venerdì 30 marzo 2012

Dovremmo piantarla lì di essere codardi e opportunisti

In Spagna stanno mettendo a ferro e fuoco il paese a seguito delle misure di austerità (che lo è, di fatto, sempre per i soliti, proprio come da noi) messe in atto dal loro governo. Qui cosa si fa? Uno scioperetto di tre ore. Un mucchio di blablabla sui blog. E poi? Con uno scioperillo di tre ore e mucchi di parole al vento ci si puliscono il culo, i cari signoroni poltronai seduti laggiù a Roma. Ormai è troppo tempo che qualcuno come me spera che l'Italia si dia una sveglia e che si decida a defenestrare quei personaggi (tutti, dal più infimo consigliere comunale di minoranza su su fino all'intero pirlamento) a scarpate nel didietro. Ormai è troppo tempo che quelli come me - che non possono certo organizzare una rivoluzione da soli, data l'esigua quantità - restano delusi di fronte al comportamento tipico degli italiani. "Tanto son tutti uguali", strette di spalle, "Io? Perché mi dovrei impegnare io? Fatevela voi la rivoluzione", "Io devo pensare alla mia famiglia", io-devo-occuparmi-del-mio-orticello-e-chissefotte-degli-altri. Repetita juvant (ah, ma davvero?): datevi una sveglia, gente! Non possiamo continuare a sprofondare sempre di più nel baratro!
(Tanto anche queste sono parole al vento. Che, voglio forse illudermi?)

Consenso?????????

Qualcuno mi dovrebbe spiegare come fa l'Avvoltoio ad affermare di avere "il consenso degli italiani".
Punto Primo: è andato su senza uno straccio di voto (e i voti, per i politici, sono la principale forma di consenso);
Punto Secondo: a me, e a tutti i miei parenti e amici, e a tutti i loro parenti e amici, fino a non so bene quale grado, nessuno è venuto a chiedere opinioni sull'Avvoltoio.
Quindi: a chi ha chiesto consensi? Al nano bastardo? Mi sembra proprio che la tanto decantata "sobrietà" dell'Avvoltoio non fosse altro che fumo negli occhi. L'Avvoltoio come il nano bastardo, lì a vantare "consensi" che non si sa da che buco di culo siano stati cagati!

martedì 27 marzo 2012

Il paese è pronto, eccome se lo è!

Parole dell'Avvoltoio Monti, il "salvatore dell'Italia" a spese del suo stesso popolo: "Se il paese non è pronto, il governo potrebbe anche lasciare".
Siamo prontissimi, più pronti di così si crepa. Prontissimi a stappare l'ultima bottiglia di spumante che ci potremo permettere, se davvero questo massacratore tanto esaltato dalla stampa e dagli altri AVVOLTOI europei si levasse dai coglioni. Il danno ormai l'ha fatto, chiaro e tondo, trasformandoci in un popolo di barboni che dovranno vivere di elemosina. Adesso, almeno, che se ne vada.

martedì 20 marzo 2012

Alimentiamo il circolo vizioso

Dunque, riforma dell'articolo 18 all'ordine del giorno. Togliere la tutela ai lavoratori, permettendo licenziamenti ad muzzum per futili motivi. L'Italia dovrebbe uscire da una crisi, ma ogni singolo passo di quest'ultimo governo (che, ribadisco, è troppo competente e ci sta massacrando con colpi ben mirati) ci manda sempre più a fondo. Dunque, catena di cause ed effetti che diventano cause per altri effetti:
- Più libertà di licenziare uguale più gente in mezzo alla strada;
- Più gente in mezzo alla strada meno acquisti;
- Meno acquisti meno introito fiscale per lo stato;
- Meno introito per lo stato più tasse;
- Più tasse più spese per le aziende;
- Più spese per le aziende più licenziamenti ad muzzum;
- Più licenziamenti e si torna al primo punto di questo elenco.
Qualcuno a questo punto dovrebbe farmi capire come la libertà di creare in una botta unica 30 o 40 milioni di barboni e accattoni possa risollevare l'economia dell'Italia. Ci costerebbe molto meno, a questo punto, venderci allo straniero e diventare un protettorato, tanto per dirne una, della Cina. (Non che si viva bene sotto il regime cinese, questo va detto. Magari sarebbe meglio la Russia dello zar Putin...)

martedì 13 marzo 2012

Salvare l'Italia a spese degli italiani, o dell'ipocrisia dei giornalisti

Ribadisco: è quello che sta facendo quest'ultimo governo. Un governo di banchieri: si tratta di una categoria di persone che hanno sempre avversato i poveri e il cosiddetto "ceto medio", che ormai fa parte comunque dei poveri. Per questa gente, chiunque non sia ricco sfondato deve sparire dalla faccia della Terra - si vede già dal fatto che o sei amico di un parlamentare o il mutuo te lo danno sui denti, per non citare altri posti. Adesso, il carburante costa il doppio di quanto costava pochissimi anni fa; l'IVA è stata aumentata e verrà ancora aumentata, andando a incidere sui beni di consumo e quindi sulla capacità degli italiani di acquistare; la vecchia ICI è rientrata dalla finestra con un nome diverso (chiaro che il primo errore è stata quell'abolizione farlocca operata dal nano bastardo: ha privato i comuni di una rilevante fonte di entrate, e questo ha comportato la cancellazione di numerosi servizi indispensabili) ma quadruplicata rispetto al passato; aumentate a dismisura anche tasse varie come l'IRPEF, di nuovo per ficcare ulteriori mazzate sempre ai soliti; la casta è sempre più intoccabile.
E adesso veniamo all'ipocrisia dei giornalisti. Prima lodi sperticate al governo Monti, visto come il "salvatore dell'Italia", "quello che ci tirerà fuori dal baratro", eccetera. Adesso si vedono titoli come "Crolla la spesa delle famiglie, l'Italia è tornata a 30 anni fa", "Famiglie, la spesa ritorna agli anni 80, bollette e trasporti bruciano i redditi". Ma porca di quella [BIIIIP] [BIIIIP] d'una [BIIIIIIIIIIIIIIIP], qualcuno mi dovrebbe spiegare alcune cose:
a) Come mai si stupiscono così tanto se l'italiano medio non può nemmeno più permettersi di comprarsi un paio di scarpe nuove né di mangiare qualcosa di buono?
b) Come mai non sono stati zitti quando non era il momento di lasciarsi andare a facili entusiasmi, dipingendo una persona che nemmeno conoscevano come un nuovo messia per poi essere costretti a ricredersi di fronte alla cruda realtà?
c) Qualcuno ritiene l'informazione italiana ancora credibile? Catastrofismo ingiustificato, sensazionalismo a tutti i costi, il girare il coltello nella piaga riguardo a quei tre diconsi tre casi di cronaca nera di cui sono giunti a conoscenza negli ultimi vent'anni, lo sfegatato leccaculismo nei confronti della casta, gossip a camionate su personaggi dei quali non ce ne può fregare meno: questa è l'informazione italiana. Quindi la risposta ai punti a) e b) viene praticamente da sé.
Ribadisco per l'ennesima volta, con enne tendente asintoticamente a infinito: il popolo italiano deve darsi una sveglia. Ma ormai ho praticamente perso le speranze a questo riguardo.