giovedì 30 ottobre 2014

Il giosbàt(*) dritto sulla testa

Il fatto: ieri i cinquecento operai di un'acciaieria di Terni hanno manifestato perché il loro posto di lavoro è saltato. Sono stati brutalmente caricati dalla polizia e presi a manganellate mirate in testa, sì, già, s'erano presentati a testa nuda ed è proprio lì che miravano i manganelli.
Cioè, poi qualcuno insiste ancora a dire che non siamo sotto regime fascista! Questi erano operai con famiglie da mantenere, non dei facinorosi esagitati magari istigati da qualcuno. Avevano messo in piedi una manifestazione pacifica; nessuno di loro era armato, anche solo di un semplice bastone. Così, puff, a prescindere, la polizia ha stabilito che quelli fossero dei pericolosi rivoluzionari da massacrare di botte.
Poi ci si chiede perché la gente qui da noi è molto, ma molto restia a rispettare le leggi. Non che io giustifichi l'illegalità, sia chiaro; ma paghi le tasse - salatissime, le più alte del mondo - e queste servono a finanziare un sistema dittatoriale di questo genere? Rispetti la legge e ti prendi manganellate dritto sul cranio? "Politici" e forze dell'ordine sono fortunati a vivere in un paese di codardi qualunquisti che non riusciranno mai a mettere in piedi una rivoluzione! Da altre parti del mondo sarebbe già successo un patatrac indescrivibile.

(*) Ribadisco: fotte un cazzo di come si scrive e si pronuncia; in ogni caso, per i lavoratori questo è il manganello più doloroso, e non mira precisamente alla testa.

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