lunedì 16 novembre 2015

Due parole sugli attentati a Parigi

Non voglio aggiungere tutta una serie di critiche e di polemiche riguardo la questione; ormai i media ne sono invasi. Ho solo alcune considerazioni:
- Perché la gente non s'è ancora decisa a capire che coi terroristi - cioè, cose di aspetto vagamente umano che nutrono un assoluto disprezzo per la vita umana - non c'è dialogo che tenga? Adesso grandi paroloni, l'idea di chiudere frontiere, bli, blo, bla, e fra una settimana tutto sarà dimenticato; ma coi terroristi bisogna giocare al loro gioco facendo in modo di vincerlo. Questo discorso va contro i miei soliti ideali di non violenza, dite? Non proprio. Chi si autoqualifica come terrorista immediatamente perde ogni qualifica di essere umano, proprio a causa del già citato disprezzo che nutre per le vite di coloro che restano umani, quindi si guadagna il mio disprezzo per la sua vita di merda.
- Ma si può ammazzare gente in nome di una religione che aborrisce la violenza?
- Lo sciacallaggio mediatico, notizie false, spettacolarizzazione estrema, appelli al razzismo e quant'altro sono ancora peggio del terrorismo in sé, perché si tratta di terrorismo psicologico sul terrorismo reale. Non basta quell'esigua minoranza di decerebrati totali che pensano di poter imporre le loro idee al mondo con la forza delle armi; al danno si aggiunge la beffa di un intenso martellamento mediatico volto a costringere la gente a vivere a livelli di terrore assoluto. Se gli sciacalli mediatici fossero tra le vittime dei terroristi io non verserei mezza lacrima per loro - peccato, però, che a far le spese della completa disumanità dei terroristi siano persone innocenti, non gli sciacalli mediatici.

2 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Constato che ci capiamo : stessa lunghezza d'onda.
Ciao.
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Logico; ma la logica ormai non fa più parte di questo mondo.