mercoledì 3 giugno 2015

Ancora una volta vince il partito degli ignavi

E ancora una volta il loro non voto non fa che consegnare parecchie amministrazioni regionali sempre nelle solite mani - a parte un paio di casi dove, comunque, sono finite nelle mani più sbagliate possibile. Adesso non voglio esaminare regione per regione e partito per partito i risultati elettorali; quelli sono, si trovano su rete e sono consultabili da chiunque. Ma metà degli elettori italiani coinvolti in questa tornata elettorale non è andata a votare a queste regionali. Metà. Chiunque sia andato su in queste regioni, gongola e si permetterà di fare il bello e il brutto tempo come vuole con una quantità davvero irrisoria di voti. E ancora una volta ogni appello alla popolazione ad andare a esercitare un proprio diritto fondamentale è caduta nel vuoto. Capisco che ormai della politica non freghi più niente a una buona fetta di popolazione, ma ancora una volta nessuno ha capito che il partito degli ignavi non ha alcuna rappresentanza in Italia. Nessuna, zero, nada, nisba. Metà popolazione ha sbolognato ogni responsabilità all'altra metà, e quell'altra metà ha votato come al solito in maniera irresponsabile e confusionaria - tanti hanno votato per convenienza personale, o per abitudine, o per "ragionamento ventrale" cascando nelle solite promesse vuote, o completamente alla mentula canis, comunque non in modo ragionato. Questa non è democrazia come la intendiamo noi: forse è democrazia come la intendevano i greci antichi, per i quali esisteva il diritto di voto solo per una limitatissima fascia di popolazione, cioè i nobili di sesso maschile. Ma, vabbe', ancora la mia astronave per Marte non è pronta, quindi mi toccherà continuare ad assistere all'elezione con pochissimi voti di elementi che io personalmente avrei cacciato a scarpate in culo.
(No, prima che me lo chiediate: io non dovevo votare domenica.)

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