martedì 24 gennaio 2012

Vivo meglio da sfigato

Ho un semplice diploma. Ho un lavoro (finché dura) e vivo in pace con me stesso. Il viceministro al Lavoro e Politiche Sociali, tale Michel Martone, afferma che arrivare a 28 anni senza aver preso una laurea è da sfigati.
Cioè: mi sento dare dello sfigato da uno che: a) è amico di lunga data di un certo Cesare Previti (non vi suona un campanello?) e b) è stato raccomandato da quell'omuncolo alto un metro e un cazzo moscio col cervello direttamente connesso col buco del culo che viene ricordato per aver qualificato tutti i lavoratori pubblici come "fannulloni" e tutti i precari come "la peggiore Italia", tra le altre cose. Non sa un po' di bue che dà del cornuto all'asino? Io preferisco essere uno sfigato ignorante come una scarpa, piuttosto che avere una laurea e farmi raccomandare dalla peggior classe politica italiana degli ultimi duemilaottocento anni.

mercoledì 18 gennaio 2012

Rimedio per risolvere la crisi economica MONDIALE

... sì, solo con i fondi che si potrebbero reperire in Italia!
Ci si chiede, è mai possibile che:
- un dentista guadagni meno della sua inserviente (e ti succhi via due stipendi per fare la capsula a un dente)?
- un avvocato guadagni meno della tizia che fa le pulizie nel suo studio (e ti chieda mille euro solo per mettere una schifosissima firma a doppio-cognome in calce a una lettera)?
- un idraulico guadagni meno del suo apprendista (e quando devi cambiare la guarnizione di un rubinetto ti succhi via delle salassate assurde)?
- generalizzando, un qualsivoglia lavoratore autonomo guadagni meno di un "barbùn" dipendente, spari tariffe fuori dal mondo per il suo lavoro, e poi lo si veda girare con un SUV da ottantamila euro e abitare in un villone che sembra un castello?
Cioè, non giochiamo a prenderci in giro e a salassare gente che ormai non ha più prospettive. Qui in Italia, controlli sul lavoro autonomo zero (e le poche volte che ci provano si sentono lanciare accuse di "tirannia finanziaria" una dietro l'altra, guarda caso proprio dalle persone che meno potrebbero permettersi di lanciarle), e i dipendenti sono obbligati a pagare le tasse anche per chi non ha mai versato un centesimo bucato all'erario. Costringendo tutti costoro a sborsare con interessi da usuraio le tasse che non hanno mai pagato, si risolverebbe davvero la crisi a livello mondiale!
(Ma quando mai. Siamo pur sempre in Italia, gente.)

giovedì 12 gennaio 2012

Ennesime due inculate per l'Italia e chi crede ancora in valori desueti come l'onestà e la trasparenza

Inculata n. 1: Ci hanno tolto il fucile per sparare al Porcellum. Già, la Corte Costituzionale ha bocciato, sì, bocciato, proprio BOCCIATO, i referendum per abolire la legge elettorale più merdosa dell'intero Universo. Cioè, ancora una volta ci viene negata la possibilità di eleggere davvero i nostri rappresentanti. Viva il Porcellum, che crepi la democrazia!
Inculata n. 2: Cosentino, il mafioso (ooops) camorrista, è salvo. La camera ha negato l'autorizzazione a procedere. E vabbe', questo potevamo darlo per scontato, comunque fa incazzare lo stesso.
Quanti rospi del genere dovremo ancora ingoiare prima di darci una sveglia? (Sì, lo so, la domanda è puramente retorica.)

