martedì 4 giugno 2013

La storia eterna di Eternit

In appello è stata non solo confermata, ma anche aggravata, la pena a carico del signor Schmidheiny, l'unico dei due manager dell'Eternit ancora in vita. E vabbuo': atto dovuto, ovviamente. Non farà mezza giornata di galera, ma solo in virtù del fatto che è vecchio come il cucco e lo lasceranno finire i suoi giorni in libertà, solo con una sentenza infamante sul groppone. E c'è ancora la cassazione da affrontare: questo va detto; magari finisce che ribaltano tutto, anche se è decisamente improbabile. In questa faccenda, quello che più mi ha fatto girare i cabasisi è stata la frase dell'avvocato difensore di Schmidheiny: ha detto, più o meno testualmente, che "con una sentenza del genere chi mai verrebbe a investire in Italia?".
Cioè: per investire bisogna infrangere le leggi?
Per investire bisogna passare come dei rulli compressori sopra le vite di operai e anche di cittadini che col processo produttivo non c'entrano una cippa?
Sinceramente esistono in giro per il mondo ditte rispettose dell'ambiente, delle leggi e delle vite della cittadinanza che hanno giri d'affari mostruosi.
Ah, già, ma siamo in Italia: l'unico paese al mondo dove per investire bisogna essere dei criminali privi del benché minimo scrupolo.
Vabbe', un avvocato difensore deve arrampicarsi pure sugli specchi, alle volte, per difendere gli interessi del cliente (e anche le proprie parcelle, di riflesso); ma superato un certo limite dovrebbe anche riconoscere l'insostenibilità di una posizione e ritirarsi onorevolmente. Sparare cazzate del genere è controproducente per la sua stessa causa, come dichiarare apertamente che Schmidheiny & soci non avrebbero mai osato investire in Italia se fossero stati onesti. Ed è anche un danno per l'immagine dell'Italia, come se non bastassimo noi a farla apparire come il paradiso per criminali e tipi loschi.

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