giovedì 29 dicembre 2016

Ma 'sta pocalisse arìva o non arìva?

(Titolo deliberatamente in burinese :D )
Ormai ho perso il conto da mo' di tutte le volte che il mondo è finito. Cazzo, e nessuno ci ha avvisati! Comunque, udite udite, sta per tornare l'apocalisse, per l'ennesima volta. Data certa, capodanno del 2017! Festeggiate a San Silvestro come se non vi fosse un domani! Un portale chiamato supereva (avrebbe delle maiuscole qua e là, ma se l'è giocate al casinò) si è messo a fare calcoli cervellotici sulla bibbia (altro testo che ha perso la maiuscola, se mai ne ha avuto il diritto) arrivando a stabilire che l'apocalisse giungerà sabato sera, mettendoci pure dentro il cavallo di battaglia di tutti gli allevatori di bufale che non producono latte per mozzarelle: Nibiru! Sapete, perché l'ha detto "la scienza". Mica il tale o il tal altro scienziato (o ciarlatano di turno che sia): proprio "la scienza", così, in generale. Se lo dice "la scienza" bisogna crederci!
Notizia più dettagliata qui, su bufale.net.
Ricordatemi di alzare un brindisi al pranzo di capodanno alla facciazza di tutti i siti di bufalari come supereva e a tutti i webeti iperboccaloni che ci cascano con tutte le scarpe.

martedì 27 dicembre 2016

Lavoro ai robot?

Nonostante fior di scrittori di fantascienza abbiano tentato di mettere in guardia il mondo dall'abuso di tecnologia - soprattutto nel campo della cosiddetta "intelligenza artificiale" - le ricerche in tal senso hanno proceduto a spron battuto. Si direbbe che nei prossimi anni si perderanno circa il 50% dei posti di lavoro umani in favore di macchine automatizzate più o meno intelligenti.
Bene.
Io sarei dispostissimo a lasciare domani mattina il mio lavoro a un robottino - ma il suo stipendio dovrà comunque essere mio. Non che il datore di lavoro si sogni di non pagare tutta la gente che ha lasciato a casa per sostituirla con macchine. I robot non hanno bisogno di mangiare, vestirsi, pagare mutui o affitti, bollette, tasse, assicurazioni e quant'altro, istruirsi, divertirsi, socializzare, fare in parole povere tutto quello che fa parte della nostra vita quotidiana. Ai robot basta un cavo della corrente per funzionare, più la dovuta manutenzione. Mi lasciate a casa a occuparmi di qualunque cosa mi passi per la mente? Bene; ma mi pagate lo stesso. Se no mi lasciate a scassarmi il cazzo sul lavoro e i robot li mandate a disinnescare bombe. Chiaro?

venerdì 23 dicembre 2016

Un'altra lettera sempre a quel "ministro"

(Non pubblicano solo stronzate sul Tomo delle Facce di Merda: qui lo sfogo di un'altra vittima del "sistema Italia", Lara Lago, urtata dalle parole del "ministro", e di cui riporto la lettera affinché giustappunto non vada persa nel mare magnum di puttanate pubblicate sul TFM.)

Caro Ministro Poletti, 

questa non è una lettera di protesta ma un invito, suo, personale, lo prenda in considerazione. 

La invito a chiudere la sua vita in una valigia, 23 chili per la precisione. Ci metta dentro i suoi effetti personali, vestiti, foto di un paese assolato, speranze, competenze mischiate tra lo spazzolino e le scarpe da ginnastica. 

Perché ci sarà da correre. 

Venga pure da solo. Preghi non tanto di parlare un buon inglese, quello è vitale e lo diamo per scontato, a lei come a tutta la vostra classe politica, si auguri piuttosto di capire ogni venatura degli accenti inglesi che popolano il mondo: quello spigoloso dell’indiano a cui dovrà chiedere indicazioni in stazione, quello veloce degli autoctoni cresciuti senza doppiaggi anche in un paese non anglofono, quello dei madrelingua in azienda, americani, australiani, inglesi, i capi che la scruteranno dall’alto al basso solo per le sue idee e per la capacità di esprimerle, non certo per la sua cravatta o per come è stirata la sua giacca. Qui nessuno usa il ferro da stiro, tanto per dire, e l’essere brillanti non ha bisogno di essere inamidato.  

Venga Ministro. 

Nei primi giorni, quando fa buio provi a rientrare a casa con agilità, provi cosa significa il dover partire da zero. E quando dico zero intendo non sapere più fare la spesa perché i nomi sono tutti diversi e a comprare il burro con il sale ci si mette un attimo. Soprattutto se nemmeno si immagina l’esistenza del burro con il sale. Quando dico zero intendo nessuno che la aspetterà a casa, nessuno da chiamare se prenderà una storta sulle scale. Certo, urlando Help qualcuno la sentirà. Ma non si aspetti il calore italiano, caro Ministro, che se tutto il mondo è paese non tutti i paesi sono l’Italia e se le si dovesse fermare la macchina in una strada e se volesse chiamare un collega di lavoro, questo con il suo efficace pragmatismo le manderà un sms con l’indirizzo dell’autorimessa più vicina.  

Poi chiami in Comune, prenoti un appuntamento, vada a registrarsi in un paese che la sta accettando nella misura in cui ce la farà da solo contro il mondo, compili carte, burocrazia, apra un conto in banca nel nuovo Paese, condivida con altri la casa, il piano, il bagno, a volte la stanza con la sporcizia, i turni per la cucina. E non osi lamentarsi con altri italiani perché all’inizio si sentirà dire ’È normale che sia così, cosa credi? Di essere in Italia?’.  

Lei dice che i 100mila giovani che se ne sono andati non sono i migliori. È vero, ma siamo quelli che non si sono accontentati, quelli che non si arrendono, quelli che non tollerano di avere un futuro impacchettato nella nebbia, quelli che, anche se non saranno i migliori, erano troppo bravi a scuola, con troppe idee, troppo spavaldi, con troppa voglia di farcela. Così tanta da non sopportare un Ministro del lavoro che non capisce che se stiamo andando via è solo per questo: per il lavoro. E quando ci stupiamo che qui dopo tre contratti scatti il tempo indeterminato, i mutui abbiano interessi bassi e vengano concessi anche e soprattutto ai giovani e che sì, lavorando si possa ancora comprare una casa, ci sentiamo rispondere: ’È normale che sia così, cosa credi? Di essere in Italia?’  

Un’ultima cosa Ministro. Tra tutti gli italiani che vivono in Olanda non ne ho ancora sentito uno che dica: ’Si sta meglio qui.’ Tutti invece dicono: ’Se si potesse vivere una vita così anche in Italia torneremmo di corsa. Ma.’  

Non so se il nostro Ma è in mano a lei Ma torneremo solo quando il coraggio e le competenze verranno viste come un valore aggiunto. Coraggio e competenze, non raccomandazioni e furbizia.  

La aspetto ministro Poletti, anzi no, troppo facile avere qualche appiglio. 

Si tuffi, è morbido. Sicuramente di più di certe sue affermazioni morbide solo perché inconsistenti. 

Firmato: una dei 100mila giovani che se n’è andata dall’Italia, una di quelle che ’è meglio non avere tra i piedi’ come ha dichiarato lei.  
Una che ci mette la faccia e le idee. Senza poterle o doverle rettificare.

martedì 20 dicembre 2016

Una lettera a un nuovo (mah) ministro (doppio mah)

Marta Fana è una ricercatrice che per riuscire a lavorare ha dovuto emigrare in Francia. Questa la sua lettera al "ministro", con le virgolette d'obbligo, poletti, con la minuscola d'obbligo.

Caro Ministro Poletti,
le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano.
Siamo quelli per cui il Novecento è anche un patrimonio cinematografico invidiabile, che non inseguiva necessariamente i botteghini della distribuzione di massa, e lì imparammo che le parole sono importanti, e lei non parla bene.
Non da oggi.
A mia memoria da quando il 29 novembre 2014 iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera.
Continuò a parlare male quando in un dibattito in cui ci trovammo allo stesso tavolo dichiarò di essere “il ministro del lavoro per le imprese”, era il 18 aprile del 2016.
Noi, quei centomila che negli ultimi anni siamo andati via, ma in realtà molti di più, non siamo i migliori, siamo solo un po’ più fortunati di molti altri che non sono potuti partire e che tra i piedi si ritrovano soltanto dei pezzi di carta da scambiare con un gratta e vinci.
Parlo dei voucher, Ministro.
E poi, sa, anche tra di noi che ce ne siamo andati, qualcuno meno fortunato esiste. Si chiamava Giulio Regeni, e lui era uno dei migliori. L’hanno ammazzato in Egitto perché studiava la repressione contro i sindacalisti e il movimento operaio. L’ha ammazzato quel regime con cui il governo di cui lei fa parte stringe accordi commerciali, lo stesso governo che sulla morte di Giulio Regeni non ha mai battuto i pugni sul tavolo, perché Giulio in fin dei conti cos’era di fronte ai contratti miliardari?
Intanto, proprio ieri l’Inps ha reso noto che nei dieci mesi del 2016 sono stati venduti 121 milioni e mezzo di voucher. Da quando lei è ministro, ne sono stati venduti 265.255.222: duecentosessantacinquemilioniduecentocinquantacinquemiladuecentoventidue. Non erano pistole, è sfruttamento.
Sa, qualcuno ci ha rimesso quattro dita a lavorare a voucher davanti a una pressa.
È un ragazzo di ventuno anni, non ha diritto alla malattia, a niente, perché faceva il saldatore a voucher. Oggi, senza quattro dita, lei gli offrirà un assegno di ricollocazione da corrispondere a un’agenzia di lavoro privata. Magari di quelle che offrono contratti rumeni, perché tanto dobbiamo essere competitivi.
Quelli che sono rimasti sono coloro che per colpa delle politiche del suo governo e di quelli precedenti si sono trovati in pochi anni da generazione 1000 euro al mese a generazione a 5000 euro l’anno.
Lo stesso vale per chi se n’è andato e forse prima o poi vi verrà il dubbio che molti se ne sono andati proprio per questo.
Quelli che sono rimasti sono gli stessi che lavorano nei centri commerciali con orari lunghissimi e salari da fame.
Quelli che fanno i facchini per la logistica e vedono i proprio fratelli morire ammazzati sotto un tir perché chiedevano diritti contro lo sfruttamento. Sono quelli che un lavoro non l’hanno mai trovato, quelli che a volte hanno pure pensato “meglio lavorare in nero e va tutto bene perché almeno le sigarette posso comprarle”.
Sono gli stessi che non possono permettersi di andare via da casa, o sempre più spesso ci ritornano, perché il suo governo come altri che lo hanno preceduto, invece di fare pagare più tasse ai ricchi e redistribuire le condizioni materiali per il soddisfacimento di un bisogno di base e universale come l’abitare, ha pensato bene di togliere le tasse sulla casa anche ai più ricchi e prima ancora di approvare il piano casa.
È lo stesso governo che spende lo zero percento del Pil per il diritto all’abitare.
È lo stesso governo che si rifiuta di ammettere la necessità di un reddito che garantisca a tutti dignità.
Ma badi bene, non sono una “redditista”, solo che a fronte di 17 milioni di italiani a rischio povertà, quattro milioni in condizione di povertà assoluta, mi pare sia evidente che questo passaggio storico per l’Italia non sia oggi un punto d’arrivo politico quanto un segno di civiltà.
Ma vorrei essere chiara, il diritto al reddito non è sostituibile al diritto alla casa, sono diritti imprescindibili entrambi.
E le vorrei sottolineare che non è colpa dei nostri genitori se stiamo messi così, è colpa vostra che credete che siano le imprese a dover decidere tutto e a cui dobbiamo inchinarci e sacrificarci. I colpevoli siete voi che pensate si possano spostare quasi 20 miliardi dai salari ai profitti d’impresa senza chiedere nulla in cambio- tanto ci sono i voucher- e poi un anno dopo approvate anche la riduzione delle tasse sui profitti. Così potrete sempre venirci a dire che c’è il deficit, che si crea il debito e che insomma la coperta è corta e dobbiamo anche smetterla di lamentarci perché, mal che vada, avremo un tirocinio con Garanzia Giovani.
I colpevoli siete voi che non credete nell’istruzione e nella cultura, che avete tagliato i fondi a scuola e università, che avete approvato la buona scuola e ora imponete agli studenti di andare a lavorare da McDonald e Zara.
Sa, molti di quei centomila che sono emigrati lavorano da McDonald o Zara, anche loro hanno un diploma o una laurea e se li dovesse mai incontrare per strada chieda loro com’è la loro vita e se sono felici. Le risponderanno che questa vita fa schifo. Però ecco: a differenza di quel che ha decretato il suo governo, questi giovani all’estero sono pagati.
Ma il problema non è neppure questo, o quanto meno non il principale.
Il problema, ministro Poletti, è che lei e il suo governo state decretando che la nostra generazione, quella precedente e le future siano i camerieri d’Europa, i babysitter dei turisti stranieri, quelli che dovranno un giorno farsi la guerra con gli immigrati che oggi fate lavorare gratis.
A me pare chiaro che lei abbia voluto insultare chi è rimasto piuttosto che noi che siamo partiti. E lo fa nel preciso istante in cui lei dichiara che dovreste “offrire loro l'opportunità di esprimere qui capacità, competenza, saper fare”.
La cosa assurda è che non è chiaro cosa significhi per lei capacità, competenze e saper fare.
Perché io vedo milioni di giovani che ogni mattina si svegliano, si mettono sul un bus, un tram, una macchina e provano ad esprimere capacità, competenze, saper fare. Molti altri fanno la stessa cosa ma esprimono una gran voglia di fare pure se sono imbranati. Fin qui però io non ho capito che cosa voi offrite loro se non la possibilità di essere sfruttati, di esser derisi, di essere presi in giro con 80 euro che magari l’anno prossimo dovranno restituire perché troppo poveri.
Non è chiaro, Ministro Poletti, cosa sia per lei un’opportunità se non questa cosa qui che rasenta l’ignobile tentativo di rendere ognuno di noi sempre più ricattabile, senza diritti, senza voce, senza rappresentanza. Eppure la cosa che mi indigna di più è il pensiero che l’opportunità va data solo a chi ha le competenze e il saper fare.
Lei, ma direi il governo di cui fa parte tutto, non fate altro che innescare e sostenere diseguaglianze su tutti i fronti: dalla scuola al lavoro, dalla casa alla cultura, e sì perché questo succede quando si mette davanti il merito che è un concetto classista e si denigra la giustizia sociale.
Perché forse non glielo hanno mai spiegato o non ha letto abbastanza i rapporti sulla condizione sociale del paese, ma in Italia studia chi ha genitori che possono pagare e sostenere le spese di un’istruzione sempre più cara. E sono sempre di più, Ministro Poletti.
Lei non ha insultato soltanto noi, ha insultato anche i nostri genitori che per decenni hanno lavorato e pagato le tasse, ci hanno pagato gli asili privati quando non c’erano i nonni, ci hanno pagato l’affitto all’università finché hanno potuto.
Molti di questi genitori poi con la crisi sono stati licenziati e finita la disoccupazione potevano soltanto dirci che sarebbe andata meglio, che ce l’avremmo fatta, in un modo o nell’altro. In Italia o all’estero. Chieda scusa a loro perché noi delle sue scuse non abbiamo bisogno.
Noi la sua arroganza, ma anche evidente ignoranza, gliel’abbiamo restituita il 4 dicembre, in cui abbiamo votato No per la Costituzione, la democrazia, contro l’accentramento dei poteri negli esecutivi e abbiamo votato No contro un sistema istituzionale che avrebbe normalizzato la supremazia del mercato e degli interessi dei pochi a discapito di noi molti.
Era anche un voto contro il Jobs Act, contro la buona scuola, il piano casa, l’ipotesi dello stretto di Messina, contro la compressione di qualsiasi spazio di partecipazione.
E siamo gli stessi che faranno di tutto per vincere i referendum abrogativi contro il Jobs Act, dall’articolo 18 ai voucher, la battaglia è la stessa.
Costi quel che scosti noi questa partita ce la giochiamo fino all’ultimo respiro.

