lunedì 31 agosto 2015

Finemondisti all'attacco

(per l'ennesima volta, oserei dire...)
Il 28 settembre ci sarà la fine del mondo?
Ma va'. Ci sarà solo una semplicissima eclisse di Luna. Solo che i giornalari di turno, quelli del "messaggero" che ha guadagnato le virgolette e perso la maiuscola, hanno pensato bene di pubblicare un bell'articoletto delirante intitolato Il 28 settembre la luna sarà "di sangue": "Un cattivo presagio, la fine del mondo" - notare l'uso del virgolettato come scarico di responsabilità, del tipo "l'ha detto qualcun altro, io sono solo l'ambasciator che non porta pena". Nell'articolo delirano sul fatto che "in rete si sta diffondendo la convinzione che quella notte avverrà qualcosa di misterioso e pericoloso" (ma chi la sta diffondendo in rete, se non questi giornalari?), più sbrodolate sul fatto che la Luna si troverà a "soli" 356.000 km dalla Terra, bli, blo, bla.
Ora, io non so di preciso con quanta frequenza si verifichino le eclissi lunari, ma so di averne viste parecchie durante la mia vita. E il fatto che la Luna si trovi al perigeo, cioè la minima distanza dalla Terra, avviene più o meno ogni 29 giorni, cioè una volta per ogni orbita del satellite intorno alla Terra. Che questo coincida con l'eclisse lunare altro non è che una concomitanza di eventi astronomici normalissimi e sotto osservazione da quand'è stata inventata l'astronomia. Perché durante un'eclisse lunare la Luna si tinge di rosso? Anche questo è stato ampiamente discusso: se la Terra fosse un corpo privo di atmosfera, la Luna diverrebbe nera durante l'eclisse; ma la luce solare che prende di sbieco l'atmosfera terrestre si tinge di rosso per la rifrazione, e sulla Luna arriva, molto semplicemente, un cono della stessa luce che vediamo al tramonto qui da noi. Chiaro, no?
Be', per questi giornalari evidentemente non è chiaro, o lo è fin troppo. E per tutti i boccaloni finemondisti che ci cascano con tutte le scarpe, ancora meno. Il problema è che i giornalari creano allarmismo inutile nella gente (e i boccaloni, purtroppo, sono veramente tanti). Trasformare un evento astronomico interessante, magari spettacolare per chi lo vede per la prima volta, in un presagio di chissà quali catastrofi è davvero una carognata di quelle fetenti - perché questi giornalari mentono sapendo di mentire e cercano di approfittarsi dell'immensa boccaloneria di certa gente nella maniera peggiore possibile.

venerdì 28 agosto 2015

Basta ammazzare la nostra lingua!

