martedì 30 aprile 2013

Il programma (?) del nuovo (???) governo (?????????)

Dunque, cos'abbiamo, oltre al Punto Fermo Numero Uno, salvare il culo a quel personaggio che mi sono strarotto di nominare anche solo con un soprannome:
- Lavoro e pensioni, sanità, cultura, trasporti: non pervenuti.
- Leggi sulla corruzione e sul conflitto d'interessi: non pervenute, ma guarda un po'. Sarebbe come chiedere a Hannibal Lecter o Jeffrey Dahmer di approvare un aggravamento delle sanzioni contro il cannibalismo.
- Riduzione della pressione fiscale, sia per i cittadini sia per le imprese: non pervenuta.
- Stop alla rata di giugno della famigerata IMU. Questo sì. Ma è la mossa propagandistica dell'essere abominevole citato all'inizio, oppure si tratta di rivalutare questa tassa-tartassa per renderla un po' più equa e meglio distribuita? Visti gli elementi che ci sono lì dentro, propenderei per la prima ipotesi.
- Tagli di spesa ad minkiam, guarda caso sempre sui soliti settori.
- Misure per svincolare l'Italia dalla tirannia degli istituti finanziari e permetterle di avanzare sulle proprie gambe: non pervenute.
- Annullamento di quel "patto di sta(minkia)bilità" che non permette nemmeno agli enti pubblici più virtuosi di pagare i loro debiti con le imprese: non pervenuto.
- Qui ci potremmo aggiungere quelle che, a sentire i grUllini, buoni a banfare come locomotive a vapore ma molto meno a mettere in pratica le loro banfate, sono delle priorità assolute senza le quali l'Italia crolla (tsè: una gocciolina fine fine a confronto con l'oceano): riduzione di emolumenti, privilegi, vitalizi, rimborsi elettorali, bli, blo e bla. Non perverranno mai, a quanto pare nemmeno da parte dei grUllini, che come si sono trovati col culo posato su una Sacra Poltrona ci si sono avviticchiati con tutti i tentacoli e approfittano a piene mani di tutti questi soldi in più che entrano nelle loro saccocce.
- Lotta contro la criminalità, l'evasione fiscale, ecc.: non pervenuta. Vedasi al secondo punto.
Ecco, tutto ciò è il "programma" messo in piedi da Enrichino il Cadaverino (46 anni? Napolitano che ne ha 88 sembra più giovane di lui! E, naaaa, non è malato, almeno non a conoscenza di gran parte della gente: è solo che li porta davvero male.). Questo "governo" otterrà soltanto quello che è il suo dichiarato scopo, il Punto Fermo Numero Uno che ho citato; poi verrà sciolto, si andrà a nuove elezioni, e saranno cazzi amari per l'Italia - e come si sa non c'è mai limite al peggio.
In poche parole: quel che voleva fare Berlinguer assieme a Moro era un vero "compromesso storico", questo coso amorfo che hanno messo su nei libri di storia passerà come "inciucio" e decreterà una volta per tutte la fine della repubblica in Italia. Ma, visto quanto siamo incapaci di far funzionare quella democrazia che all'estero ottiene risultati decenti, forse un nuovo regime fascista ce lo meritiamo in pieno.
(O ve lo meritate. Ho diramato curriculum all'estero e sono soltanto in attesa che qualcuno mi chiami per abbandonare definitivamente questa terra morta.)

lunedì 29 aprile 2013

La gente dice basta

Lungi da me il giustificare l'attentato davanti a Montecitorio. Per quanto nei miei post io appaia un violento, non arriverei a premere il grilletto per sparare a qualcuno, per quanto se lo meriti; certo, se mi trovassi costretto al di là di ogni scrupolo a farlo, prenderei la mira e colpirei il mio bersaglio, non certo i primi che mi trovassi davanti alla vista (due carabinieri, e allora? Non meritano certo di rischiare la vita in una situazione del genere!), che non ne possono nulla. Ma, dall'altro lato: è del tutto incomprensibile un atto del genere? Cioè, un poveraccio si trova di botto senza lavoro, senza prospettive per il futuro, senza i mezzi di sostentamento per la famiglia, a causa di certi personaggi che continuano imperterriti a fare i loro giochetti strabattendosene le palle della popolazione, e cosa può fare? Dirigere l'arma da fuoco verso sé stesso - e sono tanti, ultimamente - o verso quelli che ritiene, pienamente a ragione, gli artefici della sua rovina. Allora viene spontaneo formulare certi commenti:
Peccato che abbia sbagliato mira.
Peccato che non abbia colpito uno dei mille bersagli designati, che ci sia andato di mezzo qualcuno che non c'entra niente.
Non condivisibile, dite? La gente ormai ne ha piene le palle di giochi e giochetti sulla sua pelle. Questo attentato non sarà un atto isolato - soprattutto vista la benzina che questi personaggi, aiutati dai "giornalisti" (virgolette d'obbligo), buttano sul fuoco coi loro commenti secondo i quali disperato equivale a pazzo o, peggio, rincoglionito. Questo episodio non è che l'inizio di una lunga serie; ci saranno episodi via via sempre meno isolati, e alla fin fine si sfocerà in una rivoluzione vera e propria. Forse. Oppure succederà che tutto verrà lasciato raffreddare e si tornerà come prima; ma stavolta spero proprio di no. Una rivoluzione è sempre violenta; ma gli italiani, stavolta, saranno davvero in grado di metterne in piedi una e defenestrare una volta per tutte quella gentaglia che continua a speculare sulla pelle della popolazione di cui hanno completamente dimenticato di far parte? Il pane è finito e non ci sono più brioche.