E seppure proverete a far saltare i referendum con qualche operazioncina di maquillage, state pur certi che sugli stessi temi ci presenteremo alle elezioni dall’estero e dall’Italia.
Se nel frattempo vuole sapere quali sono le nostre proposte per il mondo del lavoro, ci chiami pure. Se vi interessasse, chissà mai, ascoltare.

E quando ci sarà il referendum sul giosbàt(*), io sarò in prima linea a votare Sì all'abolizione di tutti i suoi articoli, proprio come Marta.

(*) Continua a non meritare di essere scritto come l'ha voluto il "governo" del Bomba.

lunedì 19 dicembre 2016

Un bufalaro in meno

Non so se proprio a seguito delle denunce di Paolo Attivissimo e di David Puente o se la questione ha radici più lontane, ma il sito di cui parlavo nel post precedente ha chiuso. C'è da gongolare? Per il momento sì, anche se chissà cosa s'inventeranno gli allevatori di bufale per continuare a gabbare i webeti. Però comunque è un bel progresso, no?

venerdì 16 dicembre 2016

Allevatori di bufale allo scoperto

Ovviamente parlo di quelle bufale che muggiscono su web, non di quelle che producono latte per le famose mozzarelle.
Si comincia a sputtanare di brutto forse uno dei più dannosi siti di bufale degli ultimi tempi, un sito che ha mietuto troppe centinaia di migliaia di webeti boccaloni che ci sono cascati con tutte le scarpe. E vabbe', problemi loro, dirà qualcuno. E no, perché ormai la boccaloneria, grazie al web, sta diventando virale; prima i boccaloni sparavano le panzane a cui avevano creduto al bar, magari si pigliavano un vaffanculo e finita lì; adesso ogni boccalone che condivide una panzana può contagiare almeno dieci altri boccaloni (almeno, come ho detto) e far girare disinformazione a ritmo forsennato. Bisogna cominciare a darci un taglio, ma alla radice: bisogna cominciare a mettere alla gogna i siti di bufalari attiraclic che vivono sulle visite dei webeti.
Il sito a dannosità totale appena sputtanato è LiberoGiornale; è stato messo allo scoperto qui da David Puente, e qui da Paolo Attivissimo. Bravi: è davvero ora di tagliare i tentacoli alla piovra delle panzane.

mercoledì 14 dicembre 2016

Necrologio

In morte del signor Congiuntivo, gravemente ferito da milioni di pugnalate infertegli dal popolo webete, e infine barbaramente ucciso dalle parole di un professore emerito(*) dell'accademia della crusca(**), il quale ha detto che è "la tendenza del parlato" e che quindi "non bisogna farne un dramma". Qui la lingua non sta subendo un'evoluzione, ma un'involuzione; stiamo tornando a parlare tutti quanti come se non esistessero più le scuole in Italia (oh, scusate, avrei dovuto dire "come se non esisterebbero più le squole": la Q è voluta). Secoli di grammatica italiana buttati alle ortiche! Del resto i cruscaioli(**) hanno definito accettabili gli orrendi "sindaca", "ministra", ecc.; a quanto pare ora sono i politicanti da strapazzo, ignoranti come le suole delle loro scarpe, a stabilire le regole della lingua! Cos'è, hanno paura che la gente dimostri un minimo sindacale di cultura?

(*) Emerito pirla, direi
(**) Come si fa in fretta a cambiare idea! Apprezzavo quell'istituzione, fino a poco tempo fa; ma sembra che si siano bevuti il cervello ultimamente, perdendo il diritto alle maiuscole.

martedì 13 dicembre 2016

Il nuovo che avanza

Infatti sono tutti avanzi. La squadra di "governo" proposta da gentiloni (lui stesso un avanzo) è davvero nuova nuova... tsè. E con questi nomi, gentiloni si è dato tante, ma davvero tante, mazzate sui coglioni, pregiudicando quel poco di credibilità che avrebbe potuto ramazzare col suo carattere un po' meno tracotante rispetto al Bomba: non ha fatto che confermare al mondo che il Bomba continua a comandare, anche se si è autorelegato al ruolo di "eminenza grigia" con un simpatico moto di stizza da bambino dell'asilo.
- Riconfermato alf(sucal')ano, un vero ministronzo, anzi, maxistronzo, e pure incapace;
- Riconfermata alla sanità quella rincoglionita del giorno della fertilità; ma stiamo scherzando?
- Riconfermate anche le altre ministresse inquantodonne (madia, pinotti, la più ministressa di tutte che è la finocchiaro);
- Una ministressa riconfermata come sottosegretariessa: la culona col muso da cavallo a cui non ho voglia di fare pubblicità gratuita. E vabbe', i sottosegretari contano come il due di bastoni quando briscola è coppe, però è pur sempre una gran mazzata sui coglioni;
- Riciclati altri avanzi: padoan, orlando, franceschini, [...];
Cioè: si capisce fin troppo che ora il Bomba ha deciso di agire tramite un prestanome. Mi sa tanto che il loro tanto decantato 40% tra un annetto o giù di lì sarà soltanto un lontano ricordo...

lunedì 12 dicembre 2016

"Governo non eletto", muuu, muuu

Ci risiamo. Dopo l'incarico a gentiloni (minuscole d'obbligo, ma non per questo motivo) milionate di webeti tornano a strepitare su tutti i toni il mantra "Questo governo non è stato eletto dai cittadini". Ora, siccome non è prevista in alcun modo - da quella stessa Costituzione che abbiamo difeso con gli artigli e con le zanne - l'elezione diretta del presidente del consiglio, perché la gente continua a ostinarsi su questa bufala astronomica? Nessun presidente del consiglio è mai stato eletto dal popolo, come non lo è mai stato nessun ministro. La Costituzione parla chiaro:
art. 92 :"Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.";
art. 94 :"Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione."
Più chiaro di così... Dal 1948 in Italia non è mai stato eletto alcun governo! È il parlamento ad essere eletto (più o meno; ma siamo riusciti a mantenerlo in un modo o nell'altro elettivo). Ficcatevelo in testa!
(Parole al vento, come al solito.)

