venerdì 22 giugno 2018

Propaganda, propaganda

Dagli al migrante porco bastardo, chiudete tutti i porti, cacciateli via, sbatteteli a mare.

Dagli al rom (per quanto se le meritino, ribadisco; ma questo è decisamente il modo sbagliato).

Cancellare tutte le cartelle esattoriali sotto i centomila euro, uah uah uah.

Via la scorta a Saviano perché è solo un quaqquaraquà.

Ecco, questo è il programma politico del maschio alfa dei baluba verdi. Propaganda, pura e semplice propaganda, di quella che va bene per intortare i webeti sul Tomo delle Facce di Merda – che poi sarebbero quelli che l’hanno votato, in definitiva.

Ma quell’emerito demente ancora non ha capito che il TFM è una cosa, la politica vera è tutto un altro paio di mu ma mutande. Essere ministro non significa affatto continuare a sparare le stesse puttanate che sparava in campagna elettorale per farsi votare (repetita juvant) da un’accozzaglia di webeti affetti da razzismo galoppante.

Ripeto quello che ho già detto nel post precedente: bisogna buttarlo giù, anche a forza bruta, prima che con la sua smania di atteggiarsi a nuovo duce unita alla sua incompetenza totale e irreversibile riesca a distruggere l’Italia più di quanto siano riusciti a fare il caimano prima e il Bomba dopo.

martedì 19 giugno 2018

Cosa si diceva sulle leggi razziali?

Non mi piace essere facile profeta in casi come questo. Col maschio alfa dei baluba verdi, che a quanto pare si è autonominato duce, si paventava il rischio della reintroduzione delle leggi razziali – e puntualmente, anche se al momento è solo una proposta da parte sua, questo si sta verificando.

Si comincia con la schedatura dei rom. E vabbe’, direte, i rom. Ma dalla schedatura dei rom si passerà molto ma molto facilmente alla schedatura di chiunque non si conformi ai ristretti schemi mentali del baluba verde. Il che vuol dire che chiunque è a rischio di vedersi schedato! Hai un lontanissimo antenato che non era di qui? Schedato. Hai un cognome non proprio italiano? Schedato.

Da qui alla reintroduzione di un pieno regime fascista il passo è breve. Qualcuno fermi, anche a forza bruta, quell’emerito demente!

giovedì 14 giugno 2018

“Inteligggenza” artificiale

Virgolette e storpiatura d’obbligo.

Auto a guida autonoma che non riescono a vedere pedoni (e li stirano), che interpretano la segnaletica orizzontale a modo loro (e si spiattellano sul divisore di uno svincolo autostradale), che non riescono a capire quando un veicolo è fermo o in movimento (e lo travolgono).

Algoritmi di “inteligggenza” che non riescono a distinguere due sciatori da un cane in una fotografia di una chiarezza lampante.

Algoritmi di “inteligggenza” (qui la mazzata va a Cisco, che li sta adottando su larga scala col suo servizio Umbrella) che non riescono a distinguere un sito porno da uno che non lo è e sul DNS aziendale mi stanno bloccando circa tre quarti dei siti a cui tento di accedere, costringendomi a lanciare una macchina virtuale con DNS diversi per riuscire a vedere addirittura siti istituzionali.

Algoritmi di “inteligggenza” inseriti in quei famosi assistenti vocali (OK-stopardiballe-Google, Alexa-la-fexa, Cortana-la-cortigiana) che prendono una banale conversazione in cui nessuno ha pronunciato la frase chiave come un ordine di attivazione, chiamano cani, porci, gatti e sorci e inviano a mezzo mondo conversazioni teoricamente riservate.

Questa “inteligggenza” artificiale sta toppando su tutta la linea. Vogliamo ancora andare avanti così? O vogliamo fermarci un attimo a riconsiderare tutta la faccenda? Ne abbiamo già a gogò di tecnologia schiavizzante, senza doverci aggiungere macchine che pretenderebbero (senza peraltro riuscirci) di pensare al posto nostro dando origine a situazioni imbarazzanti quando non sono letali.

mercoledì 13 giugno 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese?

Vabbe’, possiamo tranquillamente ammettere che il maschio alfa dei baluba verdi l’abbia fatta, e continui a farla, parecchio fuori dal vaso – non solo col caso dell’Aquarius, anche con tante altre faccende.

Ma come cazzo si permette quella merda di bresidende (sì, merita minuscola e storpiatura) francese di venire a dare lezioni a noi? Con che faccia osa accusare l’Italia di aver adottato una linea “vomitevole”?

