lunedì 30 settembre 2013

Qualcuno mi spieghi perché dovremmo essere dispiaciuti

Oh oh oh, il coso, dopo aver minacciato le dimissioni in massa dei suoi parlamentari ha ritirato i suoi ministri dal "governo".
E allora?
No, dico, quello che è stupefacente non è che il coso abbia deciso di mandare tutto a scatafottersi dando intanto il via alla campagna elettorale, quella secondo la quale tutto è colpa degli altri: è il fatto che questo "governo" di larghe inculate non avrebbe mai dovuto nascere. Per il resto, il suo crollo non era questione di sì oppure no, ma di quando sarebbe crollato; in effetti ha resistito fin troppo.
E a noi?
Insomma, l'IVAffanculo aumenta, l'IMUoribastardo non viene tolta, la gente è sempre più tartassata, l'economia va a rotoli, lavoro non se ne trova più, sanità, trasporti e cultura sono divenuti nulla più che dei termini presenti sui vecchi dizionari; che quel "governo" durasse o crollasse per noi non cambia una benemerita cippa. Tanto al coso del benessere dell'Italia non può fregare meno; continuerà a combattere le sue battaglie per farsi considerare al di sopra delle leggi emanate da quei "poveri mortali"; continuerà a farsi le sue belle campagne elettorali con le quali raccoglierà la sua solita quantità di voti, da parte sia di imbecilli intortati a dovere sia di tipi loschi come lui che sperano - invano, ma non la capiranno mai - in salvacondotti e condoni per le loro malefatte. Oppure si deciderà una buona volta a schiattare, ottenendo la miglior forma di impunità possibile e cominciando a liberare l'Italia dai problemi che le ha causato. Letta (ricordiamo il suo nome completo: Nipote di Gianni Letta) continuerà a fargli da stampella, magari cambiando la forma del suo sostegno, ma non la sostanza. Il popolo continuerà a soffrire esattamente come prima. I grUllini duri-e-puri continueranno a sbarrare le porte di fronte alla prospettiva di un governo assieme a quel che resta del partito tafazzista, dimostrando la loro solita irresponsabilità; quando inevitabilmente in primavera andremo a votare, la gente continuerà a mettere la stessa percentuale di croci sugli stessi simboli, e le stesse forze torneranno in parlamento esattamente come sono adesso, con una delle tre che avrà la porcellanza (porcellum-maggioranza) alla camera e nessuna delle tre che potrà dire ba' al senato, e via per un altro periodo di totale inconcludenza.
Quindi, che ce ne fotte se questo "governo" è caduto?

venerdì 27 settembre 2013

Stanno tutti quanti sbarillando

Ovvero: sbarellando sulla questione Barilla.
Il senso delle parole di Guido Barilla è questo: non possiamo accontentare tutti, e non possiamo sconvolgere dall'oggi al domani l'immagine tradizionale che la ditta ha dato di sé negli anni con le sue campagne pubblicitarie.
Ovviamente, però, i fanatici l'hanno stravolto, come fanno sempre nei riguardi di ogni cosa. I fanatici dell'antiomofobia hanno subito scatenato un putiferio a livello mondiale, mettendosi a sparare minchiate a destra e a manca e arrecando un danno, d'immagine ed economico, a una ditta che forse non lo meritava affatto.
Allora: prima di tutto Guido Barilla è già abbastanza avanti con gli anni, ed è cresciuto con determinati valori impiantati nel cranio fin da bambino. Seconda cosa, ha espresso un'opinione, in termini pacati, riferendosi all'immagine pubblicitaria della ditta e non esprimendo precisamente giudizi omofobi. Terza cosa, quando devo comprare della pasta, non me ne scatafotte una beata fava di spot pubblicitari e menate del genere: mi baso sulla qualità della pasta. Adesso, oltre a Barilla ci sono altri grossi marchi equivalenti, ma chissà perché costano tutti di più. Quarta cosa: credo proprio che se qualcuno intervistasse il signor De Cecco, o il signor Divella, o il signor Agnesi (partendo dal presupposto, non verificabile da parte mia, che si tratti di uomini) otterrebbe esattamente le stesse risposte negli stessi toni. Quello a cui badano le ditte è esclusivamente il loro portafoglio: per accontentare un target del 10%, finirebbero per scontentare il restante 90%. Quindi, a tutti i fanatici che stanno strillando su tutti i toni riguardo a quelle parole di Guido Barilla, decontestualizzandole e tramutandole forzosamente in un messaggio omofobo: fatevi furbi, lasciate perdere il tam tam pubblicitario sui media, comprate i prodotti che ritenete opportuni basandovi solo sulla vostra o altrui conoscenza dei medesimi, e piantatela di scassare la minchia!
E, prima che qualcuno mi accusi di essere omofobo: fatevi furbi due volte, date un calcio al neurone solitario e metterelo in moto. Nella mia cerchia di conoscenze è presente quel 10% statistico di omosessuali, ai quali, quando mi confessano le loro preferenze sessuali, io rispondo "Non me ne può fregare meno: tra noi non cambia assolutamente niente." Come se adesso si dovessero discriminare coloro a cui non piacciono i broccoli, o quelli a cui piace la musica trash metal, o quelli che amano mettersi le scarpe rosse: si tratta di gusti, preferenze, quello che si vuole, assolutamente non discutibili; ognuno ha i propri e la pretesa legittima che gli altri li rispettino.