mercoledì 11 gennaio 2012

Tiriamo un po' di somme

Già, adesso si può.
Questo governo tecnico che abbiamo adesso si sta rivelando per quello che è: uno strumento delle banche, che da sempre hanno avversato i "poveracci" e li vorrebbero veder sparire dalla faccia della Terra. Il precedente governo ha demolito l'Italia, e soprattutto gli italiani, per incompetenza totale e desiderio estremo di proteggere un singolo. Questo governo sta completando l'opera: con cognizione di causa, almeno fino a un certo punto. Gli attacchi alle fasce deboli sono mirati, cuciti su misura per indebolirle ulteriormente. Il "fino a un certo punto", però, è dovuto alla scarsa lungimiranza di questa politica al massacro, perché le fasce deboli sono la stragrande maggioranza in Italia. Dunque:
- Aumento dell'IVA: prezzi più alti;
- Aumento dell'IRPEF: buste paga più basse;
- Aumento (sconsiderato, inesplicabile) dei prezzi dei carburanti: trasporti più cari;
- Misure che vanno a tagliare sulle pensioni e a "liberalizzare" il mercato del lavoro: rischio di avere disoccupati a vita e gente che non riesce nemmeno ad arrivare al 5 del mese, figurarsi alla fine.
- Taglio di risorse agli enti locali: questi saranno costretti ad aumentare le tariffe dei servizi che erogano, o a non erogarli affatto;
- Tagli alla sanità: questo significa costringere la gente a fughe in massa all'estero per ritrovare almeno un po' di competenza;
Non aggiungo tutte le altre misure adottate, perché dovrei scriverci un libro. Comunque, tutto ciò per l'Italia costituirà un boomerang, per tanti versi:
- Prezzi più alti, stipendi più bassi, tasse più massacranti, significheranno una riduzione dei consumi, ergo, minori entrate per lo stato a dispetto di tutti questi aumenti;
- In particolare l'aumento delle tasse condurrà inevitabilmente a una sempre più ampia affermazione dell'evasione fiscale, perché soprattutto il ceto medio (quello, per intenderci, di coloro che a fine mese ci arrivano già tirando su tutte le spese) non potrà permettersi di pagare le tasse e riuscire lo stesso a vivere, e sceglierà di riuscire a vivere a discapito delle tasse;
- La pubblicità che si sta facendo questo governo è assolutamente negativa. E con ciò? E' un governo tecnico, si dirà. Già: tuttavia è nato come contrapposizione al governo precedente, e quindi l'elettore italiota medio (e sottolineo italiota) lo assocerà, sbagliando clamorosamente ma inevitabilmente, al centrosinistra. Il vero centrosinistra ha regalato troppi anni di governo al nano bastardo; questo governo, che pure dovrebbe essere considerato fuori dalle parti, finirà per regalarglielo di nuovo, a meno che qualcuno non organizzi un bell'attentato per spazzare via il nano bastardo e tutti i suoi slurpaculo - soluzione, questa, non auspicabile, ma non del tutto impossibile.
Ciò detto, possono succedere alcune cosette molto simpatiche, ma non so se proprio nell'ordine in cui le esporrò:
- Default degli italiani: perfino il cosiddetto "terzo mondo" ci passerà sopra la testa con scarponi chiodati, e in Italia ci saranno trenta o quaranta milioni di barboni;
- Default dell'Italia: inevitabilmente lo stato andrà a gambe all'aria, perché nessuno riuscirà più a permettersi nulla; e se non entrano soldi in cassa, come si può pretendere di pagare l'assurdo debito pubblico che abbiamo incamerato negli ultimi tempi?
- Default delle banche: inevitabile anche quello, dato che se la gente non potrà più permettersi un tubero di niente non aprirà nemmeno il conto in banca.
Cioè, gente: nel 2013 saremo un protettorato francese, molto probabilmente, e tutto grazie al fatto che non siamo in grado di sceglierci della gente valida come governanti. In ogni caso, dato che ogni popolo ha i politici che merita, anche noi non potremo assolutamente negare di essercela cercata.

giovedì 5 gennaio 2012

Il lupo (macché lupo: è un vecchio sorcio spelacchiato) perde il pelo...

... ma non il vizio.
Già, il segaiolo calderoli (ecco un altro che ha perso il diritto alle maiuscole) non perde l'occasione per farsi figure di merda mondiali, anche se non è più ministro - ah, e perché, forse è stato ministro? E di che? Io mica ho capito in cosa consisteva il suo dicastero, se non nello sparare cazzate a nastro. Il calderoli - il quale, tra l'altro, si è sempre detto invidioso dei festini a base di bunga bunga del nano bastardo: viva la coerenza - ha strombettato sulla presunta festa tenuta a palazzo Chigi da Monti, dimissioni e tutto il resto del blablabla inclusi. Ma non stava parlando a un vecchio citrullo sessuomane col cervello annebbiato dall'abuso di botox; si stava rivolgendo a qualcuno sano, sobrio, serio, quantunque non troppo giovane. Non basterà questo a togliersi dai cojoni lui e tutti gli altri di sega nord, in quest'Italia dove l'elettorato ragiona con la panza e non col cervello, ma quella che segue, che riporto integralmente, è la risposta di Monti:

4 Gennaio 2012
Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.
Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.
Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.
Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.
Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.
D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.

lunedì 2 gennaio 2012

2012: Un anno di...

