giovedì 29 settembre 2011

Comma ammazza-blog: un post a rete unificata #noleggebavaglio

Condivido e invito tutti a condividere questo post (testo qui).

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

L'articolo completo è qui, sempre su Valigia Blu.

martedì 27 settembre 2011

Meglio tardi che mai, eh? (Ma chi vogliamo prendere in giro?)

Finalmente la chiesa prende posizione. Finalmente si rende conto che la questione morale non è un'invenzione di quei coglioni comunisti che non votano il nano bastardo. Finalmente anche quest'istituzione ipocrita e fasulla prende le distanze dal nano bastardo, pur senza mai citarlo per nome, con una serie di allusioni più o meno sottili.
Ma tuttavia però, c'è un ma, accompagnato da un tuttavia e da un però (!!!). Gli eccessi del nano bastardo erano evidenti già da mo': fin da quando è venuta a galla quella faccenda con quella rospa ciospa nonché racchia, all'epoca minorenne, che ha dichiarato pubblicamente di chiamarlo "papi". Perché la chiesa non ha già preso le distanze all'epoca? Okkei, è stata una svista, uno scivolone... e poi il nano bastardo ci è ricascato, con quell'altra troia pure lei minorenne (lo ammetto: parecchio più gnocca della Signorina Papi, ma questa non è mica un'attenuante), e la chiesa cos'ha fatto? Un beato tubo di niente. Poi sono venuti fuori eccessi a gogò, e ancora nessuna parola di condanna, niente di niente. Adesso ci pensano? Cos'è, stanno cercando di ricostruirsi un briciolino di credibilità e trovare un sassetto stabile sul terreno che sta franando sotto i loro piedi?
Non illudiamoci. Questo cambio di direzione è solo per salvarsi le proprie chiappe. All'Italia, da troppo tempo schiava di questa istituzione più dannosa che inutile, non ne tornerà una fava in tasca.

lunedì 26 settembre 2011

Pericolo - neutrini in sorpasso nel tunnel del Gran Sasso

Stamattina, mentre percorrevo il tunnel tra il Gran Sasso e il CERN di Ginevra, un neutrino mi ha sorpassato facendomi un pelo tremendo e mi ha pure mostrato il dito medio.
Ma si può essere così incivili?
Cos'hai detto? Ah, non era un neutrino, era il cervello della Gelmini. E' più piccolo di un neutrino, quindi può andare ancora più veloce. Ah, adesso capisco il dito medio.

(Leggete questo post su Il Disinformatico: è molto istruttivo - o distruttivo, a seconda dei casi.)

mercoledì 21 settembre 2011

Aridajje

Ci riprovano.
In un momendo in cui l'Italia si sta affossando con le proprie mani, in una situazione in cui dovremmo studiarle tutte per tirarci fuori dal baratro in cui siamo precipitati, in un periodo in cui la gente comune è stufa di pagare l'incompetenza di chi ci governa, l'unica preoccupazione di costoro (bunga bunga e processi del presidente del consiglio a parte) è di castrare la rete.
La disonorevole elena centemero (indovinate un po' di che partito) ha presentato un disegno di legge che obbligherebbe i provider a disconnettere chiunque sia stato accusato di download illegali. Magistratura e Polizia Postale buttate nel cesso. ISP (cioè, aziende gestite da privati cittadini) sceriffi. E basterà la semplice accusa, senza prove, senza nemmeno verificare che il tale o talaltro utente abbia scaricato qualcosa di illegale. Stiamo riuscendo a fare peggio dei francesi, gente; quasi come gli australiani. Ma in Australia gli ISP si sono rifiutati di fungere da sceriffi della rete. Spero che anche in Italia si rifiutino. Voglio poi vedere questo cazzo di governo ad arrestarli tutti!

lunedì 19 settembre 2011

La manovra che affosserà definitivamente l'Italia

Eh già. Aumento dell'IVA, eh? Se ne vedono già gli effetti. Aumento del prezzo dei carburanti. Che minkia do pupo c'entrano i carburanti con l'IVA, nessuno lo sa, perché le accise che si pagano sui carburanti e l'IVA sono due tasse completamente diverse, ma in ogni caso sono aumentati. Aumento conseguente dei prezzi al consumo, con stangate per migliaia di euro all'anno per ogni famiglia, e anche più massicce per le piccole e medie imprese. Cosa vorrà dire tutto ciò? Diminuzione - drastica - dei consumi. Quindi tutto quel che prevedevano di far entrare con questo provvedimento scriteriato non solo non entrerà, ma lascerà un buco ancora più grosso nel debito italiano, oltre a lasciare circa 59 milioni di italiani (su 60 milioni) sul lastrico.
Complimenti.
Adesso è davvero ora di dire basta. L'Italia deve dichiarare default prima che Francia e Germania ci obblighino. E a tal fine dobbiamo defenestrare questa classe politica di avidi egoisti il cui unico interesse è rimanere saldamente avviticchiati alle loro poltrone.
(Lo so, lo so, l'ho già detto e ridetto. Sarà vero che repetita juvant?)

giovedì 15 settembre 2011

Chi di merda ferisce...

