giovedì 2 maggio 2013

L'IMUrtacci sua

Togliere l'IMU o non si va avanti, disse il coso.
Si è un po' dimenticato, forse, che era un disegno di legge del SUO governo. Si è anche dimenticato, forse, che il disegno di legge emanato dal SUO governo (e solo applicato dal governo dell'Avvoltoio) è scaturito dal fatto che avesse molto inopinatamente annullato la vecchia ICI a fini di propaganda elettorale, eliminando così una fonte di entrata per gli enti locali e mandando a fare bunga bunga la loro capacità di offrire servizi indispensabili.
O forse non si è dimenticato: ci sta coglionando, come al suo solito.
Il suo gioco è questo: o mi approvate questa "riforma" o io sbrago tutto e faccio cadere il nuovo governo dando la colpa alla sinistra incapace. Cioè: crolla anche questo governo, si va a nuove elezioni, lui guadagna consensi e va su di nuovo con la maggioranza che ha avuto nel 2008. Disastro totale per l'Italia, con un presidente-di-sta-cippa "inetto, vanitoso e ridicolo" (cit.).
Ma a questo punto, il Re Giorgio Riconfermato, se davvero gli fosse rimasto un briciolo di intelligenza, potrebbe essere lui a sbragare tutto. Come? Dimettendosi e facendo ricadere la colpa sul coso con la sua intransigenza. Così il coso perderebbe definitivamente consensi, questo pirlamento dovrebbe eleggere un nuovo presidente, il quale scioglierebbe le camere, e alle elezioni andrebbe su qualcun altro, magari qualche nuova forza nata dalle ceneri del piddì. Sbattuto in un angolo il coso, e contemporaneamente tagliate le gambe ai grUllini, principali artefici di questa profonda crisi ideologica e istituzionale.
Lo farà? Tsè, guarda, Dumdumderum, una balenottera verde a strisce gialle e arancio sta portando i suoi cuccioli a danzare sulla Luna...

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