martedì 6 dicembre 2011

Forse magari probabilmente può darsi che sia un po' troppo presto

... per balzare alle conclusioni sull'operato del governo Monti. Suvvia, gente, si è insediato da poco, e finora non è riuscito a fare di meglio che confermare le mazzate ai Soliti Noti. C'è da sperare che dopo, passata l'emergenza, giri il cannone verso altri bersagli; ma in poco più di tre settimane cosa volete che faccia? Non è ancora nemmeno riuscito a sbrigare tutta la burocrazia che segue la nomina! Cosa gli è stato chiesto e cosa potrebbe fare:
1) Patrimoniale. Già, come no, con tutta la gente che non dichiara patrimoni in Italia. Comunque, una forma di patrimoniale è la nuova IMU (cioè la vecchia ICI con un nuovo nome), e qualche riccastro che abbia dichiarato qualche immobile ci sarà pure, spero.
2) Lotta all'evasione. La Guardia di Finanza è attivamente impegnata in questo compito fin da quando è nata; però non è facile, soprattutto se anche loro si lasciano corrompere; oltre tutto, l'introito sarebbe del tutto impossibile da quantificare.
3) Tagli alla politica. Seh, 'sti cazzi. Quando mai si riuscirà a far passare un taglio anche di un solo centesimo a un parlamento di arraffoni? Qui la vedo proprio dura.
4) Colpire Merdaset. Proprio. Con i pidiellini che ancora sono la forza più rappresentata in parlamento. Il nano bastardo ha ancora i soldi per far la guerra a Monti, se ci provasse, e per far finire di nuovo l'Italia nel mare di merda dal quale sta tentando faticosamente di emergere.
5) Far pagare le tasse alla chiesa. Sì, proprio. Sono tutti di estrazione cattolica al governo; figurarsi.
6) Misure per lo sviluppo. E calma! Quelle dovranno venire, e il governo non si fermerà certo dopo l'approvazione di questa manovra. (Almeno si spera, va detto).
In definitiva: LASCIAMOLI LAVORARE almeno qualche mese, prima di mazziarli (cosa che probabilmente meriteranno: nessun governo si salva). Consideriamo, per ora, che Monti non ha potuto fare altro che recepire richieste poste dall'Europa al suo predecessore, il quale se n'è allegramente sbattuto le palle, e che c'è ancora tempo prima che sia lui a dettare legge a Sarkiapone e la signora Merkel-facciamoci-i-cazzi-degli-altri - ricordo: Francia e Germania non hanno niente da ridere, al momento, anche se si fanno belli a spese nostre - e ci riporti sul giusto binario. Quel fottutissimo spread è tornato a livelli meno ansiogeni oppure no?

venerdì 2 dicembre 2011

Ci siete o ci fate? Abolire il denaro contante NON E' la soluzione!

Ultimamente stanno tritando i cabasisi da tutte le parti su questa menata dell'abolizione del denaro contante come panacea universale contro la corruzione e i traffici illeciti di fondi. Già, chiaro e tondo. Il contante non ha nome, le transazioni per via elettronica sì, così, risolto il problema.
Ma ci siete o ci fate? Ne capite qualcosa di come funziona il sistema o state solo sparando a cazzo per guadagnare qualche improbabile consenso?
Vediamo un po' vantaggi e svantaggi di una soluzione del genere:
Vantaggi:

(riga precedente lasciata intenzionalmente vuota)
Già: zero.
Svantaggi:
1) Le grosse bustarelle e i traffici illeciti ormai già da mo' non viaggiano più in anonime valigette nere colme di banconote; è da mo' che simili transazioni avvengono tramite canali tecnologici. Abolire il contante non bloccherebbe il fenomeno, proprio per niente.
2) L'uso di carte per pagare richiede il pagamento di una commissione più o meno grande. Cioè: vado al bar a prendere un caffè, pago con la carta e quel caffè mi è costato più di tre euro? Compro il giornale e anche lì lo pago il triplo? Non mi cuba la questione.
3) Tempi di pagamento con bancomat e carte di credito: sempre molto più elevati di quello richiesto da un semplice scambio di contante. Fikka il bancomat nel POS, avvia la transazione, fai battere il PIN al cliente, aspetta che stampi i suoi scontrini... tempo totale circa 5 minuti. Con le carte di credito è ancora peggio: tempo totale più di dieci minuti. Scambio di contanti: dieci secondi. Cioè, prenditi una giornata di ferie per comprare due cosette al supermercato oppure impiegaci dieci minuti, questa è l'alternativa.
4) Dobbiamo far sparire mercati e mercatini? Nessuno di loro potrebbe affrontare la spesa per munirsi di un POS, e soprattutto in moltissimi posti non avrebbero la connettività. Cos'è, dovrebbero dar via la roba gratis? Oppure esporre un bel cartello "La merce qui è solo in esposizione. Se volete acquistare recatevi al negozio in via Taldeitali numero zero."? (L'unico vantaggio sarebbe la sparizione di tutta questa banda di vucumprà che scartavetrano i cojoni ogni 3 x 2, ma è del tutto relativo; quelli troverebbero qualche altra maniera per scartavetrarceli, e intanto i venditori onesti ce l'avrebbero nel Qlo).
5) Mettiamo caso che s'incricchi qualcosa nel sistema: POS guasto, qualche server che si sbronza, e via dicendo. Una famiglia ha appena fatto la spesa per la settimana, e si vedono negare la possibilità di pagarla: siamo spiacenti, ma non funziona il sistema e dovete rimettere tutto sugli scaffali. Cosa fanno? Puntano una pistola alla tempia del cassiere e se ne vanno senza pagare? Oppure rinunciano alla spesa e per quella settimana tirano la cinghia?
6) Ogni volta che si usa una di queste carte ci si espone al rischio che qualcuno la cloni, con ovvie conseguenze. Dovendola usare ogni volta che c'è da pagare anche una fesseria, immaginate quanto finisca per crescere questo rischio. Il gioco non vale la candela.
7) Come la mettiamo con la gente che arriva da fuori, magari non dotata di carte elettroniche per i pagamenti? Cioè, fine del turismo internazionale? Oppure ai turisti non dotati di carta di credito offre la casa?
Allora? Conviene anche solo parlare di un cumulo di stronzate come l'abolizione del denaro contante, oppure sarebbe meglio cercare di far funzionare al meglio il sistema misto attualmente in vigore? Non so voi, ma per me la risposta a una simile domanda è talmente chiara da rendere retorica la domanda stessa. Certa gente, invece di parlare sulla spinta di un'onda emotiva, dovrebbe soffermarsi a usare la logica, valutando i pro (in questo caso: nemmeno uno) e i contro (troppi) di una soluzione del genere.

martedì 29 novembre 2011

Una vita da Pisacani

Onorevole (eeeeeh?) Pisa(cazzodi)cane, scilipidiota: si lamenta che la sua è una vita da cani, che un reddito (tra lui e sua moglie, okkay, ma questa non è un'attenuante) di trentamila euro al mese è troppo poco.
Allora, ben poco onorevole Pisa(cazzodi)cane. Mettiamo le cose in chiaro. Trentamila euro al mese sono troppo pochi? E chi vivicchia, mangiando pane e cipolle per quasi tutto l'anno, pagandosi un mutuo o un affitto, con millecinquecento? E chi deve rivolgersi agli usurai perché prende solo ottocento e non arriva neppure a metà del mese? E i pensionati che vanno a mangiare alle mense per i poveri perché con quattrocento non possono neppure permettersi di andare a fare la spesa? E tu osi affermare che trentamila al mese sono TROPPO POCHI?
Ma perché in Italia non c'è qualcuno che abbia voglia di assoldare un sicario per piantare un colpo in fronte a questi esempi di grettezza e avidità che dobbiamo pure pagare?

venerdì 25 novembre 2011

La strabufala dell'abolizione dei vitalizi ai parlamentari

Approvata in Senato (ma non passerà mai alla Camera - presentimento mio) la legge per l'abolizione dei vitalizi ai parlamentari.
Dalla prossima legislatura.
Senza toccare il pregresso.
Quanti boccaloni si stavano già sfregando le mani, oh che bello, hanno tolto uno dei privilegi della casta... ma dove? I primi che non usufruiranno del vitalizio schioderanno dal prendiperilculamento nel 2018, sempre che ovviamente la prossima legislatura non lo reintroduca, il che sarà quello che con sicurezza del 100% meno un infinitesimo avverrà. Quelli che usciranno da questa legislatura il loro succoso vitalizio se lo godranno tutto, lavorando forse un mese in cinque anni tra l'altro.
Ma chi stracazzarola vogliono prendere per il Qlo, questa banda di magna magna a ufo? Meglio sarebbe stato, a questo punto, spedirli tutti a casa. Senza vitalizio.

giovedì 24 novembre 2011

Un po' di padania grattugiata, per favore

Gianluca Buonanno (Sega Nord): "La Padania? Certo che esiste, altrimenti non esisterebbe il Grana Padano! (..) Perchè il grana padano si chiama così e perchè esiste il Gazzettino Padano? Se c'è questa terminologia significa che la Padania esiste".
Be', allora esistono anche la Gorgonzolia e la Taleggia, per non parlare dell'Asiaghia. E perché non chiamare "Fontinia" la Valle d'Aosta? E ricordiamoci di dire ai francesi che dalle loro parti c'è la Camembertia.
N. B.: lo giuro. Quando gli omini verdi xenofobi cominciarono a farsi propaganda, la padania qui e la padania là (no, non la merita, la maiuscola; non da parte mia, almeno) io ci misi quasi un anno a rendermi conto che non si stavano riferendo al consorzio di produzione del Grana Padano.

martedì 22 novembre 2011

Una risata li ha ormai seppelliti, ma tanto in profondità

La Sega Nord si è stufata. Uh uh uh. Vogliono riaprire il Pirlamento del Nord (definizione azzeccatissima da Il Senio Mormora) il 4 dicembre. Ma qual è la sede del Pirlamento? Un ristorante. E per un convito numeroso in un ristorante bisogna prenotare, no? E i segaioli hanno prenotato? Naaaaa! Il proprietario ha candidamente detto che loro sono pieni fino a Natale e oltre. Il Pirlamento è rimasto senza la sua sede "istituzionale"! A questo punto: perché spendere soldi per andare a vedere un film comico, quando la realtà batte, con ampio margine, qualunque gag comica possa inventarsi un regista?