giovedì 26 settembre 2013

L'ennesimo penult... naaaa, ennultimatum

Quelli del "partito" del coso si dimetteranno in massa.
Tsè. Guarda, Dumdumderum, ho appena visto Hannibal Lecter dichiararsi vegan.
Ma quando mai. Quelli sono avviticchiati alle loro poltrone con tutti i loro tentacoli e non le molleranno mai, e in più al coso non conviene proprio lasciare il parlamento (che comunque avrebbe il numero legale) in mano a una possibile alleanza piddì-grUllini - anche se in quest'ultimo caso potrebbe dormire sonni tranquilli: gli intransigenti-duri-e-puri grUllini e il partito tafazzista non si alleeranno mai.
Dopo quest'ennesima banfata, il "partito" del coso se ne resterà saldamente al suo posto assieme alla sua estensione senza la elle. Mettete pure via le bottiglie di spumante: non si dimetteranno mai.

mercoledì 25 settembre 2013

L'Italia non esiste più

Italia distrutta e poi svenduta agli stranieri: fatto.
Telecom ceduta per una balla di fumo agli spagnoli. Già, dopo che la privatizzazione con passaggio nelle mani di tal Colaninno ha causato buchi nel bilancio paurosi.
Alitalia "salvata" sulle tasche dei contribuenti (grazie al coso, che ci ha pure basato una campagna elettorale) e adesso ceduta per due soldi bucati ai francesi.
Fiat che sta facendo anche l'impossibile per mandare a piantar cipolle la produttività in Italia e trasferirsi negli stati uniti d'america (nazione che ha smesso da mo' di meritarsi le maiuscole).
Fuga di cervelli all'estero: un'emorragia ormai inarrestabile.
Cioè, qui in Italia cosa resta? Un futuro da agricoltori? Produttività completamente trasferita all'estero? Cosa resterà del "made in Italy" in giro per il mondo? Una beata cippa.
E tutto perché i "politici" sono intenti a litigare su come tartassare meglio il volgo all'esclusivo fine di mantenersi inchiavardati alle loro poltrone da qui all'eternità. Perché? Semplicemente perché gli italiani non sono in grado di cacciarli a scarpate in culo, come meriterebbero - e va anche detto che non farebbero altro che sostituirli con altri italiani, con gli stessi identici vizi (tanti) e virtù (nemmeno una).
Non arriveremo al 2020 a definirci ancora italiani; entro pochissimo tempo saremo una colonia di qualcun altro (e se posso scegliere, preferisco i francesi ai tedeschi: lo ribadisco), e con la piena consapevolezza di essercela cercata.

Aggiunta
E se invece raccogliessimo questa provocazione?

