minchionanza inventatosi dal “governo” verde acido! Sia chiaro, lungi da me difendere quest’ennesima puttanata buona solo a mandarci i conti in Profondo Rosso, ma questo barista non ha mica capito come funziona: se uno che ha questo sussidio con tutti i vincoli che si tira appresso rifiuta un lavoro, poi non becca manco più il sussidio, anzi, lo deve restituire! Almeno sulla carta, eh; poi magari nessuno va a fare controlli, ma questo è un altro paio di ma mutande.

Cioè, gli schiavisti protestano perché la gente non è più disposta a farsi schiavizzare? La piantino lì di lamentarsi e comincino a offrire condizioni di lavoro un po’ più umane: meno ore, meno giorni, uno stipendio di almeno 1000 euro mensili; forse comincerebbero a trovare qualcuno che si accontenta di questo poco.

giovedì 13 giugno 2019

Fine del Tomo delle Facce di Merda?

Forse no; ma ormai si sta tanto scavando la fossa con le sue stesse mani che è sempre più probabile.

Oltre al fatto ben noto che Zuckamarciaberg fosse fin da subito al corrente dell’effetto di inwebetimento che la sua creatura avrebbe causato nella gente e, anzi, l’avesse addirittura incoraggiato – ma a quanto pare per questo motivo non sembra penalmente perseguibile – è sempre stato perfettamente conscio dei problemi di privacy e ha sempre ritenuto non prioritario risolverli; e questo è penalmente perseguibile. È bastata la notiziola per far perdere al TFM ben il 2% di botto a Wall Street.

È sempre più vicino il momento in cui i webeti si troveranno chiuse in faccia le porte della fogna in cui vomitano le loro minchiate e torneranno a farsi prendere a doverosi pesci in faccia al bar? Oppure il TFM, che controlla anche Instacazz, si salverà in extremis con promesse reboanti che non ha la minima intenzione di mantenere e tutto rimarrà esattamente come adesso? Risposta pessi realistica, lo so: buona la seconda.

Alla fine, però, a forza di sommare grane su grane si arriverà fatalmente all’ultima goccia – e lì gongolerò con aperti sorrisi dritto sul muso a tutto il webetume rampante che da un momento all’altro si ritroverà senza il “ferro del mestiere”.

Approfondimenti su questo articolo dell’ANSA.

lunedì 10 giugno 2019

Prima gli italiani

Pure a perdere il lavoro.

Con quella balubata della chiusura dei centri d’accoglienza già cinquemila persone che vi lavoravano a vario titolo sono finite in mezzo a una strada. Fornitori di servizi, ma anche insegnanti di italiano, mediatori culturali, tutto il personale di supporto, adesso sono a carico dello stato – perché, in attesa di trovare (trovare? Ma quando mai) un nuovo lavoro, cioè posti precari con orari assurdi e paghette da fame generalmente in nero, dovranno sfruttare gli ammortizzatori sociali che l’Italia mette loro a disposizione.

Il baluba gongola perché chiudendo i centri d’accoglienza risparmia. Ma risparmia cosa, visto che questi cinquemila, più altri futuri diecimila, finiranno a carico dei contribuenti? Davvero: quelli mi sa tanto che sono italiani di serie B!

venerdì 7 giugno 2019

Sessanta milioni di cosa?

“Ho sessanta milioni di figli”, disse il baluba.

Cos’è, sono tutti gli stronzi che ha cagato nel cesso nella sua vita di merda?

L’Italia ha appunto sessanta milioni di abitanti – ma ho i miei dubbi che perfino i compagni di merende del baluba, cioè gli altri membri del partito degli Omini Verdi Xenofobi, siano così intenzionati a riconoscersi come suoi figli – anche perché in giro ci sono ancora i fondatori degli OVX, che sono anche anagraficamente più vecchi di lui.

Sessanta milioni di cosa, quindi?

Io se avessi un padre del genere sarei già da mo’ in galera, condannato all’ergastolo per parricidio. Senza contare il fatto che io sono anagraficamente più vecchio del baluba, e che mio padre – sì, è ancora in vita – non si sarebbe mai sognato né di comportarsi come il baluba, né di andare in giro a fare dichiarazioni così reboanti come affermare di avere sessanta milioni di figli.

Patetico, davvero.

giovedì 6 giugno 2019

Dalla parte di chi?