Aggiornamento
Sembrerebbe, almeno riportando fonti non eccessivamente attendibili, che l'attentatore fosse afflitto dal vizio del gioco. Non che questo modifichi di una virgola la situazione; altri magari non artefici della propria rovina (ribadisco: sempre che sia vero) potrebbero finire per emularlo. Questo non è un caso come i finti attentati al pluriinquisito e ai suoi servi per guadagnare consensi immeritati.

venerdì 26 aprile 2013

Italia riconsegnata nelle mani del solito personaggio: fatto

Enrico Letta (storia già Letta, mannagg' a tutti i blogger che hanno già sparato questa battuta) incaricato di formare un governo di larghe intese. Larghe intese? Cioè: ministri scelti dal coso, punti fermi scelti dal coso (cioè: approvazione di tutte le porcate necessarie a salvargli il culo); e ricordiamoci bene che Letta, con la sua faccia da santerellino, è un uomo del coso, per quanto abbia sempre figurato come appartenente al partito tafazzista.
Prepariamoci pure ad assistere alla rovina totale. Perché un'Italia ancora e sempre nelle mani del coso vorrà dire la fine assoluta.
Ma tanto è da mo' che lo dico; figurarsi se qualcuno mi si fila di striscio.

mercoledì 24 aprile 2013

And the winner is (3)

(Mo' li inchiodo al muro senza bere né mangiare finché il nome che vomitano non è stabile. Non è giusto mandarmi a mignotte ogni singolo pronostico che riesco a produrre.)
... Enrico Letta.
Della serie Il nuovo che avanza, ecco ancora un altro avanzo. Ecco ancora un altro modo per mantenere lo status quo e per proteggere gli interessi sempre del solito, indovinate chi? Almeno Renzi sarebbe riuscito ad appendere al muro la pelle del nano bastardo e a mandare a piantar cipolle tutto il vecchiume dell'ex-piddì. Letta? Vabbuo', si dirà, meglio lui dello zio. Meglio 'sto par di balle. Se per caso questo ennesimo governuncolo riuscisse a reggere il tempo di modificare la legge elettorale, poi comunque si andrebbe a nuove elezioni. Magari Renzi, per quanto mi stia sulle palle, sarebbe riuscito a spostare abbastanza attenzione mediatica su di sé da togliere un po' di elettori telelobotomizzati alle sgrinfie del nano bastardo; così com'è, quest'ultimo - si andasse a votare in autunno o all'inizio del prossimo anno - vincerà alla stragrande.
Popolo italiano, datevi una sveglia! E' il momento di defenestrarli tutti, dal primo all'ultimo, mettere in piedi una nuova Costituente e dare veramente il via a questa seconda repubblica che finora è esistita soltanto nella fantasia malata di quei pazzi schizofrenici di giornalisti.
(Tsè. Guarda, Dumdumderum, sta passando lassù in cielo un trenino di rinoceronti azzurri che cagano petali di fiori profumati...)

martedì 23 aprile 2013

Perché sono sempre più convinto che il mio sia un popolo di cazzoni

(N. B.: raramente mi lascio andare a 2 post in una giornata; ma questo andava pubblicato finché è bello fresco; domani mattina me ne sarei già dimenticato alla grande).
Perché cazzarola vogliamo i cambiamenti e poi rimettiamo al timone sempre gli stessi? Perché siamo delle emerite teste di stracazzo bollito. Questo episodio poco c'entra con la politica, ma spiega tante cose.
Ci lamentiamo che i treni sono sempre in ritardo; bestemmiamo in tutte le lingue che conosciamo (cioè: a malapena una) se il treno su cui ci troviamo passa 2 minuti dopo l'orario previsto a cazzeggiare in stazione prima di partire. Tiriamo giù tutti i santi mai canonizzati da qualunque religione quando il treno che aspettiamo viene annunciato con cinque, dieci, o venti minuti di ritardo. Ci incazziamo come un intero branco di iene incazzate quando un ritardo del treno ci fa perdere la preziosa coincidenza (mazzata anche a Trenimerda, ovviamente, perché non possono piazzarti una coincidenza a 3 minuti di distanza dall'orario previsto di arrivo del tuo treno. Ma tant'è.) Insomma, condanniamo tutto il personale di Trenimerda a soffrire di acufeni perenni, anche meritatamente, mi va bene.
E poi degli amici mi passano un commento del genere che segue, preso da qualche socialcoso (Faccialibro, probabilmente). 

Treno autisti e controllori compresi un branco di cazzoni!!!! Vedono k arriva una fila di ragazzi di corsa k ti viene incontro e tu parti?! Beh siete dei grandissimi pezzi di merda!!!! Tanto voi i soldi dell'abbonamento li avete già intascati!! No comment 

Magari il treno era già in ritardo di suo, riescono ancora a perderlo e poi si lamentano. Dopo non venitemi a dire che non ci meritiamo di finire nella merda più totale!

And the winner is (2)

Candidato capo del governo (no, mi spiace, ribadisco il concetto sul premier. Primo, è una brutta ostrogotizzazione babilonizzazione insomma, ci siamo capiti di una parola francese che va sempre accompagnata a ministre; secondo, noi non l'abbiamo mai avuto): Matteo Renzi.
Chi?
Matteo Renzi.
Ah, allora avevo capito bene.
Già.
Non so se davvero andrà su; non so se il titolo del post è giustificato oppure no. Ma se va su possono succedere 2 cose:
a) Si brucia in pochi giorni.
b) Brucia l'Italia in poco più di un mese.
L'ipotesi a) è relativa al suo far parte di quel cambiamento che l'Italia proprio non vuole. Ma nel caso riuscissero a inchiavardarlo saldamente alla cadrega del capo del governo, questo cambiamento si tradurrà, per noi, con queste parole:
CAZZI AMARI.
Non dimentichiamoci che è la versione scaltra del pluriinquisito, oltre ad essere molto più giovane. Se ci siamo goduti il pluriinquisito per vent'anni, e non è riuscito - per incapacità sua, mica per altro - a causare poi troppissimi danni (!!! Già, non gli è riuscita di dare il giro di vite finale; a quello ci ha pensato l'Avvoltoio subito dopo di lui) ci godremo la tirannia di Renzi per almeno quaranta. E sarà quello che darà il colpo alla vite per incastrarla saldamente nella sua posizione finale.
(Humpf. La più grossa speranza per un pessimista è sentirsi dire "Hai cannato il pronostico". Finora, purtroppo, questa mia speranza è stata abbondantemente delusa.)

