mercoledì 20 febbraio 2019

Tale padre (spirituale), tale figlio

Se qualcuno nutrisse ancora qualche sottilissimo dubbio a riguardo, adesso c’è la conferma definitiva e irrevocabile: il Bomba è in assoluto il figlio spirituale del caimano, e i fan club di entrambi sono esattamente identici.

Il caimano strepitava su giustizialismo, gombloddi, giustizia a orologeria, bla bla bla, quando quei porci magistrati kummunisssssti inquisivano lui o i suoi familiari, e il suo fan club gli andava dietro.

Adesso, hanno inquisito i genitori del Bomba e lui e il suo fan club giù a strepitare contro questi porci magistrati, usando pure una terminologia molto simile a quella del caimano e dei suoi slurpaculo.

Poi qualcuno insiste ancora nell’affermare che il caimano non ha fatto scuola? Urka se l’ha fatta! Solo che se pensava di essersi creato il delfino ad hoc col Bomba casca veramente male – perché il bischero di Rignano ogni volta che apre la fogn bocc fogna non fa che scavarsi sempre più la fossa sotto i piedi.

martedì 19 febbraio 2019

Niente autorizzazione a procedere

Scoperta dell’acqua calda. Potevano forse non salvare il baluba? Era ovvio che l’avrebbero salvato. Anche se non con chissà quale margine: un misero 59%. Ma di quel 59% fanno parte anche forze “politiche” (sempre virgolette d’obbligo) che fino a cinque minuti prima erano d’accordo a concedere l’autorizzazione a procedere. Questo la dice lunga su che regime di terrore sta instaurando il partito del baluba. Soprattutto, la dice lunga su quanto l’altro partito, quello dell’Ammazzacongiuntivi, riesca a essere coerente coi principi espressi in campagna elettorale – il partito degli honesti con la H, lo ricordo.

Le socialmerde col webetume che le popola ci hanno pure messo del loro. I miei amici dalla Valle d’Aosta mi hanno segnalato che una loro consigliera regionale, proprio del partito dell’Ammazzacongiuntivi, si è espressa a favore dell’autorizzazione a procedere per poi venir corcata di insulti anche molto pesanti da una marea montante di webeti. Ormai tirar mazzate ai webeti è come pescare pesci in un barile, e io posso esprimere la mia solidarietà a questa consigliera e a tutti coloro che per aver espresso la stessa opinione sono finiti vittime di gogne mediatiche; ma a questo punto auspico che la magistratura ci metta mano e impedisca, di fatto, l’utilizzo delle socialmerde a “politici” che le usano solo per farsi campagna elettorale permanente e per istigare reazioni di odio e di violenza (anche fisica, eh, mica solo verbale) – perché gli attacchi a questa consigliera e ad altri nella sua situazione sono proprio stati innescati da questi “politici”, il baluba in testa. E auspico anche che la politica (quella vera) torni e ci levi gentaglia del genere dai coglioni, senza lasciar fare tutto il lavoro sporco alla magistratura che a volte si trova con le mani legate.

giovedì 14 febbraio 2019

Esorcizzateli!

(Tanto per tornare a parlare di un festival di cui nun me ne pò ffregà dde meno…)

Virginia Raffaele, nota comica, al festival di Sanpisquaremo si è prodotta in una gag in cui imitava un vecchio grammofono scassato, che a tratti va alla rovescia e pronuncia la parola “Satana”. Chiaramente stava prendendo per il culo, in maniera netta ed evidente, la vecchia credenza secondo cui un disco di vinile di certi gruppi suonato al contrario contenesse messaggi satanici.

Non l’avesse mai fatto. La banda dei politicanti da strapazzo, baluba in testa, subito giù a tirar mazzate alla Raffaele, come se fosse indemoniata, esprimendo “preoccupazione” perché al festival è stato citato il Mega Direttore Galattico dei diavolacci.