venerdì 9 dicembre 2016

Siamo messi male

In un modo o nell'altro, l'Italia si è cacciata in un meraviglioso cul de sac. Il referendum col suo sonoro No è solo un sintomo del problema; la realtà dei fatti è che la concatenazione di eventi da più di vent'anni a questa parte ci ha inevitabilmente condotti al punto in cui siamo, col Bomba che dopo essersi preso uno sputo in un occhio sulle sue tanto agognate "riforme" ha deciso di mollare tutto di colpo, dicendoci "E mo' son tutti cazzi vostri", dimostrando un'irresponsabilità ancora più grave di quanto avesse già dimostrato in passato. E per fortuna che almeno il presidente della repubblica l'ha preso per il bavero e gli ha fatto approvare il bilancio! Adesso, però, si presentano scelte che in nessun paese civile un capo di stato dovrebbe essere costretto a prendere:
- Governicchio per tirare a campare (ullallà, ci sono tre quarti dei pirlamentari che se andassero a casa adesso si sognerebbero il vitalizio! Pianterebbero su un casino inverosimile se qualcuno decidesse di spedirli via a calci in culo!), con alla testa nomi come padoan, franceschini, gentiloni o altri del genere che non meritano proprio la maiuscola. Sono i tirapiedi del Bomba; cambierebbe il nome ma non la sostanza, e in più sarebbe un governo del tutto inutile, autorizzato unicamente alla gestione degli affari correnti;
- Un bis del Bomba, anche qui completamente inutile;
- Tirarla per le lunghe fino alla scadenza naturale del 2018: questa è da suicidio per l'Italia, perché gli unici che riusciranno a guadagnare consensi per allora saranno i grUllini. Consegnare l'Italia in mano al movimento 5 avvelenamenti da amianto, coi disastri che ha già combinato e sta combinando in tutti i posti dove ha vinto le elezioni? Ma scherziamo?
- Scioglimento delle camere ed elezioni anticipate. Forse sarebbe il meno peggio, se non per un paio di simpatici particolari: a) abbiamo due leggi elettorali contrastanti tra loro per camera e senato: una legge di merda per la prima, basata sulla vittoria del Sì su cui contavano che poi non s'è realizzata, una legge diversa per il secondo, che, hahaha, rimane ancora in piedi alla facciazza loro; c'è il fondatissimo rischio di non ritrovarsi con la stessa maggioranza nelle due camere e non riuscire, quindi, a mettere in piedi un nuovo governo; b) al momento attuale rischiamo ancora di ribeccarci il Bomba, che è rimasto segretario di partito e punta proprio su questo gran paciugo per uscirne vincitore e tornare a fare il tirannello da opera buffa in Italia.
- L'opzione che non sceglieranno mai: commissariamento straordinario del governo per quella ventina di giorni necessari a produrre una legge elettorale coerente tra le due camere e poi scioglimento delle camere ed elezioni anticipate.
In poche parole, venti e più anni di abusi, di "politica" basata su insulti e volgarità, di personaggi che vanno su solo per curare i loro porci interessi e in tanti casi per sfuggire ai propri guai giudiziari, di buffoni e "comici" che si danno alla gestione della cosa pubblica, di imbarbarimento forzato della cultura generale, ci hanno condotti a superare un punto di non ritorno. Tanto vale che tutto vada a scatafascio subito e che l'Italia ricominci da zero, possibilmente fuori da quest'europa che ha finalmente gettato la maschera dichiarando espressamente di volerci distruggere.

mercoledì 7 dicembre 2016

Chi si ritira dopo il referendum?

Le bufale no di sicuro. Sono lì che continuano a muggire beate e felici. In particolare le bufale secondo cui alcuni personaggi dello spettacolo (parola grossa in questi casi) avrebbero avuto e magari hanno ancora intenzione di mollare dopo il No al referendum.
Tsè.
Cioè: se gigidalessio e barbaradurso (per citarne due, minuscole e appiccicamento d'obbligo) avessero davvero detto di volersi ritirare in caso di vittoria del No sono quasi convinto che la percentuale del No avrebbe sfiorato addirittura il 90%, e se l'avessero confermato a referendum avvenuto adesso ci sarebbe fior di gente che stappa bottiglie di spumante in onore del loro ritiro - ma non l'hanno mai affermato! Magari si levassero dai coglioni pure loro! Purtroppo queste sono solo bufale, muuu, muuu. Ci terremo ancora per un bel pezzo le "canzoni" di gigidalessio e vedremo ancora per un bel pezzo la faccia da culo di barbaradurso in telecaccavisione: fatevene una ragione.

martedì 6 dicembre 2016

Il vero cambiamento

... non può avvenire sul piano normativo. Certo non con una "riforma" abborracciata alla bella meglio per favorire gli interessi delle corporazioni economiche che stanno governando quest'europa tutta da rifare. Gli italiani hanno appioppato a questa bella "riforma" e ai suoi promotori un bel calcio in culo, il che è già un microscopico progresso, ma non sufficiente. Comunque, prima di pensare a cambiare le leggi, dobbiamo cambiare noi stessi, perché altrimenti un cazzaro se n'è andato ma verrà sostituito con altri cazzari. E vabbe', della cazzoneria tipica degli italiani parlava già Dante, ma questa non è una scusa valida per dire "tanto siamo così, è inutile pensare di essere diversi": bisogna davvero sforzarsi di operare un cambiamento alla nostra stessa natura, agendo su vari aspetti.
  • Legalità. Questa è davvero la "bestia nera" degli italiani. Non solo sembra che le leggi esistano unicamente per essere infrante, ma addirittura le persone che riscuotono più consenso e più ammirazione sono quelle che più infrangono le leggi, e li riscuotono dalle stesse persone che hanno inculato a sangue, che formalmente le criticano ma sotto sotto le approvano. E si ritorna alla solita solfa: parcheggi alla cazzo di cane e ti fanno la multa? Te la paghi e impari a parcheggiare nei posti e nei modi corretti! Tuo figlio prende un votaccio a scuola? Se lo tiene, imparerà a studiare un po' di più e da te si prende due schiaffoni! Devi fare delle pratiche presso la pubblica amministrazione? Ti metti in coda, senza chiamare l'amico che lavora nel tale ufficio per "accelerare" la tua pratica! C'è una tassa da pagare? La paghi, senza costringere gli altri a pagare anche la tua parte! Qualche personaggio in posizione di potere le combina grosse, magari pure vantandosene? Agisci contro questo personaggio, in tutte le maniere legali che hai a disposizione, senza limitarti alle chiacchiere da bar o ai "morite tutti bastardi" sulle socialmerde per poi dargli il tuo sostegno!
  • Informarsi e darci un taglio alla boccaloneria. Anche qui la popolazione soffre di gravi mancanze; anche qui si è molto analfabeti funzionali (insomma, siamo gente che sa leggere e scrivere, ma trova troppo faticoso perfino leggere il segnale "STOP" sulla strada: meglio rischiare di ammazzare qualcun altro magari assieme a noi stessi. E questo è solo uno degli esempi.); gli organi di stUmpa che pubblicano titoloni attiravendite/clic, magari appioppati a un articolo che non c'entra un cazzo col titolo stesso, ma tanto sanno già che ben pochi leggeranno l'articolo; i bufalari (che comprendono anche testate ufficiali) che vomitano su web notizie farlocche a macchinetta, perché hanno piena coscienza che milioni di webeti ci cascheranno con tutte le scarpe; non parliamo poi della televisione, che la gira sempre a favore dei potenti di turno e che ha ancora il potere di incantare milioni di teledipendenti rincoglionendoli più di quello che già sono di loro. Date una scrollata al neurone solitario, fatevi venire dubbi e incertezze, andate a verificare tutte le fonti! Soprattutto, disiscrivetevi da tutte le socialmerde coi loro "mi piace" e i loro "condividi", e tenete presente che ogni bufala condivisa è un numero di pugnalate alla vera informazione pari a tutti i webeti che l'hanno condivisa.
  • Convincersi che non siamo sessanta milioni di nazioncelle individuali, ma facciamo tutti parte di una società. Curare il proprio orticello e chi se ne strafotte degli altri? Ma, per citare per l'ennesima volta Tozzi, "gli altri siamo noi". Dove noi guadagniamo illecitamente dei vantaggi, qualcun altro ci rimette; dove noi espandiamo a forza bruta la nostra libertà qualcuno sta perdendo la propria. E se fosse qualcun altro a guadagnare dei vantaggi a spese nostre, ad attentare alla nostra libertà? Ah, lì sì che c'incazzeremmo! A questo punto dobbiamo osservare il vecchio principio "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". La nostra libertà d'azione ha dei paletti che non vanno oltrepassati. Dobbiamo abbandonare il vecchio modo di pensare secondo cui i doveri spettano solo agli altri, mentre noi ne siamo immuni, e specularmente che solo noi possiamo godere di diritti e gli altri devono tacere.
  • Coraggio delle proprie azioni. Viviamo in una società dove nessuno si assume la minima responsabilità; qualunque cosa succeda è sempre colpa di qualcun altro, e la stessa burocrazia è stata creata proprio per poter giocare allo scaricabarile e a rimpallare all'infinito da una parte all'altra la colpa di un qualsivoglia errore. Dire "ho sbagliato" non è un delitto (o magari lo è, comunque l'ammissione potrebbe valere uno sconto di pena). In questa società, si è portati alla denuncia facile, in parte sulla base del punto precedente (ribadisco: diritti a noi, doveri agli altri), in parte per paura di assumersi un briciolo di responsabilità. L'esempio classico: c'è una bella buca ben visibile sul marciapiede; distrattamente, ci ficchi un piede dentro, t'inciampi e sbatti il muso per terra. Cosa fa l'italiano medio in questi casi? Raccoglie i suoi pezzi e pezzettini e si dà uno "sveglia bauchi" da solo? Tsè: partono denuncioni a stecca verso l'amministrazione comunale! E magari la stragrande maggioranza della gente passa, evita quella buca e manco ci pensa! E no: se la buca non ti si è aperta di colpo sotto i piedi, se era già lì prima e tu sei l'unico che non l'ha vista e ti sei fatto male, è tutta colpa tua, quindi ti rialzi (se ci riesci) ripromettendoti di guardare dove metti i piedi la prossima volta! Non mi dire che in casa tua non ci sono ostacoli sui quali potresti spaccarti le ossa!
In parole povere, se non vogliamo cambiare soltanto i nomi di chi c'incula e continuare ad avere male al culo, dobbiamo essere noi a cambiare il nostro modo di pensare, smettendola di essere dei codardi egoisti sbattiballe totalmente insofferenti alle regole che noi stessi ci siamo dati. Se n'è andato il Bomba? Cerchiamo di non sostituirlo con un altro Bomba!

lunedì 5 dicembre 2016

C'è chi dice no

Cioè: quasi il 60% degli italiani ha rigettato una "riforma" pastrocchiata, inconcludente per quanto riguarda le sue promesse, pericolosa perché avrebbe portato all'ufficializzazione di un regime dittatoriale da cui molto probabilmente saremmo riusciti a liberarci solo a seguito di un intervento estero. Bene, abbiamo tagliato il problema alla radice. Ora non importa il perché e il percome quel 60% di votanti (tra l'altro, con un'affluenza alle urne mai più vista per un referendum negli ultimi anni) abbia sbattuto la porta in faccia a chi aveva proposto quella "riforma"; che l'abbiano fatto a seguito di un ragionamento, che abbiano seguito il gregge più numeroso, che abbiano avuto semplice paura, che abbiano votato in un certo modo "perché Tizio, Caio e Sempronio, che mi stanno sulle palle, votano nell'altro modo", che abbiano votato contro questo o quel partito di politicanti da strapazzo, che abbiano votato a caso perché non ci avevano capito una favazza - ecco, non ce ne può fregare meno. Ormai quello che conta è il risultato (anche se sarebbe davvero bello che buona parte di quel quasi 60% fosse dovuto a un voto ragionato - mah, questa è utopia pura). E adesso il personaggio che più di tutti ha personalizzato questo referendum, il Bomba che l'ha vissuto come un referendum su sé stesso e non sulla legge fondamentale dello stato, fa bene a levarsi dai coglioni: per la prima volta da quando qualche altro personaggio innominabile l'ha piazzato lì ha dimostrato coerenza. È ora di ricominciare tutto da capo per l'Italia, sperando, stavolta, di riuscirci.
(Tsè, guarda, Dumdumderum: ti hanno appena conferito la nomina a imperatore del mondo...)