venerdì 18 novembre 2011

Ma però ci ha tolto l'ICI, dissero i nostalgici del nano bastardo

... Già, e ha mandato in pappa i bilanci comunali, costringendo gli enti locali ad aumentare certi altri tipi di entrate, come la tassa sull'acqua e quella sui rifiuti.
Ma tuttavia però non ha messo mano nelle tasche degli italiani. Sì, come no, aumento dell'IVA, licenziamenti facili (cosa gliene viene in tasca allo stato, tra l'altro, di una boiata del genere, non è assolutamente chiaro), le pensioni alle calende greche, tagli sulla sanità, sulla cultura, sulla ricerca scientifica... devo continuare? Le mani nelle tasche non ce le ha messe; sono già vuote. Quello che intendeva fare è toglierci direttamente il sangue dalle vene, come la sanguisuga che era (e continua ad essere, aggiungo, e forse ancora peggio di prima perché adesso potrà succhiarci il sangue da dietro le quinte). Un poveraccio che pagava un'ICI irrisoria (poche decine di euro) su una piccola casa presa con un mutuo, adesso non paga l'ICI, ma si trova a pagare circa 2500 euro in più all'anno per compensare gli aumenti dei prezzi (spropositati: l'aumento dell'IVA non li giustifica - commercianti, datevi una regolata!), e non ha speranza di poter continuare a pagare il mutuo, perché domani il suo datore di lavoro potrebbe dirgli "E mo' vattene da qui, perché mi stai sui coglioni e non ti voglio più qui", né di arrivare a godersi una vecchiaia serena.
Ma tuttavia però, con ciò fosse cosa che & eziandio, con lui i treni arrivavano in orario (giuro, ho sentito pure questa!). Perché, forse che a Trenidimerda frega qualcosa di questo o quell'altro personaggio politico? Trenidimerda continua a fare il piffero che vuole con la ferrovia; da decenni, ormai, i treni arrivano perennemente in ritardo - se arrivano - e sono peggio di carri bestiame.
Ma...
Insomma. Sembra proprio che la gente non abbia capito un cazzo di niente. Alle prossime elezioni quel losco figuro si ripresenterà, e sicuramente farà man bassa di voti, perché intanto le critiche al nuovo governo Monti stanno già fioccando. Adesso non voglio fare un processo alle intenzioni; sembra probabile che molte delle misure che Monti prenderà saranno tremendamente impopolari, ma non possiamo giudicarlo prima di averlo visto all'opera. Il nano bastardo, invece, tutto il mondo l'ha visto all'opera per fin troppi anni, e ne ha un'opinione terribilmente negativa; ma tanto è impossibile guarire certa gente dalla propria cecità congenita. Dopo questa parentesi del governo Monti, buono o cattivo che finisca per rivelarsi, all'estero torneranno a dirci "Italiani bunga bunga", grazie a tutta questa cricca di nostalgici che alle prossime elezioni rivoteranno il nano bastardo.

lunedì 14 novembre 2011

E non dite poi che non vi avevo avvertiti!

Anche se, in definitiva, il colpo di coda che il dinosauro morente ha appioppato all'Italia era scontato e prevedibile. Costretto a uscire di scena prima di essere riuscito a demolire completamente l'Italia, si è ripresentato con un videomessaggio in cui annuncia che si è dimesso per senso di responsabilità, che non c'è nessuna alternativa al suo governo, insomma, i soliti mucchi di stronzate. Ma stai a vedere che riesce di nuovo a intortare i gonzi! Stai a vedere che i soliti boccaloni alle prossime elezioni (in primavera, suppongo, dopo il termine del brevissimo governo Monti) lo rivoteranno! E anche se per qualche miracolo dovesse finire all'opposizione, si è ben visto quanti e quali danni riesce a fare perfino da lì.
No, cara Italia. Per liberarti del nanobastardismo ti devi liberare del nano bastardo. E dato che la natura non si decide a porre fine alla sua ignobile vita, ci devi pensare tu, cara Italia. "Scusi, quante zollette di cianuro gradisce nella sua tazza di stricnina?"

mercoledì 9 novembre 2011

Occhio ai colpi di coda!

Il dinosauro morente sta per crollare definitivamente. Ma occhio, perché sta per ficcare l'ultimo colpo di coda a questa Italia colpevole di averlo "tradito": farà in modo di rendere oltremodo difficoltosa la nostra ripresa. Nel suo "mi dimetto dopo aver approvato la legge di stabilità" ci sono i seguenti elementi:
- Le misure per aumentare l'età pensionabile e per consentire i licenziamenti facili, così i giovani non troveranno mai lavoro e non riusciranno nemmeno ad arrivarci, all'età pensionabile;
- Misure "contra personam" per riuscire a diseredare i figli avuti con la seconda moglie, e che influiranno negativamente su qualunque eredità da ora in poi;
- Prescrizioni brevi & processi eterni, tanto per riuscire a salvarsi le chiappe dai numerosi processi che i soliti "giudici comunisti" gli hanno intentato;
- Altre inculate a scelta.
Inoltre, è riuscito nell'intento di mettere le opposizioni in crisi completa. Se non votano, lui andrà in giro a farsi campagna affermando che per colpa loro non è passata una legge che ci è stata richiesta (con un fucile puntato alla tempia) dall'unione europea, ente che si permette di dettar legge a uno stato teoricamente sovrano il quale, bontà sua, non è in grado di rispondere picche. Se la votano, perderanno un mucchio di credibilità, e ancora una volta andrà tutto a suo vantaggio.
(E poi qualcuno tra i miei conoscenti vorrebbe che io entrassi in politica? Baaah. Mi viene il vomito al solo pensiero!)

martedì 8 novembre 2011

Se ci fosse ancora bisogno di conferme...

Annunciate le dimissioni del nano bastardo: la borsa schizza, lo spread cala di botto di parecchi punti. Subito la smentita del nano bastardo: la borsa cala e lo spread riguadagna praticamente tutti quei punti. C'è ancora bisogno di qualche conferma? Nel preciso momento in cui il nano bastardo dovesse dimettersi (o cadere, a seconda di quanto si impunti a cercare di difendere una posizione indifendibile) quel fottutissimo spread tornerebbe di botto ai valori che aveva prima di questo governo, il debito si ridurrebbe quasi all'improvviso - e i poveracci si troverebbero a pagare una manovra inutile, ma ormai già fatta e rifinita, mentre quei soldi tornerebbero come al solito a fluire nelle tasche di chi non se li merita. Il nano bastardo avrebbe dovuto crollare al massimo sei mesi dopo l'elezione; ogni singolo minuto che resta ancora avviticchiato alla propria "cadrega" come una pianta d'edera a una parete è una mazzata per la popolazione italiana nel suo complesso. Comunque, se crolla adesso forse riusciamo ancora a salvare il salvabile. Spero che tutti i topi che stanno abbandonando la nave che affonda (compresa la Carlucci, perdindirindindolonzolina, la Carlucci! Il più strenuo difensore - spiacente, difensora non esiste nella nostra lingua - del bunga bunga, quella che avrebbe sacrificato la propria virtù e quella di tutte le sue parenti femmine alla causa del nano bastardo, ecco, anche lei ha abbandonato il Partito Dei Ladri) riescano a dare la mazzata finale.

giovedì 3 novembre 2011

Nano bastardo, vattene dalle palle una volta per tutte!

L'ha sfiduciato la gente, che ormai non ne può più. Lo sta sfiduciando la sua stessa maggioranza (N. B.: vedere Strapisquano sfasciare una telecamera non ha prezzo. Per ricomprarla, c'è Mastercazz.) L'Europa l'ha sfiduciato, ridendogli pure spudoratamente sul muso. Il G20 lo sfiducerà di brutto. I mercati l'hanno sfiduciato (facendola pagare all'Italia, arrrrrgh! Quel dannato spread fuori limiti ricadrà tutto sulle spalle dei Soliti Noti). E lui che cazzarola fa? Continua a raccontare barzellette! Mentre il legaiolo storpio corca di mazzate verbali i giornalisti (uau, per la prima volta da quando ha avuto l'ictus riesce a pronunciare parole comprensibili: questa dobbiamo segnarcela...). A questo punto, brutto stronzo col cervello attaccato al buco del culo: molla tutto! Vattene via dalle palle! Non trascinare l'Italia nel baratro assieme a te; questo paese la cui cittadinanza tu non meriti più da tanto ("paese di merda", ricordi?) non ha bisogno di finire all'Inferno solo per assecondare le tue ripicche personali! Ormai è quasi troppo tardi per noi; ma se schiodi forse qualche speranza ci resterà ancora.
L'appello in seconda battuta va agli italiani: dato che il nano bastardo piuttosto che mollare ci trascinerà nel baratro con lui, fermiamolo! Anche con una pistola puntata alla tempia, se è necessario, ma fermiamolo!

lunedì 31 ottobre 2011

Estiqaatsi

Estiqaatsi n. 1: Matteo Renzi e i suoi 100 punti. Alcuni condivisibili, altri no, certi solo in parte... ma la cosa importante è che vengono da uno le cui promesse valgono esattamente quanto quelle del nano bastardo: meno di niente.
Estiqaatsi n. 2: Siamo sette miliardi sulla Terra. Sì? Ma non mi dite! Con tutta la gente non censita che esiste al mondo, i 7 miliardi sono un lontano ricordo degli anni '60. Adesso saremo undici o dodici miliardi. Ma vabbe', diamo per buono che siamo sette miliardi.
Estiqaatsi n. 3: Stasera è Halloween. Hallo-che? E da quando in qua questa è diventata una tradizione italiana? Da quando è diventata un business, ecco da quando. Da quando milioni di polli ci cascano, rimpinzando di denaro sonante le industrie che ci marciano, rinunciando a mangiare ma non sia mai che si dica di no ad andarsene in giro mascherati da zombi e streghe.
Estiqaatsi n. 4: A Roma migliaia di persone intasano la circolazione e si corcano pure di mazzate. Una manifestazione, uno sciopero, una mezza rivoluzione? Anche soltanto, per quanto possa essere stupida la faccenda, una partita di calcio? Macché. Tutti a precipitarsi a fare acquisti inutili in un negozio di nuova apertura con le sue offerte strepitose, tutti a cercare di arraffare uno di quei 50 pezzi di questo e 30 pezzi di quell'altro a prezzi "iperscontati", con le virgolette d'obbligo. Ma si può essersi bevuti collettivamente il cervello fino a questo punto?
Estiqaatsi n. 5: La SIAE e l'obbligo di pagare 1800 euro all'anno per pubblicare un trailer su un blog. Non si rendono mica conto che tutta questa gente che si accolla l'onere di far pubblicità gratis a un film attira un mucchio di gente a vederlo, portando in cassa tanti bei soldini. La serrata sui trailer, da parte di tutti i siti (o almeno la maggior parte) significherà molti meno incassi, e la SIAE, che pensava di far soldoni a gogò sulle spalle dei soliti sprovveduti, si ritroverà non solo con questo mancato introito, ma anche con una perdita inarrestabile. La parola boomerang significa qualcosa, per questa gente?

Arrivederci ai prossimi Estiqaatsi.

giovedì 27 ottobre 2011

E neppure questo basta. Ma di che pasta molliccia e fetida siamo fatti?