martedì 24 settembre 2013

Paradossi all'italiana

Si fa un gran parlare di sprechi nella pubblica amministrazione. Giusto, sacrosanto, ma quando si scava a fondo nella faccenda si finisce per scoprire un tipico paradosso in salsa nostrana, la chiara dimostrazione che qui da noi il metodo semplice, diretto ed efficace viene sempre, nel 110% dei casi (sì, anche quelli immaginari!) scartato a favore della soluzione più contorta e inefficace che si possa escogitare.
Dunque, soluzione di buon senso: hai tot soldi nel bilancio quest'anno, non li spendi perché il prossimo anno hai lo spesone megagalattico, e quindi i soldi di quest'anno si sommano a quelli che avrai in bilancio l'anno prossimo e potrai affrontare quella megaspesa. Questo non sarebbe uno spreco: questa sarebbe Efficienza con la E maiuscola.
Tsè.
Soluzione della pubblica amministrazione: hai tot soldi nel bilancio quest'anno, non li spendi? Il prossimo anno ti dicono "Bene, l'anno scorso non li hai spesi, quindi non ne hai più bisogno per gli anni a venire". Così, quest'anno sei obbligato a farti fuori il bilancio con spese del tutto inutili, ma bisogna spendere assolutamente quei soldi; l'anno prossimo dovrai tagliare tutto il tagliabile dalla megaspesa che prevedevi di affrontare e ti ritroverai con un prodotto/servizio/lavoro fatto alla cazzo di cane perché il bilancio era limitato e non hai potuto accumulare i soldi dell'anno precedente. Un anno si spreca, quello dopo non si riesce a combinare una cippa e oltre tutto ci si fa un'emerita figura da cioccolataio (senza offesa per i cioccolatai) perché si è scelta - forzatamente - la soluzione più sgualfa.
A questo punto, anche i "politici" che hanno costruito la loro campagna elettorale sugli sprechi nella PA la piantino di ciarlare su tutti i toni sugli sprechi senza proporre una soluzione costruttiva a questo paradosso. Gli stipendi faraonici di politicanti e dirigenti pubblici fanno girare i cabasisi, sì, però non cubano che per una minima (o "minimerrima") parte sulla gran massa di sprechi e inefficienze causate da questa particolare gestione dei bilanci degli enti pubblici.

venerdì 20 settembre 2013

L'Europa qui, l'Europa là

Il "governo" è impalato sulle corna di un dilemma: reintrodurre l'IMUrtaccitua o aumentare l'IVAccagare, perché se no i soldi per rientrare nei parametri fissati dall'Europa non si trovano.
E allora, dico io: un governo serio avrebbe preso il toro per le corna, prendendo l'unica decisione possibile per farci uscire da questa crisi, cioè dichiarare il default concordato (o come strapiffero lo definiscono: a volte i termini finanziari mi sgusciano via), azzerare un debito di fatto inesistente perché basato su fuffa e basta, ricominciare da capo. Fuori dall'euro? Ebbene sia. Doppia moneta come gli svizzeri, ma il cambio sull'euro lo fissiamo noi, proprio come gli svizzeri fissano il cambio col franco svizzero. E poi darci dentro a rivedere tutto il sistema fiscale italiano, in modo da non continuare a spremere limoni dei quali ormai c'è solo più la buccia, cioè noi, ma cercare di far pagare le tasse a chi non ne ha mai versato un centesimo. Tutto ciò fottendosene dei diktat dell'Europa, che altro non è che un'estensione del Quarto Reich di Angela MerkelHitler.
Ma no. Vedrete che, anziché reintrodurre l'IMU (non sia mai che i ricchi devano pagare le tasse sui loro villoni) daranno un ulteriore giro di vite all'IVA, compiendo un ulteriore giro verso l'interno della spirale di cui avevo già parlato. E tutto per via dell'Europa.

giovedì 19 settembre 2013

Il solito disco rotto

Il videomessaggio del coso: che altro? Lui è innocente, lui è un perseguitato dalla giustizia, senza il suo partituncolo - che, tra l'altro, ci ha di nuovo vietato il piacere del tifo nazionale alle competizioni sportive - si va alla catastrofe, bla bla bla.
Il problema sta nel fatto che a martellare sempre le stesse stronzate sulle teste degli italioti riesce invariabilmente a guadagnarsi voti alle prossime elezioni. Da qui alla primavera del 2014 (no, mi spiace per chi crede che si andrà avanti per cinque, o anche solo per due anni: il patatrac è inevitabile) imperverserà su tutti i canali televisivi, compresi quelli della raiset, a piagnucolare quant'è buono quant'è bello e quanto la "sinistra infame" e le "toghe rosse" lo stiano perseguitando.
Poi i miei amici mi chiedono come mai non guardo mai la televisione, se non per vedere qualche film o per usare l'apparecchio come monitor per il lettore blu-ray. Io rispondo loro con un'altra domanda: ma non vi siete sfracellati i cabasisi di vedere su ogni canale in ogni momento quella faccia al botox?