Cioè, parla quello che manda la polizia francese a invadere la stazione di Bardonecchia (che è in Italia, porca puttana!) per dar la caccia ai migranti che sono in regola; quello che fa respingere a Ventimiglia una donna incinta e malata solo perché ha la pelle scura; quello che ha fatto sigillare tutti i porti per non accogliere migranti (e poi si lamenta che il nostro fascistone verde sigilli i nostri: giusto, ma da che pulpito!). Come ha detto Gramellini nell’articolo linkato, siamo noi a poter definire vomitevole il comportamento di uno dei nostri politicanti da strapazzo. Un pezzo di merda francese che ha combinato ben di peggio veda di stare zitto e di pensare al proprio paese!

martedì 12 giugno 2018

Programma viscerale

Hah, “programma” è una parola grossa. Quella sottospecie di “governo” (anche quello con le virgolette) che abbiamo adesso si crea i “programmi” sulla base del mal di pancia della gente. A parte la cosiddetta “flat tax” che hanno intenzione di varare per fare il solito regalo ai ricchi, perché in definitiva tanti bla bla bla ma coraggio zero nei confronti di certe persone – ma questo è un altro paio di (ormai lo sapete) mutande.

Mal di pancia numero uno di questi periodi: migranti brutti sporchi cattivi tutti criminali, chiudere i porti, mandare via, sciò, fuori dalle balle. Così si compiace la fetta di elettorato – esigua, a ben guardare – che ha votato i baluba verdi. Così si tirano anche consensi elettorali per le amministrative, eh già: mica si possono deludere tutti questi baluba o simpatizzanti col loro mal di pancia che li coglie tutte le volte che vedono una pelle che non sembra passata in candeggina!

Mal di pancia numero due (ma appena appena distaccato): vaccini assassini merda fanno prendere la patente per i pullman venire l’autismo umpa zumpa bli blo bla. Questo vorrà dire a breve revoca dell’obbligo di vaccinazione – unico provvedimento davvero furbo del governo del viceBomba, vista la tipica cazzoneria italiana “se non è obbligatorio non lo faccio” – oltre all’istituzionalizzazione della diffusione incontrastata di tutte le bufale antivacciniste. Eh già, mica si possono deludere tutti quei gombloddari antivax terraencefalogrammapiattisti sciacomicari che hanno votato grUllino. A quando l’istituzionalizzazione nei programmi scolastici della negazione totale che la Terra sia una palla come qualunque altro pianeta abbastanza grosso da esserlo?

Quale sarà il prossimo mal di pancia? La caccia ai rettiliani? Poveretti, in questo caso: i rettiliani sono estinti da mo’, dato che ho divorato l’ultimo circa quattrocento anni fa.

Comunque sia, “governare” improvvisando sul momento basandosi solo sui mal di pancia della gente ci condurrà inevitabilmente alla catastrofe. Quand’è che gli svizzeri si decideranno a invaderci e a trasformare tutte le province italiane più la Valle d’Aosta in altrettanti cantoni elvetici? A questo punto, sarebbe la soluzione meno peggiore!

(Tranquilli: ci lasceranno nella bagna, non lo faranno mai…)

venerdì 8 giugno 2018

Socialmerde e webeti

Proprio come l’accoppiata truffatore-pollo: due facce della stessa medaglia.

Prendo spunto dall’ultimo caso in cui il Tomo delle Facce di Merda l’ha fatta fuori dal vaso per distribuire un po’ di mazzate a tutte e due le parti in causa.

Sembrerebbe che un bacherozzo sul TFM abbia spinto 14 milioni di utOnti a rendere pubblici (cioè visibili a tutti senza sforzo – perché in ogni caso quel che finisce sul TFM è in un modo o nell’altro pubblico, ma questo è un altro paio di manmutande) i loro aggiornamenti teoricamente privati. Bene: giù la mazzata dovuta, obbligata, al TFM, che in tale modo – tra le altre cose – viola i principi stabiliti dalla GDPR facendo esattamente l’opposto di quello che dovrebbe.

Ma tuttavia però (E&CCFCC – humpf, non la tiravo fuori da mo’…): l’altra mazzata dovuta, obbligata, va al webetume arrembante. C’è una cazzo di iconina vicino al pulsante di pubblicazione che serve proprio a verificare se quello che si sta per sparare sul TFM dev’essere visibile a cani, porci, gatti e sorci o a categorie più ristrette. È vero che il bacherozzo del TFM ha impostato di default su “pubblico” tale opzione, ma è anche vero che basterebbe andare a cliccare su quell’iconina di merda e cambiare la modalità di pubblicazione! Basterebbe porsi la domanda “Ma questo post va bene per caniporcigattisorci o è meglio che lo vedano solo determinate persone?”.

Insomma, questo in legalese si chiama “concorso di colpa”. Sono sempre convinto, in ogni caso, che le socialmerde dovrebbero sparire senza se e senza ma; ma, appunto, questo spingerebbe anche molti webeti a mollare un calcione a quel criceto in coma farmacologico che hanno nel cranio e a tornare a pensare a quello che stanno facendo quando interagiscono col web. Soprattutto se si tornasse allo schema del “web 1.0”, dove per vederti pubblicato qualcosa se andava bene aspettavi un’ora, se non un giorno, e solo se passava le verifiche da parte del moderatore di turno.

giovedì 7 giugno 2018

Datemi dell’antisemita, se ne avete il coraggio

Cito José Saramago in una sua dichiarazione che, otto anni dopo la sua morte, è tremendamente attuale:

“Vivere nell’ombra dell’olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni… quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz.”