A quanto pare qui abbiamo a che fare con la legge di Poe allargata – cioè, ormai ironia e satira, su qualunque argomento, non vengono capite nemmeno se vengono espressamente dichiarate tali! E i primi a non capire che quella era una gag satirica sono stati i politicanti da strapazzo! Sono loro che dovrebbero venire esorcizzati (leggasi: estirpati) una buona volta per tutte.

lunedì 11 febbraio 2019

Mahmood, il baluba e i webeti che pendono dalle sue labbra

Premetto: io non seguo il festival di Sanremo da mo’, e quindi so chi ha vinto solo dagli organi d’informazione; quest’anno ha vinto Mahmood, nato e vissuto in Italia ma di origine egiziana, e ho ascoltato il suo brano, molto godibile tra l’altro. Polemiconi su chi ha vinto e non doveva, su chi non ha vinto e doveva, sugli ospiti, sul presentatore, cimp limp rav fav? Fotte un cazzo. Secondo me questo ragazzo meritava la vittoria e l’ha avuta.

Sapete dov’è che godo come un riccio? Sui messaggini del baluba sul Cinguettatore Folle (che i miei amici, come al solito, mi hanno passato). Messaggini in italiano, forse, da quinta elementare, con millemila puntini di sospensione, punti interrogativi ed esclamativi come se piovesse, e che non parlano minimamente della competenza musicale degli artisti in gara. Cioè, il baluba con la sua paura infantile per l’Uomo Nero (N. B.: i nordafricani, egiziani inclusi, sono ben lontani dall’essere neri come quelli della zona equatoriale, ma per il baluba africano = nero = pezzo di merda a prescindere) ha pubblicato messaggini da webete cerebroleso sul vincitore del festival solo perché a lui non va a genio che sia di origine egiziana (e del fatto che sia nato e vissuto in Italia non gliene frega un cazzo). Dimostra una volta di più di non essere mai cresciuto mentalmente oltre l’età delle scuole elementari, che probabilmente non ha neppure finito viste le puttanate che scrive.

L’unico aspetto negativo nella mia goduria sulle figure di merda del baluba sta nel fatto che ci siano centinaia di migliaia, se non milioni, di webeti altrettanto decerebrati che pendono dalle sue labbra come se fosse il nuovo profeta del terzo millennio. Mi aspetto però che prima o poi qualcuno di questi webeti riesca a dare un calcione al criceto agonizzante che ha nel cranio e si renda conto di quant’è caduto in basso a dar retta a un idiota patentato del genere.

venerdì 8 febbraio 2019

Guerra in vista

Quando uno stato ritira il proprio ambasciatore, vuol dire che si è già ai ferri corti. È quello che ha fatto la Francia: ritirare il proprio ambasciatore. Questo vuol dire che la diplomazia ha fallito su tutti i fronti – e questo è ovvio, perché di diplomazia da parte italiana proprio non ce n’è stata. I due rincoglioniti che di fatto (e illecitamente) si sono autonominati capi di governo sono riusciti a cacciare l’Italia in questo gran pasticcio. Per quanto i francesi mi stiano sui coglioni con la loro “grandeur”, col loro bresidende da appendere al muro e corcare di mazzate, con le loro politiche economiche (assieme ai loro compagni di merende crucchi) volte a massacrarci come hanno fatto con la Grecia, una guerra non è certo il modo migliore di risolvere la questione!

Ma tant’è. Quando cominceranno a volare le bombe e i proiettili, magari qualcuno lì in mezzo a quella cricca di dementi a Roma si renderà finalmente conto che lasciare l’Italia in mano a due cappellari come il baluba e l’Ammazzacongiuntivi è stata l’idea peggiore che potessero avere.

Già: chi dovrebbe rendersene conto? Il presiNiente del coniglio? Il bresidende della rebubbliga? Ma se non esistono! No, qualcuno dello staff dei due cappellari forse interverrà per fermarli – ma ci staremo già pigliando bombe sulla testa, allora!

martedì 5 febbraio 2019

I 15 anni del Tomo delle Facce di Merda

15 anni di un sito che era partito con le migliori intenzioni (cioè, tenere in contatto vecchi compagni di scuola o altre persone che altrimenti si sarebbero perse di vista) ed è diventato la cloaca del web.

