giovedì 18 giugno 2015

Lavoratori? No, schiavi

Post modificato dopo la prima pubblicazione, a seguito di una segnalazione verbale.
(No, normalmente non segnalo che ho effettuato correzioni sui miei post. Di solito li correggo e basta; ma si tratta di banali Orrori di stUmpa. In questo caso, ho letto di fretta un documento e ho cannato a parlare di uno specifico dettaglio. Questa precisazione nasce perché probabilmente qualche cagacazzo di quelli perennemente appiccicati alla cache di Google si sentirà in dovere di rompermi le palle - va bene farlo con certi personaggi appartenenti alla categoria Very Idiot Pirla che sparano puttanate per poi cancellarle, ma io non sono uno di questi VIP e ho solo sbagliato per troppa fretta.)

Col giosbàt il gran coglione che abbiamo a capo del "governo" se n'è inventata un'altra: ha legalizzato il tecnocontrollo sui lavoratori. Se i sindacati sono d'accordo (e lo saranno: è da mo', ormai, che si limitano a slurpare il Qlo ai potenti) ti possono spiare tramite apparati di videosorveglianza; i dispositivi che usi sul lavoro, ecco, invece quelli possono essere spiati tout court. Non siamo più lavoratori: siamo macchinette che devono essere sorvegliate da dirigenti appollaiati come avvoltoi in attesa del minimo passo falso per cacciarci via "per giusta causa".
Puah.
Ma questo non basterà a scatenare una rivoluzione, qui in Italia. Ormai sono vent'anni che questi "politici" ci appioppano di tutto di più e noi ci limitiamo a bofonchiare senza mettere in atto nessuna azione per rivendicare i nostri diritti. Adesso ogni lavoratore sarà costretto a evitare tutti i percorsi videosorvegliati (se può) e a rendere il più possibile non controllabili i dispositivi che usa per lavoro per paura che il dirigente con le palle in giostra possa stabilire che li ha usati in maniera "impropria". E, ancora una volta, ogni appello alla gente perché si decida a reagire a questo stato di cose è destinato a cadere nel vuoto.

N. B.: (No, questa non è una correzione: è un'aggiunta dell'ultimo minuto) Ma il fantasmagorico "garante della pràivasi" (italianizzazione voluta) che spacca le palle in quattro parti disuguali su 'sta menata dei cookie (ma vaffancookie, va') non avrebbe qualcosina da dire su questa nuova forma di collare per schiavi?

4 commenti:

cristiana2011 ha detto...

E' ancora da vedere, non posso credere che i lavoratori acconsentano ad avere dei KAPO.
Inoltre, puta caso che un kapo si diverta ad un taglia e cuci, sai i ricatti?
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
L'Italia è governata da Minkionne e Minkionne è ben deciso a marciare a grandi passi verso la strada dei kapo. I lavoratori? Puah. Nessuno, ma proprio nessuno, qui da noi si ribellerà, al di là delle solite chiacchiere da bar che non portano a niente.

@enio ha detto...

il mondo è fatto a scale c'è chi scende e c'è chi sale, c'è chi è senza lavoro e lo cerca anche prostituendosi e chi ce l'ha e cerca di conservarselo.Il controllo tramite apparecchiature elettroniche fornite dall'azienda è il male minore... quanti dipendenti si collegano con facebocchino anche durante le ore di lavoro ?

Dumdumderum ha detto...

@@enio
Il problema non è quanti si collegano al Tomo delle Facce di Merda durante l'orario di lavoro; aziende serie fanno semplicemente in modo di bloccare l'accesso alle socialmerde, e quelle meno serie, be', si tengano i dipendenti perennemente collegati alle citate socialmerde. Il problema è che dal tecnocontrollo in azienda allo spiare la vita privata dei cittadini - fuori dai posti di lavoro - è breve. Tra un po' saremo tutti obbligati a tornare allo stile di vita del 1800 solo per evitare di trovarci il "grande fratello" perennemente appollaiato sulla spalla a verificare quante volte andiamo a pisciare a casa nostra. Già così com'è la tecnologia permette di sapere troppe cose sulla vita privata dei cittadini; vogliamo proprio farci trasformare in batterie viventi come nei film Matrix? Io no di certo.