mercoledì 16 ottobre 2019

Guardare i due bambini deficienti litigare in televisione? Ma anche no

Non ci ho nemmeno pensato. Tutti e tre, conduttore incluso, mi stanno abbondantemente sulle palle, e poi ho avuto ben di meglio da fare. Mi chiedo perché siamo obbligati obtorto collo a cacciar soldi alla sbrodovisione di stato quando la “qualità” dei suoi programmi è scesa così in basso da meritarsi le virgolette.

mercoledì 9 ottobre 2019

Quando non si hanno mafiosi a casa propria

… arrivano le sentenze castranti nei confronti dell’Italia, che invece ne è fortemente afflitta.

La legge sull’ergastolo duro ai mafiosi è stata bocciata da quei pazzi irresponsabili dell’ugnione europppea (che si stramerita le minuscole e le storpiature). I casi sono due: o la mafia li ha comprati, tutti quanti, dal primo all’ultimo, o sono totalmente rincoglioniti – o, come mi suggerisce la vocina maligna, sono stati così rincoglioniti da farsi comprare.

Roba da chiodi. Poi hanno il coraggio di lamentarsi dell’antieuropeismo rampante che ormai sta dilagando in molti stati.

Se davvero avessero a casa loro la recrudescenza di mafiosi che infestano l’Italia, forse certe sentenze non se le sarebbero neppure sognate di notte.

martedì 8 ottobre 2019

Brusca frenata

(Non ho potuto resistere alla tentazione di fare questa battuta idiota!)

La cassazione (la maiuscola ancora non se l’è riguadagnata, ma per altri motivi) ha negato i domiciliari al signor giovanni “Sciolgo i figli altrui nell’acido” brusca (minuscole d’obbligo, eh), avanzando seri dubbi sul suo “ravvedimento”, come già avvenuto altre volte in passato.

Ma questa sarebbe una non notizia: i giudici sarebbero veramente scemi se prendessero per buone le dichiarazioni di “ravvedimento” di un mostro del genere, che di umano non ha più niente.

La notizia sta nel fatto che ieri i soRcial si sono scatenati al grido di “VERGONNIA VERGONNIA” per una concessione che non c’è stata! C’è stata una semplice richiesta da parte dei legali di quel mafioso (con che coraggio, poi, lo difendono – ma questo è il solito altro paio di mu ma mutande) in tal senso; ma i magistrati l’hanno rigettata al mittente senza esitazione. Solo che per il webetume rampante “richiesta” e “concessione” sono evidentemente sinonimi anche quando è chiaro che non lo sono.

No, nisba, niente domiciliari a quel verme, senza offesa per i vermi.

Va detto, però, che la legge (ingiusta, ma purtroppo è la legge) gli ha concesso un’ottantina di permessi premio; qui i magistrati non potevano in alcun modo opporsi, perché va cambiata la legge in modo da non permettere a un essere del genere di godere di benefici che non gli spettano.

venerdì 4 ottobre 2019

Asteroidi e stUmpa nostrana (aridajje)

Mica lo perdono, il vizio.

È previsto il passaggio di un asteroide qui dalle nostre parti, ma più o meno alla stessa distanza della Luna. I titoloni dei nostri organi di stUmpa: “Questa notte un asteroide si avvicinerà pericolosamente alla Terra”. E anche l’articolo è un coacervo di puttanate: velocità riportate in miglia orarie, da un organo di stUmpa italiano? La distanza brutalmente decurtata di quei tre zeri finali, così, tanto cosa vuoi che siano tre zeri in meno? Un altro titolone: “Questa notte un asteroide sfiorerà la Terra”. Cioè, quasi quattrocentomila chilometri vuol dire sfiorare? Quindi se io agito le mani qui prendo a schiaffoni un abitante della Nuova Zelanda?

O sono completamente coglioni, o mentono sapendo di mentire in nome di quel sensazionalismo che con l’informazione non ha più nulla a che vedere.