Seduta sospesa alla camera per troppa puzza.
Ooops. Qualcuno ha inavvertitamente lasciato aperta una finestra facendo entrare la puzza del "paese di merda". Rosy Bindi ha sospeso la seduta, poi si è alzata, ha chiuso la finestra e ha fatto rientrare tutti. Visto? La puzza non c'è più.
(Ma quanto si sganasceranno dalle risate, all'estero, quando questa notizia - inevitabilmente - giungerà alle loro orecchie?)

mercoledì 14 settembre 2011

Mi manca qualcosa negli ultimi tempi

Dunque, cos'è che mi manca?
Le "barzellette" del nano bastardo? Naa. Quelle continuano imperterrite.
Le figure di merda a livello mondiale? Naa. Ormai la cosiddetta "autorevolezza" sta facendo il giro del mondo.
Le arrampicate sugli specchi del nano bastardo per sfuggire ai processi? Sì, come no. Riesce pure a scappare dai processi in cui teoricamente sarebbe parte lesa.
Le inculate alla fascia più debole della società - lavoratori dipendenti e pensionati? Naaaaaa. Con quest'ultima manovra, che alza l'IVA, uccide lo statuto dei lavoratori & compagnia cantante, l'inculata sta proseguendo indisturbata.
Ma allora, cos'è che sta mancando alla grande?
Ah, ecco cos'è: lo strombazzamento mediatico su tutti i canali di quanto il nano bastardo sia benvoluto, di quanto il 200% degli italiani lo ami, di quanto abbia i consensi anche degli italiani non ancora nati, di quanto sia il miglior presidente del consiglio dal Precambriano a oggi. Manca il costante sventagliare di sondaggi ventiquattr'ore al giorno trecentosessantacinque giorni all'anno (aggiungere uno per i bisestili).
E' proprio giunta l'ora di rimediare a questa lacuna, perché il nano bastardo senza sondaggi non è completo.
(Ringrazio come al solito Non leggere questo blog! per essere sempre "sul pezzo", come si suol dire)

Fiducia nella maggioranza:

 Fiducia nell'operato del governo:

Fiducia nel nano bastardo in persona:

Ecco, questo è il pezzo che mancava. Ora il puzzle è completo, che ne dite?

martedì 13 settembre 2011

Forse che Madonna è 'nu poco leninista?

(Tutte queste citazioni sono tratte da Non leggere questo blog! che le ha riportate integralmente.)
Dunque, Madonna (sì, la famosa cantante e attrice italo-americana), interpellata sul nano bastardo, ha risposto candidamente: «Cosa penso di B.? Non vorrei parlarne adesso. Ma il settimanale inglese Economist ha detto già tutto, no?» riferendosi all'inadeguatezza di quel personaggio (che "ha fottuto un'intera nazione") a governare.
E fin qui...
Ecco le reazioni di noti esponenti del partito dei ladri:

Daniela Santanchè (ovvero la Signora Suca):
Madonna ha offeso milioni di connazionali ... A questo punto spero che il suo film se lo veda da sola .... va contro la scelta democratica di milioni di italiani che hanno voluto e votato con convinzione questo Governo .... Mi dispiace che Madonna usi queste parole nei confronti dell'Italia. Dispiace che sia proprio un'italoamericana a giudicare così negativamente il suo Paese. Mi auguro a questo punto che gli italiani pensino di lei quello che lei pensa di loro e che, quindi, il suo peraltro stroncatissimo film se lo veda da sola ... Quello che fa più male è che queste celebrità siano particolarmente attente a lanciare i loro prodotti e, senza scrupoli, facciano il loro marketing sulla pelle degli italiani.
Già, già. Per aver espresso il suo giudizio su UN italiano, che dopo le sue ultime parole ("paese di merda") non è nemmeno più degno di essere considerato tale. 