Non sono le parole di un pirla qualunque. E non passa giorno che non si ricevano notizie (giammai dai nostri media, eh, mi raccomando: solo dal web) di massacri nella striscia di Gaza. Però vai a toccare un israeliano! Ti volano tutti addosso con accuse di antisemitismo. Ma è evidente che si ricordano della Shoah, dell’olocausto e di tutto quello che hanno subito soltanto quando si tratta di farlo pesare al mondo intero; non se ne ricordano affatto quando si sentono in dovere di andare a macellare i palestinesi. Be’, accusate anche me di antisemitismo, se osate! Poi dovrete girare la stessa accusa anche a Saramago, che, proprio come me, non aveva nulla contro gli ebrei in sé, ma semplicemente contro la loro pretenziosità nell’infliggere agli altri quello che hanno subito loro, dimenticando uno dei precetti della loro stessa religione. Sarebbe comprensibile (non giustificabile, lo ribadirò sempre: solo comprensibile) se avessero dichiarato guerra alla Germania – ma i palestinesi non sono responsabili dell’olocausto, e vorrebbero solo vivere la loro vita in pace! Qui, oltre a non essere giustificabile, l’atteggiamento degli israeliani non è neppure comprensibile!

mercoledì 6 giugno 2018

I fascisti scoprono il loro gioco

Adesso che sono al potere – sì, proprio i fascisti con le camicie verdi: i grUllini sono ridotti al rango di zerbini – stanno mettendo le carte in tavola. Ormai ogni dubbio sulle intenzioni dei baluba verdi, nella persona del loro maschio alfa, è svanito come neve al sole di luglio. Dunque:

  • Un “ministro della famiglia” con valori ottocenteschi sulla “famiglia naturale” (che, ribadisco, non esiste in natura) e conseguente negazione di qualunque diritto, perfino all’esistenza, alle famiglie che esulano dai suoi ristretti schemi mentali – e le uniche condanne che ha ricevuto vengono dal web, che conta come il due di bastoni quando briscola è coppe a livello politico.
  • Sulla questione migranti il maschio alfa dei baluba verdi dovrebbe andare a battere i pugni a Bruxelles affinché questa cazzo di europa si decida a non lasciarci nella bagna ad affrontare il problema da soli; invece, parla di stringere alleanze col ministronzo ungherese, un tipo talmente di larghe vedute che intende dare un giro di vite all’immigrazione in qualunque forma. Questo ha innescato la classica spirale: qui si adottano provvedimenti restrittivi, l’europa ci dice “Ah, sì? Questo è un problema vostro, arrangiatevi.”, così qui si adottano provvedimenti più restrittivi, l’europa si irrigidisce ancora di più, e poi finiremo per schiantarci di brutto.
  • I migranti però vanno bene quando possono venire schiavizzati, a fare lavori di merda con orari impossibili per una paga miseranda che non basta nemmeno per sopravvivere. E poi uno di questi poveracci viene brutalmente ammazzato dagli sceriffi nostrani perché è stato beccato (oooooh!) a “rubare” lamiere in una discarica (ripeto: in una discarica) solo per rinforzare la propria invivibile baracca. Dal governo non è arrivata mezza parola di condanna per questa giustizia sommaria da far west.

Insomma, di bene in meglio, eh? E ripeto, gli elettori da mal di pancia hanno la loro buona parte di colpe – ma ormai questa è la classica lotta contro i mulini a vento: gli elettori non la capiranno mai.

Questa vignetta di Haldeyde (la linko solo: è troppo larga per il mio modello di blog) esprime in pieno la situazione in cui ci siamo cacciati.

venerdì 1 giugno 2018

Difendiamo la rete

Ennesimo attacco da parte di quei genialoidi dell’unione europea (sempre minuscole d’obbligo) alla libertà della rete. Cioè: tasse sui link delle notizie? Obbligo di filtrare contenuti? Vabbe’, quest’ultimo sarebbe quasi comprensibile, visto cosa sbatte sulla rete il webetume arrembante di questi periodi, roba che al confronto il film Idiocracy era addirittura troppo morbido; ma si arriva al punto di quel quasi, perché i fornitori di contenuti filtrerebbero troppo. No? Guardate cosa succede in Cina, per dirne una: la stessa cosa avverrebbe da noi. Quanto alla tassa sui link delle notizie: fine dei motori di ricerca, perché qualunque ricerca finirebbe per linkare delle notizie. Da lì alla censura di stato il passo è breve.

