lunedì 31 marzo 2014

Torrenti e paludi - tutto senz'acqua

A parte il fatto che paragonarsi a un torrente non è decisamente una buona idea: ero ospite dai miei amici in Valle d'Aosta nel 2000 quando un torrente in piena quasi si portò via un intero paese, i cui edifici rimasero in piedi per un puro e semplice miracolo. Sia come sia.
Il torrente Rottamètor (o Il Bomba):
- quello che definisce Rodotà e Zagrebelsky "professoroni o presunti tali";
- quello che accusa chiunque lo critichi di essere un rosicone;
- quello che - così, tanto per fregare gli sciocchi - tira fuori una sbrodolata di termini stranieri usati alla dog's dick (!!!!!) per non far capire che si tratta soltanto di onde sonore sprecate;
- quello che spara una media di 87 promesse mirabolanti a settimana;
- quello che ha talmente rincretinito crucchi e merrrrrrrrrricani a suon di parlantina da riuscire (secondo i media) a "impressionarli";
- quello che ha messo in piedi una martellante campagna mediatica per dimostrare al mondo intero che lui (aridaje) è il "salvatore della patria" (forte senso di déjà vu qui);
- quello che in nome del "rinnovamento" ha praticamente riconfermato ministri, viceministri e sottosegretari del governicchio del signor Palle d'Acciaio, spostando qualche pedina qua e là nel misero tentativo di far credere davvero a un cambiamento;
ecco, proprio quel torrente. A giudicare da questo conto alla rovescia, sembrerebbe che non sia un torrente in piena, ma un torrente nel periodo in cui rimane senza acqua, o al massimo con un rigagnolo che scorre sul fondo, tra le pietre. Una cascatella qua e là produce un rumore assordante... ma acqua per irrigare i campi non ne arriva. Poi non si lamenti, il torrente Rottamètor, se qualcuno a monte chiude definitivamente la paratia e devia il rigagnolo da qualche altra parte.

lunedì 24 marzo 2014

Te lo pago io il biglietto

... di sola andata, ovviamente.
Mauro Moretti, AD del gruppo ferrovie dello stato, ha dichiarato che se gli tagliano il suo misero stipendio di soli 850.000 euro all'anno se ne va.
Ma prego. Prendi un treno e sparisci dalla vista.
Adesso mi dicono che se un manager si dimostra capace va pure pagato. Giusto e sacrosanto: se si dimostra capace. Il (dis)servizio ferroviario è un disastro: treni perennemente in ritardo quando non vengono soppressi, zozzi, mal tenuti, costantemente sottodimensionati e coi passeggeri ammassati come sardine in scatola, linee che stanno per venire abolite perché "non rendono", tagli e stratagli al personale (con quel poco che resta costretto a turni aggiuntivi e a percepire in 5 giorni quel che Moretti prende in meno di un'ora), stazioni che cadono a pezzi, sistemi che gira e rigira s'inchiodano costringendo i treni a lunghe soste - e Moretti tutti gli anni prende di che comprarsi una villa di stralusso? Questa è la capacità che dimostra? Dovrebbe essere lui a pagare 850.000 euro all'anno allo stato, per danni. Ma se vuole andarsene, ebbene, la strada gliela spianiamo noi.

martedì 18 marzo 2014

Tutto 'sto casino per il referendum in Crimea

... ma i crimeani sono per la stragrande maggioranza russi. Non hanno mai digerito il fatto di essere stati annessi a forza bruta all'Ucraina, e se adesso decidono che vogliono tornare sotto la Grande Madre Russia perché qui in Europa ci si scalda tanto? E' un loro diritto, almeno credo.
No? E vabbe'.
Quanto alle azioni dello zar Putin: anche qui si vorrebbe cambiare un popolo che ha determinati tratti e che non accetta intromissioni da parte del resto del mondo. Gorbaciov era la mosca bianca e l'hanno bellamente silurato; ma i russi erano un popolo duro e intransigente all'epoca degli zar, hanno continuato ad esserlo durante il periodo dei soviet, e continuano ad esserlo ancora adesso. Rompe i coglioni, certo, il loro concetto di rispetto dei diritti umani, al pari del loro imperialismo ("Primavera di Praga" ricorda qualcosa?), ma se qualcuno pensa di cambiare i russi, individualmente o come popolo, sappia che andrà incontro a grosse delusioni: i russi sono, definitivamente, inequivocabilmente, russi.

lunedì 17 marzo 2014

Don cazzi e il caimano

Il senso dello sproloquio di don cazzi è il seguente: mai perdono per chi ha condannato il caimano.
Questa la coerenza della ckqhiesa. Poi si chiedono perché continuano a perdere fedeli. Se continuano così, gli unici fedeli che resteranno loro saranno i potenti e i loro leccaculo. Sei un poveraccio e commetti un peccatuccio veniale? Anatemi, scomuniche, inferno garantito per omnia saecula saeculorum; ancora un po' e ti bruciano al rogo. Sei un potente che si è arricchito a spese della popolazione, ladro e truffatore, due volte divorziato e già colto con le mani nel sacco e il pisello nei genitali di ragazzine nemmeno maggiorenni? Anatemi, scomuniche, inferno garantito e rogo ai giudici che giustamente ti condannano! Io ci manderei dritto filato don cazzi, al rogo.

mercoledì 12 marzo 2014

Spudorati o alieni?

