giovedì 27 giugno 2013

Errori e responsabilità

Andiamo con ordine per stabilire chi e come ha sbagliato nello strapastrocchio politico attuale, che ci ha fatto ricordare il vecchio detto "Non c'è mai limite al peggio".
a) Gli elettori hanno sbagliato. Non hanno saputo scegliere tra uno sbroccomane, un puttaniere corrotto e un partito di tafazzisti, e li hanno mandati tutti e tre in pirlamento con lievi differenze tra l'uno e l'altro.
b) Lo sbroccomane ha sbagliato. Aveva una, e una sola, possibilità di mettere il coso in un angolo e se l'è mangiata. Niente accordi coi tafazzisti, né ora né mai; nessun governo con loro, nessun presidente della repubblica assieme a loro, vogliamo tutta la torta e tutta subito.
c) I tafazzisti hanno sbagliato. Sfumata la possibilità di stringere un accordo con lo sbroccomane, anziché stringerlo con il coso avrebbero dovuto alzare bandiera bianca e rimandare il paese alle urne: sarebbe stato il male minore, porcellum o non porcellum.
d) Il partito del coso sbaglia da quand'è nato a proteggerlo; in altre parti del mondo, quando un leader comincia a diventare una palla al piede viene brutalmente scaricato. Ah, già: senza il coso il suo partito scoppierebbe come una bolla di sapone...
e) Il governicchio di larghe inculate sta sbagliando dal preciso momento in cui si è insediato; a parte il fatto che il presidente del consiglio è nipote di un fanatico del coso, e quindi non appartiene neppure più al partito tafazzista, dettaglio ampiamente dimostrato dalla sua partecipazione a incontri con lo zietto e con il coso. In ogni caso, sembra che la sua politica sia quella di temporeggiare ad infinitum mentre il paese va a picco.
f) Lo sbroccomane ha sbagliato ancora, nel non rendersi conto che proprio il suo comportamento ha determinato il fatto che il Re Giorgio Riconfermato sia ancora lì sulla sua poltrona e accolga a braccia aperte il suo carissimo amico, il coso, definito "Al Capone" dallo sbroccomane.
g) Il popolo italiano continua a sbagliare, irrimediabilmente ormai. Figurarsi. Se fossimo turchi tutta quella banda di farabutti sarebbe già appesa a una forca in qualche piazza importante.
E con questo, fine del mio pippone, nonché delle mie speranze per questo paese irrecuperabile.

mercoledì 26 giugno 2013

Coming out: "Siamo tutti puttane"

Era il titolo della pagliacciata organizzata da giuliano "In confronto a me un lottatore di sumo è un grissino" ferrara e dalla santamadeché.
Be', meno male che lo ammettono, una buona volta.
E non aggiungo altro.
Tanto prima o poi superpanza troverà qualcuno che lo sgonfierà a suon di legnate.
Tanto prima o poi la plastificata incontrerà donne stufe di veder svenduta anche la loro dignità che la corcheranno di insulti e sputi in un occhio.