Carlo "Morte ai gay" Giovanardi:
Il pensiero politico di Madonna non conta nulla. Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati. Tra l'altro, la signora Ciccone è apertamente per le famiglie omosessuali, quindi schierata palesemente contro la nostra cultura e la nostra Costituzione che non prevedono famiglie gay.
Bravo, bella risposta. Completamente fuori tema. Che minkia do pupo c'entrano, adesso, i gay, con la semplice frase di Madonna?

Gabriella Carlucci (la scema della famiglia):
Mi dispiace moltissimo che Madonna abbia avallato le tesi dell'Economist, tra l'altro in un Paese come l'Italia che la adora. Evidentemente ha un ufficio stampa comunista che le ha detto di dire così per farla uscire meglio sui giornali comunisti. Quello di Madonna è un comportamento molto scorretto, da lei non me lo aspettavo. È stata certamente imbeccata.
Vede rosso dappertutto, poverina. Dev'essere un effetto collaterale del botox.

Massimo Corsaro (il nome è tutto un programma):
Cosa vuole che contino le idee politiche di una cantante? E' forse una politologa? Una sociologa? Sono solo dei privilegiati che snocciolano giudizi forse per farsi pubblicità ... Se il Pdl teme gli attacchi di Madonna? ... No, nessun pericolo. Al massimo toglieremo qualche suo disco dai nostri scaffali.
Come se conoscesse Madonna - o la musica in generale. Ha ha ha!

Mi pare ovvio che costoro, senza il nano bastardo, sarebbero in mezzo a una strada o quasi. Attribuire le loro opinioni alla popolazione italiana nel suo complesso, però, è un po' esagerato. Per quanto la signora Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, non mi sia mai stata troppo simpatica (non me ne voglia, per favore) penso proprio che questa volta sia stata lei ad esprimere il pensiero ormai dominante. E poi: non una parola in difesa dell'operato del nano bastarso: solo farfugliamenti contro chi lo stronca. Mi sembra un modo di reagire piuttosto infantile, come fanno i bambini dell'asilo quando qualcuno li attacca: "Gnè gnè gnè, tu sei più brutto di me". D'altronde, ho già dedicato alcuni post all'infantilismo della politica italiana.

lunedì 12 settembre 2011

Me' cojoni!

Ecco le ultime sul nano bastardo:
-  Angela Merkel sarebbe "una culona inchiavabile";
-  A Bruxelles ci è andato non perché l'hanno convocato: ha chiesto lui di andarci. Tanto per continuare ad applicare la sua bella leggina di merda sul fottuto (il)legittimo impedimento, anche se l'Italia gliel'ha fatta andare di traverso. E pensare che in questo processo si sarebbe addirittura presentato come parte lesa. Cioè, la sua coda è talmente di paglia che nemmeno quando non è lui dalla parte del torto si avvicina ai giudici!
-  Non usa il cellulare per non essere intercettato - hah - ma per fare chiamate e inviare messaggi usa delle SIM intestate a (udite udite) narcotrafficanti colombiani! C'è qualcosa che non mi quaglia in tutto ciò.
-  Continua a insistere sul fatto che la sua manovra non mette le mani nelle tasche degli italiani. Be', ormai le tasche sono vuote; quello che sta mettendo è un grosso cazzone (protesico, ovviamente, ma fa male lo stesso) in culo. E tutto per vendicarsi del fatto che gli italiani gli abbiano fatto capire chiaro e tondo che di lui ne hanno le palle piene. "Abbiamo lavorato bene", la manovra è stata "la più equa possibile" e "ha salvato l'Italia", ma vaffanculo!

