lunedì 2 settembre 2013

Troppi scioperi della fame indeboliscono inevitabilmente il cervello

Il marco pannella di una volta (ha perso il diritto alle maiuscole, mi spiace, e tra l'altro "giacinto" sarebbe il suo vero nome) non esiste più. Quello delle battaglie sull'aborto e sul divorzio... ecco, è morto e stramorto da tempo: si è ucciso il cervello a forza di fare scioperi della fame. Già, dopo quelle famose battaglie, è riuscito a svilire il significato del referendum, trasformandolo in un Che 2 Coglioni per la stragrande maggioranza degli italiani. Già, da lì in poi, si è rivelato una banderuola che gira seguendo il vento del momento. Ora, davvero, è caduto talmente in basso da finire addirittura in una dimensione alternativa.
Cioè, ditemi voi: ha fatto firmare i suoi 12 referendum al coso!
Così, il coso intanto guadagna sostegno per sfuggire ai suoi guai giudiziari, tra cui una sentenza definitiva e irrevocabile. E lo spannellato svilisce ancora di più il significato della parola "referendum". Cioè, uno o due di quei quesiti referendari potevano essere condivisibili; però, già inserirli in un "pacco formato famiglia" assieme a una decina di porcate, cercando di convincere l'elettorato che bisogna mettere 12 sì, ha barbaramente massacrato l'essenza di quel paio di quesiti veramente validi. E ora li fa firmare al coso! Cioè, un pluripregiudicato al quale della politica e del bene dell'Italia non frega una cippa diventa "testimonial" di un istituto della stessa democrazia sulla quale sta gettando merda da vent'anni! A questo punto, per questi referendum è necessario decretare una fine anticipata: farli finire nel dimenticatoio, addirittura prima che superino lo scoglio del numero di firme necessarie. E poi lo spannellato e il coso dovrebbero decidersi una buona volta a schiattare di morte naturale: sarebbe il primo passo della luuuuuuunga serie che servirà all'Italia per dimenticare un ventennio di morte morale e culturale della società.

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