martedì 28 maggio 2013

Vittoria del PIAS(*) alle amministrative; e c'è chi ha perso alla grande

(*) vedere qui

Il PIAS ha vinto alla grande le ultime amministrative. Tranne in Valle d'Aosta (dove l'affluenza alle urne ha tenuto, e dove vengono premiate le realtà politiche locali mentre quelle nazionali ricevono scarsa o nulla considerazione), nel resto d'Italia la gente ha mostrato una disaffezione sempre crescente nei riguardi di una politica che ormai sembra lontana miliardi di anni luce dalla Terra. A Roma, per esempio, metà della popolazione non è andata a votare. Metà. META'. META'! Il sindaco che andrà su se va bene avrà un 25% dei consensi degli elettori, inclusi quelli del PIAS che ovviamente non sono andati a votare ma hanno favorito il candidato più votato. Adesso, chi s'è preso il brodo più bollente da queste amministrative?
Ma i grUllini, ovviamente.
Con l'incompetenza e l'intransigenza ad ogni costo che hanno dimostrato in pirlamento, i loro consensi sono calati a picco, molto più rapidamente di quelli dell'ormai moribondo partito tafazzista che da parte sua ha riguadagnato un po' di vitalità e si sta aggiudicando parecchie amministrazioni comunali. Avevano attinto dal PIAS per andare su alle politiche; adesso si ritrovano con un pugno di mosche alle amministrative. E col loro atteggiamento sembrano destinati a darsi ulteriori mazzate sui gingilletti. Esempio: in Valle d'Aosta sono riusciti a superare di un zinzino il quorum necessario per aggiudicarsi il minimo (cioè 2) di seggi previsti per entrare nel consiglio regionale, e la prima dichiarazione che hanno pronunciato cos'è stata:
a) "Siamo contenti di aver ottenuto questo risultato"
b) "Siamo stati penalizzati da una legge elettorale assurda"
Tutti quelli che hanno risposto b) hanno dato la scontatissima risposta corretta.
I grUllini, insomma, stanno battendo ogni record. Hanno battuto quello dell'ascesa più esplosiva, e adesso stanno battendo quello del tracollo più rovinoso. Finiremo per chiamarli "movimento 5 meteore".
N. B.: mi viene fatto notare che anche qualcun altro si sta prendendo brodo. Sempre dalla piccola Valle d'Aosta: si direbbe che il partito del coso, dopo essersi spaccato in due, è scomparso dai banchi del consiglio regionale. Vabbe', la Valle d'Aosta ha più o meno la popolazione di un rione di Roma, ma tant'è. Nelle elezioni regionali del 2008 avevano 4 seggi, adesso, la bellezza di zero. Magari è solo perchè il coso ha annullato il suo comizio in quella piccola regione di montagna per paura di beccarsi un BUUUU in un occhio; in ogni caso, l'elettorato gliel'ha fatta pagare.

venerdì 24 maggio 2013

Non si limita a cagarsi sotto

Sì, sì, sempre il coso. Dopo il famoso comizio di Brescia, dopo aver annullato comizi per "garantire la sua incolumità personale" (ribadisco: i fischi e i BUUUU tagliano come bisturi) adesso vorrebbe far passare un disegno di legge per sbattere in galera chiunque disturba manifestazioni politiche in piazza.
Spero che quel rimasuglio del partito tafazzista non lasci passare questo ritorno di fiamma del fascismo più puro e intransigente. E se questo vorrà dire far crollare il governo, che crolli. L'importante è rendere pubblico che si andrà a nuove elezioni a causa di un rigurgito fascista del partito del coso. E quando dico pubblico, intendo dire che lo devono sentire fino in Nuova Zelanda. Solo così si potrà evitare che il partito del coso guadagni abbastanza voti da finire in maggioranza. E se anche si finisse ancora una volta in una situazione caotica di ingovernabilità, almeno si riuscirebbe a guadagnare ancora un po' di tempo per smontare definitivamente le pretese del coso.
(Tsè. Guarda, Dumdumderum, c'è un elefante azzurro a pallini gialli che danza sulle punte sospeso su un filo di ragnatela.)

