venerdì 18 dicembre 2015

Il Tomo delle Facce di Merda e la beneficenza

Un ragazzo di tredici anni decide consapevolmente di rinunciare a un regalo di natale del valore di circa 150 euro per devolverli a un'organizzazione che aiuta bambini africani. Un cuore generoso come ce ne sono pochi, e tanti adulti dovrebbero imparare da lui. Dovrebbe essere osannato, questo ragazzo... e invece: 
Rinuncia al regalo di Natale per i bimbi africani, insulti sui social
Cioè: i bimbiminkia decerebrati sono subito andati a trovare motivazioni che non esistono nel gesto di un ragazzo che, semplicemente, ha preso a cuore una causa meritevole! Questo ragazzo e la sua famiglia hanno solide teste sulle spalle e non danno retta alle socialmerde - ma a vedere l'atteggiamento di certi esseri subumani che sbrodolano puttanate sul Tomo delle Facce di Merda(*) mi scatta la bestemmia a mitraglietta. Ma quell'emerito pirla alla pirlesima potenza di zuckerberg (minuscola d'obbligo) s'è reso conto di che razza di mostri sta coccolando e viziando, permettendo loro di esprimere il peggio di sé? Oh, sì che s'è reso conto: ci sta lucrando sopra, sui bimbiminkia dal neurone solitario in coma farmacologico, il che lo rende ancora peggiore di loro, in quanto alimenta odio e razzismo solo per ingrassare il proprio portafoglio. Se io fossi (utopisticamente parlando) uno ziliardario che nemmeno l'Aga Khan, ecco, per prima cosa comprerei il Tomo delle Facce di Merda e tutte le altre socialmerde per chiuderle senza opzione esattamente un istante dopo. Libertà d'espressione va bene, ma sulle socialmerde s'è oltrepassato ogni ragionevole limite.

(*) A questo punto avete capito perché lo chiamo così, nevvero?

giovedì 17 dicembre 2015

Il Tomo delle Facce di Merda e i pantaloni alla scagazza

È da mo' che sulla socialmerda per eccellenza sta circolando questa roba:


Va bene, dico io, l'intento è lodevole: anche a me piacerebbe tanto veder sparire questi obbrobriosi pantaloni alla scagazza, con la vita all'altezza del cavallo e il cavallo alle caviglie; solo che i bimbiminkia da socialmerda hanno cannato in pieno il bersaglio. Intanto, il problema nelle prigioni è il fatto che non siano autorizzati a portare la cintura, oltre a ogni altro oggetto che un detenuto potrebbe usare per suicidarsi; magari i pantaloni cascano, senza cintura. In ogni caso, la moda dei pantaloni alla scagazza non è nata in carcere: è nata (più per necessità che per desiderio di lanciare una nuova moda) nei ghetti afroamericani, col ragazzino che doveva andare in giro coi pantaloni del fratellone, di otto taglie più grandi e cascanti da tutte le parti, perché i suoi genitori - se li aveva - non potevano permettersi di comprare anche a lui dei vestiti. Ribadisco: adesso che è una moda per decerebrati totali fa davvero schifo vedere tutti questi ragazzi coi pantaloni cascanti che li costringono a camminare come se stessero cercando di non far uscire un palo piantato nel Qlo, però girarla in questa maniera, oltre a non ottenere l'effetto desiderato, è soltanto un esempio di gravissima disinformazione.

mercoledì 16 dicembre 2015

Mai un minuto troppo presto

È morto liciogelli.
Già.
Peccato che ormai tutti i danni che poteva combinare in Italia siano irrimediabili. Peccato che tutti coloro che hanno tratto beneficio dai suoi "insegnamenti" siano vivi e pimpanti. Questo individuo è morto felice che tutti i suoi piani siano stati seguiti fino in fondo, e altri hanno pienamente raccolto la sua eredità.
Insomma, morto un liciogelli mille altri ne hanno preso il posto.
Puah.

martedì 15 dicembre 2015

Ma fatevi furbi!

