martedì 30 giugno 2015

Il "clima" per i "giornalisti"

Le virgolette intorno a "clima" hanno un loro perché; quanto ai "giornalisti", invece, se le cuccano perché sono solo più dei giornalai.
Siamo alle solite col terrorismo climatico. Non hanno ancora iniziato con la solfa "questa è l'estate più calda dal Big Bang in poi" ma ci arriveranno. Intanto, parlano del solito anticiclone africano che ci porta il solito caldo di tutte le estati meno quella orrenda del 2014. Titoloni che riporto senza virgolette, perché contengono virgolette ( :D da rotolarsi...):
"Caldo anomalo" in arrivo
In arrivo l'anticiclone "africano"
e via così. Stavolta i "giornalisti" con le virgolette ribadite fino all'esaurimento hanno deciso di clonarle da loro stessi e usarle per mascherare il terrorismo climatico. Ah, no, non siamo mica noi a dire che quest'anno nemmeno i freezer resisteranno all'incredibile ondata di caldo caldissimo caldissimevolissimo. Ah, no, l'ha detto qualcun altro.
Ma fatevi furbi. Pigliatevi un po' di sacrosante ferie, andatevene a godervi il caldo e il sole in spiaggia, o se patite il caldo fatevi un giro in Scandinavia; comunque piantatela di terrorizzare la gente con le vostre sparate solo per fare sensazionalismo e basta!
Tra l'altro, tutti questi "giornalisti" prendono le loro notizie meteorologiche da due servizi commerciali. Servizi che fanno il bello e il brutto tempo (ma solo a parole, ovviamente) come pare a loro, per questioni meramente monetarie - ad esempio, nella famigerata estate del 2014 continuavano a dare bel tempo nelle giornate in cui io continuavo a uscire di casa trovando pioggia. Vigliacca terra se mai prendessero per buono quello che dice il meteo ufficiale dell'Aeronautica, che è preciso per quanto possa esserlo il meteo! No: nello stesso tiggì si vede il meteo ufficiale che dice una cosa e poi arrivano i "servizi" sul "clima" virgolettato che sbrodolano allarmismo a tonnellate. Nello stesso giornale si vede il trafiletto sul meteo da fonti ufficiali (imboscato nella posizione più infame, in mezzo a una quantità inverosimile di annunci pubblicitari) contraddetto da un articolone in prima pagina dove promettono le peggiori catastrofi "climatiche" (sempre virgolettato, eh, mi raccomando) mai esistite. Sentite, lasciate perdere. La gente tornerà a farsi le previsioni meteo da sola, come si faceva una volta, guardando fuori dalla finestra prima di uscire di casa e decidendo sul momento se prendere l'ombrello o la crema solare.

venerdì 26 giugno 2015

Vai a fidarti

(Mi ero posto il problema se pubblicare questo post qui o sull'altro blog, però quest'ultimo l'ho lasciato lì a prendere polvere per troppo tempo, e comunque non è un discorso di utOntaggine.)
Prendi un sito (che per ora non nomino) che dovrebbe essere un riferimento per il settore informatico, che dovrebbe offrire notizie autorevoli su un settore tecnologico ormai fondamentale; e vabbe', è un po' troppo concentrato su Micro$$$$$$$oft e un po' troppo poco sulla concorrenza, ma comunque... e poi te lo vedi a pubblicare bufale astronomiche come la più recente che ho visto, che è questa:

Un "hoverboard" come quello di Ritorno al Futuro? Ma stiamo scherzando? E questo sito autorevole bla bla bla pubblica una notizia del genere non come uno sbufalamento (a questo ci pensa Bufale Un Tanto Al Chilo, in questo post) ma come un fatto accertato, un NOTIZZZZIONE!!!!! di quelli da rimanere lì basiti. E non è la prima volta: mediamente due o tre volte alla settimana mi capita di leggere il NOTIZZZZIONE!!!!! su questo sito, aprire subito dopo BUTAC e trovarci lo sbufalamento proprio a quella "notizia". Ho provato più di una volta a mandare a questo sito delle mail con gli opportuni link ai post di BUTAC e la domanda (velata, diplomatica) se si fossero bevuti il cervello. Lettera morta, e gli articoli incriminati non sono stati né modificati né, alla solita codarda maniera, eliminati. Be', se quella è "l'autorevolezza" di quel sito, ciao ciao; mi rivolgerò altrove per avere notizie in campo informatico.

lunedì 22 giugno 2015

'Sto captcha demmerda mi ha rotto i coglioni

Un appello a Google: basta con 'sta menata del "Non sono un robot". Stamattina cercavo di pubblicare un commento su un blog, ho doverosamente messo la spunta su quella casellina... e mi è apparsa questa merda:

E quindi? Mezza indicazione su cosa fare a questo punto mi sarebbe piaciuta: l'immagine è apparsa così com'è, non c'era un minimo di barre di scorrimento, non un indizio; cliccando a caso su queste immagini e dandogli la verifica me ne ha presentate altre; poi altre e altre ancora... alla fine mi sono rotto i coglioni. Accedendo a quel blog con un altro browser ho semplicemente messo la spunta a "Non sono un cazzo bollito di robot" e mi ha pubblicato il commento; ma Google ce l'ha con Firefox, forse? O 'sta cagata pazzesca appare soltanto una volta ogni tanto?
Mah.

giovedì 18 giugno 2015

Lavoratori? No, schiavi

Post modificato dopo la prima pubblicazione, a seguito di una segnalazione verbale.
(No, normalmente non segnalo che ho effettuato correzioni sui miei post. Di solito li correggo e basta; ma si tratta di banali Orrori di stUmpa. In questo caso, ho letto di fretta un documento e ho cannato a parlare di uno specifico dettaglio. Questa precisazione nasce perché probabilmente qualche cagacazzo di quelli perennemente appiccicati alla cache di Google si sentirà in dovere di rompermi le palle - va bene farlo con certi personaggi appartenenti alla categoria Very Idiot Pirla che sparano puttanate per poi cancellarle, ma io non sono uno di questi VIP e ho solo sbagliato per troppa fretta.)

Col giosbàt il gran coglione che abbiamo a capo del "governo" se n'è inventata un'altra: ha legalizzato il tecnocontrollo sui lavoratori. Se i sindacati sono d'accordo (e lo saranno: è da mo', ormai, che si limitano a slurpare il Qlo ai potenti) ti possono spiare tramite apparati di videosorveglianza; i dispositivi che usi sul lavoro, ecco, invece quelli possono essere spiati tout court. Non siamo più lavoratori: siamo macchinette che devono essere sorvegliate da dirigenti appollaiati come avvoltoi in attesa del minimo passo falso per cacciarci via "per giusta causa".
Puah.
Ma questo non basterà a scatenare una rivoluzione, qui in Italia. Ormai sono vent'anni che questi "politici" ci appioppano di tutto di più e noi ci limitiamo a bofonchiare senza mettere in atto nessuna azione per rivendicare i nostri diritti. Adesso ogni lavoratore sarà costretto a evitare tutti i percorsi videosorvegliati (se può) e a rendere il più possibile non controllabili i dispositivi che usa per lavoro per paura che il dirigente con le palle in giostra possa stabilire che li ha usati in maniera "impropria". E, ancora una volta, ogni appello alla gente perché si decida a reagire a questo stato di cose è destinato a cadere nel vuoto.

N. B.: (No, questa non è una correzione: è un'aggiunta dell'ultimo minuto) Ma il fantasmagorico "garante della pràivasi" (italianizzazione voluta) che spacca le palle in quattro parti disuguali su 'sta menata dei cookie (ma vaffancookie, va') non avrebbe qualcosina da dire su questa nuova forma di collare per schiavi?

mercoledì 17 giugno 2015

Schiaffo in faccia ai demagoghi della domenica

Disse il Demagogo (anche noto come Merda a Gogò): "Perché non ospiti i profughi a casa tua?"
Rispose Cecilia Strada: "E perché dovrei? Vivo in una società e pago le tasse anche per aiutare chi ha bisogno. Ospitare un profugo è carità. Creare accoglienza con le tasse è giustizia."
Su quali specchi ben unti si arrampicherà ora il Merda a Gogò per controbattere?
Chiaro e tondo che ospitare qualcuno da parte di un privato sarebbe un atto di carità. Risolverebbe il problema? Macché. Uno verrebbe ospitato; migliaia di altri lo guarderebbero con astio e si chiederebbero "Perché lui sì e noi no?". Un privato è obbligato a ospitare qualcuno? No: un privato in casa propria fa entrare chi gli pare e piace, e non può certo essere biasimato se non ha nessuna voglia di concedere l'accesso alla sua casa, alla sua vita, a qualche perfetto sconosciuto, disperato o meno che sia.
E qui si giunge alla risposta articolata alla domanda del Merda a Gogò, la stessa che gli ha appioppato Cecilia Strada. L'assistenza generalizzata ai migranti è in capo allo stato, non al singolo privato. Le tasse sono come il pagamento dovuto a un'azienda per i prodotti o i servizi che essa mette sul mercato; in questo caso, un (salato, sì, non lo posso negare) pagamento alla più grossa azienda pubblica che abbiamo per una lunga filza di servizi sui quali ultimamente (bisogna ammettere pure questo) si rivela assai carente.
Cioè: pago forse le tasse per poi essere costretto a procurarmi dell'asfalto e andare a tappare le buche delle strade?
Pago forse le tasse per poi mettermi lì a fungere da scuola per i miei figli, al di là, intendo, dei normali obblighi genitoriali? (Sì, sì, tra un po' ai genitori toccherà pure questo, coi decreti sulla buona scuola di merda del Bomba, ma questo è un altro discorso.)
Pago forse le tasse per poi curarmi oppure operarmi da solo? (E anche qui, stendiamo un velo pietoso...)
Pago forse le tasse per poi essere io ad andare a svuotare i cassonetti della raccolta differenziata in giro per la città - senza, ovviamente, essere uno spazz un operatore ecolllogggico?
No: pago le tasse perché lo stato si accolli questi e altri servizi essenziali, tra cui l'assistenza ai disperati. Quindi, per favore, tutti i Merda a Gogò della domenica pomeriggio sul tardi, se non fanno parte della gestione di questi servizi essenziali (gestione per la quale il personale addetto è pure pagato) evitino di dare aria ai denti con domande inopportune come quella riportata in testa.