Indossa (abusivamente, eh, senza titolo per farlo) divise della polizia o di altre forze dell’ordine. Dichiara che aumenterà il personale, che migliorerà le condizioni, che metterà maggiori tutele, questo, quello e quell’altro. Si dichiara dalla parte delle forze dell’ordine.

Però alle forze dell’ordine vengono tagliate le spese. Nelle forze dell’ordine nessuno viene sostituito quando va in pensione (e beati loro che ancora possono…). Il contratto alle forze dell’ordine è da quasi sei mesi in attesa (vana) di rinnovo. Le forze dell’ordine vengono mortificate ogni singolo giorno da un ministronzo (quello delle Grigliate con Selfie, se ancora non s’era capito) che afferma di essere dalla loro parte.

Già, forse a lui vanno meglio le squadracce improvvisate di fascistoni come lui che vanno in giro – rigorosamente in gruppi numerosi – a randellare quei porci negri bastardi che ci rubano il lavoro/che vengono qui in vacanza a spese nostre (sì, esiste proprio questa contraddizione nell’atteggiamento di questa gente), che ci stuprano le donne, che ci portano malattie. Le forze dell’ordine ufficiali? Bla bla bla, ma poi nei fatti valgono meno di niente.

E i veicoli delle forze dell’ordine rimangono fermi perché non possono nemmeno più permettersi il carburante.

Se esiste una procedura di, hah, impicciottamento per il ministro dell’interno che non è un ministro ed è da internare subito, che venga applicata una buona volta per tutte! Che si scavalchi quella fottuta immunità parlamentare nata per proteggere i criminali e lo si mandi a piantar cipol (ma anche no: ci condannerebbe a rinunciare a un ottimo ingrediente) fanculo, definitivamente, senza opzione!

Approfondimenti in questo articolo.

giovedì 30 maggio 2019

Inculata per polli snob

Sto parlando di come una famosa ditta che produce minchiofoni e PC portatili (più tablet-del-cess e qualche PC fisso di altissima gamma) incula il suo clientume rampante – quelli che come viene annunciata l’uscita di un nuovo prodotto di quella ditta si piazzano già lì davanti ai negozi una settimana prima, in tenda, per poter essere i primi ad accaparrarselo, e che arrivano pure a pigliarsi a legnate per entrare nei “primi 50”. Famosa ditta di cui non cito nemmeno il marchio, se non per specificare che ha una vistosa morsicatura su un lato – chi ha orecchie per intendere intenda; gli altri incamper. Famosa ditta che non è più, ma manco p’u cazz (mi scusino i napoletani per la storpiatura), quella fondata e diretta da Stefano Lavori (nome intenzionalmente tradotto in italiano) fino alla sua morte; il suo successore, Timo Cuoco (nome intenzionalmente tradotto in italiano, vezzeggiativo incluso) ha pensato bene di blindare tutto quanto e di ficcare numerose inculate al suo clientume rampante, che tanto compra lo stesso, eh già.

Nota dolente n. 1: i prezzi.
Già: caro pollo che vuoi andare in giro a fare il figo con lo smerdofono della famosa ditta snobbando quelli che ci hanno l’Android; già, caro bimbominkia con la puzza sotto il naso che snobbi mezzo mondo col tuo tablet-del-cess o il tuo portatilonzo della famosa ditta, pure vantandoti del fatto che sono in arretrato di 4 anni con la teNNologia: contenti di aver dovuto aprire un mutuo per comprare il vostro bell’oggettino da bimbominkia egocentrico? Contenti di mangiare pane e cipolle, anzi anche senza pane, anzi anche senza cipolle da un anno all’altro? “Da un anno all’altro? Ma dai.” replicherà qualcuno. Eh, già, mica finita qui, eh. Qui si arriva alla

