venerdì 6 giugno 2014

La coerenza degli estremisti

In questo caso quelli del "no alimenti dall'estero".
L'altro giorno stavo parlando con una tipa fissata che tutto quello che mangia deve - e intendeva proprio deve, con tutta l'enfasi del mondo - provenire dall'Italia; e no carne dall'estero - anche solo dalla Francia - perché allevano gli animali con farine di origine animale e poi ti viene la mucca pazza o l'influenza suina o l'aviaria o il cagotto del leprotto... no frutta e verdura fuori stagione perché viene dal Cile, dal Perù, dal Camerun [...] e la coltivano con un utilizzo intensivo di pesticidi al cui confronto il DDT era un toccasana; e no questo, quello e quell'altro, cimpa & limpa. Mentre s'infervorava su tutta la serie di No, prende dalla borsa della spesa una banana, la sbuccia, e se la sbocconcella. Finita la banana, io intervengo: "Ma allora quella banana lì, che hai appena finito di mangiare, è italiana?"
Mi guarda sprezzante. "Ma che cazzate dici? Lo sanno tutti che le banane in Italia non vengono."
Io inalbero il ghigno della serie ti-sei-appena-fregata-da-sola. "Quindi tutto il tuo mucchio di ciance sul mangiare roba italiana perché quella estera è un veleno mortale va a scivolare su una buccia di banana?"
Fa per replicare, ma dalla bocca spalancata per un lungo momento non esce altro che un suono tipo motore rotto. Poi si riprende: "Eh, ma sai, c'è l'eccezione che conferma la regola."
"Il che è il più grosso ossimoro che esista. Se c'è un'eccezione la regola va riscritta, oppure va eliminata l'eccezione. Quindi, o stabilisci di mangiare tutto italiano e lasci perdere le banane, oppure mangi le banane e dai una revisionata ai tuoi, ahem, sani principi in modo da includerle."
Altro momento di motore rotto. "Sì, ma, però, insomma, le banane sono sicuramente sane."
"Sì? Sull'etichetta di quella che hai appena mangiato c'è scritto che viene dal Camerun, dove a tuo dire coltivano il cibo con un mix di diossina e scorie radioattive. Perché le banane dovrebbero essere diverse? Crescono anche loro sullo stesso terreno!"
"Eh, ma, ciumpalumpa+ravafava e la supercazzola prematurata con lo scappellamento a destra..." Non sa più su quali vetri arrampicarsi. Gira sui talloni e se ne va, borbottando come una pentola di fagioli cileni. Non si è mica soffermata a pensare che se qualcosa passa i controlli sanitari italiani - oltre alla cucina e al caffè, è una di quelle faccende in cui siamo i primi al mondo, coi secondi doppiati più di una volta - è certamente sano, anche se proviene dall'estero.
Di fronte a certi casi, mi torna sempre in mente il famoso aforisma di Einstein sulla stupidità umana. Come 'azzarola abbiamo fatto a divenire (nel bene e nel male) i dominatori del mondo se siamo così rincoglioniti? Ai postumi (della sbornia) l'ardua sentenza.

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