sabato 22 dicembre 2012

Il mondo è finito e nessuno mi ha avvertito

... così sono qui a scrivere nel blog.
Come, scusa?
Ah, non è finito, quindi.
Mi pareva. Mi sono svegliato stamattina e tutto mi è sembrato reale, solido, concreto come prima. Allora non era solo una mia impressione.
Insomma, il mondo sta andando avanti come prima. L'umanità sta proseguendo lungo il suo cammino, che la porterà all'autodistruzione, certo, ma sicuramente non oggi.
Ma chissà che non sia finita una volta per tutte 'sta buriana che hanno piantato i media negli ultimi 2 o 3 giorni. Chissà che trasmissioni di merda come Mistero non se ne vadano a piantar cipolle. Chissà che non la si pianti di tritare i cabasisi su porcate come questa. Chissà.

venerdì 21 dicembre 2012

Fine di 'sta cippa

Con 'sta storia della fine del mondo ormai mi stanno scartavetrando i cojones alla grande. I media non parlano d'altro. Ma si può? Cioè, allora, distruggiamo 'sto porco mondo una volta per tutte, almeno tutti quanti la pianteranno di smenarla! Ecchepalle!

N. B.: Pubblico qui una vignetta di Nico Pillinini su 'sta merda di profezia falsa come una moneta da 3 euro.


giovedì 20 dicembre 2012

Il Sistema all'Italiana colpisce ancora

Guardate un po' quanti dinosauri chiedono la deroga al limite imposto dal loro partito per ricandidarsi.
L'ultima a mia conoscenza: Rosy Bindi, uno dei dinosauri più antichi, e fervente sostenitrice (in passato) del limite di 3 mandati imposto dal PD=PorcoD**. Adesso si appresterebbe a ricandidarsi per il sesto, alla facciazza delle proprie stesse idee!
Cioè: se avessimo avuto bisogno di un'ulteriore conferma che siamo in Italia, eccola. Questo è il famigerato Sistema all'Italiana: la legge è giusta, ci dev'essere, va fatta applicare... agli altri. Ognuno di noi, dentro di sé, si sente automaticamente esentato dall'applicazione della legge. Considerate un po':
- Quanta gente c'è in giro che prende una multa per un'infrazione al codice della strada (quasi sempre le solite 2 o 3 infrazioni: divieto di sosta, passaggio col rosso, roba di questo genere) e poi va a lamentarsi, a presentare ricorsi, addirittura a minacciare denunce, perché sì, è vero che lì non poteva lasciare la macchina o passare col rosso (o altro) "ma erano solo cinque minuti", "ma ci va un po' più di tolleranza" "ma nell'incrocio non c'era nessuno" eccetera.
- Quanti di fronte al conto presentato da un libero professionista "Fa X senza fattura, con fattura farebbe Y=X+40% minimo" prendono l'alternativa che costa meno, avallando così il fenomeno dell'evasione fiscale e non considerando che le tasse non pagate da quel libero professionista saranno loro a pagarle.
- Quanti sono a protestare contro l'iniquità del fisco e alla prima occasione evadono loro stessi le tasse (tanto per tornare al discorso precedente...).
- Quanti ultracinquantenni sono pronti a criticare aspramente, al punto di augurare loro la morte dopo lunga tortura, i pedofili e poi vanno a fare le vacanze in Thailandia solo per andare a letto con le prostitute dodicenni. (Aspetto culturale o no, non è giustificabile, soprattutto perché i thai mettono in piedi questi giri di prostitute appena entrate nella pubertà proprio per i ricchi pancioni occidentali che portano un mucchio di soldi.)
- Quante volte politici e grossi industriali, coinvolti in giri di mazzette, si difendono dicendo "Io non ho fatto niente di grave" e, soprattutto, "Ma lo fanno tutti".
Cioè: si possono condannare a priori questi dinosauri che insistono a voler rimanere in politica senza condannare l'intero sistema di cui fanno parte? Non è che sono dei marziani o delle creature venute fuori dalla googolesima dimensione: sono italiani proprio come noi, e sono stati messi lì dal voto di italiani proprio come loro. Come si pensa di riuscire a liberarsi dei dinosauri (vedrete che fra un po' anche D'Alema tornerà a ricandidarsi) se nessuno ha intenzione di mettere mano a un sistema marcio fin dalle radici? Se anche si riuscisse a impedire loro di ricandidarsi, poi verrebbero sostituiti da personaggi della stessa risma, solo un po' più giovani. Se vogliamo buttare nel cesso vent'anni di pessima politica, dobbiamo buttare nel cesso il Sistema all'Italiana, che come aspetto culturale è esecrabile esattamente come la prostituzione delle dodicenni n Thailandia.

lunedì 10 dicembre 2012

La mummia ritorna

(Immagine da Libération, grazie Non leggere questo blog!)


(N. B.: "Ritorna" è per andare a tono col giornale francofono. Qualcuno ha mai creduto che il nano bastardo avesse dato forfait? Coi conti delle sue aziende in rosso, da salvare come al solito a spese degli italiani, e coi suoi guai con la giustizia, da schivare con le solite leggi ad minchiam? Il caro alf-sukalano s'illudeva che il suo grande padrone lasciasse a lui le redini della situazione: poveretto. Alf-sukal'ano è nato per fare il lecchino e lecchino morirà.)

E lo sprèèèèd vola. Ma chissefrega dello sprèèèèd. Il piddì anche stavolta è riuscito a regalargli la poltrona (be', chiunque avesse vinto in ogni caso gliel'avrebbe regalata: il piddì è sempre il piddì, c'è poco da fare). Non che con il dimissionario Avvoltoio si stesse meglio; ma almeno all'estero si cominciava a non perculare più troppo il popolo italiano a suon di bunga-bunga. E adesso? Altri mesi o anni di Italia a rotoli, di pessime figure internazionali, di gente che forse magari emigrerà in massa (e solo perché, lo ribadisco, non siamo in grado di mettere in piedi una rivoluzione come si deve)? Oppure la Nera Signora finalmente si ricorderà che deve andare a prendere con estrema urgenza il nano bastardo?

mercoledì 28 novembre 2012

E neppure questo basta

Riporto pari pari le parole di Emergency riguardo all'ultima sparata dell'Avvoltoio:


"Non è garantita la sostenibilità futura del Sistema Sanitario Nazionale", dice Monti. In un Paese che spende 23 miliardi l’anno in spese militari, che mantiene un esercito con più comandanti che comandati, che si compra 90 F-35, che mantiene generosamente la sanità privata, è possibile sentirsi dire che "non è garantita la sostenibilità futura del Sistema Sanitario Nazionale"?

Cioè, che l'idea fissa dei banchieri, di cui l'Avvoltoio è il portavoce, fosse quella di dar mazzate ai poveri e di favorire i ricchi già si sapeva. Ma la gente che cazzarola fa? Continua a ingoiare i rospi. I soliti noti continuano, tra l'altro, a caricare tutte le colpe sull'Avvoltoio, dimentichi del fatto che se non fosse stato per il nano bastardo di gente come l'Avvoltoio nessuno avrebbe sentito il bisogno. Neppure il fatto che ai poveri (cioè: circa 50 milioni di persone, qui in Italia) non resterà che crepare in caso si ammalassero basta a far scoccare la scintilla. A quel punto, non resterà altro, ai pochi come me ancora dotati di un briciolo di buon senso, che emigrare o romperci le corna con una rivoluzione di quattro gatti.

venerdì 16 novembre 2012

Anche questo non basta

Ormai siamo allo stremo. Lacrimogeni lanciati dalle finestre del ministero della giustizia su un corteo di manifestanti che era già stato caricato e disperso dalla polizia!
Ecco il video:



Cioè: possono anche essere stati tirati da delle teste calde. Ma quelle teste calde fanno parte della polizia, e lì ci si trovavano per fini istituzionali. Insomma, le istituzioni che si permettono di bombardare da postazioni nascoste un corteo di studenti - che già s'erano presi una fraccata di manganellate sul muso - è qualcosa non da paese democratico, ma da dittatura come quelle dell'America latina.
A questo punto: sollevazione popolare da parte di tutti? Indignazione? Defenestrazione di questo regime tirannico con biglietto di sola andata per Marte?
Naaaa.
Nemmeno questo basta a scatenare la scintilla.
Gli studenti se li sono presi addosso, si sono ritirati, finita lì. Nessuno - nessuno - si è messo in testa che quelle azioni, da parte delle istituzioni ribadisco, siano di una gravità senza pari. Nessuno ha nemmeno pronunciato la parola "rivoluzione".
Allora, visto che siamo codardi fino a questo punto, teniamoci i politici di merda che ci ritroviamo! Vuol proprio dire che meritiamo le inculate che ancora ci riserveranno.

Nota per tutti quelli che si sono bevuti l'appello dell'insetto straparlante alla polizia a ribellarsi e a mettersi dalla parte del popolo. La polizia non lo farà mai. Se l'esercito fosse stato mandato a reprimere la manifestazione, magari forse probabilmente può darsi che qualcuno di loro potesse avere dei ripensamenti, dirsi "Sì, è vero, sto sparando al mio stesso popolo" e scavalcare la barricata. Ma la polizia è notoriamente fedele solo a chi tiene i cordoni della borsa, e quindi non passeranno mai dalla parte del popolo di cui hanno bellamente dimenticato di far parte.

martedì 6 novembre 2012

Cioè: e a noi che ce ne frega?

Elezioni del presidente USA.
Uaaaau.
Tutti i media non fanno che parlare di questo. Tutti i media a presentare filmati, filmatini e filmatelli su ogni scoreggia dei due candidati. Tutti i media a intervistare gente riguardo a queste elezioni.
Ma la domanda fondamentale è:
L'Italia è Italia o è il 53° stato USA?
Se è il 53° stato USA, be', allora questa me la sono proprio persa. E va bene, in un caso del genere sarebbe giustificato fare tanto casino per un presidente che, in definitiva sarebbe il nostro.
Ma, scusatemi: non mi risulta proprio che l'Italia sia il 53° stato USA. Me lo sono perso io e se lo sono perso tutti quanti; nemmeno san Google ha trovato nulla riguardo a questo passaggio di sovranità.
Quindi: l'Italia è Italia.
Quindi (2): gli USA per noi sono una bella area geografica facilmente localizzabile su un mappamondo, ma lontana da noi almeno 6000 chilometri (e parlo della costa più vicina a noi; aggiungetene altri 3000 per l'altra costa).
Quindi (3): l'Italia come stato sovrano (sì, sembra una bestemmia ormai) può trattare alla pari con gli USA chiunque sia il loro presidente. Forse gli USA starebbero meno peggio (non meglio: proprio meno peggio) in caso di vittoria di Obama, perché l'altro tipo riesce a far apparire dei santi perfino personaggi come Mussolini, Pinochet, Kim Jong Il e altri di questa risma. Forse. Ma per quanto riguarda le relazioni internazionali, NON CAMBIEREBBE UNA CIPPA. E allora, perché tutto questo spreco di risorse mediatiche per sbrodolare su elezioni di cui alla stragrande maggioranza della popolazione non gliene può fregare meno?
Semplice: perché così i problemi che abbiamo noi a casa nostra verranno fatti passare, come sempre, in secondo piano. Perché così si riesce per l'ennesima volta a gettare un nuvolone di fumo negli occhi degli italiani.
Dobbiamo davvero piantarla di sbavare dietro i media e cominciare a pensare con la nostra testa. Il che, lo ammetto, è utopia per quei sessanta milioni di tele-lobotomizzati che abbiamo in Italia. Ma illudersi è un vizio umano.

AGGIORNAMENTO DEL GIORNO DOPO (cioè: ancora una volta, chi se ne frega?)
Sembra che Obama abbia rivinto. Meglio (anzi, meno peggio, come segnalato sopra) per la popolazione statunitense. Per noi, continua a non cambiare una cippa.

venerdì 2 novembre 2012

FIAT voluntas minkionni...

Ma stiamo scherzando?
Cioè: a seguito di una sentenza la FIAT è stata costretta a riammettere al lavoro quei 19 operai iscritti alla FIOM che erano stati licenziati.
Cosa fa Minkionne? Così, ad muzzum, nonostante un piano di reintegro per migliaia di posti, caccia via 19 operai a caso (ma non iscritti alla FIOM) con la scusa della crisi.
Insomma, non solo sta cercando di far passare il messaggio che lui può fare quel piffero che gli pare e che gli operai per lui sono dei semplici robottini da sfruttare al minor costo possibile; sta anche cercando di fomentare malcontenti e divisioni tra gli stessi operai, in nome del famoso divide et impera per cui un dittatore d'antan divenne famoso.
Allora:
a) Messaggio agli operai FIAT: state uniti. Non lasciatevi mettere l'uno contro l'altro da uno stronzone il cui unico scopo è chiudere i "costosi e improduttivi" stabilimenti italiani per delocalizzare in Serbia e magari pure in Cina, dove gli operai sono schiavi a tutti gli effetti e costano alle aziende una ciotola di riso bollito al giorno;
b) I mercati, notoriamente miopi fino all'estremo, hanno reagito, pure loro, negativamente. Il titolo FIAT ha perso un mucchio di punti in borsa. Caro Minkionne, l'epoca del Mega Direttore Galattico stronzo e tiranno è finita all'epoca di Fantozzi. Ora il rispetto per le tue maestranze è d'obbligo; oppure schioda, vattene dall'Italia e lascia la FIAT nelle mani dello stato, al quale l'azienda deve la bellezza di 220 miliardi di euro dal 1975 a oggi.

lunedì 29 ottobre 2012

Che banda di boccaloni siamo stati!