Ne parla anche il Disinformatico, in questo articolo.

giovedì 3 ottobre 2019

A un commentatore idiota

Era destino che anche il mio blog cominciasse a venir bombardato da certi rincoglioniti che non sanno che cazzo fare delle loro misere vite e allora le sprecano sfrantando i maroni agli altri.
Dunque, caro pirla, tu:
  • che ti permetti di dare lezioni a me sul mio uso della lingua italiana con commenti che stanno tra il conte Mascetti e il bimbominkiesco da socialmerde;
  • che vuoi anche darmi lezioni su quali cibi esistono o non esistono, dimostrando invece che forse in questo mondo non vivi;
  • che usi termini ed espressioni come "sinistrante", "solo i cretini possono essere anti" e altro su questa falsariga, dimostrando chiaramente da che parte stai (e no, non sono di sinistra: sono talmente a destra da guardare tutto il panorama politico ridotto a un puntino infinitesimale laggiù sulla sinistra; però, a differenza dei baluba come te conosco e rispetto parecchi valori umani che giustappunto ai baluba come te, che di umano non hanno niente, sfuggono);
  • che qualifichi me come rozzo e ignorante quando probabilmente sei riuscito a farti espellere da scuola il primo anno di asilo e non ci sei più tornato;
ecco: risparmiati la fatica. Qui su questo blog esiste la moderazione dei commenti per un motivo ben preciso, e i tuoi vomiti qui non verranno MAI pubblicati.
In una parola,
FOTTITI.

Tortellini al veleno

È quello che stanno servendo sulle socialmerde. Tutto ’sto polemicone assurdo sul fatto che qualcuno produce tortellini ripieni di pollo cos’altro è, se non veleno allo stato puro? I tortellini al pollo altro non sono che una delle infinite varianti sul tema che ci sono in giro!

E i tortellini ricotta e spinaci, allora?

E i tortellini al salmone, allora?

E i tortellini all’arrosto di manzo, allora?

E […]?

Ho mangiato millemila milionardi di varianti di tortellini e altra pasta ripiena, nella mia vita, trovandone, chiaramente, di tutte le qualità tra lo schifido e la delizia assoluta – ma quelle sono le tipiche variazioni individuali di qualunque cibo. Cos’hanno quelli al pollo che non va?

Ribadisco: tutta questa gentaglia che pubblica merdate a non finire sui socialvomiti ha il diritto di voto, e grazie a esso hanno combinato grossi danni dei quali manco si rendono conto!

mercoledì 2 ottobre 2019

Diritto di voto ai sedicenni? Ma anche no

Anzi, andrebbe tolto il diritto di voto a tanti, troppi adulti – tutti quelli che sparano minchiate a nastro sulle socialmerde, tanto per dirne una. Non sanno l’italiano, non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, e tuttavia votano! Grazie a loro ci siamo beccati il baluba, eh.

Che senso ha pensare di far votare gente che non è nemmeno maggiorenne, che è facilmente influenzabile dal primo venditore di fuffa che se l’intorta ben bene, e che soprattutto non viene preparata adeguatamente ad affrontare il mondo (e a riconoscere i venditori di fuffa) da un sistema scolastico ridotto a un rottame? I disastri che combinerebbero sarebbero forse maggiori di quelli che si verificherebbero se venisse concesso loro il diritto di pilotare aerei di linea.

Ma tanto sono proprio i venditori di fuffa a cercare di ramazzare voti anche da quelli che non sono abbastanza maturi da capire cosa stanno votando. Spero proprio che questa porcomaialata non passi.

martedì 1 ottobre 2019

Il baluba e il reddito di minchionanza

Il baluba, con la sua solita coerenza (sì, da utilizzatore assiduo di LSD: chissà, forse lo è sul serio!), si è scagliato contro il reddito di sbrodolanza concesso a una terrorista. Più che giusto, ci mancherebbe: quella terrorista dovrebbe marcire in galera, non godere di certi diritti e prenderci pure dei soldi.