Se quei quattro gatti spelacchiati di quell'organizzazione chiamata ISIS o DAESH o sì che so io volevano creare scompiglio, ecco, ci sono riusciti meglio di quanto sperassero, grazie alla tontaggine irreversibile che affligge l'homo ex (ma molto ex) sapiens. Dunque:
- Vietato parlare di maiale, di prosciutti, salami, mortadelle, di porchetta, di lonza al forno... pffff. C'è il rischio di offendere qualcuno, già. Ma vaffanculo! Se qualcuno si sente offeso dal maiale, non lo mangi! E che cazzo!
- Un emerito coglione va a farsi del male da solo per poi inventarsi la storiella di essere stato aggredito da uno di quei quattro gatti spelacchiati di cui parlavo. E questo tipo affetto da mitomania galoppante è pure un insegnante! Ma che cazzarola insegna ai suoi alunni? La prossima volta che si faccia male sul serio: fino ad ammazzarsi! Almeno avrà fatto un favore a questi alunni afflitti dalla sfiga di averlo come insegnante.
- Una nota azienda produttrice di cioccolato si è trovata subissata di critiche inverosimili perché produce una linea di cioccolatini ispirata a "Le mille e una notte", ovviamente con tematiche mediorientali. Cioè, per dieci anni ha prodotto quei cioccolatini e nessuno ha mai avuto da ridire; adesso l'accusano di aver messo il disegno di una moschea sulla scatola! Ma si può? Le "moschee" sono le teste di certa gente, nel senso che sono piene di mosche, non di neuroni.
- È il caso di continuare?
Insomma, se invece di reagire come si dovrebbe, sputando in un occhio ai 4GS (vedere sopra), si reagisce cagandosi in mano per ogni minima stronzata che sembri riguardarli e si cade addirittura nell'autolesionismo per alimentare questa paura, questi tizi avranno gioco facile.

venerdì 11 dicembre 2015

Dateci una (Baba) Vanga così ci scaveremo la fossa

I titoloni attira-clic (o vendite) di certe testate (sì, contro un muro) italiote: Predisse le Torri Gemelle. L'ultima drammatica profezia: "Nel 2016 la guerra. Nel 2043 il califfato a Roma".
Stiamo parlando di una "sensitiva", ovverossia venditrice di fuffa a caro prezzo, morta una ventina di anni fa, tale Baba Vanga (e già il nome...). Uah uah uah, la nostradannus del ventesimo secolo.
Peccato, come dice l'articolo di Bufale Un Tanto Al Chilo, che nulla di tutto ciò fosse stato previsto dalla vecchia truffatrice. Peccato, anche, che avesse predetto una guerra nucleare e chimica nel 2010, con tanto di moria di piante e animali e di successiva guerra tra poveri sopravvissuti: tutte cose che si sono mooooooolto avverate, già. Proprio come nostradannus, anche questa si divertiva a fregare i polli con previsioni completamente campate in aria delle quali non una azzeccata. A differenza di nostradannus, il quale rimaneva talmente sul vago che si può adattare qualche sua "centuria" (meno quelle che non ha mai scritto, ovviamente) a qualsiasi situazione, questa vecchia cornacchia - o più probabilmente qualche suo seguace che le ha messo in bocca parole non sue - descriveva con precisione cosa sarebbe avvenuto, quindi diventa davvero troppo facile sbugiardarla; ma la nostra stUmpa, nella sua smania di attirare clic e vendite a gogò, continua a darle credito, addirittura mettendole in bocca parole che né lei né alcuno dei suoi seguaci hanno mai pronunciato. Peuh. Se abbiamo la peggior informazzzzione con quattro Z che esista al mondo, questo è il motivo ben evidente, sotto gli occhi di tutti; purtroppo, però, è sotto troppi occhi ciechi per propria stessa volontà. Fintanto che lo sputtanamento di questi organi di stUmpa rimarrà confinato al mondo dei blog, che ben pochi si filano di striscio, la gente continuerà a cascarci con tutte le scarpe. Solo che io non possiedo organi di informazione in grado di urlare lo sputtanamento ai quattro venti, e quindi mi rassegnerò, per l'ennesima volta, a vedere gente magari pure plurilaureata che si beve queste panzane come acqua fresca.
(N. B.: una testimonianza riportata nell'articolo di cui sopra pone l'accento sul fatto che le "profezie" di Baba Vanga potrebbero essere in realtà apocrife. Del resto, subiamo ancora oggi, dopo due millenni, le idiozie che vennero attribuite a un sedicente "profeta" dai suoi discepoli ben trent'anni dopo la sua morte, dopo che s'erano studiati bene il modo migliore per fregare i polli dell'epoca e tutti i loro discendenti.)

