martedì 25 giugno 2013

Saranno sette anni MOOOOOLTO lunghi

Hanno condannato il coso a sette anni nel processo Ruby. (Momento: processo di primo grado. Prima di vedere la fine di questa vicenda il coso ha il tempo di morire settantasette volte.) Ovviamente i suoi scagnozzi hanno fatto quadrato intorno a lui, ma semplicemente per proteggere sé stessi. Sanno perfettamente, infatti, che senza il coso loro sono delle nullità assolute, e sarebbero condannati all'estinzione immediata. Quindi, nessuna novità su questo fronte: bisogna a tutti i costi proteggere il coso.
Saranno sette anni in cui finalmente vedremo sparire il coso? Saranno sette anni in cui potremo finalmente cominciare a riprenderci da vent'anni di morte culturale, politica ed economica?
Tsè. Guarda, Dumdumderum, c'è una troupe di asini verdi a pois gialli che danzano leggiadri sulle punte delle orecchie cantando "Bella ciao".
Saranno sette anni in cui il coso imperverserà su tutte le televisioni, anche la servilissima rai, strepitando su questa "persecuzione giudiziaria" in tutti i toni. Saranno sette anni in cui pianterà un putiferio tremendo in pirlamento, a costo di condannare il paese a farsi commissariare dai francesi (almeno, spero non si tratti dei tedeschi). Saranno sette anni in cui ci sbriciolerà i cabasisi in tutte le maniere possibili e immaginabili. Saranno sette anni in cui riuscirà di nuovo a intortare gli imbecilli per ottenere, ancora una volta, una poltrona assicurata e uno scudo contro la giustizia. Saranno sette anni in cui qualunque persona ragionevole si illuderà che la natura gliene conceda meno (be', se continua ad abusare di viagra, l'illusione potrebbe essere legittima). Comunque, saranno sette anni in cui troveremo lungo, eterno, spaziotemporalmente infinito, ribadisco, natura permettendo.
N. B.: No, non sarà questa condanna a spingere il coso a fare un passo indietro. Rimarrà inchiavardato a quella poltrona interdizione o non interdizione, perché tanto nessun giudice riuscirà a schiodarlo fisicamente da lì. Se si pensa che Josefa Idem ha rassegnato le dimissioni per un'infrazione svariati ordini di grandezza inferiore a quelle perpetrate a nastro dal coso... be', la Idem non si è italianizzata fino a quel punto, va detto. Ma il coso è troppo italiano per dimettersi.

2 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Ficcante come al solito, @enio.
Impagabile la chiosa finale "...la Idem non si è italianizzata fino a quel punto...". E per fortuna!
Perché - se come dice Giuliano Ferrara - il coso è il prototipo dell'arci-italiano, questi italiani di serie B (come la Idem) fanno alzare di un punto il nostro gradimento all'estero.

Dumdumderum ha detto...

Ecco un motivo per cui abbiamo bisogno di stranieri: per risollevare la nostra stessa immagine. Uah uah uah, grasse risate. Ci mancava solo più questa per farci prendere per il Qlo a stecca, all'estero.