giovedì 2 ottobre 2014

Ancora sull'uccisione dell'intelligenza umana

Sì, quella perpetrata da ditte come quella famosa azienda, quella che vende il famoso cagofono per il quale la gente addirittura arriva a corcarsi di legnate durante la coda che parte già dal giorno prima. Un incontro con un cervello mono-neurone (in coma farmacologico) l'ho avuto proprio stamattina. Siamo ai soliti discorsi col tizio in questione, che chiamerò P come Pirla: e 'sto cazzo di stipendio che non aumenta, e 'ste cazzo di bollette tutti i bimestri più care, e 'sti cazzo di prezzi al consumo che continuano a lievitare, cimpa, limpa, rava & fava. Gli faccio un po' di conti in tasca e scopro che, ovviamente, non sta affatto meglio di me: notizia scontata. Prende uno stipendietto da dipendente pubblico, bloccato da tempo immemorabile e fino alla fine dell'Universo (grazie Bomba), sua moglie ha un lavoricchio da precaria a vita (grazie Bomba) iper-stra-sottopagata col quale riescono a pagare UNA bolletta, suo figlio deve andare a vendere il Qlo per pagarsi l'ipertartassamento delle tasse universitarie (grazie Bomba), vivono in affitto in un tugurio perché almeno non costa loro troppo (relativamente parlando) e, in soldoni, fanno parte di quella schiera di appartenenti al vecchio ceto medio, cioè quei cinquanta milioni di barboni che (grazie Bomba e predecessori) attualmente vivono in Italia. Comincio quasi a provare solidarietà per lui, quando gli squilla il telefono.
Lo tira fuori.
E' lui, è lui! Il puttanofono della famosa azienda! Ed è quello di formato grosso, non "polliciabile"!
Lascio che finisca la telefonata, e lo guardo.
P come Pirla si rende conto che lo sto guardando fisso; allora sposto significativamente lo sguardo sul vaccofono, che ancora stringe in mano.
Arrossisce e mi fa un sorrisetto imbarazzato. La mia solidarietà, però, si è sciolta come un fiocco di neve sotto il sole d'agosto (un agosto medio, dico, non quello di quest'anno).
"Quindi quell'affare lì te lo sei fatto regalare? O lo stai pagando con un comodo finanziamento da qui ai prossimi ventisette anni?" gli chiedo.
"Eh, ma no, l'ho pagato tutto..." inizia, inceppandosi.
"Cioè, hai cacciato quasi un intero stipendio per comprarti quell'arnese? E magari eri pure tra quelli che si sono accampati di fronte al negozio già dalla settimana precedente?"
Arrossisce ancora di più e non risponde.
"Quindi tutto questo tuo piangere miseria per farti compatire era tutta una montatura, giusto? In realtà i soldi ce li hai e fai il poverello per ottenere vantaggi che non ti spettano."
"No, ma non è vero! Ho dovuto fare tanti sacrifici per comprarmi questo..."
Il mio sogghigno a tutti denti gli dev'essere sembrato abbastanza sinistro da bloccare la sua stizzita protesta. Io infierisco: "Cioè, fammi capire: o sei un finto povero, o sei completamente andato. Hai fatto sacrifici per comprarti un aggeggio inutile solo perché fa figo averlo, hai costretto te e tua moglie a mangiare pane e cipolle, anzi anche senza pane, anzi anche senza cipolle per i prossimi sei mesi e tuo figlio ad andare a prostituirsi per pagarsi le spese? Oppure mi stai bellamente prendendo per il Qlo? Cioè, prima di comprarti lo sbrodolofono da tamarro ci hai pensato, a tutte le spese che dici di dover sostenere, oppure te ne sei abbondantemente sbattuto i coglioni? Io non mi posso permettere il merdacciofono, quindi non me lo compro, non so se mi spiego. Pussa via, tu e tutti i tuoi piagnistei su quanto sei povero! I veri poveri sono altri."
Se n'è andato via a orecchie basse. Ma la gente ci è o ci fa? Quando parte il prossimo volo per Marte? Ho tanta nostalgia della mia casetta là su quel pianeta...

2 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Desidero comunicarti che HO DOVUTO trasferirmi.
Sarebbe un dono gradito se continuassi a seguirmi.
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Grazie, e ovviamente continuerò a seguirti.