Non so quanto possa essere efficace questa iniziativa, ma un bombardamento di mail e di telefonate potrebbe spingere abbastanza di quei poltronai a cambiare idea su questa infame boiata.

Ne hanno parlato anche Cavaliere Oscuro del Web, qui, e il Rockpoeta®, qui.

giovedì 31 maggio 2018

Bufale svizzere

Chissà se sono tutte viola e fanno direttamente il cioccolato!

Open-mouthed smile

Adesso, seriamente: mi hanno passato questa bella puttanata dal Tomo delle Facce di Merda.

bufala-svizzera-post_cens

(Cliccateci sopra per ingrandirla.)

Smontiamola pezzo per pezzo:

  • La bandiera: in questo articolo di Wikipedia è spiegata l’origine, che, sì, ha a che fare col cristianesimo, ma molto indirettamente.
  • La Svizzera nell’unione europea non c’è mai entrata. Mai. Non poteva uscirne nel 2011 visto che proprio non c’è mai entrata. (Repetita juvant? Mah.)
  • Le banche private in Svizzera esistono, e comunque ben poche banche private sono sotto il controllo della famigerata famiglia Rothschild (e non Rotzchilds come ha scritto questo troll).
  • Derivati del maiale nel cioccolato? Ma quando mai. Anche ci fossero, farebbero semplicemente parte della preparazione di un prodotto per il quale la Svizzera è giustamente famosa: nessun imprenditore è così pirla da tagliarsi una fetta di mercato per motivi ideologici – uno così dichiarerebbe bancarotta dopo un mese.
  • Filo spinato sul confine con la Romania. La Romania? Già, la Romania! Uno dei due stati ha messo le gambette per spostarsi a confinare con l’altro? A me a geografia insegnavano a leggere una cartina geografica, dalla quale si evince che, almeno, la Svizzera (visto che è oggetto del post) confina con Francia, Germania, Austria e Italia, non certo con la Romania.
  • Obbligo di conoscere la lingua svizzera. Gli italiani sono a posto, allora, come i francesi, i tedeschi, gli austriaci e anche i friulani quando parlano in dialetto, visto che parliamo tutti quanti correntemente la lingua svizzera. Ricordo che le lingue svizzere ufficiali sono francese e tedesco, più l’italiano per il Canton Ticino e una lingua molto simile al friulano per il Cantone dei Grigioni.

Ci troviamo di fronte a una trollata costruita ad arte, quindi. Sì, l’italiano (per una volta) corretto, a parte l’errore – forse voluto – sul nome Rothschild indica che è una trollata bella e buona, messa in piedi per attirare quanti più webeti possibile. Tanto il webete condivisore ossessivo-compulsivo non sa nemmeno dov’è la Svizzera – e chiaramente non leggerà mai questo post.

mercoledì 30 maggio 2018

Coerenza portami via

Il Bombapartito ha detto che istituirà presidi in difesa della Costituzione e delle istituzioni per venerdì 1° giugno.

Cioè: lo stesso partito che con quel famoso referendum voleva fare carta straccia della Costituzione e trasformare le istituzioni in un dominio personale adesso le difende.

Come se un assassino si mettesse a difendere il diritto alla vita.

Ci saranno elezioni a breve, in autunno o nel caso migliore all’inizio del 2019? Be’, spero proprio che questo grande sfoggio di coerenza salti all’occhio di tutti gli elettori che ancora si ostinano a dare i voti a certi elementi. (Tsè, ma quando mai.)

martedì 29 maggio 2018

Legislatura nata morta (2)

Siamo al parossismo, qui. Adesso l’Ammazzacongiuntivi vorrebbe chiedere la messa in stato d’accusa (che, visto che non sa nemmeno parlare in italiano, ha chiamato con un termine in ostrol babig quella lingua là) del bresidende della rebubbliga (solito discorso su storpiature e minuscole…).

Ma chi cazzo sei, Ammazzacongiuntivi?

Bene, siamo perfettamente d’accordo che il bresidende l’abbia fatta un po’ fuori dal vaso, stiracchiando le sue prerogative all’estremo limite nel non limitarsi a bocciare un nome, ma mettendosi addirittura a farne lui, di nomi. Solo che l’altra metà del disastro è da imputare ai due rincoglioniti, cioè l’Ammazzacongiuntivi e il suo compagno di merende, il maschio alfa dei baluba verdi. Altri ministri nominati da capi di governo in pectore sono stati rifiutati da altri presidenti (in questo caso resta solo la minuscola); allora, il futuro capo di governo ha scelto qualcun altro e basta, fine della storia. I due cretidioti, invece, si sono arroccati su quel nome, e alla fine il capo di governo designato ha chiaramente fatto capire che a quelle condizioni non poteva continuare. Così il bresidende ha nominato chi voleva lui (ancora una volta stiracchiando le sue prerogative all’estremo limite) e l’Italia tornerà a votare in autunno.

