mercoledì 20 marzo 2019

Un atto atroce

… che per poco, ma davvero poco, non è finito in tragedia.

I fatti: un mentecatto carica taniche di benzina su un bus, va a prendere dei ragazzini, li prende in ostaggio, urla “Da qui nessuno esce vivo”, e durante la fuga dà fuoco alla benzina. (Qui una fonte.)

Cioè, uno così è da sbattere in galera per poi buttare via la chiave, senza attenuanti, senza la scusa della follia, perché si tratta di un atto premeditato bello e buono.

Adesso, le domande. Questo tipo aveva numerosi precedenti penali, addirittura di violenza sessuale su minori, oltre che di guida in stato di ebbrezza. Ma quei dementi che l’hanno assunto per poi metterlo alla guida di mezzi pubblici li hanno valutati, quei precedenti? A quanto pare no. Non andrebbero arrestati tutti per complicità in attentato terroristico, tentato omicidio plurimo volontario aggravato e strage?

Pffff. Scommetto che finirebbero per uscirne puliti, accampando una serie di “Noi non sapevamo”.

E poi c’è il webetume rampante che ti va a pubblicare commenti del tipo (testualmente): “Peccato che nel titolo non ci sia scritto che prima hanno fatto scendere i ragazzi ! Quindi il bus era pieno ma lui ha fatto scendere i ragazzi e poi ha dato fuoco !!! Gesto orribile ma profondamente diverso da: appicca IL fuoco a bus pieno di bambini”. Tsè. ’Sto par di coglioni. Ha perfino tentato di impedire ai carabinieri di far uscire i ragazzi dal bus, quel pezzo di merda putrefatta. Anzi, li ha pure legati, a quanto pare.

Quali che siano le motivazioni di questo emerito stronzo, deve marcire in galera, ma non da solo: assieme ai suoi datori di lavoro e ai webeti che le tentano tutte per giustificarlo. Punto.

martedì 19 marzo 2019

Antiscienza all’attacco

Brillanti le menti scientifiche che si occupano di notizie astronomiche. Sull’ANS(I)A hanno pubblicato questa bella supercazzora con scappellamento a destra per farci dimenticare tutti gli studi sulle orbite dei pianeti, e anche per farci buttare nel cesso la pura e semplice logica. Medie assurde, circonvoluzioni semantiche, puttanate varie – e di botto Mercurio è diventato il pianeta più vicino alla Terra, scalzando Venere!

Eh, no, cari miei: l’orbita di Mercurio è più interna di quella di Venere. Quest’ultimo quand’è in congiunzione con la Terra è a soli quaranta milioni di chilometri; il primo è molto più distante. Quindi, tutti questi giri di parole sul fatto che spesso uno è dall’altra parte del Sole, bli, blo e bla, valgono meno di zero.

Questo non è il modo di fare informazione scientifica, cari “giornalisti” che andate a scavare nelle ricerche da premio IgNobel per incrementare l’analfabetismo scientifico della gente.

venerdì 15 marzo 2019

Sui panegirici in nome di un tiranno

E vabbe’, da uno slurpaculo del caimano ce lo si può pure aspettare, visto che il caimano stesso più di una volta ha tessuto le lodi di quel dittatore sanguinario. Ma con un’esternazione come questa il caro tajani (minuscola d’obbligo) ha fatto la classica figura del cazzaro totalmente disinformato – eppure, visto che è laureato in giurisprudenza e arriva dal liceo classico, un po’ di nozioni storiche dovrebbe pure averle!

Poi, è tecnicamente vero che il nostro dittatore sanguinario “ha fatto anche cose buone”. Però quello è un tratto distintivo di tutti i dittatori sanguinari all’inizio della loro carriera, quando ancora non hanno guadagnato il diritto al titolo. Quelle “cose buone” servono solo ad autoglorificarsi, a intortare la popolazione e a farsi propaganda, in attesa di avere il culo ben piazzato e poter poi stringere la morsa. “Ah, ma comunque ha fatto cose buone, le intenzioni non contano”, obietterà qualche demente. ’Sto par di balle: quando si ha a che fare con la politica, le intenzioni sono fondamentali, quindi no, in realtà nessun dittatore sanguinario ha mai fatto alcunché di buono per il proprio paese.