Dunque, cosa facciamo pagare ai contribuenti: le MAZZAncolle...

... oppure la MAZZA in culo?
(M'è venuta troooooppo naturale...)
Spese pazze dei politici venute alla luce dalle indagini della Guardia di Finanza:
- Cene a base di mazzancolle (quelle mazzancolle che il ristoratore acquista surgelate a 5 euro al chilo e poi ti fa pagare la cena 300 euro; ma questo è tutto un altro paio di mutmaniche);
- Gioielli per la propria ragazza (comodo fare i romantici coi portafogli altrui, eh?);
- Mutande verdi;
- Vibratori. Vibrache? Sì, sì, vibratori. Proprio la spesa migliore da far finire su un giustificativo di spese di partito!
- Oltre a tutte le altre varie ed eventuali, ovviamente.
Cioè, una considerazione. Oltre al fatto che non nutrono il benché minimo rispetto per il denaro dei contribuenti: ma mancano così completamente di senso del pudore? Oppure sono talmente alieni da ritenersi del tutto intoccabili perfino dalle leggi di quei poveri terragnoli (leggi che loro stessi hanno, gira e rigira, emanato, tra l'altro)? O talmente alienATi da non rendersi nemmeno conto di quello che stanno mettendo in conto spese?
Sia come sia, personaggi del genere (repetita juvant? Tsè, 'sta cippa.) sono del tutto indegni di rappresentare il popolo che li ha eletti - o forse fin troppo degni? Non è che siano andati su coi loro voti e basta.

martedì 11 marzo 2014

Le quote cosa?

Adesso, al di là della bocciatura di questa legge in porcamento; al di là anche del perché e percome sia necessario introdurre una legge di questo genere; ditemi voi: ma tutto 'sto putiferio sulle "quote rosa" ha un senso?
Esprimo meglio il mio pensiero. E' giusto obbligare una qualsivoglia formazione politica a non scendere sotto il 40% con la rappresentanza di ciascun sesso? E' corretto obbligare - per fare un esempio pratico - le donne che militano nel partito a candidarsi a cariche di cui magari non gliene può fregare meno? (N. B.: Ho incentrato questo esempio sulle donne perché, almeno qui da noi, la rappresentanza maschile non è assolutamente un problema.)
Specifichiamo: il signor Leader Politico, con una legge sulle quote rosa e magari troppo poche donne intenzionate a candidarsi, si troverebbe di fronte a tre scelte:
a) Costringere tutte le donne in qualche modo legate al partito, quindi, oltre alle militanti, anche mogli, figlie, sorelle, zie, cugine, amiche, conoscenti dei militanti maschi, con minacce o lusinghe a presentarsi come candidate a cariche che occuperanno a muso lungo (con ovvie ripercussioni sull'efficienza);
b) Raccogliere tutte le mignotte o le oche calzate e vestite (badate bene, una condizione non esclude l'altra) e candidarle per una posizione che nel loro caso sarebbe una semplice sinecura - non vi ricorda qualcosa questa soluzione? E' già stata ampiamente adottata!
c) Rinunciare a partecipare alle elezioni.
Cioè, a questo punto: perché non prevedere uguale rappresentanza tra chi ha i capelli neri, castani, biondi, rossi, grigi, bianchi o assenti? Perché non costringere i partiti a candidare una pari quantità di obesi e di magri? Perché non imporre parità tra gente a cui piacciono i broccoli e gente che li odia? Insomma, la parità di genere nelle candidature a cariche istituzionali dovrebbe avvenire naturalmente, non essere imposta, perché altrimenti qualsiasi forza politica si ritroverebbe nelle situazioni di cui sopra, e indovinate chi riuscirebbe ad approfittarne? Proprio quello che la soluzione b) l'ha già applicata a man bassa.
(Tralasciamo il fatto che un sistema del genere, con il Bombellum(*) pronto all'approvazione, si rivelerebbe mille volte più deleterio.)

(*) il Porcellum del Bomba

giovedì 6 marzo 2014

Stanno addestrando i nuovi balilla

Questa roba è stata consegnata alla scuola elementare "Salvatore Raiti" di Siracusa. Maestre e alunni hanno dovuto mettere in piedi 'sta buffonata:


Così facevano anche ai tempi del fascismo, per addestrare i balilla. Qualcuno mi venga a dire, adesso, che il Bomba non è mooooolto più a destra di quanto abbia mai osato spingersi perfino il caimano!

Aggiornamento
Hanno pure pubblicato il video di questa leccaculaggine mostruosa della scuola!


Disgustoso, davvero. Per fortuna ai tempi del fascismo non esisteva TuTubo!