giovedì 18 settembre 2014

Ancora sul famigerato art. 18

Questo articolo 18 dello statuto dei lavoratori deve stare veramente sul gozzo alla nostra classe politica. Da un po' di anni a questa parte tutte le forze politiche che abbiamo, dall'estrema sinistra all'estrema destra, stanno brigando per abolirlo, ritenendolo l'ostacolo numero uno alla ripresa economica. Ovvio: se danno retta a Minkionne, secondo il quale gli operai italiani (i peggio pagati del mondo, va detto) sono un peso inutile, chiaramente ragioneranno così.
Detta in parole povere, adesso viene fuori che i neoassunti per i primi tre anni non avranno diritto alla reintegrazione in caso di licenziamento ingiusto, ma solo a una cosiddetta "indennità", ancora da quantificare ma sicuramente ridicola.
'Sta menata passerà come decreto legge, utilizzando un sistema che dovrebbe servire solo ed esclusivamente a gestire le emergenze. Anche il Bomba, come tutti i suoi predecessori da vent'anni a questa parte, va avanti a colpi di decreti legge per evitare lo scoglio dell'approvazione in parlamento. Sì, vero, tra 60 giorni il parlamento potrebbe non approvare la conversione del decreto in legge: improbabile, vista la cricca presente in quella doppia fogna, ma pur sempre possibile. Intanto, in questi 60 giorni tante aziende potranno approfittare per cacciare in mezzo a una strada tanti giovani, per poi attaccarsi al fatto che ciò è avvenuto mentre il decreto era in vigore e rendere di fatto il licenziamento inappellabile.
Insomma, quando capiranno che i veri problemi sono altri sarà davvero troppo tardi.

2 commenti:

Cristiana Moro ha detto...

Per questa politica che non ha neanche una sfumatura di sinistra, è importante accontentare i padroni.
Grazie per i tuoi commenti, sempre tanto articolati! Li gradisco molto!
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
De nada. E' solo qualcosa che mi sento di gridare al mondo, anche se non cambierà di una virgola la situazione. Adesso non c'è davvero più nessuno che riesca a schiodare il Bomba da dove si trova; purtroppo ce lo terremo fino al 2018 con la speranza che intervengano altri meccanismi a frenarlo prima che abbia demolito completamente l'Italia.