E poi vorrei ricordare a tajani e a tutti i rintronati come lui che l’apologia di fascismo è ancora e sempre un reato sancito da quella stessa Costituzione con cui tanti si riempiono la bocca senza averne letto nemmeno una parola al di là del titolo.

giovedì 14 marzo 2019

Forse i problemi sono ben diversi

Forse, eh.

Insomma, pinzillacchere varie:

  • Un’ASL provinciale in Calabria è stata sciolta per ’ndrangheta;
  • In Veneto hanno sgominato (buona notizia, già), una vasta organizzazione pure affiliata alla ’ndrangheta; ma è il fatto che esistesse questa organizzazione che deve dare da pensare;
  • Nella piccola, microscopica, insignificante Valle d’Aosta (così la vede il resto d’Italia, non io, eh) il consiglio regionale e due consigli comunali rischiano il commissariamento pure per ’ndrangheta;
  • Passando ad altri tipi di casi di cronaca nera, non passa giorno che una donna – vista ancora come oggetto di proprietà personale da parte di certi porci maschi sciovinisti che non vogliono rendersi conto che ogni essere umano appartiene solo ed esclusivamente a sé stesso, quale che sia il suo sesso – non venga corcata di mazzate a volte fino alla morte dal suo marito, fidanzato, compagno che sia, che non subisca molestie (no, proprio lo stolchin – scritto volutamente come lo pronuncio – non mi sconfinfera) tali da spingerla a vivere nel terrore;
  • Non parliamo poi degli innumerevoli casi di corruzione, di appalti truccati, di mala gestione della cosa pubblica di cui il ponte di Genova rimarrà per sempre il simbolo indiscusso, cioè di becera speculazione sulla pelle della gente solo per fare la cresta su costruzione e manutenzione di opere pubbliche al fine di realizzare grossi profitti in nome di quel Dio Denaro per il quale non finirò mai di maledire i Sumeri che ne furono i primi adoratori;
  • Potrei andare avanti all’infinito a descrivere questo o quell’altro problema che affligge l’Italia, ma mi fermo qui per ora, tanto ne ho descritti a gogò in giro per il mio blog.

Già, giusto, sacrosanto, ma chi se ne frega di tutte ’ste minchiatelle. Il problema problemoso numero 1 sono quei migranti brutti, sporchi e cattivi che arrivano a milionate poche centinaia alla volta sui barconi, quando arrivano – cioè quando il barcone non va viene mandato a picco prima di giungere alla costa!

Quando questa sbronza di “porci negri bastardi” alimentata da gentaglia come il baluba sarà passata (sperabilmente), forse, magari, probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica la popolazione italiana si renderà conto di avere problemi millenari da risolvere anziché alimentare insulse guerre tra poveri.

lunedì 11 marzo 2019

Asteroide? Muuuu, muuuu

Ennesimo allarme asteroide che sta spopolando su certi media – socialmerde, ovviamente, e certe testate (nei coglioni) di stUmpa – riguardante una collisione prevista per dicembre di quest’anno. E giù tutti a dire che la NASA avrebbe lanciato l’allarme, bli, blo, e pure bla.

Peccato che la stessa NASA abbia clamorosamente smentito questa ennesima bufala spaziale! Tengono d’occhio tutti i corpi celesti che potrebbero, e ribadisco potrebbero, avvicinarsi alla Terra – ma non hanno lanciato proprio nessunissimo allarme riguardo a un impatto previsto per dicembre (poi chissà perché sempre dicembre…).

A continuare a gridare al lupo al lupo si ottiene l’effetto contrario: la gente non crederà più agli allarmi sugli asteroidi nemmeno quando se ne vedrà veramente precipitare uno sulla testa! Come del resto avviene per ogni altra forma di allarmismo spropositato.

E nello spazio non possiamo nemmeno sentirla muggire, questa bufala (letteralmente) astronomica…

mercoledì 6 marzo 2019

E poi sarebbe tutta colpa degli stranieri!

Già, tutti gli stranieri sono ladri, stupratori, vandali, bla bla bla.

E poi si va a vedere che notizie come questa sono all’ordine del giorno. (Per i pigri: una giovane è stata stuprata da tre balordi, come specificato nell’articolo – grassetto incluso – italiani e residenti nell’area vesuviana). Gira e rigira si scopre che agli stranieri, che sono circa il 6% sul totale, vengono attribuiti delitti nella stessa percentuale; già, comunque il 94% della gente che c’è sul territorio italiano è italiana, e se si va a ficcare il naso in un carcere si scopre che i carcerati sono al 94% italiani.