Non sono stato facile profeta?
Non ho forse detto che crederò ai "non mi ricandiderò" del nano bastardo solo quando queste parole gli usciranno in punto di morte?
Era troppo ovvio che non avesse nessuna intenzione di schiodare. Guai con le sue aziende, guai con la giustizia: se non si ricandida è perduto. Però giornali, blog e quant'altro tutti a cascarci come dei boccaloni, tra allelujah e osannah, yuppiduuu, se ne va, si toglie dalle palle... Tsè.
L'altro giorno gli è arrivata quella bella sentenza di condanna. E quindi?
Quindi, deve rimangiarsi il suo "non mi ricandiderò" e annunciare che resterà per "riformare la giustizia".
Come l'ha riformata finora, intendo: per farsi la classica leggina ad minchiam per sfangarsela anche con questo processo.
A questo punto, comincio perfino a vedere di buon occhio l'ipotesi di un sicario. Anche se gli sparassero, il suo partituncolo non riuscirà a risollevarsi nemmeno facendone un martire. Non possiamo più permetterci di aspettare che la Nera Signora si ricordi della sua esistenza; dobbiamo scriverglielo noi, il nome del nano bastardo, sull'agenda, in grassetto.

giovedì 25 ottobre 2012

Una buona notizia?

Il nano bastardo ha detto che non si ricandiderà.
(Tsè. Ci crederò quando queste parole gli scapperanno in punto di morte.)
Sia come sia. Che le sue intenzioni siano serie (vedere parentesi precedente) o che stia solo saltando fuori dalla nave che affonda (molto più probabile), l'unica buona notizia è che la nave, ovverossia il Partito Dei Ladri, senza di lui si sfascerà senza nessuna speranza. Come sta già facendo, del resto, il Partito Dei [aggiungete voi qualcosa: è quello senza la L]. Ma per il P2L (come viene chiamato ultimamente) sarà ancora peggio, millemila volte peggio. Il P2L è stato cucito su misura addosso al nano bastardo, come un abito di alta sartoria; non ha altra identità che quella del suo lider minimo (dai, dai, ci stava: Castro è alto più di un metro e novanta mentre il nano bastardo fa un metro e una mosca spiaccicata...). Se il nano bastardo si fa da parte - ribadisco, esce dalla porta per rientrare dalla finestra - il suo bel partito fondato sulla menzogna e sul culto della personalità va a sparasgnaus nel giro di tre giorni. Primarie nel P2L? Le iene che si contenderanno questo o quel brandello del partito? Pfui. Tutti i vari chiquito-bananito, merdini, gastaminchasparri, la rissa, santadechè, minchietti e tutto il resto della banda, che tra l'altro non hanno mai fatto un minuto di lavoro serio nelle loro vite infami, da un momento all'altro si troveranno sbattuti in mezzo a una strada.
Come ho detto, questa è l'unica buona notizia.
Per il resto: il nanobastardismo non morirà certo col nano bastardo. La politica in Italia, ormai, è definitivamente compromessa. Il partito che più di tutti ha possibilità di "sfondare" purtroppo è guidato da qualcuno ancora peggio del nano bastardo: il grillo straparlante, che basa la sua popolarità sui toni forti usati per nascondere l'assoluta assenza di contenuti, proprio come il nano bastardo, ma su scala ancora maggiore. Il piddì senza la elle è un caos completo, e gli altri, peuh, forse non passeranno neppure la soglia di sbarramento. In mano a chi ci rimetteremo l'anno prossimo? All'Avvoltoio? Ma per favore. Forse se qualcuno decidesse davvero di commissariare l'Italia sarebbe meglio: almeno avremmo nome e cognome di chi viene mandato a incularci.
Adesso vedremo se questo post reggerà all'effetto-sallusti...

martedì 23 ottobre 2012

Ciùsi

La ministra - ops, pardon, il Signor Ministro fornero (senza la maiuscola, ovviamente) si è lasciata scappare l'ennesima delle sue gaffe (ma già da un po' m'è sorto il dubbio che siano calcolate esattamente come quelle che sparava Mike Bongiorno). Ha invitato i giovani a non essere troppo ciùsi nella scelta del lavoro. Al che uno si domanda: ciùsi? Chevvordì? Poi gli spiegano che è una parola in babilonese, no, in ostrogoto, insomma, in quella lingua là e vuol dire schizzinoso. Già, intanto prima di tutto un appunto linguistico, nei riguardi di una che a quanto pare è un po' troppo ciùsi nei confronti della lingua italiana: schizzinoso pareva troppo semplice? E ora vediamo alla critica importante.
Vero è che fino a poco tempo fa esistevano categorie di lavori che un italiano mai e poi mai avrebbe voluto fare. Vero che un giovane neolaureato non andava certo a cercare lavori per cui non aveva studiato: sia mai che si sprechino cinque o più anni di università per andare poi a fare un lavoretto umile. Ma questa cazzo di crisi economica ha annullato completamente questo tipo di ragionamenti. I giovani e quelli un po' meno giovani sanno di non potersi permettere di essere ciùsi. Chi cerca un lavoro oggi, qualunque sia il suo titolo di studio, andrebbe anche a spalar merda in un porcile pur di riuscire a portare a casa la pagnotta.
Ma però, tuttavia.
(Eziandio.)
(Con ciò fosse cosa che.)
A questo punto sono i datori di lavoro a essere ciùsi. A questo punto, sono loro a sbattere le porte in faccia a un laureato, a dirgli "Non abbiamo bisogno di uno con le tue qualifiche", e quando il poveraccio in questione fa loro notare che si accontenterebbe anche di un lavoro di spalatore di merda sono loro a replicare "Hai studiato e vorresti spalar merda? Ma fammi il piacere!". Sono loro a dare quel posto, piuttosto, a extracomunitari che possono più facilmente essere ricattati e sottopagati. Ai laureati ormai non rimane altra possibilità che farsi stage a pagamento zero, o starsene a casa in disoccupazione, il che forse è meglio perché almeno farebbero meno fatica. Oppure hanno un calcio in culo mostruoso e diventano, per esempio, sottosegretari della ministra fornero.
Quindi, cara ministrona, scendi dalla tua alta torre d'avorio, riporta i piedi a terra e sappi che i giovani, grazie al tuo governo di merda e a quelli che l'hanno preceduto, non solo non possono permettersi di essere ciùsi, ma nemmeno di lavorare.

lunedì 22 ottobre 2012

Chiamatemi Vostra Maestà e strisciate ai miei piedi!

Sì, perché io sono l'Imperatore del mondo e mi è dovuto il rispetto da parte di tutti voi sudditi infimi striscianti a livello di vermetti.
Scherzi a parte.
Un parroco si rivolge al prefetto di Caserta, una donna, chiamandola "signora".
Be', cosa c'è che non va?
Niente, secondo la signora in questione.
Tutto, secondo il collega napoletano di questa signora, che, in pubblico, rimprovera duramente il parroco: "Ma quale signora, è un prefetto della Repubblica Italiana. Abbia più rispetto per le istituzioni." E al tentativo del povero parroco di scusarsi, infierisce: "Può anche andarsene, ma prima cerchi di capire cosa sto dicendo. Chiamandola signora l'ha offesa e ha offeso anche me."
Questo emerito stronzo (questo è l'unico titolo che merita) va sputtanato per nome e cognome, nonché qualifica: Andrea De Martino, prefetto (ma non merita più questo titolo, nemmeno per i pochi giorni che gli restano a occupare indegnamente quella poltrona) di Napoli.

martedì 16 ottobre 2012

Nobel per la strage

E' proprio vero che il prestigioso premio Nobel ormai è decaduto. E' proprio vero che ormai basta proporre la propria candidatura per averlo, che lo danno a cani, porci, gatti e sorci. Soprattutto il Nobel per la pace.
Cioè: Nobel per la pace a un presidente statunitense. Basterebbe già questo a far gridare al controsenso, perché statunitensi pacifici forse non sono mai esistiti. Lo statunitense medio è quello che alla minima provocazione tira fuori la pistola (le vendono anche dal verduriere, laggiù) e ti spara. Obama mica ha smentito la sua natura di statunitense medio: ha proseguito senza interruzione tutte le guerre iniziate dai suoi predecessori... e gli hanno dato il premio Nobel appena insediato, così, sulla fiducia! Cioè, neanche il tempo di rendersi conto che è in tutto e per tutto uno statunitense medio!
E poi: premio Nobel all'unione europea (mi spiace, le maiuscole se l'è giocate). Cioè a un'unione dominata dai nuovi nazisti capitanati dalla signora HitlerMerkel e dagli istituti finanziari; a un'unione che piuttosto di ridurre di un solo centesimo le spese militari (sia mai, se no gli statunitensi s'arrabbiano: vedere sopra) taglia tutte le spese per il benessere sociale, la cultura e la sanità; a un'unione che si è tuffata con immenso godimento in guerre senza senso; a un'unione che sta covando la guerra civile dentro di sé.
A questo punto, quel milioncino che danno assieme al non-più-prestigioso premio farebbe comodo più a me che a due soggetti che di un milione ci si puliscono il culo. Chissà? Presenterò la mia candidatura e magari mi porterò a casa il premio e il bottino.

mercoledì 10 ottobre 2012

Conferma della conferma - ma ci siamo o ci facciamo (di oppiacei)?

Prendo spunto dal fatto che tale signor Schettino, detto anche l'Affondanavi, ha avuto la faccia da culo di fare causa alla Costa Crociere per essere stato licenziato "ingiustamente", come se mandare a picco una nave che da sola costa come una città e a mignotte gli affari della compagnia relativamente a quella nave fosse una pinzillakkera da niente. (E vabbe', stendiamo un velo pietoso sulle politiche commerciali della Costa, le cui navi continuano imperterrite a fare il pelo agli scogli.) La sua sparata non solo non indigna abbastanza gente, ma quello è un comportamento tipico degli italiani. Lasci la macchina parcheggiata alla cazzo di cane poi vai a lamentarti e a minacciare di far causa al vigile, perché tanto la legge va applicata agli altri e tu ne sei esentato. Tagli le gomme a un disabile perché ha osato lamentarsi del tuo parcheggio nel suo posto riservato, e poi ti giustifichi dicendo che è stato un errore tecnico. Ti arrestano perché hai causato un buco di milioni o miliardi nella gestione della tua azienda, e tu, ma guarda un po', non ne sapevi niente; e soprattutto nessuno riesce a scucirti un solo centesimo come risarcimento danni. Cioè, se l'italiano medio continua a non mostrare la dovuta indignazione per questi comportamenti, anzi, come ne ha l'occasione li imita anche se fino a cinque minuti prima ha fatto finta di criticarli, non ci leveremo mai dai coglioni la cricca che ci sta distruggendo senza speranza. Nel 1861 "fecero" l'Italia; ma per gli italiani la strada è talmente lunga ed erta da essere del tutto impercorribile.

lunedì 8 ottobre 2012

2 pesi e 2 misure

Cioè, veramente.
Caso 1): Tale signor Sallusti si permette addirittura di diffamare un giudice; condannato? Non sia mai. Non solo non ha fatto mezzo minuto di carcere, ma è rimasto a dirigere quel pacco di fogli nemmeno buoni come carta igienica, e a diffamare chiunque gli stia sulle palle (cioè chiunque non sia il nano bastardo).
Caso 2): Un blogger si permette di fare della satira sul Trota (ma sì, il figlio più intelligente del legaiolo storpio, quello che usa il 60% del neurone che i tre fratelli hanno in condivisione) e viene condannato a pagare, tra multe, spese legali, risarcimenti e la minchia fritta sa cos'altro, quasi diecimila euro.
Okkei, per i fautori del "Sallusti Santo Subito", la legge sulla diffamazione forse è un po' troppo rigida (ma va'; andate a vedere cosa ne pensano in Russia o in Cina della diffamazione, così non vi lamenterete delle leggiuncole italiane, che fanno ridere i polli al confronto), ma Sallusti l'ha fatta un po' troppo fuori dal vaso e non gli è successo niente; questo blogger si è permesso di prendere un po' in giro un personaggio che, da parte sua, avrebbe dovuto semplicemente farsi quattro risate (*) e deve pagare una sassata. Se si deve applicare una legge sulla diffamazione, va bene, ma che la si applichi a tutti! Non che un Sallusti a caso, dato che è protetto da un tizio che si è arricchito sulle tasche degli italiani, la passi liscia e un povero cristo sia costretto a pagare anche per lui.