martedì 25 giugno 2013

Saranno sette anni MOOOOOLTO lunghi

Hanno condannato il coso a sette anni nel processo Ruby. (Momento: processo di primo grado. Prima di vedere la fine di questa vicenda il coso ha il tempo di morire settantasette volte.) Ovviamente i suoi scagnozzi hanno fatto quadrato intorno a lui, ma semplicemente per proteggere sé stessi. Sanno perfettamente, infatti, che senza il coso loro sono delle nullità assolute, e sarebbero condannati all'estinzione immediata. Quindi, nessuna novità su questo fronte: bisogna a tutti i costi proteggere il coso.
Saranno sette anni in cui finalmente vedremo sparire il coso? Saranno sette anni in cui potremo finalmente cominciare a riprenderci da vent'anni di morte culturale, politica ed economica?
Tsè. Guarda, Dumdumderum, c'è una troupe di asini verdi a pois gialli che danzano leggiadri sulle punte delle orecchie cantando "Bella ciao".
Saranno sette anni in cui il coso imperverserà su tutte le televisioni, anche la servilissima rai, strepitando su questa "persecuzione giudiziaria" in tutti i toni. Saranno sette anni in cui pianterà un putiferio tremendo in pirlamento, a costo di condannare il paese a farsi commissariare dai francesi (almeno, spero non si tratti dei tedeschi). Saranno sette anni in cui ci sbriciolerà i cabasisi in tutte le maniere possibili e immaginabili. Saranno sette anni in cui riuscirà di nuovo a intortare gli imbecilli per ottenere, ancora una volta, una poltrona assicurata e uno scudo contro la giustizia. Saranno sette anni in cui qualunque persona ragionevole si illuderà che la natura gliene conceda meno (be', se continua ad abusare di viagra, l'illusione potrebbe essere legittima). Comunque, saranno sette anni in cui troveremo lungo, eterno, spaziotemporalmente infinito, ribadisco, natura permettendo.
N. B.: No, non sarà questa condanna a spingere il coso a fare un passo indietro. Rimarrà inchiavardato a quella poltrona interdizione o non interdizione, perché tanto nessun giudice riuscirà a schiodarlo fisicamente da lì. Se si pensa che Josefa Idem ha rassegnato le dimissioni per un'infrazione svariati ordini di grandezza inferiore a quelle perpetrate a nastro dal coso... be', la Idem non si è italianizzata fino a quel punto, va detto. Ma il coso è troppo italiano per dimettersi.

lunedì 24 giugno 2013

Non è il tuo mestiere (ovverossia: lo stai facendo male)

Troppa gente ultimamente passa dal mondo dello spettacolo, della scienza o dello sport alla politica. Adesso è scoppiato il caso del ministro Josefa Idem e della sua evasione fiscale, nonché della sua reazione indignata alle critiche e il suo nascondersi dietro le medaglie olimpiche per giustificare l'italico "Io so' io e voi nun sete 'n cazzo". Tedesca naturalizzata italiana, la signora Idem ha acquisito in pieno il vizio nostrano di cercare a tutti i costi di fregare gli altri. Ma vabbe'. Non è un caso isolato. Negli ultimi anni, ho visto una lunga fila di VIP passare alla politica. Per fare cosa, poi, se non inanellare una lunga serie di figuracce di merda raddoppiate proprio dal loro essere ex-VIP? Battiato che s'è fatto sbattere fuori per le sue dichiarazioni quanto meno inopportune sulla bocca di un politico, Zichichi che passava le giornate a fare lo scienziato nonostante magari dovesse occuparsi di questioni relative al suo mandato; ma anche tutta quella lunghissima serie di cantanti, attori, sportivi che magari nella loro carriera hanno avuto un certo successo e poi si sono "riciclati" in politica. Pensano tutti quanti che basti la loro fama a diventare degli eccellenti politici. A tutti costoro un semplicissimo messaggio:
Lasciate perdere.
Sei uno sportivo, hai vinto medaglie, gare, campionati, bla bla bla? Stai venendo vecchio per il tuo sport e vedi i giovani rampanti che cominciano a portarti via la scena? Ritirati in buon ordine, goditi il tuo successo passato con tanto di titoli, che nessuno può portarti via, lascia spazio agli altri.
Sei un personaggio di spettacolo, hai successo da tutte le parti, ti chiamano a far serate o come testimonial, bla bla bla? Scopri di non riuscire più a reggere il ritmo frenetico della vita di alta società? Ritirati, stattene a casa a oziare, limitati a qualche serata una volta ogni tanto e a continuare a far parlare la gente di te.
Sei uno scienziato famoso, hai vinto premi Nobel, hai formulato teorie con relative dimostrazioni aiutando a comprendere meglio l'Universo, bla bla bla? O continui col tuo lavoro finché vivi, o te ne vai in pensione lasciando i giovani a raccogliere la tua eredità.
Ma, chiunque tu sia, lascia la politica ai politici! Ci pensano già loro a mangiare soldi a ufo solo per scaldare (e mica sempre, solo una volta ogni tanto) delle poltrone. Qualunque ex-VIP farà decisamente meglio a rimanere un ex-VIP e a riposare sugli allori del passato. Si eviterebbe, almeno, di sentirsi accusare pure di voler riciclare i vecchi rottami che non si rassegnano a veder sparire il loro nome dalla bocca di tutti, a costo di farcelo restare come una battutaccia oscena.