Ma se non si va a pescare qualche trafiletto in cui la notizia è passata così, puff e via, senza scendere nei dettagli non ci si rende conto di questi numeri: i me(r)dia ci mettono del loro a creare allarmismi inutili e ad alimentare il clima d’odio: il criminale è un italiano? Manco parlarne, o se troppi l’hanno visto sorvolare con un articoletto di poche righe o due parole messe giù di fretta al telegiornale. È uno straniero? Giù a dilungarsi, con tutta la cronistoria della sua vita mettendo l’accento su quella volta che da bambino ha dato fuoco a una mosca con un accendino e via così; naturalmente nome e cognome – e doverosa origine ben sottolineata – sono d’obbligo.

Non so voi, ma se io fossi un criminale italiano mi sentirei ingiustamente discriminato dalle campagne mediatiche e dai politicanti da strapazzo. Ma come, ne ho combinate peggio di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno tutti insieme e voi date la precedenza a un poveretto che magari ha sgraffignato pochi euro per fame solo perché ha la pelle nera? Mo’ vengo nella vostra redazione o nella vostra aula e faccio una strage che al confronto una guerra è una scaramuccia da bambini!

(Vi rassicuro: non sono un criminale!)

lunedì 4 marzo 2019

Manifestazione contro il razzismo a Milano

Per la serie nemo profeta in patria. (Poi la spiego.) Ieri a Milano si è svolta una manifestazione contro il razzismo (dettagli in questo articolo). Una manifestazione che ha visto la partecipazione di ben 250.000 persone: non quattro gatti spelacchiati, ma un quarto di milione di persone che hanno detto NO a discriminazioni, che hanno espresso il loro rifiuto verso questa barbarie arrembante, che hanno lanciato un messaggio forte all’intera Italia preda del più becero e meschino razzismo da un bel po’ di tempo a questa parte.

Adesso si giunge al proverbio latino riportato in cima: Milano è la roccaforte assoluta del partito degli Omini Verdi Xenofobi – e proprio a Milano si è tenuto un corteo contro la xenofobia, e quindi contro lo stesso partito degli OVX. Il messaggio era diretto proprio a loro, in casa loro, da parte dei loro stessi concittadini! Nessuno è profeta in casa propria, davvero. Gli OVX che paiono stravincere le elezioni al sud e nelle isole (e ancora una volta mi pongo seri dubbi sulla sanità mentale degli elettori di quelle parti, che dagli OVX si sono sempre presi quintalate di merda in faccia) si sono presi uno sputo in un occhio dalla popolazione della loro città-fortezza. Non so quanto durerà questo stato di cose, ma al momento godo come un riccio. Se son rose roserann com’era già quella roba lì?

(N. B.: A riguardo mi viene da tirar fuori una vecchia battuta che circola in rete da mo’: 250.000 in piazza; secondo la questura, non c’era nemmeno la piazza. Vedrete, vedrete quanto riusciranno a sminuire la questione!)

venerdì 1 marzo 2019

Un balzello ignobile

Cosa s’è inventato questo “governo” di incapaci? Una bella ecotassa che va da 1100 a 2500 euro per chi acquista un’auto inquinante, cioè tutte meno quelle elettriche. Compri un diesel, un benzina, un’auto a GPL o a metano, pure a norma Euro 6.2, 7, 8, 1000… e ti becchi pure una sassata aggiuntiva? Va bene che l’intento sia di ridurre l’acquisto di veicoli inquinanti, ma i tempi non sono affatto maturi per questo! Non è una cosa che possa essere imposta così dall’alto, bam, compri un veicolo inquinante e ti salasso, così invece passi a uno elettrico! Questo rischia di essere semplicemente l’ennesimo balzello ignobile nei confronti di chi (cioè, un buon 90% della popolazione) non può permettersi auto elettriche, che pure con quel cosiddetto “ecobonus” sbandierato dal “governo” costano sempre molto più care di quelle più, ahem, tradizionali.