Pensioni a 67 anni e 25 milioni di lavoratori che non avranno mai - mai - la possibilità di arrivarci, a 67 anni. Licenziamenti facili in tutti i settori, pubblico e privato. Cioè, abbiamo capito bene? Ma cosa ci vuole ancora a liberarci a forza bruta di questa cricca di avidi bastardi? In tutto il resto del mondo per molto meno hanno defenestrato i rispettivi governi. Quante mazzate sui coglioni dobbiamo ancora ricevere per darci una sveglia? Quanto in profondità dobbiamo precipitare ancora nell'abisso di merda perché ci si incazzi? Quanto dobbiamo ancora farci ridere sul muso dal resto del mondo per dichiararci stufi?

mercoledì 26 ottobre 2011

In un modo o nell'altro, ce l'abbiamo comunque nel Qlo

Il nano bastardo è stato salvato dal legaiolo storpio. (Ma va'?) Però si presenterà - sempre che si presenti - a Bruxelles senza un piano ben definito. Cioè, proprio senza un piano. Le sue uniche preoccupazioni sono, come al solito, far passare la sua legge-boiata per evitare il processo Mills, inchiappettare la sua seconda moglie e i figli avuti con lei, e ben poco d'altro. Nel caso migliore, andremo a votare in primavera.
Col porcellum.
Chiunque vada su, di destra, sinistra, centro, alto, basso, dentro, fuori, di qualunque altra dimensione spaziotemporale, sappiate che non sarà stato eletto dal popolo italiano, e che perpetuerà le storture attuali. E poi ci lamentiamo che ci ridono sul muso? Disse Amintore Fanfani: chi ha fatto la frittata ora se la mangi.

martedì 25 ottobre 2011

Non preoccuparti, nano bastardo: non stanno ridendo con te, ma DI te

Non si curano neppure più di mascherare certe reazioni sotto un atteggiamento diplomatico. Ridono in faccia al nano bastardo (e a noi, per estensione) così, spudoratamente, senza la minima vergogna. Ma questo forse serve a instillare un po' di senso civico nel nano bastardo? Serve forse a spingerlo a un esame di coscienza (ahi, che brutta malattia) e a capire che sta mandando un'intera nazione a putt a casa sua? Macché. Ridono di noi? E' colpa dei (soliti, onnipresenti nei suoi discorsi) "comunisti". Cosa contiene il suo piano sviluppo? Condoni a gogò e basta, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile che sembra la panacea in grado di curare ogni male per questi despoti europei che hanno il coraggio di imporre una linea economica a uno stato sovrano senza che quest'ultimo sia in grado - va detto - di rispondere per le rime e mandarli tutti a stendere. Cos'ha concluso l'ultimo consiglio degli impiastri? Niente, nulla, nada, nisba, zero assoluto. Cosa ci aspetta? Ma è ovvio: di farci commissariare da altri paesi europei che, oggettivamente, dovranno ammetterlo, sono messi molto peggio dell'Italia.
Rendetevi conto, gente: l'Italia sarebbe stata l'unica nazione al mondo in grado di uscire a testa alta da questa crisi; saremmo stati noi a poter dettare legge al resto d'Europa per quanto riguarda le politiche economiche. Ma questo solo se avessimo avuto al governo qualcuno interessato alla sorte del paese e non esclusivamente a salvare le proprie chiappe e il proprio patrimonio indebitamente acquisito, costi quel che costi. Adesso, l'unica speranza è che il prossimo governo, che sia tecnico o venga eletto col porcellum, dichiari brutalmente default e mandi a mignotte l'intero sistema economico europeo. Mi dispiace per gli altri, ma adesso l'Italia deve pensare unicamente a riemergere dall'abisso in cui le azioni di un unico scellerato individuo (individuo? Ma si merita ancora una definizione così garbata?) l'hanno scaraventata.

lunedì 24 ottobre 2011

R. I. P. Marco Simoncelli


Una fatalità si è portata via un grande sportivo. Noi lo ricorderemo così, un ragazzo allegro e gioioso come nella foto qui sopra. Riposa in pace, Sic.

venerdì 21 ottobre 2011

Sic transit gloria mundi

... e del resto, chi se ne sbattorum.
Questo il messaggio implicito trasmesso dalle parole del nano bastardo. Sì, proprio quello stronzetto che fino all'altro ieri si professava grande amico di Gheddafi, e che si è umiliato al punto di baciargli la mano, oggi prende simbolicamente le distanze e, con una scrollata di spalle, dice "Ah, sì? E' morto? Vabbe', uno in meno." Questa è la gran faccia da culo che da una ventina d'anni sta prendendo per fessi gli italiani (che, a quanto pare, non si meritano di meglio) e il mondo intero (il quale, da parte sua, ne ha piene le palle di questo clown pedo-puttaniere, ma, giustappunto, non può intervenire per levarcelo di torno: i panni sporchi si lavano in famiglia). Quand'è che in Italia finirà come in Libia? Perché, anche se siamo un popolo a carburazione lenta, alla fin fine esploderemo anche noi.

giovedì 20 ottobre 2011

Voglio un biglietto in prima fila per la fine del mondo

Lo spunto è la previsione di uno dei soliti svitati - tale Harold Camping, ma che vada a farsi un camping in una riserva di grizzly, dico io - che ha profetizzato la fine del mondo nientepopodimenoché per domani.
(Grasse risate!)
A dire il vero, l'aveva prevista per il 21 maggio, ma guarda un po', il 22 già dichiarava che c'era qualche decimale errato nei suoi calcoli numerologici (che ha usato, un Pentium prima serie, forse?) e che la fine sarebbe giunta il 21 ottobre. Già altre volte (nel 1988 e nel 1994, se non sbaglio) aveva dovuto arrampicarsi sugli specchi per giustificare la mancata fine del mondo.
E vabbe'. Queste previsioni lasciano il tempo che trovano; già solo il meteo è una chiara indicazione che tentare di prevedere il futuro è come cercare di leggere un testo che l'autore ancora non ha neppure immaginato. Quello che mi fa cascare le pallbraccia è il fatto che tanti bietoloni ci credono, a queste panzane megagalattiche. Ma tuttavia però (con ciò fosse cosa che): un altro aspetto di questi cervelli mono-neuronali viene subito a galla quando si pone loro una domanda fatidica. Proprio stamattina uno scalmanato mi ferma per strada sbrodolandomi tutta la serie di panzane sulla fine del mondo; io a un certo punto, mentre si ferma a pigliar fiato, gli chiedo: "Be', se domani il mondo finirà, non ti scoccia se passiamo un attimo in banca e mi fai un bonifico con tutto quello che hai sul conto corrente, vero?"
"Eeeeh? Ma che, sei scemo? E se poi il Reverendissimo Camping avesse di nuovo sbagliato i calcoli?" mi ha risposto. Cioè, ci credono al punto di andare a predicare per strada, ma non abbastanza da rinunciare a tutti i loro averi. Insomma, non so voi, ma io la leggo come ipocrisia a mille.

martedì 18 ottobre 2011

Il black bloc più grosso

Black bloc qui e black bloc là, i fatti di Roma, e via così... baaaah.
Sentite un po' cos'ha detto una volta il nano bastardo (e si capisce perché abbia tutta questa fottuta paura che lo intercettino):

"... tu capisci che siamo a una situazione per cui: o io lascio ... o facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera ... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa ..."

A questo punto chi è il black bloc più grosso? Questi idioti nullafacenti pagati da chissà chi solo per creare scompiglio, oppure un presidente del consiglio che si permette simili affermazioni? I primi meritano la galera, il secondo una condanna per alto tradimento.

mercoledì 12 ottobre 2011

Votare, oh oh

... schiantarsi, oh oh oh oh.
Per un voto il rendiconto finanziario dello stato (sì, con la solita minuscola d'obbligo) non è passato. Per un voto, il governo è andato sotto. A questo punto, due dettagli sono assolutamente chiari:
a) questa maggioranza non esiste più;
b) non hanno comunque il coraggio di spedire il nano bastardo a piantar cipolle, semplicemente perché loro stessi ci rimetterebbero la poltrona (e il vitalizio, visto che tanti di quegli scaldapoltrone a ufo non hanno completato una legislatura).
Questa è l'Italia moderna. In altre epoche, anche un margine di un solo voto contrario sul rendiconto avrebbe determinato la crisi di governo. Adesso, si andrà di nuovo avanti a colpi di fiducia, con gli scilipidioti che terranno ancora una volta a galla questo governo incapace di svolgere il proprio ruolo istituzionale.
Ribadisco per l'ennesima volta (con n tendente asintoticamente a infinito): è l'Italia a dover staccare la spina con questa gentaglia. Sono gli italiani a doversi dare una sveglia. Gente, siamo lo zimbello del mondo: vediamo di schiodarci!

giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve Jobs


Addio Steve, genio visionario. La malattia ti ha portato via a soli 56 anni. Avevi un sogno, e l'hai realizzato. Le tue innovazioni in campo tecnologico hanno dato un contributo importante allo sviluppo dell'informatica e all'informazione libera. Il mondo ti saluta, con la speranza che tu abbia lasciato la Apple in buone mani.

mercoledì 5 ottobre 2011

Wikipedia contro la legge bavaglio

Ecco il testo integrale di quello che si trova se si tenta di accedere a Wikipedia in questi giorni:



Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia


Una protesta estrema, ma necessaria. Per farla capire a certe teste di fantasupermegacazzo, l'esempio di Wikipedia dev'essere seguito da tutti i siti che si occupano di informazione in Italia. Non è detto che questa legge di merda passi, ma bisogna diminuire drasticamente la probabilità, convincendo la maggioranza più alta possibile di parlamentari a votare contro. E quale sistema migliore che oscurare per protesta siti a cui anche loro accedono, lasciando intanto gli odiati blogger a riportare la notizia "questo o quell'altro sito si è oscurato per protesta contro la legge bavaglio"?

lunedì 3 ottobre 2011

Una volta si chiamava "effetto Streisand"...

... e adesso si chiama effetto vasco rossi.
Il noto rocker Il noto cantante insomma quel coso noto lì ha avuto il bel coraggio di far chiudere un sito di satira, la famosa Nonciclopedia.
Proprio lui che ha sempre vissuto all'ombra della trasgressione, che ha prodotto versi come quelli riportati da Metilparaben a questo post, e al quale le regole sono sempre state strette, proprio lui, dicevo, non sa neppure stare allo scherzo.
Già, perché Nonciclopedia è un sito di satira, e la satira, per quanto caustica possa essere, altro non è che una semplice presa in giro, come quelle che ci si scambia costantemente tra amici, e non certo più dura di queste ultime.
Un epic fail mostruoso, non c'è che dire. E sta scatenando l'effetto opposto a quello desiderato (vedi titolo): più il coso s'incazza perché lo pigliano per il culo e dirama ingiunzioni a destra e a manca, più prese per il culo (condite con una forte dose di disprezzo, stavolta) si attirerà addosso.
Una volta di più, dimostra di essere un vero uomo di merda, nonché una nullità completa nel campo della musica. Volevi ritirarti, coso? E allora fallo! Via dalle balle! Ormai è troppo tardi per farlo senza ignominia, ma almeno così non ti darai ulteriori mazzate sui coglioni (e non andrai avanti a scartavetrarli a noi, tra l'altro).

giovedì 29 settembre 2011

Comma ammazza-blog: un post a rete unificata #noleggebavaglio

Condivido e invito tutti a condividere questo post (testo qui).

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

L'articolo completo è qui, sempre su Valigia Blu.

martedì 27 settembre 2011

Meglio tardi che mai, eh? (Ma chi vogliamo prendere in giro?)

