venerdì 13 febbraio 2015

La libertà (?????) di stampa in Italia

Da un anno all'altro, secondo Reporters Sans Frontières, l'Italia è piombata dal 49° posto (già brutto) al 73° (cioè: peggio di noi pochi!). Questo sì che è un ottimo esempio di "made in Italy", davvero qualcosa di cui essere orgogliosi. Qui la libertà di stampa è stata colpita da ben 2 aspetti del famigerato Sistema all'Italiana:
a) Intimidazioni di stampo mafioso: auto incendiate, minacce, tutta questa zuppa di stronzaggine nostrana (e non solo; ma abbiamo portato la questione mafia alle estreme conseguenze, qui da noi);
b) Quella brutta malattia che è la denuncite: querele per diffamazione a gogò, "richieste" con tanto di ingiunzione legale per rimuovere contenuti "scomodi", censure, tutto il calderone; chi sono i più malati di denuncite in Italia? I "politici". Chi tra i "politici" sono i campioni assoluti, quelli malati in forma grave, cronica, incurabile di denuncite? I grUllini, che con le loro azioni non solo non svegliano (o per meglio dire, SVEGLIAAAAAAAAno) le coscienze della gente, ma addormentano la giustizia italiana. Nei confronti della stampa, la denuncite assume caratteri di mafiosità tanto quanto l'incendiare l'auto di qualcuno.
A questo punto, mi chiedo come sia possibile anche solo pensare di fare giornalismo serio qui da noi. Pubblichi un articolo veritiero e imparziale? Scegli tra l'auto incendiata e la querela per diffamazione, o beccati quella delle due che arriverà per prima, perché tanto, inesorabile come il moto planetario, una delle due arriverà di sicuro.

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