Non parliamo poi del problema che i veicoli elettrici al momento siano più inquinanti delle auto tradizionali, sia per quanto riguarda lo smaltimento delle batterie esauste, sia riguardo alla generazione dell’energia necessaria ad alimentarli: se sull’arco alpino le centrali sono tutte idroelettriche, nel resto dell’Italia abbiamo ancora addirittura centrali a carbone in attività, e lo stato riduce al minimo possibile (che è meno del minimo indispensabile) gli investimenti su solare, eolico, geotermico e altre forme di sfruttamento di energie rinnovabili. E le centrali esistenti, arco alpino a parte, non bastano ad alimentare un ipotetico parco auto nazionale tutto costituito di veicoli elettrici.

Insomma, qui si tenta di adottare (per l’ennesima volta, eh) il classico sistema italiano, dove dal niente si passa al tutto senza stadi intermedi. Con questa mossa suina, il “governo” si è accertato che tutti quelli che hanno un’auto vecchia se la terranno finché non le usciranno i pistoni dal cofano, altro che rinnovare il parco auto.

giovedì 28 febbraio 2019

Coerenza questa sconosciuta

Cosa diceva l’Ammazzacongiuntivi a dicembre, eh, due mesi fa, mica millemila milionardi di anni: “La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest’anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l’alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti, come oggi, continueranno a mentire scrivendo il contrario.”

E oggi, invece, è favorevole a mandati aggiuntivi.

Allora, qui abbiamo queste opzioni:

  1. Non ci sono più stagioni;
  2. L’Ammazzacongiuntivi risente dell’imminente primavera;
  3. Ci sta pigliando per il culo come fa dal preciso istante in cui si è candidato per le elezioni, contando sull’effetto “pesciolino rosso” riguardo alla memoria degli elettori.

In ogni caso, adesso voglio vederlo ad accusare “certi giornalisti” di mentire, visto che la notizia (di cui ho preso una fonte totalmente a caso) si è sparsa a macchia d’olio.

mercoledì 27 febbraio 2019

Odio, odio che cola da tutte le parti

Sono tempi angoscianti, questi, quando perfino il segretario generale dell’ONU si dice preoccupato dell’aumento di campagne di razzismo e incitamento all’odio in giro per il mondo.

Per citare l’articolo linkato, qui da noi saranno fischiate le orecchie a molte persone a seguito del discorso di Guterres.

Quello che preoccupa di più è il fatto che i giovani, che dovrebbero rappresentare la speranza di un’inversione di tendenza, invece sono quelli che più si lasciano condizionare dai pregiudizi – perché li assorbono fin da piccoli, da parte di genitori a cui andrebbe tolta la patria potestà in tempo zero, come minimo. Un bambino che spirito critico può aver sviluppato alla sua età? Sarebbe compito dei genitori portarlo ad analizzare la situazione e a chiedersi se razzismo e intolleranza abbiano un senso oppure no; dovrebbero essere i genitori a spiegare ai figli che ogni persona va valutata individualmente e non sulla base dell’appartenenza a specifici gruppi. (Già, ma stiamo parlando degli stessi genitori che denunciano l’intero corpo docenti della scuola solo perché il loro “angioletto” s’è preso un votaccio o una nota sul diario…) Perché è vero il detto “tali genitori tali figli”. A questo punto, però, la vedo grigia – perché qualcuno dovrebbe educare questi genitori, in prima battuta.

In definitiva, questa recrudescenza di odiatori a cos’è dovuta? Semplice: al clima di terrore nei confronti del diverso che loschi figuri (qui da noi in primis il Ministro delle Grigliate con Selfie) stanno instaurando per pura e semplice convenienza personale, sfruttandolo poi come scusa per mettere in piedi sempre maggiori restrizioni alle libertà personali in nome di un’inesistente “sicurezza” e arrivare infine a stabilire un vero e proprio regime dittatoriale.

Allora, esortazione che come al solito non verrà ascoltata:
a) Non date retta a questi politicanti da strapazzo che puntano solo al mantenimento perenne della poltrona facendo leva sulle paure della gente;
b) Se avete così tanta paura del diverso, avete una sola scelta: andate a rifugiarvi in qualche eremo solitario completamente isolato dal mondo, senza nemmeno la connessione al web – perché ogni singolo individuo è diverso da qualunque altro.

lunedì 25 febbraio 2019

Il difensore degli assassini

Con un ministronzo così, adesso è la brava gente a non poter più uscire di casa, perché nessuno difenderebbe noi dagli assassini – anzi, ora i colpevoli sono le vittime.

