mercoledì 3 settembre 2014

Le C.a.s.e. di cartapesta

Oh, sì, qualcuno si è fatto bello con quel famigerato progetto C.a.s.e. per la ricostruzione de L'Aquila. Un balcone del secondo piano di una di quelle palazzine è crollato quasi in testa a una famiglia del primo piano; risultato: strage sfiorata e sgombero dei due piani incriminati (se ho capito bene). Guardate qui il balcone che ha quasi causato una tragedia:


Non sono un ingegnere edile, ma direi che così, ad occhio, non è questo il modo di costruire balconi. E se questo è solo un balcone, figuriamoci come dev'essere la struttura di questa "abitazione" che si è appena guadagnata le virgolette. Al prossimo terremotino-ino-ino, basta un grado 1 della scala Richter, tutte queste C.a.s.e. costruite con materiali di scarto e senza un minimo criterio andranno giù come castelli di carte, uccidendo quelle cinquemila persone che vi hanno trovato rifugio. A questo punto, andrebbe bene sbattere in galera questi impresari bastardi e privi di scrupoli che speculano così su vite non loro (ma non succederà mai: siamo pur sempre in Italia), però, se dobbiamo dare la caccia al vero responsabile, possiamo puntare senza esitazione il dito contro un solo personaggio, un certo caimano al quale va sommata l'accusa di negligenza criminale e tentata strage colpvolontaria a tutto ciò di cui si è già reso colpevole fin da quando era niente più che un semplice industriale.

Nessun commento: