mercoledì 18 ottobre 2017

Milionate buttate al vento

Bubligida

Trovate l’incongruenza mostruosa nell’immagine qui sopra. (No: non si vince niente: solo la gloria di averla trovata…) È un estratto da una pagina pubblicitaria di un noto provider, di cui ho riportato solo questo pezzettino.

La questione, al di là dell’aspetto ridicolo, è piuttosto seria. Questo provider spende milionate a pacchi da cento in campagne pubblicitarie (che poi, coi prezzi che questo provider pratica, finiscono per pagare i suoi utenti finali con interessi da usuraio) e le loro agenzie di riferimento si permettono di pubblicare una pagina con un errore così marchiano? Cioè, a chi le danno da fare le campagne pubblicitarie, agli istituti di ricupero tossicodipendenti? Questo è (ribadisco per l’ennesima volta) uno dei millemila milionardi di motivi per cui alla fine sarebbe meglio (ma tanto meglio) rinunciare alla pubblicità.

venerdì 13 ottobre 2017

L’Uomo Col Cane si evolve

Avevo già parlato della bufala dell’acarhacker che ti infetta il computer se uno dei tuoi contatti accetta la sua richiesta di amicizia (e di quanto sia del tutto inverosimile una puttanata del genere). Chiaramente l’Uomo Col Cane è passato di moda in fretta; adesso è una donna, si chiama Marcella Labelle Carradori e non ha il cane – però i muuuu, muuuu che produce questa storiella hanno sempre lo stesso volume. Un’altra poveraccia che, se esiste, adesso si becca vagonate di merda gratuita perché i webeti non sanno distinguere una palese puttanata da una notizia più seria, e soprattutto non hanno nemmeno capito che lo scopo delle catene di Sant’Antonio è proprio quello di scatenare la condividite a stecca – del resto non sarebbero webeti se il loro neurone solitario arrivasse a capire questi concetti alla portata di un’ameba.

Probabilmente la Donna Senza Cane non esiste. Ricerche sul Tomo delle Facce di Merda hanno dato esito negativo; quindi, forse stavolta il nome sparato alla cazzo di cane non corrisponde a una persona reale. O magari, come mi suggerisce il diavoletto sulla mia spalla, questa tizia ha cambiato tempestivamente nome al profilo per evitare l’effetto Mascheroni. Comunque, se questa minchiata astronomica non smette di essere diffusa dai webeti, prima o poi tutti i cittadini italiani (e metà di quelli stranieri) saranno costretti a sporgere denuncia alla polizia postale per difendersi dall’accusa di essere l’achacker onnipotente che può infettare il mondo intero con un’occhiata.

giovedì 12 ottobre 2017

Il Porcellum al vino rosé

La legge elettorale, esatta replica di quella già cassata una volta dalla corte costituzionale, ha appena incassato la prima fiducia alla camera. Vabbe’, qui ormai tutto passa a colpi di fiducia, quindi questo non è stupefacente. È stupefacente, invece, che la corte costituzionale non si decida una buona volta a cassare queste vaccate prima che arrivino in pirlamento! Cioè, questa legge passerà, il prossimo anno farà i suoi danni, poi con tutto comodo la corte costituzionale fra qualche anno se ne uscirà con l’incostituzionalità della legge medesima – ma ormai il nuovo pirlamento sarà riuscito a far approvare puttanate al cui confronto il giosbàt è una legge equa e giusta! Ma questa corte costituzionale che ci sta a fare, allora?

martedì 10 ottobre 2017

L’ipergarantismo all’italiana

Ancora una volta sono qui a parlare di “giustizia”, che da noi merita in pieno le virgolette.

Al di là del fatto che tre gradi di giudizio sono troppi, che esiste quella roba obbrobriosa chiamata “prescrizione” da sfruttare giustappunto quando, dopo tanti anni, si arriva al terzo grado, che le pene inflitte in primo grado vengono (sembra obbligatoriamente, ma non ne sono sicuro) sempre ridotte se non annullate nei gradi successivi, che troppi criminali vengano assolti perché “il fatto non sussiste” e il giorno dopo sono di nuovo fuori a delinquere; ecco, al di là di tutto questo ci sono ancora altre storture che sono la manna per i criminali.