venerdì 21 giugno 2013

La mannaia dello "scièr"

(o come bippo d'un boppo si scrive quella brutta roba lì)
Sia ben chiaro: io non sono assolutamente un sostenitore del sistema Auditel e di tutte le menate che comporta. E' una cagata pazzesca, spinge le televisioni a generare una lunga serie di aborti solo perché milioni di idioti insistono a guardarle. Gli stessi milioni di idioti che continuano ad andare ai concerti di vaschifo rossi, e che guardano Il Grande Stronzello numero centoventisette o Amici Certo Non Miei, X-SeiFatto, L'Isola Dei Coglioni e via dicendo. Le televisioni dovrebbero fanculizzare l'Auditel, produrre quel cazzo che vogliono loro, purché si alzi il livello, e sbattersene se un programma di qualità agli inizi viene guardato da quattro gatti spelacchiati; se è buono, il pubblico prima o poi crescerà.
MTP (E&CCFCC) (*)
Sembra che il sistema si stia ritorcendo contro i suoi stessi fautori, quelli che basano tutta la loro esistenza su quel cazzo di scièr: per meglio dire, il fautore per eccellenza del sistema. Il coso, già.
Prima puntata della sua "guerra dei 20 ani" (N. B.: la singola n è voluta), su cagale5: 5,88% di scièr.
Seconda puntata, su rutto4: udite udite, si pensava che come record (in basso) quel 5,88% fosse imbattibile, peggio di così nemmeno il cagosello-reloaded su rai1 - e invece: 3,82% di scièr. Cioè, praticamente hanno costretto i dipendenti di Merdaset e i loro familiari a stare incollati al video perché lo scièr riuscisse a totalizzare qualcosina a sinistra della virgola. Per uno che i comizi elettorali li tiene esclusivamente in televisione, rifiutando di presenziare a quelli in piazza per paura di beccarsi un BUUUU dritto sulla crapa, be', è decisamente un ottimo risultato. Per uno che anni fa è riuscito a incantare milioni di gonzi telelobotomizzati solo con la sua presenza sul piccolo schermo, vuol proprio dire andare alla grande: a fanculo per direttissima, intendo. La terza puntata, che magari verrà trasmessa su itagliatilevene1 in qualche spazio ritagliato tra gli infiniti spot pubblicitari e un'edizione di stupido aperto, batterà ancora il record? Arriverà all'1% o rimarrà uno zerovirgola? E' ora di porre un bel "Questo programma è stato sospeso" a questa soap opera infinita della "guerra dei 20 ani" (vedere sopra). Ormai il partito del coso riesce a reggere in pirlamento solo grazie al porcellum; nel resto d'Italia si sta prendendo brodo da tutte le parti; in certi posti (come la Valle d'Aosta: e vabbuo', direte voi, la Valle d'Aosta tutta intera fa un rione, di quelli più piccoli, di qualunque metropoli italiana e conta poco; però anche quel poco fa la sua parte) sono addirittura spariti dalle assemblee per le quali si erano candidati. E la mannaia implacabile dello scièr sancisce l'inizio della fine del peggior periodo italiano, roba che nemmeno Caligola era riuscito ad eguagliare. Badate bene: solo l'inizio della fine. (Pia illusione? Mah. Stavolta i presupposti ci sono tutti.)

(*) Ma tuttavia però (eziandio & con ciò fosse cosa che) - ormai vi sta uscendo dalle orecchie, no?