Finalmente la chiesa prende posizione. Finalmente si rende conto che la questione morale non è un'invenzione di quei coglioni comunisti che non votano il nano bastardo. Finalmente anche quest'istituzione ipocrita e fasulla prende le distanze dal nano bastardo, pur senza mai citarlo per nome, con una serie di allusioni più o meno sottili.
Ma tuttavia però, c'è un ma, accompagnato da un tuttavia e da un però (!!!). Gli eccessi del nano bastardo erano evidenti già da mo': fin da quando è venuta a galla quella faccenda con quella rospa ciospa nonché racchia, all'epoca minorenne, che ha dichiarato pubblicamente di chiamarlo "papi". Perché la chiesa non ha già preso le distanze all'epoca? Okkei, è stata una svista, uno scivolone... e poi il nano bastardo ci è ricascato, con quell'altra troia pure lei minorenne (lo ammetto: parecchio più gnocca della Signorina Papi, ma questa non è mica un'attenuante), e la chiesa cos'ha fatto? Un beato tubo di niente. Poi sono venuti fuori eccessi a gogò, e ancora nessuna parola di condanna, niente di niente. Adesso ci pensano? Cos'è, stanno cercando di ricostruirsi un briciolino di credibilità e trovare un sassetto stabile sul terreno che sta franando sotto i loro piedi?
Non illudiamoci. Questo cambio di direzione è solo per salvarsi le proprie chiappe. All'Italia, da troppo tempo schiava di questa istituzione più dannosa che inutile, non ne tornerà una fava in tasca.

lunedì 26 settembre 2011

Pericolo - neutrini in sorpasso nel tunnel del Gran Sasso

Stamattina, mentre percorrevo il tunnel tra il Gran Sasso e il CERN di Ginevra, un neutrino mi ha sorpassato facendomi un pelo tremendo e mi ha pure mostrato il dito medio.
Ma si può essere così incivili?
Cos'hai detto? Ah, non era un neutrino, era il cervello della Gelmini. E' più piccolo di un neutrino, quindi può andare ancora più veloce. Ah, adesso capisco il dito medio.

(Leggete questo post su Il Disinformatico: è molto istruttivo - o distruttivo, a seconda dei casi.)

mercoledì 21 settembre 2011

Aridajje

Ci riprovano.
In un momendo in cui l'Italia si sta affossando con le proprie mani, in una situazione in cui dovremmo studiarle tutte per tirarci fuori dal baratro in cui siamo precipitati, in un periodo in cui la gente comune è stufa di pagare l'incompetenza di chi ci governa, l'unica preoccupazione di costoro (bunga bunga e processi del presidente del consiglio a parte) è di castrare la rete.
La disonorevole elena centemero (indovinate un po' di che partito) ha presentato un disegno di legge che obbligherebbe i provider a disconnettere chiunque sia stato accusato di download illegali. Magistratura e Polizia Postale buttate nel cesso. ISP (cioè, aziende gestite da privati cittadini) sceriffi. E basterà la semplice accusa, senza prove, senza nemmeno verificare che il tale o talaltro utente abbia scaricato qualcosa di illegale. Stiamo riuscendo a fare peggio dei francesi, gente; quasi come gli australiani. Ma in Australia gli ISP si sono rifiutati di fungere da sceriffi della rete. Spero che anche in Italia si rifiutino. Voglio poi vedere questo cazzo di governo ad arrestarli tutti!

lunedì 19 settembre 2011

La manovra che affosserà definitivamente l'Italia

Eh già. Aumento dell'IVA, eh? Se ne vedono già gli effetti. Aumento del prezzo dei carburanti. Che minkia do pupo c'entrano i carburanti con l'IVA, nessuno lo sa, perché le accise che si pagano sui carburanti e l'IVA sono due tasse completamente diverse, ma in ogni caso sono aumentati. Aumento conseguente dei prezzi al consumo, con stangate per migliaia di euro all'anno per ogni famiglia, e anche più massicce per le piccole e medie imprese. Cosa vorrà dire tutto ciò? Diminuzione - drastica - dei consumi. Quindi tutto quel che prevedevano di far entrare con questo provvedimento scriteriato non solo non entrerà, ma lascerà un buco ancora più grosso nel debito italiano, oltre a lasciare circa 59 milioni di italiani (su 60 milioni) sul lastrico.
Complimenti.
Adesso è davvero ora di dire basta. L'Italia deve dichiarare default prima che Francia e Germania ci obblighino. E a tal fine dobbiamo defenestrare questa classe politica di avidi egoisti il cui unico interesse è rimanere saldamente avviticchiati alle loro poltrone.
(Lo so, lo so, l'ho già detto e ridetto. Sarà vero che repetita juvant?)

giovedì 15 settembre 2011

Chi di merda ferisce...

Seduta sospesa alla camera per troppa puzza.
Ooops. Qualcuno ha inavvertitamente lasciato aperta una finestra facendo entrare la puzza del "paese di merda". Rosy Bindi ha sospeso la seduta, poi si è alzata, ha chiuso la finestra e ha fatto rientrare tutti. Visto? La puzza non c'è più.
(Ma quanto si sganasceranno dalle risate, all'estero, quando questa notizia - inevitabilmente - giungerà alle loro orecchie?)

mercoledì 14 settembre 2011

Mi manca qualcosa negli ultimi tempi

Dunque, cos'è che mi manca?
Le "barzellette" del nano bastardo? Naa. Quelle continuano imperterrite.
Le figure di merda a livello mondiale? Naa. Ormai la cosiddetta "autorevolezza" sta facendo il giro del mondo.
Le arrampicate sugli specchi del nano bastardo per sfuggire ai processi? Sì, come no. Riesce pure a scappare dai processi in cui teoricamente sarebbe parte lesa.
Le inculate alla fascia più debole della società - lavoratori dipendenti e pensionati? Naaaaaa. Con quest'ultima manovra, che alza l'IVA, uccide lo statuto dei lavoratori & compagnia cantante, l'inculata sta proseguendo indisturbata.
Ma allora, cos'è che sta mancando alla grande?
Ah, ecco cos'è: lo strombazzamento mediatico su tutti i canali di quanto il nano bastardo sia benvoluto, di quanto il 200% degli italiani lo ami, di quanto abbia i consensi anche degli italiani non ancora nati, di quanto sia il miglior presidente del consiglio dal Precambriano a oggi. Manca il costante sventagliare di sondaggi ventiquattr'ore al giorno trecentosessantacinque giorni all'anno (aggiungere uno per i bisestili).
E' proprio giunta l'ora di rimediare a questa lacuna, perché il nano bastardo senza sondaggi non è completo.
(Ringrazio come al solito Non leggere questo blog! per essere sempre "sul pezzo", come si suol dire)

Fiducia nella maggioranza:

 Fiducia nell'operato del governo:

Fiducia nel nano bastardo in persona:

Ecco, questo è il pezzo che mancava. Ora il puzzle è completo, che ne dite?

martedì 13 settembre 2011

Forse che Madonna è 'nu poco leninista?

(Tutte queste citazioni sono tratte da Non leggere questo blog! che le ha riportate integralmente.)
Dunque, Madonna (sì, la famosa cantante e attrice italo-americana), interpellata sul nano bastardo, ha risposto candidamente: «Cosa penso di B.? Non vorrei parlarne adesso. Ma il settimanale inglese Economist ha detto già tutto, no?» riferendosi all'inadeguatezza di quel personaggio (che "ha fottuto un'intera nazione") a governare.
E fin qui...
Ecco le reazioni di noti esponenti del partito dei ladri:

Daniela Santanchè (ovvero la Signora Suca):
Madonna ha offeso milioni di connazionali ... A questo punto spero che il suo film se lo veda da sola .... va contro la scelta democratica di milioni di italiani che hanno voluto e votato con convinzione questo Governo .... Mi dispiace che Madonna usi queste parole nei confronti dell'Italia. Dispiace che sia proprio un'italoamericana a giudicare così negativamente il suo Paese. Mi auguro a questo punto che gli italiani pensino di lei quello che lei pensa di loro e che, quindi, il suo peraltro stroncatissimo film se lo veda da sola ... Quello che fa più male è che queste celebrità siano particolarmente attente a lanciare i loro prodotti e, senza scrupoli, facciano il loro marketing sulla pelle degli italiani.
Già, già. Per aver espresso il suo giudizio su UN italiano, che dopo le sue ultime parole ("paese di merda") non è nemmeno più degno di essere considerato tale. 

Carlo "Morte ai gay" Giovanardi:
Il pensiero politico di Madonna non conta nulla. Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati. Tra l'altro, la signora Ciccone è apertamente per le famiglie omosessuali, quindi schierata palesemente contro la nostra cultura e la nostra Costituzione che non prevedono famiglie gay.
Bravo, bella risposta. Completamente fuori tema. Che minkia do pupo c'entrano, adesso, i gay, con la semplice frase di Madonna?

Gabriella Carlucci (la scema della famiglia):
Mi dispiace moltissimo che Madonna abbia avallato le tesi dell'Economist, tra l'altro in un Paese come l'Italia che la adora. Evidentemente ha un ufficio stampa comunista che le ha detto di dire così per farla uscire meglio sui giornali comunisti. Quello di Madonna è un comportamento molto scorretto, da lei non me lo aspettavo. È stata certamente imbeccata.
Vede rosso dappertutto, poverina. Dev'essere un effetto collaterale del botox.

Massimo Corsaro (il nome è tutto un programma):
Cosa vuole che contino le idee politiche di una cantante? E' forse una politologa? Una sociologa? Sono solo dei privilegiati che snocciolano giudizi forse per farsi pubblicità ... Se il Pdl teme gli attacchi di Madonna? ... No, nessun pericolo. Al massimo toglieremo qualche suo disco dai nostri scaffali.
Come se conoscesse Madonna - o la musica in generale. Ha ha ha!

Mi pare ovvio che costoro, senza il nano bastardo, sarebbero in mezzo a una strada o quasi. Attribuire le loro opinioni alla popolazione italiana nel suo complesso, però, è un po' esagerato. Per quanto la signora Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, non mi sia mai stata troppo simpatica (non me ne voglia, per favore) penso proprio che questa volta sia stata lei ad esprimere il pensiero ormai dominante. E poi: non una parola in difesa dell'operato del nano bastarso: solo farfugliamenti contro chi lo stronca. Mi sembra un modo di reagire piuttosto infantile, come fanno i bambini dell'asilo quando qualcuno li attacca: "Gnè gnè gnè, tu sei più brutto di me". D'altronde, ho già dedicato alcuni post all'infantilismo della politica italiana.

lunedì 12 settembre 2011

Me' cojoni!

Ecco le ultime sul nano bastardo:
-  Angela Merkel sarebbe "una culona inchiavabile";
-  A Bruxelles ci è andato non perché l'hanno convocato: ha chiesto lui di andarci. Tanto per continuare ad applicare la sua bella leggina di merda sul fottuto (il)legittimo impedimento, anche se l'Italia gliel'ha fatta andare di traverso. E pensare che in questo processo si sarebbe addirittura presentato come parte lesa. Cioè, la sua coda è talmente di paglia che nemmeno quando non è lui dalla parte del torto si avvicina ai giudici!
-  Non usa il cellulare per non essere intercettato - hah - ma per fare chiamate e inviare messaggi usa delle SIM intestate a (udite udite) narcotrafficanti colombiani! C'è qualcosa che non mi quaglia in tutto ciò.
-  Continua a insistere sul fatto che la sua manovra non mette le mani nelle tasche degli italiani. Be', ormai le tasche sono vuote; quello che sta mettendo è un grosso cazzone (protesico, ovviamente, ma fa male lo stesso) in culo. E tutto per vendicarsi del fatto che gli italiani gli abbiano fatto capire chiaro e tondo che di lui ne hanno le palle piene. "Abbiamo lavorato bene", la manovra è stata "la più equa possibile" e "ha salvato l'Italia", ma vaffanculo!