(*) Il che è da millenni l'unico modo per "smontare" la satira. Ti stanno perculando e tu ti diverti assieme a loro? La prossima volta perculeranno quell'altro là, che è notoriamente un permaloso, e lasceranno perdere te dopo averti classificato come un allegro compagnone, anzi, magari ti chiederanno di contribuire a perculare l'altro. Prendersela per la satira vuol dire attirarsi addosso il famoso effetto Streisand, cioè cercare di spegnere il fuoco con la benzina...

mercoledì 3 ottobre 2012

Scava, scava, che il fondo del fondo è ancora lontano

Cosa ci vuole ancora all'Italia per reagire? Cioè, sentite questa. Tale Antonio Piazza, pidiellino, si permette di piazzare la sua bella Jaguar (comprata, di sicuro, a spese dei contribuenti) nel parcheggio riservato ai disabili. Un disabile, giustamente, s'incazza come una iena, chiama i vigili e costoro appioppano la doverosa multa al rincoglionito. Questo cosa fa? Aspetta che i vigili vadano via e taglia le gomme all'auto del disabile! Ovviamente, sotto gli occhi delle telecamere; così i suoi compagni di merende del Partito Dei Ladri non possono far finta di non averlo mai saputo e chiedono le sue dimissioni. Prima non le vuole dare, poi chiede scusa, sì, ma con un però grosso come una casa: "C'è gente che ha fatto peggio di me ed è ancora lì." (Riferita al suo gran capo, il nano bastardo, forse?) Le dimissioni le ha date, va bene, ma tanto sappiamo già che esce dalla porta per rientrare dalla finestra. Arrestarlo e sbatterlo dentro per violenza privata e danneggiamento di proprietà privata, per futili motivi con base discriminatoria, era troppo semplice per le forze dell'ordine che hanno visionato le riprese?
Cioè, qualcuno mi vuole spiegare in che cazzo di paese di merda viviamo?

martedì 2 ottobre 2012

Una fine annunciata

Il sistema economico attualmente in vigore sta definitivamente crollando. "Crescita" era una parola che andava bene quando c'erano le risorse. Ma la gente è troppa, le risorse si stanno esaurendo - e il sistema si sta autoseppellendo. Bisogna produrre, produrre, produrre. Bisogna incassare un mucchio di soldi, sempre di più. Chi produce però deve anche vendere; gli stessi operai che lavorano nelle fabbriche sono quasi obbligati a comprare i prodotti usciti dalle loro stesse mani. I media ci mettono del loro, a convincere il popolo che deve comprare, comprare, comprare. Devi avere l'auto ultimo modello, il televisore 3D strafigo, lo smortofono ultimo grido, eh già. Devi comprare la miracolosa crema antirughe che costa una fucilata ogni vasetto da 30 grammi, oh sì. Devi alimentare il sistema per il quale tu stesso lavori. Così tu devi lavorare sempre di più guadagnando sempre meno, e spendendo sempre di più. Ma a un certo punto decidono che costa meno far produrre l'auto ultimo modello, il TV strafigo, lo smortofono ipermoderno, la crema antirughe e quant'altro in Cina, dove la vita umana vale meno di zero e un operaio costa all'azienda una ciotola di riso bollito al giorno. L'operaio occidentale non lavora più, non può più permettersi di comprare tutte 'ste menate, non riesce a starci dentro tra affitti/mutui, bollette, tasse, spese per mantenere la famiglia; e l'industria va in crisi, chiude, non produce più. Ma il povero cristo continua a venir spinto a comprare, comprare, comprare, dai media martellanti che cercano di curare gli interessi degli industriali. Non più tardi del 2014 la produzione industriale sarà azzerata, non ci sarà più l'auto, il televisore, lo smortofono, la crema antirughe e blablabla; alla gente non resterà che una scelta: tornare a coltivare la terra. Non per vendere: per vivere e basta. L'epoca del consumismo ad ogni costo è ormai definitivamente tramontata; speriamo solo di riuscire a porre un freno a questo sistema ormai distrutto prima che conduca all'estinzione dell'umanità.

Considerazione 1: In Italia la questione è assai più grave che nel resto d'Europa. In Italia la gente continua a voler vivere al di sopra delle proprie possibilità. Crisi, mancano soldi e blablablà, ma c'è gente che si mette in coda 48 ore prima davanti ai negozi della mela morsicata per poter dire che sono stati i primi a spendere 700 euro o giù di lì per aggiudicarsi l'ultimo modello di ahifon. 700 euro sono quasi lo stipendio di un operaio. Devono barcamenarsi tra affitti o mutui, bollette, tasse, la spesa per la famiglia (come già detto sopra) ma non possono mica rinunciare al SUV strafigo da 30.000 o più euro, quello, per intenderci, che nel caso migliore fa 6 km con un litro; e allora fanno il finanziamento; ma poi con che cazzarola vivono? Alla fine, però, si lamentano della crisi e dei magna-magna - a ragione, sì, però non fanno nulla per migliorare la situazione dal loro lato.

Considerazione 2: Ecco una ricetta alquanto utopistica che potrebbe permetterci almeno di continuare a vivere. Si tratterebbe di creare un'unità valutaria basata su un valore concreto, cioè un'ora di lavoro di qualunque operaio non specializzato; gli stipendi andrebbero pagati basandosi su quella valuta, e i prezzi di qualunque bene, che sia di prima necessità, di lusso o quant'altro, devono essere stabiliti su base fissa e immutabile in ore o frazioni di ore di lavoro. L'inflazione diverrebbe un crimine, cioè, chi gonfia artificiosamente i prezzi per speculare dovrebbe finire in galera per i successivi 257 anni. La crescita sarebbe zero, cioè senza valori positivi o negativi: proprio zero, stabilità assoluta. Così, forse, riusciremmo a sfangarcela. (L'ho detto che è utopia, no?)

lunedì 1 ottobre 2012

Ennesima conferma, se mai ce ne fosse bisogno

In Italia non vive un popolo. In Italia ci sono circa sessanta milioni di nazioncelle costituite ciascuna da un solo individuo.
Cioè: l'Italia sta cappottando a causa del suo malgoverno; le tasse ci stanno strangozzando, la gente non riesce nemmeno più a comprarsi l'indispensabile, cialtroni senza scrupoli propongono una dietro l'altra "ricette" per risanare il paese senza toccare gli interessi dei soliti, la cultura e la sanità ormai sono un ricordo lontano. E allora?
Ci si ribella, come in Spagna?
Naaaaaa.
Si organizza un bello sciopero generale a cui partecipano tutti, ma proprio tutti?
Naaaaaa.
Si mette in piedi qualche forza politica innovativa, pubblicizzandola bene  in modo che riesca a vincere le proprie elezioni?
Naaaaaa.
Si parla e si riparla. Si criticano i politici, gli industriali, la chiesa, tutto questo minestrone di mangiapane a ufo. Si scrivono blog (sì, lo so: io scrivo un blog; ma come ho già detto il mio non è altro che un posto dove sfogarmi, non pretendo affatto che qualcuno lo segua). Si clicca "mi piace" su una marea di stupidissime pagine di Faccialibro. E poi? Qualcuno si muove per prendere provvedimenti concreti? Sì, ho visto un elefante rosa a pallini viola che volava sospinto dalle sue puzzette. Ognuno pensa solo ai cazzi propri; la responsabilità dei suddetti provvedimenti ricade invariabilmente sugli altri. Agli scioperi vanno i soliti quattro gatti (rischiando pure di farsi corcare di mazzate dagli scalmanati di turno, pagati per fomentare disordine); nessuno vuole impegnarsi in prima persona in politica eccetto i soliti vecchi nomi che mirano solo ad avviticchiarsi ancora più saldamente alle loro poltrone; rivoluzione nemmeno a parlarne, che vadano gli altri a fare casino, io tengo famiglia. Piuttosto si va a fare ore di coda e a litigare per comprarsi lo smortofono ultimo modello... ma guarda un po' che roba.
Un giorno o l'altro ci renderemo conto che "gli altri" siamo noi. Quando sarà troppo tardi ormai. Quando gli "altri altri", cioè innominabili approfittatori privi di scrupoli provenienti dall'estero, avranno trasformato l'Italia in un loro dominio personale e gli italiani (che, ribadisco, non esistono come popolo: solo come individui) in schiavi peggio che in Cina. A quel punto, piangere sul latte versato sarà l'unica azione a nostra disposizione.

lunedì 24 settembre 2012

Polverini? No, polveroni!

Se c'era bisogno di una conferma che il Partito Dei Ladri sia ormai alla frut all'ammazzacaf alla visita al cesso il giorno successivo è il bric-à-brac accaduto in Lazio negli ultimi giorni. Trighi e trughi con fondi pubblici, la polverini (con la minuscola d'obbligo) che - forte senso di déjà vu - non si dimette, blah blah blah. Il piddielle è allo sfascio più completo. Quell'emerito scartafaccio di libbbbbbero si chiama fuori (leggere l'articolo qui) e Chiquito Bananito (sì, il lucidatore anale a lingua per eccellenza del nano bastardo) parla di "un autentico disastro".
Eppure vinceranno ancora una volta, nel 2013. Hanno promesso che "toglieranno l'IMU" e i boccaloni italiani ci ricascheranno per l'ennesima volta.
L'Italia è una nazione defunta.

Aggiornamento del 25 settembre
La polverini, a quanto pare, non ha più potuto schivare le dimissioni. Ormai la cosa è abbondantemente sfuggita di mano al Partito Dei Ladri.

Ulteriore aggiornamento
Guardate che faccia da culo ha avuto l'impolverata. Non ha nemmeno avuto il buon senso di aspettare qualche settimana, lasciando che il clamore si placasse almeno un po'. Nemmeno ventiquattr'ore dopo le sue dimissioni, ha tappezzato Roma (abusivamente, come fanno da mo' tutti i partiti) con questi manifesti (grazie Non leggere questo blog per l'immagine):


Ah, però. Così vuol veramente dire prendere per deficienti gli elettori (i quali, se la rivotano, vuol proprio dire che lo sono).

domenica 2 settembre 2012

La solita tiritera dei giudici di "sinistra"

Già, già. Una magistratura che si accanisce all'inverosimile contro le fasce deboli e si inchina ossequiosamente ai potenti sarebbe di "sinistra". Una magistratura che assolve i crimini più gravi commessi (ma guarda un po') proprio dal primo che l'accusa di essere "comunista"; ma se un poveraccio ha un microscopico conticino con la giustizia, tipo una multa non pagata, diventa automaticamente uno dei peggiori criminali mai esistiti, al punto di meritare l'ergastolo o anche la pena di morte. Evasioni fiscali miliardarie passano e scivolano via, mentre la mancata emissione di uno scontrino per pochi centesimi vale la chiusura definitiva e irrevocabile della piccola attività rea di aver commesso quell'atroce delitto. Un tizio usa un foglio di carta intestata della ditta per cui lavora per scriverci qualcosa di suo, e finisce per svariati anni in galera con accuse di peculato, truffa, furto e quant'altro; gente che manda in bancarotta fraudolenta ditte per svariati miliardi la passano liscia.
Non è precisamente un comportamento aderente agli ideali marxisti.
Caro nano bastardo, e cari tutti quanti voi che continuate ad accusare la magistratura (che più fascista non potrebbe essere) di "comunismo": state massacrando il vostro più fedele alleato in quest'Italia che sta andando in merda. Non vi siete mai chiesti perché le toghe dei magistrati siano nere anziché di qualche altro colore? Ma adesso vi lamentate che la magistratura vi dà addosso. E per forza: ha curato i vostri interessi per decenni, e come ringraziamento voi la corcate di insulti e cercate di ostacolarla in tutti i modi? Adesso la magistratura vi farà pagare con gli interessi la vostra ingratitudine.
(N. B.: prima che qualcuno mi voli addosso, sappiate che la magistratura funziona così in tutto il mondo, fin dall'epoca dei Sumeri, che furono i primi a istituirla. Il detto "Soldi e amicizia ingannano la giustizia" non è nato in Italia; noi l'abbiamo soltanto tradotto. La mazzata non è precisamente diretta a un organismo composto di esseri umani i quali, in primis, curano i propri interessi come farebbe chiunque altro; è rivolta a chi continua a strepitare su tutti i toni la tiritera "giudici comunisti" senza nemmeno sapere cos'è il comunismo, per non parlare di quanto organismi di quel genere ne siano lontani.)