La magistratura ha condannato un imprenditore che ha sparato a sangue freddo a un ladro, e il ministronzo in questione (il baluba, già) non ti va a solidarizzare con lui? Cioè, doverosa premessa: io non sono assolutamente a favore del ladro, ma andava denunciato e poi la magistratura doveva prendere gli opportuni provvedimenti: non è che un qualunque tizio armato possa farsi giustizia da sé, perché così automaticamente passa dalla parte del torto. La magistratura che ci starebbe a fare se tutti ci facessimo giustizia con le nostre mani? Il mio vicino di casa ha buttato immondizia nel mio terreno: bam, seccato lì. Quello là mi ha detto che sono uno stronzo: bam, seccato lì. Il baluba offende il mio senso civico e quello dell’intera nazione: bam, seccato lì. Eh, magari: secondo il suo stesso punto di vista io sarei giustificato a prendere un fucile e sparargli a sangue freddo! E invece no: comunque affronterei un’accusa di omicidio volontario, e l’aver fatto un favore al mondo uccidendo il baluba non mi salverebbe dalla galera (e in più creerei un martire, cosa di cui l’Italia non ha proprio bisogno). Certo se dovessi affrontare un ladro armato, si scatenasse una sparatoria e io lo uccidessi quella sarebbe legittima difesa; ma il cocco del baluba non ha ucciso durante una sparatoria: ha colpito, come dicevo e come dice l’articolo linkato, a sangue freddo. Il ladro non è morto, e l’imprenditore si è beccato soltanto l’accusa di tentato omicidio, chiaramente dovuta, confermata in cassazione.

Il senato ha salvato il baluba relativamente al caso della nave Diciotti – ma quell’atto proprio come questa difesa a oltranza di un sistema di giustizia fai da té non sarebbero contrari alla stessa Costituzione che una carica dello stato dovrebbe rispettare e difendere? Una procedura di messa in stato d’accusa in caso di attentato contro la Costituzione dovrebbe essere automatica e non sottoposta all’approvazione del parlamento!

mercoledì 20 febbraio 2019

Tale padre (spirituale), tale figlio

Se qualcuno nutrisse ancora qualche sottilissimo dubbio a riguardo, adesso c’è la conferma definitiva e irrevocabile: il Bomba è in assoluto il figlio spirituale del caimano, e i fan club di entrambi sono esattamente identici.

Il caimano strepitava su giustizialismo, gombloddi, giustizia a orologeria, bla bla bla, quando quei porci magistrati kummunisssssti inquisivano lui o i suoi familiari, e il suo fan club gli andava dietro.

Adesso, hanno inquisito i genitori del Bomba e lui e il suo fan club giù a strepitare contro questi porci magistrati, usando pure una terminologia molto simile a quella del caimano e dei suoi slurpaculo.

Poi qualcuno insiste ancora nell’affermare che il caimano non ha fatto scuola? Urka se l’ha fatta! Solo che se pensava di essersi creato il delfino ad hoc col Bomba casca veramente male – perché il bischero di Rignano ogni volta che apre la fogn bocc fogna non fa che scavarsi sempre più la fossa sotto i piedi.

martedì 19 febbraio 2019

Niente autorizzazione a procedere

Scoperta dell’acqua calda. Potevano forse non salvare il baluba? Era ovvio che l’avrebbero salvato. Anche se non con chissà quale margine: un misero 59%. Ma di quel 59% fanno parte anche forze “politiche” (sempre virgolette d’obbligo) che fino a cinque minuti prima erano d’accordo a concedere l’autorizzazione a procedere. Questo la dice lunga su che regime di terrore sta instaurando il partito del baluba. Soprattutto, la dice lunga su quanto l’altro partito, quello dell’Ammazzacongiuntivi, riesca a essere coerente coi principi espressi in campagna elettorale – il partito degli honesti con la H, lo ricordo.