Però la coerenza di cui sopra gli è stata fatta notare dai suoi stessi fan (o ex fan? Che qualcuno di loro non stia cominciando a prendere a calci il neurone solitario e a rendersi conto di che personaggio è?) sulla sua paginetta sul Tomo delle Facce di Merda. Commenti su questo tenore: “Ma tu dormivi quando avete approvato quella legge?”, “Ma se gliel’hai dato tu il reddito.” – ovviamente un po’ più sgrammaticati e balubeschi, ma la sostanza è quella.

Insomma, non passa giorno che il baluba non si scavi ancora un po’ di più la fossa con le sue mani. Speriamo che il governo attuale regga abbastanza da fare in modo che il baluba riesca finalmente nella sua opera di autoseppellimento totale.

lunedì 30 settembre 2019

Due parole riguardo all’ambiente

Con la doverosa premessa, già espressa in altri post, che secondo il mio lato cinico e pessimista è già troppo tardi – possiamo soltanto procrastinare la fine – e che non saremo noi a distruggere l’ambiente, di suo sopravvissuto a catastrofi ben peggiori, ma sarà l’ambiente a distruggere noi – e già lo sta facendo: tempeste ormai fuori scala, ghiacciai che crollano, e via così.

Diamo però retta al mio lato più ottimista e speranzoso (chi vive sperando, disperato muore…) e partiamo dal presupposto che si possa invertire la tendenza. Prendo spunto da tutto quello che leggo sul mondo del web  (troppe fonti per citarle; mi perdonino gli autori) per stabilire una serie di principi.