giovedì 30 agosto 2012

Euuiua l'informazzzzione

Benzina sopra i 2 euro? Tasse che stanno massacrando dipendenti, pensionati e piccole attività lavorative? Gente che si dà fuoco perché non riesce più a pagare i debiti? Gente che muore perché i suoi datori di lavoro hanno fatto la cresta sulle spese per la sicurezza? Cultura e sanità ormai del tutto annullate? Stipendi sempre più d'oro dei politici, e sempre più bassi per i poveracci? Criminalità in spaventoso aumento? Evasione fiscale fuori da ogni parametro? Guardate se qualche tiggì, qualche giornale, qualche sito web di notizie passano queste notizie. Cercatele col lanternino; forse c'è qualche microscopico spazio, qualche trafiletto contrabbandato tra gli annunci per single, qualche link scritto in carattere microscopico; ma bisogna avere un Qlo della madonna per trovarlo.
Naaaa. Quelle non sono notizie.
Ritornello dell'estate: "questa è stata l'estate più calda dal Pleistocene a oggi". Estati come quella del 2003, ma anche quella del 1993 e altre che ricordo perfettamente: dimenticate. E fino a non più di una quindicina di anni fa queste statistiche non le teneva nessuno, nemmeno i servizi meteorologici, che pure riescono a immagazzinare dati attendibili fino dalla metà degli anni '70.
Altre notizie importanti: il principe Coso visto nudo, sarà punito oppure no, bla bla bla. Il principe chi? Ma sì, Coso, quello là, insomma, quel tipo di cui non ce ne strabatte una strabeata. Eppure, ti riempiono colonne, minuti e spazi su web. Già bello che non hanno ritirato fuori le solite sparate sul culo della cognata del fratello di questa mezza merda su un trono (anche se a precederlo per il trono ci restano ancora suo padre e il citato fratello).
Oppure: spettegulesss a non finire su VIP o presunti tali, Tizio che molla Tizia, Caio visto con Sempronia ma non era vero perché si stava facendo Pinca Palla, ecc. (notare che non ho fatto nomi: non voglio far pubblicità gratuita a nessuno, ma il tenore di circa il 60% delle notizie è questo).
Oppure, ancora: ripresa del grande stronzello, di amici di 'sta cippa, di icsFUCKtor, di questo, di quell'altro, di tutti 'sti reality più falsi di una banconota da 800 euro.
Andiamo avanti: kampionato di kalcio alle porte, questa squadra che ha scambiato Dee e Dum con Pippippero, quell'altra squadra che ha comprato Bozo e Bippo in cambio di Sparasgnaus, polemiche da tutte le parti, bli, blo e bla. (Chissà, sarebbe da ridere se esistessero davvero kalciatori con questi nomi...).
E poi: il fantastico cane che pratica il parkour.
E ancora: come sarà sanremolabarca 2013. Come se non bastasse lo schifo che ha fatto quest'anno.
E in più: la profezzzia dei mayali porcy bastardy, si sta avvicinando il momento, su, correte ai ripari.
Ah, sì, già, l'uragano stravacc che sta devastando New Orleans (e che è già a seimila chilometri di distanza, per di più declassato a semplice venticello).
E poi?
Ma manco di Marte non parlano. Notiziola passata così, la sonda robotica Curiosity è atterrata, e poi basta. Non mezza immagine, non mezza notizia su cosa sta cercando e cosa ha già trovato, nada.
Poi ci si lamenta che la popolazione è lobotomizzata e non ha il coraggio di riprendere la situazione in mano. E per forza! Va bene attaccarsi alle cose normali per illudersi di avere ancora qualche speranza, ma nell'informazzzzzione italiana di normale non c'è più un tubero.

venerdì 24 agosto 2012

La luce in fondo al tunnel

... non è altro che il treno che è entrato dall'altra parte e sta per travolgerci.
L'Avvoltoio e i suoi scagnozzi ce la stanno smenando che si intravede qualche spiraglio, che nel 2013 usciremo dalla crisi e bla bla bla. Le agenzie di rating sembrano dar ragione alle parole dell'Avvoltoio (se mai avessimo bisogno di qualche conferma alla connessione tra lui e il mondo della finanza). Chissà come mai, però, gli italiani (soprattutto le classi meno abbienti) questo spiraglio non lo vedono proprio.
Chissà come mai gli italiani (idem come sopra) continuano a vedere tasse, tariffe, prezzi dei beni di consumo aumentare a dismisura e stipendi e pensioni, nel caso migliore, rimanere lì bloccati ai valori che avevano nel 1988.
Chissà come mai gli italiani continuano a vedere La Casta aumentarsi gli stipendi già da favola che percepisce, senza la minima speranza che, anche solo a mo' di gesto simbolico, decidano di rinunciare a mezzo centesimo bucato.
Chissà come mai il turismo è in forte calo. Chissà come mai le aziende non riescono più a vendere e chiudono, aggravando ulteriormente il problema nel cacciare fiumane di disoccupati in strada. Chissà come mai tutto quanto.
Forse non hanno ancora capito che tartassando chi potrebbe risollevare l'economia, cioè le fasce basse della popolazione, ottengono l'effetto opposto.
Ah, ma tanto ci sono le elezioni nel 2013. Tsè. Il porcellum è in realtà una scrofa, che sta partorendo il porcellinum: cioè, non cambia una cippa nella legge elettorale. E chi andrà su nel 2013? Il nano bastardo? Il grillo straparlante? Uno o l'altro dei troppi galli nel pollaio dello schieramento di centrosinistra? L'ex-magistrato polemico e tritaballe, ma del tutto inconcludente? L'Avvoltoio e i suoi scagnozzi? Un mix di questi personaggi?
No, devo ribadirlo per l'ennesima volta. L'Italia è finita. Visto che non siamo in grado di defenestrare tutti questi ladri e truffatori per la via più breve, vendiamoci allo straniero finché possiamo ancora spuntare un prezzo decente.

giovedì 9 agosto 2012

Sport? No, sporc.

Bene, tanto per cominciare: io non provo nessuna pietà per qualcuno che non è stato in grado di riconoscere i propri limiti e prende scorciatoie inammissibili per potersi sentire ancora "un grande". Alex Schwazer ha sbagliato? Peggio per lui. La mazzata sui gingilletti se l'è data con le proprie mani, e chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Ha solo procurato a tutto lo sport italiano una gran figura di merda, ma tant'è. Schwazer ha ulteriormente aggravato la questione mettendosi a frignare in pubblico; avrebbe semplicemente dovuto riconoscere - come giustamente ha fatto - il proprio errore e sparire dalla scena; col piagnisteo di fronte alle telecamere punta a farsi compatire, e purtroppo qualcuno che ci casca lo troverà (vedasi il caso di un po' di anni fa, quella madre che ha ammazzato il figlioletto e poi, a furia di piagnistei in pubblico, è riuscita a farsi ridurre la pena dall'ergastolo a pochi anni; non ne faccio il nome perché non voglio farle pubblicità gratuita).
Ma è solo lui il colpevole?
O è in parte vittima di un sistema secondo il quale un campione deve continuare a vincere per tutto il resto della vita, altrimenti di colpo, da un istante all'altro, diventa una merda? Una volta un campione rimaneva tale anche quando qualcun altro gli portava via il titolo. Un grande dello sport continuava a essere considerato tale anche quando invecchiava e si faceva superare dai più giovani: è una ruota che gira, e sempre, da che mondo è mondo, i più vecchi a un certo punto si fanno da parte lasciando spazio ai giovani, senza per questo esserne sminuiti, anzi, sono proprio i giovani ad affermare che senza gli anziani, loro maestri spirituali, non sarebbero arrivati al livello a cui sono arrivati. Nel sistema moderno, in cui o sei un "vincente" o sei una merda, questo assioma non è più valido. Il sistema moderno spinge un atleta a prendere scorciatoie solo perché quattro anni prima ha vinto una medaglia d'oro. Se non vince anche stavolta, i media gli volano addosso e lo mettono alla gogna, e la gente lo distrugge. Se vuole ritirarsi con onore, la sua stessa famiglia non glielo permette. Con un sistema del genere, diventano del tutto inutili i discorsi di testimonial anche famosi riguardo al non cercare di prendere scorciatoie di quel tipo. L'unico modo per mandare a fottersi il sistema sarebbe farlo esplicitamente: Schwazer avrebbe dovuto, semplicemente, raccogliere tutto il suo coraggio e dire a tutti quanti - familiari in primis - di farsela loro la marcia. E come lui tanti altri. Ma un altro difetto del sistema è che non accetta chi osa alzare la testa, quindi anche questo discorso è del tutto inutile.

mercoledì 1 agosto 2012

Perché non abbiamo alcuna speranza

Ecco tutte le caratteristiche che decreteranno la fine dell'Italia così come l'abbiamo concepita finora. Quanto meno del popolo italiano. Se veniamo invasi dai cinesi, dai nordafricani e da altri, è perché meritiamo in pieno di sparire dalla faccia della Terra. Dunque:
1) Siamo un popolo di qualunquisti all'estremo. Basta che il mio orticello sia ben curato, e chissefrega del resto. Rispetto per gli altri non ne esiste proprio; basta vedere cosa succede in strada, dove la parola "precedenza", una volta passato l'esame di guida, viene completamente dimenticata. Gli altri sono solo dei rompicoglioni e andrebbero soppressi tutti. Ma, come cantava Umberto Tozzi, gli altri siamo noi.
2) (Corollario del punto 1) Le leggi sono giuste e sacrosante, ma vanno applicate sempre e solo agli altri. Ognuno di noi cerca sempre la gabola per venire esentato dall'applicazione della legge. Pagare le tasse? Puah. Ma chi me lo fa fare, di dare soldi a quei ladri. Tanto pagano gli altri. Fare le cose in regola? Troppa fatica. Peccato che poi siamo tutti quanti a rimetterci, perché l'infrazione che commettiamo noi si riflette su qualcun altro, ma quelle di questo qualcun altro finiranno per riflettersi su di noi.
3) Siamo un popolo di codardi, sempre pronti a scaricare il barile delle responsabilità su qualcun altro. Ci vorrebbe una rivoluzione, al momento attuale: ma che la facciano gli altri, la rivoluzione, io non ho voglia di rischiare in prima persona. E anche solo nella vita di tutti i giorni, se qualcosa va storto la colpa è sempre di qualcun altro, hanno fatto tutto a mia insaputa, e bla bla bla. Il fatto che nessuno abbia il coraggio delle proprie azioni ci ha portati a essere malfidenti verso chiunque: devo fregarlo prima che lui freghi me, questo è l'atteggiamento.
4) Cerchiamo sempre di lucrare su tutto, di speculare anche sull'aria che respiriamo. Ogni maniera è buona per fregare chi non ne può niente. Così i governi caricano la pressione fiscale su chi ormai non ha nemmeno più le lacrime per piangere, il negoziante alza i prezzi perché tanto la sua merce è indispensabile, e via così. Poi però ci lamentiamo quando siamo noi dall'altra parte della barricata.
5) Se per compiere un'azione ci sono vie semplici e complicate, noi scartiamo sempre le prime per puntare alle seconde. Per aprire un'attività commerciale all'estero basta una semplice domanda; qui dobbiamo fare una pila di documenti alta fino alla Luna. Per costruire una casa basterebbero le scartoffie che siamo costretti a produrre, cementate assieme: mica bisogno di mattoni. Se non riusciamo a complicarci la vita, non siamo contenti.
6) Siamo un popolo di creduloni. Crediamo ai "maghi", agli "astrologi", ai "veggenti", a tutte le telecagate che passano in TV, alle teorie complottiste che circolano su rete, alle paginette su Faccialibro del tipo "Con un milione di 'mi piace' rovesceremo il mondo", alle panzane dei venditori di fumo che poi si fanno eleggere in politica solo per prendere stipendi astronomici, a un mucchio di cose lontane dal buon senso come una galassia remota. Troppo faticoso dare un calcio a quel criceto agonizzante che abbiamo al posto del cervello, per farlo lavorare un pochettino; meglio credere a una marea di fuffa preconfezionata (religioni in pole position, ovviamente). Basta che promettano l'inverosimile, e il gioco è fatto. Per questo alla fin fine votiamo sempre gli stessi, che pure ci hanno fregati ben bene con la nostra piena consapevolezza.
7) Cerchiamo sempre di vivere al di sopra delle nostre possibilità. A qualunque livello: il misero operaio che accumula debiti perché a tutti i costi deve girare col SUV e far vedere che è ricco, e lo stesso stato, che dagli anni 80 in poi ha voluto far credere al mondo intero di essere una potenza economica, anche se la realtà è sempre stata completamente diversa.
8) Volgarità e cafonaggine imperano a tutti i livelli. Politici che passano le giornate a riempirsi di insulti a vicenda, culi e tette che spuntano da tutte le parti, i media che ammanniscono continuamente contenuti di livello culturale sotto lo zero, il cinema italiano arenato sui filmetti idioti alla Boldi-De Sica, gli organi di informazione che passano le giornate a contare i peli dei genitali di questa o quell'altra donna trattata (consapevolmente e in maniera consenziente) come un semplice giocattolo sessuale, il mondo della musica che riesce a produrre soltanto personaggi di merda come vasco rossi (con le minuscole d'obbligo) e quei cessi ambulanti che escono dalle trasmissioni alla de filippi (idem)... E ci lamentiamo che all'estero ci considerano soltanto dei cafoni prepotenti!
9) Sempre per parlare di livello culturale, vediamo solo due cose: il kalcio, e la stragnocca di turno. Sì, anche le donne: sono fanatiche di kalcio proprio come gli uomini, e quanto alle gnocche, mentre gli uomini si limitano a sbavar loro dietro, le donne ci fanno il ricamino di spettegulesss, anche solo per invidia. Ai venditori di fumo basta riempire i buchi tra una partita e l'altra con una sfilata di culi e tette e il gioco è fatto: il criceto viene di nuovo mandato in coma farmacologico e tanti saluti.
Ho dimenticato qualcosa? Siamo talmente autolesionisti che Leopold von Sacher-Masoch avrebbe gettato la spugna, ammettendo di non sapere proprio niente di autolesionismo. Questa è la triste realtà dei fatti: fra un secolo l'Italia non esisterà più, e non abbiamo modo di modificare questa situazione.