giovedì 10 dicembre 2015

L'invasione degli "addotti"

In tutte le cerchie di amici, parenti e conoscenti c'è sempre il Boccalone con la B maiuscola che si beve tutte le pirlate fUFOlogiche che ci sono in giro. L'ultima moda è quella degli "addotti" (participio passato del verbo addurre, dite? Ma va': con questi proprio non c'azzecca una beata minchia). Mia conversazione con uno di questi "addotti".
B (come Boccalone): Sai, io sono stato addotto.
Io: Sei stato che?
B (in tono pedantesco): Addotto. A-D-D-O-T-T-O. Non capisci l'italiano?
Io: L'italiano forse sì; il tuo gergo assurdo magari anche no. Cos'hai fatto per renderti un "addotto"?
B: Io non ho fatto niente! Ho subito un'adduzione, credevo fosse chiaro.
Io: E, tradotto dal pirlese all'italiano, cosa sarebbe una "adduzione"?
B: Ma in che cazzo di mondo vivi? Un'adduzione è un'adduzione, è una parola chiara e semplice.
Io: Sì, in pirlese. In italiano "adduzione" non vuol dire una beata cippa di niente, quindi andrebbe tradotto in italiano.
B: Ma cazzo, perfino [quelli che parlano quella lingua là] parlano di abduction. Ma possibile che deva spiegare proprio tutto?
(Noterella: traduzione dall'ost dal bab da quella lingua là: abduction=rapimento. Basta consultare un qualsiasi dizionario, anche on-line, per saperlo - ah già, non esistono dizionari per la traduzione tra quella lingua là e pirlese...)
Io: Penso proprio che abduction abbia una traduzione ben precisa in italiano, e non si tratta di "adduzione". Comunque, sì, adesso ho capito che magari pensi di essere stato rapito dai terroristi dell'Isis, o da qualcuno in cerca di un riscatto, sì che so io. Quand'è successo non mi è chiaro, perché non sei mai stato via più di poche ore dalla vista di chi ti conosce; cos'è stato, il classico sequestro lampo?
B: Nooo! Non è stato un volgare rapimento da parte di terrestri. È stata un'adduzione. Ma possibile che tu non capisca? Sono stato rapito dagli alieni. Come Adamski, sai.
Io: "Svitatone" Adamski? Quello che veniva più spesso "rapito" dagli spiriti alcolici? Pfui. Proprio una testimonianza attendibile.
B: Ma è vero, ti dico! Mi hanno rapito gli alieni! Hai presente quel sogno strano che ti dicevo l'altra volta? Ecco, è tutto vero: questi alieni mi hanno rapito in gran segreto e poi hanno passato del tempo a studiarmi, mi hanno trasportato in un'altra dimensione temporale poi mi hanno riportato qui sulla Terra, reinserendomi solo un istante dopo avermi rapito.
Io: Tsè, per rapire un boccalone come te dovevano essere alienati, non alieni. Addotto? Pfui. Vai a farti addurre da un bottiglione di vino, va'.
Chiaro che non ho nemmeno tentato di fargli cambiare idea; sarebbe come lavare la testa all'asino: sprechi solo tempo e sapone e magari l'asino s'incazza e ti piglia a calcioni. Ma prima o poi qualcuno dovrebbe mettere ben in chiaro che nessun alieno sensato verrebbe qui sulla Terra in gran segreto per divertirsi a compiere esperimenti di nascosto sui poveri terrestrucoli: si presenterebbe a viso aperto, con fare paternalistico o come conquistatore, come noi abbiamo sempre fatto nei confronti di popolazioni che ritenevamo primitive. Se un umano si comportasse così come i fUFOlogi e i boccaloni immaginano si comportino gli alieni, non so voi, ma io chiamerei la neuro. Alieni o no, la logica è logica, e una qualunque specie senziente non può uscire, nel suo complesso (a parte casistiche individuali da manicomio, ovviamente) dagli schemi tipici di tutto il mondo animale, noi compresi.