  • La carne è diventata la pietra dello scandalo; alé oò, diventiamo tutti vegani e salviamo il mondo, perché la colpa dell’aumento dell’anidride carbonica è solo ed esclusivamente degli allevamenti di animali! Quando è facile fare un paio di calcoli e stabilire che in realtà gli allevamenti incidono in maniera molto marginale sulla questione; il colpevole principale è l’industrializzazione spinta con tutti i suoi annessi e connessi. Bisogna cominciare ad applicare modelli produttivi più rispettosi dell’ambiente, che non depauperino tutte le sue risorse, che ricavino energia da fonti rinnovabili, che non producano tutto l’inquinamento attuale – e in più bisogna ficcare certe cose in testa ai fanatici come i vegamerda: se non rinunci in primis a girare col tuo SUV demmerda che beve e inquina come una superpetroliera, a comprarti ogni sei mesi il minchiofono che costa uno se non due stipendi e viene prodotto in fabbriche cinesi alimentate da centrali elettriche a carbone, ad adottare tutta questa serie di comportamenti aberranti, poi: a) non devi smenarla sul fatto che la carne è IL DEMOGNO!!!!!uno, undici e centoundicimilacentoundici!; b) non devi tritare i cabbasisi agli altri su quello che fanno o non fanno per l’ambiente.
  • Cominciamo nel nostro piccolo a modificare il nostro stile di vita in modo da contribuire alla salvaguardia dell’ambiente:
    a) Bisogna proprio prendere l’aereo per viaggiare? Anche su tragitti brevi? Posso capire su tragitti da mille o più chilometri, ma c’è gente che prende l’aereo per farsi duecento chilometri o giù di lì! E aumentano i voli; se adesso si lancia qualche app come FlightRadar, ci si mette le mani nei capelli per quanti puntini luminosi si vedono sul display. Treni, navi? Prendeteli più spesso!
    b) Se ne avete la possibilità, usate caldaie a metano di produzione recente, e oltre tutto non bombatevi 40° fissi tutti gli inverni, che a 20° si vive bene, anzi meglio, e il risparmio è evidente.
    c) Ormai la raccolta differenziata è una realtà in tutti i comuni d’Italia (che funzioni bene o male, questo è un altro discorso); fatela ’sta benedetta differenziata!
    d) Cominciate a comprare quello che vi serve, non quello che fa figo avere per tentare invano di sbalordire gli amici.
    e) Il punto d) vale anche per le apparecchiature tecnologiche: comprate quello che vi serve, e cercate di puntare sul minor consumo possibile, tipo frigoriferi o lavatrici classe A+++; usate luci a LED, lasciando perdere quelle alogene che ciucciano pressappoco quanto le vecchie lampade a incandescenza; cercate anche di non lasciare acceso quello che non ne ha bisogno.
    f) I tempi non sono ancora così maturi per pensare di passare all’elettrico nei trasporti; si può cominciare a pensarci, ma anche tutta l’infrastruttura va adeguata; ciò detto, avete il SUV demmerda che (repetita juvant? Mi sa di no) beve e inquina come una superpetroliera? Rottamatelo! Compratevi un’utilitaria o una berlinetta media a basso consumo. Forse riceverete anche meno insulti per la strada, e dovrete comprare meno farmaci per il brucior di stomaco! E se potete usate i mezzi pubblici o fatevi quattro passi a piedi, che fanno sempre bene; cioè, per fare un esempio, se il vostro posto di lavoro è a duecento metri da casa vostra, che cazzo pigliate l’auto a fare? E se i vostri figli a scuola ci possono andare a piedi o coi mezzi pubblici, che senso ha portarli col SUV demmerda di cui sopra che poi viene perennemente parcheggiato in quarta fila?
    g) Non so quanto questo sia applicabile in tanti comuni, ma in tanti altri è facile: rinunciate alle bottiglie di plastica usa e getta. L’acqua del sindaco è buona in quasi tutta Italia; in tanti posti ci sono le casette dell’acqua che ve la danno pure gasata e a poco prezzo, oppure vi potete comprare il gasatore casalingo e farvela per conto vostro; riempite le vostre belle bottiglie di vetro e bevete da quelle.
    h) Se non c’è bisogno di sprecare carta, toner o inchiostro, energia elettrica per stampare quella cazzo di mail che avete ricevuto o millemila milionardi di bozze di un documento, o altre puttanate del genere, lasciate perdere. Già la burocrazia ci mette del suo a far produrre tonnellate di scartoffie inutili; vedete di non peggiorare il problema.
    i) (ma questo è rivolto a chi produce la nostra roba) Ha senso una confezione grossa venti volte il prodotto che contiene? Hanno senso imballaggi spropositati per roba piccola? Dateci un taglio con tutta questa superproduzione di cartoni e plastica e cominciate a produrre confezioni adeguate al loro contenuto.
    j) Cominciate a educare i vostri figli a un maggior rispetto per l’ambiente di cui anche noi homo poco sapiens facciamo parte; soprattutto, fate entrare loro nella capoccia che rispettare l’ambiente significa anche rispettare sé stessi, e che tutto questo consumismo fine a sé stesso va una buona volta accantonato. Le generazioni attuali sono cresciute a pane e consumismo, e toglierglielo da quelle pietre in cui s’è trasformato il loro cervello richiederebbe ben più di un martello pneumatico; ma i giovani, ancora flessibili e aperti al cambiamento, possono imparare la lezione.

Ecco, ci sarebbe ben altro da aggiungere – ma già con queste piccole raccomandazioni si potrebbe ottenere un significativo miglioramento se le si mettesse in pratica. Che si tratti (secondo il mio lato ottimista) di uscire dal baratro o (secondo quello pessimista) di procrastinare la fine allo scopo di costruire un’astronave interstellare e dare una possibilità all’umanità in qualche altro angolino di cosmo, diamoci da fare!

venerdì 27 settembre 2019

Lutto nel mondo dei blogger

Raramente mi lascio andare a pubblicare dei post-necrologio; però in questo caso è dovuto.

Ho saputo ieri della dipartita di un blogger che non ho mai incontrato di persona, ma con cui ho spesso avuto contatti sul mio blog e su altri: Vincenzo Iacoponi. Un poeta e un’anima sensibile, i cui versi leggevo sul suo blog (insieme ai resoconti delle sue peripezie ospedaliere, l’ultimo dei quali – purtroppo – mi è parso il triste presagio che poi s’è avverato: impressione di cui posso parlare soltanto adesso) e con cui scambiavo opinioni, anche con discussioni accese ma sempre all’insegna della civiltà e della buona educazione che lo contraddistinguevano.