15 anni di un sito che, dopo gli esordi, ha sistematicamente fatto il lavaggio del cervello (parola grossa, già: “cervello”) a miliardate di webeti utOnti e bimbominkieschi che già prima faticavano a distinguere la realtà dalle farneticazioni di un pazzo e ora proprio non ne hanno più la benché minima capacità.

15 anni di un sito che, per incamerare d€naro $onante (urka, mi sto mettendo a scrivere come un webete!!!! Uno, undici, undici milioni centoundicimilacentoundici!), ha svenduto dati personali di miliardate di persone, enti, aziente e altri soggetti a cani, porci, gatti e sorci.

15 anni di un sito che, lo ripeto, era partito bene e ha finito per cedere all’avidità dell’Uomo Solo Al Comando, il buon Zuckaputridaberg, che ha completamente rovinato il significato originario di “social network” in nome del Dio Denaro di cui lui stesso è uno schiavo fatto e rifinito.

venerdì 1 febbraio 2019

Il Tomo delle Facce di Merda inanella figure di merda

(Scoperta dell’acqua calda…)

Le due figure di merda che seguono non fanno che rigirare il coltello nella piaga, e spingermi a desiderare con sempre maggior intensità che ci si decida a chiudere le socialmerde. A questo punto che ci pensino i vari tribunali, nazionali e internazionali, a ordinarne la chiusura permanente senza opzione! Quel poco di buono che le socialmerde avevano all’inizio è ormai solo più un lontano ricordo.

  1. Il TFM sapeva fin da quando li ha introdotti che i suoi giochini del cazzo, tipo uccelli incazzati, staminkiaville vari ecc., avrebbero spinto bambini (bambini, giuda porco! O anche adolescenti con le pigne al posto del cervello, ma pur sempre non adulti!) a spendere dei cifroni inverosimili per andare avanti, trasformandoli in futuri adulti affetti da azzardopatia. E questi giochini (proprio quello degli uccelli incazzati è quello incriminato) ciucciavano soldi SENZA chiedere password o autorizzazioni di vario genere. Quando i genitori se ne rendevano conto, chiedevano il rimborso, ovviamente, ma con altrettanta ovvietà il TFM glielo ha sempre negato. Ora ci sono controlli aggiuntivi sui pagamenti: adesso che la figura di merda è conclamata chiudono la stalla dopo che il bestiame è già non solo scappato, ma finito in fondo a un dirupo. Un esempio.
  2. TechCrunch ne ha scoperta un’altra, poi raccontata anche in italiano su questo articolo di Il Post. A quanto pare, il TFM pagava gente (anche giovanissimi) per installarsi una pseudo-VPN che in realtà monitorava l’utente e tutti i suoi contatti. Lo chiamavano “studio retribuito di ricerca sui social me(r)dia”. Consenso da parte dei genitori dei minorenni: non richiesto o facilmente gabbabile. E ’sta menata spiava non solo quello che avveniva sul TFM stesso, ma anche conversazioni private al di fuori. Anche qui, il TFM ha parzialmente fatto marcia indietro chiudendo il programma di ricerca, ma solo per i dispositivi di [nota marca costosissima]. Sui dispositivi Android l’app (almeno alla data degli articoli riportati) esiste ancora.

mercoledì 30 gennaio 2019

Balubamenti vari (atto… boh?)

Ancora sulla coerenza del baluba. Fino all’altro ieri “Processatemi pure, non ho niente da nascondere”; ora chiede l’immunità pirlamentare.

Uno dirà: e vabbe’, i politici girano come banderuole al vento.

Qui più che di vento si tratta di una vera e propria tromba d’aria, che fa girare la banderuola come impazzita.

Quel che è peggio, è che pure il partito degli honesti con la H, che prima era favorevole a votare l’autorizzazione a procedere, oggi ci dice che “alcune cose sono cambiate”. Forse non si rendono conto che si stanno una volta di più autoseppellendo nelle loro stesse figure di merda.

