lunedì 31 ottobre 2011

Estiqaatsi

Estiqaatsi n. 1: Matteo Renzi e i suoi 100 punti. Alcuni condivisibili, altri no, certi solo in parte... ma la cosa importante è che vengono da uno le cui promesse valgono esattamente quanto quelle del nano bastardo: meno di niente.
Estiqaatsi n. 2: Siamo sette miliardi sulla Terra. Sì? Ma non mi dite! Con tutta la gente non censita che esiste al mondo, i 7 miliardi sono un lontano ricordo degli anni '60. Adesso saremo undici o dodici miliardi. Ma vabbe', diamo per buono che siamo sette miliardi.
Estiqaatsi n. 3: Stasera è Halloween. Hallo-che? E da quando in qua questa è diventata una tradizione italiana? Da quando è diventata un business, ecco da quando. Da quando milioni di polli ci cascano, rimpinzando di denaro sonante le industrie che ci marciano, rinunciando a mangiare ma non sia mai che si dica di no ad andarsene in giro mascherati da zombi e streghe.
Estiqaatsi n. 4: A Roma migliaia di persone intasano la circolazione e si corcano pure di mazzate. Una manifestazione, uno sciopero, una mezza rivoluzione? Anche soltanto, per quanto possa essere stupida la faccenda, una partita di calcio? Macché. Tutti a precipitarsi a fare acquisti inutili in un negozio di nuova apertura con le sue offerte strepitose, tutti a cercare di arraffare uno di quei 50 pezzi di questo e 30 pezzi di quell'altro a prezzi "iperscontati", con le virgolette d'obbligo. Ma si può essersi bevuti collettivamente il cervello fino a questo punto?
Estiqaatsi n. 5: La SIAE e l'obbligo di pagare 1800 euro all'anno per pubblicare un trailer su un blog. Non si rendono mica conto che tutta questa gente che si accolla l'onere di far pubblicità gratis a un film attira un mucchio di gente a vederlo, portando in cassa tanti bei soldini. La serrata sui trailer, da parte di tutti i siti (o almeno la maggior parte) significherà molti meno incassi, e la SIAE, che pensava di far soldoni a gogò sulle spalle dei soliti sprovveduti, si ritroverà non solo con questo mancato introito, ma anche con una perdita inarrestabile. La parola boomerang significa qualcosa, per questa gente?

Arrivederci ai prossimi Estiqaatsi.

giovedì 27 ottobre 2011

E neppure questo basta. Ma di che pasta molliccia e fetida siamo fatti?

Pensioni a 67 anni e 25 milioni di lavoratori che non avranno mai - mai - la possibilità di arrivarci, a 67 anni. Licenziamenti facili in tutti i settori, pubblico e privato. Cioè, abbiamo capito bene? Ma cosa ci vuole ancora a liberarci a forza bruta di questa cricca di avidi bastardi? In tutto il resto del mondo per molto meno hanno defenestrato i rispettivi governi. Quante mazzate sui coglioni dobbiamo ancora ricevere per darci una sveglia? Quanto in profondità dobbiamo precipitare ancora nell'abisso di merda perché ci si incazzi? Quanto dobbiamo ancora farci ridere sul muso dal resto del mondo per dichiararci stufi?

mercoledì 26 ottobre 2011

In un modo o nell'altro, ce l'abbiamo comunque nel Qlo

Il nano bastardo è stato salvato dal legaiolo storpio. (Ma va'?) Però si presenterà - sempre che si presenti - a Bruxelles senza un piano ben definito. Cioè, proprio senza un piano. Le sue uniche preoccupazioni sono, come al solito, far passare la sua legge-boiata per evitare il processo Mills, inchiappettare la sua seconda moglie e i figli avuti con lei, e ben poco d'altro. Nel caso migliore, andremo a votare in primavera.
Col porcellum.
Chiunque vada su, di destra, sinistra, centro, alto, basso, dentro, fuori, di qualunque altra dimensione spaziotemporale, sappiate che non sarà stato eletto dal popolo italiano, e che perpetuerà le storture attuali. E poi ci lamentiamo che ci ridono sul muso? Disse Amintore Fanfani: chi ha fatto la frittata ora se la mangi.

