lunedì 6 luglio 2015

Democrazia con il demos

In Grecia - dove per dire no si dice no e non come qui da noi... - ha vinto il no al referendum sulla permanenza nell'euro. Adesso i greci, tornati alla sovranità monetaria, dovranno tirare la cinghia per un po', ma potranno determinare il loro futuro, senza più ingerenze dell'impero tedesco. E questa unione europea (minuscole d'obbligo) fondata solo esclusivamente sul dio d€naro comincia a perdere pezzi; l'imperatrice della germania espansa dovrà tenerne conto, e i suoi lacché dovranno cominciare a capire che un impero monetario tenuto insieme a forza bruta prima o poi è destinato a crollare. Anche perché il no non ha vinto per un voto stiracchiato, ma con una buona percentuale di scarto sul .
E noi? Puah. Il rincoglionito fiorentino correrà a congratularsi con Tsipras, ma non prima di aver fatto una telefonata all'imperatrice tedesca per rassicurarla sul fatto che qui da noi si continuerà a tartassare i poveri "perché ce lo chiede l'europa".

2 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Dum, come ti spieghi che insistano, e i tedeschi e i francesi ecc, col voler mortificare la maggior parte della gente?

A mio modestissimo parere, tirano e tirano la corda fino a quando possibile, ma poi molleranno anche, perchè non è pensabile che non abbiano un po' di sale in zucca.
L'ho detta grossa?
Buondì!
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
La Grecia dimostra che i crucchi, con l'appoggio dei francesi, hanno fatto i conti senza l'oste. In ogni caso, questa vittoria greca rimette tutto quanto in discussione. Forse ora dovranno davvero smettere di tirare la corda: nemmeno io li vedo con fette di salsiccia così spesse sugli occhi.