lunedì 18 gennaio 2016

I troll che mazzottano la stUmpa nostrana

... sono senza prezzo.
Bufale Un Tanto Al Chilo ha pubblicato questo interessante articolo riguardo a come ha reagito un sito di troll professionisti al fatto che una bufala (dichiaratamente tale) da loro pubblicata sia stata raccolta e ripubblicata da tutte le testate di stUmpa nostrana come notizia vera con un copia & incula selvaggio, senza spendere nemmeno un microsecondo per verificarla. Bella la storiellina del ristoratore arrestato a Firenze perché macellava cani nel garage, eh? Peccato che fosse falsa come una moneta da 3,51 euro. Peccato che sarebbero bastati pochi secondi per effettuare una ricerca su Google e ottenere come primo risultato il nome di questo sito di allevatori di bufale. E per quanto questi trolloni non mi stiano simpatici, nella loro reazione hanno guadagnato istantaneamente parecchi punti. Sì, sono, come dicevo, dei troll professionisti che si divertono a creare notizie false; ma il loro divertimento arriva soltanto fino al punto di vedere quanti boccaloni condividono la bufala sul Tomo delle Facce di Merda; anche loro si aspetterebbero che una testata seria: a) non pubblicasse proprio la notizia (il che sarebbe meglio) oppure b) prendesse subito le distanze, dichiarandola falsa e deprecando la cliccomania dell'utOnto medio delle socialmerde, fornendo fonti che la smentiscano. E invece no: le testate "serie" (ormai con le virgolette d'obbligo) pubblicano tutte le più infami puttanate spacciandole come notizie vere, solo per attirare ascolti, vendite o clic, a seconda della tipologia di testata. E anche i trolloni, alla fine, prendono le distanze. Insomma, uno si fiderebbe delle testate "serie" per avere notizie reali e quello che si trova servito su un vassoio d'argento è questo? Ribadisco il concetto con una notizia che più reale non può essere: l'eccesso di stUmpa italiana provoca il cancro. State alla larga dalla stUmpa italiana!

Aggiunta
E la stUmpa italiana ci ricasca. "Guy-fi", le cabine per masturbarsi in pubblico a New York! Non si sono minimamente soffermati a leggere tutto il testo originale per rendersi conto che sì, qualcuno aveva messo in giro quelle cabine, ma si trattava di una semplice trovata pubblicitaria di un'azienda che produce attrezzatura erotica, e che la masturbazione in pubblico, a New York come in tutto il resto del mondo, ricade sotto la dicitura "atti osceni in luogo pubblico" e costituisce reato.

2 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Fossero bufalette del tipo primo aprile, ci si potrebbe anche ridere, ma le scie chimiche o il cancro per l'eccesso di stampa italiana mi sembra che indichi il livello demenziale di queste non-notizie.
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Ovviamente anch'io sto trollando a stecca con la mia "notizia" finale. :D
Chiaro che se leggi puttanate del genere il primo di aprile ti poni qualche domanda; ma se si finisce per leggerle TUTTO L'ANNO...