venerdì 27 luglio 2012

Uno dei motivi per cui stiamo andando in merda

Notizie importanti:
Il tale o il talaltro politico indagato per corruzione, blablablì e blablablà?
Chi se ne strabatte. Scrollate di spalle. Ah, tanto sono tutti uguali. Tanto si sa che i politici sono così. Che cosa ci possiamo fare? Niente, allora è inutile parlarne.
La crisi, l'economia che va a gambe all'aria, vent'anni di malgoverno, la pressione fiscale a livelli insostenibili, gente che perde il lavoro, gente che non avrà mai un lavoro, blablablù e blebleblò?
Chi se ne strabatte un'altra volta. Oh, sì, il nano bastardo ha detto che toglierà le tasse, quindi rivoteremo il nano bastardo e fine della faccenda. Tanto la colpa è tutta di quelli che ci sono adesso; il nano bastardo, lui, sì che ci sa fare. E' inutile parlare ancora della crisi.
Incidenti, morti sul lavoro, fabbriche insicure, cantieri messi su alla mentula canis, orari di lavoro da schiavismo con stipendi quasi inesistenti, gente che non ha speranza di vedere il giorno dopo, e bloblublè e bliblablì?
Chi se ne stra-strabatte. Era così anche negli anni 60, non si può mica cambiare la situazione, quindi è inutile parlarne.
Guerre insensate in giro per il mondo, per i motivi più idioti - religione, pensate un po', la stronzata più megagalattica che l'uomo poteva inventarsi per riuscire a sbolognare le proprie responsabilità a inesistenti divinità - e con vittime; missioni di "pace" dove ogni giorno anche qualche italiano ci rimette la pelle, attentati qua e là, e mumblemumblebibbiribò?
Chi se ne strabatte all'ennesima potenza. Tanto le guerre ci sono sempre, tanto sono i potenti che comandano, qui, lì e là, ed è del tutto inutile parlarne.
Ma cosa sta spopolando sugli organi di informazione (parola grossa, lo so), ma anche sui blog, sulle bocche della gente, da tutte le parti? Sì, oltre al kalcio, intendo.
Proprio. Non si fa altro che parlare di una tizia che chiamerò Tizia perché non ho nessuna voglia di farle pubblicità gratuita. Avete presente quella zoccola che alla fin fine il nano bastardo ha scaricato perché si era stufato di lei? Ecco, proprio quella. Giù sbrodolate nei teleguazzabugli e negli scartafacci che compri in edicola, a contarle tutti i peli della micia (non quella che miagola, non so se mi spiego) uno per uno, a seguirla passo per passo, a fare congetture: si dimette, forse no, forse farà qualcos'altro. E vabbe', conosciamo il livello dell'informazione (ribadisco, parola grossa) italiana, che fa veramente pena. Quello che è peggio è che non mi riesce più di accedere a un blog senza trovarmi la foto di Tizia che espone le sue grazie totalmente rifatte in mondovisione. Cioè, l'unica notizia veramente importante, per tutti ormai, è sapere quante volte Tizia si è fatta un ditalino o per quanti metri ha sculettato al supermercato, se si dimette oppure no, se tornerà a farsi trombare dal nano bastardo oppure no.
Bene, ribadisco quanto detto riguardo alle fonti di "informazione" ufficiali; ma cari amici blogger, possibile che dobbiate ricorrere a questi mezzucci solo per gratificare il vostro ego? Oh, sì, il mio blog è stato visitato un googol di volte quando ho messo il mio sproloquio con tanto di foto di Tizia seminuda. Oh, sì, ci sono stati  millemila commenti su quel post. Oh, sì, il mio blog è schizzato in alto nelle statistiche. Bla bla bla.
Cioè, poi ci lamentiamo che stiamo andando in merda, quando anche la rete cade nel classico schema del parlare a nastro di una che non merita tutte queste attenzioni solo per giustificare un incremento del numero di visite e altre farloccate del genere? Così, Tizia non la smetterà più di montarsi la testa, e la gente cosa ottiene?
Tutto questo sfogo non verrà cagato di striscio, ovviamente; ma era doveroso. Se vogliamo uscire dal baratro in cui siamo piombati, è fottutamente meglio che cominciamo a pensare davvero alle cose importanti, e non ai chili di silicone di una volgarissima troia che ha basato la sua carriera sul concedere le sue grazie artificiali al primo parvenu che ha trovato.

lunedì 23 luglio 2012

Irreversibbbile

"L'euro è irreversibile".
No, caro signor Draghi. L'Europa è un malato irreversibile. Le banche sono malati irreversibili. La finanza gonfiata fino a scoppiare è un malato irreversibile. L'euro potrebbe avere una sua ragion d'essere se l'Europa fosse un unico stato sovrano; ma per diventarlo dovrebbe essere popolata da gente con un'unica cultura, un'unica lingua, un unico modo di pensare. Proprio come gli Stati Uniti d'America, che sono 52 stati costituenti una sola nazione. In Europa abbiamo una trentina di stati e circa ottanta nazioni diverse, cioè, perfino all'interno di uno stesso stato esistono svariate suddivisioni tra popolazioni di cultura diversa. Com'è possibile riuscire a ottenere una politica economica comune? Com'è possibile gestire una moneta unica?
No, caro signor Draghi. L'euro è reversibile, e dev'essere accantonato fino a quando l'Europa non dimostrerà davvero di meritarlo (cioè: mai). Al limite i vari stati dell'Unione Europea possono utilizzare doppia moneta, proprio come fanno gli svizzeri (che tra l'altro dell'UE non fanno parte). Ma ogni stato dev'essere libero di utilizzare la propria moneta, di stabilire il cambio con la moneta unica, di gestirsi le proprie politiche economiche senza farsi schiavizzare dal Quarto Reich, che non può permettersi di stabilire politiche economiche di altri stati sovrani. A noi dei Bund tedeschi non ce ne può fregare meno; sono i titoli italiani quelli che contano. Punto. Un'Europa stretta sotto la morsa dittatoriale della Germania non può continuare a esistere.

giovedì 19 luglio 2012

Una buona notizia, una volta tanto

Stavolta (forse; non ci metto la mano sul fuoco) Rossella Urru è davvero libera, dopo nove mesi di prigionia. Insomma, al momento c'è solo una lapidaria comunicazione del ministero, ma tutto lascia sperare che Rossella possa presto riabbracciare i suoi cari.
Ma questo è un blog di mazzate, direte voi, mica di buone notizie.
In effetti la mazzata va tutta alla peggior agenzia di stampa al mondo, ADNKronos, che ha pubblicato una monumentale supercazzola su Rossella Urru, senza mai scrivere una sola volta la parola "liberata". Cioè, leggi un articolo del genere e ti chiedi: è libera? L'hanno uccisa? Non è successa una beata fava? Mah.
(Analisi approfondita su Pensare è gratis)
N. B.: Mi sa che prima o poi apporteranno le necessarie correzioni. Ma la rete non dimentica niente, a differenza degli umani...

martedì 17 luglio 2012

Il nano bastardo fa scuola a tutti i livelli

... e lascia ben poche speranze per quest'Italia che da lui ha assorbito tutta una serie di comportamenti che all'estero vengono, giustamente, derisi.
Dunque: telefonata tra Mancino e Napolitano. Ci si aspettava che il presidente della repubblica (no, ha perso del tutto il diritto alle maiuscole, mi spiace per lui) fosse onesto e trasparente, almeno lui, e invece no, vengono fuori anche i suoi scheletri nell'armadio. A questo punto ci si aspettava da parte sua una piena assunzione di responsabilità - non dico le dimissioni, lasciatelo lì fino al 2013, fine del suo mandato, poi via a scavare nel passato del prossimo candidato e fargli le pulci su ogni cosa al fine di evitare il ripetersi della solita storia; ma almeno un "Ho sbagliato", un po' di onestà e trasparenza almeno in questa situazione.
E invece no.
Napolitano ha sollevato un conflitto di competenza alla Corte Costituzionale, per quella telefonata.
Cioè, nemmeno della più alta carica costituzionale possiamo fidarci. Nemmeno da parte sua possiamo pretendere che guardi negli occhi milioni di italiani, compresa quell'esigua percentuale che lo riteneva (e forse ancora lo ritiene: siamo famosi per il prosciutto sugli occhi) un buon presidente, e che non sputi così sulla stessa Costituzione di cui è il massimo garante.
Spiacente. La mia idea di buon Presidente della Repubblica si è fermata a Ciampi, e prima di lui bisogna risalire a Pertini (entrambi meritevoli delle maiuscole). Napolitano? L'uomo che ha avallato senza la minima esitazione lunghi anni di leggi ad personam (o ad minchiam) e di vaccate anticostituzionali da parte del nano bastardo? L'uomo che ha ceduto ai ricatti del Quarto Reich per piazzare al governo un uomo il cui unico scopo è svendere l'Italia a prezzo scontato ai Nazisti capitanati dalla signora HitlerMerkel? L'uomo che rifiuta di ammettere di aver commesso qualche porcata e intende fare in modo che tutte le prove spariscano? No, mi spiace. Anche quei pochi che continuano a osannarlo aprano gli occhi, per favore.

venerdì 13 luglio 2012

Statistica(zzi)

Le ultime statistiche affermano che le morti sul lavoro sono in calo.
Sfido, io. C'è meno gente che lavora, quindi c'è meno gente che muore sul lavoro. Chissà come mai c'è più gente che muore suicida perché il lavoro non ce l'ha più e non riesce più a far fronte ai debiti. Di questo le statistiche non parlano proprio.
Vogliamo fare una "spendin reviù" (si scrive così, vero?) come si deve? Aboliamo ogni forma di statistica in Italia. Non servono a una cippa, forniscono indicazioni farlocche anziché delineare la situazione reale, costituiscono un enorme spreco di risorse (se si abolisse l'ISTAT, per esempio, avremmo risanato in una botta unica vent'anni di debito pubblico) e soprattutto sono dannose, per via dei rincoglioniti che ci credono e agiscono sulla base di quei dati farlocchi. Oh, che bello, le morti sul lavoro sono diminuite, quindi stiamo facendo passi avanti sulla sicurezza. Tsè, 'sta cippa.

giovedì 12 luglio 2012

Compiti a casa per la Nera Signora

1) Far fuori il nano bastardo prima del 2013. Dai, è già vecchio, malato (di corpo oltre che di mente), aspetta soltanto una spintarella.
2) Far fuori il barbagrigia col nome di un insetto (tafano? Pidocchio? No, cos'era già: ah, sì, quell'insetto nero che fa cri cri nei prati le sere d'estate). Sì, è più giovane del nano bastardo, ma un piccolo ictus, un infartino, qualunque altra causa naturale ci sta bene, no?
3) Non mandare assassini ai due di cui sopra: non abbiamo bisogno di martiri. Fai che la tua falce tagli il filo della morte naturale per entrambi.
Tolti dai piedi quei due, l'Italia potrebbe riuscire, in qualche ipotetica maniera, a risollevarsi dal buco in fondo al baratro dove sta scavando a tutto spiano. Ma se quei due arrivano alle elezioni del 2013, l'Italia si cuccherà soltanto un badile più grosso col quale scavare nel fondo del baratro. Nera Signora, ti prego, ti supplico, datti da fare. Porti via tanta brava gente; prenditi anche quei due stronzi, una volta tanto!

mercoledì 11 luglio 2012

Adesso lo vogliono abolire!

Già: il nano bastardo e i suoi lucidatori anali a lingua adesso vogliono far fuori il porcellum. A modo loro, ovviamente. Perché? Semplice: il nano bastardo ha avuto accesso ai sondaggi veri, non quelli propinatigli dai suoi scagnozzi compiacenti (il re è nudo, già, già) e si è reso conto che sta andando giù a picco. Adesso col porcellum vincerebbe il grillo straparlante - e sarebbe la rovina totale dell'Italia - e quindi bisogna trovare il modo di impedirglielo e di tornare ad avere la maggioranza, beninteso con un bel cinghialum, che sarebbe un porcellum con le zannum. E pure questa sarebbe la rovina totale dell'Italia.
E quindi?
E quindi siamo nella merda, da qualunque parte giri il vento. Adesso non possiamo più affidarci allo strumento democratico, perché su qualunque fottuto simbolo schiafferemo quella benedetta X ci beccheremo l'uno o l'altro dei distruttori (e non mi riferisco solo al barbagrigia spaccaballe o al nano bastardo). Dovremmo affidarci allo strumento violento; ma è chiaro che non ne siamo fisicamente capaci.
E tanti saluti all'ex-repubblica Italia.

venerdì 29 giugno 2012

Perché sono sempre più convinto che il kalcio vada abolito

Okkei: notizia che può rallegrarci oppure no. L'Italia ha passato la semifinale contro la Germania e si giocherà la coppa con la Spagna. Vabbe', è un risultato sportivo. Per quanto parlare di "sport" riguardo al kalcio sia davvero un azzardo mostruoso, almeno qui da noi. (Be', se non altro sui risultati della nazionale gli ultrà coi loro giri di scommesse non possono mettere becco...)
Ma a questo punto: qualcuno mi vuol gentilmente spiegare che cazzarola c'entra un semplice risultato sportivo con la politica e l'economia dei vari stati europei? Qualcuno mi vuol far capire il perché e il percome questo risultato sportivo possa andare a influenzare la politica del Quarto Reich e della Signora Nazistona nei confronti degli altri stati europei? Che la sua nazionale finisca a giocarsela per il terzo e quarto posto alla Signora Nazistona non gliene può fregare meno; non diventerà di colpo più morbida soltanto perché i suoi pallonari hanno perso. E allora perché gli organi di (dis)informazione in Italia continuano a smenarla con questo accostamento? Mischiare un qualunque sport con la politica è come cercare di mischiare le patate con un segnale stradale: esatto, non c'entra una pippa.
Insomma, sarebbe stato meglio se la nostra nazionale non si fosse neppure qualificata. E sarebbe meglio smetterla di inziccare il kalcio in qualunque discorso dell'italiano medio. Se il kalcio venisse definitivamente mandato su qualche altro pianeta, l'italiano medio la pianterebbe di fare paragoni con la politica e forse riuscirebbe a risvegliare il criceto agonizzante che ha nel cranio dal coma, rendendosi conto che se si vuole uscire dal merdaio non ci si deve affidare ai risultati sportivi.

giovedì 28 giugno 2012

Lavorare è un privilegio?