Riti abbreviati con sconto di pena, sconti di pena per altri motivi, indulti, amnistie, cosiddetta “buona condotta” – e (esempio recente, ma non unico) un tizio che ha assassinato la sua fidanzata con un gran numero di coltellate e si è beccato la condanna all’ergastolo (trent’anni, secondo la legge italiana, non il carcere a vita) l’ha fin da subito abbreviata a vent’anni facendosi giudicare con rito abbreviato. Ogni anno in meno è una coltellata inferta ai familiari della vittima! E poi tra una decina d’anni lo sbatteranno fuori dal carcere sommando un indulto a una “buona condotta”: altre dieci coltellate a ciascuno dei familiari della vittima! Oltre al danno anche la beffa, per loro, perché quel maniaco omicida fra una decina d’anni sarà fuori e riderà loro in faccia, per poi cominciare a vendicarsi di tutti quelli che l’hanno denunciato.

Ribadisco, questo è solo un esempio tra centinaia di migliaia. No, oltre a tutti i problemi citati nel secondo paragrafo, anche questa storia dei riti abbreviati, degli sconti di pena, degli indulti, della “buona condotta”, del “ma sì, sbattiamolo fuori dal carcere perché ci costa troppo” deve finire. Un criminale che si becca i trent’anni previsti come ergastolo qui da noi se li deve godere tutti, dal primo all’ultimo giorno, e quando esce oltre tutto dev’essere sottoposto a sorveglianza speciale! Solo con la certezza della pena, ma di tutta la pena, si potranno svuotare le prigioni, perché la gente ci penserà due volte prima di cacciarsi in una situazione del genere; fintanto che perfino i pochi che vengono condannati avranno la certezza assoluta di farsi pochi anni e poi via, non ci sarà mai una singola possibilità per la brava gente di vivere tranquilla.

venerdì 6 ottobre 2017

Ci risiamo: daje ar webbe

Prendo spunto da questo post del Rockpoeta® per aggiungere la mia voce al coro. Chiaro: magari come le altre volte tutto finirà in una bolla di sapone, ma sapere che continuano imperterriti a provarci non è assolutamente confortante. Il web è in assoluto la bestia nera dei nostri politicanti da strapazzo, che hanno ancora una volta proposto in un disegno di legge un paio di articoli volti a uccidere libertà e pràivasi (le mie italianizzazioni sono sempre volute) in rete.

Riassunto. In uno dei due articoli si porta da 1 a 6 anni il periodo di conservazione dei dati delle telecomunicazioni, a prescindere dal fatto che sia stato commesso un reato. Bella merda: tutti dati a disposizione degli acahacker che hanno tutto il tempo del mondo per usarli al fine di rovinare personaggi scomodi (per esempio). Altro articolo: l’agcom (tutto minuscolo, d’obbligo) avrà il potere, tramite una tecnica di “deep packet inspection”, di bloccare il traffico da e verso siti ritenuti scomodi, cioè praticamente il 90% dei siti attualmente accessibili. Al di là del fatto che non avranno mai gli strumenti necessari per riuscirci, comunque qualcuno sta di nuovo tentando di trasformare l’agcom nello sceriffo della rete.

Fatevene una ragione, cari politicanti da strapazzo: potete inventarvi le norme più liberticide che volete, ma non riuscirete mai a sottomettere il web alla vostra volontà. Il web troverà sempre il modo di aggirare i vostri paletti.

mercoledì 4 ottobre 2017

Cinefascio

La bella pensata di questo “governo” di fascisti da film commedia all’italiana (definizione quanto mai appropriata): imporre a tutti i soggetti interessati – inclusi Amazon e Netflix, pensa un po’ – di trasmettere più film italiani in prima serata.

