giovedì 19 febbraio 2015

Il cuore nero dei secondini

Ce l'hanno sempre avuto - o non farebbero quel lavoro. Ma il tecnoglionimento(*) generale ha negativamente influenzato anche questa gente dal cuore di cemento armato. Una volta, almeno, avevano il buon senso di non far uscire certe sparate dai confini del carcere; ah, ma adesso c'è il Tomo delle Facce di Merda, eh già. E sul TdFdM, dopo l'ennesimo suicidio in carcere, è tutto un fioccare di frasi tipo "Uno di meno", "Ottimo speriamo abbia sofferto", "Consiglio di mettere a disposizione più corda e sapone" e altre amenità su questa falsariga.
Cioè: un conto è svolgere un lavoro di merda e dover essere più criminale di quelli che sono dall'altro lato delle sbarre per evitare di uscirne pazzo; non è troppo giustificabile - in fin dei conti, parecchi carcerati meritano ancora la definizione di esseri umani - ma è comprensibile. Un altro conto è sbandierare ai quattro venti telematici certe idee che dovrebbero rimanere confinate nel loro ambiente ristretto e mai arrivare alle orecchie del grande pubblico. Poi, cari secondini, non stupitevi se per il grande pubblico divenite improvvisamente gente a cui andrebbero forniti corda e sapone uniti a un boia che li usi su di voi.

(*) © Zio Scriba

4 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Che faccio nella vita?
O il secondino o il delinquente!
(E non solo i secondini)

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Preferibilmente né l'uno né l'altro, no? Anche se ormai l'Italia è un paese per delinquenti. E per tecnoglioniti, a quanto pare.

valerio ha detto...

Spero non siano tutti così !!!!

Dumdumderum ha detto...

@Valerio
Certo che no. Ci sono anche quelli più umani, quelli che sventano i suicidi per fare un esempio; ma non passano il tempo a pubblicare stronzate sul Tomo delle Facce di Merda. Quelli che invece lo fanno sono coloro che gettano fango su tutta la categoria; sono i loro colleghi, a questo punto, a dover prendere le distanze da loro.