Ma non ci sono i presupposti per mettere in stato d’accusa il bresidende! Come cazzarola possa fare l’Ammazzacongiuntivi a montare una pretesa del genere è un grosso mistero – evidentemente bisogna essere grUllini per comprendere certi (s)ragionamenti.

Comunque, vari attori vanno ringraziati per questa situazione di cui tutti gli avvoltoi in questa europa putrefatta si approfitteranno alla grande (e già lo stanno facendo): il Bomba con la sua legge elettorale sminchiata, gli elettori che hanno votato quei due partiti sulla spinta di un gran mal di pancia e, appunto, i due gran capoccia di quei partiti, che di politica, di leggi e della Costituzione non capiscono un beato cazzo ma pensano di poter fare i gradassi quando e come vogliono.

lunedì 28 maggio 2018

Legislatura nata morta

Avevo pubblicato un post sull’impasse in cui era finito il bresidende della rebubbliga (ripeto: minuscole e storpiature volute); ma era un post nato sabato e malauguratamente non comparso sul blog (grazie Blogger) fino a quando non l’ho tolto e rimesso in pubblicazione stamattina. Era disastrosamente non aggiornato! La situazione di questa legislatura si è evoluta in maniera drammatica da sabato. In pratica il capo di governo designato ha fatto un passo indietro, il bresidende ha nominato chi voleva lui – trasformando l’Italia in una repubblica davvero presidenziale, e riuscendo perfino a rendersi peggiore del suo predecessore – e le alleanze stanno andando allo sfascio. Si tornerà a votare, quindi.

A questo punto, alle prossime elezioni, al bresidende e a quest’europa marcia fino al midollo che continua a volerci imporre i suoi odiosi diktat affinché la Crucchia continui ad arricchirsi a nostre spese starebbe davvero bene se andasse su qualche forza politica davvero antieuropeista che dichiari un’uscita immediata dal sistema euro. A noi toccherebbe stringere la cinghia per un tempo indeterminato, ma l’europa senza l’Italia andrebbe a gambe all’aria dall’oggi al domani e i crucchi si ritroverebbero in braghe di tela!

venerdì 25 maggio 2018

GDPR ed effetto “al lupo al lupo”

Oggi entra in vigore quella tanto decantata GDPR. Buono l’intento di base, che è quello di definire meglio cosa sia la pràivasi (italianizzazione, come sempre voluta) e dare maggiori strumenti agli utenti del web per poterla preservare. Al momento, però, la questione sembra presentare due problemi:

  1. Ancora una volta, quella che dovrebbe essere una regola semplice da capire, di buon senso, pratica ed efficace si ritrova afflitta da un pesante formalismo burocratico, da interpretazioni ad minchiam, da norme nate troppo di fretta e furia che rischiano di renderla incomprensibile dalla gente e non pienamente applicabile.
  2. In questi giorni le mie caselle di posta si stanno inzeppando di mail da tutte le parti, con tutti i siti e servizi con cui interagisco che si stanno premurando di spammarmi ben bene (alcuni a mitraglia, più volte al giorno) sul fatto che entrerà in vigore la GDPR. Un effetto “al lupo al lupo”, un allarmismo esagerato e incomprensibile – poi la gente quando si vede arrivare tutto questo spam piglia e cestina tutto, e alla fine della fiera se ne sbatterà altamente dell’intera faccenda. Non sarebbe meglio, cari webmaster che gestite siti e servizi su web, piazzare nella vostra bella home page un’informativa chiara, leggibile, che salti subito all’occhio, ben documentata, che spieghi per filo e per segno all’utente cosa deve fare per preservare il proprio diritto alla pràivasi? Non sarebbe meglio, tanto per cominciare, disabilitare per default tutte (ma proprio tutte) le opzioni che comportano violazione alla pràivasi e chiedere esplicitamente il consenso all’utente “Vuoi attivare questa condivisione dati?”, “Vuoi che usiamo i tuoi dati per questa finalità?”, e via così? Di sicuro meglio che cagarsi in mano e bombardare gli utenti di spam riguardante la GDPR!

In definitiva, la GDPR, nata sotto i migliori propositi, rischia di divenire l’ennesimo pastrocchio creato da burocrati ignoranti come le loro mutande, e il terror panico che ha colto tutti coloro che gestiscono qualunque cosa su web rischia di renderla un atto completamente inutile e inefficace.

martedì 22 maggio 2018

Governo verde acido e ventordicesima repubblica

Abbiamo (forse) il governo con un po’ di giallo dei grUllini e un po’ di verde dei baluba – il risultato del miscuglio tra i due è verde acido, no? Tutto basato su un “contratto” con un “programma” (le virgolette sono d’obbligo per tutt’e due) destinato come al solito a rimanere lettera morta. Ma (ribadisco: forse) la montagna è riuscita dopo tanto sforzo a partorire il topolino. Sia chiaro: sono due forze in cui non ripongo la minima fiducia, e che forse messe insieme riusciranno a far esplodere definitivamente l’Italia, ma vabbe’, questo passa il convento. Possiamo solo sperare che non combinino più danni dei predecessori.