Piccola nota a margine: anche gli altri stati di quest'europa che ha perso il diritto alla maiuscola sarebbero tenuti, tra le altre cose, a fornire supporto ai disperati, servizio per cui i rispettivi cittadini versano le loro quote di tasse. Inutile appioppare la patata bollente all'Italia e poi criticarla perché non è in grado di far fronte all'emergenza da sola.

martedì 16 giugno 2015

Il Bomba sta ormai scoppiando

I risultati delle ultime amministrative non sono affatto lusinghieri per il "partito" del Bomba; ormai stanno perdendo pezzi da tutte le parti; il gran banfone toscano, coi suoi allucinanti annunci via Cinguettatore Folle, le sue deliranti promesse stratosferiche non una delle quali è stata mantenuta, i suoi tentativi di trasformarsi in un nuovo duce pur senza averne le palle (NO, non sto difendendo il duce; era perfetto come dittatore sanguinario, questo sì, cosa che il Bomba è ben lontano dall'essere fuori dai suoi sogni di gloria) ora sta sperimentando sulla sua pelle il disamoramento repentino dell'elettorato.
Tutto ciò sarebbe pure positivo, se non fosse per un singolo, semplice dettaglio: il partito che va per la maggiore, purtroppo, e sta superando la metà dell'elettorato come percentuali, è il partito degli ignavi, che, ribadisco per l'ennesima volta, con enne che tende asintoticamente a infinito, non ha alcuna forma di rappresentanza nelle istituzioni. Se tutti questi ignavi che non votano più perché non c'è più nessuno che valga un voto decidessero una buona volta di accantonare il solito sbattiballismo all'italiana e di mettere in piedi una forza politica seria candidandola per qualsivoglia elezione, per la vecchia casta di politicanti da strapazzo - tutti quanti - sarebbero cazzi amari. Invece, repetita juvant 'sto par di balle, questi continueranno ad andare a occupare posizioni importanti - e a combinare disastri - anche con un solo voto valido, e magari pure vanteranno un consenso del 100% dei votanti - già, bella forza. Adesso, a trarre vantaggio dalla débâcle del Bomba, chi pensate che sarà, se non i soliti noti tipo i caimano-boys, gli Omini Verdi Xenofobi e altri di quella risma? L'unico a non averne alcun giovamento sarà il movimento 5 cactus nel culo, che, a quanto pare, sta perdendo pezzi ancora più velocemente del bischero fiorentino. Formazioni politiche papabili per colmare quel vuoto lasciato dal partito degli ignavi, be', proprio non se ne vedono all'orizzonte; qui da noi non esiste un equivalente del Podemos spagnolo.
A questo punto, devo davvero trovare un rivenditore di astronavi di seconda mano e tornarmene alla mia casetta su Marte.

venerdì 12 giugno 2015

La teNNologia ci rende imbecilli

Umberto Eco: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli."

Concordo.
Le socialmerde stanno davvero rovinando l'umanità. La socialmerda per eccellenza, il Tomo delle Facce di Merda, ha stravolto completamente lo scopo per cui era nata, cioè tenere in contatto persone lontane. In nome del diritto d'opinione (giustissimo, ci mancherebbe) adesso lì sopra si pubblica di tutto di più, e guai a replicare! Non posso che augurare con tutto il cuore il crollo totale del bìsnis (italianizzazione voluta) delle socialmerde, ma che sia un crollo repentino tale da costringere l'umanità a tornare a usare quel chilo e mezzo di porcheria grigia che ciascun individuo ha nel cranio.