giovedì 23 maggio 2013

Il restyling del porcellum

Nel senso di fornirlo di piastre corazzate stile armadillo, per blindarlo ben bene e fargli superare la verifica alla Corte Costituzionale.
E questo è l'ennesimo autogol del partito tafazzista. Ci stanno dicendo in faccia, senza mezzi termini, che della gente non gliene frega un tubo, e che loro mirano soltanto ed esclusivamente a preservare loro stessi. Ci stanno perculando alla grande, sfacciatamente, senza nemmeno fare dei giri di parole per mascherare la questione. A questo punto, fosse in mano mia la Corte Costituzionale, schiaccerei il piede sull'acceleratore per dichiarare l'incostituzionalità del porcellum prima che possano mettergli quella virgola in più in grado di salvarlo da morte certa.
Tsè. Coi tempi dinosaureschi che ha la Corte Costituzionale il governuncolo attuale ha tutto il tempo di far passare quella virgola in più. Per approvare leggi utili il pirlamento ci impiega dei mesi, ma per approvare le leggi salvaculo per loro stessi ci impiegano al massimo mezza giornata. E ormai sperare in un risveglio delle coscienze italiane è pura utopia. Ci cagano in faccia, dichiarano espressamente di averci cagato in faccia, e noi cosa facciamo? Una cippalippa, come al solito.
Riguardo a questa faccenda, pubblico qui una vignetta di Roberto Mangosi.


mercoledì 22 maggio 2013

Del giocare sporco

Io non avrei saputo esprimere meglio il concetto:
questo è il link.
Ne riporto un piccolo stralcio che ne è il clou:

In questo caso però abbiamo di fronte un capo politico che non ha mai giocato corretto, anzi: ha usato le sue tivù per farsi un partito e vincere le elezioni, ha usato il suo potere per farsi prescrivere nei suoi processi e per avvantaggiare le sue aziende, ha comprato in cariche e contanti parlamentari della parte opposta, si è cucito addosso lodi e impedimenti per sottrarsi ai suoi doveri di cittadino, ha delegittimato un altro potere dello Stato occupando abusivamente un tribunale, ha esaltato l’evasione fiscale, ha perfino tentato quel ridicolo barbatrucco del ‘decreto interpretativo‘ per aggirare le regole esistenti a suo favore.

E non posso che concordare. Avrei dato ragione a chi parla di colpi bassi alla democrazia - cioè, privare una fetta rilevante di elettorato della sua rappresentanza in parlamento - se stessero cercando di silurare un politico fondamentalmente onesto che s'è inciampato sui propri piedi commettendo (magari solo per ignoranza) una scorrettezza. Ma così no. Non con un personaggio che è entrato in politica dichiaratamente, esplicitamente per salvare il proprio culo, e che ha sempre agito in tal senso in nome del caro vecchio Sistema all'Italiana (ribadisco: le leggi sono giuste, sacrosante, necessarie, ma solo quando vengono applicate agli altri). A questo punto, bisogna silurarlo e levarselo definitivamente dalle palle, comunicando anche ai suoi elettori che è ora di finirla di supportarlo per la sua promessa - reiterata ma mai mantenuta, ovviamente - di sdoganare il loro gioco scorretto nei confronti dell'Italia.
Punti a questo giun... ahem: nel post che ho citato si fanno anche un po' di calcoli. La gRunta del senato incaricata di decidere sulla questione è composta di 23 senatori, di cui: 8 del partito del coso (contro l'ineleggibilità), quattro grUllini (a favore dell'ineleggibilità), un vendoliano (a favore), uno del partito dell'Avvoltoio (contro), e nove del partito tafazzista. Che non si sa che cazzarola intenda fare. Dunque, 9 contro, 5 a favore e quei 9 che fungeranno da ago della bilancia. Voteranno a favore anche loro?
Tsè. Guarda, Dumdumderum, ho saputo con assoluta certezza che il coso è morto cinque minuti fa. Se va bene prenderanno la decisione pilatesca di astenersi, il che comunque segnerebbe la vittoria di quelli contrari all'ineleggibilità.

