venerdì 28 agosto 2015

Basta ammazzare la nostra lingua!

Ormai l'ho detto, ridetto e stradetto, ci ho scritto post su post, e mi sto stufando di quanto la gente al giorno d'oggi stia ammazzando la lingua più bella del mondo(*). E mi fa tanto piacere leggere in giro di qualcuno che la pensa esattamente come me. E va bene, mi direte, ci sono termini irrinunciabili, intraducibili a meno di non voler cadere nel ridicolo, parole straniere ormai entrate nell'uso (come tradurreste yogurt e pigiama, due parole in turco che usiamo in lungo e in largo? :D ), soprattutto in campo tecchenolllloggggico. Accettate, vabbe': parlare di un elaboratore al posto di un computer farebbe pena, e cercare di definire in italiano uno smartphone (al di là del mio minchiofono che forse sarebbe la traduzione più azzeccata) o un tablet ci farebbe vedere i sorci verdi; inoltre, parole come post, blog (che tra l'altro è una contrazione di weblog), mail o email, web, link, eccetera, per quanto perfettamente traducibili, ci servono così come sono per distinguere quello che è legato a Internet dagli omologhi più, ah, tradizionali. Ma di altri termini usati alla organo copulatorio di canide maschio possiamo benissimo fare a meno.
Oltre all'orripilante obbrobrioso orrendo vomitevole endorsement citato dall'articolo linkato (ecco, anche di questa brutta italianizzazione non si riesce a liberarsi...), al quale aggiungerei la traduzione supporto, che altro abbiamo:
- mobile (no, non in italiano: quella versione pronunciata - orrore, orrore - mobàil): questo non è uno di quei termini tecchenolllloggggici irrinunciabili. Parlare di dispositivi di comunicazione portatili non fa abbastanza figo, forse?
- performance: forse che anche prestazione non fa abbastanza figo?
- cool: be', anche dire figo a quanto pare non fa abbastanza figo...
- sulla governance usata a stecca e manetta dai nostri politicanti da strapazzo (che, oltre a non sapere né come si scrive, né come si pronuncia, manco ne conoscono il significato) ho già scritto le mie considerazioni nella mia paginetta di termini del cazzo qui a lato;
- audience e share: naaaa, troppo da buzzurri parlare di pubblico e di indice d'ascolto;
- location: peuh, sede è per gli sfigati;
- feedback: per quale stracazzo di motivo a un post non si possono lasciare dei semplici commenti?
- welfare: ancora un altro termine utilizzato dai politicanti da strapazzo per inQlare la gente, perché se parlassero di assistenza pubblica la gente riuscirebbe - forse - a sgamare i loro trucchetti per ammazzarla;
- release: puah, un altro termine tecchenolllloggggico perfettamente traducibile in italiano come versione;
- competitor: naaaa, magari i concorrenti sarebbero solo dei barboni;
- skill: (in più aggiungiamoci l'orrenda italianizzazione skillato) competenza non va bene? (Insomma, la gente sta diventando sempre meno competente sulla lingua italiana.)
- news: mi accontenterei di semplici notizie (anche perché queste news ormai sono diventate un puro spettacolino tira vendite/ascolti/clic);
- convention, meeting: una conferenza, un incontro farebbero, ancora una volta, troppo poco figo;
- film maker: sì, vabbe', ormai temo che definire registi questi fabbricanti di filmetti di merda sia troppo;
- basta col made in Italy, almeno quando ci si rivolge agli italiani per dire che qualcosa è fabbricato in Italia;
- editor: qualcuno mi spieghi la differenza con un redattore. Cos'è, il primo si occupa solo di correggere opere di scrittori esteri mentre il secondo è specializzato su quelli italiani? (No: l'editor è un falso amico: non è chi pubblica, ma chi si occupa di uno stadio antecedente alla pubblicazione.)
- escort: ecco perché chiedono botte di migliaia di euro per ogni prestazione. Se fossero semplici puttane di lusso dovrebbero accontentarsi di meno.
- mission: e questi ti guardano pure male se parli di missione;
- business: sono gli affari creati a bella posta per inQlare la povera gente, a quanto pare;
- tutor: mah, forse un insegnante privato non è abbastanza bravo;
- team: per quelli che credono che la squadra sia solo uno strumento da disegno;
- task force: ne creerò una solo per riuscire a reintrodurre il termine squadra speciale;
- target: l'obiettivo è di dimenticarcelo;
- politically correct: no, questo non è politicamente corretto;
- gossip: forse il pettegolezzo non raggiungeva abbastanza orecchie?
- default (1): termine tecchenolllloggggico, ma tanti programmi anche prodotti all'estero e tradotti in italiano stanno tornando ai valori predefiniti;
- default (2): no, no, l'Italia sta andando in bancarotta, fidatevi;
- brand: più che una marca questo termine è una... marchetta ai quellalingualà-fili;
- fashion: è un termine che purtroppo va troppo di moda;
- killer: un assassino non fa abbastanza male;
- week-end: dove vado nel week-end non lo so; so solo dove vado il fine settimana;
- show: a me suona come sciò, vattene via a vedere un vero spettacolo;
- rumors: queste voci fanno un po' troppo... rumore per le mie orecchie;
- sold out: come il cervello di chi lo usa, tutto esaurito;
(Gli ultimi due mi arrivano dal contributo di Zio Scriba.)
Be', potrei andare avanti a scrivere un'enciclopedia più grande di Wikipedia (che troppi qui insistono a pronunciare Wikipèdia: ma quel "pedia" è la parte finale di "enciclopedia" e va pronunciato "pedìa") su tutti questi termini in ostrog babil quella lingua là usati completamente a sproposito. Comunque, la gente sta prendendo davvero troppo la nostra lingua e la nostra cultura a ghoti(**) in faccia; è ora di piantarla e di riappropriarci del nostro patrimonio linguistico, una buona volta.