venerdì 2 dicembre 2016

Referendum muuu muuu

Ne ho due coglioni così. Di cosa? Di tutta la propaganda farlocca, ma soprattutto di tutte le bufale che circolano riguardo a questo referendum, messe in giro da entrambi i fronti per condizionare il voto; ma lo sapete, tutti quanti, su cosa state votando? Lo sapete che, vista l'assenza di quorum, basta UN SINGOLO VOTO di differenza per a) mantenere lo status quo che per me è la scelta meno peggiore, oppure b) ufficializzare nella nostra stessa Costituzione l'instaurarsi di un regime fascista sotto il quale stiamo già vivendo (e vabbe', un regime da opera buffa o da sitcom, non certo qualcosa come il vero fascismo; ma da aborrire allo stesso identico modo). E, ribadisco, queste sono mie opinioni che sto semplicemente esprimendo: non ho intenzione di condizionare nessuno. Qui tutti dovrebbero votare senza il minimo condizionamento; e invece, oltre alla propaganda dei politicanti da strapazzo:
- tutti quei personaggi a cui sono state messe in bocca parole che non hanno mai pronunciato a favore dell'una o dell'altra scelta;
- tutte quelle catastrofi (provenienti magari dall'estero) che ci pioveranno sulla testa se votiamo così o cosà;
- tutti quei personaggi morti e stramorti a cui è stata messa in bocca un'opinione che non avrebbero mai potuto esprimere;
- tutti quei posti (tipo Rignano sul Membro, grasse risate!) dove hanno "trovato" schede già pre-votate per far pendere la bilancia da una parte o dall'altra;
- tutte le sparate alla grUllina sulle matite (sì, il movimento 5 setticemie non demorde su questa bufala vecchia e zoppa);
- tutte le evidenti trollate (una fra tutte, quella sulla moglie del Bomba) che diventano dei meme ascesi venendo prese troppo sul serio dalla marea di webeti boccaloni che ci cascano con tutte le scarpe.
Mo' basta! Ragionate con la vostra testa, gente. Se siete d'accordo con la mia opinione (ma perché siete veramente d'accordo, non per pecorite acuta) votate NO; se siete per il cambiamento costi quello che costi (ripeto: è ancora sempre una mia opinione) votate SÌ, ma sempre perché ci avete ragionato sopra! Oltre a tutte le trappole da cui vi ho già messi in guardia nel post di lunedì, evitate di cascare come pere troppo mature nei trappoloni astronomici messi in giro dai bufalari!
(Tsè. Guarda, Dumdumderum, ho appena visto tutti i politicanti da strapazzo dimettersi in massa...)

martedì 29 novembre 2016

Evitiamo di ricadere nel fascismo

Dopo la sonora bocciatura del decreto madia (minuscola d'obbligo: le inquantodonne con la carica di ministresse certo non meritano la maiuscola) da parte della corte costituzionale, il Bomba ha accusato la burocrazia di paralizzare il paese. La corte costituzionale, però, una volta tanto senza troppi indugi, ha semplicemente svolto il proprio lavoro, facendo rispettare quella Costituzione che è ancora in vigore.
Già.
Il gioco del Bomba è chiaro e lampante: adesso strillerà su tutti i toni che i "furbetti del cartellino" la faranno franca; parlerà alle pance della gente, gridando loro che siamo preda dei burocrati ostili al cambiamento, nel tentativo di spostare gli indecisi verso il Sì al referendum; e questo vorrà dire, semplicemente, tornare al fascismo.
Ancora una volta, ragionate, gente. Il rispetto della Costituzione (così com'è) non è "burocrazia che paralizza il paese": è semplicemente rispettare regole che la nostra repubblica s'è data proprio per evitare di ricadere nel fascismo, da cui nel 1948 era appena uscita dopo una sanguinosa guerra che si era tirata addosso con le sue stesse mani. Dobbiamo impedire con tutte le nostre forze che quella stessa Costituzione venga sovvertita al punto di permettere l'instaurazione ufficiale di un regime dittatoriale: pensateci, gente.

lunedì 28 novembre 2016

Votate responsabilmente

Io la mia preferenza l'ho già abbondantemente dichiarata e nutro la speranza (altalenante...) che vinca davvero il No, però, qualunque sia la vostra idea in proposito:
- non lasciatevi influenzare dai troll e dai bufalari che "se vince QUESTO ci saranno più tasse/più disagi/meno soldi/blablabla";
- parimenti, lasciate perdere quelle belle dichiarazioni "Tizio [morto] ha detto sì", "Caia [morta pure lei] ha detto no" (ultima al momento di questo post quella attribuita a Fidel Castro); è anche un modo ignobile di approfittarsi del fatto che i citati personaggi non possano più dire la loro a riguardo;
- i politicanti da strapazzo hanno molto personalizzato questo referendum; non date retta alla loro propaganda: questo è un referendum sulla modifica della nostra legge più importante, la Costituzione, e come tale va votato;
- sempre i politicanti da strapazzo (uno in particolare: il Bomba) giocano abominevolmente su malattie come il cancro o l'epatite per tirar l'acqua al loro mulino: un gioco ignobile e spregevole sulla pelle di tanti malati; certo è che se votate qualcosa anziché qualcos'altro NON sbucherà la cura miracolosa per queste malattie;
- non cadete nella trappola del "io voto X perché il tale personaggio che mi sta sulle palle vota Y": le scelte sono soltanto due, e su qualunque di esse abbiate messo la croce sappiate che avrete votato "come" qualcuno che vi sta sulle palle;
- [Aggiunta] non date retta ai politicanti e alla stampa esteri, che ficcano il becco in faccende che non li riguardano;
- che non ci sia il quorum per questo referendum non è una scusa valida per non andare a votare: in ogni caso, state sbolognando tutte le responsabilità a qualcun altro; se davvero volete dare qualche possibilità in più alla vostra scelta, ANDATE A VOTARE!
In poche parole, andate a informarvi sulla Costituzione e su come cambierebbe in caso di vittoria del Sì, non date retta ai peracottari (di entrambi i fronti) che s'inventano le panzane più astronomiche per convincervi della bontà delle loro ragioni, non lasciatevi condizionare dal clima di paura che - ancora una volta - entrambi i fronti stanno alimentando, usate la vostra testa e soprattutto rivendicate a gran voce il vostro diritto a dire la vostra.

venerdì 25 novembre 2016

Solite "catastrofi" d'autunno

Bollettino di guerra autunnale: allagamento di qua, smottamento di là; lì sono caduti dei sassi, laggiù è sprofondato il terreno; il tale torrente è uscito dagli argini, bla bla bla.
Dove, mi chiederete.
Risposta netta e precisa: sempre negli stessi posti. Prendete le notizie di quest'autunno, incrociatele con quelle del 2015, del 2014 [...] e scoprirete che alla minima pioggia autunnale i nomi dei posti colpiti da, ahem, "catastrofi" con virgolette d'obbligo non cambiano mai.
Cioè: da una pioggia all'altra la gente non impara mai. Soprattutto non imparano mai la lezione fondamentale: se continuiamo a tirar mazzate all'ambiente, questo prima o poi finisce per reagire violentemente. Se continuiamo a costruire case sugli alvei dei fiumi non dobbiamo lamentarci se la prima ondata di piena ce le tira giù; se continuiamo a disboscare i declivi non dobbiamo lamentarci per le colate di fango; se continuiamo a farci i beati cazzi nostri senza minimamente pensare a dove viviamo, sarà l'ambiente stesso a estinguerci. In fin dei conti, un pianeta è molto più forte di tutte le creature che lo popolano.

mercoledì 23 novembre 2016

Vogliamo risparmiare? Aboliamo gli enti inutili!

A partire dall'ISTAT.
Ora più che mai sta dimostrando di essere nulla più che un ente filogovernativo che dice solo quello che il "governo" vuole che gli italiani si sentano dire.
Secondo questo ente mangiasoldi, già inutile di suo (ricordate cosa diceva Trilussa delle statistiche? Non il trilussini(*), proprio il Trilussa originale.) gli italiani sono soddisfatti della vita.
Tsè.
Giovani costretti al precariato a vita pagati con vàucer o con buoni pasto (no: non anche con: solo con.); lavoratori già assunti facilmente ricattabili con licenziamenti facili e sempre meno pagati; anziani che vedono allontanarsi sempre più la data della pensione e hanno la certezza matematica che non riusciranno nemmeno più a sopravvivere con quello che prenderanno; sanità e istruzione ormai solo più per i ricchi; trasporti pubblici nel caos più totale; infrastrutture che crollano (letteralmente!) a pezzi; criminalità e corruzione che imperano ovunque; insomma, la sicurezza totale di non poter più vivere in un tale paese - adesso riprendo una fin troppo vecchia definizione - di merda. Ciò nonostante, secondo l'ISTAT siamo felici. E visto che siamo felici, al referendum dobbiamo votare quel che ci dice il Bomba?
No, non siamo felici. No, non voteremo quel che ci dice il Bomba (sì, qualcuno lo farà, ma ho la forte speranza che saranno molto pochi - il 5 dicembre deciderò se stappare una bottiglia di spumante o cominciare attivamente a cercare un passaggio per Marte). Al referendum la croce andrà sul No, e basta. E se davvero lo stato italiota vuole cominciare a risparmiare miliardate, per ridirigerle su lavoro, sanità, istruzione, trasporti e benessere sociale, deve abolire enti non solo inutili, ma totalmente dannosi come l'ISTAT.

 (*) L'imitazione del Trilussa prodotta dal maschio alfa dei baluba verdi

martedì 22 novembre 2016

Il Giustizzzziere della Notte n. googol

(Googol è quel famoso numero esprimibile come 1 seguito da cento zeri; non stavo citando in maniera errata Google, che pure ha tratto ispirazione per il nome proprio da googol.)
Sulle socialmerde ormai è un proliferare di bufale astronomiche del tipo Tizio - appartenente a una categoria odiata, qui in Italia quasi sempre un migrante - ruba in casa/stupra la figlia/blablabla di Caio, che, constatato che la giustizia ufficiale non lo protegge, s'incazza come un intero branco di iene incazzate e fa pentire Tizio di essere nato; poi le autorità puniscono Caio, non Tizio.
Ma quando mai.
Queste sono bufale belle e buone, messe su ad arte da siti che si definiscono "satirici" (e che ovviamente si parano solo il culo con quella definizione: le loro sono trollate lontane miliardi di anni luce dalla vera satira) solo per alimentare la guerra tra poveri finalizzata a distogliere l'attenzione della gente dai veri problemi. E ci riescono! Ognuno di questi "articoli" finisce poi corredato da MIGLIAIA di commenti di webeti totali del tipo "Dagli giù a [categoria odiata del momento]", dove invocano le peggiori torture e le morti più atroci a persone che... non esistono!!! Come non esiste il giustizzzziere che si è fatto giustizzzzia con le proprie mani, come non esistono le autorità che condannano quest'ultimo mentre portano in palmo di mano il [personaggio appartenente a categoria odiata] citato nel cosiddetto "articolo". L'Italia, va detto, purtroppo è il paradiso dei criminali - ma di tutti i criminali, non solo quelli appartenenti alle categorie su cui viene fomentato odio; le nostre prigioni sono zeppe di gente di cui il 6% circa sono stranieri, per dirne una; gli altri sono tutti gente di qui - la percentuale rispecchia la distribuzione di stranieri sul totale della popolazione, questo è ovvio.
Cari webeti: date una buona volta un calcio al neurone solitario, risvegliatelo dal coma, rendetevi conto che a condividere (e commentare alla cazzo di cane) "articoli" del genere:
- fate solo del male a voi stessi;
- ingrassate il portafoglio di chi vive di clic;
- alimentate il clima di odio su cui tanti, troppi, politicanti da strapazzo a livello mondiale stanno costruendo le loro carriere.

martedì 15 novembre 2016

Dagli col terrorismo climatico

E ci risiamo. Il 2016 è stato "l'anno più caldo di sempre" (be', per una volta non hanno tirato in ballo i canonici 150 anni...).
2003? Dimenticato.
1993? Dimenticato.
Altri anni precedenti in cui c'era da andare arrosto? Dimenticati.
Ma mi sa che per i "giornalisti" il mondo è iniziato il primo gennaio 2016.
Ma andate a farvi una gita su Mercurio sul lato esposto al sole, va'!

venerdì 11 novembre 2016

Sfrutteremo l'occasione?