L’unica cosa che fa veramente girare i gingilletti è il fatto che continuino a insistere su questa storia della “terza” repubblica. Terza de che? Mi sono perso l’assemblea costituente, la nuova Costituzione, cerimonie, tutto quanto? Mi è sfuggito il cambio di tipo di repubblica? Mi ero già perso tutto questo ambaradan per la “seconda” repubblica? Non credo proprio. Abbiamo la solita repubblica parlamentare, con la solita Costituzione abusata, violentata e vituperata, la solita politica di sempre, mutatis mutandis (cioè: cambiandosi le mutande…). È ora di piantarla con questa piazzata mediatica della seconda, terza o ventordicesima repubblica e dire le cose come stanno.

Aggiunta: Mi sa che stanno già partendo col piede sbagliato. Hanno designato come bresidende del coniglio un tizio che era un fermo sostenitore del famigerato metodo Stamin(chi)a e che ha falsificato il curriculum. A posto semo!

lunedì 21 maggio 2018

Ancora sul caimano

Quella che affligge il caimano si può definire in vari modi: narcisismo estremo, delirio di onnipotenza, sindrome di Hýbris (o com’è spesso riportato Hubris, che è leggermente errato). Comunque, se ha almeno 3 o 4 sintomi di una lista di 14, un personaggio può dirsi affetto da questa particolare sindrome.

  1. Considerare il mondo un palcoscenico nel quale ci si ritiene sempre al centro della scena – e qui ci siamo.
  2. Ossessione oltre il semplice narcisismo per il proprio aspetto fisico – hai voglia che ci siamo.
  3. Puntare tutto sulla propria immagine pubblica – e qui vinciamo facile, eh.
  4. Autoesaltarsi, ritenersi il Più Grande Eroe Mai Esistito – sì, sì, ci siamo.
  5. “La nazione sono io” – con questa o quell’altra espressione, l’ha detto, urka se l’ha detto.
  6. Parlare di sé stesso in terza persona – sì, sì, si autocita sempre per nome e cognome, in terza persona.
  7. Il proprio giudizio è l’unico che conta, e gli altri sono tutti dei rincoglioniti – vinciamo facile anche qui, no?
  8. Corcare i propri avversari (veri o presunti) d’insulti e di disprezzo – lo fa dall’esatto primo minuto in cui s’è buttato in politica.
  9. Sentirsi investito di un mandato divino, alla facciazza dell’opinione pubblica – sì, il faraonismo è una delle sue caratteristiche, non si scappa.
  10. Sentirsi uno che “fa la storia” e grazie a questo ritenersi immune all’applicazione della giustizia – suona familiare, eh?
  11. Perdita di contatto con la realtà, obnubilata dal delirio di onnipotenza, e successivo isolamento – ci azzecca di brutto.
  12. Prendere decisioni impulsive, non ragionate – ormai ho perso il conto di tutte le volte che lo fa nel giro di una stessa giornata!
  13. Arroganza, desiderio di accentrare tutto sulla propria persona, sbattimento di palle assoluto per i dettagli e la pianificazione – c’è tutto.
  14. Non avere una visione programmatica a lungo termine – infatti.

Altro che 3 o 4 di questi sintomi: il caimano li esibisce tutti. Non è il primo, non sarà neppure l’ultimo, ma è l’esempio lampante che abbiamo sotto il naso. Ha ancora avuto la bella faccia di mandare un messaggio autoesaltatorio al presidende della rebubblica (minuscole e storpiature, come sempre, volute) qualificandosi come il miglior candidato alla bresidenza del coniglio (idem), in terza persona. Non ha la minima possibilità, ma la presunzione con cui ha ancora osato montare pretese è indicativa, non so se mi spiego.

venerdì 18 maggio 2018

Puttanate in tandem

“Contratti” per predisporre un programma di governo? Un “Comitato di conciliazione” per dirimere le liti tra i due “contraenti”? Già, così niente che non sia previsto nel “contratto” potrà essere affrontato dal “governo” che ancora una volta si beccherà le virgolette. Vincolo di mandato? Così uno vota per tutto il partito, eh? E dopo innumerevoli tergiversamenti da parte dei due “contraenti” ancora non è nemmeno venuto fuori il nome di un presidente del coniglio (minuscole e storpiatura tutte volute, ovviamente) che in questo scenario sarebbe ridotto a un mero esecutore dei termini del “contratto”. Tutto contro i dettami della Costituzione, eh, mi raccomando: anche quei due rincoglioniti all’ennesima potenza fanno parte della vasta schiera che la vuole rottamare – non sia mai che l’Italia debba subirsi le pastoie di uno scartafaccio inutile del 1948, eh.

