martedì 15 aprile 2014

Ancora una volta, il dito nasconde la Luna

Certo il post dell'insetto sbroccomane basato su una storpiatura del famigerato "Arbeit macht frei" è tremendamente di pessimo gusto, e brutalmente offensivo nei riguardi di chi quella situazione l'ha vissuta di persona e dei loro discendenti. Ma è successo esattamente quello che l'insetto sbroccomane si aspettava: un tam tam mediatico forsennato sulla vicenda. Tutti a criticare quel post offensivo, tutti a fare copia & incula della versione storpiata della poesia di Primo Levi, tutti a sbrodolare giudizi - insomma, tutti a far pubblicità gratuita all'insetto sbroccomane. Non avete capito, tutti quanti, che il "comico" sta adottando la stessa strategia adottata con estremo successo dal caimano negli ultimi vent'anni? Non avete capito che più lo massacrate più lo fortificate? Non avete capito che la sua linea guida è "Se tanti ne parlano male, è perché sono invidiosi" e gli frutterà una marea di voti immeritati, oltre a un aumento di fatturato del suo blob? Non avete capito una beata cippa, gente. Le sbroccate del vecchio insetto sono provocazioni, e raccogliere le provocazioni vuol proprio dire abbassarsi al suo stesso livello. (Da che pulpito, direte voi! Mazzate gliene ho tirate pure io a gogò, certo; però sono rivolte a lui in generale, e non allo specifico dei singoli post che pubblica sul suo blob.) Quel che non uccide fortifica - ma io, al posto vostro, eviterei di fortificare il nemico.

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