giovedì 8 settembre 2011

Di cosa può (e deve imparare a) fare a meno l'Italia

1) Tutta la sua attuale classe "politica", con le virgolette d'obbligo. Tutta. Inclusi grillini, dipietrini e tutte queste correnti "alternative-di-'sto-par-di-balle". Abbiamo davvero bisogno di qualcosa di nuovo, facce diverse dalle solite, un vero programma, non di questa cricca di magna-magna buoni solo a rimanersene ben incollati alle loro poltrone.
2) L'euro. L'idea di partenza era buona, ma ormai per l'Italia l'euro si sta trasformando in un cappio al collo. Dichiariamo default una buona volta per tutte, usciamo dall'euro e torniamo a battere moneta per conto nostro (non le vecchie lire, prego: qualcosa di nuovo, e possibilmente qualcosa di solido) ripartendo da zero.
3) Il calcio. Sì, proprio. Ormai chi gioca a calcio non lo fa più per passione, ma solo per poter guadagnare milionate all'anno; in più, è l'unico sport (parola grossa, lo so) che ispiri un così alto grado di violenza. Giocatori che insultano arbitri e tifoserie, tifosi che sfasciano vetrine e danno fuoco ad automobili di poveri cristi che non c'entrano un tubo... basta. Che gli italiani si appassionino a qualche altro sport!
4) vasco rossi. Sì, proprio il famoso rocker. Eeeh? Ho detto rocker? Ma quando mai quel cocainomane alcolizzato è stato un rocker? Insomma, volevo dire il famoso cantante. Cooosa? Ho detto cantante? Ma quando mai è riuscito a mettere una dietro l'altra due note, diconsi due, senza sgangherarle peggio del raglio di un asino (il quale, da parte sua, non ha altra scelta che ragliare)? Per non parlare dei testi, incomprensibili al punto da non sembrare neppure scritti in italiano. Come hanno fatto milioni di italiani ad appassionarsi di un rottame del genere? Questo indica chiaramente quanto sia caduto in basso il livello culturale del nostro paese! Risolleviamoci, su!
5) I realitisciò (si scrive così, nevvero?). Di reale non hanno un tubero di niente; sono situazioni completamente artefatte, con una serie di personaggi che recitano un copione già scritto - fin quando ci riescono, a recitare; a un certo punto, le battute scritte vengono bellamente dimenticate e si passa a insulti e bestemmie. Che bella immagine l'Italia dà di sé all'estero, con questi realitisciò! Sempre a proposito del livello culturale, in ogni caso.
6) Quelle merde di SUV con gli arroganti qualunquisti che li guidano. A partire da lapo elkannbastard, l'esempio più lampante, che ha osato lasciare il suo bel SUV color merda & putrefazione sulla linea del tram per più di mezz'ora, paralizzando il traffico (e i vigili che cazzo stavano facendo, a proposito? Ci voleva tanto a chiamare un carro attrezzi e rimuovere l'ostacolo, appioppando al proprietario anche un bel multone più le spese di rimozione? Tanto, a quel topo di fogna, con tutti i soldi che ha, una sanzione del genere fa una pippa). Ma di lapo elkannbastard ce ne sono milioni, sulle strade. Tornate a guidare utilitarie! Forse capirete che sulla strada ci sono anche gli altri!
7) Tanti enti pubblici non solo inutili, ma pure dannosi. L'ISTAT è uno di quelli: a sentir loro, l'inflazione è bassa e siamo tutti ricchi; poco conta che la maggior parte della gente ormai non riesca più nemmeno ad arrivare a fine mese. L'AGCOM è un altro; l'Italia non ha proprio bisogno di farsi censurare Internet alla maniera cinese. E poi: garante di questo e di quello, autority per questo o quell'altro, e compagnia cantante. Se dobbiamo cominciare a tagliare gli sprechi, questi sono macroscopici. Come? Ah, sì. Mi comunicano dalla regia anche tutte quelle provincette del Qlo nate dal 1992 in poi: che cazzo ce ne facciamo? Che tornino a far parte delle province da cui si sono distaccate!
8) Le missioni militari "umanitarie" all'estero. Oltre a metterci decisamente in cattiva luce, sono un tremendo spreco di denaro. Dobbiamo richiamare i nostri ragazzi che vanno a morire all'estero per ottenere un grosso niente e tagliare un po' su questo genere di spese.
9) La chiesa. L'Italia deve rendersi conto di essere uno stato laico, e che tutte le religioni sono riconosciute a pari dignità; soprattutto, l'Italia deve liberarsi di una schiavitù protrattasi per troppo tempo e piantarla di sprecare risorse - a dir poco - in nome di una semplice ideologia, né più né meno importante di tutte le altre. In ogni caso, dobbiamo liberarci di un ente costituito quasi integralmente (senza il quasi ai livelli alti) di ipocriti buoni a predicare la povertà altrui per aumentare ciò che entra nelle proprie tasche.
10) Altro mi verrà in mente, poco ma sicuro.

Sette volte sette

Il governo pone la quarantanovesima fiducia, stavolta su quella schifosissima manovra che alza l'IVA, riduce in brandelli lo statuto dei lavoratori e annulla tutte le speranze dei lavoratori di andare in pensione (con la conseguenza che, se i vecchi non possono schiodare, i giovani non troveranno mai più lavoro in Italia e saranno costretti a emigrare in massa all'estero). La quarantanovesima fiducia che questo governo pone. Già, in tre anni di governo. A questo punto, l'appello al Presidente della Repubblica si fa pressante: un governo che continua a privare il parlamento (quei mille mangiapane a ufo avviticchiati alle loro poltrone a qualunque costo, sapete) delle sue funzioni a colpi di fiducia non può essere ritenuto degno di reggere le sorti di un paese. Un governo serio (e questo, ribadisco, è un governo, non un governo serio) non dovrebbe porre la fiducia neppure una singola volta nel corso del proprio mandato. On. Napolitano, la preghiamo, la supplichiamo, la imploriamo: sciolga queste camere inutili e mandi a spasso questo governo ridicolo una volta per tutte!

lunedì 5 settembre 2011

La morte del lavoro in Italia

L'attentato allo statuto dei lavoratori è davvero l'ultima goccia.
Ma stiamo scherzando?
Le aziende potranno stringere un accordo coi sindacati per avere la possibilità di licenziare senza giusta causa? Così magari un padre di famiglia che fatica ad arrivare a fine mese si troverà di colpo sbattuto in mezzo a una strada magari solo perché sta antipatico al suo capo? Una madre di famiglia con parecchi figli a carico e senza più il marito si troverà a dover vendere la propria virtù lungo i marciapiedi solo perché ha rifiutato di darla via gratis al suo superiore ovviamente uomo? A questo bisogna giungere in Italia?
Basta. Tanto per cominciare, ci sarà lo sciopero di domani. E poi gli italiani dovranno decidersi, una buona volta, a darsi una svegliata. L'attuale classe politica va defenestrata, tutta, nel suo complesso, e completamente sostituita con persone che davvero abbiano a cuore l'Italia e non solo il bunga bunga e la propria immunità ai processi.

venerdì 2 settembre 2011

Era una battuta? Se è così, non faceva proprio ridere

Parole mille volte ripetute del nano bastardo: "Vado via da questo paese di merda".
Stava raccontando una delle sue solite "barzellette" da far cadere le pallbraccia? Era una boutade? Era serio?
Mah. Dai coglioni non si è ancora tolto, quindi propenderei per la tesi della battuta malriuscita. In ogni caso, se da un paese di merda la merda va via, il paese non sarà più di merda, giusto?

Aggiornamento del 5 settembre 2011
Se non altro, il nano bastardo ha ottenuto un record da Guinness: è riuscito a far sì che tutto il mondo sappia che lui ritiene il suo stesso paese "di merda". Questa è la cosiddetta "autorevolezza" dell'Italia all'estero. Dobbiamo davvero andare orgogliosi di essere lo zimbello del mondo per colpa del suo peggior rappresentante dal Pleistocene ad oggi! 

Aggiornamento 2 (stessa data)
Alla facciazza di tutti quei poveri illusi che ancora credono alle favole, quel "Vado via..." si è trasformato nella ricandidatura a presidente del consiglio per le elezioni del 2013. Cioè, vai lamentandoti che la tua nave è una bagnarola marcia e piena di sterco e poi vuoi di nuovo metterti al timone? C'è qualcosa che non mi quaglia, qui.

giovedì 1 settembre 2011

Così non si può proprio andare avanti

Basta. Non possiamo più continuare ad affidarci a un governo il cui unico interesse è fare tutto il possibile per salvare le chiappe al presidente del consiglio (con le solite minuscole d'obbligo) e al quale del popolo di cui fa parte - e che l'ha, in un modo o nell'altro, piazzato lì - non gliene può fregare meno. La crisi non vista, questa manovra la quale altro non è che un giocare a Monòpoli (o Monopoly, visto che hanno ripristinato la denominazione originale) con l'Italia e gli italiani, il voler tenere l'Italia sotto costante campagna elettorale... basta! Rivolgo un appello all'Unione Europea: fate qualcosa! Commissariateci, conquistateci, oppure obbligate il Presidente della Repubblica a sciogliere le camere e nominare un governo tecnico il cui compito sia: a) modificare radicalmente la legge elettorale; b) ridurre il numero e lo stipendio dei politici, dai consigli comunali fino al parlamento (sempre con la minuscola); c) ridurre brutalmente la burocrazia; d) dichiarare il default e ripartire da capo col debito pubblico azzerato. Ma, vi prego, non lasciate che l'Italia continui ad affossare sé stessa fino a trasformarci in qualcosa di peggio dei paesi del Terzo Mondo. Salvate gli italiani da quell'esigua percentuale di loro stessi che continuano a tartassarli. Noi non ne siamo in grado, o l'avremmo già fatto; salvateci dalla nostra stessa sindrome della pecora.

mercoledì 31 agosto 2011

(Dis)onore al (de)merito

Questa me la stavo proprio dimenticando...
Qualche post fa, mi ero brutalmente illuso che finalmente il legaiolo storpio avesse trovato la via per redimersi in extremis, o che, cinicamente parlando, avesse trovato la maniera per svincolarsi in extremis dalla dipendenza assoluta dal nano bastardo e salvaguardare così quel poco che gli resta di credibilità.
Macché.
Tanti mucchi di bau bau bau, poi quando il nano bastardo alza il dito indice per ordinargli di strisciare e di leccargli l'orifizio cacante, il legaiolo storpio non alza il dito medio in risposta, oh no. Il legaiolo storpio scodinzola tutto felice, "grande padrone comandare schiavo obbedire", e il "Non si toccano lavoratori e pensioni" diventa l'ennesimo palo nodoso piantato nel culo sempre dei soliti. Grazie all'ennesimo voltafaccia del legaiolo storpio, adesso l'età pensionabile viene alzata, chi ha fatto un anno di servizio militare obbligatorio (cioè, farsi un anno di schiavitù guadagnando sì e no 150 mila lire al mese, roba da non riuscire nemmeno a pagarsi le sigarette se si è un fumatore) non se lo vede più nemmeno riconosciuto, chi si è fatto 5 anni di mazzo all'università dovrà lavorare fino a quando non sarà decrepito perché anche questi anni non saranno più conteggiati.
Vaffanculo, legaiolo storpio. Beccati un altro ictus e levati definitivamente dai coglioni!
N. B.: la manovra non è ancora passata. Il nano bastardo e i suoi lucidatori anali a lingua hanno ancora tutto il tempo di peggiorarla ulteriormente.

