giovedì 19 giugno 2014

Morte della comunicazione

Dunque, mazzata numero 1: questo bello spot di TIM, uscito in autunno.


Cioè, da questa merda di spot si evince che se non sei perennemente iperconnesso, se non comunichi solo tramite mezzi tecnologici, sei un grandissimo signor nessuno. Comunicazione personale, faccia a faccia: peuh, démodé. Quando ho visto per la prima volta questo cagoide in TV sono andato vicino a prendere a scarpate il televisore.

Mazzata numero 2: un episodio di vita reale, osservato di persona in treno. Un giorno due ragazze adolescenti si siedono di fronte a me; erano tutte e due a testa china sui propri smortofoni, affette dalla "sindrome del doppio pollice turbo" mentre messaggiavano a tutto spiano. Non si sono guardate in faccia, non guardano nient'altro; già bello che siano arrivate al sedile senza scatafasciarsi in mezzo al corridoio. Non smettono mezzo istante di messaggiare; stanno utilizzando Uozzapp o qualche altra app del genere. Il treno parte, e loro due ancora lì a messaggiare; di primo acchito non faccio caso a loro, ritenendole tutte e due intente a scambiare messaggi coi fidanzati, coi compagni di scuola, con gli amici, sì che so io. A un certo punto, però, noto un dettaglio strano, inquietante: ognuna delle due scrive il suo messaggio e lo invia; il bimbominkiofono dell'altra vibra - se non altro hanno avuto il buon senso di metterlo in modalità silenziosa - e questa legge, scrive il suo messaggio, lo invia, e vibra il cazzillofono dell'altra... E lo ha notato anche la mia vicina di sedile, una pendolare come me, perché incrociamo lo sguardo con la stessa espressione allibita.
"Ma... è quello che penso io?" mi chiede.
Faccio spallucce, perplesso e impotente come lei. "Purtroppo sì. Solo i vecchi dinosauri come me e lei comunicano ancora faccia a faccia. Le nuove generazioni? Peuh. Si siedono fianco a fianco, non si scambiano nemmeno un'occhiata, e comunicano tra loro come se fossero agli antipodi terrestri ciascuna rispetto all'altra."
Le due diventano improvvisamente color porpora: hanno capito che stavamo parlando proprio di loro. Ma non desistono: continuano a scambiarsi messaggini sugli sbudellofoni. La mia vicina, con un attacco di perfidia che Crudelia de Mon, al confronto, era una santa, aggiunge: "E si perdono pure il mondo fuori dai finestrini, come quell'incidentone là sulla strada, che abbiamo appena passato."
Non possono resistere: tutte e due mollano un attimo il messaggiamento e allungano il collo per vedere fuori.
"Già svanito." commento con un gran ghigno.
Immusonite, le due mettono via i merdofoni e si chiudono in un ostinato silenzio, a testa bassa. Ma non sono certo né sorde né mute: sono due ragazze normalissime. Almeno, fino a un certo punto. Ma in quale abisso si sta precipitando il mondo?

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