N. B.: Mi sento già accusare di fare di tutta l'erba un fascio. Niente di più falso; il problema sta nel fatto che le persone serie che vorrebbero usare le socialmerde per fini un po' meno bislacchi, ecco, semplicemente, non ci riescono; ogni loro intervento si perde nel mucchio delle puttanate quando poi non succede che si becchino miriadi di "commenti" (che tali non sono) sgrammaticati e zeppi di insulti dalla gran massa di imbecilli che popolano le socialmerde.

Aggiornamento: E dopo aver visto cazzate astronomiche come quella nell'immagine che segue (astronomiche non perchè hanno tirato di mezzo Samantha Cristoforetti, ma proprio perché sono cazzate tanto enormi da non poter essere contenute in un'intera galassia) come diavolo si fa a dare torto a Eco?

C'è qualcuno che voglia cortesemente piantare un proiettile in fronte a salvini?

giovedì 4 giugno 2015

Biscottini stantii

Non so voi, ma a me 'sta cazzata astronomica dei cookie e del fatto che bisogna avvisare l'utOnto di turno che ci sono sta dando abbondantemente sui nervi. Possibile che qualunque sito si apra - siti aperti fino al 2 giugno senza cagamenti di cazzo - adesso deva presentare in una forma o nell'altra un avviso che si stanno utilizzando dei cookie? Qualcuno poco invasivo; Google per esempio presenta un piccolo avviso molto discreto a fondo pagina; qualcun altro invece presenta popup a pieno schermo e finché non hai cliccato sull'unica opzione disponibile, cioè l'ok, non riesci ad andare avanti. Ma qualcuno ci ha pensato, al fatto che ben pochi tra gli utenti - e nessun utOnto - sapessero dell'esistenza dei cookie prima di questa menata? Qualcuno s'è reso conto che adesso hanno scatenato una crisi d'ansia e di panico con questa genialata? Quanto agli utenti non-utOnti, la questione fa semplicemente incazzare: per quale strapiffero di motivo bisogna passare le giornate a dare l'ok alla sbrodola sui cookie? Tutti i siti web usano cookie, tutti, nessuno escluso; quasi tutti per motivi legittimi - cookie di sessione, cose del genere. Chiaro che 'sta vaccata immensa è stata partorita dalla mente di qualche burocrate che di Internet - e di informatica in generale - non capisce una beata fava; ma, cari politicanti da strapazzo (nazionali o europei che siate), che passate le giornate a sparare stronzate sul Cinguettatore Folle, a pubblicare supervaccate sul Tomo delle Facce di Merda, a scambiare messaggi deliranti sulla Zappa, e le vostre conoscenze del mondo tecnologico si fermano lì: invece di legiferare alla mentula canis su faccende di cui non sapete un bel niente, lasciate perdere; almeno la gente potrà vivere un po' più tranquilla!

mercoledì 3 giugno 2015

Ancora una volta vince il partito degli ignavi

E ancora una volta il loro non voto non fa che consegnare parecchie amministrazioni regionali sempre nelle solite mani - a parte un paio di casi dove, comunque, sono finite nelle mani più sbagliate possibile. Adesso non voglio esaminare regione per regione e partito per partito i risultati elettorali; quelli sono, si trovano su rete e sono consultabili da chiunque. Ma metà degli elettori italiani coinvolti in questa tornata elettorale non è andata a votare a queste regionali. Metà. Chiunque sia andato su in queste regioni, gongola e si permetterà di fare il bello e il brutto tempo come vuole con una quantità davvero irrisoria di voti. E ancora una volta ogni appello alla popolazione ad andare a esercitare un proprio diritto fondamentale è caduta nel vuoto. Capisco che ormai della politica non freghi più niente a una buona fetta di popolazione, ma ancora una volta nessuno ha capito che il partito degli ignavi non ha alcuna rappresentanza in Italia. Nessuna, zero, nada, nisba. Metà popolazione ha sbolognato ogni responsabilità all'altra metà, e quell'altra metà ha votato come al solito in maniera irresponsabile e confusionaria - tanti hanno votato per convenienza personale, o per abitudine, o per "ragionamento ventrale" cascando nelle solite promesse vuote, o completamente alla mentula canis, comunque non in modo ragionato. Questa non è democrazia come la intendiamo noi: forse è democrazia come la intendevano i greci antichi, per i quali esisteva il diritto di voto solo per una limitatissima fascia di popolazione, cioè i nobili di sesso maschile. Ma, vabbe', ancora la mia astronave per Marte non è pronta, quindi mi toccherà continuare ad assistere all'elezione con pochissimi voti di elementi che io personalmente avrei cacciato a scarpate in culo.
(No, prima che me lo chiediate: io non dovevo votare domenica.)