Doverosa premessa: per me l’arte è arte, e un bel film è un bel film (stesso discorso per le ciofeche…) a prescindere da chi l’ha girato. Ma imporre una quota di cinema nazionale non sa forse di fascismo lontano mille anni luce? Cioè, i vari broadcaster (televisivi o su web) sono obbligati anche a passare una gran quantità di ciofeche perché magari i film italiani di qualità sono pochini, solo perché un ministro ha deciso che il cinema estero fa schifo? Mettiamoci il cuore in pace: è quello italiano che sta sempre più scendendo di livello, e non è imponendolo che lo si migliorerà. E comunque il cineminchia non ha certo problemi di incassi, visto il livello medio della cultura qui da noi, in calata esattamente come il livello del cinema. Un’idea fascio-censoria di quel genere non può che esacerbare gli animi dei soggetti coinvolti, che alla fine della fiera si ritroveranno a dover prendere drastici provvedimenti sulla loro produzione. Non ci sarebbe da stupirsi se giganti esteri come Amazon e Netflix finissero prima o poi per abbandonare del tutto il mercato italiano.

martedì 3 ottobre 2017

Stragi a buon mercato

Dai merrrregani si possono comprare armi perfino dal pescivendolo – e si vedono i risultati. Ragazzini che piombano in classe e massacrano i loro compagni e gli insegnanti, pazzi scatenati che sparano in una folla, e via così fino alla fine del millennio.

Stavolta il fattaccio si è svolto a Las Vegas, durante un concerto di musica country. Un pazzo con un vero e proprio arsenale ha mitragliato la folla, causando almeno (bilancio provvisorio) una sessantina di morti e mezzo migliaio di feriti, tanti dei quali destinati ad andare ad aumentare il numero di morti. Persone innocenti, morte senza sapere perché. Questo demente totale ha avuto grandi difficoltà a procurarsi armi e aggeggi per renderle più letali? Noooo. Armi comprate così, in qualche negozio; aggeggi letalizzanti (tipo un grilletto a manovella, una roba in grado di trasformare a livello pratico un normale fucile in un mitra) acquistati semplicemente online. Al momento questa è la strage più grave provocata da un decerebrato armato fino ai denti in merrrrega, ma non sarà certo l’ultima, e non sarà la più grave in futuro, visto il ritmo forsennato a cui si evolve la tecnologia bellica.

Si suol dire “Ci deve scappare il morto perché la capiscano”. Tsè. Laggiù di morti ce ne scappano a decine ogni minuto perché qualche emerito deficiente (eufemisticamente parlando) può ottenere armi come comprarsi un pacchetto di biscotti. Nemmeno questa basterà a far sì che i merrrrregani si liberino delle imposizioni della lobby delle armi, visto che hanno piazzato sul trono del preside(me)nte proprio il massimo rappresentante di quella lobby.

lunedì 2 ottobre 2017

C’è chi sta peggio di noi

Che consolazione.

Comunque, noi ci lamentiamo di essere schiacciati sotto il tallone di un regime fascista ridicolo, senza palle. In Spagna invece è tornato il franchismo, e in piena efficienza. Le repressioni che stanno subendo i catalani ne sono una chiara indicazione. Purtroppo, a noi quattro blogger spelacchiati che non scolliamo un pelo del culo al mondo non resta che esprimere tutta la nostra solidarietà al popolo catalano – non abbiamo modo di agire per liberarci dei nostri tirannelli da film commedia all’italiana, figurarsi se possiamo intervenire nei confronti di un regime dittatoriale pienamente operativo.

venerdì 29 settembre 2017

Ancora sul Russiaghèit

(Italianizzazione voluta)

Ho i miei forti dubbi che riusciranno a impicciottare mister gatto-in-testa proprio su questa faccenda – ma comunque è una possibilità superiore a zero, no?

Prima ci s’è messo il Tomo delle Facce di Merda, a denunciare un trugio di account farlocchi che facevano indirettamente pubblicità alle idee dell’alligatore, sfruttando i meccanismi dell’ingegneria sociale per spingere la gente a indirizzare il loro voto in maniera, hahaha, “utile”.

Adesso, pure il Cinguettatore Folle ha individuato il suo trugio di account farlocchi (spesso legati a quelli citati sul TFM) diretti a spammare quelle idee.

Ribadisco: non credo proprio che basti questo a incriminare l’alligatore; ma penso proprio che avrà parecchi punti da chiarire di fronte alla giustizia del suo paese.

