lunedì 19 agosto 2013

Cosa volete che sia un po' di guerra civile in Egitto?

Ecco un ennesimo esempio di quanto gli italiani siano un popolo che meriterebbe davvero di venire asservito a qualche straniero. Non che lo auspichi: sono fermamente convinto che abbiamo un'identità nazionale (per quanto zoppa e monca) e che dobbiamo fare il possibile per preservarla. Ma andrebbe mondata di quegli elementi che fanno degli italiani la barzelletta più cosmicamente buffa dell'intero mondo.
Guerra civile in Egitto? E chissefrega.
Mica si può rinunciare alla vacanza sul Mar Rosso, no?
Reccomandazioni del ministero, delle ambasciate, bli, blo e bla? Ma che cazzo vogliono questi qui? Ma cosa ne sanno? A Sharm el-Sheik mica succede niente.
Tsè.
I tur operètor (o come 'azz si scrive quella roba lì) continuano imperterriti a vendere i loro bei pacchetti vacanza sul Mar Rosso. I turisti italioti continuano a prenotare quei pacchetti, e scoppiasse il mondo loro devono andare a farsi la vacanza sul Mar Rosso. Anche a costo di arrossarlo una volta di più col loro stesso sangue. Così firmano quintalate di liberatorie per non subire l'onta derivata dall'aver rinunciato alla vacanza sul Mar Rosso.
E poi ci lamentiamo che non riusciamo a liberarci di vent'anni di dominio mediatico e politico da parte del coso?
E poi ci indigniamo quando sentiamo gli stranieri raccontare barzellette a nastro su quanto siamo stupidi?
E poi piangiamo quando qualcuno di noi è andato a schiattare all'estero non per partecipare a una guerra lontanissima da noi (e già è una delle motivazioni più stupide per cui andare a crepare in terra straniera; ma quando qualcuno spara ordini, chi è nella posizione di dovervi obbedire non ci si può sottrarre) ma perché se l'è cercata con tutte le sue forze?
Italiani, date una scrollata al criceto che avete nel cranio e rimettetelo in movimento, informatevi un po' di più sulla possibilità che la tanto agognata meta delle vostre vacanze sia in guerra, e non andate a cacciarvi di vostra volontà - costi quel che costi - dritti in un nido di serpenti velenosi. Ma tanto queste sono parole al vento, come al solito.

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