giovedì 20 giugno 2013

L'esercito dei dodici maiali

... è in marcia. Porteranno le istanze del coso di fronte all'Unione Europea e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Ovviamente non faranno altro che rendersi ridicoli; il peggio è che di riflesso daranno un'ulteriore mazzata alla credibilità dell'Italia e dei suoi abitanti, dato che anche quell'80% di italiani che non hanno votato questa gentaglia passeranno per idioti. Però la faccia, nel presentare queste istanze, ce la metteranno in primis quelli dell'esercito del coso.
E intanto la Corte Costituzionale fa il suo porco lavoro, con un legittimo respingimento dell'illegittimo impedimento del coso a presenziare alle udienze a suo carico.
E intanto 2 la vendetta, perfino in Irlanda stanno pensando di inquisire il coso per evasione fiscale - un crimine che all'estero è quasi da pena capitale, mentre qui da noi non è nemmeno considerato un peccato veniale. Sarà da vedere il coso a dare dei "komunisti" o delle "toghe rosse" agli irlandesi e ad accusarli di cospirazione nei confronti della sua sacra persona.
Gli sprovveduti che hanno firmato per l'adesione all'esercito del coso hanno ancora tempo per fare un passo indietro e chiamarsi fuori da quella che si rivelerà una delle peggiori figuracce internazionali per il coso e i suoi leccaculo. Sempre che riescano a risvegliare dall'agonia il criceto che hanno nel cranio, ma se già votavano il coso, a tal proposito io ne dubito fortemente.

martedì 18 giugno 2013

Sempre in nome della democrazia

Hanno confermato l'espulsione di Adele Gambaro dal movimento 5 inculate. Cosa ci si aspettava? Questa è l'idea che in quel covo di serpi hanno della democrazia. L'unica cosa che i grUllini stessi non si aspettavano è la percentuale dei contrari. Uh-uh, la Gambaro ha osato offendere la sacra persona del guru medesimo, e quindi va espulsa seduta stante per delitto di lesa maestà, senza se e senza ma. Tutti d'accordo?
No. Circa un terzo di coloro che hanno depositato il loro voto ha apertamente dissentito. L'espulsione è stata decisa per 79 voti a 42.
Quarantadue persone che forse magari probabilmente può darsi, in via del tutto ipotetica beninteso, abbiano messo un po' di carburante nel neurone solitario e l'abbiano avviato.
Quarantadue che inevitabilmente faranno la fine della Gambaro, sottraendo pezzi preziosi al movimento 5 calci nelle palle per andare a ingrossare le file di quelle forze politiche che i grUllini avrebbero voluto mandare a casa. Capito la logica interna di quell'accozzaglia? Per "mandarli a casa" li rafforzano. Tutta da ridere, se in realtà non fosse una tragedia per il popolo, che di questa cricca deve subire sulla propria pelle tutte le idiosincrasie.
Mah. Qualcuno informi l'insetto sbroccomane e la sua eminenza grigia che "democrazia" non si riassume nel concetto "Io so' io e voi nun sete 'n cazzo"(*) del famoso marchese (tra l'altro quasi omonimo, con un "Del" in più, dell'insetto medesimo).



(*) Mi scusino i romani per il mio romanesco storpiato; purtroppo io non sono di Roma.

sabato 15 giugno 2013

La spirale

Nuovo aumento dell'IVA all'orizzonte.
Ma allora o ci sono, o si fanno.
Non c'è la minima volontà di uscire da questa fottuta spirale, e forse non ci arrivano nemmeno a capire di essere in una spirale che inevitabilmente condurrà alla rovina per l'Italia.
Come funziona l'ambaradan?
Entrano meno soldi nelle casse italiane perché la gente spende meno.
Che si fa: genialata assoluta. Aumentiamo l'IVA così entrano più soldi anche se la gente compra meno.
La gente compra ancora meno.
Nelle casse dello stato entrano meno soldi.
Aumentiamo di nuovo l'IVA.
La gente diminuisce ancora i consumi.
Nelle casse dello stato entrano ancora meno soldi.
Tra un po' ci ritroveremo con l'IVA al 20.000%; chi è vicino alla frontiera andrà a fare la spesa all'estero, e chi non è vicino alla frontiera semplicemente emigrerà o si suiciderà; nelle casse dello stato non entrerà più un centesimo bucato. Rovina totale dell'Italia, sparizione totale del popolo italiano. E' questo che vogliono i nostri cari politicanti da strapazzo; tanto, loro i soldi se li sono già fatti, sulle nostre spalle.
Hanno calcolato che con le tasse evase dalle grosse multinazionali ci sarebbe di che azzerare il debito pubblico mondiale. Mondiale. Mondiale. Ma anche i politicanti da strapazzo hanno le mani in pasta con le grosse multinazionali e non introdurranno mai controlli fiscali nei loro confronti. E questo significa rovina totale.