(Ancora una volta mi ritrovo a parlare di mister gatto-in-testa, e ancora una volta soltanto per sbattere certi fatti in faccia ai nostri slurpaculo, ai quali, a rigor di logica, non dovrebbe fottere un cazzo di quel tipo.)

giovedì 28 settembre 2017

Una legislatura peggio che inutile

Tiriamo le somme a poca distanza dalla fine di questa legislatura.

  • Un parlamento dichiarato incostituzionale (assieme alla legge che l’ha piazzato lì) nel 2013 dalla corte costituzionale, che continuo a scrivere con le minuscole per i suoi tempi dinosaureschi e per il fatto che troppe volte lascia passare degli abomini; ma il parlamento non solo non ha schiodato, grazie a qualche escamotage, ma non ha nemmeno varato una nuova legge elettorale per poi sciogliersi e andare, giustappunto, a nuove elezioni.
  • E che dire di un presidente della rebubblica (minuscole e storpiatura d’obbligo) nominato dal precedente parlamento, pure illegittimo? Nemmeno lui ha schiodato, anzi, l’hanno poi pure riconfermato lì, primo caso nella storia della rebubblica (idem).
  • Riforma della Costituzione a cui la gente ha detto un sonoro NO;
  • Nuova legge elettorale incostituzionale ancora prima di nascere;
  • Riforma della pubblica amministrazione respinta non una, ma due volte dalla corte costituzionale;
  • Riforma del lavoro, su cui stranamente quella corte (ecco uno dei motivi delle minuscole) non ha detto un cazzo, legittimando quindi di fatto il precariato a vita a cui sono condannati i giovani;
  • Pastrocchi infami di vario genere, come la legge sullo ius soli (uno ius sòla, se posso esprimere la mia opinione) arenata in parlamento e rinviata a data da destinarsi – comunque, tutta da rivedere: i buonisti a stecca se ne facciano una ragione; così come la vogliono loro è una sòla vera e propria – e una cancellazione retroattiva dei vitalizi, del tutto inapplicabile, sia per la sua incostituzionalità sia per il fatto che proprio quelli che ne devono discutere ne subirebbero gli effetti;
  • Ancora una proposta di legge elettorale che cambia solo il nome, ma è tale quale quella che la corte costituzionale ha già cassato – se questa la passano vuol proprio dire che sono più scemi di un webete;
  • Istituzione di un gran numero di commissioni d’inchiesta su questo e su quello, coi loro bei compensi rubati alle tasche dei contribuenti e incapaci di risolvere anche il più banale dei problemi di cui si occupano.

E questo stato di cose, nel famoso paese da “La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia”, è destinato a protrarsi anche nella prossima legislatura. Quelli più furbi scappano all’estero, chissà come mai.

lunedì 25 settembre 2017

Scemocrazia

Sarò un po’ nostalgico – ma una volta in politica quello che contava era il partito. Il segretario veniva scelto dagli iscritti al partito, i candidati a posizioni di potere venivano scelti dal segretario e dal suo staff, la gente (nelle occasioni in cui poteva votare) votava i candidati proposti dal partito. Corrotti, magna-magna? Chi se ne frega. Il partito non era personalistico, e chi andava su sapeva bene che prima di farsi i propri interessi doveva fare quelli del partito, il quale a sua volta se voleva preservarsi i voti doveva fare (o almeno impegnarsi al massimo nel tentativo) gli interessi della nazione. Poi venne “mani pulite” che ammazzò i vecchi partiti e diede l’occasione al primo partito personalistico (che altrimenti nessuno si sarebbe cagato) di ottenere potere; e vabbe’, questo è un altro discorso. Da lì in poi, tutti i partiti sono diventati niente di più che il fan club del capetto carismatico di turno. Il grosso problema di questo discorso è che i primi tempi funzionava così; poi il Bombapartito, molto prima di essere il Bombapartito, si inventò quell’emerita presa per il culo che sono le primarie.

Democrazia dal basso? Ma quando mai.

