lunedì 21 luglio 2014

Ancora sulla lingua ita(g)liana

Caro scrittorucolo della domenica pomeriggio sul tardi, che ti vanti di pubblicare a pagamento i tuoi libri (libri???) scritti in italiaCano e che impesti tutti i tuoi contatti sul Tomo delle Facce di Merda con continue richieste di "mi piace" ai tuoi aborti letterari;
Caro blogger della domenica in tarda serata che manco sai scrivere "un po' " e che non hai ancora capito dove vanno accenti, apostrofi e questa cazzo di H;
Caro "giornalista" da strapazzo, che oltre ad ammazzare l'informazione in Italia pure ti permetti di farlo in una lingua che ha poco a che vedere con l'italiano che si studiava a scuola;
Cari tutti quanti sedicenti scrittori a vario titolo che state brutalmente ammazzando la lingua più bella dell'Universo (non me ne vogliano gli stranieri: io da italiano ritengo e continuerò a ritenere fino alla fine dei miei giorni che la mia lingua madre sia la più bella dell'Universo):
Prima di mettere mano alla penna o alla tastiera, pensateci. E poi ripensateci, strapensateci e pensateci ulteriormente. Domandatevi: "so scrivere in italiano?" Se già su quel "so" mettereste un accento o un apostrofo, datevi uno stop.
Cominciate dalle basi (ma proprio basi-basi, eh):

(cliccare sull'immagine per ingrandirla).

Dopo aver memorizzato bene tutte queste semplici regolette, passate alla costruzione delle frasi. Mettete congiuntivi e condizionali al posto giusto, e in genere utilizzate modi e tempi verbali nel modo corretto; associate a ciascun verbo il soggetto opportuno (gli anacoluti alla "io speriamo che me la cavo" stanno bene in un contesto ben determinato, per esprimere un concetto specifico, ma dev'essere chiaro che l'anacoluto è voluto); cercate di non essere contorti, di non inventarvi termini assurdi, di risultare comprensibili; mettete la punteggiatura e le maiuscole al posto giusto per dare il giusto ritmo al tutto. Insomma, dopo aver scritto una frase, rileggetela e chiedetevi se sta in piedi, e se non siete sicuri fatela leggere a qualcun altro. Poi, non fate affidamento sui correttori automatici per rimediare ai vostri strafalcioni: imparate a non commetterli voi, gli strafalcioni. Se le vostre conoscenze della lingua italiana sono lacunose, riconoscetelo e affidatevi a insegnanti qualificati per rinverdire le vostre conoscenze. Io mi sono cagato il cazzo di leggere immense puttanate su carta o su web perché tutti quanti pensano di essere nati scrittori e con la scienza infusa. Intanto imparate a scrivere correttamente; dopo analizzeremo anche i contenuti.

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