giovedì 26 febbraio 2015

Il caimano divoratutto

Mondadori sta per acquistare Rizzoli. Ma non solo: Merdaset sta per acquistare RaiWay, l'infrastruttura fisica delle trasmissioni della cosovisione di stato. Cioè: grazie alla compiacenza del Bomba, le aziende del caimano, fino a poco tempo fa in bolletta, sono tornate floride e soprattutto avide. Ma vogliamo davvero mettere nelle mani di quell'individuo l'intera struttura dell'informazione italiana, sacrificando anche quel misero residuo di pluralità (già molto fittizia di suo) che rimaneva? Vogliamo davvero creare un regime dinastico che controlla ogni singolo pezzettino d'informazione qui da noi, e che non ci schioderemo più di dosso per svariati secoli? Io al posto degli alti vertici di Rizzoli, e anche della blablavisione di stato, ci penserei davvero due volte prima di cedere tutto a un individuo del genere.

venerdì 20 febbraio 2015

Riprendiamoci la lingua italiana

Accolgo quasi in toto l'appello riportato da Internazionale, meno un piccolo dettaglio di cui parlerò dopo. Insomma, i biglietti di un concerto sono sold out - che? Mancano i soldi? Che 'azz vuol dire quella roba lì? E il giosbàt(*) del Bomba? E quei manager, mannagger a loro, che si ostinano a indire un briefing per dire che la mission dell'ufficio è di esaltare il brand e bisogna individuare la location per briffare i competitor? E quando un qualsivoglia consulente viene definito skillato? E i politicanti da strapazzo che si ostinano a parlare di governance (e di premierrrrrrrrr, già, pure sbagliando la pronuncia della parola, mutilandola della seconda parte e usandola comunque per indicare una carica che in Italia non esiste)? E il cazzarola di 'sta pivariva del discount, allora?
Bene, a questo punto qualcuno sarà arrivato a paragonarmi a Mussolini, che riuscì perfino a italianizzare i nomi di località di confine (in Valle d'Aosta e in Trentino, per esempio). Niente di più sbagliato. Ci sono termini stranieri in tutte le lingue che vanno usati così come sono, e ormai sono divenuti parte delle lingue medesime: pensate a un computer, a un garage, a un festival, al tram, alla moquette di casa vostra, alla roulette del casinò (!!! Casinò è una brutale francesizzazione di "casino", e in francese si scrive senza accento) o a quel buonissimo strüdel di mele che avete mangiato quella volta, o ai würstel da fare alla griglia. Pensate a tutta la terminologia musicale rigorosamente mantenuta in italiano anche in altre lingue (meno che in tedesco, da quanto mi risulta). Ci sono anche termini stranieri usati da noi alla 'azz de can, tipo box (ne ho parlato nella mia sezione di termini del cazzo, qui a lato); ma vabbe', in definitiva anche questo fa parte del gioco ed è inutile prendersela (no, no, io continuo a lasciarli lì sulla mia paginetta). Ma esagerare con il bab l'ost quella lingua là perchè è più cool - arrrrrgh: più figo!!! - è davvero da idioti totali. È davvero ora di cominciare a riprenderci a forza bruta la nostra lingua, che, oltre ad essere la più dolce e musicale che esista, è anche la quarta più studiata al mondo. Cioè, la studiano gli stranieri e noi ce la dobbiamo dimenticare? Ma che senso ha?
N. B.: qui arriviamo al dettaglio che non condivido con Internazionale: le petizioni online non servono a una cippa; sono solo un sistema bimbominkiesco per dire "Bene, ho firmato così cambieremo il mondo", ma quelle "firme" non hanno nessun valore legale e non scollano un pelo dal culo del mondo medesimo. Dobbiamo essere noi, tutti quanti, nel nostro quotidiano, ad evitare di usare quel termine straniero che fa tanto coofigo, ad insegnare ai nostri figli in età scolare (per chi li ha) che ci sono tanti modi per dire in italiano quello che vorrebbero dire con un termine straniero, e soprattutto a cominciare a ignorare il costante martellamento mediatico di termini che non stanno né in cielo né in terra.

(*) Continua a non meritare neppure la dignità di scriverlo e pronunciarlo giusto

giovedì 19 febbraio 2015

Il cuore nero dei secondini

Ce l'hanno sempre avuto - o non farebbero quel lavoro. Ma il tecnoglionimento(*) generale ha negativamente influenzato anche questa gente dal cuore di cemento armato. Una volta, almeno, avevano il buon senso di non far uscire certe sparate dai confini del carcere; ah, ma adesso c'è il Tomo delle Facce di Merda, eh già. E sul TdFdM, dopo l'ennesimo suicidio in carcere, è tutto un fioccare di frasi tipo "Uno di meno", "Ottimo speriamo abbia sofferto", "Consiglio di mettere a disposizione più corda e sapone" e altre amenità su questa falsariga.
Cioè: un conto è svolgere un lavoro di merda e dover essere più criminale di quelli che sono dall'altro lato delle sbarre per evitare di uscirne pazzo; non è troppo giustificabile - in fin dei conti, parecchi carcerati meritano ancora la definizione di esseri umani - ma è comprensibile. Un altro conto è sbandierare ai quattro venti telematici certe idee che dovrebbero rimanere confinate nel loro ambiente ristretto e mai arrivare alle orecchie del grande pubblico. Poi, cari secondini, non stupitevi se per il grande pubblico divenite improvvisamente gente a cui andrebbero forniti corda e sapone uniti a un boia che li usi su di voi.