martedì 21 maggio 2013

Tafazzismo

Priorità del paese: oh, là, là, impedire ai grUllini di ripresentarsi alle prossime elezioni. Tolto il fatto che i grUllini, campioni di irresponsabilità, se la sono cercata con la loro intransigenza a tutti i costi, con la quale hanno riconsegnato l'Italia in mano al coso. Adesso si spererebbe di poter togliere quello che resta dalle sgrinfie dei grUllini, ma in che modo? In quello più sbagliato possibile. Il partito tafazzista proprio non riesce a smentirsi: tafazzismo ad ogni costo, fino alla fine (che non tarderà a venire). Il partito tafazzista scende in piazza a parlare con la gente, a manifestare, a farsi vedere? Ma va'. Si arrocca ulteriormente nella sua alta torre d'avorio. Lavoro che non c'è più, gente disperata, disonestà imperante, istruzione inesistente, sanità e trasporti ridotti ai minimi termini, i ricchi sempre più ricchi a spese della popolazione, l'economia che sta andando a rotoli? Pfui. La priorità per il partito tafazzista (la proposta proviene da una tizia che va all'Ikea con la scorta, pensa un po') è fare in modo che un partito, per sderenato che sia, non possa venire eletto alle prossime elezioni; e a tal fine si riesce perfino ad interpretare ad muzzum la stessa Costituzione (ma non erano quelli con la L gli specialisti nelle interpretazioni pro domo sua della legge fondamentale dello stato?). Solo che così facendo si ottiene il risultato opposto. La base è sempre più delusa, e a chi andranno i voti alle prossime elezioni? Parte al Partito degli Ignavi Astensionisti Sbattiballisti, d'ora in poi noto come PIAS; ma altri defluiranno dal partito tafazzista proprio verso questi grUllini, o verso il partito del coso: cioè, si rafforzeranno i barbari distruttori dell'Italia e il "civilizzato" distruttore dell'Italia.
Complimentoni, davvero.
A questo punto le forze di "sinistra" (sempre col virgolettato d'obbligo, qui da noi) devono schiodarsi dalla dipendenza dal partito tafazzista e cominciare a muoversi sulle loro gambe, per affrontare un lungo e impervio cammino. Lo faranno? Tsè. Guarda, Dumdumderum, c'è Hitler risorto che dichiara sempiterno amore agli ebrei e ai gay.

venerdì 17 maggio 2013

Si sta cagando sotto

Sì, proprio il coso. A seguito dei BUUUU e dei fischi subiti a Brescia, ha deciso di annullare i comizi suoi e dei suoi scagnozzi in giro per l'Italia. Mica pispole; un BUUUU o un fischio fanno un male cane a un ego ipertrofico come quello: rischiano di bucarlo e farlo sgonfiare come una camera d'aria quando si becca un chiodo.
Buon segno? Chi lo sa. Certo è che non sento la mancanza delle sue sparate astronomiche dalle mie parti. Sta davvero dimostrando, però, che: a) è un codardo(*) b) ha davvero motivo di temere le ire di tutti quelli che ha perculato negli ultimi vent'anni.


(*) Ho ancora stampata davanti all'occhio della mente l'immagine di Sandro Pertini che girava a piedi, senza scorta, salutando tutti quelli che incontrava e magari fermandosi pure a scambiare quattro chiacchiere. Pertini non temeva nessuno, perché non era nel suo carattere e perché non ne aveva motivo.

mercoledì 15 maggio 2013

E l'Italia come sempre sta a guardare

Ricapitolando tutto l'ambaradan, abbiamo un coso che:
- è l'unico (o quasi unico) politico inquisito anche per crimini non connessi allo svolgimento delle proprie funzioni;
- è l'unico che ha a disposizione i media, quasi tutti in mano sua, per mettere in piedi il suo delirante autoproscioglimento da tutte le accuse;
- è l'unico che può permettersi di mandare in piazza ministri e un terzo del pirlamento a manifestare a suo favore;
- è l'unico politico al mondo che continua su tutti i toni a gridare alla "persecuzione giudiziaria" nei suoi confronti;
- è l'unico che rifiuta categoricamente di dare dignitosamente le dimissioni e affrontare i processi a testa alta come fecero, tra gli altri, Tortora e Andreotti, ai quali non si capisce con quale facciaculo ha osato paragonarsi.
E l'Italia cosa fa?
Una cippalippa.
Sta a guardare.
Contando tutti gli elettori, inclusi gli astensionisti cronici (che ammontano circa a un terzo del totale), il coso è andato su con sì e no il 20% dei voti degli italiani. Va bene, un 20% tra imbecilli incurabili che cascano come dei boccaloni nelle sue promesse altisonanti e tipi loschi che lo votano illudendosi - invano - che possa sdoganare i loro affari poco puliti... e il restante 80%? Ah, sì, sono tutti stufi. Ah, sì, lo vorrebbero fuori dalle palle. Ah, sì, starebbero meglio senza. A parole. Poi non una mosca si muove: nulla di nulla. Il coso ha strepitato contro i "giudici comunisti" che lo "perseguitano"? Una giornata di commenti aspri al bar, di battute sparate sui blog, di recriminazioni, di mucchi e mucchi di chiacchiere senza costrutto, e poi ci si stringe nelle spalle, tanto domani iniziano i saldi al negozio, tanto stasera c'è quel cazzo di serial di merda o quel realitisciò delle palle, tanto domenica c'è la partita di kalcio, tanto sono tutti uguali e non li si può cambiare, tanto quegli altri là sono perfino peggio, tanto qui, tanto lì, tanto là. Così continuiamo ad avere un coso che da vent'anni tiene per le palle la politica italiana, che può permettersi di mandare a scatafascio un'intera nazione perché tanto lui c'ha le spalle coperte, e nessuno (parlo nello specifico di coloro che avrebbero il potere per farlo) che muova un dito per contrastarlo. Quando la Nera Signora si deciderà una buona volta a fare la somma di tutti gli abusi di viagra del coso e a stabilire che è giunto il momento di andarselo a prendere, non sarà mai un minuto troppo presto per quest'Italia di sbattiballe cosmici.