... merda?
... belle speranze?
... belle speranze disattese e merda?
Mah, chi lo sa. Il 2 gennaio è trooooooppo presto per dirlo. Comunque:
- Siamo alle solite con chi viene come sempre spremuto fino all'ultima goccia solo per salvare il Qlo a chi non pagherà mai. Aumenti delle tasse, aumenti di prezzi (andate a vedere i carburanti, porka di kuella zokkola), aumenti di tartassaggio globale sempre a carico dei soliti. E tutto questo si rivelerà un boomerang: più si alzano tasse come l'IVA e prezzi dei carburanti e dei vari beni, meno la gente compra; meno la gente compra, meno soldi entreranno nelle casse dello stato. Questo porterà inevitabilmente alla creazione di un circolo vizioso: meno soldi, aumentiamo ancora il tartassaggio, così, sempre meno soldi e sempre più tartassaggio. Questo porterà l'Italia al default; ma sarebbe meglio che lo dichiarassimo noi prima che ce lo impongano dal resto d'Europa. In ogni caso, questo riporterà l'Italia al medioevo. Chi 'azz si potrà ancora permettere un'automobile, fra qualche mese? Chi potrà permettersi qualcosa in più della semplice sopravvivenza? Non certo la gente comune. (E c'è qualcosa che non va in Italia: perché, dico io, perché ancora non abbiamo scatenato un putiferio? Vabbe', in Egitto l'hanno fatto e sono caduti dalla padella nella brace, ma noi non ci abbiamo neppure provato!)
- I media sono sempre la solita accozzaglia di disinformazione, gossip a nastro e programmi Qlturali (del Qlo); ma forse qualcosa sta cambiando. Il pubblico italiota sta cominciando ad essere un po' meno "ota", forse. Chiuderanno il Grande Stronzello in anticipo perché lo scèr (italianizzazione ad hoc) è basso? Beeeeeene. La gente non guarda più il telegiggetto 1, il teleguazzabuglio 4, stupido aperto, il telegiuggiolone 5? Beeeeeenissimo! Certi giornali (compreso quello che lo è di nome ma non di fatto) stanno perdendo clientela? Ottttttttimo! Ormai ci siamo fatti infinocchiare per troppo tempo; è ora che cominciamo davvero a capire come funziona il mondo. O mi sto illudendo di brutto? (Ahi ahi, mi sa che è buona questa versione...)
- Fine del mondo. Sì, la fine del mondo. Ma proprio, la fine del mondo. Preparatevi: sta per finire il mondo. Davvero, è la fine. Il 21 dicembre, sì, sì, il giorno del solstizio (anche se c'è chi continua ad affermare che il solstizio è il 23) tutto quanto andrà a mignotte. (E perché, forse non è da mo' che tutto ci sta già andando?) Mi sa tanto che lascerò passare il 22 dicembre, e per buona misura anche il 23, e la vigilia di Natale aprirò una bella bottiglia di spumante alla facciazza di tutti i boccaloni che ancora continuano a credere a questa panzana cosmica della fine del mondo. E poi c'è un altro aspetto relativo proprio a questi boccaloni: nessuno - nessuno - spinge la propria credulità così tanto in là da rinunciare al proprio patrimonio. Ma se il 21 dicembre il mondo finirà, che sgrumbleblum ve ne fate dei soldi? Dateli in beneficenza, e tenetevi giusto lo stretto indispensabile per vivere fino a quel giorno! Posso darvi un IBAN su cui effettuare questo versamento, se ci credete così tanto (già: il mio IBAN. Ecché, mica son scemo, io!) Ma nessuno di questi cretidioti imbestupidi rincoglioscemi lo è al punto di rinunciare anche a un solo centesimo. Quando si pone loro la domanda, la risposta è: "Ma sei matto? E se poi non finisse? Se avessero sbagliato qualche calcolo? Io resto in mutande e tu poi ridi alle mie spalle!" Se lo meriterebbero, ma è chiaro che stanno solo prendendo per il culo la gente. Come per tutte le superstizioni di 'sto mondo: "non è vero, ma ci credo".