mercoledì 15 ottobre 2014

Il signor Vaffa e l'alluvione a Genova

L'insetto straparlante avrebbe potuto combinarne una buona nella sua vita. Saputo dell'alluvione nella sua città, avrebbe potuto semplicemente presentarsi con stivaloni, tuta e una pala e dare una mano ai suoi concittadini, senza troppi strepiti. Chiaro che da parte sua sarebbe stata pura e semplice propaganda - ma sarebbe stata una campagna propagandistica azzeccata, per dire ai genovesi "Guardate, sono uno di voi, ho a cuore la mia città".
E invece no. Se n'è rimasto comodamente a Roma a sparare puttanate una dietro l'altra; quando si è degnato di far vedere il suo brutto muso a Genova, si è fatto accompagnare da tre gorilla, uno dei quali già noto alle forze dell'ordine per essere un ultrà dei più violenti e oltre tutto già condannato alla galera per lesioni e altre imputazioni poco simpatiche, e non ha fatto altro che insultare tutti quanti. Giustamente l'hanno contestato.
Caro ortottero sparaminchiate, renditi conto che la politica del vaffa ormai sta mostrando la corda. Presentarti coi gorilloni nella tua città alluvionata e scagliare anatemi contro questo e quello non ti renderà ben visto - anzi! Ti contestano? Fanno bene! Piglia, incarta e porta a casa! Soprattutto a casa tua, tra l'altro.

2 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Non vede la trave nel suo occhio, come si suol dire.
Fa parte di quel genere di persone che vivono esclusivamente nel proprio mondo e per il proprio tornaconto e non se ne rendono conto
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Logicamente; ma poi non si lamenti se gli applicano alla lettera il detto "Nessuno è profeta in patria".