Vabbe’, saranno pure due pivelli alla loro prima esperienza di governo; ma inanellare tutta questa serie di puttanate astronomiche dimostra che non hanno capito un cazzo né della Costituzione che invece (data la carica che ricoprono) dovrebbero conoscere a menadito, né di come può e deve funzionare uno stato.

martedì 15 maggio 2018

Bufale zombi

Dai, questa è proprio in putrefazione. Si sente la puzza lontano un anno luce!

Finalmente il disegno di legge proposto l’anno scorso diventa operativo, il Ministro della difesa Scalà ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa straordinaria che il servizio militare di leva sarà nuovamente obbligatorio a partire da novembre 2018.

Abbiamo chiesto al Ministro il motivo di questa scelta che sta facendo ribellare tutti i giovani italiani, la sua risposta è stata:
“Ad oggi non possiamo completamente paragonare in termini educativi i ragazzi italiani che frequentano le nostre scuole, a quelli che invece riuscivamo a formare ai tempi della leva obbligatoria, guardatevi attorno, il massimo della preoccupazione dei giovani di oggi è quello di prendere il maggior numero di Mi Piace sui social network, non pensano più ai veri valori alla quale eravamo legati noi da giovani, la disciplina, la famiglia e l’educazione. Con questo disegno di legge, grazie alla leva obbligatoria, vogliamo ricordare ai nostri giovani cosa significa vivere una vita esemplare, all’insegna dell’educazione e della disciplina:”

Il suo discorso non fa una piega, a partire dal 10/10/ 2018, i giovani di sesso maschile a partire dal 17esimo anno di età dovranno scegliere una destinazione a distanza minima dei 300km dalla residenza, dove dovranno effettuare ben 18 mesi di servizio militare obbligatorio, che sarà comunque retribuito per circa 900 euro mensili, che saranno versati dallo Stato stesso nelle tasche dei giovani al termine dei 18 mesi.

Potrebbe essere non solo un’occasione per migliorarsi, ma anche un’opportunità per i giovani di guadagnare qualcosa.
Ogni militare avrà inoltre 87 giorni di permesso da utilizzare a piacimento per tornare dalle proprie famiglie. Eventuali problematiche o esenzioni fanno segnalate nei primi mesi del 2019, entro fine Gennaio.

Praticamente ogni pochi mesi questa viene tirata fuori, spolverata, vengono modificate le date e viene di nuovo condivisa da migliaia di webeti analfabeti funzionali nonché Indinniati. Ma basterebbe già solo il nome del ministro citato, l’inesistente Scalà (che per i webeti in realtà si chiama Inculà), a far suonare un campanellino d’allarme! Questo cazzo di ministro non è mai esistito. Poi, un servizio militare così schiavistico che nemmeno sotto il regime fascista era mai stato applicato non costituirebbe un secondo campanellino?

Macché: i webeti continuano a cascarci con tutte le scarpe – e poi sempre gli stessi che di anno in anno condividono questa bufala zombi facendo montare l’Indinniazione a manetta, e che con la loro memoria da pesciolino rosso non si ricordano delle innumerevoli volte che hanno già condiviso questa puttanata con lo stesso esatto testo, date a parte.

Davvero, a tutto ’sto webetume arrembante un periodo di 18 mesi di schiavitù, con accluso divieto di utilizzare qualunque apparecchio più tecnologico di un orologio da polso a lancette, farebbe bene; ma perfino loro se la scampano.

Approfondimento su Bufale.net.

lunedì 14 maggio 2018

Popcorn?

Stiamo per assistere allo splat totale della politica italiana. Ancora una volta pensavamo di aver raggiunto il fondo con quello precedente, il Bomba-bis con scagnozzo prestanome – ma ancora una volta c’è sempre qualcuno che ci dà un badile e ci ordina “Scavate”.

Un governo grUllini + baluba verdi? Col caimano molto inopportunamente riabilitato che potrebbe addirittura avere una posizione importante? Un distruttore dell’Italia è in grado di combinar danni fino a un certo punto; tre distruttori insieme ci manderanno a picco nel giro di pochi mesi.

Questo è lo scenario a cui ci hanno portato l’astensionismo e il voto col mal di pancia di chi a votare è andato. Questo è quanto ci aspetta per i prossimi mesi prima dello splat finale: la caccia alle streghe nei confronti di chiunque abbia la pelle scura, la fine della ricerca scientifica seria in favore di tutti i ciarlatani che ci sono in circolazione (antivaccinisti in testa), la fine di quel poco che rimane di sanità e istruzione, la fine di ogni garanzia per i lavoratori (ci penserà il caimano, a questo), il ritorno di un fascismo camuffato e inefficiente, ma pur sempre fascismo. E poi fatalmente l’Italia prima della fine del 2018 farà un tonfo pauroso, e gli avvoltoi dell’unione europea (minuscole d’obbligo) le voleranno addosso per spartirsi le spoglie.