Mi sa tanto di sì. Eppure non dovrebbe esserlo. Ma la cara ministrona Fornero, con le sue lacrime di coccodrillo, sembra ritenere che la gente comune a lavorare non ci debba neppure pensare. Prima tutto l'ambaradan sul famoso articolo 18, modificato in modo da rendere facili i licenziamenti ad muzzum. Poi la sua sparata: "Il lavoro non è un diritto, ma va guadagnato, anche con il sacrificio".
Al di là della palese incostituzionalità di una boiata del genere, sulla quale non mi dilungherò proprio perché è palese: il lavoro va guadagnato??? E cosa bisogna fare per guadagnarselo? Cioè, è già una faticaccia assurda trovarlo, il lavoro, in questo paese dove la disoccupazione sta schizzando a livelli che nemmeno nel Terzo Mondo; e quando lo trovi, è sicuramente un posto precario che non dà nessuna garanzia di potersi sistemare, mettere su una famiglia, farsi una vita. E come vive uno che il lavoro "non se l'è guadagnato"? In Italia non esiste il salario sociale, come invece esiste in altri (quantunque pochi) stati; uno che è stato rifiutato in tutti i posti di lavoro dove ha presentato domanda perché "c'è crisi e non possiamo assumere" (la risposta più comune di questi tempi), e non è entrato da qualche parte grazie a qualche raccomandazione (in barba alla meritocrazia), con cosa vive? Si fa mantenere dai suoi genitori finché vivono? E quando arriva a cinquant'anni e non ha più i genitori, cosa fa? Si butta sotto il primo treno che passa? In pratica, chi sono quelli che il lavoro "se lo sarebbero guadagnato"? I raccomandati, è ovvio.
Cara ministrona Fornero, tu che il tuo posto lì su quella poltrona non te lo sei sudato neppure con una misera campagna elettorale, che guadagni al mese quello che un operaio non guadagna in due anni e non svolgerai in due anni il lavoro che un operaio svolge in un giorno, che hai pensato bene di piazzare i tuoi stessi parenti (che a quanto pare "se lo sono guadagnato" secondo il famoso sistema all'italiana) in posizioni importanti: prima di sparare simili troiate addirittura in un contesto internazionale, guardati allo specchio, fatti un bell'esame di coscienza e fatti da parte, lasciando il posto a qualcuno che pensi un po' di più ai propri concittadini e un po' di meno a seguire i dettami degli avvoltoi della finanza.

mercoledì 27 giugno 2012

Riguardo alle libertà garantite dalla Costituzione

Un blogger è finito alla sbarra (vedere su Piovono Rane) per aver pubblicato quanto segue:

«C’è riuscito Franco Mugnai Pdl ad evitare che quella norma a suo avviso “iniqua”, che prevedeva il dimezzamento dello stipendio per i parlamentari con doppia attività, entrasse nella Manovra. Certo ha dovuto sudare, ha dovuto lavorare un’intera settimana andando avanti e indietro per le stanze del Palazzo a raccogliere firme tra i senatori di entrambi gli schieramenti sostenendo sempre la stessa tesi: “Giù le mani dalle nostre indennità”. Un’attività frenetica che gli ha tolto il sonno ma che la fine ha pagato. Il provvedimento non è passato, seppure fosse stato già approvato dalla commissione Bilancio. Al contrario dell’aumento dell’Iva 385 euro in più all’anno a famiglia, della cancellazione dell’articolo 18 e dell’aumento dell’età pensionabile che invece i senatori hanno approvato prontamente perché è necessario stringere la cinghia. E’ necessario per noi ma non per loro, chiaramente. Adesso possono stare tranquilli i deputati e i senatori con doppia attività tra cui l’avvocato Mugnai: non dovranno più dimezzarsi lo stipendio parlamentare. E sennò che Casta sarebbe. Tanto chi se ne accorge.»

Questo nanobastardiano l'ha querelato per diffamazione. Ma questa non è che l'ennesima dimostrazione che le famose libertà di opinione, di stampa e di quant'altro garantite dalla Costituzione non esistono più. La Casta ci guarda, la Casta ci ascolta, la Casta ci punisce se alziamo la testa. E la Costituzione? L'hanno stampata su carta igienica, chissà come mai.

lunedì 25 giugno 2012

Grilli straparlanti, nani bastardi e la rovina definitiva dell'Italia

Hah. Il nano bastardo ha deciso di riciclarsi per la prossima campagna elettorale, cavalcando l'onda del grillismo. Su cosa? Sul fatto che la crisi è colpa dell'euro e bla bla bla. Così, i soliti rincoglioniti che sono gli elettori italiani si faranno infinocchiare per l'ennesima volta da un venditore di fumo a cui l'unica economia che preme è quella delle proprie tasche, e che scaltramente si è avviticchiato con tutte le ventose a un altro peracottaro privo di senso pratico il quale attira gente soltanto spingendo a manetta sull'ignoranza italiota. Daremo credito (daranno, lo so: ma anche chi non vota certi personaggi poi ci finisce di mezzo) alla panzana dell'uscita dall'euro, torneremo a battere moneta per conto nostro, e così l'economia dell'Italia si darà da sola il colpo di grazia, senza aspettare la Signora Nazistona da Berlino. Cioè, stavolta non ne usciremo neanche a piangere. Sono rimasti in pochi a ragionare in questa terra dove il kalcio è più importante di tutto il resto, dove il qualunquismo impera sovrano, dove la massa di stupidi è sempre pronta a dare retta al peracottaro di turno anziché al buon senso. Ma se siamo in crisi non è precisamente colpa dell'euro:
- per quanto riguarda l'Europa, è la mancanza di coesione tra i vari stati, che sono e continueranno ad essere rigidamente arroccati sui propri nazionalismi;
- per quanto riguarda noi, la crisi è il risultato di una ventina d'anni di politica volta a garantire il benessere di pochi sulle tasche di tanti, e dell'assoluta mancanza di controlli (che avrebbero dovuto mettere in atto proprio i politici, i quali se ne sono sempre sbattuti le palle) sul mondo della finanza e del commercio. (Commercio? direte voi. Già: commercio. Non ditemi che ha senso che qualcosa il cui prezzo era diecimila lire fino al 31 dicembre 2001 così di botto abbia dovuto passare a dieci euro il primo gennaio 2002. Il cambio era quasi duemila lire per un euro, ma tutti, piccoli negozianti e grossi distributori, hanno preso solo la cifra 1 iniziale per buona. E l'hanno fatta franca perché ai grandi signoroni politici non poteva fregargliene meno. In Austria, in Slovenia, in altri stati dell'area euro, al momento del passaggio i controlli ci sono stati, eccome se ci sono stati!)
- per quanto riguarda il sistema capitalistico in generale, la crisi è dovuta, anche qui, alla mancanza di controlli, da parte di tutti i soggetti coinvolti. I "derivati" ne sono un esempio: non basterebbero 10 volte le ricchezze di tutta la Terra a ripagare i "derivati" che girano nella sola Europa! A forza di gonfiarlo, il palloncino è scoppiato, e ormai è troppo tardi per rimetterlo insieme. In barba a fior fiore di economisti (puah) e alle loro affermazioni secondo sui il sistema capitalistico è in grado di autoregolarsi. Tsè, 'sta cippa. Adesso vogliono ficcare una tobin tax per limitare il proliferare di transazioni basate sul niente, ma ormai non è che un'iniezione di morfina a un malato terminale.
Ecco come stanno le cose. Nani bastardi e grilli straparlanti non cambieranno questo dato di fatto. Ma questo non cambierà le teste dell'elettorato; è più semplice lasciare quel criceto agonizzante che hanno in testa in coma farmacologico anziché cercare di risvegliarlo.

mercoledì 20 giugno 2012

Del perché e il percome non esistono eroi su Internet

Dunque:
- Hai messo su un bel blog di denuncia di questa o quella porcata (*) e hai convinto un mucchio di gente (per la maggior parte troll) a scrivere minkiate astronomiche nei commenti ai tuoi post, tanto per incrementare la visibilità & tutto quel mucchio di blablabla che a certi blogger non può mancare al pari dell'aria che respirano;
- Oppure sei uno di quelli che commentano, commentano, commentano, su tutti i blog che trovano, tanto per far sapere che ci sono anche loro;
- Hai condiviso un hashtag sul Cinguettatore autoconvincendoti che è per una buona causa, e hai convinto tutti i bimbiminkia come te a condividerlo (N. B.: io non uso il Cinguettatore e quindi potrei aver usato la terminologia sbagliata);
- Hai cliccato "Mi piace" su una di quelle paginette di Faccialibro del tipo "Con un milione di 'mi piace' cambieremo la faccia del mondo" o tavanate del genere, anche qui autoconvincendoti della bontà della causa e dell'utilità di quel clic e persuadendo anche tutti i tuoi amici (ribadisco) bimbiminkia;

...


E MO'? Hai scollato un pelo dal culo del mondo con tutte 'ste stronzate? Pensi che a qualcuno possa fregargliene un infinitesimo più di niente dei tuoi blog ultraimpegnati, dei tuoi commenti a sparacazzo, dei tuoi "Mi piace", dei tuoi hashtag? Vuoi davvero cambiare le cose? Datti da fare. Prendi in mano un fucile, o anche solo un forcone, e vai a corcare di mazzate le persone che ritieni lo meritino. O anche solo cambia il simbolino su cui fare quella benedetta X alle prossime elezioni (ma soprattutto, vai a votare se finora sei stato un codardo astensionista). Dopo, se la tua azione avrà ottenuto un risultato tangibile, potrai permetterti di sfrucugliare le palle agli internauti.


(*) Ribadisco: il mio blog è solo uno sfogo personale. Non do la caccia ai commenti e alla visibilità a tutti i costi, e se qualcuno legge le mie mazzate lo fa a suo esclusivo rischio e pericolo.

venerdì 8 giugno 2012

Quando si scrive alla cazzo di cane

Questa è stata una tragedia, e c'è poco da scherzarci sopra. Va bene. Però notate questo articolo:


Mazzata all'articolista, che non si è neppure preoccupato di dare una rilettura veloce veloce addirittura al titolo dell'articolo; mazzata ai correttori di bozze, che stanno tutto il giorno a scaccolarsi il naso anziché ovviare alle deficienze dell'articolista; mazzata all'editore, che non si preoccupa minimamente di controllare i propri articolisti né di ficcare qualche decisa scarpata in culo ai propri correttori di bozze. Tanto l'importante è uscire più in fretta degli altri, fare sensazione, fare cassa, mica preoccuparsi che l'articolo sia almeno scritto col titolo corretto.

giovedì 7 giugno 2012

E le porcate all'italiana continuano imperterrite

Dunque:
Nomine AGCOM. Il nano bastardo ci ha ficcato i suoi scagnozzi di Merdaset, ma guarda un po'. Ha pestato i piedi per ottenere l'AGCOM sottoposta ai suoi porci comodi.
Garante alla privacy: la moglie di bruno vespa (con le minuscole d'obbligo).
Quel mafioso di sergio de gregorio (anche lui non merita le maiuscole) salvato dal senato in seduta segreta, per quanto si fosse assolutamente certi che solo il Partito Dei Ladri era contrario al suo arresto.
Quel corrotto criminale di formigoni (idem) salvato dalla sfiducia da quelli di sega nord; e, ma guarda un po', il primo firmatario della mozione di sfiducia (un tizio del piddì, ma guarda) era casualmente assente, casualmente in vacanza, magari a spese dei contribuenti.
Partiti che perdono consensi a nastro, ma che continuano impunemente a spartirsi poltrone. E quello che fa più paura è il fatto che l'unica forza politica che stia guadagnando consensi a livello pericolosissimo - potrebbe addirittura finire in maggioranza - è il movimento 5 stalle (minuscole e storpiatura, come sempre, deliberate), forza politica basata sui toni forti, sull'assoluta paura del confronto, sull'assenza totale di un qualsivoglia programma: cioè, un Partito Dei Ladri con un altro nome. Il grillo straparlante non è altro che un'altra versione del nano bastardo, con più capelli e la barba grigia, ma assolutamente identico per tutto il resto.
Ormai è davvero troppo tardi per questa povera Italia ridotta allo sfacelo più totale. Troppo tardi per creare dal nulla una forza politica degna di questo nome, troppo tardi anche per andare a ripescare i vecchi politici idealisti di una volta - che se non sono morti hanno già un piede e mezzo nella fossa - e troppo tardi per evitare di far la fine della Grecia. Se il signor Hollande volesse annettere l'Italia alla Francia, probabilmente lo ringrazieremmo.

