mercoledì 12 gennaio 2011

FIAT Voluntas Marchionni

Prima mazzata del blog, scontatissima. E chi se la merita, se non Minchionne in persona? Ricorrere al ricatto per far passare il suo sistema schiavizzante; e che cosa potevano rispondere, gli operai della Fiat? No, porta pure la tua produzione all'estero? Non avevano altra scelta. Non potevano certo tagliarsi anche quegli 800 euro al mese anche se questo vuol dire lavorare 50 ore a settimana facendosene pagare 25, rinunciare a qualunque diritto di sciopero e di assenze per malattia, dover andare a lavorare col pannolone perché non è più consentito neppure andare a pisciare. Avranno ancora le ferie? Ne dubito. Matureranno qualcosa per la pensione? Mi sa tanto di no. Ma, ribadisco, non avevano scelta di fronte ai ricatti di Minchionne. Uno dei grossi problemi è che Minchionne dapprima ha tentato di applicare il sistema all'italiana in America, quando ha acquistato un pacchetto di azioni di Chrysler: chiedere sovvenzioni al governo statunitense. Solo che ha fatto i conti senza l'oste: le sovvenzioni in America non esistono, e quello che Obanana gli ha concesso è un prestito da restituire con comodi interessi da usuraio. Dovendo restituire quei soldi a Obabamba, cosa fa Minchionne? Fa in modo di rivalersi sull'Italia, applicando alla Fiat il sistema all'americana, ma senza i suoi benefici. Taaac, operai inchiappettati con un ricatto della peggior specie. Un altro dei grossi problemi è la politica italiana. Politici con le palle avrebbero detto in faccia a Minchionne: vattene, allora. Come mai sei ancora qui? Vai a produrre all'estero, con l'ovvia clausola che tutti i marchi Fiat rimangano qui in Italia. Chiama la tua ditta Minchionne Motor, se vuoi, e intanto l'Italia vedrà di convocare qualche investitore (straniero, purtroppo) per acquistare la Fiat coi suoi marchi, ammodernarla e proseguire la produzione con veicoli all'avanguardia garantendo comunque i diritti fondamentali dei suoi operai. Ma no: la politica italiana se n'è strabattuta, impegnata com'è a salvarsi le chiappe dagli artigli della magistratura. A questo punto, questa situazione costituisce un pericoloso precedente, e alle lunghe implicherà la fine dei diritti dei lavoratori in Italia, perché da qui in avanti tutte le altre industrie italiane applicheranno il sistema Minchionne: o fai lo schiavo, o ti chiudo la fabbrica e te ne vai a vendere il culo. Siamo tornati al sistema industriale dell'800, ma senza i suoi benefici. A quell'epoca gli operai dovevano lavorare e stare zitti, ma la fabbrica garantiva loro, oltre a uno stipendio adeguato, il servizio mensa, la casa a prezzo scontatissimo, asili nido per le operaie che non potevano lasciare i bimbi piccoli a qualche parente, assistenza sanitaria e altro di questo genere. Ora devono lavorare per una balla di fumo, senza agevolazioni di alcun genere, senza riuscire a mantenere una famiglia né a comprarsi anche solo un misero monolocale, senza nemmeno pensare di potersi ammalare. Fine di tutti i sogni, fine del lavoro dipendente in Italia.

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