Ci mancheranno i suoi versi, i suoi scambi di opinioni, la sua ironia, la sua verve, la simpatia che riusciva a esprimere anche nei ristretti confini del mondo dei blogger.

mercoledì 25 settembre 2019

’Sta brexit non s’ha da fare

E comunque l’emulo britannico di mister gatto-in-testa (sembrano gemelli separati alla nascita, tra l’altro) in poche settimane passate a occupare la cadrega di primo ministro ha accumulato tante di quelle figure di merda che andarsene via dai coglioni adesso gli permetterebbe almeno di salvare quel poco che resta della sua faccia – ma non lo farà: è un altro come il baluba, che ha dovuto essere cacciato via a calci in culo.

La Corte Suprema britannica, che a differenza di qualunque istituzione nostrana può permettersi di mantenere le maiuscole, ha dichiarato all’unanimità – all’unanimità, ripeto, quindi tutti i suoi componenti, di qualunque partito facciano parte, hanno detto un sonoro NO – che la sospensione del parlamento è illegale, e che quindi il parlamento stesso può – e deve – riunirsi al più presto.

I britannici qui si sono rivelati molto più furbi di quei loro figli degeneri d’oltreoceano: al loro scuoiagatti hanno sbattuto le porte in faccia subito, prima che facesse precipitare la sua stessa nazione in un baratro senza fondo. Avessero trovato una Corte Suprema così determinata anche negli stati incollicchiati di merrrrega! Di occasioni per impicciottare il loro bresidende ne avrebbero trovate a paccate! Ma vabbe’, quello lì durerà ancora solo pochi mesi e poi se ne andrà dai coglioni anche lui.

venerdì 20 settembre 2019

Sparaballe a ufo

O a UFO (sigla), che però da noi sarebbe OVNI e continuerò a usare questa sigla nel post.

Le grosse testate (nei coglioni) di stUmpa italiane ci ricascano: tutti a pubblicare – con un copia & incula dall’ANS(I)A, probabilmente – una notizia secondo cui “la marina merrrrregana ha CONFERMATO l’autenticità di video sugli OVNI”.

’Sto par di balle.

La marina dei merrrregani ha confermato l’esistenza di “fenomeni aerei non identificati”, cioè qualunque cosa (sì, inclusi eventuali OVNI, ma non necessariamente), e negli spazi aerei militari – quindi, stavano parlando di roba che può essere preoccupante dal punto di vista militare (aiuto aiuto ci stanno invadendo le spie cinesi! :D ). Poi, fosse anche stato qualche OVNI, riepiloghiamo la definizione di Oggetto Volante Non Identificato: un sasso lanciato da un ragazzino? Un aereo che non si sa a chi appartiene, dove va e da dove viene? Un palloncino sfuggito alle mani di un bambino? Un uccello padulo? Qualunque cosa stia per un certo periodo sospesa sopra il suolo e non è immediatamente identificabile è un OVNI fino al momento in cui viene identificato, e da lì in poi diventa un OVI, senza la N. Quindi se qualcuno avesse identificato un’astronave aliena, sarebbe un’astronave aliena e non un OVNI; ma la marina merrrregana ha semplicemente parlato di fenomeni aerei su cui stanno indagando al fine di dar loro un nome, non di astronavi aliene.

Ma la stUmpa italiana ormai vive di sensazionalismo, e mente sapendo di mentire, tanto i boccaloni che leggono i giornali o guardano la TV e i webeti che sbavano sulla rete ci cascano con tutte le scarpe, i sandali, gli scarponi, gli stivali e le pantofole! Questo non è giornalismo: è cialtroneria deliberata.

Sbufalate: questo articolo del Disinformatico (e qui la seconda parte), e questo di BUTAC.

giovedì 19 settembre 2019

The-CHI?

E anche ?????, e ancora ?????????

Punti interrogativi da webete d’obbligo, in questo caso.