martedì 14 maggio 2013

Joe Bastianich e il coso


Grande Joe. Hai appena guadagnato un cliente - il sottoscritto. O lo avresti guadagnato se i tuoi ristoranti non fossero negli USA... comunque se mai mi capiterà di passare da quelle parti sappi che verrò a mangiare da te.
Adesso qualcuno dovrà sbattere questo video in faccia al coso. Vorrò proprio vederlo a dare del "comunista" a uno statunitense.

lunedì 13 maggio 2013

Come osa?


Cioè, come osa il coso paragonarsi a Tortora? Con quale facciaculo si presenta agli italiani affermando di essere "una vittima" e portando come paragone il caso di Tortora?
Insomma:
Tortora:
- è stato davvero vittima di un errore giudiziario;
- è stato davvero in carcere;
- si è sempre presentato alle udienze e ha sempre risposto a tutte le domande;
- si è dimesso da europarlamentare per affrontare la giustizia;
- non ha mai criminalizzato la magistratura né l'ha accusata di complotto nei suoi confronti;
Il coso:
- ha davvero commesso tutti i crimini di cui è accusato, più, magari, altri di cui non è stato accusato perché nessuno ne è a conoscenza;
- non ha fatto dieci secondi di gattabuia nella sua vita;
- ha sempre una scusa pronta per non presentarsi in udienza;
- non ha mai pensato di dimettersi, anzi, ha sempre sfruttato la sua carica del momento per coprirsi le spalle;
- continua imperterrito a criminalizzare i "giudici comunisti" o "toghe rosse", come li vuole chiamare, e addirittura a far organizzare ai suoi leccaculo cortei di dimostrazione contro di loro.
Proprio l'opposto di Tortora, no?
E in Italia c'è ancora gente disposta a votarlo. Il vero colpevole non è il coso, ma il suo fan club, cioè una buona fetta di italiani che sono disposti a scendere ai più infami compromessi con un tizio da loro stessi definito un criminale solo perché ha promesso che "toglierà l'IMU". Oltre, beninteso, a tutti coloro che lo appoggiano perché hanno una discreta quantità di scheletri nell'armadio (cioè, tutti quelli che hanno evaso anche solo un centesimo di tasse nella loro vita, in pratica tutti meno che i lavoratori dipendenti e i pensionati).
E anche chi non lo vota, mai l'ha votato e mai lo voterà continua a mantenere un bizzarro silenzio, rendendosene complice col suo sbattiballismo spinto alle estreme conseguenze. Chi s'è mosso per contestarlo, insultarlo e fischiarlo a Brescia, be', è un piccolo progresso, ma sono sempre troppo pochi.
N. B.: la foto qui sopra deve risalire a quando il coso ha iniziato a paragonarsi a Enzo Tortora: quella di questi giorni non è la prima volta che si azzarda a tanto. Il coso è da mo' che ce l'ha con le "persecuzioni giudiziarie", no?