Vabbe’, all’inizio era solo una brutta copia (ma tanto brutta) delle primarie merrrrregane, che già sono un bell’esempio di scemocrazia – se no l’alligatore col gatto in testa non sarebbe seduto lì a rischiare sempre di più ogni giorno che passa un impicciottamento pure dal suo stesso partito. Poi venne il Bomba, che ebbe la bella idea di aprirle a cani, porci, gatti e sorci, purché versino l’obolo di 2 euro. Cioè, non appartenenti a un partito che votano il segretario di un partito che nemmeno conoscono! Così il Bomba, con la sua parlantina da imbonitore, intorta un mucchio di gente e si cuce il posto di segretario a vita.

Ancora questo non è il peggio che abbiamo mai visto; il movimento 5 asteroidi sulla testa è riuscito a rendere ancora più scemocratico il procedimento. Bene, almeno loro sono rimasti a permettere le loro webetarie solo agli iscritti (al blog dell’insetto straparlante, non al partito…); però.

Però.

Però il sistema è totalmente fallimentare. Già con le loro votazioni online (su un sistema informatico che non solo può essere bucato dai veri hacker, ma perfino dai ragazzini fulminati che smanettano sui loro minkiofoni) hanno mandato in parlamento tutto il ciarpame possibile: sciachimisti, antivaccinisti, lunacomplottisti, finemondisti, adepti del fruttarianesimo, e tutto questo cialtronume assortito; in più, alle ultime minchionarie su 140.000 iscritti (meno di un quartiere di Roma…) hanno votato meno di 40.000. Candidato unico (sì, per salvare le apparenze l’hanno messo insieme a certi personaggi talmente impresentabili che non gli hanno scollato un pelo dal culo), che in caso di vittoria del movimento 5 montagne di merda finirà sulla poltrona del presdelcons con i voti di una piccola città di provincia, più o meno.

Scemocrazia alla googolesima potenza.

Ripeto, sarò un po’ nostalgico, ma rivoglio i vecchi partiti; rivoglio il periodo in cui si votava mettendo una X su un simbolo e non su un nome. Quei partiti erano tutti composti dalla solita cricca di ciarraffoni, però l’Italia marciava bene con quel sistema, e adesso sarebbe l’unico stato al mondo a uscire a testa alta dalla crisi economica. Coi partiti personalistici e le loro incularie invece stiamo già scavando a tutto spiano sotto il fondo del baratro. Ridateci il vecchio sistema!

venerdì 22 settembre 2017

State pronti!

Ricordatevi che domani avverrà la fine del mondo n. 4518 (e mezzo). Domani la Terra si metterà a fare pilates usando la Luna per gli esercizi, Marte s’ingropperà Venere, a Mercurio verrà la febbre, Saturno ballerà l’hula-hoop coi suoi anelli e Giove si ritroverà con tutte e 69 le sue lune di traverso.

E Nibiru?

Spiacente, se l’è già mangiato Nettuno, senza lasciarne nemmeno un pezzettino a Urano, tiè.

giovedì 21 settembre 2017

Porca Cola

Bufala zombi: Coca Cola e AIDS. ’Sta puttanata è tornata a circolare sul Tomo delle Facce di Merda e su altre piattaforme di cazzoni sul web:

C’è notizia dalla polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. . Vedi MDTV. Si prega di inviare questo messaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIR: Messaggio importante dalla polizia metropolitana a tutti i cittadini
Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto COCA COLA, in quanto un lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). E ‘stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano.

Muuuu, muuuu. Intanto notare il solito itaGliano webbaro, probabilmente frutto di una traduzione automatica, suppongo, dallo spagnolo (“repetir”). In più, nessuno si è mai soffermato a pensare che la Coca Cola Company non produce bevande dai nomi assurdi come “coda nera” e “fioravanti di succhi”. Poi: polizia metropolitana? Che minchia è? Inoltre, il virus HIV è uno dei più sfigati in assoluto, e non può sopravvivere fuori dal corpo umano, meno che mai in uno sgorgatubi come la Coca Cola, quindi è impossibile trasmetterlo tramite cibo e bevande.

Qui se n’è occupato Bufale.net.