Cioè, era un nome che avevo sentito svolazzare così, sapevo che esisteva un gruppo denominato “Thegiornalisti”, mi era pure capitato di sentirne un paio di brani, arrivando a giudicarli uno di quei gruppuscoli senz’arte né parte, l’espressione tipica della mediocrità di cui sembra soffrire l’arte in generale non solo qui da noi. Roba che li ascolticchi così, en passant, per poi dimenticarli dieci secondi dopo. Sì, sarà che sono di una vecchia generazione, e che ho ben altro concetto di arte, e di musica in particolare; ma questi Thegiornalisti mi sono sembrati il classico gruppo che si perde nel marasma, roba che mediamente suscita la domanda del titolo.

Adesso che hanno deciso di sciogliersi, bum, notorietà a stecca! Ma una notorietà particolare, quella da socialmerde; però adesso tutti i webeti che di queste sono assidui frequentatori sono lì a smenarla su tutti i perché e i percome questi Thegiornalisti si siano sciolti, costringendo pure chi webete non è, per esempio io, a dar loro un barlume di notorietà (che poi, passata la festa gabbato lu santo; fra una settimana si sarà tutto sgonfiato e ancora una volta la reazione tipica sarà la domanda del titolo).

Cioè, si sono sciolti: e quindi? Saran cazzi loro, dico io? Non sono, ribadisco il concetto, un gruppo super-iper-stra-mega-famoso come i Pooh, che quando si sono sciolti (semplicemente dichiarando che volevano, come dire, andare in pensione) hanno suscitato una certa sensazione: e che cazzo, erano i Pooh, porca troia! Questi qui: chi cazzarola erano? C’è bisogno di piantare una buriana del genere solo perché si sono sciolti? Di sicuro sentirò molto più la mancanza dei Pooh che di questi qui.

martedì 17 settembre 2019

Cominciano già a darsi mazzate da soli

Cioè, il baluba gliel’ha servita su un vassoio d’argento e cosa fanno? La buttano in discarica!

Il Bomba, con la sua solita tracotanza, ha annunciato che molla il suo partito e va a fondarsene uno tutto suo. Portandosi via i suoi pirlamentari.

Come al solito quello dimostra di non essere un partito, ma un’accozzaglia di partitelli monoindividuo! Tafazzismo all’ennesima potenza, proprio! Cioè, avevano una possibilità, una, misera e pellegrina, di mettere all’angolo i fascisti, e se la stanno bruciando.

E il baluba è già lì che gongola.

Non ho più parole: solo parolacce.

lunedì 16 settembre 2019

Non toccate i bambini – a meno che…

Non toccate il figlio del baluba quando va a farsi i giretti turistici sulle moto d’acqua della polizia! I bambini (in questo caso un ragazzo adolescente, ma la sostanza non cambia) vanno lasciati fuori dalla polemica politica! Giammai toccare i bambini!

Però poi il baluba si presenta a Pontida portando sul palco una bambina di Bibbiano. Ah, quei bambini si possono toccare! Possono essere strumentalizzati a fini di becera campagna elettorale permanente! Possono essere esibiti come puri e semplici oggetti, al pari di quel rosario che sventola ogni momento senza minimamente rispettare i valori della religione che esso rappresenta!

Cioè, al di là del fatto che i tristi avvenimenti di Bibbiano siano stati ridotti a un mero slogan elettorale perdendo tutta la loro rilevanza umana, sociale e morale, ancora una volta il baluba non perde occasione di dimostrare al mondo intero di che past melma putrefatta è fatto.

Sarà dura farla capire ai suoi seguaci sfegatati, però: purtroppo c’è quel 16% o giù di lì di italioti che è fatto della stessa past melma. E si sa, in Italia il 16% governa e il restante 84% (di cui una buona fetta di ignavi astensionisti a stecca che preferiscono sbolognare tutte le responsabilità agli altri) sta lì a guardare. Posso solo augurare al governo Conte-bis di reggere per abbastanza mesi da non permettere di nuovo a quel 16% di mettersi a dettar legge a sproposito.

venerdì 13 settembre 2019

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Di nuovo la kqhiesa kqhattolika (minuscole e storpiature, come sempre, volute) torna all’attacco sulla questione dell’eutanasia e del suicidio assistito.