(*) Qual è la lingua più bella del mondo? La propria madrelingua. Qual è la mia? L'italiano. Se ne deduce che se io scrivo un post sulla lingua più bella del mondo sto parlando dell'italiano. (Questo prima che gli ostro i bab i quellalingualà-fili a stecca mi volino addosso coi loro ragli che al confronto un asino è Pavarotti.)
(**) Questo è un quiz bastardo per chi quella lingua la conosce e la usa nel modo e nei contesti corretti: trovate la pronuncia giusta per la parola ghoti (e il perché e il percome di tale pronuncia), traducetela in italiano e saprete cosa intendevo dire.

7 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Dovrebbe essere una scelta personale quella di prediligere la propria lingua, nel nostro caso l'italiano, ma non vorrei che si arrivasse alle scelte fasciste, inopportune e ridicole.
Cri

PS. Non vorrei, involontariamente, aver detto qualcosa che ti ha indignato.
Mi piacevano i tuoi commenti.

Zio Scriba ha detto...

La penso esattamente come te. Pazienza l’uso dell’angloide in assenza di consolidati termini italiani. Ma per dire rumors invece di voci, o sold out invece di tutto esaurito, bisogna avere un cervello ben piccolo, da provinciali senza dignità, da sottomessi, da gregari volontari.

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Tranquilla: siamo qui per discutere, no? In ogni caso, lungi da me l'idea del fascismo linguistico; come ho detto, abbiamo mucchi di termini stranieri ormai entrati nell'uso quotidiano, da tante lingue (pensa a garage, che è francese, o blitz che è tedesco, o alle due parole turche citate, o al giapponese kamikaze), e magari intraducibili o traducibili al prezzo di ridicolizzarli; ma giustappunto usare termini stranieri solo perché è di moda, perché fa figo, perché se non usi termini stranieri sei un povero sfigato e ti guardano come se fossi uscito strisciando da sotto un sasso, no, questo non va: davvero, come ha detto Zio Scriba, ciò equivale a svendere la propria dignità a prezzo scontato.
(Quanto ai commenti sul tuo blog, anche lì, stai tranquilla. A volte non commento quando un post diventa troppo inflazionato e finirei per dire le stesse identiche cose di qualcun altro; soprattutto evito di infilarmi in post contaminati da un trollone che scrive come un bot - forse è un bot - e che sta infestando migliaia di blog con la sua prosa sconclusionata.)

@Zio Scriba
Aaaaaargh, questi due me li ero lasciati indietro! Mi tocca di correggere il post per aggiungerli...

cristiana2011 ha detto...

Non dormirò se non mi dici a chi ti riferisci con TROLLONE e BOT

Grazie !
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Non voglio dargli visibilità che non merita, non sul mio blog. Sicuramente, se scorri un po' di commenti ai tuoi post, lo individuerai facilmente: è uno che mette una dietro l'altra parole alla 'azz de can, proprio come se fosse un bot (un automatismo da web) che incolla a casaccio pezzi presi da chissà quali fonti basandosi magari su un'analisi semantica (automatizzata pure quella) del post che sta commentando.

cristiana2011 ha detto...

Semplificami il lavoro, Dum!
Grazie.
Cri
cristianamarzocchi2@gmail.com

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Pissi pissi pissi nell'orecchio (e non ti preoccupare del fatto che la mia casella Gmail non corrisponda al mio pseudonimo).