Mettersi in poltrona sgranocchiando popcorn per godersi lo spettacolo? Ma anche no: è proprio da pazzi irresponsabili, chiunque abbia proferito questa boiata (per quanto mi piacerebbe attribuirla al Bomba, in questo caso è apocrifa). È davvero ora che chiunque abbia un minimo di potere faccia qualcosa, prima di superare il punto di non ritorno!

(Stai di nuovo lavando la testa all’asino, Dumdumderum?)

giovedì 10 maggio 2018

La spirale

La sanità che funziona sempre peggio, con mancanza di personale, attrezzature e strutture, tempi d’attesa che non hanno nemmeno nei paesi del terzo mondo? L’istruzione che sta andando a scatafascio, con mancanza di personale, attrezzature e strutture (sì, anche loro), scuole pubbliche ridotte al lumicino? Benessere sociale (pensioni incluse) quasi totalmente annullato? Aziende che piuttosto di assumere chiudono o si trasferiscono all’estero, e quindi lavoro che non esiste più? Trasporti che stanno pure loro andando a scatafascio, con infrastrutture obsolete, lavori di manutenzione non più svolti, rischi in aumento? Lavoratori dipendenti (ribadisco: dipendenti) con stipendi da fame bloccati da tempo immemorabile, e senza speranza di ottenere i dovuti aumenti, e ritenute alle stelle, obbligati ad andare a mangiare alle mense dei poveri pur avendo ancora un lavoro?

Tutto ciò è figlio di tanti padri, ma su uno di essi mi appresto a rigirare il coltello nella piaga, perché basterebbe eliminare questo specifico problema per riuscire a rimediare almeno all’ultimo punto che ho citato, e dare una buona boccata d’ossigeno agli altri. Perché a pagare le tasse in Italia sono i lavoratori dipendenti, esclusivamente i lavoratori dipendenti!

Si torna al mio vecchio discorso: l’avvocato che ti chiede parcelle astronomiche per ogni minima cosa, gira con automobili che quando costano poco costano 200.000 euro (ma questa è l’utilitaria per andare a lavorare!), ha il villone astronomico più almeno un altro al mare, lo yacht da 25 metri parcheggiato a Montecarlo, e al fisco dichiara meno della più sfigata delle sue segretarie. Il commercialista che ti pippa paccate da mille per gestire la contabilità e le tasse del tuo misero esercizio commerciale, e pure lui gira col macchinone, ha ville da tutte le parti, la barca, bla bla bla, e al fisco dichiara cifre perfino sotto il limite di povertà. Il dentista che per cavarti un dente ti cava anche l’intera bocca dal conto in banca, e pure lui ha villoni, macchinoni, barche, cimp limp rav fav, e per il fisco risulta più nullatenente del più sfigato dei suoi assistenti di poltrona. Perfino l’idraulico che ti salassa per cambiarti una semplice guarnizione, che ha vilmacbarceccetera e che magari al fisco ha pure dichiarato di essere andato in negativo. Ecco, i lavoratori dipendenti pagano le tasse anche per questi soggetti. E qui stiamo cadendo nella spirale citata nel titolo; ormai siamo vicini al centro. I liberi professionisti trovano sempre più modi per evadere il fisco; i lavoratori dipendenti si trovano a pagare anche le tasse dovute dai liberi professionisti – ma allo stato queste entrate non bastano, quindi aumenta le tasse sempre solo ai lavoratori dipendenti.  Così, costoro (parlo in terza persona, ma ci sono anch’io nel mucchio) dopo aver pagato affitti o mutui, tasse, bollette, assicurazioni e tutto il resto, rimangono con a malapena il minimo indispensabile per la sussistenza, nei casi migliori. I liberi professionisti incassano effettivamente meno, perché sono rimasti in pochi a poterseli permettere – ma questo li spinge a trovare maniere ancora più efficaci per frodare il fisco; e il governo, che perde ancora più introiti dovuti dai liberi professionisti, aggiunge tartassamenti ai lavoratori dipendenti.

Badate bene che ci restano pochi mesi – mesi, ripeto – prima di spiaccicarci miseramente nel centro della spirale! Peccato che nessuna forza politica di quelle che si sono presentate alle elezioni, e nessuna di quelle che si ripresenteranno in caso anche gli ultimi colloqui al Quirinale vadano a mignotte, abbia mai inserito nei punti dei propri (inesistenti) programmi la voce “Far pagare una buona volta le tasse a chi non le ha mai pagate in vita sua”. Avevano tutti quanti paura di perdere il voto proprio di quei liberi professionisti ai quali la parola “tasse” provoca uno shock anafilattico. Ma ci restano pochi mesi; cerchiamo di goderceli come meglio riusciamo.