In più, adesso è venuto fuori un documento del ministero che è stato forzatamente associato a questa faccenda (webeti, webeti) anche se non c’entra una beata fava, perché, sì, parla di Coca Cola, ma è relativo a un richiamo di un lotto in cui semplicemente hanno sbagliato i dosaggi degli ingredienti ottenendo una bibita spessa e dal sapore sgradevole.

Qui la faccenda è stata trattata da David Puente.

martedì 19 settembre 2017

Lo scupp del millennio

Ah, non si scrive “scupp”? Vabbuo’…

Comunque, uno dei nostri “giornalisti” ha vinto il campionato di arrampicata senza attrezzatura su vetri ben oliati – oltre ad aver vinto il primo premio per cialtroneria e minor verifica possibile dei fatti. Tutto solo per poter affermare di aver fatto lo scupp (vabbe’, pigliatelo per buono) del millennio e per tirare clic a gogò.

Insomma, andare a urlare ai quattro venti di possedere un dossier clamoroso che può cambiare il mondo, senza aver effettuato nemmeno quel minimo sindacale di verifica dei fatti, usando frasette a effetto come “documento choc”, poi cercando di prendere simbolicamente le distanze con un “Se è vero, apre squarci clamorosi” e bla bla bla, montando una storia ai limit ben oltre i limiti dell’inverosimile, citando fonti quanto mai vaghe con la scusa di un’inesistente riservatezza, ecco, questo non è giornalismo: è pura cialtroneria, come dicevo.

Al caro scribacchino da strapazzo pagato probabilmente un tot a cazzata: cambia mestiere. Datti all’ippica: forse farai più fortuna.

lunedì 18 settembre 2017

L’ennesima apocalisse

Uff. Notizia sicura sicura: il 23 settembre, cioè sabato, passerà di qui a farsi un giretto ’sto benedetto pianeta Nibiru, o X, o sì che so io. Sarà l’apocalisse! Arriverà, si piazzerà lì a guardarci col suo faccione giallo sorridente stile emoji, e poi comincerà a bombardare le socialmerde e tutti i webeti che ci credono. Udite udite: niente più Tomo delle Facce di Merda, Cinguettatore Folle, il Grammo da un Istante (!!!) e tutto il resto; niente più gombloddari, antivaccinisti, sciachimisti, terrapiattisti, finemondisti, sciacalli sulle disgrazie altrui e webeti in generale. Ah, già, anche i fanatici religioidi faranno una brutta fine. Poi Nibiru, o X, o chissà che altro, girerà di 180° sul suo asse perpendicolare all’eclittica e se ne tornerà nelle profondità dello spazio intergalattico.

Cosa?

Ah. Non è stato avvistato Nibiru, X o come si chiama.

Che peccato. Il 24 settembre il mondo continuerà ad essere invaso dai webeti e dai dementi. Grrrr!

venerdì 15 settembre 2017

Tutta da ridere

Sembrerebbe che l’AGCOM sia lì lì per sanzionare i giganti delle telecomunicazioni per le loro pratiche commerciali scorrette – insomma, quei giganti hanno adottato un sistema semplicissimo per inculare la gente: una volta aumentano le tariffe, la volta dopo le tariffe restano invariate ma si accorciano i tempi di fatturazione, che dal classico mese ormai sono passati a ventotto giorni.

Bene, sarebbe giusto appioppare una mazzata a quei bastardi, ma una mazzata di cui finiranno di scontare le conseguenze tra un miliardo e mezzo di anni! Ma so già che non andrà così.

E perché ne sei così sicuro, mi chiederà qualcuno.

Ovvio: so già come vanno queste cose in Italia. I giganti citati si beccheranno ciascuno una sanzioncina da poche centinaia di migliaia di euro, roba che manco se ne accorgono. Come un bambino colto con le mani nella marmellata prometteranno di non farlo più, e tanti saluti. Dopo, passata la festa gabbato lu santo: i giganti proseguiranno nel loro gioco di sparare le tariffe un anno e accorciare i tempi di pagamento quello dopo, l’AGCOM si riterrà soddisfatta, e noi continueremo a prendere enormi cazzi in culo.

giovedì 14 settembre 2017

Nella terra dei baluba verdi

Cioè, a Pontida, la capitale della Balubia.