Coda di paglia, baluba? Qualcuno un po’ furbo del tuo staff ti ha appena comunicato che in un processo verresti giudicato colpevole senza mezzi termini? Processo o no, il baluba è colpevole in ogni caso – e se non sarà la magistratura italiana a porre fine a questo scempio perché quei fetenti baderanno bene a pararsi le chiappe gli uni con gli altri, ci beccheremo legnate sui denti da quest’europa a trazione crucca che vuole vederci nella bagna com’è accaduto con la Grecia.

martedì 29 gennaio 2019

Schiavofoni

Cioè: non cazzillofoni schiavi dell’uomo, ma schiavisti.

Jobs nel lontano 2007 immise sul mercato il primo “smartphone” (che di “smart”, cioè furbo, non ha niente, ma vabbe’) realmente utilizzabile dalla gente, per quanto non fosse il primo cosofono in assoluto dotato di tutto quell’ambaradan. Jobs lo concepì come un nostro assistente, per migliorare le nostre attività, per ascoltare musica, per telefonare, per farci da navigatore, bla bla bla.

’Sto par di balle.

Adesso, ci si inzeppa il cretinofono di app (a volte anche troppo pettegole) che ti corcano di notifiche inutili. E devi aprire l’app della socialmerda perché oddio oddio ti hanno mandato il messaggio e devi rispondere; e devi aprire l’app di messaggeria perché non si può lasciare niente indietro; e quell’altra app del meteo ti segnala che oddio oddio alle 14:57 e 21 secondi ci sarà una pioggia torrenziale; e quell’altra app che ti strombazza a pieno schermo le ultimissime notizie oddio oddio bisogna ogni singolo secondo sapere quello che succede anche se al 99,9% si tratta di fèik gniuzz (che fa tanto figo dirlo così, eh); e poi bisogna ogni momento fotografare tutto quello che si muove e anche quello che rimane immobile (ma come ho detto a tanti: la vita o la vivi o passi il tempo a fotografarla); e poi bisogna avere la mail di lavoro sul telefonino perché oddio oddio non ci si può perdere nemmeno il messaggio più sminchiato al quale bisogna rispondere subito subitissimo; e poi non si può mica rinunciare all’ultimissimo giochino di merda che oddio oddio bisogna assolutamente andare avanti coi livelli anche se questo significa versare soldini ogni livello dispari per avere quel superbonus senza il quale non si procede; e poi bisogna passare il tempo a vedersi tutti gli ultimi video degli ultimi fulminati che pubblicano stronzate a raffica su TuTubo solo per aumentare il numero di clic; e poi […]

Cioè, Jobs aveva immesso sul mercato un servo che poi è divenuto il padrone assoluto!

È ora di darsi una ridimensionata. Cominciate a ripulire i vostri pirlofoni da tutte le app inutili, fracassone e pettegole, lasciate qualche app di messaggeria – e ignorate le notifiche che arrivano ogni tre per due: chi vi ha mandato un messaggio può pure aspettare un po’ la risposta – e quel poco che vi può venire utile, eliminate tutti questi giochini del cazzo e le app delle socialmerde, e via dicendo: tornate a fare in modo che quella mattonella col suo bel display colorato sia niente di più che un aggeggio utile in certe circostanze, e ricordate che i telefoni sono nati con un singolo scopo: parlare con persone lontane. Tornate a essere voi i padroni della tecnologia, non i suoi schiavi docili e obbedienti!

lunedì 28 gennaio 2019

Ti ho visto ieri sera che uscivi il cane per pisciarlo

Ovvero: ho visto tanti webeti “uscire” il peggio del loro peggio per aver male interpretato una nota dell’Accademia della Crusca (che si sta riguadagnando il diritto alle maiuscole, già).

No, l’AdC non ha stabilito che “sedere” e altri verbi come “uscire” possano tranquillamente assumere una valenza transitiva. Non nell’italiano scritto, formale. Sono varianti dialettali comunemente usate nel parlato.

No, non sarà possibile per uno studente scrivere una frase come il titolo del post in un tema, a meno che non sia esplicitamente una citazione; se ci proverà si beccherà il suo doveroso 4 in grammatica.