lunedì 22 aprile 2013

Mazzate da distribuire

A 360°, proprio come il titolo del blog.
Dopo la porcata di queste "presidenziali" fasulle con cui non è stato fatto altro che preservare lo status quo, le mazzate se le beccano:
- gli elettori. La popolazione italiana ha dimostrato per l'ennesima volta di non essere in grado di scegliersi democraticamente i propri rappresentanti (né di buttarli giù quando sbarellano di brutto; ma questo è un altro discorso). Abbiamo avuto il parlamento, anzi il pirlamento spaccato in 3 parti quasi paritarie, tra chi ha votato "per protesta" mettendo lì una compagine di ignoranti arroganti pretenziosi permalosi e intransigenti, chi ha votato un personaggio con una fedina penale lunga da qui alla galassia di Andromeda perché o si sono fatti intortare per l'ennesima volta o hanno una lunga collezione di scheletri nei loro armadi, e chi ha votato "turandosi il naso" pensando che il partito tafazzista fosse la scelta meno peggiore. Assemblea dei grandi elettocoglioni incapace di orientarsi su uno o l'altro nome, per poi votare quasi tutti assieme (meno i soliti grUllini) il reincarico al presidente uscente. Perché? Semplicemente perché i piccoli elettocoglioni non sono stati in grado di appioppare una buona maggioranza a nessuna di queste tre forze. Cioè, sono tutte e tre ugualmente criticabili, un partito di tafazzisti, una forza politica nata per salvaguardare gli interessi di un singolo e una forza di inkazzosi che chiamare partito è un insulto ai partiti veri; ma non siamo nemmeno stati capaci di stabilire che una o l'altra di queste forze "meritasse" più delle altre di guidare (giù per una scarpata, ovviamente) il paese.
- il partito tafazzista. Prima si è giocato una maggioranza quasi bulgara rifiutando, con la massima intransigenza possibile, di ascoltare le richieste del popolo, poi riesce a litigare con sé stesso nei momenti più importanti. Hanno dovuto ricorrere alle "primarie" perché non sono in grado di scegliere un leader al loro interno. Non sono riusciti a mettersi d'accordo per un governo; per il presidente, si son dati una lunga serie di mazzate sui gingilletti - e no, mi spiace, devo contraddire me stesso: lo smacchiatore di giaguari non è quel fine stratega che ero quasi arrivato a ritenere che fosse. Hanno appoggiato Marini non per strategia, ma per volontà di arrivare a un inciucio col pluriinquisito pur di non scendere a compromessi coi grUllini. Hanno proposto il Mortadella quasi all'unanimità, per poi fulminarlo con un centinaio di franchi tiratori al loro stesso interno, umiliandolo, per giunta. Hanno cazzeggiato, minchieggiato e pirleggiato fino all'ultimo, per poi dover scendere a compromessi con loro stessi e rieleggere un uomo che ha quasi 90 anni e 7 anni di mandato non li farà mai (be', se fosse stato Andreotti le probabilità sarebbero state altissime: ormai ho quasi la convinzione che il vecchio dinosauro sia immortale...) e che è quasi riuscito a scalzare il Picconatore dal trono di peggior presidente della repubblica.
- i grUllini. Ma si può mostrarsi intransigenti su tutto, rifiutare ogni singola proposta da qualunque avversario provenga proprio solo per principio? Se fossero stati un partitello da 10%, questo loro comportamento non avrebbe scollato un pelo dal culo agli altri, ma sono uno dei tre partiti maggiori lì dentro. Cioè, a che gioco stanno giocando i grUllini? A chi riesce a distruggere più in fretta l'Italia? Danno già fatto, grazie. Non presentatevi nemmeno più alle prossime elezioni, se mai si terranno. Tutti a casa: voi per primi.
- il partito del pluriinquisito: be', tirargli mazzate è come sparare sulla Croce Rossa.
- il nuovo presidente. Dobbiamo ricordare che ha firmato allegramente tutte le porcomaialate del pluriinquisito? Dobbiamo ricordare che l'ha protetto fino all'ultimo, dichiarando che ha "il diritto di vivere la propria vita politica" e bla bla bla? Dobbiamo ricordare che, quando il pluriinquisito non poteva più mantenere la propria poltrona di capo del governo, lui ha piazzato al suo posto un servo della finanza che ha dato la mazzata di grazia all'economia italiana, e soprattutto all'economia dei cittadini? Dobbiamo ricordare tutto ciò? Adesso non ci venga a raccontare che ha cambiato sistema o che prima ha agito come ha agito perché ci era costretto.
Cosa succederà grazie a tutti i di-cui-sopra?
Fase 1: "governissimo" inciuciosissimo;
Fase 2: modifica della legge elettorale per avvantaggiare, ancora una volta e ancora di più, sempre il solito;
Fase 3: scioglimento delle camere e nuove elezioni, o in autunno o all'inizio del 2014. Il partito tafazzista non esiste più, i grUllini si sono completamente bruciati quella bizzarra credibilità che si erano conquistati (insultando a destra e a manca, senza mettere in piedi l'ombra di un programma politico serio, questo va ricordato); quindi, chi pensate andrà su con una legge elettorale che gli verrà proprio cucita addosso come un abito di alta sartoria? Ormai ogni esortazione agli italiani a liberarsi con la forza bruta di tutti questi bei personaggi è destinata a cadere nel vuoto cerebrale degli italiani stessi.

