lunedì 5 maggio 2014

Ma davvero abbiamo bisogno di tutte queste conferme?

Di cosa, mi chiederete?
Del fatto che viviamo in un paese di MERDA, ma di quella puzzolente e viscida, e ci siamo immersi fino alle orecchie; il naso è a malapena fuori, e non ci resterà a lungo.
Viviamo in un paese dove:
- Uccidere a manganellate un ragazzo è lecito e permesso, e gli assassini vengono applauditi;
- A decidere se bisogna o meno giocare una partita a seguito di un omicidio da parte di ultrà non è un giudice sportivo, ma un ultrà, e pure con una lunghissima fedina penale (il fatto che lo chiamino "Genny 'a carogna" dovrebbe essere indicativo, non so se mi spiego);
- I media e l'intero panorama politico ruotano incessantemente intorno a tre personaggi - un pluripregiudicato, uno sparacazzate a macchinetta e un "comico" che sa solo distribuire insulti a 360° senza produrre alcunché di costruttivo - ai quali, invece, ogni visibilità mediatica dovrebbe essere tolta per il bene di tutti i telespettatori rincoglioniti da vent'anni o più di questo sistema;
- (Corollario al precedente) Un condannato ottiene a forza di piagnistei la pena minore possibile e gli viene permesso di continuare imperterrito a strepitare sui media professandosi addirittura "padre della patria";
- Per ottenere visibilità per la propria lista alle elezioni europee una candidata, dopo inutili tentativi di pubblicare notizie serie senza riuscire ad attirare l'attenzione, decide consapevolmente di pubblicare una sua foto in bikini ottenendo in una botta unica tutta la visibilità che non aveva mai ottenuto in precedenza;
- Per risolvere il problema della disoccupazione si autorizza il precariato a vita, mandando a bubbane l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Eccetera.
E' anche il paese dove per uscire dalla merda continuiamo imperterriti ad aspettare l'intervento di questo o quell'altro "salvatore della patria"; ma il prossimo ci farà finire con la testa sotto. Dobbiamo essere noi a uscire dalla merda, con le nostre forze, cambiando il nostro modo di pensare, cominciando a considerarci un popolo e non sessanta milioni di popolazioni mono-individuo, perché (lo ribadisco per l'ennesima volta, con enne=googol elevato a googol) se fossimo al posto di questi personaggi che tanto critichiamo ci comporteremmo esattamente allo stesso modo: non vengono da Marte, sono italiani esattamente come noi.

2 commenti:

cristiana2011-2 ha detto...

Abbiamo già chi si è candidato a 'padre della patria'e senz'altro farà uno sforzo per salvarla.
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Tsè, come hanno già fatto i suoi predecessori. Alzati sulle punte e cerca di tenere fuori il naso!