Il brutto è che oltre al webetume rampante anche tante testate (nei coglioni) ufficiali ci sono cascate con tutte le scarpe. Ormai, tanto, anch’esse fanno parte del webetume, e ti “escono” degli articoli che fanno venire la cagarella a fischio.

Mi state “passando” la pazienza, gente!

giovedì 24 gennaio 2019

Social-piangina

Aridajje con le crisi di vittimismo sulle socialmerde. Tanto ormai è così: ne combina peggio di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno tutti insieme, poi va a fare il piangina – e sicuramente tutti i suoi slurpaculo affetti da webetite cronica incurabile lo supporteranno a prescindere.

Ancora una volta sarà la magistratura a decidere la politica di questo paese? Ancora una volta dovremo sperare in un tribunale per toglierci dai coglioni gente come il baluba? Roba da chiodi!

mercoledì 23 gennaio 2019

Banfesco

“Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”, parola dell’Ammazzacongiuntivi.

Mah. Voleva forse essere una battuta? A quanto pare il “partito” fondato dall’insetto sbroccomane è pieno di “comici” che non riescono nemmeno a farsi ridere dietro per la loro scemenza, perché sono fuori limite.

Qualcuno spieghi a quel demente che “rappresentante del governo nella commissione italiana per l’Unesco” e “patrimonio dell’Unesco” sono due cose completamente diverse.

A meno che non abbiano eretto una statua alta cento metri di Banfi e abbiano dichiarato quella come patrimonio dell’Unesco.

martedì 22 gennaio 2019

Ancora sulla paura dei gombloddi inutili

Questo potremo chiamarlo il “gombloddo X”. Sì, X come X, non come il 10 in numeri romani. Tanto per tornare sul disco dell’orso (eeeeeh?) del post precedente.

Uno dei miei amici, di quelli che ogni tanto mi passano le perle delle socialmerde (che voglia, eh), ha avuto un attacco di webetite acuta, sperabilmente ora in fase di remissione; almeno, i miei spiegoni (e l’averlo rimandato a leggersi il post di venerdì) sembrano aver ottenuto effetti benefici su questa sindrome.

Altro giochino del cazzo che gira su qualche socialmerda (TFM, immagino): uno schemino sugli 8 modi possibili per tracciare una X e la domanda su come la scrive chi legge quel post. E vabbe’, l’ennesima puttanata totalmente innocua tanto per far girare qualcosa a catena, tanto a chi fotte qualcosa di come vengono tracciate le X? È solo l’ennesimo meme che gira – tanto ormai TUTTO quello che gira sulle socialmerde diventa un meme.

Allora, torniamo al mio amico. Mi fa vedere ’sta menata della X, e poi comincia a smenarmela sul fatto che così ti catalogano, che qui, che lì, che là. Ma catalogare chi, per cosa poi? Eh, ma ti fanno le perizie calligrafiche online, così poi indovinano la tua personalità e ti bombardano di annunci personalizzati, bli, blo e bla.

L’ho rassicurato appunto rimandandolo al mio post di venerdì sulla “sfida dei dieci anni” del TFM. Anche per il “gombloddo X” il gioco non vale la candela: la gente spatarra già in giro tanti di quegli interessi personali, tante di quelle preferenze, tante di quelle notizie su di sé da rendere totalmente inutile mettere su una menata del genere al fine di catalogare la gente. Alla fine della fiera, ci pensiamo noi ad autocatalogarci sul web; a chiunque abbia intenzione di scassare le palle con pubblicità ossessivo-compulsivo-martellante appiccicaticcia come la colla basta semplicemente pescare nel mucchio. E comunque ho detto al mio amico che, per quanto apprezzi il suo sforzo nello scovarmi perle sulle socialmerde e darmi l’occasione per una delle mie solite mazzate, se le subisce fino al punto di inwebetirsi così tanto è meglio se lascia perdere.