martedì 30 agosto 2011

Considerazioni su uno sciopero del quale non me ne fregherebbe un tubo

Eh già, però ho dovuto cedere alle insistenze e farci un post.
Parlo dello sciopero dei calciatori di serie A, che hanno fatto slittare di una giornata l'inizio del campionato. Ora, ho smesso di preoccuparmi di cosa fanno in quell'ambiente quand'ero bambino; il calcio italiano è gravemente malato fin nelle sue radici e sarebbe tanto bello se l'Italia si decidesse ad appassionarsi a qualche altro sport, più povero ma più genuino - e ce ne sono a bizzeffe, credetemi. Ma tuttavia però, con ciò fosse cosa che... ahem. Due parole su questo sciopero fasullo come il calcio stesso.
Poverini. Scioperano, loro.
Per scioperare, però, bisognerebbe: a) aver lavorato almeno un giorno, dicesi uno, nella propria vita; b) cercare di mantenere una famiglia, pagare affitto/mutuo, bollette e manutenzione della casa, più tutte le spese varie, con uno stipendio da mille euro al mese. Vabbe', qualcuno potrebbe smenarmela che la preparazione atletica di quei tizi richiede un duro impegno e bla bla bla, ma anche un corridore (a piedi o in bicicletta), uno sciatore di fondo, un nuotatore, e tanti altri si fanno un mazzo tanto, per guadagnare al massimo (se sono degli assi) una medaglia e un po' di congratulazioni. Quei fighetti che scendono sul campo di calcio pigliano quindici o venti milioni - milioni! - solo per mettere la loro firma sul contratto, più cinque milioni all'anno di stipendio sul quale non vogliono nemmeno pagare le tasse (ribadisco: poverini) e bonus vari. E si permettono di scioperare? Vabbe', a questo punto che scioperino pure. Per il resto della loro vita. Si godano quei quindici o venti milioni di ingaggio - ne hanno da vivere nello stralusso fino alla vecchiaia - e si levino dalle palle. Lascino spazio a calciatori più giovani, meno avidi ed esosi, dotati di tanta sana e buona passione per il gioco (e non per gli zeri sul conto in banca), che rivitalizzino un'attività la quale al momento attuale è quanto mai lontana dalla definizione di sport. Ma la piantino di tritare le palle e piagnucolare sulle condizioni dei loro contratti, visto che sono i personaggi più dannatamente strapagati, stracoccolati e straviziati dell'intero pianeta!
Spero di essere stato chiaro. Chi ha orecchi per intendere...

lunedì 29 agosto 2011

Informazzzzzione

Basta, non ne posso più degli organi di informazione ufficiali esistenti in Italia. Non ne posso più di dover andare a cercare le notizie su Internet, quando sarebbe molto più semplice ottenerle da un TG o da un giornale. No, nulla contro le notizie su Internet; ma ci si rende conto, gente, che tre quarti della popolazione italiana non sa nemmeno da che parte accedere a Internet? Circa quarantacinque milioni di italiani vengono costantemente tenuti nella disinformazione più globale, solo perché non possono - o non vogliono, spesso per mancanza di conoscenza specifica - accedere alle vere notizie. Gniùz dell'ultimo periodo:
- L'uragano Irene, la peggior catastrofe climatica dopo l'asteroide che ha contribuito all'estinzione dei dinosauri (e adesso è declassato a "tempesta tropicale", roba che agli USA, dopo l'uragano Katrina che ha affondato New Orleans, fa una pippa); in ogni caso, questo fa semplicemente parte del terrorismo climatico con cui ci stanno perfino facendo venire il terrore di uscire di casa per andare a lavorare al mattino;
- Notizie di cronaca nera: quel militare che ha ammazzato sua moglie, e giù ad andare a scavare a fondo nella sua vita, in quella dei suoi parenti fino al ventiduesimo grado, ai suoi amici, ai parenti e amici dei parenti e amici, e via così. Oppure: quell'altra ragazza uccisa parecchio tempo fa dallo zio / dalla zia / dalla cugina / dalla zia e la cugina / dallo zio e la zia / da qualunque altra combinazione di questi tre, incluso l'en plein. Ma kissenestrabatte! Meno male che l'infanticidio avvenuto in quel paesino di montagna parecchi anni fa è ormai svanito dalle coscienze collettive! Ma è possibile che in Italia siano avvenuti, negli ultimi tempi, solo questi due omicidi più qualcun altro sparso qua e là? In Italia, ogni giorno qualcuno muore ammazzato! (Intenzionalmente non ho fatto nomi; non voglio contribuire a fare ulteriore pubblicità a questa quasi infinitesima percentuale di omicidi a cui hanno attribuito un'importanza davvero spropositata.)
- Sempre sulla cronaca nera: avete notato che, quando parlano di un incidente stradale, vanno a cercare il pelo nell'uovo? Marca e modello, e perfino la versione e gli allestimenti, delle macchine coinvolte, ma non solo: dati anagrafici, nazionalità, sesso, religione, idee politiche, tutta la vita passata, presente, futura delle persone coinvolte. La notizia non è (per puro, ipotetico esempio) che un pirata della strada ubriaco viaggiava contromano in autostrada e ha cilindrato una macchina con cinque persone uccidendone quattro e mandando in coma la quinta: la notizia è che Tiziu Caiu, rumeno (non ce l'ho coi rumeni; ho usato la parola per specificare che sono i più colpevolizzati in assoluto, ma ho visto pirati della strada di ogni nazionalità, in ogni caso per la maggioranza italiani qui in Italia) di xx anni, nato , vissuto , che svolge il tale lavoro dal tale anno e prima faceva questo e quell'altro, di religione minchiadopupiano (!!! chissà se riesco a lanciarla?), alla guida della sua vettura Sgruntus Kukugnaus 2.857 tubbodisel a 17 cilindri color verde putrefatto coi sedili in pelle e il navigatore satellitare Tontolon XW12345, ah già, e i tappetini verdi a macchie rosse con due pelucchi storti, ha cilindrato, al chilometro X + YYY metri e 35 centimetri dell'autostrada Dalì-Alà, viaggiando nella tale direzione, appena prima del cartello indicante la direzione Perdiquà, una Sgniat Orsobruno 1.625 CXiii rosa confetto con climatizzatore iperautomatico, ESP3 e schermo televisivo 5D, ah, oh, sì, col sedile posteriore divisibile in 4, su cui viaggiavano - basta, mi sono stufato e credo di aver reso l'idea.
- Notizie estere. Sono già tutti lì che ballano e cantano per la fine di Gheddafi, alé oh oh, il dittatore è morto o fuggito e la Libia conoscerà una nuova epoca di pace e prosperità. Ma siamo sicuri? Non state uccidendo la pelle dell'orso prima di averlo venduto (locuzione storpiata ad hoc)? Gheddafi è ancora lì che bombarda i civili, a quanto mi risulta, nascosto chissà dove, e tra l'altro a lui dei suoi figli non gliene può fregare meno: crepino con gli altri, a lui basta salvare la propria pellaccia.
- Notizie di sport. Parlano dei seguenti sport: calcio, calcio, calcio, calcio, calcio, calcio e calcio. Ah, sì, c'è anche il calcio. Oh, scusate, stavo dimenticando il calcio. E però c'è anche il calcio, seguito dal calcio, e mettiamoci pure qualche notizia di calcio. Come dici? Calcio? Bene, allora aggiungiamo il calcio. Manca ancora qualcosa? Ah', sì: il calcio. Di tutti gli altri sport parlano una volta ogni tanto, quando magari ci sono le Olimpiadi o i mondiali di categoria, o (per il ciclismo) grosse corse a tappe come il Giro o il Tour (e la Vuelta? Mah...), eventi che non possono proprio essere ignorati. Ma, passata la festa, gabbatu lu santu. Cosa fa, per dirne una che mi ha proprio fatto cascare le pallbraccia, Federica Pellegrini quando non è impegnata nei mondiali o nelle Olimpiadi? Passa da un amante all'altro, a dar retta alle testate giornalistiche. Non è che si allena o partecipa a qualche garetta, così, tanto per rimanere la record-girl che è? Naah.
- Non esprimo commenti sulle notizie di politica che le nostre testate giornalistiche passano. Si commentano da sole, sempre che chi le segue sia dotato di un po' di buon senso e abbia seguito anche le notizie sul web.
- Quando non sanno più come tappare i buchi tra le minchiate testé descritte e le testate sportive calcistiche (qui parlo specificamente della televisione), di cosa parlano? L'ultima moda di scarpe per gatti, bimbi-calamita, la commovente storia della tartaruga con tre zampe, e ghuossipp a gogò, quel tale VIP visto con l'amante nel tale posto, quanti chili di cacca fa il bimbo del talaltro VIP, quante zecche hanno trovato nel pelo del cane di quel tale VIP morto (il cane) ventisei anni fa. Se non altro, i giornali si limitano a riempire lo spazio con inserzioni pubblicitarie a piena pagina quando non hanno tante minchiate da raccontare.
Ho dimenticato qualcosa? Fatemelo sapere. Bene, questa è l'informazione ufficiale in Italia. E poi ci si chiede perché tanti (me in prima linea) comprino il televisore ultimo modello soltanto per guardarsi i film in 3D su blu-ray? Io ringrazio che ci sia ancora Internet; ma chissà per quanto. Prima o poi troveranno il modo di lucchettare ben bene anche il web - anche se, Cina docet, quel che l'uomo chiude a chiave altri esseri umani trovano sempre la maniera di riaprire.

mercoledì 10 agosto 2011

Onore al merito

Be', per una volta l'unico a dirne una giusta è stato Bossi. Non si toccano i lavoratori e i pensionati, ha detto. Qualcosa che nemmeno l'opposizione è riuscita a fare; in realtà hanno accettato questa porcata della BCE con un sorriso in volto, come se fosse la miglior scelta possibile. Duole dirlo, ma per una volta devo essere d'accordo col leader legaiolo. Dobbiamo piantarla di essere ostaggio di Francia e Germania, che le loro fasce deboli non si sognano di toccarle, ma impongono all'Italia di massacrare le proprie. Basterebbe una vera lotta all'evasione fiscale per risanare il nostro debito, quello greco, e magari anche quello spagnolo. Ma è la popolazione a doversi dare una svegliata e prendere a calci questa classe politica totalmente succube alle politiche economiche di Francia e Germania.

martedì 9 agosto 2011

Alla fin fine, nella merda ci siamo finiti tutti

C'era una gran massa di gente che ancora si ostinava a votare il nano bastardo, per tutte quelle belle promesse che tra l'altro non ha mai mantenuto. Certi pensionati che in vista di quei pochi euro in più sulle pensioni (pochi euro mai visti, va detto) continuavano a dare il loro voto a quel demente. Certa altra gente che pendeva dalle sue labbra, che votavano il nano bastardo perché garantiva questo e quello.
Be', sì, sto parlando di quel 20% di italiani pronti a dar retta alle promesse anziché verificare la loro concretezza con i fatti.
Cari miei, adesso che il nano bastardo ha massacrato anche voi, che ha tolto - con interessi da usuraio - quello che non ha mai dato in precedenza, che ha fatto definitivamente piombare l'Italia intera (di cui anche voi fate parte) nella merda, ditemi: quel coso obbrobrioso merita ancora una croce su una scheda elettorale? Il "miglior premier degli ultimi 150 anni" passerà alla storia come quello che ha trasformato l'Italia in un protettorato tedesco. Complimenti, 20% di elettori. I vostri crani sono vuoti al 100%.

venerdì 5 agosto 2011

Libertà d'espressione. No, cioè, dico, libertà d'espressione.