Le socialmerde col webetume che le popola ci hanno pure messo del loro. I miei amici dalla Valle d’Aosta mi hanno segnalato che una loro consigliera regionale, proprio del partito dell’Ammazzacongiuntivi, si è espressa a favore dell’autorizzazione a procedere per poi venir corcata di insulti anche molto pesanti da una marea montante di webeti. Ormai tirar mazzate ai webeti è come pescare pesci in un barile, e io posso esprimere la mia solidarietà a questa consigliera e a tutti coloro che per aver espresso la stessa opinione sono finiti vittime di gogne mediatiche; ma a questo punto auspico che la magistratura ci metta mano e impedisca, di fatto, l’utilizzo delle socialmerde a “politici” che le usano solo per farsi campagna elettorale permanente e per istigare reazioni di odio e di violenza (anche fisica, eh, mica solo verbale) – perché gli attacchi a questa consigliera e ad altri nella sua situazione sono proprio stati innescati da questi “politici”, il baluba in testa. E auspico anche che la politica (quella vera) torni e ci levi gentaglia del genere dai coglioni, senza lasciar fare tutto il lavoro sporco alla magistratura che a volte si trova con le mani legate.

giovedì 14 febbraio 2019

Esorcizzateli!

(Tanto per tornare a parlare di un festival di cui nun me ne pò ffregà dde meno…)

Virginia Raffaele, nota comica, al festival di Sanpisquaremo si è prodotta in una gag in cui imitava un vecchio grammofono scassato, che a tratti va alla rovescia e pronuncia la parola “Satana”. Chiaramente stava prendendo per il culo, in maniera netta ed evidente, la vecchia credenza secondo cui un disco di vinile di certi gruppi suonato al contrario contenesse messaggi satanici.

Non l’avesse mai fatto. La banda dei politicanti da strapazzo, baluba in testa, subito giù a tirar mazzate alla Raffaele, come se fosse indemoniata, esprimendo “preoccupazione” perché al festival è stato citato il Mega Direttore Galattico dei diavolacci.

A quanto pare qui abbiamo a che fare con la legge di Poe allargata – cioè, ormai ironia e satira, su qualunque argomento, non vengono capite nemmeno se vengono espressamente dichiarate tali! E i primi a non capire che quella era una gag satirica sono stati i politicanti da strapazzo! Sono loro che dovrebbero venire esorcizzati (leggasi: estirpati) una buona volta per tutte.

lunedì 11 febbraio 2019

Mahmood, il baluba e i webeti che pendono dalle sue labbra

Premetto: io non seguo il festival di Sanremo da mo’, e quindi so chi ha vinto solo dagli organi d’informazione; quest’anno ha vinto Mahmood, nato e vissuto in Italia ma di origine egiziana, e ho ascoltato il suo brano, molto godibile tra l’altro. Polemiconi su chi ha vinto e non doveva, su chi non ha vinto e doveva, sugli ospiti, sul presentatore, cimp limp rav fav? Fotte un cazzo. Secondo me questo ragazzo meritava la vittoria e l’ha avuta.

Sapete dov’è che godo come un riccio? Sui messaggini del baluba sul Cinguettatore Folle (che i miei amici, come al solito, mi hanno passato). Messaggini in italiano, forse, da quinta elementare, con millemila puntini di sospensione, punti interrogativi ed esclamativi come se piovesse, e che non parlano minimamente della competenza musicale degli artisti in gara. Cioè, il baluba con la sua paura infantile per l’Uomo Nero (N. B.: i nordafricani, egiziani inclusi, sono ben lontani dall’essere neri come quelli della zona equatoriale, ma per il baluba africano = nero = pezzo di merda a prescindere) ha pubblicato messaggini da webete cerebroleso sul vincitore del festival solo perché a lui non va a genio che sia di origine egiziana (e del fatto che sia nato e vissuto in Italia non gliene frega un cazzo). Dimostra una volta di più di non essere mai cresciuto mentalmente oltre l’età delle scuole elementari, che probabilmente non ha neppure finito viste le puttanate che scrive.

L’unico aspetto negativo nella mia goduria sulle figure di merda del baluba sta nel fatto che ci siano centinaia di migliaia, se non milioni, di webeti altrettanto decerebrati che pendono dalle sue labbra come se fosse il nuovo profeta del terzo millennio. Mi aspetto però che prima o poi qualcuno di questi webeti riesca a dare un calcione al criceto agonizzante che ha nel cranio e si renda conto di quant’è caduto in basso a dar retta a un idiota patentato del genere.

venerdì 8 febbraio 2019

Guerra in vista

Quando uno stato ritira il proprio ambasciatore, vuol dire che si è già ai ferri corti. È quello che ha fatto la Francia: ritirare il proprio ambasciatore. Questo vuol dire che la diplomazia ha fallito su tutti i fronti – e questo è ovvio, perché di diplomazia da parte italiana proprio non ce n’è stata. I due rincoglioniti che di fatto (e illecitamente) si sono autonominati capi di governo sono riusciti a cacciare l’Italia in questo gran pasticcio. Per quanto i francesi mi stiano sui coglioni con la loro “grandeur”, col loro bresidende da appendere al muro e corcare di mazzate, con le loro politiche economiche (assieme ai loro compagni di merende crucchi) volte a massacrarci come hanno fatto con la Grecia, una guerra non è certo il modo migliore di risolvere la questione!