Mi ero ripromesso di disinteressarmi al gran completo di chi sia il nuovo presidente degli stati agglutinati di merrrrrega, ma una piccola considerazione m'è rimasta, e la devo esporre.
Insomma, visto l'odio e la gran fifa suscitati dall'alligatore col gatto in testa anche qui da noi: riusciremo a sfruttare quest'occasione per liberarci di decenni di schiavitù culturale, servilismo e leccaculismo nei confronti degli stati brutalmente inchiodati di merrrrrega? Riusciremo a smetterla di inquinare la più bella lingua dell'Universo(*) con termini in ostrolon babig quella lingua là usati alla cazzo di cane per far vedere quanto siamo fighi? Riusciremo a ragionare con la nostra testa senza seguire mode tamarre solo perché sono merrrrregane? Riusciremo a dare ai nostri figli nomi un po' più consoni alla nostra cultura e alla nostra tradizione senza appioppar loro nomacci impronunciabili pure scritti alla umpazumpa? Riusciremo a ricordarci che forse, magari, probabilmente sono i merrrrregani a dovere a noi una gran fetta della loro cultura? Insomma, riusciremo a tornare italiani? Lo so che qualche testa bacata adesso mi accuserà di razzismo e di nazionalismo, ma non me ne frega un cazzo, anche perché dimostrerebbero semplicemente di non aver capito una beata favazza di niente: siamo noi quelli che stanno semplicemente buttando millenni di cultura alle ortiche perché merrrrregano fa più figo, oltre naturalmente ad azzerbinarci affinché ci calpestino quando e come vogliono.

(*) Ribadisco: la più bella lingua dell'Universo è la propria madrelingua, e la mia è l'italiano.

martedì 8 novembre 2016

Giornata mondiale del "Non ci sto capendo un cazzo"

(Post originale qui)

Dunque: merrrrregani che s'impicciano del nostro referendum e noi che continuiamo a contare i peli del culo ai due candidati alla presidenza della merrrrrega - ma l'Italia esiste ancora?
Per fortuna oggi ci togliamo dai coglioni metà di questo paciugo mostruoso - la metà, continuo a ribadirlo, di cui non ce ne può fregare meno.

venerdì 4 novembre 2016

"Castigo divino"????? Ma che film avete visto?

Si è cominciato con quel viceministro israeliano che ha attribuito i terremoti a un "castigo divino" per la decisione dell'Unesco (mai vista un'organizzazione più inutilmente mangiasoldi - ma questo è un altro paio di mu ma mutande) ed è stato giustamente massacrato; ha poi chiesto scusa, ma è un chiudere la stalla dopo che è scappato tutto il bestiame. Adesso ci si mette anche radio maria (nel senso che se la fumano, forse...), ad attribuirli - con ogni probabilità - alle unioni civili.
Ma ci siete o ci... anzi, vi fate?
Cari (!!!) fanatici religioidi, piantatela lì di fare i vostri sporchi giochi sulla pelle di chi i terremoti li ha subiti in prima persona. E cari (!!!) boccaloni idioti che vi bevete tutte le frottole ammannite dai fanatici religioidi: fatevi furbi. Date pure il vostro otto per mille a radio fumo erba maria, che invade tutte le frequenze libere che trova con la sua becera propaganda pro domo sua!

(I link riportati sono sul blog di David Puente)

giovedì 3 novembre 2016

Ma quali motivi umanitari!

Rinviare il referendum "per motivi umanitari" a causa del terremoto. Questa l'ultima trovata genialoide del Bomba.
Tsè.
L'unico motivo per cui lo fa è che così spera di riguadagnare il consenso che sta perdendo a ritmo vertiginoso; intanto, sempre a tale scopo, ammonticchia promesse bombesche alle popolazioni colpite, del tipo "Ricostruiremo tutto".
Ari-tsè. Come ha "ricostruito" il suo papino spirituale a L'Aquila, con le case di cartongesso che crollano in testa agli abitanti! A chi pensa di darla a bere il Bomba?
Motivi umanitari 'sta cippa. Il referendum lì è e lì deve rimanere, e spero proprio che i terremotati per primi si sentano abbastanza presi per il culo da votare un grossissimo No.

lunedì 31 ottobre 2016

Il Cinguettatore Folle e le "piazze piene"

Ce l'avevano tanto col caimano per i suoi fotomontaggi - ma quelli del "partito" che ci "governa" amano davvero predicare bene e razzolare male. Così, una senatrice di quel "partito", per tirare l'acqua al mulino del Bomba, ha pubblicato 'sta roba:


Eh, no, cara signora pigliabotte. Hai bellamente scopiazzato un'immagine del 2009, riferita a una protesta contro il caimano e a favore della libertà di stampa:

La rete ha la memoria luuuuuuuunga... Cari appartenenti al "partito" personalistico del Bomba: datevi una sveglia, una buona volta; piantatela lì di essere degli Yes Men e tornate a ragionare con la vostra testa, se volete evitare di farvi quotidianamente figure di merda di questo genere.
(Ancora una volta parli coi sassi, Dumdumderum?)

venerdì 28 ottobre 2016

Nessun terremoto ci toglierà gli sciacalli dai coglioni

Chiaramente non mi sto riferendo ai canidi, ma agli sciacalli che camminano su due gambe.
Quelli che:
- accusano il governo di aver falsificato i dati sulla magnitudo per non riconoscere lo stato d'emergenza - e vabbe', questo governo può essere accusato di un'infinità di cose, ma di certo non di una puttanata astronomica del genere!
- approfittano del terremoto per andare a slurpaculo sul presidente russo, affermando che avrebbe donato cento miliardi (miliardi, sì, proprio miliardi!) per mettere in sicurezza le case degli italiani; ma quando mai lo zar Putin se ne impipa anche minimamente dell'Italia? E quando mai donerebbe cifre tali da mandare la Russia in bancarotta? Ma fatevi furbi!
- vanno ad accusare operazioni di "geoingegneria clandestina" di aver causato il terremoto: tipo uno strakPUPPA strPUPPA (humpf!) strakerPUUUUUPPA a caso, più tutti i decerebrati che lo seguono (e non sto parlando dei suoi millemila alter ego: purtroppo qualche seguace dal neurone solitario in naftalina il komandante ce l'ha).
Più tutte le altre sciacallate che ho sentito sul terremoto, troppe per riportarle qui.
A questo punto, un mio sogno destinato a rimanere per sempre nel campo delle utopie irrealizzabili prevederebbe il riunire tutti questi sciacalli bipedi in qualche vecchia palazzina mal costruita in zona sismica e aspettare che il prossimo terremoto se li porti via. Ma, come ho già specificato anche nel titolo, ciò non si realizzerà mai.

giovedì 27 ottobre 2016

(Dis)integrazione

Prendo spunto dall'ultima mega-stronzata finita sul Tomo delle Facce di Merda per lanciare un messaggio a tutti i fondamentalisti-col-culo-degli-altri che non leggono nemmeno un semplice messaggio di poche righe chiaro e semplice ma lo usano per scaricare barili di merda sulla persona che l'ha scritto. Il ministro norvegese per l'integrazione, la signora Sylvi Listhaug (sì, è un ministro, non quella carica fittizia che abbiamo qui e che va riportata come "ministressa"), ha detto chiaro e tondo agli islamici, testualmente (tradotto): "Credo che chi viene in Norvegia debba adattarsi alla nostra società. Noi mangiamo maiale, beviamo alcolici e mostriamo il nostro viso; voi dovete adeguarvi alle leggi, ai regolamenti e alle usanze norvegesi quando venite qui." Un messaggio semplicissimo, che però i webeti di turno hanno interpretato come "I musulmani devono mangiare maiale".
Falsissimo.
La signora Listhaug ha semplicemente affermato che chi arriva da fuori (e non si è riferita esplicitamente ai musulmani, anche se il riferimento al maiale, all'alcool e al mostrare il viso è lampante) non deve scassare il cazzo ai norvegesi sulle loro usanze, più leggi e regolamenti che comunque vanno rispettati. Non mangi maiale, non bevi alcool? Cazzi tuoi; la gente del posto lo fa? A te non può e non deve fregarne meno. Questo è il senso del messaggio.
Ovviamente, questo non vale solo in Norvegia. Dovrebbe valere anche qui da noi. Anche gli italiani mangiano maiale, bevono alcolici e mostrano il loro volto. Anche qui da noi nessuno può permettersi di scassare il cazzo alla gente del posto perché vive come ha sempre vissuto. Noi non scassiamo il cazzo a chi arriva da fuori se adotta per sé le proprie usanze, chiaramente nel rispetto della legge, e questo è già più di quello che tocca a noi subire quando andiamo a visitare certi stati esteri; ma abbiamo il diritto di vivere la nostra vita a casa nostra come pare e piace a noi, no?

mercoledì 26 ottobre 2016

Guerre tra poveri - e i ricchi gongolano

Divide et impera, dicevano.
Questo motto dell'impero romano non è mai stato più attuale. E quando il nemico è la stessa popolazione, cosa si fa? Si mettono poveri contro poveri. Quello che è successo a Goro, manifestanti messi su dai soliti ignoti che hanno costretto un pullman con una ventina di profughe fuggite da una guerra a fare un'inversione a U e andare da qualche altra parte, non è che la punta dell'iceberg. Tutto sta nel mettere i ceti bassi contro i ceti bassi, fomentare odio e violenza tra poveri, distogliendo così l'attenzione generale dal modo in cui i ceti alti ci stanno tutti quanti prendendo per il culo. A questo punto, ai manifestanti di Goro e a tutti gli altri che si bevono il bieco populismo di cosi subumani come i baluba verdi, un semplice messaggio: lasciate perdere i poveracci come voi e cominciate a scendere in piazza contro quei ceti alti che:
- per aumentare i propri stessi privilegi hanno corcato di tasse i ceti bassi;
- hanno tolto tutte le tutele sul lavoro, costringendo i vecchi a lavorare fino alla morte per mantenere i giovani destinati a un precariato sottopagato a vita;
- hanno reso sanità, trasporti, istruzione e benessere sociale roba strettamente per i ricchi.

martedì 25 ottobre 2016

Senza

La parola d'ordine per l'industria ormai è questa: senza. Qualunque cosa vendano, dev'essere senza questo o senza quell'altro. Mica conta cosa contenga: l'unica cosa importante è che non contenga quella specifica cosa. E allora: abbiamo salumi e formaggi senza glutine. Be'? Non ce l'hanno mai avuto, e quindi che senso ha specificare che non lo contengono? Eppure non c'è più un singolo produttore di salumi o di formaggi che non indichi che i suoi prodotti sono privi di glutine. Ma i conservanti e altre porcherie che c'inziccano, quelli no, mica bisogna specificare che ci sono! Oppure, visto il gran casino scoppiato intorno all'olio di palma, adesso tutti i prodotti alimentari riportano sull'etichetta che sono senza olio di palma: anche cibi che non hanno mai contenuto alcun genere di olio! Però nessuno specifica con cosa abbiano sostituito l'olio di palma: olio di motore esausto? Paraffina? Olio di ricino? Mah. A quando l'apparizione sugli scaffali di scatole "senza prodotto", piene solo di aria pura?
Mah. Siamo senza speranza ormai.

venerdì 21 ottobre 2016

Prima regola: farsi i cazzi propri

Dopo l'ambasciatore, adesso anche il presidente degli stati appiccicati di merrrrrega si permette di dire la sua sul nostro referendum. Ma cari (!!!) merrrregani: ve l'ha ordinato il dottore di impicciarvi di questioni di politica interna di quello che per voi è uno stato estero? Come se noi (mondo dei webeti a parte) dovessimo impicciarci delle vostre questioni di politica interna! V'incazzereste come delle iene incazzate, giusto? E allora, pensate alla vostra politica e non alla nostra, e andatevene pure a fanculo per direttissima! Come a me e a tutti gli altri italiani non può fregare meno di voi, non può e non deve fregare meno a voi di noi!

mercoledì 19 ottobre 2016

Il Tomo dell Facce di Merda e la censura lavorativa di regime

Quando avevo sentito di questa notizia, inizialmente l'avevo presa per una bufala. Su bufale.net, tuttavia, è purtroppo arrivata la conferma che 'sta faccenda non muggisce, proprio per niente. Per chi non ha voglia di cliccare su quel link (ma fatelo, suvvia: è un sito che merita), in parole povere, una dipendente pubblica sul TFM una foto della visita del Bomba a una famosa azienda, assieme al direttore di quest'ultima; una collega ci mette un commento poco lusinghiero in itaGliano webbaro, e l'autrice della pubblicazione lo mipiacizza(*). Risultato: licenziate tutte e due per giusta causa.
Insomma, abbiamo due aspetti che messi insieme hanno contribuito a questo spiacevole episodio. Da un lato l'utOntaggine di tanti webeti che sul TFM pubblicano di tutto e di più senza minimamente prendere in considerazione il fatto che tutto ciò che viene pubblicato sulle socialmerde è pubblico che più pubblico non si può; dall'altro lato, il fatto che viviamo sotto regime - un regime ridicolo, da opera buffa, ma sempre un regime - e che con puttanate come il giosbàt il Bomba ha fatto sì che il manico di quel famoso coltello sia sempre più saldamente nelle mani dei padroni (no, non si chiamano più datori di lavoro: sono tornati a essere padroni, come nel 1800). Pubblicare puttanate sul TFM sotto regime vuol dire darsi la zappa sui piedi, no? O farsi crescere i coglioni solo per avere il piacere di martellarli, scegliete voi. Il mio sogno: eliminare sia le socialmerde che i regimi dittatoriali. Utopia? Mah. I secondi gira e rigira crollano da soli; quanto alle prime, lì sì che la vedo dura.