Nota dolente n. 2: obsolescenza programmata.
Aggiornamenti software (software, porca troia di quella vacca!) che dopo sei mesi t’inguacchiano senza speranza il cagofono o il tablet-del-cess rendendolo orrendamente lento e pure esoso sulla batteria? Componentistica dei PC studiata apposta per smettere di funzionare l’esatto giorno successivo alla scadenza della garanzia? E che cazzo! Qualcuno dirà: “E vabbuo’, blocco lì gli aggiornamenti e vado avanti anni.” Tsè. To’, guarda, non mi funziona più Uozzàpp. To’, guarda, non riesco più a vedere i video su TuTubo. To’, guarda, l’app del Tomo delle Facce di Merda non parte più. To’, guarda, l’ultimo giochino strafigo [ennesimo clone di kendi krass] non gira più. Cazzo, mi tocca cambiare il pirlofono o il tablet-del-cess perché se lo aggiorno poi s’inguacchia. E qualcun altro dirà: “Ah, be’, se il PC si fotte a garanzia scaduta, lo apro e me lo riparo.” Tsè: qui si arriva alla

Nota dolente n. 3: impossibilità di effettuare riparazioni.
Già, lo devi portare in un centro di riparazioni autorizzato, e scopri che ti costa meno comprartelo nuovo. Tastiere rivettate allo chassis? Batterie e SSD saldati alla piastra madre? Viti di zinco che costano un botto e appena provi a svitarle fanno un bel tinnn e si rompono? Peuh. Ancora peggio con i vomitofoni e i tablet-del-cess! Provaci, a farti una riparazione per conto tuo o andare dal cinese sotto casa che te la fa per pochi soldi. Inoltre, oltre a portarlo in un centro autorizzato, ci va solo componentistica originale (fatta in Cina, eh, schiavizzando gli operai di ditte come Foxconn che lavorano 18 ore al giorno, festivi inclusi, per una ciotola di riso bollito); il che ci porta alla

Nota dolente n. 4: solo componentistica originale.
Costa un botto cambiare il display al putridofono o al tablet-del-cess? E che problema c’è? Metto ’na roba cinese che mi costa meno. To’, ma guarda, ho aggiornato il sistema e mi si è mattonizzato! Metto ’na roba originale (ribadisco, sempre cinese, eh, ma “ufficiale”) comprata dai cinesi a un decimo così l’inculo? To’, ma guarda, successivo aggiornamento, sistema mattonizzato ’n’artra vorta! Hai cambiato qualche condensatore mettendoli sovradimensionati così ti dura di più? Aggiornamento, e puf, necessità di approvazione della riparazione via software, possibile solo nei centri autorizzati, e quindi sistema mattonizzato! Ma che due coglioni. E sempre sulla roba originale, ecco la

Nota dolente n. 5: accessori originali o nisba.
Cioè, santa merda: i bellissimi PC di quella famosa ditta non ci hanno più un fottuto connettore standard che sia uno! Solo quel loro “lightning”, che non è nemmeno un USB-C, ed è incompatibile col mondo. Vuoi inserire un jack audio? Vuoi avere delle merdosissime schifosissime lercissime USB? Vuoi connettere un monitor esterno? Uno dirà: e che problema c’è? Ci sono gli adattatori. Li prendo dal cinese, mi costano pochissimo, e tac, tutto funziona! Tsè. Tutto goduto attacchi il tuo bell’adattatore, inserisci l’aggeggio che ne ha bisogno e…
… rullo di tamburi…
… niente. Nisba, nada, zilch. Non funziona un cazzo bollito.
No, ci vogliono i dongle (orrendo termine purtroppo intraducibbboli). Ma non sono sempre degli adattatori? Tsè, ’sto par di cojones. Un dongolo (se lo italianizzo va bene lo stesso?) è un coso che sì, fa anche da adattatore; ma contiene qualche simpatico chip che dev’essere rilevato dal sistema, altrimenti come se non l’avessi inziccato in quel benedetto connettore làitnin. Ti serve un jack audio? Caccia dieci euro per l’apposito dongolo. Ti servono le USB? Caccia sessanta euro per un altro dongolo. Insomma, caccia centinaia di euro per avere un set ragionevolmente completo e comprati un’altra borsa per portarti dietro tutto quell’ambaradan. Ma vaffanculo, va’.