Si è tranquillizzato; quanto al fatto di disiscriversi ha detto che ci penserà. E io a tutti gli italiani (e anche agli europei in generale) rivolgo un’altra rassicurazione: se temete così tanto di essere ipersorvegliati, andate a vivere in Cina, dove la gente è davvero sottoposta a sorveglianza continua e irrifiutabile, e dove addirittura riceve una valutazione che se scende sotto certi livelli impedisce pure l’accesso a sanità, istruzione e mezzi di trasporto (il che tra l’altro spiega perché tanti cinesi scappino a gambe levate dal loro paese, ma questo è un altro paio di ma mu ma mutande…)

venerdì 18 gennaio 2019

Il Tomo delle Facce di Merda e i gombloddi inutili

Premessa: nuovo giochino del cazzo sul TFM, postare una foto di ora vicino a una di dieci anni fa. La stragrande maggioranza degli utOnti webeti del TFM sono subito accorsi a mettere in atto pure questa ennesima puttanata senza senso, e vabbe’, almeno sembra abbastanza innocua.

Qualcuno, però, ritiene che questo sia un trucchetto di Zuckamarciaberg & soci per avere più foto per addestrare i loro algoritmi di intelligenz cretinaggine artificiale a riconoscere le persone anche a distanza di anni.

Tsè. Fatica sprecata, secondo me; il gioco non vale la candela. Con tutte le miliardate di foto di sé stessi (“selfie” o scattate da altri) che i webeti pubblicano a raffica o in cui vengono “taggati” (brutta parola per una brutta abitudine) da altri webeti davvero il TFM avrebbe bisogno di un trucco così puerile per raggranellarne ulteriori?

Cari webeti, se pensate di boicottare il TFM semplicemente non aderendo a questa minchiata, lasciate perdere questa concatenazione di pensieri; se anche lo fate, il TFM non ha bisogno di quello per averne a gogò, di rappresentazioni della vostra faccia. Piuttosto, boicottate sul serio il TFM disiscrivendovi del tutto (e de-inwebetendovi un briciolino, tanto per prendere due piccioni con una fava). Questo sarebbe un messaggio serio a Zuckavuotaberg & soci.

giovedì 17 gennaio 2019

Sindrome ENNEpolare

Con enne a scelta, ma molto, molto alto.

(Questo fa parte della serie “Balubamenti vari”, ma è più generico, quindi non l’ho intitolato così.)

Non so se è schizofrenico o se semplicemente punta tutto sulla memoria da pesciolino rosso (circa 3 secondi) dell’elettorato medio italiano, comunque:

  • Pro euro nel 2012, quando diceva testualmente “La Lombardia e il Nord l'euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa”, e poi dal 2015 è diventato il più scalmanato dei No Euro, almeno fino al 2018, dove ha di nuovo girato di 180°.
  • Giù ai terroni, Roma ladrona, padagnia (o come si dice quella roba lì) libera, e tutta una serie di troiate assortite; poi, comizi al sud, via Nord dal nome di partito, via la padagnia o quello che è dal simbolo, e alé, farsi votare pure dal sud (e qui mi permetto di mettere in discussione la sanità mentale di gente del sud che s’è presa la vagonata d’insulti citata e poi ha votato il partito dei baluba).
  • No TAV fino al 2005 – e adesso è un’opera imprescindibile.
  • No inceneritori fino al 2016, e ora anche quelli sono imprescindibili.
  • Parole testuali del 2015: “Io non sopporto la spettacolarizzazione. Chiederei agli inquirenti, agli avvocati, ai magistrati, di fare tutto nel massimo riserbo e nel massimo silenzio. [...] Poi non bisogna mai esibire un catturato. Se devi portare via uno, lo porti via di nascosto, la notte.” Già, già, e poi ti va ad accogliere a Ciampino, con tutto l’ambaradan dei me(r)dia intorno, un ergastolano.

E potrei andare avanti ad infinitum a citare tutte le incoerenze del baluba e del suo partito – ma mi verrebbe un’enciclopedia, non un post.