Sempre la solita solfa. Prima di tutto la vita non è affatto un “dono” di chissà chi, ma qualcosa che ognuno di noi subisce obtorto collo senza aver potuto scegliere fin dal principio se accettare o no.

Seconda cosa: è forse vita rimanere distesi in un letto in stato di morte cerebrale per chissà quanto tempo? È forse vita trovarsi ridotti a un mucchio di carne inerte con soltanto più gli occhi che si possono muovere? È forse vita passare settimane in preda a sofferenze talmente atroci che nemmeno più la morfina riesce a sedarle? Cioè, coma vegetativo, malattie degenerative e tumori (tanto per citare le tre casistiche principali) fanno parte di quel “dono”?

Questo kardinale (anche qui, storpiatura voluta) è uno di quelli che devono solo augurarsi di non finirci loro, in queste condizioni, e di non aver nessun familiare che ci finisca. Io non glielo auguro di certo – ma vorrei vedere la loro coerenza messa alla prova in situazioni del genere.

No, cari pretastri: la scelta va lasciata alla persona, se è ancora cosciente, o in caso ai suoi familiari; la religgggione (4 G volute) non ci deve mettere il becco.

mercoledì 11 settembre 2019

Piccole cose senza prezzo

Impagabile numero 1: i fascisti che prima urlano “Duce! Duce!” e poi inneggiano alla democrazia al grido di “Elezioni! Elezioni!”, dimostrando la coerenza di una partoriente sotto anfetamine.

Impagabile numero 2: i fascisti che accusano il Tomo delle Facce di Merda di fascismo perché ha oscurato le sbrodole di alcuni di loro – bue che dà del cornuto all’asino, eh?

martedì 10 settembre 2019

Avrebbero dovuto pensarci prima

Notiziona: il Tomo delle Facce di Merda s’è deciso a chiudere le pagine di un “partito” di estrema destra (ma tanto estrema, roba da far apparire Mussolini di sinistra) e dei suoi appartenenti, per incitamento all’odio.

Dopo che per anni ha lasciato che questi emeriti bastardi ne combinassero di cotte e di crude, adesso il TFM si sveglia! Adesso che il danno è ormai irrimediabile!

Cioè: pubblichi qualcosa di innocente che dà fastidio a qualcuno e ti bannano a vita; sei di estrema destra, razzista, inciti all’odio e alla violenza e la tua pagina rimane su per anni nonostante tutte le segnalazioni!

Se non altro abbiamo ben capito di che ideologia è Zuckaputridaberg, il quale molto codardamente adesso dopo aver tirato non uno, ma tanti sassi nasconde la mano.

domenica 8 settembre 2019

Sono una bzzzz bianca

Davvero. Certe volte mi sento veramente come se soltanto mi mancasse un’astronave per tornare su Marte. Anche parlando con gente della mia generazione, scopro di essere una voce fuori dal coro – ma tanto fuori.

Sono l’unico, tanto per dire, a cui non frega un cazzo di servizi di streaming video come Netflix, Infinity, Dassòn o come cazzarola si scrive, e tutto il resto della compagnia.

Sono l’unico che, messo di fronte a tutti ’sti sistemi smart (o smOrt, che è meglio!) che fanno tutto da soli, sempre iperconnessi, comandabili da remoto, dotati di “intelligenza” artificiale che di intelligente non ha un cazzo, pieni di buchi dove entrano balenottere intere, che trasformano l’uomo in schiavo della teNNologia, dice “Mai in casa mia”.

Sono l’unico che non trova niente di divertente nei videogiochi multigiocatore online e preferisce giocare da solo, e che s’incazza come un intero branco di iene quando i produttori di un videogioco a giocatore singolo ti vanno a inziccarci una modalità multigiocatore a volte anche indispensabile per riuscire ad andare avanti con la storia a giocatore singolo.

