mercoledì 4 novembre 2015

L'otto per mille ai bambini bisognosi

Tsè.
Guarda, Dumdumderum, ho appena visto un cardinale che vive in monolocale in affitto.
Ai bambini bisognosi un cazzo - a volte anche letteralmente. L'otto per mille serve a ristrutturare alloggi lussuosi di proprietà di questo o quell'altro alto prelato, e l'omino vestito di bianco - nonostante tutte le sue ciance e le sue "condanne" tali solo a parole - sta lì a guardare.
Nel mondo utopico dove il governo è veramente laico come dovrebbe, non esisterebbe nemmeno un otto per mille, e lo stato devierebbe quella quota di tasse a far funzionare meglio sanità, cultura, trasporti e assistenza sociale (no, nella maniera più assoluta, non si chiama uèlfer), e alle organizzazioni religios gravemente ammalate di virus ammazzacervelli (ipercontagioso) direbbe di andarsi a cercare il sostentamento da un'altra parte. Ma, giustappunto, qui non siamo in questo mondo utopico: siamo nell'Italia catto-bigotta dove l'otto per mille va a finire nelle tasche del clero, e il clero, si sa, non ha mai minimamente pensato ai bisognosi, ma soltanto ad arricchirsi sulle spalle dei medesimi. Quindi, messaggio a tutti i rapinatori a mano armata che gironzolano impuniti per l'Italia: basta prendervela coi poveracci; andate a rapinare direttamente le casse del vaticancro. Intanto, ladri che rubano ad altri ladri, per me, potrebbero avere uno sconto di pena non indifferente; poi, avreste di che far vivere da nababbi i vostri discendenti fino alla centesima generazione.

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