martedì 25 ottobre 2011

Non preoccuparti, nano bastardo: non stanno ridendo con te, ma DI te

Non si curano neppure più di mascherare certe reazioni sotto un atteggiamento diplomatico. Ridono in faccia al nano bastardo (e a noi, per estensione) così, spudoratamente, senza la minima vergogna. Ma questo forse serve a instillare un po' di senso civico nel nano bastardo? Serve forse a spingerlo a un esame di coscienza (ahi, che brutta malattia) e a capire che sta mandando un'intera nazione a putt a casa sua? Macché. Ridono di noi? E' colpa dei (soliti, onnipresenti nei suoi discorsi) "comunisti". Cosa contiene il suo piano sviluppo? Condoni a gogò e basta, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile che sembra la panacea in grado di curare ogni male per questi despoti europei che hanno il coraggio di imporre una linea economica a uno stato sovrano senza che quest'ultimo sia in grado - va detto - di rispondere per le rime e mandarli tutti a stendere. Cos'ha concluso l'ultimo consiglio degli impiastri? Niente, nulla, nada, nisba, zero assoluto. Cosa ci aspetta? Ma è ovvio: di farci commissariare da altri paesi europei che, oggettivamente, dovranno ammetterlo, sono messi molto peggio dell'Italia.
Rendetevi conto, gente: l'Italia sarebbe stata l'unica nazione al mondo in grado di uscire a testa alta da questa crisi; saremmo stati noi a poter dettare legge al resto d'Europa per quanto riguarda le politiche economiche. Ma questo solo se avessimo avuto al governo qualcuno interessato alla sorte del paese e non esclusivamente a salvare le proprie chiappe e il proprio patrimonio indebitamente acquisito, costi quel che costi. Adesso, l'unica speranza è che il prossimo governo, che sia tecnico o venga eletto col porcellum, dichiari brutalmente default e mandi a mignotte l'intero sistema economico europeo. Mi dispiace per gli altri, ma adesso l'Italia deve pensare unicamente a riemergere dall'abisso in cui le azioni di un unico scellerato individuo (individuo? Ma si merita ancora una definizione così garbata?) l'hanno scaraventata.

lunedì 24 ottobre 2011

R. I. P. Marco Simoncelli


Una fatalità si è portata via un grande sportivo. Noi lo ricorderemo così, un ragazzo allegro e gioioso come nella foto qui sopra. Riposa in pace, Sic.

venerdì 21 ottobre 2011

Sic transit gloria mundi

... e del resto, chi se ne sbattorum.
Questo il messaggio implicito trasmesso dalle parole del nano bastardo. Sì, proprio quello stronzetto che fino all'altro ieri si professava grande amico di Gheddafi, e che si è umiliato al punto di baciargli la mano, oggi prende simbolicamente le distanze e, con una scrollata di spalle, dice "Ah, sì? E' morto? Vabbe', uno in meno." Questa è la gran faccia da culo che da una ventina d'anni sta prendendo per fessi gli italiani (che, a quanto pare, non si meritano di meglio) e il mondo intero (il quale, da parte sua, ne ha piene le palle di questo clown pedo-puttaniere, ma, giustappunto, non può intervenire per levarcelo di torno: i panni sporchi si lavano in famiglia). Quand'è che in Italia finirà come in Libia? Perché, anche se siamo un popolo a carburazione lenta, alla fin fine esploderemo anche noi.

giovedì 20 ottobre 2011

Voglio un biglietto in prima fila per la fine del mondo

Lo spunto è la previsione di uno dei soliti svitati - tale Harold Camping, ma che vada a farsi un camping in una riserva di grizzly, dico io - che ha profetizzato la fine del mondo nientepopodimenoché per domani.
(Grasse risate!)
A dire il vero, l'aveva prevista per il 21 maggio, ma guarda un po', il 22 già dichiarava che c'era qualche decimale errato nei suoi calcoli numerologici (che ha usato, un Pentium prima serie, forse?) e che la fine sarebbe giunta il 21 ottobre. Già altre volte (nel 1988 e nel 1994, se non sbaglio) aveva dovuto arrampicarsi sugli specchi per giustificare la mancata fine del mondo.
E vabbe'. Queste previsioni lasciano il tempo che trovano; già solo il meteo è una chiara indicazione che tentare di prevedere il futuro è come cercare di leggere un testo che l'autore ancora non ha neppure immaginato. Quello che mi fa cascare le pallbraccia è il fatto che tanti bietoloni ci credono, a queste panzane megagalattiche. Ma tuttavia però (con ciò fosse cosa che): un altro aspetto di questi cervelli mono-neuronali viene subito a galla quando si pone loro una domanda fatidica. Proprio stamattina uno scalmanato mi ferma per strada sbrodolandomi tutta la serie di panzane sulla fine del mondo; io a un certo punto, mentre si ferma a pigliar fiato, gli chiedo: "Be', se domani il mondo finirà, non ti scoccia se passiamo un attimo in banca e mi fai un bonifico con tutto quello che hai sul conto corrente, vero?"
"Eeeeh? Ma che, sei scemo? E se poi il Reverendissimo Camping avesse di nuovo sbagliato i calcoli?" mi ha risposto. Cioè, ci credono al punto di andare a predicare per strada, ma non abbastanza da rinunciare a tutti i loro averi. Insomma, non so voi, ma io la leggo come ipocrisia a mille.

martedì 18 ottobre 2011

Il black bloc più grosso

Black bloc qui e black bloc là, i fatti di Roma, e via così... baaaah.
Sentite un po' cos'ha detto una volta il nano bastardo (e si capisce perché abbia tutta questa fottuta paura che lo intercettino):

"... tu capisci che siamo a una situazione per cui: o io lascio ... o facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera ... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa ..."

