giovedì 19 dicembre 2013

Il paese dei permessi premio ai serial killer

Permessi premio? Cella d'isolamento a vita, senza nemmeno l'ora d'aria!
Bartolomeo Gagliano, un serial killer dei peggiori, quasi paragonabile a Jack lo Squartatore, era detenuto nel carcere di Marassi, Genova. A un certo punto, ottiene un permesso premio per andare a trovare la madre a Savona, e cosa fa? Si rende uccel di bosco. Perché, qualcuno forse si aspetta che un criminale torni buono buono in carcere da un permesso premio? Tsè, credete ancora a Babbo Natale! Ma perché dargli un permesso premio?
Ah, qui viene il bello.
Il direttore del carcere (lo sputtano per nome e cognome, con le minuscole d'obbligo: salvatore mazzeo, che fa rima con babbeo) non lo sapeva. Non sapeva che Gagliano fosse un serial killer, ma guarda un po'. Non conosceva il fascicolo. Cioè, un direttore di carcere che non conosce i precedenti penali di un detenuto... Come se un medico affermasse di non aver saputo che un suo paziente soffriva di diabete dopo averlo ucciso appioppandogli farmaci che per un diabetico sono mortali. E tra l'altro non era la prima volta che quel serial killer evadeva durante un permesso premio: pure della recidiva non era al corrente il mazzeo babbeo. Così, adesso, in giro per il nord Italia vaga a piede libero uno spietato assassino che potrebbe tranquillamente allungare la lista delle sue vittime, grazie al buonismo esagerato, mischiato a una forte dose di scajolismo, di un direttore di carcere che non sa svolgere il suo lavoro. E poi ci si lamenta quando la brava gente arriva al punto di farsi giustizia da sola!

martedì 17 dicembre 2013

Tanto per ribadire il concetto

Insomma, chi sono i forconi: quattro gatti spelacchiati, supportati dai neonazisti, violenti e facinorosi, intenzionati a colpire a basso livello ma troppo codardi per alzare la mira. E questo secondo uno dei loro stessi fondatori (grazie agli amici della Valle d'Aosta per questa notizia) che ha disconosciuto i presidi locali proprio a causa della loro vicinanza con le forze neonazi.
(Qui la notizia da un sito di informazioni locali.)
Questo per tutti coloro che continuano a ritenere questo come un vero movimento rivoluzionario. Rivoluzionario dove? Questi sono quasi peggio degli ultrà allo stadio. E si sta spaccando. Nel 2014 passeranno per dei buffoni, e nel 2015 ce li saremo bell'e dimenticati.
Cioè: se davvero si vuol mettere su una rivoluzione, la si organizzi come merita. Si cerchi di convincere le fasce basse della società a partecipare in massa e si blocchi ogni attività produttiva e ogni servizio per un mese di fila. Si tenga in ostaggio l'intera Italia a oltranza. Questo è l'unico modo per colpire anche chi va colpito, e per rendere sopportabili i disagi alle fasce basse. I rivoluzionari della domenica pomeriggio, be', risparmino le energie e se ne stiano a casa loro.

giovedì 12 dicembre 2013

Il movimento dei jaguaroni


Questo tipo che arriva beatamente in Jaguar altri non è che Danilo Calvani, leader del movimento dei forconi.
Cioè: un movimento che afferma di essere costituito di morti di fame presenta un leader che arriva in Jaguar? Mica una vecchia Daewoo Matiz scassatissima: un berlinone che costa quello che un operaio guadagna in 10 anni.
E poi vogliono mettere in piedi delle "rivoluzioni" dove gli unici ad essere colpiti sono i veri poveracci? Ma se devo incazzarmi a bestia e prendermela con qualcuno, i primi a farne le spese saranno i forcjaguaroni!

martedì 10 dicembre 2013

Forconi spuntati

Ovvero: dell'inutilità delle "rivoluzioni" in salsa italiana.
Questa "rivoluzione" dei forconi (spiacente: si cuccano la minuscola) a chi giova? A nessuno. Chi ci va di mezzo è la povera gente, mica chi dovrebbe veramente andarci di mezzo.
Cioè: pianti su dei casini mostruosi, blocchi trasporti di roba essenziale, bli, blo e bla e ci vado di mezzo io, che sono un poveraccio come te? All'inizio rimango così, perplesso, a chiedermi che cazzo c'entro io, giuste o meno che siano le tue rivendicazioni; poi m'incazzo. No, non con gli alti papaveri: con te. A questo servono le guerre tra poveri: a far la felicità proprio di quegli alti papaveri, che si trovano di fronte a un divide et impera automatico, nato senza che avessero dovuto fare il minimo sforzo per istigarlo.
Insomma, le rivoluzioni o si fanno come vanno fatte, colpendo gli alti papaveri, oppure è meglio evitarle. Chiaro che in una rivoluzione anche qualche poveraccio ci va di mezzo, ma possono essere considerate perdite inevitabili. Se si causano solo le perdite, senza - per pura e semplice codardia - colpire il vero centro del potere, non è una rivoluzione: è una puttanata megagalattica, una farsa che non fa ridere.