mercoledì 18 settembre 2013

Possiamo esserne orgoglioni

Hanno raddrizzato la Concordia (alla buon'ora!). I media ci hanno marciato per l'intera giornata di ieri. E tutti a strillare sull'orgoglio italiano di questa operazione.
Orgoglio? E perché mai? Una ditta specializzata ha raddrizzato una nave che adesso marcerà dritta verso la demolizione; e quindi?
Una nave che è rimasta lì per un'eternità e un quarto adesso viene finalmente tolta da in mezzo ai coglioni e trainata al suo destino finale. Orgoglio? Ma insomma! L'Italia potrà dirsi orgogliosa quando:
a) riuscirà a cacciare a scarpate in culo tutti quei politicanti da strapazzo che da decenni continuano imperterriti a rovinarla;
b) riuscirà a valorizzare i suoi beni culturali;
c) riuscirà a garantire a tutti i suoi cittadini un degno tenore di vita, sanità, servizi, cultura, trasporti e quant'altro;
d) riuscirà a tenersi le sue menti eccellenti anziché farle fuggire a gambe levate all'estero;
e) tutto ciò che ho dimenticato.
Rimettere in piedi e trainare via un rottame da mandare dritto al ferrivecchi: sì, c'è davvero di che esserne orgoglioni.

martedì 17 settembre 2013

Il voto segreto (di Pulcinella) e i grUllini

Voto segreto o non voto segreto, tanto dichiareranno (quasi) apertamente cos'hanno votato, e ovviamente si tratterà della non-decadenza del coso, che vi credevate? In ogni caso, i grUllini con le loro parole secondo cui il voto segreto è un tradimento ai danni degli italiani dimostrano:
a) di non capire una cippalippa bollita. Il regolamento del senato è chiaro: quando si vota su un individuo, lo scrutinio è segreto, e se si vuole cambiare la situazione bisogna innanzi tutto porre mano al medesimo regolamento;
b) di voler fare come al solito del puro e semplice populismo, come quella sceneggiata sul tetto, ma di non avere la minima idea su quale sia il lato migliore per iniziare a proporre qualcosa di costruttivo.
Per quanto ognuno di noi voglia sapere chi ha votato cosa, è chiaro che se un regolamento non prevede il voto palese in una certa situazione, poi non ci si può lamentare. GrUllini, piantatela lì di sbrodolare bava sul blog dell'insetto straparlante e decidetevi una buona volta a cominciare, almeno, a svolgere il lavoro (sì: LAVORO) per il quale milioni di pance hanno messo una X sul vostro simbolo. Comodo far piazzate e vomitare mucchi di blablabla sui blog, prima. Invece, adesso è il momento di darsi da fare per raddrizzare vent'anni di torti.
(Ma a chi sto parlando? Ai grUllini? Ce ne fosse uno furbo, in tutta Italia, oltre a quelli che si sono svincolati dal movimento 5 bombe sotto il culo...)

venerdì 13 settembre 2013

La famiglia Riva e il Sistema all'Italiana

Dopo il coso, anche loro. Sono quelli dell'Ilva di Taranto, quelli a cui un giudice ha confiscato beni per un miliardo. Adesso minacciano di mandare a casa 1400 lavoratori. Cioè, prima non rispettano le leggi, poi quando vengono colti in castagna minacciano ritorsioni. E poi qualcuno continua ad offendersi quando si dice "Italia paese di MERDA".

mercoledì 11 settembre 2013

Zitti zitti, quatti quatti

... mentre stanno gettando quintalate di fumo negli occhi alla popolazione con la vicenda dei guai giudiziari del coso, stanno mandando a scatafottersi la Costituzione. Sì, alla camera è passata la modifica all'art. 138, senza mezza notizia sugli organi di "informazione", senza che nessuno ne sapesse una cippa. Così, passerà anche al senato, poi ci vorrà il referendum, e gli italiani si troveranno a mettere una X sul sì senza aver capito a cosa vanno incontro.
Mi viene da vomitare.

lunedì 9 settembre 2013

Siamo davvero una società al completo sbando

... e certi comportamenti ne sono una chiara e lampante dimostrazione.
L'Accademia Italiana del Galateo ha stilato una "top 8" dei comportamenti più idioti messi in atto dalla gente in estate, visto che questa si sta concludendo. Ditemi voi se non siete incappati in almeno un esemplare per ciascun tipo!