(*) © Zio Scriba

martedì 17 febbraio 2015

Qualcuno dia uno stop ai guerrafondai!

Per quanto sia assolutamente convinto che quei fetenti disumani di terroristi vadano spazzati via dalla faccia dell'Universo, senza se e senza ma - unico caso in cui mi trovo a relegare in secondo piano la mia natura fondamentalmente pacifica da "vivi e lascia vivere" - sono anche dell'idea che l'Italia non possa, in questo momento, affrontare una guerra, per svariati motivi. Primo, non abbiamo i mezzi, e se c'imbarchiamo in una guerra ci fanno un Qlo grande come uno stato. Secondo: vogliamo davvero andarci a cacciare in territori dove ancora non hanno digerito i nostri crimini di guerra? Quindi, qualcuno ficchi un po' di buon senso (a martellate) dritto nel cranio a quel pirla di gentiloni (minuscola d'obbligo) e ad altri guerrafondai come lui. L'Italia non ha bisogno di unire danni fisici alle figure di merda internazionali che si fa mediamente due volte al minuto.
(Sembra che per il momento stia prevalendo la cautela - ma solo perché qualcuno s'è cagato sotto, mica perché abbiano un briciolo di buon senso. Appena il Bomba si sarà ringalluzzito abbastanza, questa cautela verrà gettata alle ortiche e andremo a pigliarci un brodo davvero molto bollente.)

venerdì 13 febbraio 2015

La libertà (?????) di stampa in Italia

Da un anno all'altro, secondo Reporters Sans Frontières, l'Italia è piombata dal 49° posto (già brutto) al 73° (cioè: peggio di noi pochi!). Questo sì che è un ottimo esempio di "made in Italy", davvero qualcosa di cui essere orgogliosi. Qui la libertà di stampa è stata colpita da ben 2 aspetti del famigerato Sistema all'Italiana:
a) Intimidazioni di stampo mafioso: auto incendiate, minacce, tutta questa zuppa di stronzaggine nostrana (e non solo; ma abbiamo portato la questione mafia alle estreme conseguenze, qui da noi);
b) Quella brutta malattia che è la denuncite: querele per diffamazione a gogò, "richieste" con tanto di ingiunzione legale per rimuovere contenuti "scomodi", censure, tutto il calderone; chi sono i più malati di denuncite in Italia? I "politici". Chi tra i "politici" sono i campioni assoluti, quelli malati in forma grave, cronica, incurabile di denuncite? I grUllini, che con le loro azioni non solo non svegliano (o per meglio dire, SVEGLIAAAAAAAAno) le coscienze della gente, ma addormentano la giustizia italiana. Nei confronti della stampa, la denuncite assume caratteri di mafiosità tanto quanto l'incendiare l'auto di qualcuno.
A questo punto, mi chiedo come sia possibile anche solo pensare di fare giornalismo serio qui da noi. Pubblichi un articolo veritiero e imparziale? Scegli tra l'auto incendiata e la querela per diffamazione, o beccati quella delle due che arriverà per prima, perché tanto, inesorabile come il moto planetario, una delle due arriverà di sicuro.

lunedì 9 febbraio 2015

Il caimano e le derive autoritarie

Finché andavano bene a lui, niente in contrario. Adesso che (apparentemente, stando ai media) gli gira storta, accusa il Bomba di "derive autoritarie". Mai visto nessuno riuscire a tirar così tanta merda in faccia ai suoi stessi alleati! Poi non c'è da stupirsi che gira e rigira tali alleati lo lascino cuocere nel suo brodo, isolandolo.
N. B.: a me continua a sapere tutto quanto di messinscena; sono prevenuto o ci ho imbroccato?

lunedì 2 febbraio 2015

Per una volta non è un impresentabile

... e la cosa mi sorprende assai. Sergio Mattarella non è stato partorito dall'aborrito patto del nazareno (sì, anche quello senza maiuscole); è un giudice, un costituzionalista, super partes per definizione e, per quel poco che so di lui, una persona integerrima. Sorprendente il fatto che sia stato piazzato lì dal Bomba; sorprendente che sia stato votato (e vabbe', alla quarta "chiama") anche da altri, non solo dai bombiani. Riuscirà Mattarella nell'arduo compito di restituire le maiuscole alla sua carica? Chi lo sa. Lo giudicheremo fra sette anni; ma intanto è il primo a non meritarsi - almeno per ora - una mazzata.