In ogni caso, tanto per capirci: foto molto eloquente (grazie Non leggere questo blog!.)


domenica 21 aprile 2013

And the winner is...

(rullo di tamburi)
Sììììì! Proprio lui! L'ultimo presidente della ex-repubblica è di nuovo lì!
Cioè, tutta 'sta manfrina delle presidenziali... per niente. Tutta 'sta farsa tragicomica, questo sì e quell'altro no, il presidente uscente che affermava una settimana prima "Io non mi ricandiderò", adesso è di nuovo lì a proteggere il nano bastardo, che, guarda caso, era il più felice di tutti per l'elezione di questo "nuovo" presidente.
E' stata appena posta la parola "fine" alla democrazia in Italia. Dopo che l'idiota della ex-repubblica avrà istituito il suo "governissimo", dopo che la legge elettorale sarà stata modificata per favorire l'ascesa del nano bastardo al ruolo di duce, verranno sciolte le camere, si andrà a nuove elezioni e il popolo italiano voterà il prossimo regime fascista. E questo grazie alla connivenza del popolo italiano stesso, qualunquista, codardo, che mai e poi mai riuscirà a mettere in piedi una rivoluzione, nemmeno adesso, dopo aver realizzato con estrema chiarezza di essere stato bellamente preso per il culo. Nemmeno questa farsa così esplicitamente beffarda basta a scatenare quella scintilla. Nemmeno tutti gli appelli di quei pochi rimasti con un po' di buon senso bastano.
A questo punto, non resta che riunire quel migliaio scarso di persone dotate di buon senso, localizzare qualche terra di nessuno, colonizzarla e fondare un nuovo stato, lasciando che l'Italia si seppellisca da sola con la coglioneria congenita dei propri abitanti.

venerdì 19 aprile 2013

Ennesimo aggiornamento sulla farsa delle elezioni presidenziali

Nuovo post; mi ero rotto di aggiornare il precedente.
Dunque:
- Rodotà: bruciato. L'unica scelta ragionevole; ma era il candidato dei grUllini e secondo quell'emerito idiota dello smacchiatore di giaguari scendere a compromessi coi grUllini - per quella misera volta che ne combinano una giusta - equivale a perdere la faccia. (N. B.: l'ipotesi che lo s.d.g. sia sul libro paga del nano malefico non contrasta con l'essere un emerito idiota.)
- Marini: bruciato al primo turno. Ma tenuto lì in caldo per il turno a quorum abbassato, considerando che aveva appena appena passato la soglia.
- Alternativa a Marini: il Mortadella. Sicuramente meglio di Marini, Finocchiaro, D'Alema e altri impresentabili; ma proprio non ce lo vedo come presidente della repubblica (eh, sì, nemmeno il Mortadella riuscirebbe a meritarsi le maiuscole).
In poche parole: il piddì ormai è disintegrato. Come minimo si spaccherà in tre correnti distinte: i "catto-comunisti" sotto Fioroni, la corrente renziana "svicoliamo tutto a dritta", quelli un po' più ragionevoli sotto Barca. Lo s.d.g. la faccia l'ha non solo persa, ma persa proprio alla grande, ed esattamente dieci secondi dopo l'ultimo turno di questa farsa delle presidenziali deve firmare la propria lettera di dimissioni e andarsene fuori dalle palle, lasciando che qualcun altro raccolga i cocci del suo ex-partito ridotto in briciole; oppure deve subire le ire della base ex-piddina e finire impiccato nella piazza principale di qualche città, magari la sua natia Bettola.
Cioè, avevamo un'occasione d'oro per liberarci una volta per tutte del nano bastardo, accantonandolo in un angolino, facendo in modo che contasse come il due di bastoni quando briscola è coppe, e no. Lo s.d.g. ha iniziato a bruciarsela rifiutando di mettere in piedi un governo coi vendoliani, e se l'è bruciata al gran completo rifiutando di votare un Presidente con tutto il diritto alle maiuscole. L'unica consolazione è che il Mortadella, se mai andrà su, non è poi così tanto amico del nano bastardo.

Ulteriore aggiornamento
Terzo scrutinio concluso. Come hanno promesso, i due piddì - senza e con L - hanno votato scheda bianca. Rodotà non si è ritirato e ha preso un mucchio di voti, con un margine a dir poco stratosferico sul secondo classificato (coooosa? Baffino? Ma stiamo scherzando?). Quindi al quarto turno non eleggeranno una cippa. Rodotà continuerà a prendere quella quantità di voti, sottraendone abbastanza al candidato proposto da ciascuno dei due piddì con o senza L da impedirgli di raggiungere ANCHE il quorum abbassato. Al quinto turno idem. Al sesto, settimo, ottavo... idem. Poi qualcuno nei due piddì con e senza L comincerà a ritenere più opportuno schiodarsela e votare secondo coscienza, tanto per sbloccare la situazione, e forse fra un mese o giù di lì avremo un presidente (se è Rodotà un Presidente, se no ciccia per la maiuscola); ma i giochi sono tutt'altro che chiusi al momento.

Ancora un aggiornamento
A questo punto, però, un inquietante sospetto si fa strada in me. Lo smacchiatore di giaguari è davvero un idiota, o sta giocando una complicata partita a scacchi?
Insomma: con l'attuale composizione del parlamento, qual è il modo migliore per bruciare un candidato sgradito? Sostenerlo alla prima votazione, calcolando bene di non fargli passare il quorum. Marini stava sui kojones allo s.d.g.? Adesso è bell'e fulminato. Lo s.d.g., quindi, è un citrullo che per pura combinazione sta riuscendo a mandare a gambe all'aria gli avversari, o è un fine scacchista che al confronto Kasparov è l'ultimo dei dilettanti?
Mah. Tutto dipende da chi lo s.d.g. sosterrà al quarto turno.