(*) Non esiste "mipiacizzare"? Ma sì che esiste: l'ho appena inventato io!

martedì 18 ottobre 2016

Via dalle palle! (2)

Ce l'ho coi ministri donne, direte voi. No, rispondo io: ce l'ho con le ministresse, e ovviamente col Bomba, che (solo a parole, ovviamente) prende le distanze a casino avvenuto. Dopo la lorenzin, adesso è la volta di quell'altra col muso da cavallo e il culo che fa apparire magro quello di Kim Kardashian, e che non merita menzione del nome nemmeno con le minuscole. Dopo lo scandalo che ha coinvolto il papino di questa ministressa, quello della famigerata banca etruria (sì, qui ci stanno le minuscole d'obbligo), lei avrebbe dovuto dimettersi o essere cacciata via a calci in culo (e, ribadisco, ce n'è lì da calciare) e invece niente, è rimasta lì. Il Bomba adesso fa l'ipocrita ("Non so più cosa fare con lei", puah), ma, proprio com'è avvenuto riguardo alla bislacca iniziativa dell'altra ministressa, è una presa di distanze formale, non sostanziale. Via dalle palle, pure lei! E con lei, via pure il Bomba e tutto questo sgoverno di minestri e ministresse che ne combinano peggio di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno tutti insieme!
(No, non basterà il NO al referendum a cacciarli via. Come al solito, sarà necessario un intervento diretto della magistratura.)

giovedì 13 ottobre 2016

Via dalle palle!

Esortazione (no: ordine definitivo e inderogabile) a una delle ministresse(*) del Bomba-sgoverno, tale beatrice lorenzin - sì, minuscole d'obbligo - con la sua trovata del giorno della fertilità. Ah, sì, non si chiama "giorno della fertilità"? Spiacente: mi sono rotto i coglioni di questo sgoverno che nasconde le intenzioni più turpi dietro termini in babigot ostrolones quella lingua là che quasi nessuno capisce. S'è scatenato il web a seguito di questa puttanata astronomica del g.d.f.; ma non basta: il web è come le chiacchiere da bar, urla e insulti e poi chiusa lì. Bisogna pretendere a gran voce che la ministressa se ne vada (come da titolo) via dalle palle! Bisogna che lo pretendano i suoi stessi colleghi politicanti che, bontà loro, sul web gliene hanno dette di tutti i colori. Bisogna che lo stesso Bomba si dimostri per una volta coerente con le sue stesse parole ("Una campagna inguardabile") e ficchi una sonora scarpata in culo a questa tizia, che tra l'altro con un semplice diploma di scuola superiore si permette di dettar legge su una materia complessa, la sanità, che richiederebbe come minimo una laurea in medicina.
Articolo approfondito sulla questione di Angelo d'Orsi su MicroMega.

(*) "Ministro" conferirebbe a quella carica una dignità che non ha; "ministra", ribadisco, è un neologismo da nazifemminarde totalmente inascoltabile.

martedì 11 ottobre 2016

Tornare indietro di 30 anni?

È quello che dice il Bomba in caso vincesse il no al referendum del 4 dicembre.
Tornare indietro a un tempo in cui il caimano non aveva ancora iniziato a distruggere l'Italia? (E vabbe', c'era krakksy che dava picconate a tutto spiano, ma non aveva il potere, soprattutto mediatico, del caimano.) Tornare indietro a un'epoca in cui esistevano ancora lavoro fisso e pensioni? Tornare indietro a un'epoca in cui il carburante costava, traducendo in euro, circa 65 centesimi al litro? Tornare indietro a un'epoca in cui le trattenute sullo stipendio bastavano e avanzavano a finanziare il sistema sanitario, sicché non c'erano i "ticket"? Tornare indietro a un'epoca in cui i genitori non ficcavano il becco sull'educazione scolastica e sportiva(*) dei figli? Tornare indietro a un'epoca in cui non ci si zombizzava sull'ultimo minkiofono, a dar la caccia ai mostricciattoli o a sovraccaricare la rete coi propri obbrobriosissimi selfie? Tornare indietro a un'epoca in cui i politici erano politici e non attori su un palcoscenico?
Ma io ci metterei la firma, a tornare ai favolosi anni '80! Se fosse così facile, ecco, sarebbe un motivo in più per votare un grosso:
NO
 (*) Troppi allenatori di squadre giovanili rinunciano affermando che l'unica squadra giovanile che riuscirebbero ad allenare dovrebbe essere costituita di soli orfani

lunedì 10 ottobre 2016

Ma quando arriva l'8 novembre?

Perché l'8 novembre? Perché finalmente ci saranno quelle cazzo di elezioni negli stati appiccicati di merrrrega. Perché finalmente, chiunque sarà andato su, qui da noi la pianteranno con tutto 'sto gran casotto sugli organi di stampa e sul web è-meglio-uno-no-è-meglio-l'altro. Perché finalmente la pianteremo di vedere, anche da noi, centinaia di migliaia di webeti che criticano una perché appartiene all'establishment e l'altro perché è un becero maschilista razzista ignorante come le suole delle sue scarpe (vero per entrambi, ma che cazzo ce ne fotte a noi?). Perché finalmente ci renderemo conto che, chiunque vada su, per noi non cambierà assolutamente niente, dato che continueremo ad essere succubi degli stati incollati di merrrrrega e a farci calpestare allo stesso identico modo.

martedì 4 ottobre 2016

Una merda VIP è sempre una merda

Solo che con le merde VIP ci deve scappare il morto affinché qualcuno cominci ad accusarle pubblicamente di sparare puttanate.
Finora a parlare delle minchiate sparate da una certa eleonora brigliadori (minuscole d'obbligo), ex-attrice e ex-donna di spettacolo, erano solo quattro blogger spelacchiati. Veniva lasciata libera di divulgare le teorie più assurde e le terapie più folli sui tumori, perché tanto è una VIP (Very Idiot Pirla, anzi Pirlessa) e quindi è intoccabile. Poi due donne a distanza di pochi giorni l'una dall'altra sono morte per aver seguito quelle stesse terapie folli che questa VIP svampita supportava, e le iene (che per una volta ne hanno imbroccata una giusta, ma questo è un altro paio di manmutande) si sono finalmente decise a volarle addosso - per sputtanarla, non per supportarla, perché tante altre volte in TV la vecchia cornacchia ci era andata su invito per parlare di queste terapie truffaldine a fini divulgativi. Meglio tardi che mai, no? Dopo aver perso un mucchio di tempo dietro le teorie di quel pazzo di vannoni, finalmente le iene si decidono a mirare su un bersaglio giusto - prendendosi una caterva di insulti, questo è ovvio. Era ora che qualcuno sbattesse in pubblico la pazzia di quella vecchia rimbambita! Ricordo che è in cura psichiatrica pressappoco dagli anni '90 - e sì, dovrebbe davvero farsi visitare da uno bravo, ma a quanto pare ancora non è nato quello abbastanza bravo da risolvere tutti i suoi evidenti problemi psichici!
Approfondimento di BUTAC qui, e di David Puente qui.

giovedì 29 settembre 2016

Il ponte araldo della disgrazia

Si ritorna a bomba, anzi, a Bomba, con la storiellina del ponte sullo stretto di Messina. Ai furbastri che ci magnano sopra basta semplicemente aspettare che il presdelcons di turno cada in disgrazia per tornare a fregarsi le mani, oh che bello, altri soldi che arrivano in cassa senza che dobbiamo smuovere un solo sassolino. Pensateci bene: krakksy cosa promise appena prima di venire bombardato di monetine? Il ponte. Il caimano cosa promise prima di beccarsi un calcio in culo ed essere forzato a sparire dalla scena? Il ponte. E ora è il turno del Bomba. Si sta prendendo brodo da tutte le parti; la sua schiforma anticostituzionale sta per fare la fine del sorcio; ha quelle tre o quattro ministresse totalmente incapaci (e qui ho usato appositamente a fine dispregiativo il suffisso -esse) che stanno facendo fare figure di merda mondiali all'Italia; a livello internazionale s'è appena reso conto che non conta una cippalippa bollita, altro che essere il "salvatore del mondo" che si vantava di essere; gli hanno cancellato le Olimpiadi sotto il naso (già, il movimento 5 peritoniti gravi a forza di sparare nel mucchio qualche volta centra il bersaglio giusto); cosa tira di nuovo fuori dal cilindro? Il ponte. Ponte del quale non fotte uno stracazzo cosmico a nessuno, va detto: alle regioni del nord, chiaro, ma nemmeno a calabresi e siciliani, che con mezz'ora di nave passano lo stretto senza farsi il minimo problema. Ponte sulla cui assoluta mancanza di fattibilità s'è già discusso a gogò: dovrebbe essere un ponte a campata unica, ma si tratta di più di tre chilometri. Ponte su cui a farci la pappa sono sempre solo mafia e 'ndrangheta, a cui i vari "governi" italioti che l'hanno sventagliato hanno già regalato qualche miliardata. Se fosse necessaria un'ulteriore conferma che il Bomba è alla fru al dess al caf all'ammazzacaffè, eccovela servita, e proprio da un personaggio che criticava aspramente la faccenda del ponte.

martedì 27 settembre 2016

No soldi, no pappa

Notizia passatami dai miei amici della Valle d'Aosta.
In una scuola della regione, sei bambini sono stati lasciati senza pranzo per presunte irregolarità nel pagamento del servizio mensa. Due sono riusciti a farsi venire a prendere dai genitori, gli altri quattro sono stati debitamente accompagnati in mensa dalle assistenti, e poi sbattuti in un angolino senza mangiare, e addirittura gli altri bambini, che volevano condividere con loro qualcosa, sono stati aspramente rimproverati.
Come l'hanno presa i bambini? Chiaramente ci sono rimasti di merda. Una bambina addirittura ora rifiuta di andare in mensa.
La mia domanda è: si può affidare un servizio mensa a una cooperativa il cui unico scopo nella vita è fare soldi, fare soldi, fare soldi? Si possono affidare dei bambini, che possono facilmente rimanere scioccati, a della gentaglia che di loro non si preoccupa minimamente? Ah, gli appalti al massimo ribasso...

mercoledì 21 settembre 2016

Ciarlatani di stato

No, non mi sto riferendo al ciarlatano numero uno, quello che siede nella poltrona del presdelcons senza averne la minima competenza. Stavolta è il senato ad aver toppato. Hanno organizzato una conferenza dal titolo a supercazzola (no, non lo riporto) alla quale parteciperanno una serie di ciarlatani, imbroglioni e truffatori della peggior specie: omeopati, ayurvedici, agopuntori, operatori di (udite udite) "medicina energetica", e via così - insomma, tutti questi personaggi di dubb del tutto assente moralità che si permettono di giocare con la salute della gente. Cioè: vogliono istituzionalizzare la "medicina alternativa", e magari il prossimo passo sarà caricarla sul sistema sanitario nazionale: in pratica ci faranno pagare le prestazioni di questi guru e santoni vari, in grado di produrre benefici solo ed esclusivamente al proprio portafoglio a spese della salute dei boccaloni che ci cascano! Spiacente: l'unica medicina che un ente istituzionale come il senato deve promuovere è quella ufficiale, con tanto di test, di risultati e di documentazione. Chiaro: come ogni prodotto umano anche la medicina ufficiale può sbagliare, ma incoraggiare la gente a rivolgersi ai ciarlatani (i cui sistemi non funzionano mai) è un comportamento del tutto inaccettabile da parte delle istituzioni.

venerdì 16 settembre 2016

Non potevano mancare i soliti sciacalli

In morte di Carlo Azeglio Ciampi:

"96 anni, una vita da mantenuto e dovrei commuovermi per la sua dipartita?"
"Un massone in meno!"
"Ogni tanto crepano anche loro [8568 puntini, più o meno] Il problema è che campano fin 95 anni"
"Era ura, una pensione d'oro in meno" (sì, come nel commento sopra, l'itaGliano è una strana lingua...)
"Un Senatore a Vita in meno a rubare denaro pubblico. Non vedo l’ora tocchi a Napolitano!"
E altri su questa falsariga.