A questo punto chi è il black bloc più grosso? Questi idioti nullafacenti pagati da chissà chi solo per creare scompiglio, oppure un presidente del consiglio che si permette simili affermazioni? I primi meritano la galera, il secondo una condanna per alto tradimento.

mercoledì 12 ottobre 2011

Votare, oh oh

... schiantarsi, oh oh oh oh.
Per un voto il rendiconto finanziario dello stato (sì, con la solita minuscola d'obbligo) non è passato. Per un voto, il governo è andato sotto. A questo punto, due dettagli sono assolutamente chiari:
a) questa maggioranza non esiste più;
b) non hanno comunque il coraggio di spedire il nano bastardo a piantar cipolle, semplicemente perché loro stessi ci rimetterebbero la poltrona (e il vitalizio, visto che tanti di quegli scaldapoltrone a ufo non hanno completato una legislatura).
Questa è l'Italia moderna. In altre epoche, anche un margine di un solo voto contrario sul rendiconto avrebbe determinato la crisi di governo. Adesso, si andrà di nuovo avanti a colpi di fiducia, con gli scilipidioti che terranno ancora una volta a galla questo governo incapace di svolgere il proprio ruolo istituzionale.
Ribadisco per l'ennesima volta (con n tendente asintoticamente a infinito): è l'Italia a dover staccare la spina con questa gentaglia. Sono gli italiani a doversi dare una sveglia. Gente, siamo lo zimbello del mondo: vediamo di schiodarci!

giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve Jobs


Addio Steve, genio visionario. La malattia ti ha portato via a soli 56 anni. Avevi un sogno, e l'hai realizzato. Le tue innovazioni in campo tecnologico hanno dato un contributo importante allo sviluppo dell'informatica e all'informazione libera. Il mondo ti saluta, con la speranza che tu abbia lasciato la Apple in buone mani.

mercoledì 5 ottobre 2011

Wikipedia contro la legge bavaglio

Ecco il testo integrale di quello che si trova se si tenta di accedere a Wikipedia in questi giorni:



Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia


Una protesta estrema, ma necessaria. Per farla capire a certe teste di fantasupermegacazzo, l'esempio di Wikipedia dev'essere seguito da tutti i siti che si occupano di informazione in Italia. Non è detto che questa legge di merda passi, ma bisogna diminuire drasticamente la probabilità, convincendo la maggioranza più alta possibile di parlamentari a votare contro. E quale sistema migliore che oscurare per protesta siti a cui anche loro accedono, lasciando intanto gli odiati blogger a riportare la notizia "questo o quell'altro sito si è oscurato per protesta contro la legge bavaglio"?

lunedì 3 ottobre 2011

Una volta si chiamava "effetto Streisand"...

... e adesso si chiama effetto vasco rossi.
Il noto rocker Il noto cantante insomma quel coso noto lì ha avuto il bel coraggio di far chiudere un sito di satira, la famosa Nonciclopedia.
Proprio lui che ha sempre vissuto all'ombra della trasgressione, che ha prodotto versi come quelli riportati da Metilparaben a questo post, e al quale le regole sono sempre state strette, proprio lui, dicevo, non sa neppure stare allo scherzo.
Già, perché Nonciclopedia è un sito di satira, e la satira, per quanto caustica possa essere, altro non è che una semplice presa in giro, come quelle che ci si scambia costantemente tra amici, e non certo più dura di queste ultime.
Un epic fail mostruoso, non c'è che dire. E sta scatenando l'effetto opposto a quello desiderato (vedi titolo): più il coso s'incazza perché lo pigliano per il culo e dirama ingiunzioni a destra e a manca, più prese per il culo (condite con una forte dose di disprezzo, stavolta) si attirerà addosso.
Una volta di più, dimostra di essere un vero uomo di merda, nonché una nullità completa nel campo della musica. Volevi ritirarti, coso? E allora fallo! Via dalle balle! Ormai è troppo tardi per farlo senza ignominia, ma almeno così non ti darai ulteriori mazzate sui coglioni (e non andrai avanti a scartavetrarli a noi, tra l'altro).