Per non parlare della caccasotteria di Youtube, che ha paura di un'azienda italiana sull'orlo del tracollo totale quando dovrebbe limitarsi a riderle sul muso.
Questo link spiega cos'è successo, nei dettagli.
Nell'esprimere la mia piena solidarietà a Wil, nella speranza che riesca a proseguire nella sua opera di denuncia con l'ironia che lo contraddistingue, voglio aggiungere il mio sdegno per questo genere di trattamenti, che sono dei veri e propri attentati alla libertà d'espressione e al diritto di cronaca. MediaMerdaset è come quell'azienda pseudo-farmaceutica citata pochi post fa: la loro filosofia è "Noi abbiamo ragione e chi ci dà contro dev'essere impiccato per gli alluci nella piazza principale della sua città". Ed è espressione piena di un governo al quale, ormai, di fascista manca solo più il nome.

Default

Col suo ultimo discorso alle camere (con la minuscola d'obbligo) il nano bastardo ha decretato l'inesorabile default dell'Italia. Ha cominciato col far girare l'eterno disco rotto tutto-va-bene-la-crisi-non-ci-tocca-l'Italia-è-solida-eccetera, a seguito del quale la borsa ha subito un crollo: -5% di botto. Poi, ma guarda un po', ha pensato bene di sfruttare l'occasione per far pubblicità alle sue aziende:
“In questo momento se avessi risparmi importanti da parte, investirei prepotentemente sulle mie aziende che continuano a dare i risultati economici che davano negli anni passati, che non sentono nessuna reazione negativa dai mercati”
Già, le sue aziende stanno andando proprio a gonfie vele: Mediaset -41,08%; Mondadori -22,01%; Mediolanum -15,85%. Anche il grafico che segue parla da solo.


Investite pure nelle aziende del nano bastardo, gente. Tracollo assicurato. Adesso non c'è più nulla da fare; l'Italia non ha altra scelta che dichiarare il default e ricominciare da zero, con una credibilità internazionale sotto le suole delle scarpe e con una classe politica completamente rinnovata, in grado di riportare, alle lunghe, la nostra credibilità a livelli decenti.

giovedì 4 agosto 2011

Ormai è un vizio generalizzato

Questa mazzata, tanto per cambiare un po', se la prende un'azienda farmaceutica (?????) di cui non farò il nome, ma solo perché possono permettersi avvocati migliori di quanto possa io. Un'azienda omeopatica, tanto per essere precisi. Un blogger ha puntato il dito sulla piaga dell'omeopatia - che è la truffa farmaceutica più grossa del millennio, su questo sono perfettamente d'accordo - e ha spiegato che la suddetta azienda pseudo-farmaceutica vende un presunto farmaco miracoloso contro l'influenza che in realtà non è altro che acqua pura. Già: acqua venduta a 31 euro la confezione, fialette da pochi cc. Questa azienda, anziché destinare un po' di risorse a dare una chiara dimostrazione dell'efficacia o meno del suo prodotto (test a doppio cieco e via dicendo) ha preferito inviare ingiunzioni legali al blogger e alla piattaforma di blog utilizzata. Insomma, ha aderito al vizio generalizzato "Io ho ragione e chi mi dà contro avrà dei guai". A questo punto, mi aspetto (ma in Italia non avverrà mai) che i giudici esigano questa dimostrazione sull'efficacia di quel farmaco omeopatico - anzi, dell'omeopatia in generale. Quanto a me, nessuno riuscirà mai a convincermi che spendere 31 euro per pochi cc di acqua distillata sia un rimedio miracoloso contro l'influenza: l'unica cosa che farebbe calare, oltre alle mie pallbraccia, sarebbero i soldi nel mio portafoglio.
Il mondo dei blogger è con te, Samuele. Tieni duro.

martedì 2 agosto 2011

Secondo anno di vergogna

Anche quest'anno il governo (parola grossa, lo so) ha deciso di non partecipare alla commemorazione della strage di Bologna. Per il secondo anno consecutivo, l'unico rappresentante delle istituzioni sarà il prefetto, e non dalla piazza Medaglie d'oro, ma dal municipio.
Questa classe politica che ha nascosto - e continua a nascondere - la verità ha paura, veramente paura, di affrontare i fischi del popolo. Ha paura della libertà di espressione garantita dalla nostra Costituzione, tanto che vorrebbe abolirla. Ha paura della gente: e ha ragione ad averne. Ormai la gente si è stufata di questa classe politica infingarda e dedita unicamente ai propri interessi personali. La gente vuole risposte, e prima o poi le avrà.

mercoledì 27 luglio 2011

Come cade in basso la nostra televisione

Beccatevi questo bel servizio del tele-Minkiolini:


Cioè, sembrerebbe che quel pazzo nazista (l'una cosa non esclude l'altra, badate bene) di Breivik abbia ammazzato una novantina di giovani inermi per colpa di un videogioco? Ma allora tutti i maniaci omicidi che l'umanità ha prodotto fin dalla preistoria non sono mai esistiti, perché non avevano un videogame su cui basarsi! Insomma, tanto per essere chiari: conosco tantissima gente che gioca a Modern Warfare 2, ai vari ArmA, Counter Strike, Call of Duty, e tanti altri giochi di guerra, anche on-line, e nessuno di costoro è un assassino; e ci sono stati - e ancora esistono - assassini che non hanno mai visto un videogioco in vita loro, magari perché sono nati, vissuti e morti prima dell'esistenza dei videogiochi, o magari perché non sanno nemmeno da che parte si accendono PC o console. Ritengo davvero vergognoso che un telegiornalemerda colpevolizzi così il mondo videoludico, che di per sé non ha alcuna responsabilità di un fenomeno che è sempre esistito da che mondo è mondo.

Tanto paga Pantalone

Già: abbiamo pagato e strapagato la buffonata legaiola dei ministeri al nord.
Ministeri? Quali ministeri?
A pochi giorni dall'inaugurazione, chi va a visitare la sede dei ministeri a Monza si trova di fronte a una porta sbarrata. Senza nemmeno un avviso, tipo "La sede del ministero del bunga-bunga sarà operativa dal 31 febbraio" o roba del genere. Nulla. Cioè, abbiamo pagato per una balla di fuffa.
(A che pro, poi, ministeri a Monza? Solo per gratificare l'ego gonfiato a dismisura di uno storpio decerebrato che, guarda caso, occupa una carica istituzionale?)

martedì 26 luglio 2011

Mi viene un dubbio-sospetto-quasicertezza

Le parole di Borghezio Porcozio sull'attentatore di Oslo:
"Molte sue idee sono buone, alcune ottime. E' per colpa dell'invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza."
Adesso c'è da porsi un interrogativo fondamentale:
Breivik ha agito sulla base di una sua scelta personale, o è stato istigato da gente di merda come l'individuo testé citato? Chi è che gli ha procurato armi ed esplosivi? Chi è che gli ha spianato la strada per permettergli di arrivare senza il minimo problema sul luogo di un raduno di giovani - armato di tutto punto, va detto - dopo aver tranquillamente fatto saltare un'autobomba, anche qui senza che nessuno si fosse reso conto di niente? Sulla Norvegia non sappiamo assolutamente nulla, ma, a mia opinione, non è l'isola felice che vogliono darci a bere; sicuramente ha le sue correnti xenofobe ed estremiste. Quanti Borghezio Porcozio ci sono da quelle parti? Di solito i pazzi furiosi come Breivik non sono abbastanza astuti da organizzare tutto da soli; hanno bisogno di appoggi e istigazioni. Rifletteteci sopra, gente.

lunedì 25 luglio 2011

Le fredde giornate di luglio

Era da un po' che non vedevamo un luglio così. Pioggia, vento, temperature basse, sull'arco alpino (in quota, va detto) pure nevica. Questo post nasce perché ho già cominciato a sentire le voci:
"è tutta colpa del riscaldamento globale".
Cioè, qualcuno mi faccia capire. Fa più freddo del normale, tira ventaccio da nord, piove, su per le montagne nevica, in un periodo in cui si dovrebbe schiattare di caldo, e la colpa è del riscaldamento globale? Come se un tizio venisse ricoverato per un grave caso di ipotermia e qualcuno affermasse che è colpa della febbre. Bisogna guardare in faccia la realtà, cari miei. Chiaramente stiamo combinando di tutto di più a questo nostro povero pianeta, e sarebbe ora di smetterla di tartassarlo, ma quando il freddo, i terremoti & tsunami, un asteroide che passa a dodicimila chilometri di distanza dalla Terra, e quant'altro vengono imputati al "riscaldamento globale", qui si esagera. E perché non dare la colpa di tutte le catastrofi naturali alle mie scoregge?

sabato 23 luglio 2011

Forse sarebbe il caso di piantarla lì, non trovate?

Non leggo mai quella porcata che osa definirsi con estrema arroganza "Il Giornale" con la G maiuscola, come se fosse l'unica fonte di informazione stampata in Italia. Ma, dopo gli attentati in Norvegia, mi è capitato di vedere il titolone in prima pagina: "Sono sempre loro - CI ATTACCANO" riferito, ovviamente, agli integralisti islamici. Va bene, questi pazzi si prestano a fungere da capro espiatorio; ma in questo caso non c'entrano una sega - eh, quello che è giusto è giusto. Questa volta l'attentatore è un norvegese d.o.c., tale Anders Behring Breivik. Di questo tipo si sa che è un estremista di destra, un fondamentalista cristiano (pazzo, quindi, esattamente come gli integralisti islamici o di qualunque altra religione) e, aggiungiamolo, un anti-islamista. Cioè, probabilmente un santo, per Feltri & Co.; ma è europeo e cattolico esattamente come loro. Non mi sembra proprio che la pazzia sia appannaggio esclusivo degli islamici. Come da titolo, forse è il caso di darci un taglio con queste istigazioni all'odio razziale.
N. B.: Al Merdale hanno cambiato precipitosamente la prima pagina quando si sono accorti che l'attentatore non si chiama Alì, Ahmed o Mustafà...

giovedì 14 luglio 2011

Come il Titanic

Be', non proprio. Il Titanic è affondato al primo viaggio; l'Italia è da vent'anni che ha una falla nella stiva, e solo adesso il ministro Abissoprofondo (com'è appropriato, ora, questo soprannome!) è riuscito finalmente ad aprirla in modo che non ci siano più possibilità di richiuderla. A questo punto, l'unica carta a disposizione dell'Italia è dichiarare apertamente il default. Azzerare il debito pubblico, ripartire dal basso con un rating sotto le suole delle scarpe, farci considerare un paese in via di sviluppo e vivere della benevolenza del resto d'Europa. Ma per poter ripartire da zero dobbiamo defenestrare a scarpate in culo tutta l'attuale classe politica.
Il che è tutto detto.

mercoledì 13 luglio 2011

Tele Guazza 1

Il nuovo direttore generale della rai (minuscola d'obbligo), sì, proprio Lei, si chiede come mai gli ascolti del tg di Minkiolini sono sotto le suole delle scarpe.
Pesco a caso tra i servizi andati in onda solo nell'ultimo mese:

Celebrato matrimonio di cani in Perù

Brasile, l'impressionante e fenomenale "bimbo-calamita"

Giro del delfinato, mucche a due ruote

Tre a caso. Proprio a caso. (Fonte: http://nonleggerlo.blogspot.com/2011/07/unidea-ce-labbiamo.html; qui ne trovate moltissimi altri).
Cioè, se queste sono le notizie che il tg che una volta era il più importante d'Italia ritiene fondamentali, quello che bisogna chiedersi non è come mai gli ascolti sono così bassi, ma come mai c'è ancora gente che si prende la briga di sintonizzare il televisore sul primo canale. Forse i dipendenti rai hanno l'obbligo di guardare il primo canale, non so; forse c'è qualcuno lì appollaiato a frustarli se non guardano il tele-Minkiolini. Di sicuro la gente comune ha già smesso di guardarlo da mo'.

lunedì 11 luglio 2011

SpeCULazioni

Apparentemente, ci stanno massacrando con le speculazioni. Apparentemente stanno affossando l'Italia coi loro rating & tutto il resto del blablabla. Ma è qualcosa che abbiamo già visto succedere, in altre occasioni. Tutto questo ambaradan con rating, debito e compagnia cantante ha un solo significato, chiaro e palese. Non è altro che un palloncino che si sgonfierà di colpo nel tempo massimo di 2 minuti dopo che il nano bastardo avrà dichiarato pubblicamente "Mi dimetto." Adesso bisogna che qualcuno gliela faccia capire, se l'Italia vuole sfangarsi da questa situazione di merda. Non è assolutamente questione di varare manovre tartassapoveri come invece pensa il ministro Abissoprofondo (no, non si chiama più Tremonti, mi spiace) istigato dal nano bastardo. Nooooo. Ripeto: nano bastardo e tutti gli altri, dovete andarvene via dalle balle.
N. B.: In che mondo di merda viviamo, se perfino la sovranità di uno stato è ostaggio di speculazioni economiche!

giovedì 7 luglio 2011

Oh, be', siamo giunti a questo punto!