Ma tant’è. Quando cominceranno a volare le bombe e i proiettili, magari qualcuno lì in mezzo a quella cricca di dementi a Roma si renderà finalmente conto che lasciare l’Italia in mano a due cappellari come il baluba e l’Ammazzacongiuntivi è stata l’idea peggiore che potessero avere.

Già: chi dovrebbe rendersene conto? Il presiNiente del coniglio? Il bresidende della rebubbliga? Ma se non esistono! No, qualcuno dello staff dei due cappellari forse interverrà per fermarli – ma ci staremo già pigliando bombe sulla testa, allora!

martedì 5 febbraio 2019

I 15 anni del Tomo delle Facce di Merda

15 anni di un sito che era partito con le migliori intenzioni (cioè, tenere in contatto vecchi compagni di scuola o altre persone che altrimenti si sarebbero perse di vista) ed è diventato la cloaca del web.

15 anni di un sito che, dopo gli esordi, ha sistematicamente fatto il lavaggio del cervello (parola grossa, già: “cervello”) a miliardate di webeti utOnti e bimbominkieschi che già prima faticavano a distinguere la realtà dalle farneticazioni di un pazzo e ora proprio non ne hanno più la benché minima capacità.

15 anni di un sito che, per incamerare d€naro $onante (urka, mi sto mettendo a scrivere come un webete!!!! Uno, undici, undici milioni centoundicimilacentoundici!), ha svenduto dati personali di miliardate di persone, enti, aziente e altri soggetti a cani, porci, gatti e sorci.

15 anni di un sito che, lo ripeto, era partito bene e ha finito per cedere all’avidità dell’Uomo Solo Al Comando, il buon Zuckaputridaberg, che ha completamente rovinato il significato originario di “social network” in nome del Dio Denaro di cui lui stesso è uno schiavo fatto e rifinito.

venerdì 1 febbraio 2019

Il Tomo delle Facce di Merda inanella figure di merda

(Scoperta dell’acqua calda…)

Le due figure di merda che seguono non fanno che rigirare il coltello nella piaga, e spingermi a desiderare con sempre maggior intensità che ci si decida a chiudere le socialmerde. A questo punto che ci pensino i vari tribunali, nazionali e internazionali, a ordinarne la chiusura permanente senza opzione! Quel poco di buono che le socialmerde avevano all’inizio è ormai solo più un lontano ricordo.

  1. Il TFM sapeva fin da quando li ha introdotti che i suoi giochini del cazzo, tipo uccelli incazzati, staminkiaville vari ecc., avrebbero spinto bambini (bambini, giuda porco! O anche adolescenti con le pigne al posto del cervello, ma pur sempre non adulti!) a spendere dei cifroni inverosimili per andare avanti, trasformandoli in futuri adulti affetti da azzardopatia. E questi giochini (proprio quello degli uccelli incazzati è quello incriminato) ciucciavano soldi SENZA chiedere password o autorizzazioni di vario genere. Quando i genitori se ne rendevano conto, chiedevano il rimborso, ovviamente, ma con altrettanta ovvietà il TFM glielo ha sempre negato. Ora ci sono controlli aggiuntivi sui pagamenti: adesso che la figura di merda è conclamata chiudono la stalla dopo che il bestiame è già non solo scappato, ma finito in fondo a un dirupo. Un esempio.
  2. TechCrunch ne ha scoperta un’altra, poi raccontata anche in italiano su questo articolo di Il Post. A quanto pare, il TFM pagava gente (anche giovanissimi) per installarsi una pseudo-VPN che in realtà monitorava l’utente e tutti i suoi contatti. Lo chiamavano “studio retribuito di ricerca sui social me(r)dia”. Consenso da parte dei genitori dei minorenni: non richiesto o facilmente gabbabile. E ’sta menata spiava non solo quello che avveniva sul TFM stesso, ma anche conversazioni private al di fuori. Anche qui, il TFM ha parzialmente fatto marcia indietro chiudendo il programma di ricerca, ma solo per i dispositivi di [nota marca costosissima]. Sui dispositivi Android l’app (almeno alla data degli articoli riportati) esiste ancora.

mercoledì 30 gennaio 2019

Balubamenti vari (atto… boh?)