giovedì 8 settembre 2011

Di cosa può (e deve imparare a) fare a meno l'Italia

1) Tutta la sua attuale classe "politica", con le virgolette d'obbligo. Tutta. Inclusi grillini, dipietrini e tutte queste correnti "alternative-di-'sto-par-di-balle". Abbiamo davvero bisogno di qualcosa di nuovo, facce diverse dalle solite, un vero programma, non di questa cricca di magna-magna buoni solo a rimanersene ben incollati alle loro poltrone.
2) L'euro. L'idea di partenza era buona, ma ormai per l'Italia l'euro si sta trasformando in un cappio al collo. Dichiariamo default una buona volta per tutte, usciamo dall'euro e torniamo a battere moneta per conto nostro (non le vecchie lire, prego: qualcosa di nuovo, e possibilmente qualcosa di solido) ripartendo da zero.
3) Il calcio. Sì, proprio. Ormai chi gioca a calcio non lo fa più per passione, ma solo per poter guadagnare milionate all'anno; in più, è l'unico sport (parola grossa, lo so) che ispiri un così alto grado di violenza. Giocatori che insultano arbitri e tifoserie, tifosi che sfasciano vetrine e danno fuoco ad automobili di poveri cristi che non c'entrano un tubo... basta. Che gli italiani si appassionino a qualche altro sport!
4) vasco rossi. Sì, proprio il famoso rocker. Eeeh? Ho detto rocker? Ma quando mai quel cocainomane alcolizzato è stato un rocker? Insomma, volevo dire il famoso cantante. Cooosa? Ho detto cantante? Ma quando mai è riuscito a mettere una dietro l'altra due note, diconsi due, senza sgangherarle peggio del raglio di un asino (il quale, da parte sua, non ha altra scelta che ragliare)? Per non parlare dei testi, incomprensibili al punto da non sembrare neppure scritti in italiano. Come hanno fatto milioni di italiani ad appassionarsi di un rottame del genere? Questo indica chiaramente quanto sia caduto in basso il livello culturale del nostro paese! Risolleviamoci, su!
5) I realitisciò (si scrive così, nevvero?). Di reale non hanno un tubero di niente; sono situazioni completamente artefatte, con una serie di personaggi che recitano un copione già scritto - fin quando ci riescono, a recitare; a un certo punto, le battute scritte vengono bellamente dimenticate e si passa a insulti e bestemmie. Che bella immagine l'Italia dà di sé all'estero, con questi realitisciò! Sempre a proposito del livello culturale, in ogni caso.
6) Quelle merde di SUV con gli arroganti qualunquisti che li guidano. A partire da lapo elkannbastard, l'esempio più lampante, che ha osato lasciare il suo bel SUV color merda & putrefazione sulla linea del tram per più di mezz'ora, paralizzando il traffico (e i vigili che cazzo stavano facendo, a proposito? Ci voleva tanto a chiamare un carro attrezzi e rimuovere l'ostacolo, appioppando al proprietario anche un bel multone più le spese di rimozione? Tanto, a quel topo di fogna, con tutti i soldi che ha, una sanzione del genere fa una pippa). Ma di lapo elkannbastard ce ne sono milioni, sulle strade. Tornate a guidare utilitarie! Forse capirete che sulla strada ci sono anche gli altri!
7) Tanti enti pubblici non solo inutili, ma pure dannosi. L'ISTAT è uno di quelli: a sentir loro, l'inflazione è bassa e siamo tutti ricchi; poco conta che la maggior parte della gente ormai non riesca più nemmeno ad arrivare a fine mese. L'AGCOM è un altro; l'Italia non ha proprio bisogno di farsi censurare Internet alla maniera cinese. E poi: garante di questo e di quello, autority per questo o quell'altro, e compagnia cantante. Se dobbiamo cominciare a tagliare gli sprechi, questi sono macroscopici. Come? Ah, sì. Mi comunicano dalla regia anche tutte quelle provincette del Qlo nate dal 1992 in poi: che cazzo ce ne facciamo? Che tornino a far parte delle province da cui si sono distaccate!
8) Le missioni militari "umanitarie" all'estero. Oltre a metterci decisamente in cattiva luce, sono un tremendo spreco di denaro. Dobbiamo richiamare i nostri ragazzi che vanno a morire all'estero per ottenere un grosso niente e tagliare un po' su questo genere di spese.
9) La chiesa. L'Italia deve rendersi conto di essere uno stato laico, e che tutte le religioni sono riconosciute a pari dignità; soprattutto, l'Italia deve liberarsi di una schiavitù protrattasi per troppo tempo e piantarla di sprecare risorse - a dir poco - in nome di una semplice ideologia, né più né meno importante di tutte le altre. In ogni caso, dobbiamo liberarci di un ente costituito quasi integralmente (senza il quasi ai livelli alti) di ipocriti buoni a predicare la povertà altrui per aumentare ciò che entra nelle proprie tasche.
10) Altro mi verrà in mente, poco ma sicuro.