E la farsa continua...
Mortadella: ci facciamo un bel panino. Non ditemi che ora va su Amato, D'Alema o la Finocchiaro, visti tutti i candidati già bruciati. C'è ancora Zagrebelsky, ma la vedo grigia, molto grigia...

giovedì 18 aprile 2013

Sì, sono davvero troppo ottimista

No, in realtà adesso mi è tornato il buono e sano realismo che mi ha sempre contraddistinto.
Adesso a sbagliare un rigore a porta vuota, però, è lo smacchiatore di giaguari, mica i grUllini. Cioè: Marini? Tutti compatti a votare Marini? Almeno Vendola ha già detto di no, bontà sua; ma non basteranno i suoi tre voti e mezzo a sconvolgere l'andamento di questa boiata. I grUllini, almeno, potrebbero decidere di votare Rodotà dopo la rinuncia dei primi due classificati alle loro scemenzarie. Ma nemmeno loro basteranno, visto che lo smacchiatore di giaguari ha completamente tirato fuori porta, inciuciando col Partito Dei Ladri per arrivare al nome di Marini (e meno male che non ha puntato su Amato...). Questo vorrà dire due cose:
a) Suicidio politico del piddì. Dopo questa ennesima vaccata per il piddì canteremo il De Profundis. Alla fine a Renzi riuscirà il suo gioco: traghettare il piddì senza la elle verso quello con la elle, e garantire al nano bastardo la vittoria fino alla sua morte, per poi raccoglierne l'eredità - e attenzione: Renzi è la versione intelligente del nano bastardo, quindi prepariamoci al ritorno in grande del fascismo.
b) Avremo, a meno di un miracolo, un presidente ben lontano dal meritarsi le maiuscole. A meno che i vendoliani non riescano a convincere i piddini a ignorare i diktat dello smacchiatore di giaguari e a votare in modo autonomo, serio e responsabile. Probabilità che ciò accada? Bah, forse faccio prima a fare 6 quattro volte di seguito al superenalotto.

Aggiornamento
Facendo un conto della serva: p2l, sega nord, piddì (che segue i diktat più che dello smacchiatore di giaguari, di Baffino in persona), quasi tutti i delegati regionali compatti per Marini. Vendoliani, grUllini, quasi a sorpresa i renziani (ma già, dato che c'è una lotta interna tra quei due, il Renzotto non può in alcun modo appoggiare lo smacchiatore di giaguari), qualche dissidente qua e là per Rodotà. Spero che riescano a smentirmi, ma ormai non ci conto più: abbiamo un presidente pro-nano bastardo. E grazie all'inciucio, il nano bastardo stesso come capo del governo. Questa è una certezza ormai praticamente matematica. Scrivete pure la parola FINE su quel lungo film chiamato democrazia: siamo ufficialmente sotto regime fascista.
Di nuovo.

N. B.: non sono stato facile profeta? Ma temo proprio che la spiegazione sia quella che ho espresso nel commento a questo post su Non leggere questo blog.

Riaggiornamento
Marini non è passato al primo turno. Non troppo stupefacente se si pensa che molto probabilmente (non sono riuscito a trovare dati certi, né in rete né in altri posti) nessun Presidente della Repubblica - di quelli che meritavano le maiuscole - (e nemmeno il presidente della repubblica con le miniscole) sia stato eletto al primo colpo, ma solo con la terza e meno restrittiva votazione. C'è stato qualche mal di pancia perfino tra le file dei più accaniti sostenitori di Marini, comunque non abbastanza. Però lo smacchiatore di giaguari è riuscito a ridurre in briciole il suo partito, dimostrando che gli è rimasta in mano solo la parte che è effettivamente una costola del p2l. Le altre forze politiche che ha ramazzato qua e là per darsi un certo tono adesso gli sgusciano via dalle dita. Se non altro questa elezione, comunque vada, avrà il pregio di costringere tutte le forze che vogliono fregiarsi della qualifica di "sinistra" (sempre obbligatoriamente tra virgolette qui da noi) a rimettersi brutalmente in discussione.

mercoledì 17 aprile 2013

Forse sono troppo ottimista, ma...

... almeno riguardo a una faccenda comincio a vedere la luce in fondo al tunnel, e a non ritenerla il solito treno che sta per travolgerci.
Cioè, basterebbe riuscire a convincere un numero sufficiente di parlamentari grUllini che il terzo in classifica alle loro merdolarie o quello che fossero è in realtà il primo. Senza nulla togliere alla Gabanelli, prima in lista: ma è una giornalista, non un personaggio politico, e volente o nolente ci vuole qualcuno che sia ben addentro a quel mondo. Quindi anche il secondo - un medico - è fuori dai giochi, e poi è (ribadisco) un personaggio piuttosto particolare, non certo adatto a un ruolo politico. Ergo, non resta che il terzo, il quale è risalito abbondantemente rispetto ai risultati che aveva in semifinale.
Quindi, cari grandi elettori grUllini: mettetevi in testa che all'Italia serve una figura di spicco, eminente giurista e costituzionalista, per cominciare - sì, cominciare! Ma il viaggio delle mille miglia inizia con un singolo passo - a risalire dal fondo del baratro. Mettetevi in testa che abbiamo un disperato bisogno di gente come Stefano Rodotà. Dunque, mettetevelo in testa:
Rodotà è il vostro uomo!
(Ma chi voglio prendere in giro. I grUllini in rete vedono solo il blog del loro sacro guru, e se costui dice che Rodotà fa cagare loro non voteranno Rodotà, poco ma sicuro.)