giovedì 13 giugno 2013

Continuano a perdere i pezzi

Sì, sempre i grUllini.
Adesso tocca ad Adele Gambaro. Espulsa dall'insetto sbroccomane per aver, semplicemente, posto il dito su quella che è la piaga del movimento 5 randellate sulla schiena, cioè l'insetto medesimo.
Sbrokkman sta perdendo i pezzi per strada. Quello che lo fa più sbroccare, però, è il fatto che tutti questi ex-grUllini che se ne vanno, per volontà loro o per espulsione, andranno a ingrossare le file dei partiti che lui odia visceralmente, cioè tutti gli altri. Quelli che non vorranno morire come seguaci del coso confluiranno molto probabilmente nel partito tafazzista; ma per sbrokkman uno vale l'altro, cioè tutti zero. E' questo il problema, per il vecchio insetto: voleva sfasciare la politica italiana, e invece sta consolidando la formazione di una nuova maggioranza che non dipenda dalle "larghe intese" (pronuncia: "inciucio"), riuscendo nel frattempo a sfasciare soltanto sé stesso. Non la vedo rosea per lo sbroccomane, e a questo punto mi unisco al coro di quelli che lo vorrebbero fuori dalle palle nel più breve tempo possibile. Qualcuno che riesce a risvegliare dal coma farmacologico il criceto che ha nel cranio, nel movimento 5 calci nelle palle, c'è, e adesso si sono stufati della politica dell'insetto riassumibile nell'assunto "uno vale uno, tutti gli altri son nessuno" e cominciano a lasciarlo remare da solo nel mare di merda.

mercoledì 12 giugno 2013

Il futuro dell'uomo

Questa volta una mazzata non a singoli individui né a singole categorie, ma all'umanità in generale. Se ne parlava tra amici l'altra sera, sul tema "Come saremo fra centomila anni", dividendosi in varie correnti tra gli ottimisti a stecca ("vedrete, diventeremo gli dei del cosmo!") e vari gradi di realismo (quello che gli ottimisti a stecca definiscono pessimismo). Io mi sono beccato del "pessimista cronico e inguaribile" dai fautori della Deità Cosmica quando ho espresso le mie ipotesi; ma allo stato attuale delle cose l'unica luce che vedo in fondo al tunnel è il treno che ci sta venendo incontro e sta per travolgerci. In ogni caso, ecco queste famigerate ipotesi che mi hanno valso quella qualifica.
Ipotesi A - quella che ha il 99,9% di probabilità di verificarsi: fra centomila anni noi saremo passati già da 99.960 anni alla non esistenza. In pratica, non arriveremo alla fine di questo secolo prima di ucciderci con le nostre stesse mani. Guerre, malattie, tracolli tecnologici, la crisi economica da cui non usciremo mai, egoismo e qualunquismo, l'ambiente che ci metterà del suo a reagire violentemente alle ferite che continuiamo imperterriti a infliggergli in nome del profitto economico a tutti i costi... tutto questo porterà a un'implosione fatale della specie umana. Non tra centomila anni, ma fra decine di milioni, la Terra tornerà a ospitare una nuova civilizzazione (discendente da: scimmie antropomorfe, maiali, topi, insetti, o quali altre creature? Quali tra gli attuali abitanti della Terra sono i più papabili?), si spera un po' più ragionevole, che si interrogherà sulla brutta fine di quelle scimmie spelacchiate troppo arroganti per avere davvero una possibilità.
Troppo pessimista? E vabbuo'. In quel restante 0,1% sono racchiuse altre due ipotesi, forse meno disfattiste ma non certo lusinghiere per l'umanità.
Ipotesi B: l'umanità riuscirà per il rotto della cuffia a evitare di estinguersi. Si farà però sopraffare dal progresso tecnologico - già siamo su quella strada - in un mondo dove tutto è facile e interconnesso, tutto a portata di dito o di comandi vocali. Diventeremo come gli umani ciccioni del film Wall-E, ma molto probabilmente non ci sarà un robottino le cui azioni risveglieranno le nostre coscienze. Tra centomila anni saremo delle amorfe palle di lardo prive di scheletro che si limiteranno a vegetare guidati da una tecnologia che ormai vivrà di vita propria, e che ci manterrà in vita semplicemente come curiosità scientifica.
Ipotesi C: anche qui, l'umanità eviterà la catastrofe di cui all'ipotesi A per il rotto della cuffia. Comunque, ci saranno guerre, epidemie, un improvviso tracollo tecnologico, l'economia andrà a puttane, scoppieranno catastrofi ambientali, e alla fine rimarranno in vita alcune decine di milioni di superstiti, divisi in gruppi lontani e non comunicanti tra loro. La civilizzazione piomberà di botto all'epoca dei Sumeri, e da lì riprenderà a risalire la china, piano piano. Arriverà di nuovo ai livelli odierni, poi di nuovo imploderà lasciando vivi pochi milioni di superstiti, che ripartiranno dal fondo e torneranno ai livelli odierni... ad infinitum, con una forma d'onda a dente di sega su un eventuale grafico dell'evoluzione.
A questo punto, qualcuno un po' meno realista (o pessimista che dir si voglia) del sottoscritto ha ventilato un'ipotesi che, tuttavia, ha una probabilità talmente bassa di verificarsi che si fa prima a fare 6 al Superenalotto per 666 volte di seguito. L'umanità finirà per incontrare una civilizzazione più evoluta, che ci farà capire quanto siamo cazzoni, e dopo alcuni conflitti si finirà per stringere un accordo di pace e si raggiungerà tutti assieme un livello di stabilità e benessere soddisfacente per tutti. Ipotesi buona per un romanzo di fantascienza, forse, ma la triste realtà si racchiude in quel 99,9% di probabilità dell'ipotesi A.