Ormai l'ho detto, ridetto e stradetto, ci ho scritto post su post, e mi sto stufando di quanto la gente al giorno d'oggi stia ammazzando la lingua più bella del mondo(*). E mi fa tanto piacere leggere in giro di qualcuno che la pensa esattamente come me. E va bene, mi direte, ci sono termini irrinunciabili, intraducibili a meno di non voler cadere nel ridicolo, parole straniere ormai entrate nell'uso (come tradurreste yogurt e pigiama, due parole in turco che usiamo in lungo e in largo? :D ), soprattutto in campo tecchenolllloggggico. Accettate, vabbe': parlare di un elaboratore al posto di un computer farebbe pena, e cercare di definire in italiano uno smartphone (al di là del mio minchiofono che forse sarebbe la traduzione più azzeccata) o un tablet ci farebbe vedere i sorci verdi; inoltre, parole come post, blog (che tra l'altro è una contrazione di weblog), mail o email, web, link, eccetera, per quanto perfettamente traducibili, ci servono così come sono per distinguere quello che è legato a Internet dagli omologhi più, ah, tradizionali. Ma di altri termini usati alla organo copulatorio di canide maschio possiamo benissimo fare a meno.
Oltre all'orripilante obbrobrioso orrendo vomitevole endorsement citato dall'articolo linkato (ecco, anche di questa brutta italianizzazione non si riesce a liberarsi...), al quale aggiungerei la traduzione supporto, che altro abbiamo:
- mobile (no, non in italiano: quella versione pronunciata - orrore, orrore - mobàil): questo non è uno di quei termini tecchenolllloggggici irrinunciabili. Parlare di dispositivi di comunicazione portatili non fa abbastanza figo, forse?
- performance: forse che anche prestazione non fa abbastanza figo?
- cool: be', anche dire figo a quanto pare non fa abbastanza figo...
- sulla governance usata a stecca e manetta dai nostri politicanti da strapazzo (che, oltre a non sapere né come si scrive, né come si pronuncia, manco ne conoscono il significato) ho già scritto le mie considerazioni nella mia paginetta di termini del cazzo qui a lato;
- audience e share: naaaa, troppo da buzzurri parlare di pubblico e di indice d'ascolto;
- location: peuh, sede è per gli sfigati;
- feedback: per quale stracazzo di motivo a un post non si possono lasciare dei semplici commenti?
- welfare: ancora un altro termine utilizzato dai politicanti da strapazzo per inQlare la gente, perché se parlassero di assistenza pubblica la gente riuscirebbe - forse - a sgamare i loro trucchetti per ammazzarla;
- release: puah, un altro termine tecchenolllloggggico perfettamente traducibile in italiano come versione;
- competitor: naaaa, magari i concorrenti sarebbero solo dei barboni;
- skill: (in più aggiungiamoci l'orrenda italianizzazione skillato) competenza non va bene? (Insomma, la gente sta diventando sempre meno competente sulla lingua italiana.)
- news: mi accontenterei di semplici notizie (anche perché queste news ormai sono diventate un puro spettacolino tira vendite/ascolti/clic);
- convention, meeting: una conferenza, un incontro farebbero, ancora una volta, troppo poco figo;
- film maker: sì, vabbe', ormai temo che definire registi questi fabbricanti di filmetti di merda sia troppo;
- basta col made in Italy, almeno quando ci si rivolge agli italiani per dire che qualcosa è fabbricato in Italia;
- editor: qualcuno mi spieghi la differenza con un redattore. Cos'è, il primo si occupa solo di correggere opere di scrittori esteri mentre il secondo è specializzato su quelli italiani? (No: l'editor è un falso amico: non è chi pubblica, ma chi si occupa di uno stadio antecedente alla pubblicazione.)
- escort: ecco perché chiedono botte di migliaia di euro per ogni prestazione. Se fossero semplici puttane di lusso dovrebbero accontentarsi di meno.
- mission: e questi ti guardano pure male se parli di missione;
- business: sono gli affari creati a bella posta per inQlare la povera gente, a quanto pare;
- tutor: mah, forse un insegnante privato non è abbastanza bravo;
- team: per quelli che credono che la squadra sia solo uno strumento da disegno;
- task force: ne creerò una solo per riuscire a reintrodurre il termine squadra speciale;
- target: l'obiettivo è di dimenticarcelo;
- politically correct: no, questo non è politicamente corretto;
- gossip: forse il pettegolezzo non raggiungeva abbastanza orecchie?
- default (1): termine tecchenolllloggggico, ma tanti programmi anche prodotti all'estero e tradotti in italiano stanno tornando ai valori predefiniti;
- default (2): no, no, l'Italia sta andando in bancarotta, fidatevi;
- brand: più che una marca questo termine è una... marchetta ai quellalingualà-fili;
- fashion: è un termine che purtroppo va troppo di moda;
- killer: un assassino non fa abbastanza male;
- week-end: dove vado nel week-end non lo so; so solo dove vado il fine settimana;
- show: a me suona come sciò, vattene via a vedere un vero spettacolo;
- rumors: queste voci fanno un po' troppo... rumore per le mie orecchie;
- sold out: come il cervello di chi lo usa, tutto esaurito;
(Gli ultimi due mi arrivano dal contributo di Zio Scriba.)
Be', potrei andare avanti a scrivere un'enciclopedia più grande di Wikipedia (che troppi qui insistono a pronunciare Wikipèdia: ma quel "pedia" è la parte finale di "enciclopedia" e va pronunciato "pedìa") su tutti questi termini in ostrog babil quella lingua là usati completamente a sproposito. Comunque, la gente sta prendendo davvero troppo la nostra lingua e la nostra cultura a ghoti(**) in faccia; è ora di piantarla e di riappropriarci del nostro patrimonio linguistico, una buona volta.