Sette volte sette

Il governo pone la quarantanovesima fiducia, stavolta su quella schifosissima manovra che alza l'IVA, riduce in brandelli lo statuto dei lavoratori e annulla tutte le speranze dei lavoratori di andare in pensione (con la conseguenza che, se i vecchi non possono schiodare, i giovani non troveranno mai più lavoro in Italia e saranno costretti a emigrare in massa all'estero). La quarantanovesima fiducia che questo governo pone. Già, in tre anni di governo. A questo punto, l'appello al Presidente della Repubblica si fa pressante: un governo che continua a privare il parlamento (quei mille mangiapane a ufo avviticchiati alle loro poltrone a qualunque costo, sapete) delle sue funzioni a colpi di fiducia non può essere ritenuto degno di reggere le sorti di un paese. Un governo serio (e questo, ribadisco, è un governo, non un governo serio) non dovrebbe porre la fiducia neppure una singola volta nel corso del proprio mandato. On. Napolitano, la preghiamo, la supplichiamo, la imploriamo: sciolga queste camere inutili e mandi a spasso questo governo ridicolo una volta per tutte!

lunedì 5 settembre 2011

La morte del lavoro in Italia

L'attentato allo statuto dei lavoratori è davvero l'ultima goccia.
Ma stiamo scherzando?
Le aziende potranno stringere un accordo coi sindacati per avere la possibilità di licenziare senza giusta causa? Così magari un padre di famiglia che fatica ad arrivare a fine mese si troverà di colpo sbattuto in mezzo a una strada magari solo perché sta antipatico al suo capo? Una madre di famiglia con parecchi figli a carico e senza più il marito si troverà a dover vendere la propria virtù lungo i marciapiedi solo perché ha rifiutato di darla via gratis al suo superiore ovviamente uomo? A questo bisogna giungere in Italia?
Basta. Tanto per cominciare, ci sarà lo sciopero di domani. E poi gli italiani dovranno decidersi, una buona volta, a darsi una svegliata. L'attuale classe politica va defenestrata, tutta, nel suo complesso, e completamente sostituita con persone che davvero abbiano a cuore l'Italia e non solo il bunga bunga e la propria immunità ai processi.

venerdì 2 settembre 2011

Era una battuta? Se è così, non faceva proprio ridere

Parole mille volte ripetute del nano bastardo: "Vado via da questo paese di merda".
Stava raccontando una delle sue solite "barzellette" da far cadere le pallbraccia? Era una boutade? Era serio?
Mah. Dai coglioni non si è ancora tolto, quindi propenderei per la tesi della battuta malriuscita. In ogni caso, se da un paese di merda la merda va via, il paese non sarà più di merda, giusto?

Aggiornamento del 5 settembre 2011
Se non altro, il nano bastardo ha ottenuto un record da Guinness: è riuscito a far sì che tutto il mondo sappia che lui ritiene il suo stesso paese "di merda". Questa è la cosiddetta "autorevolezza" dell'Italia all'estero. Dobbiamo davvero andare orgogliosi di essere lo zimbello del mondo per colpa del suo peggior rappresentante dal Pleistocene ad oggi! 

Aggiornamento 2 (stessa data)
Alla facciazza di tutti quei poveri illusi che ancora credono alle favole, quel "Vado via..." si è trasformato nella ricandidatura a presidente del consiglio per le elezioni del 2013. Cioè, vai lamentandoti che la tua nave è una bagnarola marcia e piena di sterco e poi vuoi di nuovo metterti al timone? C'è qualcosa che non mi quaglia, qui.

giovedì 1 settembre 2011

Così non si può proprio andare avanti

Basta. Non possiamo più continuare ad affidarci a un governo il cui unico interesse è fare tutto il possibile per salvare le chiappe al presidente del consiglio (con le solite minuscole d'obbligo) e al quale del popolo di cui fa parte - e che l'ha, in un modo o nell'altro, piazzato lì - non gliene può fregare meno. La crisi non vista, questa manovra la quale altro non è che un giocare a Monòpoli (o Monopoly, visto che hanno ripristinato la denominazione originale) con l'Italia e gli italiani, il voler tenere l'Italia sotto costante campagna elettorale... basta! Rivolgo un appello all'Unione Europea: fate qualcosa! Commissariateci, conquistateci, oppure obbligate il Presidente della Repubblica a sciogliere le camere e nominare un governo tecnico il cui compito sia: a) modificare radicalmente la legge elettorale; b) ridurre il numero e lo stipendio dei politici, dai consigli comunali fino al parlamento (sempre con la minuscola); c) ridurre brutalmente la burocrazia; d) dichiarare il default e ripartire da capo col debito pubblico azzerato. Ma, vi prego, non lasciate che l'Italia continui ad affossare sé stessa fino a trasformarci in qualcosa di peggio dei paesi del Terzo Mondo. Salvate gli italiani da quell'esigua percentuale di loro stessi che continuano a tartassarli. Noi non ne siamo in grado, o l'avremmo già fatto; salvateci dalla nostra stessa sindrome della pecora.