martedì 16 aprile 2013

Sull'attentato a Boston

Non intendo parlare diffusamente dell'attentato, né di tutti i suoi perché e percome. Un attentato è sempre un attentato e spero ardentemente che tutti i terroristi di merda (parlo dei grandi boss, quelli che non rischiano in prima persona) che esistono al mondo finiscano per farsi saltare assieme alle loro bombe una volta o l'altra. Cos'hanno da rivendicare costoro? Un cazzo. Solo il fatto che pensino di avere il diritto di non rispettare la vita altrui, il che li rende totalmente disumani e del tutto immeritevoli di rispetto.
Ciò di cui intendo parlare è il mercimonio mediatico che segue sempre un evento del genere. Foto e video sensazionalistici delle vittime dilaniate; i media che speculano a gogò su una sciagura, la gente rincoglionita che accorre a frotte per vedere l'ultima foto o l'ultimo video in cui appare un bambino ridotto in brandelli sanguinolenti. E i truffatori, tra l'altro, che promettono questi contenuti sensazionalistici per poi reindirizzare il malcapitato su siti che lo corcano di malware. Vabbe', altro discorso sui truffatori, a cui posso tranquillamente dedicare qualche post separato. Ma:
- ai "giornalisti" a caccia dello scoop a tutti i costi: sedetevi su una bomba e fatevi riprendere da qualche collega mentre saltate in aria;
- alla gente affetta da questo voyeurismo morboso sconfinante quasi nella necrofilia: fatevi furbi. Quando accade qualche catastrofe, naturale o causata dall'uomo, quello che importa non è vedere i cadaveri massacrati, ma la gente che accorre in aiuto delle vittime. Se proprio siete così attratti dal massacro a tutti i costi, leggetevi qualche fumetto splatter, guardate qualche film dove il succo di pomodoro cola fuori dallo schermo, giocate a qualche videogioco orrorifico, ma non permettete che dei "giornalisti" privi del minimo scrupolo e desiderosi soltanto di vincere il premio Pulitzer speculino in tal modo sulle disgrazie di poveracci come voi!

lunedì 15 aprile 2013

Boiacan-didati

Dopo aver subito un attacco di acari (ah, hacker non vuol dire acaro?????) alla fine i grUllini sono riusciti a mandare in porto le loro sderenarie, o bambanarie, o puttanarie, quello che fossero. Che comunque sono state una boiata mostruosa, per due motivi. Il primo: il presidente della repubblica (quello nuovo dovrà riguadagnarsi il diritto alle maiuscole) non viene eletto dal popolo. Ci sono i grandi elettori - che, con la legge elettorale che abbiamo, a loro volta non vengono eletti dal popolo - a doverlo scegliere. L'unica cosa che i grUllini possono fare è sperare che quell'ammasso di ortoressici complottardi permalosi che hanno fatto finire in pirlamento si orientino su qualcuno dei nomi emersi dalle vomitarie, il che (vedasi la "signora", virgolette d'obbligo, roberta lombardi, minuscole d'obbligo, che è la piena espressione di quell'ammasso) sembra quanto meno difficile.
Il secondo motivo: i nomi che sono emersi. Lontani anni luce da quella che era l'aspettativa del vecchio insetto e di Casascoreggio; li cito - a orecchio - in ordine decrescente di voti ottenuti.
Romano Prodi ed Emma Bonino, testa a testa al photo-finish. Alla facciazza del nuovo che avanza: questi due come... avanzi sono proprio ben messi.
Milena Gabanelli, una giornalista. Una giornalista? Sì, una giornalista! Una categoria ai primi posti nel libro nero dei due guru!
Gian Carlo Caselli, procuratore. Be', forse una scelta ragionevole, se non fosse che ha ricevuto minacce di morte dalle frange violente dei NoTAV, proprio quelle che hanno mandato gente come la lombardi lì in pirlamento.
Lo stesso grillo straparlante. Cooooome? Non si parlava di candidare qualcuno senza la minima macchia giudiziaria? E l'insetto barbagrigia ce l'ha, una macchia che per lui è fonte di tremendo imbarazzo!
Dario Fo e Gino Strada. Per quanto apprezzi Fo come attore, come politico fa cagare e come pdr sarebbe peggio; Strada è un personaggio alquanto sgradevole con cui avere a che fare, per quanto si possa apprezzare il suo impegno umanitario. Ma tant'è, dalle incularie sono venuti fuori anche loro.
Poi ci sono le uniche due scelte davvero ragionevoli e super-partes: Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky (il cui cognome di origine slava ha messo abbondantemente in crisi i grUllini che cercavano di scriverlo). Due giuristi di primo piano, costituzionalisti, mentalità solide e pratiche di cui il paese ha un disperato bisogno. E non sono giovani, e vabbuo'. Zagrebelsky è il più giovane dei due, Rodotà potrebbe finire il mandato pressappoco all'età a cui lo sta finendo l'attuale pdr - che non merita nemmeno più di essere chiamato per nome.
Insomma, di tutto di più da queste fancularie, meno ciò che desideravano i due guru. Ciò dimostra che tanti grUllini cominciano a perdere il diritto a questa U che ho appioppato loro, a pensare con la propria testa, a porsi domande su quel movimento settario e antidemocratico a cui hanno dato il loro appoggio. La speranza è che quella manica di pazzi furiosi in pirlamento decida, una volta tanto, di dar retta alla base, in modo sensato, indicando Rodotà o Zagrebelsky. Sì, lo so, "speranza", relativamente ai grUllini, è una parola grossa.