lunedì 9 dicembre 2013

Dopo un ventennio, si prospetta almeno un quarantennio

... di merda sui denti degli italiani.
Renzi(e) ha vinto le primarie. Sì, proprio lui, il sindaco di Firenze, la versione più giovane e più scaltra di quell'altro ormai caduto preda della demenza senile. Solo che Renzi(e) è più giovane, giustappunto, e meno rincoglionito. Se mai dovesse beccarsi anche la carica di presdelcons, saranno tempi durissimi per l'Italia, perché non riusciremo più a togliercelo dalle palle. Oppure basterà la sua sola presenza a regalare di nuovo la carica di presdelcons ai suoi avversari, cioè a una manica d'incapaci (grUllini in testa alla classifica) che opereranno non uno sfascio mirato, ma uno sfacelo totale - il che per noi non cambierà una beata cippa. Coi gorghi o meno, sempre un mare di merda sarà.
Avevo sperato fino all'ultimo in una vittoria di Civati. Se mai piomberà per qualche fortuita coincidenza su questo misero blog, a lui rivolgo un messaggio: Pippo, liberati di quel partito di tafazzisti ipocriti e deciditi a formare una nuova forza politica. Non puoi tenere in vita un cadavere ancora a lungo: lascialo andare.
(Non me ne voglia Civati: ho quella pessima abitudine di dare del tu a tutti sul web.)

venerdì 6 dicembre 2013

(Dis)informazione italiota all'attacco

E' morto Nelson Mandela, alla veneranda età di 95 anni, 27 dei quali passati in carcere per aver avuto il coraggio di lottare per la libertà.
Secondo certi esempi di stUmpa nostrana, che non cito per non fare loro pubblicità gratuita, Mandela era "il padre dell'apartheid". Cioè, fatemi capire: di botto è passato dall'altra parte della barricata? Passi per la libertà di stampa, ma infamare così la memoria di un personaggio simile è una vigliaccata bella e buona. Radiare questa gentaglia dall'ordine dei giornalisti, magari? A tutto c'è un limite.

giovedì 5 dicembre 2013

Il Porcellum allo spiedo

... e l'Italia nella cacca più totale.
Considerazioni varie sulle conseguenze di tutto ciò:
- Visto che le sentenze di incostituzionalità sono retroattive, ciò vuol dire non solo che al momento attuale siamo governati da una banda di fuorilegge, ma che lo siamo dalla fine del 2005 (data di approvazione del Porcellum). Questo implica che tutte, e intendo proprio tutte, le leggi approvate da allora in poi sono incostituzionali. Tutte, nessuna esclusa. Quindi bisogna ritornare forzatamente alla situazione legale del 2005, cancellando con un colpo di spugna ben otto anni di legislazione. (Lo faranno? Tsè, 'sta cippa.)
- Oltre al governo e al parlamento, anche il presidente della repubblica (minuscole d'obbligo) era già fuorilegge nel 2008, ed è stato riconfermato da un parlamento fuorilegge; quindi, a tutti gli effetti, l'Italia al monento non ha un presidente. (Si dimetterà? Tsè: due cippe.)
- Si ritornerà a votare, udite udite, col proporzionale. Proporzionale? Sì, proporzionale! Cioè, si tornerà ai bei vecchi tempi del famigerato pentapartito, quando, gira e rigira, in qualunque modo votasse la gente, erano poi sempre loro a governare - e perché, forse che adesso la situazione è differente? In pratica, plus ça change, plus c'est la même chose.
- A chi giova questo macello? Visto e considerato che il presidente, il parlamento e il governo sono fuorilegge, ogni golpista della domenica si sentirà autorizzato a "prendere in mano la situazione", con risultati ovviamente disastrosi: dalla padella saltiamo la brace e finiamo dritti all'Inferno.
Adesso i presupposti per una vera rivoluzione (non quella dei golpisti della domenica, giustappunto) ci sarebbero tutti.
(Rivoluzione? In Italia? Fuori dai blog niente si muove, e noi blogger stiamo soltanto facendo un mucchio di chiacchiere da bar e niente più: siamo troppo pochi e nessuno ci caga di striscio.)

lunedì 2 dicembre 2013

Il terzo vaffa-day

Terzo? To', mi sembrava una riedizione del primo. Solita zuppa riscaldata, insomma.
Cioè:
Impicciamento (o come si dice quella roba lì) a Re Giorgio Riconfermato. Ma non si può impicciarlo così come se niente fosse: c'è una specifica procedura da seguire ai sensi della Costituzione.
Referendum per l'uscita dall'euro che, ma guarda un po', viene accompagnata dalla richiesta di adottare gli eurobond. Cioè, non li vogliamo e contemporaneamente li vogliamo? Mi sfugge la logica di tutto ciò.
Abolizione del fiscal compact. Giusto, sacrosanto, ma sostituito con cosa? Lì si arena il ragionamento. Abolire, abolire! Chissefrega se poi resta solo il vuoto senza alcuna idea di come andare avanti!
E tanti altri mumble mumble bla bla bla già sentiti e risentiti.
E poi - al di là delle banfate megagalattiche dell'insetto sbroccomane sulla "folla oceanica" (to', già sentita, questa) che ha preso parte a 'sta manfrina - ci si stupisce (no, io no: solo i grUllini si stupiscono) che le presenze reali ammontassero a quattro gatti spelacchiati.
Tra l'altro, sbrokkman, milionario, ha "chiesto" ai grUllini di versare l'obolo per finanziare il vaffa-day. E i grUllini hanno sborsato! Già, se no che grUllini sarebbero?
Mah.