Perfino Tremonti Mezzacollinetta Abissoprofondo è riuscito a definire quel puffo merdoso "un cretino". Cioè, cosa ci voleva a capire che un personaggio col cervello così vicino al buco del culo non potrà altro che partorire idee di merda? Perfino lo schiavetto numero uno del nano bastardo (mi riferisco al nano bastardo capo, ovviamente) è riuscito a comprendere in pieno quanto vale quel coso amorfo alto un metro e una mosca spiaccicata. Dopo che è riuscito almeno tre, se non quattro, volte a riproporre la stessa identica legge - che è già stata approvata nel 2008, tra l'altro - cretino è ancora un complimento.

mercoledì 6 luglio 2011

To', ma guarda un po'!

Il nano bastardo ha annunciato di voler ritirare la norma che gli avrebbe salvato il culo per quella faccenda dei 750 milioni che la Merdinvest deve sborsare. Una norma "doverosa e giusta", dice lui, ritirata solo per via della "crociata dell'opposizione" (strano che non abbia detto "crociata di quei puzzoni comunisti eversivi" e tutto il resto del blablabla). Ma a chi vuoi darla a bere, tappo all'uranio impoverito? Ormai sei da buttare nel cesso!
N. B.: 'sta strunzata esce dalla porta ma finirà per rientrare dalla finestra, magari sotto forma di nuovi aumenti alle tasse, alle accise, ai bolli, e diminuzione di stipendi e pensioni. Quei 750 milioni sarà come al solito il popolo a doverli tirare fuori, inevitabilmente finché non ci si deciderà a falciare l'intera classe politica attualmente esistente - il che significherà cambiare le teste di sessanta milioni di italiani!

martedì 5 luglio 2011

La Notte della Rete: trasmetti anche tu sul tuo blog la diretta streaming

Questa banda di ipocriti dalla perversione mentale a 1000 che si chiama AGCOM sta cercando di trasformare la rete in una nuova forma di televisione - già, controllata dal regime. Stanno per varare una delibera che permetterebbe di: a) oscurare siti esteri; e b) cancellare indiscriminatamente contenuti di siti italiani. Già detto quanto sia impraticabile una soluzione del genere; basta semplicemente sommergerli di segnalazioni su qualunque cosa violi il copiràit (be', ma si scrive così o no?), incluso il sito stesso dell'AGCOM; basta fargli le pulci e qualcosa di scopiazzato lo si trova anche lì. In ogni caso, oggi alle 17:30 a Roma un folto gruppo di cittadini, associazioni in difesa del web, blogger, politici, giornalisti, artisti ed esperti, si è dato appuntamento per manifestare tutto il proprio dissenso. Qui lo streaming video:


Online video chat by Ustream

E su Metilparaben trovate il codice e le istruzioni per incollarlo su Blogger e Wordpress. Fatelo e contattate i blogger che conoscete affinché tutto questo si diffonda a macchia d'olio. Bisogna fermare questo scempio prima che sia troppo tardi.

Non li pagherà mai

No, non c'è cristo che tenga. Quei 750 milioni stanno enormemente sul gozzo al nano bastardo. Dopo averle tentate tutte col legittimo impedimento & tutto il resto del blablabla, adesso ha inziccato nella finanziaria una norma per evitare di pagare quello che deve a seguito della vicenda "lodo Mondadori".
Oltre naturalmente a far pagare ai pensionati il debito pubblico alle stelle. Questa è un'altra storia, e spero proprio che tutti questi vecchi rimbecilliti che hanno da sempre votato il nano bastardo una buona volta la capiscano e la piantino di mandarlo su tutte le volte.
A parte questo, bisogna davvero far qualcosa affinché, almeno, il nano bastardo restituisca il maltolto. Essendosi enormemente arricchito a spese degli italiani - sì, anche quel venti per cento che l'hanno votato, anche i suoi alleati cagnolini-abbaianti-vestiti-di-verde che nonostante tutto ancora lo sostengono - sarebbe molto meglio se rinunciasse a quei 750 milioni e la piantasse lì di farsi leggi ad personam quando l'Italia sta sprofondando in un baratro pieno di merda.
Ah, già; tanto a lui e alla sua cricca degli altri non gliene frega un tubero.

mercoledì 29 giugno 2011

Precisazione sulla censura "alla cinese"

Questo sarebbe scontato, ma per chi solleva inutili allarmismi, la precisazione è d'obbligo. Va da sé che questo tipo di censura non può e non potrà mai funzionare; non gliela fanno in Cina, figurarsi qui. Per incasinare l'AGCOM, basterà inondarla di segnalazioni; dopo il primo migliaio, getteranno la spugna. Quello che fa incazzare è soltanto la contingenza politica: da buoni fascisti, stanno cercando di imbavagliare anche l'unica fonte di informazione che finora non erano riusciti a mettere sotto controllo. Questo è l'unico motivo per cui affermo che non dobbiamo permetterglielo: non per la minaccia in sé, che, ribadisco, è ridicola, ma per il principio che stanno tentando di consolidare. Per il resto, come la famigerata HADOPI francese, anche questa legge di merda sarà destinata a schiantarsi sulla sua stessa ingestibilità. (E poi, coi suoi tempi dinosaureschi, la Corte Costituzionale finirà per cassare anche 'sta strunzata, che è palesemente anticostituzionale).

martedì 28 giugno 2011

Così si vendicheranno di noi

Il nano bastardo e tutta la sua cricca hanno trovato ben due maniere per vendicarsi per la mazzata subita col referendum (per non parlare dell'altra mazzata, quella delle amministrative).
1) La manovra di Tremonti Mezzacollinetta Abissoprofondo. Riduzione delle aliquote e aumento dell'IVA. Uau. Così i soliti tartassati pagheranno sempre di più, riusciranno sempre di meno ad arrivare a fine mese, e i ricchi risparmieranno dei soldi, come se ne avessero davvero bisogno.
2) Stanno per varare una legge che permetterà all'AGCOM di cancellare qualunque sito violi il copiràit (si scrive così?). Senza comunicazioni, senza mandato del giudice, così, puff, si punta il dito su un sito e via, ranzato per sempre. Immaginate quante inesistenti violazioni del copiràit si inventeranno per giustificare la cancellazione di siti che non garbano a qualcuno.
Cioè, popolo italiano: questi ci stanno prendendo per scemi per l'ennesima volta. Quando la capiremo che simili esempi di stronzaggine vanno brutalmente rimossi?

mercoledì 22 giugno 2011

Traditori della patria

Dunque, abbiamo tre ministri della Repubblica Italiana - tali Bossi, Maroni e Calderoli - che continuano a imperversare con le grida di "secessione", "padania libera" (no, la minuscola, anche qui, non è un errore), "Roma ladrona", eccetera.
Ripeto, tre ministri della Repubblica Italiana.
Occupano cariche istituzionali dello stato che stanno continuando a vituperare fin da prima di farsi nominare a quelle cariche.
Questo si definisce in due parole: ALTO TRADIMENTO.
In altri stati, dei (ribadisco) ministri di governo dopo sparate del genere sarebbero stati condannati quanto meno all'esilio permanente per loro e tutti i loro discendenti. Allora, popolo italiano, la vogliamo depositare una bella denuncia contro questi loschi individui, per alto tradimento, vilipendio alla Costituzione e istigazione a sentimenti antinazionali? Non possiamo permettere che questa gentaglia continui imperterrita a sputare nel piatto in cui si sta abbuffando.

lunedì 20 giugno 2011

Tutto a tarallucci e vino

Risultato di ciò che è successo a Pontida: il solito nulla di fatto.
Perché, cari illusi, credevate davvero che Bossi avrebbe fatto crollare il nano bastardo come un castello di carte? Ma se crolla il nano bastardo, Bossi gli va dietro. Chiaramente dovranno continuare a muso duro fino alla fine della legislatura, pur con la consapevolezza di avere una popolarità sotto le suole delle scarpe. Sono due zoppi; hanno due gambe in due, e quindi ogni passo lo devono fare assieme, sorreggendosi l'un l'altro. Bossi è obbligato ad essere il solito cane che abbaia ma non morde. Non può mordere.
N. B.: in realtà è finito tutto a salsicce e birra, ma il titolo non perde il suo significato.

venerdì 17 giugno 2011

PierferdiMuzio CaScevola

Casini ha detto che ci metterebbe una mano sul fuoco sull'onestà di Gianni Letta - anzi, tutte e due.
Ma come fa a mettercele tutte e due? Una se l'è già giocata con Totò Cuffaro.
Mah. Mistero. Evidentemente in origine aveva tre mani.

Piccoli uomini non crescono mai

Allora, ricapitolando:
- quel puffo borioso che si permette di insultare i precari per poi rimangiarsi tutto e cercare di ingannare la gente con un po' di editing video;
- quell'altro pirlone, Stra-vattelapesca, che afferma che "la sinistra ha vinto i referendum su Internet perché non fanno un cazzo da mattina a sera" (forse non verbatim, ma il senso è questo): proprio lui che è uno di quelli più assenti in parlamento, e che piglia trentamila euro al mese, tra stipendio e bonus vari, per lavorare se va bene quindici ore, in quel mese;
- e torniamo al nano bastardo radioattivo, che ha basato due intense campagne elettorali, sulle amministrative a Milano e sui referendum, sulla strategia del ricoprire d'insulti gli avversari;
Forse tutta questa gente non ha ancora capito che il popolo italiano è stufo di farsi prendere per scemo. Forse non hanno ancora capito che, a sopportare un insulto dietro l'altro, alla fin fine il popolo reagisce a schiaffoni. Gli italiani sono lenti a scaldarsi, ma prima o poi arriverà il terzo schiaffone: prima o poi ci si deciderà a defenestrare - magari dal quinto piano - questi personaggi. Speriamo prima che riescano ad affossare ulteriormente l'Italia.