Aggiornamento
Il grillo straparlante si è ritirato. No, non l'hanno lavato a 130°: si è ritirato dalla corsa al Quirinale. Cos'è, si è sentito troppo spesso dare dell'incoerente? Comunque un vaffanculo grosso come una casa se lo becca a prescindere.

mercoledì 10 aprile 2013

Ortoressia portali via

Normalmente non mi lascio mai andare a parlare degli ortoressici (vegan, erhetisti, fruttariani...). Che cuociano nel loro brodo (fatto col DADO DI CARNE :D ) e si estinguano da soli con le loro manie! Solo che ultimamente si stanno facendo un po' troppo baldanzosi. Prendo spunto dal fatto che l'altro giorno uno di questi pazzi furiosi, mentre mangiavo tranquillamente al ristorante, si avvicina gridandomi "Assassino! Stai mangiando tua sorella! Sei un criminale!" e tutto il resto di questo genere di minchiate (non sono mai molto fantasiosi: nel giro di tre passi ha fatto girare lo stesso disco otto volte) e... mi cappotta brutalmente il tavolo. Intuendo le sue intenzioni io l'avevo preceduto, mettendo in salvo piatto, posate e bicchiere; per la cronaca l'homunculus in questione se n'è andato con otto denti in meno, anche se a me non piace perdere il controllo in quella maniera, e in più con una denuncia per aggressione per futili motivi controfirmata anche da un maresciallo dei Carabinieri che aveva assistito alla scena. Tutto ciò, però, mi serve solo come spunto, come ho detto, per narrarvi una storiellina mantenendo inviolata la privacy della protagonista, che chiamerò Gianna, nome di comodo.

Gianna era una vegetariana convinta. Non riusciva più a sopportare l'idea di mangiare carne dall'età di sei anni, quando vide suo nonno uccidere un pollo... e a pranzo le venne servito proprio quel pollo. Uno più uno uguale due, pollo ucciso dal nonno e pollo in tavola, e Gianna ne venne sfavorevolmente impressionata. E vabbuo'. Comunque, all'epoca non aveva ancora rinunciato a uova e latticini, almeno. Crescendo, rimase più o meno uguale fino all'età adulta; non cambiò mai di molto nemmeno durante gli studi universitari. Laureata, venne assunta in un ufficio che (sempre per preservare la sua privacy) non nominerò. E qui cominciarono i guai. Le sue colleghe, vere arpie col cervello bacato, le montarono la testa su tutto quello che mangiava. Uova? Oh-ma-come-sei-crudele-mangi-pulcini-non-ancora-nati-e-se-qualcuno-mangiasse-tuo-figlio-nel-tuo-ventre-[...] Latte e formaggio? Oddio-oddio-stai-togliendo-il-nutrimento-che-spetta-di-diritto-a-un-povero-cucciolo-che-piange-affamato-[...]. Gianna, col senno del poi, avrebbe potuto lasciarle straparlare su quella falsariga facendo finta di ascoltarle, e andandosene a pranzo con altri colleghi di uffici accanto, ma era fresca di laurea, neo-assunta, troppo facilmente influenzabile e (lo ammette lei stessa) fragile, così si lasciò convincere. Via uova e latticini: divenne vegan. Questo non fece che aumentare la sua fragilità. Il problema è che Gianna è giovane: ha poco più di una trentina di anni. Internet con tutte le schifezze che contiene (non solo schifezze, lo so, ma purtroppo anche quelle) era già nel fior fiore dell'attività. Qualcuna di queste colleghe idiote aveva indirizzato Gianna su qualche sito di vegan-cazzari dove straparlavano a nastro, con pubblicazione di foto di animali "piangenti" tritati vivi e tutto il resto di questo ciarpame sensazionalistico iperfotoscioppato. Siti con link ad altri siti... a catena. Gianna finì su un sito dove accusavano le verdure cotte di far venire IL KANKRO!!!11!UNO!!! e, nello stato mentale in cui versava, finì per cascarci come una pera (cotta, ovviamente). Divenne vegan crudista. Da lì il declino sempre più rapido. Da qualche parte dicevano che i pomodori fanno venire LULCIERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!, e via i pomodori. L'insalata è KONCIMMATA KN OSSA DI BANBINO!!!!111!1!1!1!, e via l'insalata. Via questo, via quello, Gianna divenne fruttariana. E poi via questo o quell'altro frutto, divenne... melariana. Ma occhio che le mele gialle o verdi fanno venire L'EUCHEMIA!!!1!1!111! e allora solo mele rosse. Una al giorno, ovviamente, non di più, perché se una mela al giorno toglie il medico di torno due o più fanno venire LA CIDDOSI CIKLOIDALE!!!!!!!!!!! (giuro, Gianna ha letto pure questa! Ma devono aver chiuso quel sito, perché San Google non mi ha più trovato una cippalippa). Risultato: un bel giorno Gianna, ormai ridotta a uno straccio vivente, perse il controllo della sua auto e andò dritta in curva. Un mese di ospedale, nutrita a flebo inzeppate di integratori; poi venne dichiarata abbastanza abile da poter mangiare da sola. Le misero davanti un piatto di arrosto e puré di patate, insomma, niente di che, roba non troppo saporita tipica della cucina ospedaliera. La mente di Gianna non era ancora tornata sul suo binario, e l'istinto la spinse a mangiare quel pasto, una forchettata dopo l'altra. Da lì, cominciò una ripresa quasi miracolosa. La sera stessa Gianna era tornata in sé, più o meno, e si rese conto di cosa aveva mangiato, ma soprattutto di come quel pasto l'avesse immediatamente fatta sentire meglio. A cena accettò una cotoletta con un po' di insalata. Giorno dopo giorno si riprese, poi uscì dall'ospedale. Cambiò lavoro, andando in un posto un po' più normale; si disiscrisse da tutti i forum e blog su cui si era iscritta negli ultimi tempi. Adesso mangia normalmente, è sana e forte, non rifiuta nemmeno la carne "a patto che non abbia visto morire il mio pasto" (testualmente). Ma non vive troppo felicemente: ecco perché intendo rispettare la sua privacy. Quei minchioni di ortoressici la stanno minacciando di morte, e la polizia sta svolgendo le sue inchieste. Quando qualcuno dei miei amici, mettendo in relazione questa vicenda con la mia vita normale e le mie dichiarazioni secondo cui gli ortoressici non ci sono con la testa, mi ha detto "Ma tu non hai paura che se la prendano anche con te?" io ho risposto "Che vengano. Dopo che saranno passati sotto le mie sgrinfie il WWF dichiarerà i vegan specie in via d'estinzione!". Però tutto questo mi spinge a riflettere, e a pormi una domanda fondamentale:
Come cazzarola ha fatto l'uomo, stupido com'è, ad arrivare a dominare il mondo?