mercoledì 9 dicembre 2015

È iniziato il giubileo

E indovinate un po' chi lo paga.
Il vaticancro?
Tsè. Lo pagano i contribuenti.
Poi non ci sono i soldi per garantire il lavoro, la cultura, la sanità, i trasporti e il benessere sociale; ah, però per il giubileo i soldi ci sono, urka se ci sono.
E il vaticancro, che di giubilei potrebbe pagarsene un milione di tasca propria senza nemmeno intaccare gli interessi sul proprio capitale, ancora una volta non scuce un centesimo. È l'Italia che paga e ripaga senza far storie, ovviamente, poi, tagliando sulle voci citate sopra.
Soli preti qui rregneno, sempre (per citare ancora una volta il Belli).
Ma vaffanculo ai pretastri, va'.

venerdì 4 dicembre 2015

Italia laica? Ma quando mai.

Figurarsi. Anche se la laicità dello stato sarebbe sancita dalla Carta IgieCostituzione, così, per dire. Ma, per citare un caso recente (ancora bello fresco) un povero preside è stato messo in croce e costretto a dimettersi, non per aver impedito ai suoi alunni di festeggiare il natale, mettiamolo in chiaro, ma per aver semplicemente cassato la pessima idea di un paio di mamme svitate di andare a rompere i timpani ai bambini durante il pranzo urlando loro nelle orecchie delle canzoncine natalizie. E adesso, tutti i politicanti della domenica pomeriggio (ma molto sul tardi) giù a cantare canzoncine natalizie e a mettere presepi anche nel caffè. Gli stessi politicanti che, però, applicano i precetti della religione soltanto quando fa comodo: per esempio, la semplice umana carità ben codificata tra questi precetti non viene minimamente applicata ai migranti, che, anziché essere accolti (ribadisco: come imporrebbe questa religione) vengono presi a pesci in faccia e si trovano di fronte un muro invalicabile di razzismo. In più: la scuola stessa, in conformità coi principi sanciti dalla Costituzione - che è una legge, non un'indicazione di massima da seguire se così si vuole - dovrebbe essere laica, e la gente, anziché incancrenirsi sul fatto che oddio oddio ci vogliono obbligare a togliere i crocifissi e a non fare il presepe, dovrebbe concentrarsi di più sul degrado, sulle aule che cadono a pezzi, sulla mancanza di attrezzature didattiche, sul fatto che gli alunni sono obbligati a portarsi la costcarta igienica da casa. L'ora di religione, ormai bigiata dalla stragrande maggioranza degli alunni, dovrebbe diventare un'ora di religioni, al plurale, un momento di confronto sulle varie maniere di vedere la vita, un'analisi approfondita su quelli che sarebbero i precetti di tutte le religioni e su come vanno applicati correttamente al di là del proprio credo di appartenenza, con spirito critico; soprattutto un momento per imparare ad accettare che qualcun altro abbia idee diverse dalle proprie.
Ma l'Italia non è laica, proprio per niente. Giuseppe Gioachino Belli l'aveva vista giusta, già nel 1800: la sua considerazione è quanto mai attuale ed estesa a tutta Italia.

Quell’esse, pe, ccú, erre, inarberate
sur portone de guasi oggni palazzo,
quelle sò cquattro lettere der cazzo,
che nun vonno dí ggnente, compitate.


M’aricordo però cche dda regazzo,
cuanno leggevo a fforza de frustate,
me le trovavo sempre appiccicate
drent’in dell’abbeccé ttutte in un mazzo.
 

Un giorno arfine me te venne l’estro 
10de dimannanne un po’ la spiegazzione
a ddon Furgenzio ch’era er mi’ maestro.
 

Ecco che mm’arispose don Furgenzio:
«Ste lettre vonno dí, ssor zomarone,
Soli preti qui rreggneno: e ssilenzio».

(Giuseppe Gioachino Belli, S. P. Q. R., dai Sonetti Romaneschi)

L'Italia è uno stato dove regna l'integralismo kattoliko, dove si prende a scarpate in Qlo un preside che ha semplicemente espresso del buon senso, ma dove i precetti della religione kattolika non vengono praticamente mai applicati se non quando si tratta di farli pesare a qualcuno.