martedì 21 luglio 2015

Come fare per abbassare le tasse

Alcuni amici hanno visto il post precedente e me l'hanno commentato verbalmente; il succo del loro discorso è "Ma allora parli tanto sulla pressione fiscale insostenibile e poi ti riveli contrario alla riduzione delle tasse". Falso. Le tasse andrebbero abbassate, e di brutto, visto che paghiamo circa il doppio dei secondi in classifica in europa (sì, sempre quest'europa con la minuscola d'obbligo), che, se non mi sbaglio, sono i francesi. (Dati da verificare, ovviamente...) Ma è l'intero sistema che va rivisto prima di abbassare le tasse, altrimenti si creano buchi enormi che andranno a discapito di qualcos'altro di essenziale - e non possiamo più permetterci di tagliare su sanità, stipendi, pensioni, istruzione e cultura, trasporti e quant'altro dovrebbe rendere la vita vivibile. La gente sta già vivendo di merda grazie a questa politica di taglia di qua e tartassa di là; non si può ulteriormente spingere sui tagli lineari. Quindi:
1) Bisogna uscire dall'euro. Ma uscire uscire, senza se e senza ma, come avrebbe voluto fare la Grecia; bisogna sbattere in faccia alla Kaiserin crucca che non abbiamo nessuna paura di lei e che può farci bu' finché vuole, tanto non cederemo come ha fatto quel cacasotto di Tsipras - già, però prima bisogna trovare qualcuno che le abbia, le palle, per sputare in un occhio alla Kaiserin.
2) Bisogna attuare una strenua lotta all'evasione fiscale, far pagare con interessi da usuraio a riccastri e borghesi arricchiti tutto quello che non hanno mai pagato di tasse in vita loro, fare in modo che non dichiarino di essere nullatenenti quando girano col SUV demmerda da centomila euro, hanno il villone con piscina e pure la barca da venticinque metri parcheggiata a Monte Carlo; bisogna raddrizzare la stortura secondo cui tanti liberi professionisti - avvocati, dentisti, idraulici... - riescono a dichiarare al fisco meno di quello che deve dichiarare il più infimo dei loro dipendenti.
2-bis) (corollario al 2) Bisogna educare la gente al rispetto delle leggi, incluse, ma non solo, quelle riguardanti il fisco. Bisogna far capire all'italiota medio che: a) se lascia la macchina in quarta fila si becca la multa, la paga e tace; b) se il libero professionista di turno per un lavoro dice "Senza fattura fa X, con fattura fa 3X+25%" occorre mandarlo a stendere senza indugi e rivolgersi a qualcuno che fa fattura senza nemmeno porre la questione; c) se il/la figlio/a a scuola si piglia un votaccio l'asino/a (senza offesa per gli asini) è lui/lei, non i professori che "non lo/a capiscono"; d) se viene la tentazione di appoggiarsi al politicante di turno per accelerare una pratica, meglio fermarsi a pensare quante pratiche altrui verranno retrocesse perché quella gente non ha i santi in paradiso; e) qualunque altro comportamento volto a guadagnare vantaggi illeciti a spese del prossimo non incluso nel precedente elenco (se no dovrei scrivere un'enciclopedia, non un post).
2-ter) Ovviamente, bisogna anche far rispettare le leggi; le forze dell'ordine devono beccare chi le infrange senza stressare l'anima a chi non le infrange, e, soprattutto, la magistratura deve condannare i colpevoli e lasciare liberi gli innocenti, dimenticandosi quel garantismo degli ultimi tempi che sta lasciando liberi il 100% dei criminali che arrivano al processo.
