martedì 13 ottobre 2015

Specchietti per le allodole

Tanti mi hanno chiesto "Ma tu non hai qualcosa da aggiungere alla vicenda che sta tenendo banco su tutti i media?" (Vicenda a cui non voglio conferire un'importanza che non ha, e che quindi non citerò esplicitamente - a buon intenditor...)
Risposta: no. Quello che è successo è una cortina fumogena negli occhi della gente - e purtroppo ha avuto un successo fin troppo strepitoso: non c'è blogger - oltre alle testate di "informazione" - che non abbia da aggiungere i suoi due centesimi sulla faccenda. È soltanto successo che qualcuno ha pestato i calli a un gigante, marcio, corrotto e putrefatto fino al midollo, chiaro, ma sempre un gigante; questo gigante, semplicemente, ha calato il piede sul sorcio che osava pestargli i calli e l'ha miseramente spiaccicato lì. Punto. Io sto cercando il modo di tirare mazzate al gigante, non al sorcio, che di mazzate se n'è già prese a gogò anche da mucchi di persone che su quella vicenda non avrebbero titolo a esprimersi. Ergo: niente da dire a riguardo.
(Se non avete capito di quale vicenda parlo, tanto meglio. Ribadisco: è soltanto uno specchietto per le allodole.)

6 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Sai che non ho capito a chi alludi?
Conoscendoti, penso che tu ci abbia visto bene e piacerebbe anche a me tirare qualche mazzata al 'gigante'
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Indizio: ci sei cascata pure tu - intendo, a tirare mazzate al sorcio, non al gigante... Io ho lasciato fermentare la cosa per avere la certezza matematica che fosse soltanto un classico argomento da "uomo di paglia", con l'uomo di paglia in questione appena gettato nel falò.

cristiana2011 ha detto...

Dimmi in un orecchio (mail?) chi è il gigante,: io non ne vedo.

Dumdumderum ha detto...

Pissi pissi pissi nell'orecchio...

@enio ha detto...

Marino più che il sindaco di Roma mi sembra un coglione onesto tanto onesto da far paura al Gigante...poi a dimostrazione che il moralismo di scuola populista in politica non paga. Primo, perché c'è sempre qualcuno più moralista di te, e a un presunto moralizzatore non si perdona se va a pranzo con la moglie (o qualcun altra) a spese del Comune. Secondo - e assai più importante - perché è sui fatti concreti e sulla soluzione dei problemi che un sindaco viene misurato. L'onestà è un prerequisito che va richiesto alla politica, ma non può sostituire la mancanza di competenza e di un serio programma di gestione del Comune più complesso d'Italia. Al di là della teoria dei complotti su chi gli avrebbe scavato la fossa (probabilmente se stesso), Marino è il simbolo del fallimento di un modo di fare politica (o di non fare politica), affidandosi ai cortei di piazza, ai «mi piace» su facebook, alle comparsate davanti alle telecamere per celebrare matrimoni gay in assenza di una legge e quindi ai soli fini televisivi, alla presenza ai convegni internazionali sui cambiamenti climatici, quando Roma ad ogni acquazzone si blocca e i tombini scoppiano, senza che nessuno riesca mai a metterci mano.

Dumdumderum ha detto...

@@enio
Gli si può contestare la stessa mancanza di competenza che affligge il suo ormai ex gran capoccia; ma essendo molto più onesto di tale capoccia, è divenuto il pezzo di carne da gettare in pasto ai lupi. La "politica" italiota è fallimentare su tutta la linea, in ogni caso, ed è al gigante (che non è un singolo individuo, ma il sistema stesso) che dobbiamo - tsè - segare le ginocchia; il sorcio è già stato massacrato, e continuare a dargli addosso non ha nessun senso.