mercoledì 6 giugno 2012

Il ritorno del clown

A quanto pare, il nano bastardo ancora non ha perso il vizio di raccontare barzellette (che fanno ridere solo lui).
Vuole rilanciarsi in politica con una nuova lista. Come si chiamerà quella nuova lista? "Italia pulita"!!!!
Pulita.
Già, già.
E poi vuole candidare Gerry Scotti come "anti-Grillo". Come cercare di sostituire un cancro al cervello con un ictus. Bella roba, proprio.
L'unico grosso problema è che una rilevante (mica tanto, ma c'è sempre il porcellum) percentuale di elettorato italiota darà di nuovo i voti a questa gente. Sull'altro lato c'è il Nulla Assoluto: le forze di "sinistra" (con le virgolette d'obbligo: le "sinistre" italiane sono lontane dal marxismo come una quasar remota) riescono a fare opposizione soltanto a loro stesse. I babbei che si bevono i quiz cervellotici di Scotti lo voteranno; gli altri babbei che cascheranno come pere troppo mature su quel "pulita" daranno comunque i voti al nano bastardo e ai suoi lucidatori anali a lingua.
Potrei a questo punto fare per l'ennesima volta appello agli italiani affinché si diano una sveglia, ma otteneva più risultati Don Chisciotte a combattere contro i mulini a vento.

giovedì 31 maggio 2012

Bisogna mollare un calcio... al calcio

... e all'idiozia dell'italiano medio, occorre aggiungere. Ma ormai questa è una battaglia senza speranza.
Dunque:
Parlamentari e partiti politici travolti da scandali, corruzione, collusioni con la mafia, giochi sporchi che alla fin fine si ripercuotono sulle tasche della popolazione. Non passa giorno che non venga fuori questo o quell'altro intrallazzo, questa o quell'altra porcata, questo o quell'altro abuso. Un sesto dei parlamentari è inquisito per porcomaialate varie; cioè, più di 160 dei nostri 1000 rappresentanti hanno le mani sporche di marmellata. Per non citare l'annosa questione del divario tra lo stipendio di un politico e quello di un poveraccio, il più alto di tutto il mondo occidentale.
E allora?
Qualcuno forse si preoccupa?
Oh, sì, qualche frase indignata sui blog. Qualche paginetta idiota su Faccialibro. Lamentele in giro per i bar. E poi? Niente. Basta. Abbiamo fatto sentire la nostra voce, ma tanto non ascoltano. (Vedere due post fa: ne avevo già parlato.) Scrollate di spalle, e tutto come prima.
Poi un personaggio pubblico spara - parlando con gli amici, tra l'altro, mica in un discorso pubblico - una battuta fortemente sarcastica sul fatto che sarebbe da abolire il calcio. Ecco che si scatena il finimondo. Giù tutti a gridare, sbraitare, protestare, minacciare una rivoluzione se il prossimo campionato non inizia come deve; giù sbrodolate su tutti i media, da parte di giornalisti rincoglioniti, su quanto la frase di Monti fosse inopportuna. Mamma mia, ci sta crollando il cielo sulla testa dopo questa battuta!
Adesso mi unisco anch'io al coro: non quello degli scalmanati che "toglietemi tutto ma non il campionato", ma quello che dice: ABOLIAMO IL CALCIO!!! Già. Per quanto Monti mi stia francamente sui cojones, in questo caso specifico (e solo in questo caso specifico) sono d'accordo con lui. Vediamo perché:
- Calciatori che guadagnano milionate a palate solo per scendere in campo a fare le prime donne, senza minimamente provarci a fare un minimo di gioco di squadra
- Risultati di tutti i campionati, da quello dell'oratorio fino alla serie A, decisi a tavolino, magari dagli ultrà che ci avevano ricamato sopra un giro di scommesse
- Soldi che girano a gogò, anche al di fuori degli stipendi dei calciatori: anche soldi pubblici, già
- L'immane quantità di violenza scatenata dal calcio, unico sport al mondo per il quale tifoserie opposte ritengono di doversi scannare
- L'immane quantità di tempo che i media sottraggono a tutto il resto solo per parlare di calcio (non so se avete notato, ma il 99% dello spazio che i media dedicano allo sport riguarda solo ed esclusivamente il calcio)
Insomma, se questo "sport", con le virgolette d'obbligo, sparisse improvvisamente dalla scena, l'italiano medio sarebbe finalmente costretto a dare una sveglia a quel criceto in coma farmacologico che ha al posto del cervello e a rendersi conto che ci sono problemi ben più gravi di cui sarebbe meglio, una volta tanto, occuparsi. Quindi, ribadisco il concetto:
ABOLIAMO IL CALCIO!!!
O per meglio dire:
ABOLIAMO IL CALCIO!!!

mercoledì 30 maggio 2012

Ci deve sempre scappare il morto, eh?

Capannoni lesionati dal terremoto. Operai costretti ad andarci a lavorare lo stesso, pena licenziamento. Così invece del lavoro hanno perso direttamente la vita. E quando i buoi sono scappati, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco ha chiuso la porta della stalla, dichiarando: "Non permetteremo più a nessuno di andare a lavorare nei capannoni lesionati". Pensarci prima pareva brutto?
Tutto ciò, in ogni caso, ci riporta al problema principale. Edifici costruiti alla pene di quadrupede abbaiante, tanto per risparmiare e farci la cresta sopra; lavoratori che sono i più sottopagati dell'intero mondo (se paragoniamo gli stipendi al costo della vita nemmeno in Africa sono messi così male) e ogni giorno rischiano di non vedere il giorno dopo a causa della "sicurezza" che abbiamo sui posti di lavoro; politici che fanno piovere condoni a catinelle tanto per avere voti e la poltrona assicurata; industriali che si permettono di affermare che sono i lavoratori il problema dell'Italia (vero, Minkionne?); tutto ciò non può continuare così. Non ci vuole un terremoto a capire che l'Italia sta andando in merda; ci vuole solo un po' di buon senso, che a quanto pare in Italia è merce sconosciuta. In Giappone - paese sismico per eccellenza - case e fabbriche non crollano, e se per caso vi si manifesta qualche crepa abitanti e lavoratori se ne stanno fuori dai piedi finché l'edificio in questione non è stato messo in sicurezza. Ci va tanto a prendere decisioni del genere anche qui da noi? L'Italia è su una faglia tra due placche della crosta terrestre; i terremoti qui sono all'ordine del giorno, proprio come in Giappone!
N. B.: leggermente off-topic. Alla proposta di non svolgere la parata militare del 2 giugno e destinare i soldi ai terremotati, Napolitano ha risposto che si farà comunque, ma sarà più "sobria". Cioè, brinderanno con l'aranciata alla fine? Insomma, oltre al danno anche la beffa: i terremotati si sono sentiti rispondere dalla più alta autorità dello stato un bel "Non ce ne può fregare meno di voi; arrangiatevi".

lunedì 28 maggio 2012

Speravamo di esserci liberati del nano bastardo

... e invece ritorna alla carica. Con cosa? Semipresidenzialismo alla francese & bla bla bla. E in più c'è stato il "lapsus" (ma guarda un po') del lucidatore anale a lingua per eccellenza, angelino alf(leccal')ano, sul nano bastardo "presidente della repubblica" (che nel suo caso perderebbe tutti i diritti alle maiuscole). Le mire del Partito Dei Ladri sono chiare: piazzare angelino alf(slurpal')ano sulla poltrona di presidente del coniglio, e takkete, detto e fatto, il nano bastardo su quella della più alta carica dello stato. Fine dell'Italia, ecco perché:
- il pdr può nominare fino a 5 senatori a vita: ecco come cambiare le percentuali nella più delicata delle due camere;
- il pdr nomina un terzo dei membri della Corte Costituzionale; con un altro terzo che già sono sul libro paga del nano bastardo, addio incostituzionalità delle leggi ad minchiam;
- il pdr presiede il CSM: come mettere un assassino a capo della polizia;
- il pdr ha il comando delle forze armate: basterebbe quello per tornare ufficialmente sotto regime fascista;
- il pdr autorizza i disegni di legge; taaaac, ecco che le leggi antimafia e anticorruzione passano in cavalleria;
- il pdr ha il diritto di veto; quindi se le camere hanno fatto passare un disegno di legge nonostante il primo rinvio, stavolta le leggi di cui sopra passano definitivamente in cavalleria;
- il pdr concede la grazia e commuta le pene: yuppiii, sei un pidiellino inquisito? Chiedi la grazia e l'avrai!
Pensate che il pericolo sia illusorio? Pensate che il Partito Dei Ladri sia morto e sepolto dopo le ultime amministrative? Tsè. Le amministrative non contano una cippa, ragazzi. A livello nazionale, per quanto il Partito Dei Ladri possa aver perso consensi, abbiamo una "sinistra" (in realtà, qui esiste solo una "sinistra della destra", perché l'ideologia politica in Italia va dalla destra moderata all'estremissimevolissimissima destra) frammentata in un milione di pezzi; abbiamo un movimento 5 stalle (minuscole e deformazione volute) che si comporta esattamente come tutti gli altri - vedasi nuovo sindaco di Parma, espulso dal m5s perché ha dichiarato che intendeva pensare con la propria testa - e abbiamo le estreme, estremissime ed estremissimevolissime destre che invece restano compatte. Anche montebambolo (alias, Ciccio Belli Capelli, grazie Dalle8alle5 per la definizione) è entrato nel gioco. Ma chi se lo caga montebambolo? I voti andranno di nuovo all'estremissima destra (quella a metà tra l'estrema e l'estremissimevolissima, per intenderci) cioè il Partito Dei Ladri. Il quale stringerà un'alleanza dell'ultimo minuto col m5s e riuscirà ancora una volta a inchiappettarci. Effetto memoria corta dell'elettorato + mancanza di alternative valide + porcellum = risultato ovvio e scontato.
E l'estremissimevolissimissima destra? Ah, quella è morta e sepolta ormai: chi se li caga più di striscio gli omini verdi xenofobi? Ormai anche quando banfano in pirlamento si sentono sommergere dal coretto di "Trota! Trota!".
E la gente cosa fa?
Sta a guardare.
Si lamenta e si rilamenta.
Scrive sui blog (*).
Scrive commenti da bimbominkia decerebrato sui blog.
Clicca a nastro "Mi piace" sulle pagine di Faccialibro create da altri bimbiminkia decerebrati.
Ma alla fin fine non ha e non avrà mai il coraggio di prendere in mano la situazione, con una rivoluzione vera e propria - pacifica o meno che sia. Sempre per la logica del verificare che il proprio orticello sia ben curato & chissefregafotteincula del resto. Quindi, ci beccheremo ancora una volta una clava in culo e ce la terremo, continuando a stare a guardare, a lamentarci e rilamentarci, a scrivere sui blog (*), a fare i bimbiminkia decerebrati sui blog e su Faccialibro, e ciao Ninetta.

(*) Sì, io scrivo sui blog, e tanti altri blogger come me lo fanno. Non è che stia tirando una mazzata allo scrivere sui blog in sé; quello che intendo è il fatto che noi blogger siamo troppo pochi e abbiamo troppo poco potere per riuscire davvero a cambiare le cose; non ci resta che scriverne, purtroppo.

lunedì 21 maggio 2012

Informazione di 'sta cippa

Non parlerò diffusamente del terremoto e di tutte le sue conseguenze, compreso il fatto che lo stato non darà più un centesimo bucato per la ricostruzione. Non parlerò diffusamente del vile, infame attentato alla scuola Morvillo e Falcone di Brindisi, con una sedicenne morta, un'altra appesa a un filo e altri studenti feriti più o meno gravemente. Quello che intendo fare è girare il coltello nella piaga costituita dall'informazione italiana, che sia tramite organi ufficiali o su web.
Cioè, tanto per cominciare: il teleguazzabuglio 1 sempre "sul pezzo". Già. Alle quattro del mattino (spiacente: non mi ricordo l'ora precisa, e comunque non ha la minima importanza, dato che la fascia oraria è quella) un terremoto rade al suolo alcuni centri abitati in Emilia Romagna; ci si aspetta qualche edizione straordinaria. Sì, come no; rai 1 continua imperterrita a trasmettere un polpettone bollywoodiano che, ullallà, mica si poteva interrompere. Cosa fa il teleguercio 1 il giorno dopo? Intervista quell'emerito imbecille di red ronnie (con le minuscole d'obbligo) il quale afferma che i maya (maremma mayala) avevano già previsto tutto. 'Sto rimbambito faceva meglio (anzi, "meglissimo") a rimanere un digèi invece di mettersi a sparare minchiate in televisione.
E per quanto riguarda l'attentato di Brindisi: sì, ne parlano diffusamente. Tanto diffusamente da riuscire a dare per morta almeno 3 volte l'altra studentessa - non quella davvero morta - per quanto questa poverina sia soltanto in bilico tra la vita e la morte. Tanto diffusamente da andare a fare del vero e proprio sciacallaggio mediatico sulla povera Melissa, con tanto di video di quand'era bambina e altri coccodrilli del genere. Tanto diffusamente da dare la colpa a tutti quanti, magari anche ai marziani, senza uno straccio di prova. E quest'ultimo rimprovero va anche al tamtam dello spettegulesss su web (sòsial nètuorc e compagnia bella), dove i commenti "reintroduciamo la pena di morte", "sono stati gli anarchici, ammazzateli tutti", e bla bla bla, si sprecano. La procura, tra l'altro, lo ha classificato come "caso isolato"; di cos'hanno paura i magistrati? Delle strombettate delle fonti d'informazione o di quelli che possono essere i veri mandanti di quella strage da codardi?
Fatto sta che, ancora una volta, ci stiamo facendo conoscere in tutto il mondo per la scarsa qualità della nostra informazione, che si tratti di terremoti, attentati o qualunque altro avvenimento importante. Due sole parole a chiusura: disgusto totale.

giovedì 17 maggio 2012

Meritocrazia

Bruno Bozzetto, come sempre, l'ha vista giusta. Penso proprio che questo video non abbia bisogno di approfondimenti.