giovedì 9 maggio 2013

E dopo l'ennesima condanna

... si leverà dai coglioni?
Tsè. Guarda, Dumdumderum, ho visto un topo che divorava un elefante in un solo boccone!
La verità è che continuerà a diffamare i giudici e a strepitare contro le "persecuzioni" come ha sempre fatto. La verità è che invocherà l'immunità parlamentare tutte le volte che dovrà presentarsi in tribunale. La verità è che farà i capricci e pesterà i piedi come un bambino piccolo fino a costringere il partito tafazzista ad approvare modifiche e rimodifiche alle leggi esistenti al fine di salvarlo da queste "persecuzioni". La verità è che Re Giorgio Riconfermato finirà per nominarlo senatore a vita e così lo toglierà definitivamente dalle sgrinfie di quei "giudici comunisti" che continuano a "perseguitarlo" con le loro accuse "a vanvera" o addirittura "politiche".
A questo punto, se io fossi un giudice m'incazzerei e caricherei anche l'accusa di diffamazione a tutte le imputazioni di quel personaggio.
E' chiaro però - scoperta dell'acqua calda - che in Italia c'è davvero qualcosa che non quadra, a livello ideologico e culturale. Ancora una volta, Sistema all'Italiana all'ennesima potenza, con enne tendente asintoticamente a infinito. Il personaggio in questione non è un alieno venuto dal pianeta Inculato della galassia Infognata: è un italiano, e il suo comportamento è esattamente quello di sessanta milioni di connazionali: a) le leggi sono giuste e sacrosante finché vengono applicate agli altri; b) chi frega il sistema viene comunque visto come un eroe. Per liberarci di questi esempi di "politica" prima di tutto dovremo liberarci della nostra natura di italiani. Il che è talmente utopico che facciamo prima a dare forfait e a farci annettere da qualche altro stato - non la Germania, prego.

Aggiornamento
Sono incappato in un post che condivido in pieno, riguardante quello che dovrebbero fare tutti gli adepti del culto del personaggio in questione - lui per primo - prima di osare criticare l'operato dei giudici.

martedì 7 maggio 2013

Se anche lui non ci crede più

Oskar Lafontaine, uno dei "creatori" dell'Euro: "Basta con la moneta unica, sta portando al disastro."
Detto in parole povere, senza citare tutto il suo discorso:
a) la Germania (e Lafontaine, nonostante il cognome francese, è tedesco) deve piantarla con le sue manie di imperialismo economico sul resto d'Europa;
b) per salvare la moneta unica gli stati dell'Europa meridionale (Italia in primis) sono stati costretti ad adottare misure di austerità che non fanno altro che impoverire la gente e massacrare l'economia, del tutto inutilmente;
c) (tra le righe, ma scontato) una politica economica unica potrebbe funzionare se si arrivasse a un'unità politica e culturale. Chi porta come riferimento gli USA si renda conto che essi non sono 52 stati, ma una sola nazione divisa in "stati" che altro non sono che l'equivalente, se vogliamo trovare un paragone a casa nostra, delle regioni a statuto speciale che tanto stanno sul gozzo agli europeisti-a-qualunque-costo. L'Europa? Ci sono stati europei dove addirittura si parlano due o più lingue diverse - il Belgio, la Svizzera che bontà sua non ha aderito a niente, e a quanto pare ha fatto bene, la stessa Italia dove oltre all'italiano sono considerate lingue ufficiali (in zone ristrette, e vabbuo') il francese e il tedesco, la Spagna dove sono considerate ufficiali almeno 5 lingue, Cipro dove si parla greco e turco, ecc. - e dove l'unità politica e culturale è irrealizzabile perfino entro i confini di un singolo stato.
Queste sono le opinioni, ribadisco, di Oskar Lafontaine, uno di coloro che hanno lavorato alla nascita della moneta unica, e che adesso ha cambiato rotta. Cosa succede quando un padre rinnega il figlio che ha allevato con tanta cura?
In Italia, solo una parola. Disastro. Perché qui qualunque lezione possa arrivare dall'estero non verrà mai recepita.