Ma ci sono altre note dolenti?
Già, urka se ci sono. Ecco qui la
Nota dolente n. 6: professionalità (eeeeeh?) dei centri di riparazione.
Esperienza personale. Mi sono trovato a mettere le zampe su un PC di questa famosa ditta, fuori garanzia da mesi ma ancora funzionante, appartenente a un amico. A seguito forse di una bottarella, il coso ha manifestato dei malfunzionamenti. Consiglio all’amico di portarlo in un centro di riparazione – e gli chiedono un cifrone assurdo (roba che se ne comprava due nuovi) per aggiustarlo. Sconsolato, l’amico si mette a cercarsi un portatile nuovo (e gli ho sconsigliato, ma fermamente, di tornare a prendere roba di quella famosa ditta); intanto, però, doveva anche ricuperarsi i dati dal vecchio. Cosa fare, cosa non fare? Mi son messo lì con santa pazienza a smontarlo, fortunatamente senza ridurlo in briciole, con l’intenzione di dissaldargli l’SSD e connetterlo a qualcosa di esterno, e ho notato uno di quei minchionissimi connettorini delle piattine leggermente fuori sede. Rimesso al suo posto, rimontato il coso, avviato e – TA-DAAAA! – quello è partito proprio come doveva. E gli chiedevano di aprire un mutuo per riparare ’na schtrunzata del genere? E quelli vengono classificati come dei fottutissimi geni!

In conclusione, un’azienda che una volta era davvero all’avanguardia adesso si è sputtanata alla grande, tutto da sola, e ha il coraggio di lamentarsi se perde punti in borsa. Sei un pollo snob col cervello di un’ameba sotto morfina e disposto a farti spennare ben bene solo per andare in giro a fare il fighetto? Prego. Io mi rivolgo a ditte un po’ più serie e meno costose per quanto riguarda i miei aggeggi tecnologici.

mercoledì 29 maggio 2019

Nemo profeta in familia

Tanto per parafrasare un proverbio dei nostri antenati.

Il figlio di un duro e puro degli Omini Verdi Xenofobi che si candida contro la lista di papino nel suo paese? E pure vince? E che si dichiara di sinistra e a favore dei porti aperti? Tutta da ridere! “Tali padri tali figli”, tsè, ’sto par di balle. A questo punto, il D&P di cui sopra magari penserà pure di essere cornuto – fintanto che non gli faranno notare la somiglianza fisica col suo figliolo così diverso, politicamente parlando, da lui.

Ecco qui l’intervista al giovanotto in questione, a cui faccio tutti i miei auguri di continuare così senza poi lasciarsi traviare dalle “ideologie” (bacate, quindi virgolettate) del partito di papino.

martedì 28 maggio 2019

Sull’elettorato del sud

E su quanto io continui a ritenere che si sono bevuti il cervello alla grande nel votare un partito che fino all’altro ie ancora oggi li vitupera e li considera forse ancora meno che bestie – e, be’, a quanto pare loro stessi confermano questo giudizio!

Sul muro accanto all’ingresso principale della sede centrale degli OVX campeggia un bel graffito “Prima il nord”. Magari è un graffito vecchio – ma il baluba e i suoi slurpaculo non si sono affatto curati di dare una mano di vernice a quella scritta. Cioè, proprio, fotte un cazzo: il baluba e altri sono stati ripresi molto di recente a passare tranquillamente in quella porta con la scritta in piena evidenza!

Cioè, gente del sud: ci siete o vi fate? Nonostante le idee degli OVX siano sempre quelle, li votate? Ieri ho fatto i miei complimenti (sarcasmo che cola dallo schermo…) all’elettorato in generale; a voi li faccio doppi. Evidentemente ve lo meritate proprio, un personaggio del genere! (E noi no, non ce lo meritiamo, ma ci tocca subirlo.)

Prima che qualcuno accusi me di fare propaganda anti-baluba – falsamente: è solo il mio attuale parafulmine per mazzate, e non sarà né il primo né l’ultimo – sappiate che la notizia è stata verificata dai ragazzi di Bufale.net.

Correzione: Si direbbe che quella addirittura sia l’insegna della sede, non un semplice graffito!

lunedì 27 maggio 2019

Scatafascio europeo

Poche parole: ha vinto il partito degli Omini Verdi Xenofobi. Hanno vinto sovranismo, ultranazionalismo e razzismo estremi. E la gente ha perso l’occasione di combinarne una buona per l’ultima volta, perché gli OVX, il fronte ultranazionalista francese e altri di quella risma a fare la voce grossa nel porcamento europeo significano FINE DI OGNI DEMOCRAZIA.

Avete votato col culo, e avete condannato tutti quanti a mangiar merda.