(*) Qual è la lingua più bella del mondo? La propria madrelingua. Qual è la mia? L'italiano. Se ne deduce che se io scrivo un post sulla lingua più bella del mondo sto parlando dell'italiano. (Questo prima che gli ostro i bab i quellalingualà-fili a stecca mi volino addosso coi loro ragli che al confronto un asino è Pavarotti.)
(**) Questo è un quiz bastardo per chi quella lingua la conosce e la usa nel modo e nei contesti corretti: trovate la pronuncia giusta per la parola ghoti (e il perché e il percome di tale pronuncia), traducetela in italiano e saprete cosa intendevo dire.

mercoledì 26 agosto 2015

Voteremo ormai soltanto più per il Telegatto?

"Non è che devi votare tante volte, quello è il Telegatto".
Così disse il Bomba riguardo al mantenere il senato elettivo.
Dunque, facciamo il punto della situazione: liste iperblindate, premio di maggioranza al partito più votato anche se è ben lontano dalla maggioranza assoluta, senato nominato e non più eletto... cioè, possibilità zero, per il popolo italiano, di continuare a scegliere i propri rappresentanti. Insomma, ufficializzazione del regime neofascista sotto cui ormai l'Italia sta soffocando da mo'. Davvero, tra un po' finiremo per votare soltanto più per il Telegatto.
Una piccola luce di speranza? Forse. Tutte queste riforme vanno a incidere sulla Carta IgieCostituzione, e richiederanno la conferma tramite referendum. Gli italiani avranno le palle per mettere la croce sul no e rigettare queste boiate al mittente? Quasi tutti i miei conoscenti sono abbastanza scaldati a riguardo, e spero che quando andremo alle urne si ricordino di quanto poco - almeno a parole - si sono dimostrati d'accordo col Bomba su queste "riforme" costituzionali.

lunedì 24 agosto 2015

Che paese è questo?

Che paese è quello dove:
- Si permette a una religione di dettare tutte le regole - ad esempio le si permette di negare il funerale a un malato terminale che ha deciso di aver ormai sofferto troppo e tuttavia le si consente di celebrare in pompa magna il funerale di un boss della malavita, un personaggio agli antipodi di tutti i precetti sbraitati ai quattro venti da tale religione;
- Si permette a un giornale a tiratura nazionale - teoricamente non al di sopra, ma completamente al di fuori delle parti - di pubblicare un mega spottone pubblicitario in favore di un politicante da strapazzo ormai in crisi, firmato (nomi e cognomi in calce) da 209 parvenu borghesucoli arricchiti;
Ecco: che paese è questo? Oltre a tutte le stronzate in salsa nostrana per cui siamo giustamente famigerati nel resto del mondo. Possiamo ancora continuare a inanellare questo genere di figure di caccamerdastercoescremento internazionali una dietro l'altra? Suvvia, ditemelo.

mercoledì 19 agosto 2015

Marte a motore

Il 27 agosto Marte raggiungerà la distanza minima dalla Terra, cioè circa 55 milioni di chilometri. In questo periodo il pianeta rosso è visibile a occhio nudo, se si sa dove cercare nel cielo: è un puntino più luminoso delle stelle.
Ciò detto: come tutti gli anni durante la congiunzione, torna a circolare la classica bufala che ormai dal 2003 ci sta tritando i gingilletti: "... sarà grande come la Luna".
Ah, sì?
Facciamo un paio di calcoli della serva. Marte, come dimensioni reali, è poco più grande della Luna. Per apparire, visto dalla Terra, della stessa grandezza apparente (ribadisco: apparente) della Luna stessa, dovrebbe avvicinarsi a qualcosa come 500.000 chilometri, no? E invece la distanza minima è di circa 55 milioni di chilometri, cioè più di 100 volte quella stimata. A quella distanza, per vederlo grande come la Luna bisogna puntarlo con un buon telescopio, altro che occhio nudo! Naaa: i miei compatrioti non sono ancora riusciti a mettere un motore a Marte e spostarlo così vicino alla Terra, altrimenti sarei già riuscito a tornarci...