martedì 11 giugno 2013

Commento a caldo sulle ultime amministrative

Bene, il partito tafazzista ha dimostrato, per l'ennesima volta, che dove si vota la persona (cioè, alle amministrative) vince a man bassa, mentre dove si vota il partito (cioè, alle politiche) si prende il brodo. Questo perché non è un vero partito: è un'accozzaglia di persone varie, che giustappunto vengono votate come tali alle amministrative e non alle politiche.
Ciò detto, e visto che comunque sia il partito tafazzista sia la compagine fascista del coso insistono a rapportare tra loro le amministrative e le politiche: i fascisti si sono presi il brodo in maniera quasi generalizzata alle amministrative. Per due motivi: primo, perché ragionano anche a livello locale come partito; secondo, perché la strategia dell'insultare ferocemente gli avversari andava di moda anni fa, ora è abbontantemente desueta e non paga più, anzi, finisce per ritorcersi come un boomerang su chi la usa. A Roma AleDanno non ha imparato niente dalla sonora sconfitta della "signora" Moratti a Milano: ha messo in pratica la stessa identica strategia, tirando in mezzo anche i rom (che, da parte loro, si meritano una serie di mazzate: mica pensino di scamparla. Ma non ho voglia in questo post.) e così facendo, proprio com'è successo alla "signora" citata, si è dato con le sue stesse mani un'emerita mazzata sulle fabbriche di spermatozoi, incrementando il divario che aveva al primo turno. Ma anche in tutto il resto d'Italia il centro(ahahah)sinistra(uahuahuah) ha vinto in quasi tutti i posti.
Oh, già, i fascisti  hanno vinto a Pergine Valsugana (eeeeh? Ma 'ndò sta?). Che abbiano perso a Roma e in tutto il resto d'Italia, pfui, dettaglio insignificante. L'importante è che abbiano vinto a Pergine Valsugana. Memorizzate bene questo nome e poi andate a interrogare Google Maps: P-E-R-G-I-N-E V-A-L-S-U-G-A-N-A. Ha vinto un candidato di nome Roberto Oss Emer (sembra quasi Homer Simpson...), memorizzate anche questo, perché, avendo vinto a Pergine Valsugana, diventerà presto il nuovo Duce. Non me ne vogliano i perginesi; non sto tirando mazzate a loro, ma all'esultanza che ha pervaso il partito fascista alla notizia che hanno vinto laggiù come se si trattasse di Roma. Dove, ribadisco, invece hanno preso il brodo. Festeggeranno questa vittoria con un'abbuffata di polenta della Valsugana?
Sia come sia. Se l'Italia fosse uno stato federale dove ogni amministrazione locale fa per sé, il partito tafazzista potrebbe permettersi di gongolare. Ma l'Italia è una repubblica (parola grossa) parlamentare (idem, ma non il ministro). E a livello nazionale, continuano imperterriti a tirarsi mazzate sui gingilletti inneggiando felici e contenti a Tafazzi. Ad ogni buon conto, anche se non sono romano, sono contento per Roma. Magari riusciranno a imprimere una svolta.