3) Bisogna svincolare completamente economia e finanza dai vecchi paradigmi capitalistici. Intanto, bisogna nazionalizzare tutte le banche, anche qui senza discussioni: s'ha da fare, e basta. Poi, occorre slegare l'unità di valuta da valori puramente arbitrari e associarla a un valore unico e ben definito. Ritorno qui a parlare dei sol inventati dal celebre scrittore di fantascienza Jack Vance: un sol (o qualunque altro nome si voglia appioppargli) corrisponderebbe a un'ora di lavoro non specializzato; così, ogni bene pagato in sol manterrebbe un valore costante proprio come la moneta stessa, e inflazione e speculazione diverrebbero non solo concetti obsoleti, ma addirittura crimini contro l'umanità, perché ogni aumento di prezzi sarebbe ingiustificato. Sarebbe perfino molto più facile stilare quei bilanci preventivi tanto cari alla pubblica amministrazione, in tal modo; in ogni caso, sarebbe facile garantire un tenore di vita degno anche ai lavoratori non specializzati, che guadagnerebbero solo un sol all'ora.
4) Qui bisogna cominciare a ridurre il carico fiscale, soprattutto per le fasce basse, e renderlo un po' più gravoso per quelle alte - sei ricco sfondato? Paghi più tasse, in proporzione; tanto rimarrai comunque ricco sfondato. Sì, lo so: questo implicherà una fuga di riccastri all'estero; ma prima di avere il visto sul passaporto devono saldare tutti i debiti che hanno in sospeso con lo stato.
5) Le spese che vanno tagliate sono quelle non indispensabili. Le famigerate tinozze volanti, cioè gli F35? Via. Tutte le spese per l'iperburocratizzazione selvaggia? Via. Doppi stipendi, tripli vitalizi, indennità varie dei politicanti da strapazzo? Via. Spese per grandi opere faraoniche che nessuno ha chiesto? Via. Portaborse e consulenti vari della pubblica amministrazione? Via. Enti totalmente inutili (ISTAT, garante della pràivasi e altri garanti di questo e di quello che non garantiscono una cippa, SIAE, comitati che controllano altri comitati che controllano [...], bli, blo, bla) che ciucciano soldi a vagonate? Via.
5-bis) Chiaramente per tagliare le spese della burocrazia bisogna tagliare un apparato burocratico ormai fine a sé stesso. È mai possibile dover fare una filza di pratiche inverosimile per ogni minima cosa? Devi comprarti una casa e giù vagonate di scartoffie; devi chiedere una qualsivoglia autorizzazione alla pubblica amministrazione, e giù quintalate di documenti; procedimenti che si arenano, pratiche che finiscono chissà dove, errori ed errori fatti nel tentativo di aggiustare i precedenti errori, mano destra che non sa quello che fa la sinistra... basta! Per ogni faccenda che riguarda la pubblica amministrazione una pratica è più che sufficiente.
6) Bisogna incentivare il mondo produttivo in modo che: a) non schiavizzi i lavoratori, ma li tratti da umani e soprattutto li paghi adeguatamente; comunque lo stipendio minimo sarebbe calcolato in sol in base al numero di ore lavorate in un mese; b) non cerchi di crescere più del necessario a permettere a tutti di vivere adeguatamente; c) si senta più propenso a evitare il precariato (cioè: agevolazioni fiscali in caso di assunzioni fisse, ipertartassaggio in caso di ricorso ingiustificato a contratti di breve durata che poi non vengono rinnovati).
Senza tutto ciò, la pura e semplice promessa elettorale di riduzione di tasse non vale assolutamente niente. È questo che il cretinotto fiorentino non ha considerato nelle sue sparate fatte solo per intortare gli imbecilli e riguadagnare quel consenso che gli sta scivolando via dalle mani. Evitiamo le caimanate, per favore, e cerchiamo di mettere in piedi un sistema furbo - il che, mi spiace dirlo a quelli che ancora ci credono nonostante tutto - implica in prima battuta liberarsi del Bomba e cacciare a pedate nel Qlo tutti i politicanti corrotti che abbiamo (cioè, tutti quanti). La vedete dura pure voi?

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