lunedì 14 luglio 2014

Sarebbe bello essere israeliano

... per poter criticare Israele senza il rischio di passare per antisemita.
Ma sono italiano, quindi se qualcuno un po' fanatico leggerà questo post mi troverò a spazzare via dallo spam quintalate di commenti in cui mi si accusa di antisemitismo. Siccome sono abituato a tirar mazzate a chiunque mi capiti a tiro (guardate il titolo del blog), respingo fin da ora quelle accuse al mittente.
Al di là della critica ai nostri organi d'informazione che hanno bellamente dimenticato la guerra che imperversa da tempo immemorabile in zona, qualcosina su Israele va detto. Non mi sto dimenticato la shoah e altre porcate combinate dal mondo occidentale agli ebrei, sia ben chiaro; ma sembra che se ne stiano approfittando un po' troppo, sentendosi autorizzati a combinare le stesse porcate ai danni di una popolazione che, al di là di qualche razzo, è ridotta a combattere con sassi e bastoni contro un nemico armato perfino di bombe nucleari. Le stesse porcate. Gli israeliani sono i primi, in assoluto, a dimenticarsi cos'hanno subito ai tempi della shoah, salvo poi smaronare il mondo quando qualcun altro se lo dimentica. Adesso, però, lo infliggono ai palestinesi - con il supporto attivo di tutto il mondo occidentale, che difende Israele a prescindere. Non è che i palestinesi siano degli stinchi di santo, intendiamoci; ma l'atteggiamento del primo ministro israeliano, cieco di fronte a tutte le evidenze e sordo a ogni richiesta di dialogo tra le due parti, unito al supporto a prescindere di cui sopra, non fa altro che il gioco di tutte le frange estremiste palestinesi, quelle al cui confronto perfino Hamas sembra un'organizzazione caritatevole. Non può che finire male per il medio oriente, e anche per il resto del mondo (la cui opzione migliore, a questo punto, sarebbe di sbattersene e lasciarli cuocere nel loro brodo... ma tant'è). E c'è un altro dettaglio che continua a sfuggire agli israeliani e a tutti i filo-israeliani costi-quel-che-costi: stanno vivendo in un territorio preso abusivamente a prestito. Lo fecero poco più di tre millenni fa, espropriando a forza bruta la popolazione locale, radendo (per esempio) al suolo la città di Gerico che occupava quel territorio da svariati altri millenni; lo rifecero dopo la seconda guerra mondiale, cavalcando l'onda dei sentimenti contro l'antisemitismo hitleriano per farsi riassegnare il "loro" territorio a dispetto di chi l'aveva legittimamente rioccupato. E adesso stanno cercando di espandere a forza bruta, ancora una volta, il loro territorio a discapito di una popolazione che vorrebbe solo avere i suoi spazi e vivere in pace. Sarebbe meglio per tutti se la piantassero lì e accettassero di sedersi intorno a un tavolo per giungere a un compromesso coi loro millenari nemici, riconoscendoli come nazione a sé stante, abbandonando le loro manie imperialiste. La pace sarebbe un bene per tutti; anche il resto del mondo potrebbe cominciare a preoccuparsi di altro, anziché stare sempre sul chi vive a causa delle tensioni in medio oriente.

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