1) Quelli che girano perennemente con le calzature sbagliate. Stivaloni in piena estate, magari pure in spiaggia - o, caso opposto, gente che gira nelle strade cittadine con le infradito da spiaggia, ben poco adatte a percorrere tragitti lunghi. Poi ho anche visto (ma per fortuna sono moooolto più rari) obbrobri ben poco adatti a qualunque circostanza, come le famose infradito con le ghette, che magari hanno qualche nome tecnico che non conosco, ma che altro non sono che volgari sandaletti infradito con la parte superiore di un paio di stivali cucita alla bella meglio ad essi.
2) Gente che si piazza gli occhialoni da sole più tamarri, quelli che coprono il 60% della faccia, e non se li tolgono nemmeno a sera inoltrata. Parli con una persona che speri di riconoscere dalla voce, sai, fa tanto figo indossare perennemente quegli occhialoni che neanche Sandra Mondaini.
3) Quelli che pubblicano a nastro fotografie di tutto quello che fanno su Faccialibro: ogni piatto che mangiano, ogni cagata che fanno, ogni momento il paesaggio della spiaggia coi loro wurstel con le loro gambe coi loro wurstel in primo piano... ebbasta!
4) Quelle che vanno alla festa in spiaggia di sera... col vestito da sera e i tacchi a spillo da 15. Già non sono in grado di portare quella tenuta a una vera festa di gala; già sembrano delle papere in lustrini che ciancicano sui trampoli. In spiaggia proprio no, eh. A una festa in spiaggia, pure di sera, ci si va col costume da bagno e le ciabattine da spiaggia, ecché. (Vale anche per gli uomini: a loro credito, però, va detto che gli ometti che vanno in spiaggia in ghingheri sono più rari, e che le scarpe da uomo magari corrono il rischio di riempirsi di sabbia ma non di spaccarti le caviglie...)
5) Quelli che vanno perennemente in giro con canottiere attillatissime per mostrare orgogliosamente la loro pelle ricoperta fino all'ultimo millimetro quadro di tatuaggi. Già fanno schifo al cazzo con questo loro vizio di rovinarsi definitivamente la pelle; in più lo devono pure esibire al mondo intero. Quando poi accoppiano a questa tenuta gli orrendi leggins da uomo superano il limite del disgusto. Scusate se vi vomito addosso.
6) Quelli che a tutti i costi devono tornare a casa neri come il carbone per dimostrare agli amici che sono stati al mare ad abbronzarsi. A parte il fatto che una sovraesposizione ai raggi solari non fa precisamente bene alla pelle, sembrare arrostiti a puntino sulla graticola non fa apparire più belli.
7) Quelli che si portano in spiaggia quintalate di giornaletti scandalistici e passano le giornate a fare spettegulesss sui VIP. Sappiate che al resto della gente di chi ha cornificato chi con chi altro non gliene scatafotte una beata fava; portatevi piuttosto un buon libro, o un Kindle zeppo di buoni libri.
8) I tecnomaniaci ossessivo-compulsivi (il che si riallaccia, in parte, al punto 3). C'hanno lo smortofono o il tavolettadicesso ultimo modello e stanno perennemente lì a messaggiare, a connettersi al web, pivariva, anche quando sono a cena o al bar con gli amici. C'hanno la macchina fotografica uscita ieri mattina e devono continuamente fotografare questo e quello, fermando la gente perché ah, non si può mica rinunciare a fotografare il partner sotto quell'arco o lì per la strada.

L'AIG si è fermata a otto categorie. Ma ce ne sarebbero ancora a gogò, a dimostrare che, veramente, se ci facessimo da parte e lasciassimo la nicchia ecologica più elevata a qualche altra specie, faremmo un favore all'Universo.

