lunedì 13 gennaio 2014

La politica serve ancora a qualcosa?

Domanda retorica, ovviamente.
L'Italia al momento attuale è governata dalla magistratura, non dalla politica. E la magistratura interviene quando ormai i cittadini non ne possono più e la sovraccaricano di denunce.
Il caso più recente riguarda le elezioni del consiglio regionale in Piemonte: elezioni illegittime per un caso di firme falsificate. Hanno forse pensato di levarsi dalle palle e rifare le elezioni, 'sti cialtroni? Macché: sono rimasti avviticchiati alle poltrone ottenute per "volontà popolare" (di 'sta cippa) finché una sentenza del TAR piemontese non ha stabilito che lì non potevano proprio stare.
Andando indietro: la legge elettorale (il famoso Porcellum) è illegittima, quindi ben tre parlamenti sono stati eletti andando contro la nostra stessa Costituzione. Ma, ancora una volta, è stata la Corte Costituzionale, cioè sempre magistratura, a stabilirlo. E i cari disonorevoli comunque rimangono lì, avviticchiati alle loro poltrone; ci vorrà forse un'altra sentenza della magistratura a schiodarli da lì.
E ancora, la truffa medica del millennio, quella boiata infame per fregare polli che è il "metodo stamina" (o "staminchia" che forse ci sta meglio): ha dovuto intervenire la magistratura a dichiararlo illegale.
Insomma, gira e rigira, da mo' la politica svolge una e una sola funzione: arrivare alle poltrone e sfruttarle per ingrassarsi a spese del volgo. A partire dai famosi casi di "tangentopoli" degli anni '90: anche lì dovette intervenire la magistratura a effettuare un po' di pulizia, molto parziale, tra l'altro, in quanto il repulisti di vecchi cialtroni lasciò abbondante campo libero ai nuovi (all'epoca) cialtroni, i quali in vent'anni sono riusciti a creare più danni di millenni di malgoverni precedenti.
A conti fatti, dunque, siamo ancora governati? Direi proprio di no.

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