Complimenti, “elettori” idioti: davvero grossi complimenti.

venerdì 24 maggio 2019

Sparaballe a ufo

(L’ho scritto minuscolo perché è l’espressione “a ufo”, ma qui si parla di UFO – anche se la sigla corretta in italiano sarebbe OVNI.)

Un articolo apparso sul New York Times, mal letto e ancora peggio interpretato dal solito webetume rampante e dagli organi di stUmpa di mezzo mondo, sembrerebbe attribuire al pentagono (istituzione merrrregana che già solo in quanto tale si merita la minuscola) indagini su UFO – ma chiamiamoli OVNI una buona volta, va’. E tutti gli organi di stUmpa, anche nostrani, ad annunciare con toni trionfalistici “Finalmente il pentagono ammette di investigare sugli OVNI”.

Tsè.

Qualcuno s’è preso la briga di leggere bene quell’articolo e ha notato che si parla non di “spaceships” (astronavi) ma di “aircrafts” (aerei).

Cioè, il coso con cinque lati sta investigando su aerei non identificati, quindi velivoli non attribuibili a qualunque compagnia o stato, senza un piano di volo, bli, blo, bla. Che è poi quello che fanno gli enti preposti di ogni singolo stato: ognuno sorveglia i propri spazi aerei e stabilisce se un aereo aveva il diritto di percorrerli oppure no.

E vabbe’, un aereo non identificato è pure un OVNI: non sai a chi appartiene, da dove è partito, dove va, e un aereo è un oggetto volante per definizione; però gli organi di stUmpa non hanno espresso questo concetto filosofico, ma hanno esplicitamente parlato di “astronavi aliene” – e se fossero tali smetterebbero di essere OVNI, perché verrebbero appunto identificate come astronavi aliene.

E poi ci si lamenta che la gente non crede più agli organi di stUmpa ufficiali! (E vabbe’, credono ai venditori di fuffa, ma questo è un altro disco dell’orso…) Sarebbe questo il modo di fare giornalismo? Leggere tre parole di un articolo, interpretarle a cazzo di cane e utilizzare quell’interpretazione per fare sensazionalismo? E basta!

Maggiori approfondimenti in questo articolo del Disinformatico.

venerdì 17 maggio 2019

Le auto che si guidano da sole non esistono

Ennesima dimostrazione da parte di Tesla (è scritto in ost bab quella lingua là, ma mi scappa la pazienza per tradurlo). Ora, io non ho nulla contro l’azienda in sé: le sue auto sono valide (per quanto costino come una piccola casa), hanno già una discreta autonomia unita a eccellenti prestazioni e in genere sono molto affidabili. La critica è mossa a un singolo accessorio su cui Musk & soci sfrantano i maroni al mondo – il loro famigerato Autopilot. Secondo il loro martellamento pubblicitario ossessivo-compulsivo, permetterebbe a un guidatore di mettersi lì tranquillamente a messaggiare sul cazzofono o a dormire mentre l’auto si guida da sola.

’Sto par di cojones.

Le auto che si guidano da sole esistono solo nella fantascienza (vi ricordate il KITT di Supercar?). E oltre tutto sarebbero dotate di vera intelligenza senziente, con due cose che mancano – e mancheranno sempre, fuori dalla fantascienza – alla cosiddetta “intelligenza” artificiale prodotta dall’uomo: emozioni e istinti. Azioni che a un guidatore umano vengono per puro istinto, decisioni che vengono prese immediatamente sulla base di una spinta emotiva, sono completamente fuori dalla portata di questo Autopilot di Tesla e di tutti i sistemi equivalenti messi in campo dalla concorrenza.

Ciò detto, non è che l’uomo sia perfetto, eh. Ci schiantiamo pure noi in auto, e di incidenti stradali la cronaca è piena. Ma pensare che un sistema molto, ma molto più imperfetto di noi possa tenere in strada qualche tonnellata di metallo lanciata come un proiettile è non fantascienza, ma fantascemenza!

Quindi: a) Tesla e gli altri impegnati in questo settore la devono piantare lì una buona volta di sfruttare i loro clienti come cavie per i loro esperimenti su quello che a tutti gli effetti non è altro che un “cruise control” malfatto e affetto da elefantiasi; b) la gente la deve piantare di farsi intortare dalla leggenda metropolitana (abilmente pompata dai produttori, come già detto) delle auto che si guidano da sole: non esistono e non esisteranno mai.

mercoledì 15 maggio 2019

Duro colpo per una certa narrazione politica

È quello che ha inferto il cardinale Konrad Krajewski a tutto il blablablà del partito degli Omini Verdi Xenofobi e dell’informazzzzione con quattro Z che supporta i partiti fascisti.