Be', insomma, poi non lamentatevi se qualcuno prende i vostri profili, li sbatte in lungo e in largo per il web e mette voi alla gogna. No, non è un metodo che approvo, e non sarò io a farlo - ma qualcuno l'ha fatto con un webete che si è permesso di postare commenti di merda su un caso appena balzato alla cronaca: l'ha trasformato in un capro espiatorio. Se succede anche a voi, ripeto, non lamentatevi!
(In questo post il chiarimento sul significato di quanto ho detto qui sopra.)

giovedì 15 settembre 2016

Restiamo italiani, suvvia!

C'è tanto da stupirsi di un ambasciatore merrrrregano che ficca il becco in faccende che non lo riguardano? C'è tanto da meravigliarsi se i merrrrregani continuano a ritenerci una loro colonia, se l'Italia stessa si ritiene tale? Cioè: continuiamo a scopiazzare tutto quello che fanno perché merrrregano è figo - ah, no, si dice cùl. Cul? Già: cul. Continuiamo a mandare in giro per bordelli la lingua più bella dell'Universo infarcendola di termini merrrregani (il più delle volte usati alla cazzo di cane) perché così è più cul. Continuiamo a ritenere che l'avvenimento più importante dell'Universo siano le elezioni presidenziali in un paese che, in un caso o nell'altro, tratterà con l'Italia sempre allo stesso modo (e che sta presentando due candidati del tutto improponibili, ma questa è semplicemente una mia opinione). Ma puttana di quella troia vacca porca mignotta bagascia sgualdrina battona di una meretrice! Siamo un popolo con millenni di storia alle spalle; vogliamo continuare a farci dominare culturalmente da un popolo che di storia ha pochi secoli? Cerchiamo di ricordarci che siamo italiani - e che, semmai, sono i merrrregani a dover essere culturalmente nostri sudditi, vista la gran quantità di nomi italiani e di nostri aspetti culturali che abbiamo esportato laggiù!

Un messaggio all'ambasciatore merrrrregano: egregio signor Phillips, cerchi di badare al suo lavoro, che è curare le relazioni tra l'Italia e il suo paese, anziché impicciarsi di questioni puramente locali che non la riguardano come il voto a un referendum sulla nostra (e ribadisco nostra) Costituzione.

mercoledì 14 settembre 2016

Distruzione della società in 10 mosse

È quello che stanno facendo le socialmerde. Perché continuo ad affermare di essere pienamente d'accordo con le parole di Eco riguardo al fatto che il web - e in particolare le socialmerde - ha dato parola a legioni di imbecilli? E perché queste legioni di imbecilli - webeti, per essere più precisi - sono destinate a crescere? Vediamo un po'.

1) Mostrarsi e acchiappare "mi piace" è più importante che comunicare
Riempirsi il proprio profilo di quelle merde di "selfie", cercare a tutti i costi di incrementare i "mi piace" ai medesimi obbrobri, tentare di imporsi al mondo con arroganza - per poi rendersi amaramente conto che agli altri dei propri "selfie" cacatissimi non può fregare meno e che si conta come una cacca di mosca. E la comunicazione? Ciao ciao.

2) Corollario del precedente: la comunicazione diventa impossibile
Quando cresce il numero degli "amici" sul proprio profilo, diventa davvero impossibile riuscire a mantenere relazioni anche coi pochi che meritano davvero l'appellativo. Ma a questo punto la caccia agli "amici" a tutti i costi è diventata più importante che stringere o mantenere relazioni con loro. C'è gente che si lamenta che il limite di 5000 amici sul Tomo delle Facce di Merda è troppo poco - ma bisogna rendersi conto che avere un centinaio di amici è la norma sulle socialmerde proprio come nella vita reale!

3) L'interazione umana è andata a mignotte
No, i "mi piace" e i commenti non sono un ritorno efficace. Non impediscono in alcun modo al troll o al webete di turno di pubblicare stronzate che non avrebbe il coraggio di dire in faccia a qualcuno, soprattutto offese, discriminazioni, incitamenti all'odio e alla violenza.

4) Le socialmerde hanno davvero dato il diritto di opinione a legioni di webeti
Questo perché si ha la sensazione che la propria opinione (che nella vita reale verrebbe derisa o aspramente criticata) su web conti davvero qualcosa.

5) Gli estremismi trovano terreno fertile
Davvero. Oltre al riuscire ad esprimere in pieno il proprio estremismo, i webeti riescono a trovare la marea montante di webeti come loro che dà loro ragione a colpi di "mi piace" e commenti altrettanto estremisti. Oltre tutto, l'ipersemplificazione che è una delle caratteristiche base delle socialmerde porta alla creazione di "meme" estremisti che raggiungono in fretta un vasto pubblico.

6) La padronanza della lingua italiana è andata pure lei a mignotte
E questo non ha bisogno di particolari spiegazioni. In prima elementare sapevo già esprimermi con maggior padronanza della lingua rispetto alla stragrande maggioranza (più del 90%) degli utOnti delle socialmerde. Ancora una volta, l'ipersemplificazione porta a questo.

7) Pure la soglia di attenzione sta andando a mignotte
Ancora una volta, sempre l'ipersemplificazione è la colpevole. Quanta gente incontrate che vi dice candidamente "Ah, quello non l'ho letto, è troppo lungo"? Sempre di più? Ormai la gente legge solo più il titolo, e neanche tutto: solo le parti che può usare per darsi da sola una conferma di idee preconcette, e poi ripubblica, condivide, mette il "mi piace" senza aver in realtà letto una sola parola del testo. E se ne vantano pure! Questo è il problema.

8) Dove va una pecora, vanno tutte le altre
E dove va il primo webete che mette un "mi piace" o una condivisione a cazzo di cane, mucchi di altri webeti lo seguono a ruota. Nessuno ha più un'opinione propria: conta quella del gregge, punto. Perché i post più di merda (estremisti, populisti, [...]) passano sopra, come popolarità, ai post davvero interessanti? Perché il gregge è andato dietro a quella prima pecora che ha "mipiaciuto" o condiviso quel tale post di merda!

9) Le socialmerde hanno aumentato esponenzialmente il ritmo di riproduzione delle bufale
E non sto parlando di quelle che muggiscono, mangiano erba e producono latte per eccellenti mozzarelle. Diciamocelo subito: i boccaloni sono sempre esistiti, così come gli spacciatori di notizie farlocche; ma se ogni singola bufala rischia di diventare un "meme" anche la sua diffusione cresce in maniera esponenziale, così come aumentano i boccaloni disposti a prenderla per vera (anche perché, come detto al punto 7, hanno letto solo quelle due o tre paroline del titolo che hanno calamitato la loro limitatissima attenzione).

10) Ci si convince che per cambiare il mondo basta un clic
Già. Un "mi piace" qui per cambiare il mondo. Cambia la foto del profilo e dimostrerai che hai attivamente contribuito a quella tale causa. Firma una petizione online e manderai a casa la ka$$$$ta. Tanti webeti ormai sono convinti che un clic qua e là basti a rovesciare una situazione merdosa, e quando chiedi loro se intendono fare davvero qualcosa ti dicono che l'hanno già fatto, tanto basta un clic.

Ecco perché insisto a dire che se qualche circostanza mi rendesse proprietario delle socialmerde le chiuderei all'istante. Lo scopo originario delle socialmerde, cioè tenere in contatto persone lontane, è stato abbondantemente stravolto dal modo in cui legioni di webeti le usano. Quando uno strumento ti facilita troppo certe cose, la tua mente va in ibernazione totale e tu spargerai per il web tonnellate (virtuali, ma pur sempre pesanti) di immondizia putrida e rivoltante.

lunedì 12 settembre 2016

Se l'è andata COSA?

Un intero paese ha girato le spalle a una dei suoi abitanti nel momento di maggior bisogno. Un paese che sputtano senza problemi: Melito di Porto Salvo. Un paese dove una ragazza ha vissuto le pene dell'inferno dai 13 ai 16 anni, stuprata (con la probabilissima connivenza dei genitori) da nove giovinastri suoi compaesani. Ci s'aspetterebbe un minimo sindacale d'indignazione nei confronti di quei nove stronzi... e invece:
"Se l'è andata a cercare."
"Una ragazza un po' movimentata."
"Una che non sa stare al posto suo."
Il parroco che le dà senza mezzi termini della prostituta.
Una "signora" del paese che afferma roba di questo genere: "Sono vicina alle famiglie dei figli maschi. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare."
Il sindaco che s'incazza con una giornalista che ha osato pubblicare la notizia.
Cioè, non chiedo la solita marea montante di webeti che ci vanno giù pesanti con minacce di morte o di castrazione - ma un minimo d'indignazione! Almeno rendersi conto che la vittima è lei e non i suoi aguzzini!
Ah, già: non sono stati degli sporchi negri bastardi di merda a violentare per tre anni questa ragazza, causandole problemi psicologici che si trascinerà dietro a vita. Sono tutti gente del paese.
Uno è figlio di un boss della 'ndrangheta locale, quindi intoccabile per definizione.
Uno è figlio di un maresciallo dei carabinieri.
Uno è fratello di un poliziotto.
Bla bla bla.
Quindi a quel punto questa ragazza è semplicemente "una puttana" e tanti saluti.
Ma per favore, va'! Cari melitesi, andate pure a buttarvi tutti quanti dalla rupe più alta che trovate! Questa vostra compaesana sarà costretta a trasferirsi lontano da lì per cercare di rifarsi una vita ripartendo da zero con la reputazione che le avete così bellamente distrutto: ne siete contenti?

venerdì 9 settembre 2016

I webeti continuano a non smentirsi

Titolo originariamente pensato: il Tomo delle Facce di Merda e la satira sui terremoti. No: forse non è abbastanza espressivo. Comunque, ecco l'ennesima bufala (muuuu, muuuu), nata dopo la brillante idea di Charlie Hebdo di sparare una vignetta senza spiegarla.