Buona visione.

martedì 15 maggio 2012

La tarantola amazzonica che vorrebbe impedire al ragnetto di arrampicarsi

Questa viene da Bersani, senti senti: "Io dico che chi paga le tasse ha diritto ad avere l'ambulanza, mentre chi non le paga non sono sicuro che abbia questo diritto".
Giusto.
Ma tuttavia però, eziandio, con ciò fosse cosa che (seeeh, l'abbiamo capita):
Uno che oltre a non pagare un centesimo bucato di tasse si porta via uno stipendio mensile a cinque cifre, ha tutte le spese pagate, benefit vari e bla bla bla, insomma ruba ai poveracci che grazie a quelli come lui non riescono nemmeno più a iniziarlo il mese, figurarsi arrivare alla fine, si permette una sparata di questo genere? Allora lui non avrà nemmeno diritto al carro funebre né alla cassa da morto quando schiatterà: che vada a seppellirsi da solo.
Insomma, fin quando continueremo a pendere dalle labbra di gente che predica bene ma razzola da schifo in Italia non cambierà mai una cippa. Diamoci una mossa e cerchiamo di mettere al potere gente che non pensi solo alla propria lurida schifosissima poltrona.

venerdì 11 maggio 2012

Non sapevo che i grilli fossero velenosi

Il Movimento 5 Stalle il "nuovo che avanza"?
Mah.
Il comportamento dei grillini mi sembra tanto uniformarsi a quello che ultimamente va tanto di moda in Italia, quello, per inciso, introdotto e portato alle alte vette dal nano bastardo.
Cioè:
Ho osato postare un commento non proprio benevolo su un blog, relativo al fatto che grillo è assolutamente identico al nano bastardo nei suoi comportamenti. Non l'avessi mai fatto; mi sono volati addosso da tutte le parti e alla fin fine il mio commento è stato triturato dalla censura.
Ho osato affermare a voce le stesse cose in un gruppo di amici. Anche lì, ancora un po' mi linciavano (non i più ragionevoli, ovvio: quelli secondo i quali grillo sarebbe il nuovo messia, e che non erano miei amici prima e continuano a non esserlo).
Mi sono rotto i coglioni. La libertà di opinione è sancita dalla nostra stessa Costituzione, e adesso esprimerò la mia opinione senza mezzi termini, senza peli sulla lingua né sulla punta delle dita.
Quel patetico barbagrigia, prima di tutto, non è in assoluto il salvatore della patria. Non è altro che un cafone, quello che è sempre stato. Un mancato comico la cui unica ideologia politica sta nell'insultare ferocemente, oltre agli avversari politici, anche tutti coloro che non la pensano come lui. Un populista sfegatato. Uno che sul suo stesso blog si permette di censurare i commenti contrari. Uno che si permette di sparare affermazioni incredibili nel suo solito tono da "io posseggo le Verità Universali e chi mi contraddice è solo un povero scemo" (vedasi quella sparata sulla mafia: ma si può?). Un vero antipolitico, della peggior specie, insomma. Critica tanto il nano bastardo, ma ai suoi comportamenti si è uniformato in pieno.
Quanto al Movimento 5 Stalle:
Okkei, si è rivelato una vera forza politica. Hanno fatto man bassa di voti, hanno conquistato comuni qua e là, si sono rivelati una forza in grado di rompere le paluova nel paniere agli altri partiti; e mo'? Una forza senza l'ombra di un programma, andata su soltanto sull'onda di una protesta mal organizzata contro la "vecchia" politica, pienamente aderente al populismo del suo fondatore. Cioè, se mai dovessero conquistare posizioni importanti a livello nazionale, l'Italia cadrebbe dalla padella alla brace.
Adesso, parlar male di grillo e dei grillini è un reato da pena capitale; probabilmente mi massacreranno il blog (poveri illusi: l'ho backuppato e se lo vedranno sbucare da un'altra parte); ma non m'importa nulla. L'Italia ha bisogno di una vera forza politica nuova, non di un covo di quaquaraquà esattamente identici a tutti gli altri partituncoli che ci ritroviamo.
N. B. 1: "Stalle" non è un Orrore di stUmpa.
N. B. 2: Il Movimento 5 Stalle non percepisce i "rimborsi" elettorali? Punto a suo favore, se davvero riesce ad autofinanziarsi. Ma in Italia nulla è così semplice e scontato.

mercoledì 9 maggio 2012

Un commento a freddo sulle ultime tornate elettorali

Qui e in Europa, ovvio. Dunque:
a) Sarkiapone perde, Hollande va su. Se quest'ultimo manterrà tutte le sue promesse, la Grande Signora Angela HitlerMerkel si troverà con un alleato in meno, che le renderà più difficile dettare le politiche economiche di altri stati sovrani (ribadisco: sovrani); parimenti i quaquaraquà nostrani dovranno, forse, magari, probabilmente invertire la rotta e piantarla di far pagare la crisi a chi non ha neanche più lacrime per piangere;
b) Il PASOK greco perde le elezioni: il famoso partito dell'austerità se ne va. Peccato che di fatto abbia consegnato il paese a uno strano mix di estrema sinistra e neonazisti: casino allo stato puro.
c) Anche il partito della Grande Signora Angela HitlerMerkel si è preso un brodo alle ultime amministrative, e credo proprio che questa eurotiranna nel 2013 farà le valigie, e questo costringerà chiunque vada su da noi (sempre nel 2013, ribadisco) a prendere atto che forse non è più il caso di farsi tiranneggiare da uno stato il quale, economicamente, forse è messo peggio di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda messi assieme;
d) Qui da noi abbiamo assistito alla praticamente definitiva scomparsa dei partiti che hanno gettato l'Italia in fondo al baratro. Il Partito Dei Ladri e Sega Nord si son presi il brodo; il partito del nano bastardo ormai è partito nel vero senso della parola, e gli omini verdi xenofobi hanno perso tutto meno Verona, il cui sindaco riconfermato, però, è praticamente fuori dal suo partito. Si è affermato il Movimento 5 Stelle, ma c'è da sperare che i suoi personaggi di punta non prendano spunto da Grillo, il quale è un ex comico (comico?????) iperpolemico, populista, permaloso all'inverosimile, buono solo a insultare perfino le alte cariche dello stato, e con nessuna idea in testa salvo godersi i miliardi che ha in banca. Fini e Casini? Spariti, a beneficio di IdV e SEL. E il PD senza la L? Be', è rimasto dov'era, quindi, se tutti gli altri sono passati (in un'ipotetica scala da 0 a 10) da 5 a -1 e il PD è rimasto fisso a 3,25 si può considerarla una specie di vittoria, basata unicamente sulle disgrazie altrui. Adesso, se i dirigenti del PD fossero dotati di qualcosa in più di quel neurone semiputrido che usano in condivisione, cavalcherebbero l'onda, dimenticherebbero la loro alleanza con Fini e Casini e cercherebbero di stringerla con le vere forze di sinistra (per quanto la parola sinistra, in Italia, di fatto non indichi altro che la fascia più a sinistra della destra: nulla a che vedere coi marxisti), e soprattutto non darebbero più l'appoggio al governo di quaquaraquà che abbiamo adesso.
Insomma, vento di cambiamento... o finirà per essere il solito venticello intestinale? Vedremo nel 2014.

martedì 8 maggio 2012

Questa società è gravemente malata

Lo spunto mi arriva dall'episodio riguardante Delio Rossi. D'accordo, ha sbagliato a reagire così in pubblico, sotto lo sguardo di migliaia di persone, e forse un pochettino se l'è meritata.
Ma tuttavia però
(eziandio)
(con ciò fosse cosa che)
(...)
Un cretinetto di appena vent'anni si permette di giocare da schifo e poi, quando viene giustamente sostituito si azzarda ad applaudire sarcasticamente l'allenatore e insultarlo ferocemente, tirando pure in ballo suo (di Rossi) figlio, che è disabile. Due schiaffoni sul muso se li merita in pieno (e, ribadisco, Rossi avrebbe dovuto aspettare la fine della partita, andarlo a cercare nello spogliatoio e ficcarglieli di santa ragione: ha solo sbagliato il momento). Così, Rossi è stato licenziato in tronco e rischia pure la galera, e il cretinetto se ne va in giro impunito. Ma questo non è che un esempio di quanto la società sia gravemente malata.
Altri esempi.
Una volta se arrivavi a casa da scuola con un votaccio i tuoi ti mandavano in camera senza televisione. Ora i genitori piombano in classe a insultare pubblicamente l'insegnante perché è colpa sua se lo studente ha preso un votaccio, perché non ha saputo motivarlo, perché qui, lì e là.
Una volta se arrivavi a casa con una nota sul diario per aver combinato qualche casino a scuola i tuoi minacciavano "alla prossima ti spediamo in collegio". Adesso i genitori vanno a denunciare insegnanti (tutto il corpo insegnanti) e preside per aver causato stress psicologico nel "povero" studente.
Una volta se insultavi una persona più anziana di te ti pigliavi due schiaffoni da questa persona, e se andavi a lamentarti coi tuoi genitori (in caso non coincidessero, ovviamente) te ne pigliavi quattro da loro. Adesso si vedono bambini delle elementari che fanculizzano impunemente gli adulti, con la certezza matematica che i genitori li proteggano a prescindere (e se l'adulto in questione è un genitore, allora ecco che scatta la chiamata a Telefono Azzurro, organizzazione piena di buone intenzioni ma estremamente dannosa per la società).
Una volta se ti rompevi una gamba su una buca perfettamente visibile lungo la strada la risposta, perfino da parte dell'ente proprietario della strada, era "sveglia bauchi". Ora il massimo esponente dell'ente proprietario della strada (per esempio il sindaco, riguardo alle strade comunali) finisce in galera.
Una volta se eri un apprendista di qualche professione e ti facevi male sul lavoro ti dicevano "ecco il mestiere che entra", unito a un altro "sveglia bauchi" (ovvio, non nei casi più gravi, ma una martellata su un dito con conseguente unghia nera scivolava via). Adesso un povero ragazzo che sta cercando di imparare un mestiere non ha più nemmeno il permesso di prendere in mano gli strumenti, deve starsene lì a guardare, imparando, ovviamente, una cippa. E, tra l'altro, se il tuo capo ti diceva che eri un coglione, orecchie basse, muto, e la volta dopo favevi meglio, oppure oltre all'epiteto ti pigliavi pure una scarpata in culo. Adesso un capo che osasse anche solo dire "Avresti potuto fare meglio qui" si becca una denuncia per mobbing.
Una volta se un rapinatore spianava una pistola, tu reagivi e lo facevi secco, te ne andavi via con la coscienza a posto, perché (ovviamente, sulla base dell'evidenza) si trattava di legittima difesa. Adesso anche solo procurare un graffietto al rapinatore, che magari ha già ammazzato altri lì intorno, vale una denuncia per "eccesso di legittima difesa".
A questo punto, non possiamo proprio lamentarci se l'Italia è il paradiso per i criminali. La brava gente non ha più alcuna forma di difesa né di protezione contro i comportamenti illeciti di una minoranza piuttosto esigua di stronzi prepotenti. S'impone un cambio radicale della società, con un ritorno ai valori del passato, che, almeno, insegnavano il rispetto per gli altri; con l'attuale sistema, gli stronzi prepotenti di cui sopra non impareranno mai a rispettare le persone che li circondano. Allora, derubricare tutta una serie di reati tali solo per il legislatore (il nostro codice penale è in assoluto il più massiccio al mondo: perfino nelle dittature più spietate il locale codice penale arriva a malapena a un quarto del nostro; a ben guardarlo, il solo fatto di esistere è un reato), far passare alla gente la mania della denuncia facile, tornare a permettere qualche schiaffo come sistema educativo (ovvio, non al punto di corcare di mazzate qualcuno e mandarlo all'ospedale: uno schiaffo non lascia neppure il segno, se non nell'orgoglio) e inculcare nella gente l'idea che ognuno è responsabile dei propri errori e non può appellarsi a mamma e papà o ai santi in paradiso: questo sarebbe il primo passo perché l'Italia torni ad essere il Bel Paese e non il covo di tutti i lestofanti che è al momento.