lunedì 10 giugno 2013

I cordoglioni

Ovvero: dell'ipocrisia più viscida.
Tutti questi politicanti da strapazzo che abbiamo in Italia, sempre pronti a esprimere il loro cordoglio per ogni militare morto all'estero, ormai mi stanno abbondantemente sulle palle.
Cioè, chi ce li ha mandati, tanti bravi ragazzi, a morire all'estero in una guerra inutile, che nessuno ha chiesto, che non coinvolge direttamente l'Italia? Chi, se non i politicanti da strapazzo? Almeno abbiano la decenza di chiudere quella ciabatta che si ritrovano per bocca!

giovedì 6 giugno 2013

Cominciano a perdere i pezzi

(forse.)
Qualcuno comincia (comincia? E' già da mo' che la brace cova sotto la cenere...) a non riconoscersi più nel movimento 5 scarpate in culo. Sono lì lì per fare ciao ciao all'insetto barbagrigia 2 deputati di Taranto: Alessandro Furnari e Vincenza Labriola.
Qualcuno in quella combriccola comincia a rispondere niet agli ukase del vecchio ortottero e della sua eminenza grigia CasaDelPeggio?
Qualcuno in quell'accozzaglia ha risvegliato dal coma farmacologico il criceto che ha dentro il cranio?
Qualcuno in quella marmaglia ha deciso che forse è un po' più salutare cercare di muoversi sulle proprie gambe e di pensare con la propria testa?
Forse. Quello che è certo è che il movimento 5 schiaffoni sul muso sta perdendo, oltre ai consensi, anche i pezzi. Che quei due (al momento in cui scrivo la decisione non è ancora definitiva) siano topi che abbandonano la nave che affonda o che le loro intenzioni siano più serie, solo gli avvenimenti futuri ce lo diranno. Sono, comunque, due pugnalate al cuore dell'insetto sbroccomane.
(Basta che non vadano ad aggregarsi al carrozzone del coso. Questo è un timore tutt'altro che infondato...)

martedì 4 giugno 2013

La storia eterna di Eternit

In appello è stata non solo confermata, ma anche aggravata, la pena a carico del signor Schmidheiny, l'unico dei due manager dell'Eternit ancora in vita. E vabbuo': atto dovuto, ovviamente. Non farà mezza giornata di galera, ma solo in virtù del fatto che è vecchio come il cucco e lo lasceranno finire i suoi giorni in libertà, solo con una sentenza infamante sul groppone. E c'è ancora la cassazione da affrontare: questo va detto; magari finisce che ribaltano tutto, anche se è decisamente improbabile. In questa faccenda, quello che più mi ha fatto girare i cabasisi è stata la frase dell'avvocato difensore di Schmidheiny: ha detto, più o meno testualmente, che "con una sentenza del genere chi mai verrebbe a investire in Italia?".
Cioè: per investire bisogna infrangere le leggi?
Per investire bisogna passare come dei rulli compressori sopra le vite di operai e anche di cittadini che col processo produttivo non c'entrano una cippa?
Sinceramente esistono in giro per il mondo ditte rispettose dell'ambiente, delle leggi e delle vite della cittadinanza che hanno giri d'affari mostruosi.
Ah, già, ma siamo in Italia: l'unico paese al mondo dove per investire bisogna essere dei criminali privi del benché minimo scrupolo.
Vabbe', un avvocato difensore deve arrampicarsi pure sugli specchi, alle volte, per difendere gli interessi del cliente (e anche le proprie parcelle, di riflesso); ma superato un certo limite dovrebbe anche riconoscere l'insostenibilità di una posizione e ritirarsi onorevolmente. Sparare cazzate del genere è controproducente per la sua stessa causa, come dichiarare apertamente che Schmidheiny & soci non avrebbero mai osato investire in Italia se fossero stati onesti. Ed è anche un danno per l'immagine dell'Italia, come se non bastassimo noi a farla apparire come il paradiso per criminali e tipi loschi.