Ancora sulla coerenza del baluba. Fino all’altro ieri “Processatemi pure, non ho niente da nascondere”; ora chiede l’immunità pirlamentare.

Uno dirà: e vabbe’, i politici girano come banderuole al vento.

Qui più che di vento si tratta di una vera e propria tromba d’aria, che fa girare la banderuola come impazzita.

Quel che è peggio, è che pure il partito degli honesti con la H, che prima era favorevole a votare l’autorizzazione a procedere, oggi ci dice che “alcune cose sono cambiate”. Forse non si rendono conto che si stanno una volta di più autoseppellendo nelle loro stesse figure di merda.

Coda di paglia, baluba? Qualcuno un po’ furbo del tuo staff ti ha appena comunicato che in un processo verresti giudicato colpevole senza mezzi termini? Processo o no, il baluba è colpevole in ogni caso – e se non sarà la magistratura italiana a porre fine a questo scempio perché quei fetenti baderanno bene a pararsi le chiappe gli uni con gli altri, ci beccheremo legnate sui denti da quest’europa a trazione crucca che vuole vederci nella bagna com’è accaduto con la Grecia.

martedì 29 gennaio 2019

Schiavofoni

Cioè: non cazzillofoni schiavi dell’uomo, ma schiavisti.

Jobs nel lontano 2007 immise sul mercato il primo “smartphone” (che di “smart”, cioè furbo, non ha niente, ma vabbe’) realmente utilizzabile dalla gente, per quanto non fosse il primo cosofono in assoluto dotato di tutto quell’ambaradan. Jobs lo concepì come un nostro assistente, per migliorare le nostre attività, per ascoltare musica, per telefonare, per farci da navigatore, bla bla bla.

’Sto par di balle.

Adesso, ci si inzeppa il cretinofono di app (a volte anche troppo pettegole) che ti corcano di notifiche inutili. E devi aprire l’app della socialmerda perché oddio oddio ti hanno mandato il messaggio e devi rispondere; e devi aprire l’app di messaggeria perché non si può lasciare niente indietro; e quell’altra app del meteo ti segnala che oddio oddio alle 14:57 e 21 secondi ci sarà una pioggia torrenziale; e quell’altra app che ti strombazza a pieno schermo le ultimissime notizie oddio oddio bisogna ogni singolo secondo sapere quello che succede anche se al 99,9% si tratta di fèik gniuzz (che fa tanto figo dirlo così, eh); e poi bisogna ogni momento fotografare tutto quello che si muove e anche quello che rimane immobile (ma come ho detto a tanti: la vita o la vivi o passi il tempo a fotografarla); e poi bisogna avere la mail di lavoro sul telefonino perché oddio oddio non ci si può perdere nemmeno il messaggio più sminchiato al quale bisogna rispondere subito subitissimo; e poi non si può mica rinunciare all’ultimissimo giochino di merda che oddio oddio bisogna assolutamente andare avanti coi livelli anche se questo significa versare soldini ogni livello dispari per avere quel superbonus senza il quale non si procede; e poi bisogna passare il tempo a vedersi tutti gli ultimi video degli ultimi fulminati che pubblicano stronzate a raffica su TuTubo solo per aumentare il numero di clic; e poi […]

Cioè, Jobs aveva immesso sul mercato un servo che poi è divenuto il padrone assoluto!

È ora di darsi una ridimensionata. Cominciate a ripulire i vostri pirlofoni da tutte le app inutili, fracassone e pettegole, lasciate qualche app di messaggeria – e ignorate le notifiche che arrivano ogni tre per due: chi vi ha mandato un messaggio può pure aspettare un po’ la risposta – e quel poco che vi può venire utile, eliminate tutti questi giochini del cazzo e le app delle socialmerde, e via dicendo: tornate a fare in modo che quella mattonella col suo bel display colorato sia niente di più che un aggeggio utile in certe circostanze, e ricordate che i telefoni sono nati con un singolo scopo: parlare con persone lontane. Tornate a essere voi i padroni della tecnologia, non i suoi schiavi docili e obbedienti!