martedì 9 aprile 2013

Ancora un passo verso la rovina

Dunque, abbiamo un presidente della repubblica che si ostina a rimanere inchiavardato alla sua poltrona fino all'ultimo. E qual è il problema? Il problema è che l'attuale composizione del parlamento significa ingovernabilità totale o "governo di larghe intese" (per i comuni mortali: inciucio) tra lo smacchiatore di giaguari e il nano bastardo. Il problema è che per evitare tale situazione - se l'Italia fosse un samurai questo inciucio sarebbe il suo seppuku - le camere andrebbero sciolte seduta stante; un Commissario straordinario dovrebbe partorire in tempi brevi una nuova legge elettorale e si dovrebbe andare di nuovo alle urne, col famigerato doppio turno che, in qualunque modo andasse, garantirebbe all'una o all'altra coalizione di avere quel 50% più uno dei seggi necessari a governare. Il problema è che il pdr nei suoi ultimi mesi di mandato non può sciogliere le camere, quindi sarebbe necessario che si dimettesse, che il parlamento eleggesse un nuovo presidente "di scopo" (rischiano di finire anche queste due parole nella mia pagina di termini del cazzo) il cui unico atto prima di dimettersi a sua volta sarebbe lo scioglimento delle camere, e che si procedesse come riportato sopra.
Ma no. Il pdr rimane inchiavardato alla sua poltrona. Per favorire chi? Ma è ovvio, l'ha perfino dichiarato esplicitamente, senza mezzi termini, senza giri di parole, senza possibilità di fraintendimenti o di interpretazioni aggiuntive, che il suo unico scopo è proteggere il nano bastardo. Quindi l'Italia sta marciando a grandi passi verso l'inciucio più distruttivo della storia, tra i tafazzisti dello smacchiatore di giaguari e il partito dei mafiosi più ladri e corrotti che esista al mondo.
E va bene. Questi personaggi sono tutti quanti vecchi come il cucco. La fine arriverà anche per loro, proprio come è arrivata per quell'odiosa "signora" inglese (virgolettato d'obbligo) nota come la Lady di Ferro. L'Italia cerchi di stringere i denti e di barcamenarsi come può senza farsi seppellire, tanto nel giro di pochi anni dove la giustizia (parola grossa) umana nulla ha potuto quella della natura risolverà almeno un paio di problemi.

mercoledì 3 aprile 2013

No lavoro no crescita

Hanno intervistato un po' di gente su cosa vorrebbero per l'Italia. Tanti hanno risposto "crescita". Pochi hanno posto l'accento sul problema fondamentale, che è il lavoro.
Ma dove cazzo viviamo? Possibile che un concetto di una semplicità così estrema non entri nella capoccia degli italiani? La crescita non è che una conseguenza. Si ha crescita quando la gente può permettersi di comprare. E quand'è che la gente può permettersi di comprare? Quando ha soldi. E come li guadagna quei soldi? Col lavoro, già. Quand'è che uno può permettersi di pagare un mutuo per la casa? Quando la sua situazione lavorativa è stabile, e soprattutto quando il suo stipendio è adeguato a pagare mutuo, tasse, bollette, a mantenere una famiglia e ad avanzarci ancora qualcosina da metter via per la vecchiaia. Quand'è che uno può permettersi l'ultimo gadget tecnologico di grido o la vacanza in quella gettonata località turistica o altre spese superflue di questo genere? Quando non deve barcamenarsi tra lavori precari pagati duecento euro al mese, lavoretti saltuari rigorosamente in nero e aiuti da parte di qualche familiare un po' più fortunato per riuscire ad arrivare a fine mese. Quand'è che uno riesce a fornire a un'azienda i mezzi per poter crescere (e con crescita si intende un valore intorno all'1% annuo, non di più: crescite troppo esplosive comportano tracolli alquanto rovinosi quando il rubinetto si chiude)? Quando la stessa azienda non decide di mandare a spasso i lavoratori locali e delocalizzare in Cina per ottenere un vantaggio esclusivamente a breve termine. Tutto ciò va piantato a martellate nella zucca degli italiani. Avete notato che non una forza politica di quelle che hanno partecipato alle ultime elezioni avesse il lavoro come priorità? Non ce l'avevano nemmeno nelle ultimissime voci del programma! Ma senza lavoro non c'è nessuna crescita, anzi, si finisce nella spirale "io non ho più lavoro e non compro più niente / nessuno compra i miei prodotti quindi devo licenziare" che stiamo subendo ora sulla nostra pelle. La stessa Costituzione mette la parola "lavoro" proprio nell'articolo uno: ci sarà un perché, se i padri costituenti l'hanno pensata così. Italiani, di qualunque livello, ficcatevelo nella capoccia: no lavoro no crescita (mezza cit.)!