lunedì 3 giugno 2013

Stu(pi)di di settore

Ancora una volta si finisce per constatare che in Italia funziona tutto alla rovescia. I famigerati stu(pi)di di settore (2012, relativi all'anno fiscale 2011, nella fattispecie) hanno evidenziato che certe categorie hanno dei redditi davvero un po' troppo bassi per essere credibili.
Esempio: gioiellieri. Non pirla qualunque: gioiellieri. Gente che, così a fiuto, col reddito di una giornata potrebbe comprarsi una casa.
E però: reddito dichiarato per il 2011 (in media): 17.300 euro.
Cioè, un gioielliere farebbe fatica a vivere col suo reddito. C'ha il villone, il SUV di merda da centomila euro, va tutti gli anni in vacanza ai Caraibi, magari c'ha pure lo yacht da venticinque metri? Squarafimfole. Mica si sta a spaccare il capello in quattro, qui. L'importante è che guadagna solo 17.300 euro all'anno.
Altro esempio: noleggiatore di autovetture.
Anche qui, un bel bìsnes (italianizzazione voluta). La ciofeca più scassata che ti danno a noleggio ti costa una trentina di euro al giorno; poi ci sono auto il cui costo giornaliero a noleggio è a quattro cifre. Ma tuttavia però, eziandio & con ciò fosse cosa che, il noleggiatore deve pagare tasse, assicurazioni, manutenzione e tutto il resto del blablabla sulle sue vetture. Okkei, va bene. Però anche tolti quei costi una ciofeca non arriva, ma neppure lontanamente, a costare trenta euro al giorno (e vabbuo', se vuoi una Ferrari quello è un altro paio di maniche). Quindi, il noleggiatore deve avere un bel margine di guadagno sui noleggi. Quant'è il reddito medio di un noleggiatore d'auto?
5.300 euro all'anno.
Cioè, gli entra in cassa di che cambiare tutto il parco auto tre volte all'anno; ma anche questa è una squarafimfola. Il noleggiatore d'auto (con la sua villa, il suo SUV di merda da "soli" ottantamila euro, le sue vacanze alle Maldive e magari la barchetta da otto metri) vive sotto la soglia della povertà, o lì vicino.
Altre imprese addirittura dichiarano reddito negativo - negativo, NEGATIVO! Discoteche, centri benessere, terme... ma come cazzarola fanno a tirare avanti per anni, ripeto, anni, con reddito negativo? Come minkiafrittix fanno a non dichiarare bancarotta dopo il primo mese di attività? Eppure sembra che tirino avanti nonostante i redditi negativi. E vai in discoteca, scopri che l'ingresso ti costa una fucilata, prendi una bibita al bar e vedi volare i cinquantoni come ridere. Vai a farti un trattamento in un centro benessere e ti vola mezzo stipendio. Vai a farti una giornata alle terme e scopri che forse ti conveniva di più farti una vacanza ai Caraibi. Bah, squarafimfole, queste.
Avevo già parlato dell'avvocato che prende meno della sua segretaria, del dentista che guadagna meno della sua assistente, del tubista che mette in tasca meno del più sfigato dei suoi apprendisti? Bene. Aggiungiamoci anche tutti questi qui sopra. Ci si può facilmente rendere conto che l'evasione fiscale è un fenomeno endemico e impossibile da sradicare qui in Italia. Ci si lamenta degli evasori fiscali finché si è dipendenti, poi, appena capita l'occasione di mettersi in proprio, si cercano tutte le strade possibili per frodare il fisco. Sistema all'Italiana, ora e per sempre! Il giorno che un governo serio metterà davvero mano al problema dell'evasione fiscale, l'Italia incasserà di che ripagare il debito pubblico di tutti gli stati del mondo e ancora avanzarne per arricchirsi!
(Governi seri qui da noi? Tsè. Guarda, Dumdumderum, sono in grado di sollevarmi da solo afferrandomi per il bavero.)