venerdì 6 settembre 2013

Tutto certificato nero su bianco

Dunque il coso è:
- uno sfruttatore della prostituzione minorile - vedasi processo Ruby;
- un evasore fiscale - come stabilito dalla sentenza contro la quale si sta accanendo per ottenere un inesistente quarto grado di giudizio;
- colluso all'ennesima potenza con la mafia - come stabilito dalle sentenze contro dell'utri (minuscole d'obbligo), il quale ha pensato bene di vuotare il sacco per ottenere uno sconto di pena; ma anche la presenza di Vittorio Mangano, "stalliere" e longa manus della mafia ad Arcore, è un chiaro segno.
Tutto nero su bianco. I sospetti sono divenuti terribili certezze. Il popolo italiota non può più far finta di non essere al corrente del fatto che per venti lunghi, eterni anni la politica del nostro paese ha unicamente ruotato intorno a un criminale fatto e rifinito. Nessuno potrà continuare a ignorare il fatto che l'Italia sia andata in merda soltanto perché il culo di un simile personaggio andava salvato ad ogni costo. Questo è un fatto che va sbattuto in faccia anche a quei milioni di persone che si ostinano a santificarlo "perché ha fatto tanto per gli anziani" (tsè, quella boiata dei 40 euro pagati dai contribuenti e che quasi tutti i destinatari non sono nemmeno riusciti a ottenere), perché "ah, sì, lui ci ha tolto l'ICI e adesso ha fatto togliere anche l'IMU" (e ci becchiamo la TASER, mai nome più appropriato per questa bastardata che per non colpire il brunetta - minuscole d'obbligo - di turno andrà a ravanare nelle tasche di chi una casa non ha mai potuto permettersela), e cazzate del genere.
E intanto il partito tafazzista che decisioni prenderà? Sacrificherà il suo ultimo barlume di vita politica per salvare ancora il culo a quel personaggio? Oppure qualcuno lì dentro finalmente ci metterà un po' di buon senso e si decideranno a scaricarlo una buona volta?
Mah. Se dovessi scommettere, punterei sulla prima opzione.

giovedì 5 settembre 2013

Quando uno si dà mazzate da solo, non si lamenti

La ormai troppo famosa legge Severino non è stata voluta dal coso? Al di là del fatto che sancisce (con grave ritardo) un principio applicato in ormai tantissimi stati, meno l'Italia, ovviamente: se hai commesso reati contro lo stato, non puoi pensare di rappresentarlo nelle massime istituzioni. Hai sgraffignato soldi frodando il fisco e poi pretendi di rimanere a gestire la "cosa pubblica" di cui lo stesso fisco fa parte? Come se il capo della polizia accoltellasse sua suocera nella vasca da bagno e pretendesse di rimanere al comando della polizia. E questa legge Severino che mette (finalmente) nero su bianco questo principio non è stata approvata coi voti del "partito" del coso? E' un caso analogo a quella famosa legge sulla prostituzione minorile che si è rivelata un boomerang. Quindi, a questo punto, la smania del coso di far cancellare la legge Severino si traduce soltanto nel desiderio di rimediare tardivamente a un grave errore di valutazione di cui il coso si è reso conto all'ultimo momento. Ma se nessuno ha sollevato dubbi di incostituzionalità al momento dell'approvazione di quella legge, come può pretendere il coso di sollevarli ora? Anche se, va detto, i membri della Consulta sono per la stragrande maggioranza a suo favore e possono salvargli le chiappe per l'ennesima volta - il che, ormai, non farebbe più notizia e non costituirebbe che l'ennesima palata di merda sulle teste degli italiani onesti.

mercoledì 4 settembre 2013

Nuovo esempio di enorme imbecillità umana

Della serie: come cazzo facciamo anche solo a pensare di essere i dominatori del mondo? Siamo talmente boccaloni che forse meritiamo di cedere il posto alle zanzare...
Cosa si sono inventate le teste ben pensanti del vaticancro: una giornata (udite udite) di digiuno per la pace nel mondo.
Insomma: evitare di mangiare fermerà la guerra in Siria o chissà quale altra guerra? O, com'è più probabile, a chi combatte - a vario titolo - da quelle parti non gliene può fregare meno se qualche milione di boccaloni il 7 settembre non mangia? Se si vuole ottenere la pace, sono necessarie azioni concrete, non mosse propagandistiche che faranno solo ridere gente che, tra l'altro, è pure di un'altra religione.
Solo che l'attuale papa è un maestro di comunicazione, e (repetita juvant) milioni di boccaloni ci sono cascati con tutte le scarpe. Milioni di boccaloni il 7 settembre non mangeranno per la pace nel mondo, e l'8 settembre finiranno per scoprire che sono cappottati per la strada per nulla, dato che al mondo il loro digiuno non scolla un pelo dal culo.
Ah, ennesima conferma di quanto sia fondato il famoso aforisma di Einstein sulla stupidità umana.