Udite udite: i parcheggi “rosa” (quelli destinati alle donne incinte, per essere precisi) riservati a persone che dimostrino di essere donne al 100% – escluse, quindi, quelle coi baffi! – oltre ad appartenere a una famiglia naturale (roba che non esiste in natura: quindi tutte le donne del mondo sarebbero escluse, no?) ed essere di pura razza baluba... be’, insomma, qui è stata estesa la concessione a “cittadine italiane o dell’unione europea”. Quindi niente lesbiche (ma nemmeno etero: la “famiglia naturale” non esiste, appunto, in natura); niente cittadine svizzere, britanniche o canadesi.

Mo’ voglio proprio vedere i viggili (doppia G d’obbligo) della Balubia a far rispettare un’ordinanza del genere. Voglio proprio vederli a distinguere tra una donna incinta “naturale” e una “artificiale” (insomma, se le etero sono “naturali” le lesbiche saranno “artificiali”, no?), e tra l’altro voglio proprio vederli a chiedere a tutte le donne che vedono parcheggiare in quelle zone la carta d’identità, per poi magari beccarsi un sonoro “Vaffanculo” in perfetto italiano pure da una cinese o una senegalese. Soprattutto voglio vedere quella specie di coso che i baluba di Pontida chiamano “sindaco” come la mette con la Costituzione, che vieta nella maniera più assoluta questo genere di discriminazioni – e pure la Balubia, per quanto la smeni su “Roma ladrona”, deve aderire a quella Costituzione.

mercoledì 13 settembre 2017

Pirlamentari e nuovi minkiofoni

Premessa: come ogni settembre, è di nuovo uscito anche quest’anno l’ultimissimevolissimo minkiofono di nota marca, sempre più costoso, sempre più sovraccaricato di gadget inutili (e costosi), sempre meno aderente alla sua funzione originaria; ovviamente il tutto accompagnato dalla solita guerriglia urbana per accaparrarselo – ma mi sono stufato di lottare contro i mulini a vento – e le solite promozioni inverosimili, inclusa una “fuga” di notizie molto opportuna a poche ore dall’evento, ahem, “ufficiale”. Ma non è questo il punto di questo post.

Il punto è che un pirlamentare, tale carlo sibilia (e pure lui si autoqualifica con le minuscole d’obbligo: chissà…) ha pensato bene di lanciare un messaggio sul Cinguettatore Folle, che riporterò qui con alcune microscopiche modifiche per evitare di fare pubblicità a quella ditta.

Oggi la [nota marca] presenta l’#[ennesimo modello del minkiofono] noi in parlamento siamo costretti dal #[BombaPartito] a discutere di #fascismo vs #comunismo… #fatevoi #[nota marca]Event

Subito si era pensato a una trollata, a uno scherzo, a un falso costruito apposta. Poi è venuto fuori che quel parlamentare ha davvero pubblicato quella grandissima puttanata.

Cioè, questo qui che cazzo ci va a fare in un parlamento nel quale è stato eletto per svolgere una determinata funzione? Chiaramente questo idiota va lì solo per cuccarsi la paga principesca da parlamentare; chiaramente del vero lavoro da parlamentare non gliene può fregare meno; ma ci pensa a quanto fa incazzare quelli che coi loro voti l’hanno piazzato lì? Ci pensa al fatto che l’hanno messo lì per svolgere un cazzo di lavoro di merda e lui invece pensa solo alla presentazione del nuovo minkiofono? Cioè, gente del genere si fa eleggere in parlamento e poi sbuffa perchè, appunto, il parlamento deve svolgere la sua funzione di base? Questo è davvero un grande esempio! Tra l’altro, sul Cinguettatore Folle gliene hanno dette di tutti i colori – ma a quanto pare se ne sbatte altamente.