D’accordo, quella del cardinale Krajewski è stata un’azione di disobbedienza civile (cioè, ha infranto una legge che andava infranta). D’accordo anche sul fatto che la sua è stata un’azione del tutto individuale; nel clero una persona caritatevole del genere è una mosca bianca luminescente con luci stroboscopiche di tutti i colori. Però il dove è andato a compiere un’opera buona è importante.

Già, perché allo Spin Time di Roma i poveri che si sono trovati improvvisamente senza corrente elettrica non appartenevano a un solo gruppo etnico. Non erano solo i “porci negri bastardi” su cui il baluba ha costruito tutta la sua narrazione politica, e d’altro canto non erano solo poveri italiani. Erano tutti insieme, a cooperare per rendere la vita più semplice a loro stessi e ad altri bisognosi, senza stare a badare a dettagli insignificanti come il colore della pelle o (quello più insignificante se non assurdo di tutti) la religione.

La guerra tra “poveri di serie A” e “poveri di serie B” che il baluba sta tentando di fomentare allo Spin Time non si è verificata – anzi, gli hanno sbattuto dritto in faccia che non ci sono poveri di “serie A” e di “serie B”. Ci sono poveri e basta. E sono poveri che si sono dati da fare a riqualificare un edificio inutilizzato per fornire una casa a loro e ad altri poveri.

È per questo che il baluba e la stUmpa fascistoide che lo supporta hanno mandato le loro ghiandole salivari in superproduzione di bava alla bocca su questa faccenda. E tutto ciò non fa che andare ad alimentare la montagna di ridicolo di cui il baluba e tutto il partito degli OVX si stanno ricoprendo, di cui parlavo nel post precedente. Altro che grigliate e “selfie”, qui!

martedì 14 maggio 2019

Un “selfie” lo seppellirà

Assieme a tutto il ridicolo di cui si copre.

Chi? Ma il baluba, no?

Fa rimuovere striscioni contro di lui dai vigili del fuoco (che hanno dovuto obbedire obtorto collo) e si attira addosso il famigerato effetto Streisand.

Si fa i “selfie” (che poi, “selfie”: glieli scatta qualcun altro, non sono autoritratti fotografici) con ragazzi sorridenti che esattamente dopo il clic lo perculano senza pietà in pubblico – una ragazza di Salerno che gli chiede “Non siamo più terroni di merda?”, un altro ragazzo che gli chiede di rendere conto dei famosi 49 milioni, due ragazze che prima fingono di leccargli il culo per farsi ’sto “selfie” assieme a loro e poi si baciano lasciandolo lì a guardarle come un piccione quando un passero gli ha appena fregato il boccone.

E in pubblico finiscono anche le frigne e i vittimismi del baluba, che chiama gli sbirri quando qualcuno lo percula come merita. In pubblico finisce anche la sua definizione scopiazzata pari pari dal caimano: quelli che non sono con lui sono tutti “comunisti”. In pubblico finiscono le sue accuse false come una banconota da 80 euro di aver ricevuto minacce e pallottole in busta.

E poi va a visitare il santuario di San Pio di Pietrelcina a “pregare per Noemi” – come se le sue ipocrisie bastassero a permettere a quella povera bambina di superare il trauma che ha subito!

Oltre tutto vorrebbe sprangare i negozi che vendono cannabis legale (questione, tra l’altro, che non spetta a lui, perché è di competenza comunale, non ministeriale) tornando a incrementare il traffico di quella illegale – così fa direttamente la figura di quello colluso con la criminalità che adotta provvedimenti (inadottabili da parte sua, lo ribadisco) per favorirla.

Questa sua campagna elettorale permanente finirà per ritorcerglisi contro – e già lo sta facendo. Non c’è bisogno che qualcuno lo ridicolizzi: ci sta già pensando da solo. Lo aspetteremo al varco con l’ultimo “selfie”, quello dove lo si vedrà finire di scavarsi la fossa con le sue mani.