lunedì 2 settembre 2013

Sui senatori a vita testé nominati

E sulle reazioni della gente.
Il web è pieno di proteste perché sono stati nominati quei personaggi come senatori a vita.
Io però capirei in pieno le proteste se il Re Giorgio Riconfermato avesse nominato senatori a vita il coso, l'ex-ministro bonsai nonché re dei fannulloni, la pitonessa e Alf(sucal')ano. Ma non ha nominato costoro. Per una volta nella sua (troppo) lunga e (ben poco) onorata carriera, il presidente ha deciso di combinarne una giusta, nominando:
a) Claudio Abbado: celeberrimo direttore d'orchestra, musicista di gran fama, che con le sue azioni ha permesso a mezzo mondo di apprezzare la buona musica;
b) Elena Cattaneo: scienziata impegnata nella ricerca sulle cellule staminali;
c) Renzo Piano: architetto di fama mondiale (il quale, tra l'altro, guadagna con le sue opere in un giorno lo stipendio mensile di un senatore: questo tanto per fare i pedanti);
d) Carlo Rubbia: premio Nobel per la fisica (che a differenza di quello per la pace non viene conferito al primo che tira fuori abbastanza soldi da aggiudicarselo: il Nobel per la fisica viene conferito per meriti reali).
E la gente cosa fa? Protesta! L'eccellenza italiana nel mondo viene premiata, e la gente cosa fa? S'incazza! E poi ci si lamenta della classica infelice frase "paese di merda" ormai sulla bocca di tante persone. Cioè: ci siamo appena sparati da soli l'ennesimo VAFFANCULO cosmico dritto sui denti. Del resto, sulla cazzoneria che ormai ci contraddistingue a colpo d'occhio, avevo pubblicato tempo fa questo post. Situazione diversa, ma reazione identica. Insomma, va bene che siamo in crisi e ci resteremo, va bene che la "politica" in Italia sia diventata una merda, va bene che l'intero mondo stia andando a rotoli solo per compiacere le brame di potere di pochi individui; ma questa incontentabilità totale e irreversibile ha superato ogni ragionevole limite. Italiani, vedete di cominciare a notare il bello assieme al brutto e di apprezzare le poche cose che ancora funzionano bene! Cercate, almeno, di concedere un po' di fiducia a quattro persone che la meritano sul serio, e tentate di accantonare vent'anni di populismo puro; soprattutto tenete ben a mente che non sono queste quattro persone i bersagli della vostra ira e che quelli che dovrebbero esserlo davvero invece dominano incontrastati con l'appoggio della popolazione.

Troppi scioperi della fame indeboliscono inevitabilmente il cervello

Il marco pannella di una volta (ha perso il diritto alle maiuscole, mi spiace, e tra l'altro "giacinto" sarebbe il suo vero nome) non esiste più. Quello delle battaglie sull'aborto e sul divorzio... ecco, è morto e stramorto da tempo: si è ucciso il cervello a forza di fare scioperi della fame. Già, dopo quelle famose battaglie, è riuscito a svilire il significato del referendum, trasformandolo in un Che 2 Coglioni per la stragrande maggioranza degli italiani. Già, da lì in poi, si è rivelato una banderuola che gira seguendo il vento del momento. Ora, davvero, è caduto talmente in basso da finire addirittura in una dimensione alternativa.
Cioè, ditemi voi: ha fatto firmare i suoi 12 referendum al coso!
Così, il coso intanto guadagna sostegno per sfuggire ai suoi guai giudiziari, tra cui una sentenza definitiva e irrevocabile. E lo spannellato svilisce ancora di più il significato della parola "referendum". Cioè, uno o due di quei quesiti referendari potevano essere condivisibili; però, già inserirli in un "pacco formato famiglia" assieme a una decina di porcate, cercando di convincere l'elettorato che bisogna mettere 12 sì, ha barbaramente massacrato l'essenza di quel paio di quesiti veramente validi. E ora li fa firmare al coso! Cioè, un pluripregiudicato al quale della politica e del bene dell'Italia non frega una cippa diventa "testimonial" di un istituto della stessa democrazia sulla quale sta gettando merda da vent'anni! A questo punto, per questi referendum è necessario decretare una fine anticipata: farli finire nel dimenticatoio, addirittura prima che superino lo scoglio del numero di firme necessarie. E poi lo spannellato e il coso dovrebbero decidersi una buona volta a schiattare di morte naturale: sarebbe il primo passo della luuuuuuunga serie che servirà all'Italia per dimenticare un ventennio di morte morale e culturale della società.