lunedì 6 maggio 2013

Ah, allora non era uno Struldbrug

(Il nome nel titolo del post è una citazione da "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift)
E' morto Giulio Andreotti. Aveva "solo" 94 anni. E' morto in barba a tutti coloro che pensavano fosse immortale - un immortale del tipo immaginato da Swift, che non muore mai ma continua a invecchiare.
Adesso nel mondo politico giubileranno ("Ormai i segreti che aveva nella testa non verranno mai più fuori") oppure cominceranno a stringere il culo ("Ma è vero che tutti i suoi segreti verranno pubblicati, come lui aveva promesso, dopo la sua morte?")?
Mah. Difficile stabilire chi farà festa e chi sta già cominciando a trasferire tutti i suoi averi all'estero. La sua politica era basata su numerose zone d'ombra; ha massacrato i suoi accusatori nel processo in cui lo si vedeva imputato semplicemente con la minaccia di rendere pubblici certi dettagli e mandare a fondo con lui tutta la politica italiana dell'epoca: altro che il paciugo piddì±elle dei giorni nostri. E' stato un fine diplomatico e uno degli ultimi veri politici italiani (citati nell'altro post di oggi), nel bene e nel male. Ed è stato sempre molto attento a non mischiare la vita privata con la carriera politica; di lui come uomo si è sempre saputo soltanto ciò che lui voleva rendere pubblico. Ben difficilmente lo rimpiangeranno per le sue idee politiche; ma io rimpiango l'assenza totale di politici veri del suo calibro nel panorama politico italiano. Al momento, un solo augurio: requiescat in pace.

Tanto, ci andranno di mezzo pure loro

Siamo di nuovo alle solite. Inciuci e controinciuci, un governo messo su alla bella meglio, e dichiaratamente, esplicitamente, questi politicanti da strapazzo mirano solo ed esclusivamente a tutelare i propri interessi personali, dimostrando una volta di più di essere lontani dal popolo e dalle sue esigenze come se fossero finiti su un altro pianeta. Vabbe', mi direte. Da che mondo è mondo, i politici hanno sempre solo pensato alle proprie pance.
Parzialmente vero, dico io.
I politici veri hanno sempre adottato un sistema: fai gli interessi della tua nazione e vedrai che i tuoi tornano in automatico. La popolazione sta bene, le pance di tutti sono piene, e i tuoi elettori saranno talmente contenti di te che ti rivoteranno.
I politicanti da strapazzo che abbiamo in Italia, invece, questo sistema non lo adottano proprio. Si ricordano della popolazione soltanto quando la devono tartassare per arricchirsi ancora un pochettino di più; ma quando si tratta di garantire lavoro e pensioni, sanità, cultura, efficienza nei trasporti, legalità... tsè, non hanno pane, mangino le brioche! E nonostante tutto vengono rieletti, perché la popolazione italiana ha la memoria estremamente corta. Solo che quando non ci sarà più niente da spremere agli italiani i politicanti da strapazzo cominceranno a massacrarsi gli uni con gli altri per poter godere ancora un po' dei loro privilegi e dei loro emolumenti. E quando non ci saranno più nemmeno loro? Riuscirà la popolazione a risollevarsi oppure l'Italia si trasformerà di botto in sessanta milioni di nazioni mono-individuo?

giovedì 2 maggio 2013

L'IMUrtacci sua

Togliere l'IMU o non si va avanti, disse il coso.
Si è un po' dimenticato, forse, che era un disegno di legge del SUO governo. Si è anche dimenticato, forse, che il disegno di legge emanato dal SUO governo (e solo applicato dal governo dell'Avvoltoio) è scaturito dal fatto che avesse molto inopinatamente annullato la vecchia ICI a fini di propaganda elettorale, eliminando così una fonte di entrata per gli enti locali e mandando a fare bunga bunga la loro capacità di offrire servizi indispensabili.
O forse non si è dimenticato: ci sta coglionando, come al suo solito.
Il suo gioco è questo: o mi approvate questa "riforma" o io sbrago tutto e faccio cadere il nuovo governo dando la colpa alla sinistra incapace. Cioè: crolla anche questo governo, si va a nuove elezioni, lui guadagna consensi e va su di nuovo con la maggioranza che ha avuto nel 2008. Disastro totale per l'Italia, con un presidente-di-sta-cippa "inetto, vanitoso e ridicolo" (cit.).
Ma a questo punto, il Re Giorgio Riconfermato, se davvero gli fosse rimasto un briciolo di intelligenza, potrebbe essere lui a sbragare tutto. Come? Dimettendosi e facendo ricadere la colpa sul coso con la sua intransigenza. Così il coso perderebbe definitivamente consensi, questo pirlamento dovrebbe eleggere un nuovo presidente, il quale scioglierebbe le camere, e alle elezioni andrebbe su qualcun altro, magari qualche nuova forza nata dalle ceneri del piddì. Sbattuto in un angolo il coso, e contemporaneamente tagliate le gambe ai grUllini, principali artefici di questa profonda crisi ideologica e istituzionale.
Lo farà? Tsè, guarda, Dumdumderum, una balenottera verde a strisce gialle e arancio sta portando i suoi cuccioli a danzare sulla Luna...