"+Ciao Charlie,
sono A…… ho 9 anni e in quella “lasagna” ho perso tutto.. Ho perso la mia bellissima mamma e il mio forte papà.. Quella notte ero solo, avevo paura. Era buio e sentivo urla e pianti. E non sentivo l’odore buono della lasagna come quella che preparava la mia nonna…
Sai? Mi dispiace aver visto quella vignetta.. Però ti racconto qualcosa di bello! Sono arrivate qui tante buone persone.. Tante mani hanno scavato e hanno estratto vivi più di 215 amici! Charlie! Sai tu quante sono 215 vite?!! Il mio popolo in pochi giorni ha raccolto più di 15 milioni di euro.. Hanno mandato qui tantissime cose.. Pensa che ad un certo punto non c’era più spazio per metterle!! Pensa sono venuti anche in moto ad aiutarci! Ci hanno costruito delle tende e ci cucinano sempre cose buone.. Mi hanno promesso che mi costruiranno una scuola e tante case nuove.. E non è come dici tu! Qui la mafia non c’è.. Il mio era un piccolo vecchio bellissimo paese nel centro della nostra vecchia e stanca Italia. Ma il cuore del mio popolo è grande grande!
Però di una cosa sono contento. Si, sono contento di non essere francese, di non essere nato in un paese che permette ad un giornale di prendere in giro le vite di 294 persone, delle loro famiglie, di una nazione intera. Non vivo in uno stato che ha dei poliziotti che fanno entrare un grande camion bianco a tutta velocità in un’area pedonale… E poi sai che ti dico?! Almeno io dopo aver fatto la cacca mi posso lavare il culettto! Voi no! Tiè!
Vas te faire encule #Charliehebdo ! Votre satire indigne mettre dans le cul !
Cit.
non condividete ma fate copia ed incolla sulle Vostre bacheche che arrivi da quei coglioni."


Da parte mia non ho mai sopportato l'umorismo dei francesi (e la redazione di Charlie Hebdo non è marziana: sono tutti francesi): è sempre troppo pesante e indigesto, e va bene quando se lo appioppano gli uni con gli altri, ma dovrebbero prestare molta attenzione nell'infliggerlo a chi francese non è. E va bene, quella merdosissima vignetta voleva rigirare il dito bello sporco nella piaga delle costruzioni messe in piedi da impresari senza scrupoli a base di "cemento zero" (sola sabbia, insomma) e della gestione molto alla "amici degli amici" delle emergenze, ma non era così facilmente comprensibile.
Sia come sia: la "letterina" strappalacrime del/la ragazzino/a di 9 anni che "in quella 'lasagna' ha perso tutto" è soltanto il solito modo per spacciare bufale senza controllo. Dopo l'ennesima volta che si vedono in giro puttanate del genere si pensa che la gente cominci a darsi una sveglia... tsè. Guarda, Dumdumderum, ho visto un vegano cominciare a mangiare bistecche di elefante al sangue! I webeti che hanno fatto copia & incula di questa gran troiata sulla propria bacheca del TFM sono centinaia di migliaia! E sono tutti webeti che osano insorgere contro questo termine, e che ne hanno dette di tutti i colori sulla sparata, brusca ma realistica, di Umberto Eco riguardo alle legioni di imbecilli a cui il web ha dato il diritto di parola. Adesso mi pesa dirlo, ma ci starebbe bene una vignetta massacrante di Charlie Hebdo sui webeti italioti che pubblicano bufale a stecca tanto per sentirsi dei grandi, quando invece sono più immaturi di un bam un neo un fe un ovulo appena fecondato.

giovedì 8 settembre 2016

Tutti buoni a contar balle

E ad attaccare gli altri quando contano balle.
Insomma: chiaramente dopo il gran casino che il movimento 5 ischemie ha combinato a Roma tutti i suoi avversari gli stanno volando addosso. Sì, se l'è cercata in pieno, era prevedibile: i grUllini hanno ampiamente dimostrato di essere uguali a tutti gli altri. E qui casca l'asino: su questo uguali a tutti gli altri.
Già: non hanno minimamente dimostrato di essere peggiori di tutti quelli al momento impegnati a montare una campagna mediatica contro di loro, Bombapartito in testa: hanno semplicemente dimostrato di essere esattamente allo stesso livello. Quindi, da che pulpito arriva questa levata di scudi contro il movimento 5 ustioni di terzo grado! No, non mi sono messo di botto a difenderli: non meritavano la mia fiducia prima e continuano a non meritarla; però allo stesso modo non la merita nessun'altra forza politica.
Il che ci riporta alla mia solita considerazione: sono forse alieni venuti dal pianeta Inculix nella galassia Pezzdimerd? Noooo: sono italiani esattamente come quelli che li hanno eletti, e la loro non è che l'applicazione di uno dei classici aspetti del sistema all'italiana che spreco tempo a deprecare: indignazione a fasi alterne, quando sono gli altri a contar balle, insomma, il solito vedere la pagliuzza nell'occhio altrui addirittura attraverso il trave nel proprio.

martedì 6 settembre 2016

Idioti d'alta quota

Le immagini che seguono sono state scattate da Luca Montanari, guida alpina e tecnico del soccorso, sul Monte Bianco.





Cioè: scarpette? Jeans? Pantaloncini corti? Magliettine? Gente che scavalca crepacci così, come se niente fosse, senza un minimo né di attrezzatura né di preparazione? E quando Montanari (che, ribadisco, è una guida alpina) è andato a rimproverarli per questo comportamento sconsiderato s'è pure beccato un vaffanculo. Va bene, la montagna è di tutti e bla bla bla, ma va affrontata nel dovuto modo! L'unica cosa che Montanari ha potuto fare è prendere atto con forte senso di impotenza della reazione di questi Turistos Fai Da Te e allontanarsi; ma a un certo punto se finiscono dentro il crepaccio se la saranno cercata - e vestiti come sono moriranno congelati molto prima dell'arrivo dei soccorsi.
Davvero, l'epoca dell'estinzione dell'umanità si avvicina di giorno in giorno.

venerdì 2 settembre 2016

Roma e gli incapaci

Io sono stato ben contento quando il movimento 5 bubboni purulenti ha vinto le elezioni amministrative a Roma: mi sono detto "Bene, così una buona volta si renderanno conto di non essere minimamente in grado di governare anche solo una città". Premesso che Roma è una città infernale da governare, e lo è pressappoco dall'epoca della sua fondazione, i grUllini pensavano di andare su a spaccare il culo ai passeri; e invece il culo rotto se lo sono trovato loro. Nel corso di una singola giornata hanno perso il capo di cesso, sì, insomma, di gabinetto e l'assessore al bilancio, più tre importanti dirigenti di aziende municipalizzate. Sono stato facile profeta, eh? Adesso è chiaro e lampante: i grUllini sono incapaci esattamente come tutti gli altri, quindi al popolo italiano non resta altra scelta che la strada che non percorrerà mai: mandare a stendere in toto l'intera classe "politica" italiana e ricostruire l'intero sistema dalle fondamenta. Cioè: siamo nella merda fino sopra i capelli e non abbiamo il boccaglio per respirare.
Rapido quiz: secondo voi il movimento 5 adenocarcinomi ha ammesso di aver preso una vacca per le palle?
Tsè.
Chi ha risposto "sì" per favore torni sulla Terra. Per i grUllini è tutta colpa "delle lobby", uno, undici, centoundicimilacentoundici!

giovedì 1 settembre 2016

Il giorno della fert... ahem, delle stronzate

Analisi su questo "giorno della fertilità" (no, mi rifiuto categoricamente di usare l'espressione governativa in ostr babi quella lingua là: questo "governo" dovrebbe ricordarsi una volta o l'altra che agli italiani bisogna parlare italiano) in questo post della blogger Galatea: io non avrei saputo dirlo meglio. Aggiungo le mie ulteriori considerazioni.
a) Un governo degno di questo nome dovrebbe rimanere laico; questo "governo" invece sta cadendo sempre più in basso nell'abisso del cattobigottismo secondo il quale una donna è niente di più che una macchina per sfornare figli. Una donna è una donna, cioè in ogni caso un essere umano in grado di prendere le proprie decisioni; sul fatto di avere figli o meno (quando ciò dipende dalla propria volontà e non da casi di infertilità, chiaro) si deve accordare con il proprio partner; non può essere lo stato a imporre loro la sua volontà.
b) Giovani che non hanno lavoro e vivono di espedienti sarebbero praticamente obbligati a mettere al mondo figli in una società dove essi non avrebbero diritto allo studio (a meno di non essere figli di riccastri), né troverebbero un lavoro e dovrebbero a loro volta vivere di espedienti, e poi dovrebbero procreare giovani pure loro! È questo il modello di società che lo stato aspira a creare? Sempre che questi giovani procreatori riescano poi ad allevarli, i figli, perché altrimenti sarebbero praticamente obbligati a sbatterli in mezzo a una strada trasformandoli nel vivaio per la criminalità organizzata.
c) Per questa assurda campagna sul "giorno della cagata pazzesca" il "governo" ha smenato qualche milionata di soldi dei contribuenti che avrebbero potuto essere deviati sul benessere sociale (no, non lo chiamerò uèlfer, mi spiace) facendo in modo che davvero i giovani possano tornare a godere del diritto allo studio e a potersi trovare un lavoro stabile, non precario, non pagato a vàucer o ancora peggio a buoni pasto. Così davvero i giovani potranno sentirsi incentivati a mettere al mondo dei figli. Cercare di obbligarli con una campagna del genere invece rischia proprio di ottenere l'effetto opposto.
d) Ma siamo davvero ancora così convinti che il "crescete e moltiplicatevi" sia la strategia giusta su questo pianeta per il quale il termine "sovrappopolazione" ormai è diventato un monumentale eufemismo? Dieci o più miliardi di abitanti (no, ribadisco: i sette miliardi ufficiali sono un lontano ricordo del passato, considerato che sulla faccia della Terra ci sono almeno tre miliardi, se non di più, di esseri umani mai entrati in alcun censimento) non sono troppi: sono troppissimi. Non esiste "troppissimi"? Certo che esiste: l'ho inventato io. Le risorse sono ormai agli sgoccioli, e prima o poi l'ambiente in cui viviamo si vendicherà a forza bruta; dobbiamo davvero cominciare a prestare attenzione ai segnali che già ci sta inviando. Sia chiaro: non sono assolutamente un fautore dell'estremo opposto, la cosiddetta "decrescita" che felice non sarebbe perché avverrebbe con violenze e massacri; ma cominciamo almeno a farci un esame di coscienza e chiederci se vale ancora la pena non preoccuparci delle dimensioni finite della Terra.

mercoledì 31 agosto 2016

Terremoti e socialmerde

No, in questo caso non mi sto riferendo alla marea montante di webeti che hanno tutto loro da dire riguardo al terremoto sul Tomo delle Facce di Merda e altre socialmerde di questo genere. Mi sto riferendo al mega direttore galattico nonché fondatore e proprietario del TFM in persona, Zuckamarciaberg.
Udite udite, ha effettuato una donazione di cinquecentomila euro (il suo reddito di dieci millisecondi, più o meno) per il terremoto.
Uàu, davvero un bel gesto umanitario, grazie Zuckaputridaberg, sei davvero un grand... STOP! Qualcosa non torna di brutto. Innanzi tutto: ha davvero donato dei soldi?
Ma va' là. Ha donato dei crediti alla croce rossa per fare pubblicità sul TFM.
Cioè, ha preso del fumo con le mani e ne ha fatto una donazione; naturalmente prima di arrivare a destinazione il fumo era già svanito.
Bravo Zuckamortaberg, così si fa, secondo il Manuale del Perfetto Stronzo.
In più, altro piccolo particolare: Zuckafetidaberg deve al fisco italiano qualche miliardata: mica noccioline. Con che facciaculo smutandato si presenta qui a fare lo sborone e sventolare mezzo milione che nessuno vedrà mai da vicino? Domanda retorica, già, ma con una risposta: quella faccia quel culo smutandato trova la sua piena corrispondenza in un presidente del coniglio (già, quello che oltre alla maiuscola s'è giocato pure la S) che, anziché pretendere la restituzione con gli interessi di quelle miliardate di evasione fiscale, lo invita a tenere conferenze fuffose all'università dei figli di papà e gli slurpa il culo al punto di garantire esplicitamente che quei soldi di evasione fiscale non verranno mai richiesti.