martedì 29 ottobre 2013

Pulcinella sotto spionaggio

Perché, cos'altro pensano di ottenere spiando l'Italia? A ogni intercettazione si slogheranno la mandibola a forza di sbadigliare: questo già sentito, quest'altro, be', dove sta la novità? Non ridono nemmeno più: è come sentire millemila volte la stessa barzelletta. Probabilmente finiranno per decidere che il gioco non vale la candela. I nostri spioni, pagati fior di soldoni, affermano di non essere al corrente di questo spionaggio: be', è chiaro che un po' di scajolismo per pararsi le chiappe è dovuto, no? Intanto magari loro cercheranno di spiare i Pulcinella d'oltreoceano, somministrando loro la loro stessa medicina (e magari usando i loro stessi sistemi). Tanto la faccenda dello spionaggio reciproco tra stati risale all'epoca in cui sono stati fondati i primi stati, cioè più o meno all'epoca dei Sumeri. Anche qui, dove sta la novità?

4 commenti:

cristiana2011-2 ha detto...

Ma occorreva proprio fingere di meravigliarsi?
Come giustificare le Cie e i KGB, allora?

Dumdumderum ha detto...

Si cavalca l'onda dell'ipocrisia, tutto lì.

Bastian Cuntrari ha detto...

Bravo, Dum: quello della spia è il mestiere più vecchio del mondo, secondo solo a quello di cortigiana.
Ora tutti cascano dal pero: che ridicole pippe!!!

Dumdumderum ha detto...

Ovvio, no? Se tu spii gli altri, è giusto; se gli altri spiano te, allora sono degli stronzi. Ribadisco: ipocrisia, ipocrisia a palate.