Be’, caro pirla: se per te il minkiofono ultimo modello è più importante del tuo lavoro, molla e lascia entrare il prossimo in lista! E non ricandidarti per le prossime elezioni!

martedì 12 settembre 2017

Ancora sul degrado totale della civiltà

Ho già parlato nell’ultimo post dell’imbecillità totale che accompagna certi casi di cronaca nera. Riguardo al baratro in cui stiamo cadendo, vorrei citare brevemente altri esempi molto significativi:

- Un Bomba a caso che va a presentare il suo, hah, “libro” (pure con le virgolette è una parola troppo grossa per quel cumulo di carta da macero) in Sicilia e, ovviamente a corto di argomenti validi (non ne ha mai avuto uno!) ha sparato le sue solite puttanate sul suo Nemico Numero 1, i grUllini – lungi da me l’idea di difenderli, ma della serie: da che pulpito... Vabbe’, niente di nuovo sotto il sole, salvo il fatto che il Bomba si è dimostrato ancora più imbecille di così: a una povera bambina ha detto di non credere alla sirenetta perché chi crede alle favole poi diventa un grUllino. E più imbecilli ancora sono stati i presenti in sala: a una puttanata del genere avrebbero dovuto volare in faccia al Bomba uova marce, non applausi e risate.

- Un maschio alfa dei baluba verdi a caso che si mette a sparare le sue minchiate fascio-razziste sulla bambina morta di malaria, accusando i migranti di portare nuove malattie (la malaria? Una nuova malattia? Mah…). Anche qui il problema non è lui: la sua totale imbecillità è conclamata ormai da anni. Non è nemmeno il fatto che ancora al parlamento europeo non si siano decisi ad appioppargli quel calcio in culo dovuto da troppo tempo. Il problema sono gli imbecilli totali che gli danno retta e amplificano la sua imbecillità, soprattutto quelli che gli danno il loro voto.

- Dei volgari acquazzoni estivi allagano città facendo vittime (mah, neanche al terzo mondo…) e cosa fanno i politicanti da strapazzo? Non è che pensano di sfruttare fondi europei o quant’altro per gestire l’emergenza e per eseguire finalmente quei lavori da lungo tempo dovuti per evitare che un semplice acquazzone affoghi una città; noooo. I politicanti da strapazzo continuano a rimpallarsi la responsabilità l’uno con l’altro e ad arrampicarsi senza ventose su vetri ben oliati per scansare le proprie. Ci deve sempre scappare il morto perché si rendano conto – senza peraltro agire, va detto: si rendono soltanto conto – che magari forse probabilmente può darsi, in via del tutto ipotetica, che potrebbero servire lavori di manutenzione e quant’altro.

Insomma, questa è la nostra società. Come homo sapiens ormai ci siamo autodistrutti; non resta che aspettare pazientemente quei pochi decenni che resteranno prima che riusciamo ad annientarci anche fisicamente.

lunedì 11 settembre 2017

Stupri e leonite da tastiera

Cioè, un segno del degrado totale in cui è caduta la specie una volta denominata homo sapiens. Ormai sapiens ’sto par di balle, e homo ancora meno: la gente è diventata un’accozzaglia di ameboidi senza più alcuna facoltà cerebrale. Le mie stime sull’estinzione dell’umanità sono totalmente errate: l’umanità è ormai estinta da mo’, con l’eccezione di poche persone, troppo poche per poter dare un nuovo futuro alla specie.

Insomma, su tutti questi casi di stupro che balzano agli onori della cronaca ultimamente, i webeti si scatenano in tutte le maniere possibili e immaginabili, contagiando anche gli organi di stUmpa: becerume maschilista (“erano ubriache, avevano la minigonna, se la sono cercata, le donne sono tutte troie” e altre puttanate del genere), bufale astronomiche su “assicurazioni contro gli stupri”, incitamento all’odio razziale perché gli stupratori “sono stranieri” (e invece la nazionalità non conta: tutti gli stronzi puzzano uguale), e via dicendo.

Chi si trova a rimetterci non una volta, ma almeno due se non di più, sono sempre solo inevitabilmente le vittime, le quali vengono ristuprate e stuprate ancora dalla completa idiozia di “commentatori” che una volta si limitavano a sparar minchiate al bar per venire azzittiti subito, e ora invece raggiungono platee di milioni di webeti loro pari che amplificano ad infinitum la diffusione di bufale, odio e fanatismo.

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