Sono l’unico che ha notato un brutale decadimento nell’arte e nella cultura (mica solo in Italia, eh: tutto il mondo è paes bidonville) negli ultimi decenni, che non apprezza più la musica dai primi 2000 in poi (salvo poche perle), che non ride alle battute degli pseudocomici stile zelig, colorado o altri brokrammi del genere, che trova i film moderni troppo gonfi di effetti speciali a gogò quanto vuoti di contenuti (a parte poche perle), che entra in libreria con la certezza che il 90% di quel che vede sugli scaffali è da destinare a stretto giro di posta al macero, che non capisce come un telo con uno strappo in mezzo o una tavoletta del cesso inchiodata a un muro rientrino nel concetto di arte.

Sono l’unico che non passa le giornate a fulminarsi il neurone solitario facendo il leone da tastiera, da buon webete, sulle socialmerde, condividendo bufale astronomiche perché tanto “condividere non costa niente” (e può rovinare vite), vomitando odio contro i negri bastardi, i froci, gli handicccappati (3 c volute: il webete medio ce ne mette solo 2!), e altre categorie di diversi che fanno tanta paura, che mangiano i bambini, che portano tante epidemie, bla bla bla, pubblicando selfie di merda a mitraglia dalla mattina alla sera e magari pure di notte, documentando con dovizia di particolari ogni singolo istante della propria vita senza pensare che agli altri potrebbe non fregare un cazzo di tutto ciò e oltre tutto lamentandosi per le violazioni della pràivasi (italianizzazione voluta) da parte delle socialmerde stesse.

Sono l’unico che non ama ostentare ricchezza fasulla, girando con un SUV demmerda da centomila euro preso con finanziamento che finiranno di pagare i propri trisnipoti, mangiando pane e cipolle (anzi, anche senza pane) (anzi, anche senza cipolle) per poter sventolare lo smOrtofono che costa due stipendi di fronte agli amici, andando a comprare quei vestiti “firmati” che costano un putiferio e che portati una volta poi sono distrutti, e tutto il resto di queste meraviglie a costo ∞.

Sono l’unico che, oltre a non essersi mai fatto un cannone o aver fatto uso di altre droghe, non ha mai nemmeno fumato una sigaretta o altri derivati del tabacco, e che le uniche due volte nella vita che si è sbronzato in situazioni obbligate ha poi rimpianto amaramente di averlo fatto – e oltre tutto sono l’unico a non ritenere affatto forte chi entra in quei giri per poi uscirne per miracolo, ma chi proprio non ci entra mai, resistendo fin dal principio a tutte le tentazioni di falsa felicità che l’uso di stupefacenti ti sventola davanti al muso.

Sono l’unico davvero in un mucchio spropositato di cose! Me lo devo fare, l’esame del DNA? Chissà, magari finirò per scoprire di non essere umano, magari neppure originario della Terra.

venerdì 6 settembre 2019

Un po’ di pesci in faccia

A chi?

Al baluba, e a tutta la sua narrazione “politica” basata sulla paura dell’Uomo Nero.

Uno dei primi atti del nuovo governo (spero che continui a non meritarsi le virgolette): impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia, ritenuta discriminatoria. Il Friuli, lo ricordo, è guidato dagli Omini Verdi Xenofobi.

La giustizia fa il suo corso qui, con la revoca dell’esilio dell’ex sindaco di Riace dal suo stesso paese. Un esilio voluto dal baluba, ricordiamolo.

Inoltre, una ormai illustre vittima di una balubata fa in modo di difendersi in tribunale, denunciando il baluba per diffamazione.

Aggiungiamo a questa raccolta di pesci sul muso anche il fatto che il baluba sta perdendo addirittura il sostegno dei suoi più ferventi slurpaculo sui soRcial, che ormai si qualificano come “ex elettori” e lo accusano di “aver regalato l’Italia alla sinistra”.

Per quanto il mio pessimismo cronico mi porti a esprimere seri dubbi su questo governo arancio grUllini+Bombapartito, non posso fare altro che augurargli di reggere almeno finché il baluba non si sarà autoseppellito in una tale montagna di merda da non riuscire più a venirne fuori.