Votate ancora baluba, gente. A quel punto, non metterò più in dubbio soltanto la sanità mentale di gente del sud che l’ha votato, ma di tutti i loro elettori in generale!

martedì 15 gennaio 2019

Terrorismo climatico (aridajje)

Siamo alle solite. Il “giornalismo” continua a sfrucugnarci i coglioni con dichiarazioni che non stanno né in cielo né in terra sul clima; dopo aver smaronato sul Grande Freddo Artico Polare Super Freddo bla bla bla, adesso (dopo POCHISSIMI giorni) la smenano su “Il 2018 è stato l’anno più caldo negli ultimi due secoli” (to’, non i canonici 150 anni? Già 200? Mah.). Record di qui, record di là – record di puttanate pseudometeorologiche. Ah, loro sì che ne sanno di metereologia!

Qualcuno più serio potrebbe dire “nel periodo tra il tale e il talaltro giorno si è verificata una temperatura anomala tra le più alte registrate dagli anni ’70 a oggi”, che sarebbe realistico, visto che dati meteorologici precisi ne abbiamo appunto da quegli anni. Continuare a sparar minchiate su “record” su periodi antecedenti agli anni ’70 non è informare la gente con dati scientifici accurati: è fare puro e semplice terrorismo climatico, basandosi sul Nulla Assoluto – perché prima di quegli anni nessuno registrava dati meteorologici precisi; tutt’al più si andava a stime basate su strumentazione del tutto inefficiente.

Ma piantatela lì una buona volta! Cominciate a fare un po’ d’informazione seria e smettetela di andare a caccia della vendita, dell’ascolto o del clic a tutti i costi!

venerdì 11 gennaio 2019

In che cazzo di società di merda viviamo

L’ennesimo segno dei tempi. Come si legge in questo articolo, una poveretta è entrata in una pizzeria in un paesotto vicino a Udine, e un coglione fatto e rifinito l’ha sentita parlare per l’ordine, ha constatato che non parlava friulano e prima l’ha corcata d’insulti, poi le ha ficcato un cazzottone in faccia mandandola in ospedale. E gli unici che hanno cercato di impedire a quello scalmanato di colpirla sono stati i parenti della vittima!

Ma si può?

Ripeto, io non lo auguro a nessuno, ma nessuno si stupisca quando noi usciamo dai nostri ristretti confini (soprattutto mentali) e veniamo accolti a pesci in faccia!

giovedì 10 gennaio 2019

Non-salvare una non-banca

Non l’hanno mica salvata, la Carige. Noooo! Anche se hanno fatto il copia & incula dei decreti di altri salvataggi di banche fatti da governi precedenti cambiando solo i nomi. Ma nooooo! Non era un salvataggio! E la Carige, ah ecco la Carige non è mica una banca, e che cazzo!

Ripeto: non ho votato questi cialtroni e mi sento preso per il culo solo una volta; se fossi un elettore di questa compagine, mi sentirei preso per il culo n volte, con n ormai molto grande. E infatti la base del “partito” (e una buona volta partisse senza ritorno!) di Ammazzacongiuntivi se ne sta pienamente rendendo conto, e sta cominciando a dare contro ai vertici e alle loro sparate sulle socialmerde.

mercoledì 9 gennaio 2019

Premio “Sunshine Blogger”

sun

Non sono mai stato un gran fanatico dei concorsi tra blogger; qualche volta posso pure partecipare. Mi ha citato Cristiana del blog Lilladoro, che ringrazio; queste sono le regole:

  1. Ringraziare chi ti ha nominato fornendo il link al suo blog – fatto;
  2. Rispondere alle 11 domande – mo’ ci penso;
  3. Nominare altri 11 blogger che dovranno rispondere alle stesse o ad altre 11 domande – per le domande, famo le stesse, va’; per la nomina, ecco, qui non ottempererò alla regola, perché non saprei chi nominare che non abbia già ricevuto ’sta catena da altri, quindi se 11 blogger mi leggono e non sono ancora stati nominati da nessuno prendano la nomina automatica da me;
  4. Informare gli 11 candidati commentando un loro post sui social o sui blog o taggandoli – mi aggancio alla n. 3; sicuramente mi capiterà di commentare qualcosa sui loro blog, ma non riesco (per il motivo citato sopra) a legare la cosa a questo concorso;
  5. Elencare le regole del premio e mostrare il logo del sole – fatto.

