mercoledì 20 novembre 2013

L'ambiente ci urla in faccia, ma siamo sordi

E' inutile parlare diffusamente di ciò che è avvenuto in Sardegna. Non perché la catastrofe non sia seria; tutt'altro. E' solo perché non è che l'ennesimo caso di cosa davvero non va per il verso giusto qui in Italia. Tempeste, terremoti, alluvioni, tutte queste catastrofi naturali ci insegnano qualcosa?
Tsè, guarda, Dumdumderum, ho visto la capanna di Baba Yaga che si molleggia sulle sue zampe da uccello!
Si possono ripercorrere tutti i casi recenti di catastrofi naturali, a partire dall'alluvione di Firenze del 1966 (tanto per non andare più indietro di così, che basta e avanza) fino ai giorni nostri, con quest'ultima mazzata per i sardi. Dunque, abusi edilizi a gogò, anzi, a gogogò; condoni per i trasgressori che si ritrovano a pagare sì e no l'un per mille di quanto dovrebbero; squali dell'edilizia che continuano imperterriti a fare scempio di un territorio che è disastrato per pura e semplice volontà umana. Adesso tutti a fare i cordoglioni per le vittime della Sardegna, domani, "passata la festa gabbato lu santo" e tutto come prima: abusivismo, condoni, scempio del territorio. Quanto dovrà colpire forte l'ambiente perché queste sue creature troppo avide e voraci la capiscano? Forse abbastanza da estinguerci.

2 commenti:

cristiana2011-2 ha detto...

Soru aveva cercato di fermarli, ma Cappellacci è uno di 'quelli'.
Grazie Silvio!
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

Si può tranquillamente affermare che Soru sia stato silurato dagli squali dell'edilizia, di cui Cappellacci è la piena espressione.