Ed ecco domande & risposte:

  1. Di cosa parla il vostro blog e com’è strutturato?
    È lo sfogo di un pessimista cronico nemico del “politicamente corretto”, della stupidità e della “politica” fatta sulla pelle sempre dei soliti poveracci. Quanto alla struttura, non intende essere un sito di notizie o sì che so io; non lo aggiorno nemmeno con tanta regolarità.
  2. Cosa vuol dire “passione”?
    Qui cito Cristiana, perché non avrei saputo dirlo meglio: “È il sentimento che contiene anche quel pizzico di dolore per tutto ciò di cui non si potrebbe fare a meno”.
  3. Cosa fate per rilassarvi?
    Tante cose. Ogni tanto bloggo. Leggo, mi trastullo con svariate cose al PC (inclusi videogiochi), vado in giro con mia moglie e quando capita con gli amici, ascolto musica, e altro.
  4. Qual è stato l’ultimo viaggio che avete fatto per piacere?
    La vacanza annuale che mi faccio in Sicilia; l’ultima in ordine di tempo è stata nell’estate 2018.
  5. Di solito viaggiate soli o in gruppo?
    Normalmente con mia moglie.
  6. Qual è il posto che sognate di visitare da sempre?
    Altri pianeti – ma è destinato a rimanere un sogno.
  7. Qual è stato l’ultimo libro che avete letto?
    Immagino che la domanda si riferisca a qual è stato l’ultimo libro che ho letto fino alla fine, non a quello attualmente in fase di lettura. Be’, un volumone fantasy: la quadrilogia dell’Eredità di Christopher Paolini.
  8. Qual è il vostro genere di libri preferito?
    Diciamo: i generi. Fantascienza, fantasy, i buoni vecchi gialli (Agatha Christie per me è la maestra indiscussa del genere), romanzi d’avventura (anche classici: ancora adesso mi riprendo in mano i romanzi di Salgari, anche se ho letto il suo opus magnum più di una volta).
  9. Quanto e cosa vi piace condividere delle vostre esperienze sui social?
    Io le socialmerde le evito come la peste, quindi… niente.
  10. Che rapporto avete col luogo in cui vivete?
    Pur con tutti i suoi difetti, non lo cambierei con nessun altro.
  11. Cosa vi piacerebbe che venisse valorizzato?
    Tante cose; troppe per citarle.

lunedì 7 gennaio 2019

Neuroni congelati (aridajje)

Puntualmente, come tutti gli inverni, i nostri solerti me(r)dia ci deliziano con la notizia dell’arrivo del Gelo Artico, o Freddo Polare, o Grande Freddo, in toni che neanche i film catastrofisti più pesanti partoriti da Hollywood utilizzano.

E puntualmente la gente ci casca con tutte le scarpe: code inverosimili ai negozi, ai distributori di carburanti, bla bla bla, per fare scorta in vista dell’arrivo della Catastrofe, dell’Apocalisse.

Altrettanto puntualmente, varie aree d’Italia vanno completamente a gambe all’aria per quattro miseri fiocchi di neve “inaspettata” (già, d’inverno ci si aspetta che ci siano 40° all’ombra, no?). Gente che s’incarta per una bazzecola, amministrazioni comunali totalmente sperse… bah.

Ma del resto la “catastrofe climatica” avviene anche d’estate (“L’estate più calda degli ultimi [proverbiali] 150 anni!!! e ancora !”), con gente completamente spersa, oddio oddio come facciamo il caldo la sbidiguda della tarapia tapioco!

Davvero, alla gente il neurone solitario si congela d’inverno e d’estate si squaglia come un ghiacciolo in forno. Quando si dice “Non ci sono più stagioni” non ci si riferisce al clima: ci si riferisce al fatto che se OGGI il clima è diverso da IERI la gente va già in panico, panico, va detto, accuratamente condizionato dai me(r)dia che pur di incrementare vendite/ascolti/clic fanno terrorismo climatico puro e semplice.